Clement: "Jo Tsonga sabato non riusciva più a stringere la racchetta"

Interviste

Clement: “Jo Tsonga sabato non riusciva più a stringere la racchetta”

Pubblicato

il

 

TENNIS INTERVISTE – Intervista de l’Equipe al capitano francese Aranud Clement: “Jo Tsonga nel suo incontro con Wawrinka non ha mai detto che aveva male al gomito. Io venerdì sera non lo sapevo…E Roger Federer ha una velocità di gambe impressionante!”

Arnaud Clement è per parecchi francesi sul banco degli imputati, forse soprattutto per aver scelto la terra battuta – “Ma dopo aver consultato i miei giocatori eh!” – e anche per la gestione del weekend, incluse le sue conferenze stampa intrise di piccole grandi bugie.

 

Quando vi siete resi conto che la finale stava per scapparvi di mano?
Durante il match di Richard con Federer. Ma già sabato sera abbiamo capito che sarebbe stata dura. Puntavamo molto sul doppio. Speravamo di arrivare alla domenica sul 2-1 per noi. Ma quando ho visto come Federer ha affrontato i primi games sulla terra contro Gasquet ho capito che nessuno, salvo Nadal, sarebbe riuscito a contrastarlo.

Vi siete sentiti impotenti?
Con Richard avevamo ben preparato questo match. Il piano di gioco era chiaro. Non volevamo dargli il tempo di farlo colpire di dritto. Ma quando Roger ha cominciato a spingere Richard così indietro, a spingere e a spingere, e i suoi colpi erano così precisi, è diventata quasi una missione impossibile. Richard ci ha provato, ha giocato anche contro natura, lui che vorrebbe giocare in sicurezza. Ma non c’erano altre opzioni. Richard è molto forte nei cambi di ritmo, ma lì era Roger che imponeva il suo ritmo.

Federer vi ha stupito?
Altro che, più che stupito! D’accordo è il più grande tennista di tutti i tempi, ma io ho visto decine di suoi match e lui non gioca tutte le volte così. Soprattutto sulla terra dove può essere impreciso, steccare la palla…Sia nel doppio sia nel singolo contro Richard l’ho visto impressionante anche sul piano fisico. Si conosce la velocità del suo braccio, ma per averlo visto giocare a due metri di distanza vi posso dire che la sua velocità di gambe è stata straordinaria.

Insomma perché avete perso?
Gli svizzeri erano nettamente più forti. Possiamo parlare per ore dell’inizio del terzo set di Jo Tsonga contro Wawrinka o delle cinque palle break del secondo set del doppio, ma non si è perso per una questione fisica o mentale. Si è giocato tutto sulla qualità del tennis praticato. Una semplice questione di livello, di categoria.

Non pensi di aver commesso errori, anche di comunicazione, sabato riguardo al caso Tsonga?
Ammetto che non tutto è stato perfetto. Colpa mia. Bisogna immaginare il contesto. Siamo sotto urgenza e la mia priorità è salvaguardare il gruppo. E non quello che andrò a raccontare alla stampa. Non volevamo dare nessuna indicazione agli svizzeri. Perché avvertirli che Tsonga aveva un problema al gomito? Capisco la frustrazione dei giornalisti in relazione a certe risposte assurde. Mi è costato fare così. Tutto quel che è accaduto con la stampa sabato sera è…mia responsabilità.

Tsonga non sembrava al meglio neppure i giorni precedenti. Era molto nervoso…non hai pensato di escluderlo già venerdì?
No. La sua storia in Coppa Davis, la sua voglia di giocare, la conoscenza che io ho riguardo ai giorni che precedono una finale di Coppa Davis quando tutti i giocatori sono alla ricerca delle sensazioni perfette…tutto quanto mi fa dire che quella opzione non l’ho proprio presa in considerazione.

Eppure sapevi che quel problema al braccio lo angosciava…
Certo, tutto era trasparente. Mi prendo la responsabilità della scelta. Ma era assolutamente impossibile prevedere quel che sarebbe successo. Venerdì sera Jo sente un po’ di indurimento ma non ha dubbi sul fatto che all’indomani, al sabato, sarebbe sceso regolarmente in campo. Tutto è cambiato con il riscaldamento di sabato mattina, non riusciva a stringere la racchetta in mano!

E come ha reagito a quel punto Gasquet?
Beh, era dispiaciuto per il compagno, ma non si è scosso più di tanto. Da giocatore ho vissuto quella stessa situazione ad Alicante nel 2004, ed è dura….Ma non ho avvertito che per Richard fosse un colpo mortale il forfait di Jo. Perché lui ha fiducia anche in Bennetau. Visto poi…forse un effetto indiretto c’è stato.

Siete riusciti a fare un piccolo briefing post-match domenica sera?
No. Ho solo detto loro negli spogliatoi che io ero fiero di loro. Del loro impegno lungo tutto l’anno. C’è un rapporto molto onesto fra noi. Ora lasciamo passare un po’ di tempo, ma riparleremo di tutto, partendo da quanto abbiamo constatato questo weekend: se vogliamo vincere la Coppa Davis bisogna essere ancora migliori.

Clement non ha invece fatto alcun riferimento al fatto che nel 2015 molte squadre super temibili forse non ci saranno. Difficilmente la Svizzera potrà contare su tutti e due i suoi campioni match dopo match, la Spagna è in B, la Repubblica Ceca è un tantino in disarmo per via dell’età di Stepanek, della minor convinzione di Berdych. Gli Stati Uniti non hanno più singolaristi davvero forti e chissà per quanto tempo ancora i gemelli Bryan continueranno ad esibirsi, la Croazia di Cilic e Coric potrebbe far paura, la Serbia ha forse Djokovic ma un Troicki e un Tipsarevic da recuperare, tutte le altre squadre sembrano battibili per la Francia che però…potrebbe anche perdere subito dalla Germania!

 

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Coppa Davis, la gioia del Canada: “Stanotte festa fino all’alba”. Auger-Aliassime: “Il match point momento indimenticabile”

MALAGA – Auger-Aliassime: “Devo migliorare ancora su tante cose, ma ora non ci penso”. Shapovalov: “Questo successo mi darà fiducia per il 2023”

Pubblicato

il

Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Canada - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

dal nostro inviato a Malaga

Grande gioia del team canadese durante la conferenza stampa seguita al successo in finale contro l’Australia. In particolare grande momento di ilarità quando sono state chiamate in causa le due riserve/carneadi che però hanno assistito alle imprese dei compagni da una posizione privilegiata: nè Diallo nè Galarneau erano in condizione di parlare, ormai completamente afoni per essersi sgolati a fare il tifo in questi giorni. Ma veniamo ai commenti dei protagonisti.

D: Frank, qual’è stato il match più difficile? e adesso che è finita come pensate di festeggiare?

 

DANCEVIC: “Per vincere questo trofeo bisogna superare parecchi ostacoli, ci vuole un grande spirito di gruppo. Sono orgoglioso dei ragazzi e di come hanno mantenuto l’attitudine e lo spirito di battaglia. E adesso dovranno rendermi orgoglioso nei festeggiamenti, stanotte dobbiamo darci dentro fino all’alba“.

Felix, puoi descriverci cosa ti passava per la testa nell’ultimo punto? E a livello di sensazioni come si compara con la sensazione di aver vinto la Davis Cup juniores?

AUGER-ALIASSIME: “Ho visto che c’era spazio per spingere e ho tirato a tutta e quando ho visto la palla che stava uscendo e galleggiava in aria sono stati momenti incredibili, perchè stavo vedendo che stava uscendo e stavo aspettando il momento che cadesse; è stato un momento speciale. Uno gioca parecchi match ma questo me lo ricorderò senz’altro. Rispetto alla Davis Cup Juniores del 2015 questa ovviamente è un’altra cosa, ma per noi che avevamo 15-16 anni all’epoca è stata speciale anche quella. Ed è stato il momento in cui abbiamo cominciato a mettere nel mirino la coppa vera”.

Felix, cosa pensi di poter migliorare in campo? Ed eri preoccupato di dover giocare a lungo oggi?

AUGER-ALIASSIME: “Tante cose; abbiamo visto anche uno come Novak che continua a cercare di migliorare e giocatori come lui sono dei modelli; al momento però non penso a cosa migliorare, ci penso l’anno prossimo; adesso sono contentissimo di aver vinto. Per quanto riguarda il match di oggi con Alex è stata dura, lui è un gran lottatore, in Davis ancora di più; ma oggi non era il momento di essere stanchi”.

Denis, in questi ultimi giorni hai giocato estremamente bene; sei d’accordo se diciamo che se mantieni questo livello puoi tornare nei top 10? E poi hai dei piani per espandere il tuo coaching staff nel 2023 (oggi l’unico coach del canadese è Peter Polansky, la collaborazione con Youznhy è terminata agli Us Open di quest’anno, ndr). Parlando invece di questa edizione che partite ricorderai?

SHAPOVALOV: “Da Cincinnati i pezzi del puzzle stanno cominciando ad andare assieme; è un bel segno per il 2023; sono in un periodo in cui gioco con consistenza. Per il 2023 non prevedo di fare nessun cambiamento, Peter vede il mio gioco e io gioco generale molto bene, non credo che aggiungere qualcuno mi dia qualcosa in più. Parlando invece delle partite, sicuramente mi ricorderò il doppio contro la Germania giocato con Vasek; dopo il primo set è stato una cosa dell’altro mondo, tiravamo a tutta qualsiasi cosa ed era come se fosse impossibile che sbagliassimo”.

Vasek, ci puoi dare il tuo punto di vista, che sei il veterano della squadra?

POSPISIL: “Questo è incredibile, è un gran risultato, è la Davis e si gioca per il tuo paese. La sento più importante che altre partite. io ho visto il percorso di crescita in questi anni: nel 2013 semifinale, nel 2019 finale, è stato un avvicinamento. All’inizio della settimana avevo la sensazione che poteva essere la volta buona, adesso si può dire”.

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis, De Minaur e Hewitt gelidi su Kyrgios: “Se non è disponibile possiamo farcela anche senza di lui”

Le sensazioni del team australiano dopo la sconfitta in finale di Davis contro il Canada: “Questo team è una famiglia, se Nick non c’è è perchè ha scelto così”

Pubblicato

il

Lleyton Hewitt - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Lleyton Hewitt - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

dal nostro inviato a Malaga

Perdere una finale non è mai facile da digerire e la delusione è palpabile quando gli australiani arrivano in sala stampa; sono De Minaur e capitan Hewitt a presentarsi. Interessanti alcuni considerazioni di Hewitt sulla formula e sulla possibile presenza di Kyrgios il prossimo anno. A domanda su questo sia De Minaur che Hewitt al di là delle parole hanno mostrato un body language estrememante gelido; se Nick decidesse di tornare sui suoi passi probabilmente dovrà pure cospargersi il capo di cenere.

D: Lleyton, quali sono le tue emozioni in questo momento?

 

HEWITT: “Sono estremamente orgoglioso di tutti, dal primo all’ultimo. Siamo arrivati a un passo dal farcela. Tutti quelli che hanno giocato hanno avuto un ruolo importante. Difficile da esprimere quello che stiamo provando. Avevamo davanti a noi l’obiettivo finale e ci siamo fermati un passo prima, come il team femminile”.

D: Lleyton, cosa ne pensi del formato della manifestazione rispetto a quello passato? Il prossimo anno per vincere sembra necessario aggiungere potenza di fuoco, possibile un ritorno di Kyrgios?

HEWITT: “A me il formato così com’è adesso non piace; non è un mistero, ma la mia voce non viene ascoltata. Come si fa a dire a dei doppisti che si preparano tutto l’anno e che arrivano qua per arrivare sullo stage più grande che non avranno la possibilità di esprimersi? Penso ad esempio al team olandese che abbiamo battuto. O addirittura penso al leggendario doppio Woodforde-Woodbridge (i Woodies) che non avrebbero messo piede in campo oggi. Ma così è; per quanto riguarda Nick voi sapete bene che non avrei potuto provarci più duramente di quanto ho fatto; è stata una sua scelta e si è dichiarato non disponibile“.

D: Alex, ci puoi dire qualche parola? e sul tema di un possibile ritorno di Nick?

DE MINAUR: “Oggi avevo una missione da compiere, vincere il mio match e portare l’Australia al doppio decisivo; ho avuto delle chance ma purtroppo non ci sono riuscito. Oggi le cose non sono andate per il verso giusto purtroppo. Rispetto al coinvolgimento di Nick non ho niente da aggiungere, lui non si è reso disponibile; ma come team siamo riusciti ad arrivare a un passo dalla vittoria per cui possiamo farcela anche senza di lui; come team siamo molto uniti, anche durante l’anno ci sentiamo spesso e questo dimostra che siamo una famiglia”.

Continua a leggere

Flash

Volandri: “Simone si era infortunato ieri, avevo già deciso di puntare su Berrettini”

Berrettini: “Filippo mi ha chiesto di metterci il cuore e dare tutto quello che avevo”. Shapovalov: “Farò tutto il possibile per giocare la finale”

Pubblicato

il

Photo by Silvestre Szpylma / Quality Sport Images / Kosmos Tennis)

Primi a presentarsi in sala stampa sono i canadesi, capitanati da un Auger che si è guadagnato sul campo i galloni di leader, anche in virtù del fatto di aver salvato la baracca a settembre in quel di Valencia.

Frank, ovviamente un giorno di cui andare orgogliosi, cosa ci puoi dire?

[DANCEVIC]: Qualsiasi cosa può succedere in Davis, bisogna sempre combattere. È duro perdere il primo. Felix ci ha messo in parità nel doppio hanno giocato molto bene. Incredibile lo sforzo prodotto dal team. Ma domani c’è un altro match.

 

Felix, come ti senti? Qual è stato il momento più difficile?

[AUGER] Mi sento bene anche se ho giocato due partite, ma in Davis non c’è tempo di sentirsi stanchi. Nel doppio abbiamo subito due break ma poi siamo stati bravi a reagire e tornare in partita. In generale sono contento del “viaggio” che abbiamo fatto in questa Coppa Davis.

Frank, ci puoi raccontare come è stata la decisione di cambiare il doppio?

[DANCEVIC]. fortunatamente siamo molto flessibili, Vasek gioca benissimo con entrambi. Denis ha giocato tanto 3:15 mentre Felix era fresco, per cui avevamo quest’opzione, a seconda di come andavano i singolari.

Denis come giudichi la tua prestazione? Come ti sei gestito visto che la stagione per te era finita 3 settimane fa?

[SHAPOVALOV] Chi ha visto il match ha visto che il livello era molto alto. Ho fatto tutto il posibile, ne è sempre uscito bene nei momenti importanti. Ha mostrato perché ha vinto un torneo quest’anno e ha vinto contro grandi giocatori. A livello di preparazione credo di aver fatto un buon lavoro, mi sono preparato una settimana in Marbella per arrivare pronto. Farò tutto il possibile domani. Ho giocato due match tirati, ho perso, ma il livello era alto, ci sono cose positive da portare a casa

A seguire poi è arrivato Volandri, accompagnato da Fognini e Bolelli;

Filippo, come è stata la decisione per cambiare il doppio? Perchè hai puntato su Matteo?

[VOLANDRI] Simone si è infortunato ieri; abbiamo provato a recuperarlo, ma contemporaneamente ho cercato soluzioni alternative. Ieri ho chiesto a Matteo di essere pronto in caso di doppio; si è allenato due volte ieri e stamattina; ogni componente del team ha fatto quello che gli ho chiesto e sono orgoglioso di come si sono comportati. Matteo poi è abituato a giocare su questi palcoscenico. Sonego oggi aveva dato tutto e anche di più. Muso era un’opzione, ma ho preferito puntare su Matteo. Brucia, sarebbe stupido dire che non brucia, perdere per così poco, ma non avrei potuto chiedere nulla in più a quanto hanno dato i ragazzi; loro sono una squadra forte, Auger è in gran fiducia ma io sono stra contento della squadra a disposizione. Stiamo molto più avanti di quanto pensassi nel percorso di crescita

Matteo, quest’anno ti successo di tutto; vorrei sapere cosa provi e come valuti la tua stagione?

[BERRETTINI] È complicato, tante cose positive, purtroppo tanti momenti difficili, alcune volte sfortuna; secondo me viste le difficoltà non è stato un anno negativo, con tutto quelle che è successo. Ho veramente sforzato la mente per pensare positivo, è stato mentalmente difficile da gestire. Ho provato, mi sono messo a lavorare, non ho rimpianto di aver giocato. La squadra ha ritenuto che fosse la soluzione migliore. Anche se sarà difficile sono orgoglioso. Non bisogna nascondersi dietro un dito; so di poter giocare molto meglio di così; quello che mi ha chiesto Filippo era di metterci il cuore e dare quello che avevo; ovviamente mi sono sentito meglio in carriera, ma in Davis quello che serve è dare tutto. Nonostante tutto siamo arrivati vicino, ma stiamo mettendo delle ottime basi per il futuro e Fabio sono sicuro starà con noi anche negli anni a venire.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement