IPTL Filippine, gli Aces chiudono al primo posto la tappa di Manila

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IPTL Filippine, gli Aces chiudono al primo posto la tappa di Manila

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TENNIS – Alla fine del primo incontro della terza giornata a Manila, i Micromax Indian Aces vincono per 28 punti a 20 contro gli UAE Royals

La squadra dei Micromax Indian Aces, formata da Ana Ivanovic, Sania Mirza, Rohan Bopanna, Gaël Monfils e Fabrice Santoro, si aggiudica il primo incontro della terza giornata della IPTL a Manila superando per 28 punti a 20 l’equipe degli UAE Royals, composta da Kristina Mladenovic, Nenad Zimonjic, Marin Cilic, Malek Jaziri e Goran Ivanisevic.

 

Cominciano bene i Royals con Mladenovic che supera  Ivanovic 6-4; dopodiché Sania Mirza – fresca campionessa del doppio al Masters di Singapore in coppia con Cara Black – e Rohan Bopanna danno il via alla rimonta superando Mladenovic/Zimonjic per 6-3. Scende ancora in campo Bopanna, questa volta con Gaël Monfils. Il duo franco-indiano supera la coppia balcanica Zimonjic/Cilic con lo score di 6-4. Cilic, trionfatore allo US Open, nel singolare che lo oppone poi a Monfils, è costretto a dare forfait per un problema fisico e viene sostituito da Malek Jaziri. È Gaël ad avere la meglio vincendo per 6-3. Nel match finale tra le leggende, il sempreverde Fabrice Santoro supera il brillante Goran Ivanisevic per 6-4. Con questa vittoria per 28-20 gli Aces si sono assicurati la vittoria della tappa nelle Filippine grazie ai dodici punti raccolti. Alla fine, i Micromax Indian Aces festeggiano in campo all’insegna della musica, esibendosi tutti insieme in un allegro balletto guidati dal tennista bellerino per eccellenza, Gaël Monfils.

Dopo il tie tra Aces e Royals, è toccato alle due squadre sempre sconfitte nei due giorni precedenti e cioè Mavericks e Slammers. I Maverick hanno vinto 27-19 e hanno quindi chiuso la tappa filippina al terzo posto. Le cose si sono messe subito bene per i Mavericks, con Philippoussis che ha battuto il rivale Pat Rafter (i due si sono incontrati in finale agli US Open nel 1998) per 6-2. Il vantaggio si è ulteriormente allargato con il doppio maschile, dove Huey e Tsonga hanno battuto Kyrgios e Berdych per 6-5 (per chi si chiedesse chi è Huey: è un tennista filippino di ventinove anni, numero 50 di doppio). Flipkens e Murray hanno di fatto chiuso i giochi dando un grosso vantaggio ai Mavericks con la vittoria per 6-1 contro Serena Williams e Hewitt. A quel punto gli Slammers avevano dieci punti di ritardo: Serena ne ha recuperati tre con la vittoria per 6-3 contro Flipkens ma Andy Murray non si è fatto distrarre e ha vinto 6-5 contro Kyrgios.

Classifica finale:

1 Micromax Indian Aces 3 3 0 0 12
2 Musafir.com UAE Royals 3 2 0 1 10
3 Manila Mavericks 3 1 0 2 7
4 DBS Singapore Slammers 3 0 0 3 4

Qui il regolamento del torneo.

 

 

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Internazionali di Roma: Nadal supera a pieni voti l’esame Carreno Busta

Un Nadal perentorio domina Carreno Busta al ritorno in campo al Foro Italico

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Rafael Nadal - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

[2] R. Nadal b. P. Carreno-Busta 6-1 6-1

73 minuti, tanto sono bastati a Rafa Nadal per chiudere la prima partita al ritorno in campo dopo 200 giorni dall’ultima volta, il torneo vinto ad Acapulco. Il testa a testa è nettamente a favore di Nadal, un 5-0 di parziale con l’ultimo precedente dell’Australian Open 2020. La partita comunque si prospettava come un buon test per verificare la condizione fisica e tecnica del maiorchino vista la recente semifinale di Carreno all’US Open, e si può dire che Nadal ha superato il test a pieni voti.

L’inizio di partita di Rafa però è in chiaroscuro. Parte bene portandosi 40-0 al servizio, ma un piccolo calo di tensione vale una palla break per Carreno annullata senza problemi. L’occasione si rivelerà essere l’unico spiraglio concesso da Nadal in tutta la partita. Rafa testa prima i nervi dell’avversario con una palla break ben salvata da Carreno ma nel terzo game una smorzata sbagliata del tennista di Gijòn è di nuovo una palla break per Nadal. Il solito rovescio devastante del campione spagnolo vale il primo break del match. Un allungo decisivo per la tenuta mentale di Carreno Busta, che lascia scivolare via la presa sulla partita e deve cedere per la seconda volta di fila il servizio. Nadal non si fa pregare e chiude il primo set dopo 36 minuti, quasi tutti concentrati nei primi tre game durati quasi 20 minuti.

 

La pressione applicata da Nadal si fa sentire anche all’inizio del secondo set, e Carreno è bravo a salvare due palle break in un game d’apertura che dura ben 10 minuti. Ma non c’è un attimo di tregua per il numero 18 del mondo. Nadal si rifà sotto e si conquista una palla break con uno splendido passante di dritto in corsa, per poi chiudere la pratica con una comoda volée dopo un attacco di dritto. Il 19 volte campione Slam non smette di tenere l’avversario sulle corde e continua a giocare con la stessa alta intensità d’inizio match. Un dritto largo consegna il secondo break consecutivo a un Nadal senza pietà, la cui forma di rispetto per l’avversario è continuare a giocare sempre al massimo, tra i soliti dritti e rovesci devastanti.

Il match per Nadal arriva nella forma del terzo break consecutivo, gentilmente concesso da un dritto a metà rete di Carreno Busta. Un ritorno in campo certamente positivo per il tennista spagnolo, che si è mostrato sin dalle prime battute in ottima forma fisica e che ha lasciato ben pochi dubbi sulla sua condizione mentale e tecnica per il prosieguo del torneo. Nadal tornerà in campo giovedì contro il vincente della sfida tra Dusan Lajovic e Milos Raonic.

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Internazionali di Roma, Cecchinato finisce le energie: sarà Krajinovic a sfidare Djokovic

Un buon Cecchinato nel primo set non basta per superare lo scoglio Kraijnovic, che va agli ottavi

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Marco Cecchinato - Internazionali d'Italia (foto Giampiero Sposito)

F. Krajinovic b. M. Cecchinato 6-4 6-1

In un’altra giornata positiva per i colori italiani, che vedono qualificarsi per gli ottavi Berrettini, Travaglia e Sinner, arriva purtroppo la seconda sconfitta dopo quella onorevole di Salvatore Caruso contro Novak Djokovic. Marco Cecchinato si deve arrendere in due set al serbo Filip Krajinovic, autore di una prestazione senza sbavature. Una partita dai tanti significati, soprattutto per Cecchinato; il tennista italiano partiva in svantaggio 3-4 nei testa a testa e ha subito proprio dal tennista serbo una delle sconfitte più brucianti della carriera, la rimonta da due set di vantaggio dell’Australian Open 2019.

L’inizio è all’insegna dell’equilibrio. Cecchinato è poco efficace in risposta ma interpreta bene i suoi game di battuta. Lo schema servizio in kick-dritto che fece le sue fortune a Parigi oggi funziona bene, a testimonianza del buono stato di forma del tennista italiano. La magia finisce nel settimo game; un doppio fallo e una stecca di rovescio sono fatali a Cecchinato, che cede il servizio alla prima occasione concessa. Il siciliano è bravissimo a reagire subito e dopo un duro scambio giocato sul rovescio del serbo si conquista la prima palla break della partita. Due serve&volley ad alto rischio di Krajinovic e un brutto errore di dritto di Cecchinato gli portano via l’ultima occasione per rientrare in partita: Krajinovic tiene il servizio senza problemi e chiude il primo set a suo favore.

 

Nel secondo set comincia ad affiorare la fatica – Cecchinato è alla quinta partita in cinque giorni – e infatti l’italiano deve salvare due palle break nel terzo game, dopo due scambi lunghi e faticosi vinti di Kraijnovic. Un dritto affondato a metà rete consegna definitivamente le chiavi della partita in mano al tennista serbo. La partita di Cecchinato finisce su quel break: altri due break e un parziale di 4-0 chiudono la contesa dopo un’ora e sedici minuti.

Cecchinato chiude un buon torneo nella maniera peggiore, ma con segnali di ripresa e quattro posizioni guadagnate in classifica (109). Kraijnovic sfiderà il connazionale Djokovic al prossimo turno, con il primo sorprendentemente avanti negli scontri diretti. L’unico incontro tra i due risale al torneo di Belgrado del 2010, vinto da Krajinovic con il ritiro di Nole dopo il primo set.

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Internazionali di Roma: Sinner domina, trema e riparte. Battuto in tre set un brutto Tsitsipas

L’azzurro si fa scippare il secondo set al tiebreak, ma è bravissimo a ripartire e dominare nel terzo contro una versione davvero fallosa del greco

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Jannik Sinner - Internazionali di Roma 2020 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

[WC] J. SInner b. [3] S. Tsitsipas 6-1 6-7(9) 6-2

Non una bella partita, ma una bella, bellissima vittoria per Jannik Sinner che si prende la rivincita su Stefanos Tsitsipas e raggiunge per la prima volta gli ottavi di finale in un torneo Masters 1000. La prova dell’italiano si può nel complesso definire solida, soprattutto sotto il profilo mentale. Pur senza brillare infatti, Jannik ha mantenuto un buon livello generale pur con qualche calo alla fine del secondo set, dovuto più che altro alla pressione di chiudere. La reazione dopo quel secondo parziale perso in maniera così rocambolesca (11-9 al tiebreak) però è stata davvero convincente e indice di una maturità tennistica che forse va già ben al di là dei diciannove anni riportati sulla carta d’identità.

Dal canto suo invece Tsitsipas dovrà iniziare a farsi qualche domanda (e auspicabilmente a rispondersi). Forse la brutta sconfitta con Coric allo US Open ha lasciato un segno più grande di quanto i tweet ironici del greco vogliano far trapelare o forse si tratta solo di un periodo no, ma la prestazione odierna è stata davvero disastrosa (58 errori gratuiti e una sinfonia di stecche di dritto davvero inusuale).

 

Sinner ottiene così la seconda vittoria contro un top 10 in carriera (l’altra era arrivata quest’anno a Rotterdam contro David Goffin) e diventa il più giovane italiano a battere due volte uno dei primi dieci, scalzando l’attuale presidente ATP Andrea Gaudenzi che ci era riuscito a vent’anni. Agli ottavi di finale, l’italiano attende il vincente della sfida tra Grigor Dimitrov e Yoshihito Nishioka.

LA PARTITA – Il primo set inizia (e finisce, in realtà) con uno Tsitsipas troppo brutto per essere vero. Il greco non trova il campo, soprattutto col dritto, e perde immediatamente il servizio. Dall’altro lato della rete, Sinner fa il suo, mantiene il palleggio profondo come suo solito e raccoglie lieto ogni regalo dell’avversario, che chiude il set con 18 errori non forzati (più di due e mezzo a game). Dopo mezz’ora di gioco, un doppio fallo del greco sigilla l’impietoso 6-1.

In avvio di secondo parziale, Tsitsipas prova scuotersi un po’ e si procura una palla break senza però riuscire a sfruttarla. Allora tocca a Sinner strappare, per la quarta volta in meno di un’ora, il servizio all’avversario e involarsi sul 3-0. Il gioco è tutt’altro che gradevole, ma Sinner riesce a essere solido quel tanto che basta per arrivare a servire per il match sul 5-3. Qui però l’azzurro avverte la gravità del momento e con alcune scelte frettolose finisce per cedere la battuta e rimettere in partita Tsitsipas. Il greco, sollevato, ritrova un po’ di precisione con il dritto e, aiutato da un Sinner più teso e contratto, infila in quarto game di fila riservandosi la possibilità di servire per pareggiare il conto dei set. Stavolta è lui a peccare di fretta e così si approda al tiebreak, nel quale si sublima (se così si può dire) il brutto tennis offerto dai due in questo parziale.

In un turbinio di minibreak (8 nei primi 10 punti) e dritti steccati, il primo ad avere una chance di chiudere è Tsitsipas, che però non ha successo. Si alternano poi un match point Sinner, set point Tsitsipas e un altro match point Sinner. Al terzo tentativo è però il greco a intascarsi il set, grazie a un dritto affossato in rete dall’italiano. Un dato su tutti descrive questo tesissimo secondo parziale: Tsitsipas lo ha vinto nonostante un saldo di 24 gratuiti e soli 7 vincenti.

Il colpo sarebbe durissimo per chiunque, ma evidentemente non per Sinner che riparte avendo fatto tabula rasa di ciò che è successo. Certo, Tsitsipas lo aiuta non poco con altri tre non forzati di dritto, ma il colpo che suggella il subitaneo break è uno splendido dritto vincente in corsa di Jannik. A vacillare è invece Tsitsipas che sparisce dal campo e lascia via libera a Sinner, cedendo ancora il servizio nel terzo gioco. Stavolta l’azzurro non trema più, gestisce gli scambi e chiude 6-2, con un perentorio gioco a zero.

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