Zaniewska (coach Kostyuk): “Marta vuole vincere Slam e arrivare in top 10. La chiamo ‘Enciclopedia del tennis'” [ESCLUSIVA]

Sandra Zaniewska ha fissato obiettivi stagionali e margini di miglioramento di Marta Kostyuk. Poi il suo parere su coaching, maternità e calendario

Di Fabio Barera
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Sandra Zaniewska e Marta Kostyuk (@ Owen Reynoldson)

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Marta Kostyuk è pronta a ripartire. A inizio stagione ha raggiunto la finale nel primo torneo disputato, il Brisbane International 2026, sconfitta 6-4 6-3 da Aryna Sabalenka, ma all’Australian Open 2026 è incappata nella rottura di un legamento contro Elsa Jacquemot. Una pausa di circa due mesi e poi il rientro per il Sunshine Double, dove sono giunte due sconfitte al secondo turno, sia a Indian Wells che a Miami contro Elena Rybakina. Ora, però, è in striscia aperta da tre match tra Qualifiers di Billie Jean King Cup e Open Capfinances Rouen Métropole, dove si è presentata da n. 1 del seeding.

Dopo aver battuto Diane Parry, Caty McNally, Ann Li e Tatjana Maria, ha affrontato e superato in finale la connazionale Veronika Podrez, conquistando il primo titolo del suo 2026. Della stagione e della carriera di Marta Kostyuk, abbiamo parlato in esclusiva con Sandra Zaniewska, la sua allenatrice, che si è aperta a 360° sulla sua pupilla e su alcune tematiche calde, quali il coaching e la maternità nel tennis, oltre all’annosa questione del calendario.

D: Partiamo dall’inizio: come è nata la collaborazione con Marta Kostyuk?
Sandra Zaniewska: “Avevo appena terminato il mio incarico alla Mouratoglou Academy e mi stavo prendendo una pausa quando l’agente di Marta mi ha contattata e mi ha chiesto se fossi interessata a lavorare con lei. Marta ha un potenziale così grande ed era in effetti una delle mie giocatrici preferite da seguire. All’epoca era il 2023, ero decisamente interessata”.

D: Cosa ti ha spinto a scegliere proprio Marta Kostyuk?
Sandra Zaniewska: Il tennis di Marta mi è sempre piaciuto e l’ho seguita molto fin da quando era una junior. Ha fatto il suo ingresso nel circuito e ha scalato la classifica WTA piuttosto in fretta. È una giocatrice che offre una grande varietà, è un’atleta eccezionale, sa andare a rete, sa colpire la palla con grande potenza, ma ha anche un ottimo tocco. Ho sempre pensato che lavorare con giocatrici come lei fosse molto interessante perché si tratta di aiutarle a sviluppare lo stile di gioco con cui si sentono più a loro agio. Ma allo stesso tempo senza limitare la loro creatività, né dare loro troppe opzioni per evitare di far perdere loro la bussola. Ho sempre pensato che fosse una giocatrice molto interessante e un personaggio molto interessante con cui lavorare”.

D: Da quando lavorate insieme, Marta ha raggiunto tre finali a livello ‘500’ e ha scalato la classifica fino al best ranking di n. 16 posto. In quali aspetti è migliorata di più e su cosa avete lavorato per aiutarla a fare questo passo?
Sandra Zaniewska: Penso che sia migliorata praticamente in tutto. A questi livelli, ciò che conta sono i piccoli progressi in ogni ambito. Non è che ci sarà un unico, enorme cambiamento. Penso che sia davvero migliorata praticamente in ogni singolo aspetto della sua forma fisica, in tutti i suoi colpi, ma anche nel modo in cui gestisce le sue emozioni e dal punto di vista mentale. Mi sembra che ci siano stati progressi in ogni ambito e la maggior parte di essi deriva semplicemente dall’avere un piano, seguirlo, valutare costantemente nel tempo e semplicemente lavorare”.

D: Marta ha solo 23 anni, ma è nel circuito da parecchio tempo. È pienamente matura? E il fatto di essere diventata professionista così presto l’ha aiutata?
Sandra Zaniewska: Penso che abbia ancora un po’ di benzina nel serbatoio. I suoi obiettivi sono ben più ambiziosi rispetto all’attuale 27° posto in classifica o persino al 16°, che è il suo miglior piazzamento. Vuole arrivare fino in fondo, vuole vincere gli Slam e vuole entrare nella top 10. Quindi ha ancora benzina nel serbatoio. Ne sono sicura. Il fatto che abbia iniziato presto, penso che sia stato sia una benedizione che una maledizione“.

“Una benedizione perché puoi attingere all’esperienza e quello ti aiuta sicuramente in seguito. Soprattutto quando hai già giocato così tanti tornei e ti sei trovata in certe situazioni e sai come uscirne. Quindi quell’esperienza aiuta di sicuro. Ma d’altra parte, penso che abbia trascorso gran parte della sua vita nel circuito WTA e abbia anche avuto successo fin da giovane, quando era ancora un’adolescente. Credo che sia qualcosa con cui non è sempre facile fare i conti e lei ha dovuto affrontare un percorso per gestirlo“.

D: Cosa manca davvero a Marta per fare il grande salto?
Sandra Zaniewska: “Non credo che le manchi qualcosa di particolarmente importante. Penso che le serva solo un po’ più di costanza nei risultati, la capacità di giocare con continuità settimana dopo settimana e vincere un paio di partite di fila, arrivare ai turni successivi dei tornei. Credo che, se riuscirà a raggiungere quella costanza, sarà proprio questo a darle la possibilità di fare il salto di qualità“.

D: Quali sono gli obiettivi per la stagione, in termini di classifica e risultati?
Sandra Zaniewska: Non ci piace fissare obiettivi troppo precisi per quanto riguarda la classifica e i risultati, perché non è qualcosa che si può controllare completamente. Ma direi che se c’è una cosa che ritengo possa essere utile per dare slancio alla stagione quest’anno, sarebbe vincere un titolo WTA. E arrivare con continuità ai turni successivi nei tornei del Grande Slam e nei tornei 1000″.

D: Paradossalmente, Marta ha più titoli e migliori risultato negli Slam in doppio. Quanto è importante questa disciplina per la sua crescita? E avete mai pensato di farla giocare più partite di doppio di quanto già avvenga?
Sandra Zaniewska: Di sicuro il doppio è un ottimo modo per lavorare su certi aspetti e migliorare il proprio gioco. A Marta piace molto giocare in doppio: è bravissima a rete e le piace farlo. Ma ci concentriamo soprattutto sul singolo e cerchiamo di risparmiare energie per quello, quindi non stiamo considerando il doppio come una disciplina che lei giocherà più spesso“.

D: Può dirci qualcosa che non sappiamo già su Marta?
Sandra Zaniewska: Una curiosità è che io chiamo Marta ‘L’enciclopedia del tennis’. Puoi davvero chiederle un risultato di un torneo qualsiasi, che sia WTA o ATP, ad esempio del 2020, o chi fosse arrivato ai quarti di finale in un torneo, e lei saprà la risposta nella maggior parte dei casi, tipo 9 volte su 10. Ma anche le chiedi quanti tornei Masters ha vinto Djokovic o Nadal o chiunque altro. E non sto parlando solo dei migliori giocatori al mondo, ma anche dei giocatori che sono classificati un po’ più in basso. Marta sa molto anche su di loro, quindi è davvero un’enciclopedia del tennis”.

D: Abbiamo visto delle immagini di Marta che si allena in Ucraina, con le sirene antiaeree in sottofondo. Era lì con lei? E, soprattutto, com’è vivere questa situazione?
Sandra Zaniewska: Non ero lì con Marta in Ucraina. Lei vive in una situazione in cui la sua famiglia è in Ucraina e non solo la famiglia, ma l’intero Paese da cui proviene è in guerra. Non è facile. Penso che purtroppo, in questo momento, sia diventata parte della sua quotidianità. Non è certo una cosa con cui vorresti convivere, ma allo stesso tempo devi imparare a farlo”.

D: Cosa ne pensa del coaching? E della politica sulla maternità?
Sandra Zaniewska: Amo il tennis per lo sport che è e di conseguenza anche il fatto di essere da sola in campo, giocare contro qualcuno e dover capire tutto da sola. Ma ad essere sincera, poter dare consigli in campo aiuta molto. Lo faccio nei limiti consentiti dal regolamento. E per quanto riguarda la politica sulla maternità, penso sia fantastico che la WTA l’abbia introdotta per le giocatrici. Sicuramente aiuterà a poter vivere una vita normale. E se qualcuno vuole mettere su famiglia durante la propria carriera tennistica, non deve più preoccuparsi così tanto di tornare e guadagnare soldi, perché nel tennis si guadagnano soldi solo se si vince. Quindi questa è sicuramente un’ottima iniziativa”.

D: Se potesse introdurre una sola regola per migliorare il tennis, sia in termini di rapporto giocatore-allenatore che in generale, quale sarebbe?
Sandra Zaniewska: Direi che ci vorrebbe un po’ più di tempo libero e magari un paio di settimane a metà stagione, in cui non ci siano tornei. E questo tempo possa essere davvero dedicato al riposo o all’allenamento. Perché il calendario attuale è molto impegnativo e richiede davvero ai giocatori di rincorrere molti punti e di viaggiare praticamente tutto l’anno. Quindi sarebbe fantastico avere alcune settimane in cui semplicemente non succede nulla, anche a metà anno”.

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