WTA, le migliori al mondo: 14. Sara Errani

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WTA, le migliori al mondo: 14. Sara Errani

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TENNIS AL FEMMINILE – Nel 2014 Sara Errani è uscita dalla top ten dopo due anni di permanenza. Ma forse, più che l’arretramento nel ranking, l’aspetto meno positivo della sua stagione sono state le difficoltà incontrate al di fuori della terra battuta.

Con l’approfondimento tecnico sul servizio di Luca Baldissera.

QUI la presentazione dei sedici articoli.

 

Dicembre 2014
L’articolo su Sara Errani scritto un anno fa si concentra su alcuni aspetti del gioco e non entra nel merito di possibili evoluzioni. Sembrerebbe un articolo buono “per tutte le stagioni”. Invece dico subito che oggi non l’avrei scritto allo stesso modo. Intendiamoci: non perché sul piano tecnico o tattico ci siano stati grandi cambiamenti; e anche le difficoltà al servizio (approfondito con tutta la competenza di Luca Baldissera) purtroppo sono rimaste tutte.
Però nel pezzo del 2013 mi ero concentrato molto sulle doti tecniche di Sara, in particolare su alcuni aspetti un po’ misconosciuti eppure molto brillanti del suo tennis.

Oggi non ne farei il tema centrale perché per molti tratti della stagione queste doti si sono un po’ appannate; e per un articolo esteso sarebbe forse più interessante approfondire il tema del suo regresso stagionale.
Rispetto agli anni precedenti, direi che nel 2014 Errani si è più spesso ritrovata con poche energie a disposizione, fisiche e mentali.

Difficile individuare le ragioni: forse non aveva pienamente recuperato dagli sforzi degli ultimi anni (2012, 2013); forse ha sentito lo stress del ranking, e il rischio di uscire dalle dieci. Forse Sara tiene molto alla leadership italiana, e ha sofferto la risalita di Flavia Pennetta. O magari ha pagato le fatiche del doppio.
Personalmente non ho certezze sulle cause. Più evidenti mi sembrano gli effetti, che l’hanno resa meno competitiva soprattutto sulle superfici veloci. Ne citerei due:

un gioco meno profondo che l’ha costretta più in difesa e che spesso le ha impedito di misurarsi con successo con le più forti al di fuori della terra
– un certo appannamento mentale che ha significato meno lucidità sui tempi di gioco necessari per eseguire al meglio le soluzioni costruite sulla verticale del campo (nell’articolo del 2013 è approfondita la questione).

.Sara è nata il 29 aprile 1987; significa che tra quattro mesi compirà 28 anni. Un’età critica per una tennista: ci sono giocatrici che hanno cominciato la parabola discendente, mentre altre hanno saputo mantenere rendimenti altissimi, perfino migliorandosi. Ipotizzare qualcosa adesso, senza poter avere le indicazione del tennis giocato, mi sembra impossibile. Ma certo i primi mesi del 2015 saranno particolarmente interessanti per valutare il futuro di Sara.
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Ecco l’articolo pubblicato il 18 dicembre 2013:.

Le 16 stelle WTA: Sara Errani

Chiedo scusa se questo articolo sembrerà per certi aspetti puntiglioso, ma penso che per trovare un terreno comune di discussione e valutazione si debba innanzitutto preoccuparsi di essere chiari; e vorrei essere chiaro in particolare occupandomi di Sara Errani, perché quando leggo le opinioni sul suo gioco a volte ho l’impressione che manchi un po’ di approfondimento.
Sul punto di partenza penso ci siano pochi equivoci: Sara è innanzitutto una giocatrice che fa della tenacia da fondo campo la base del suo tennis.

La capacità di difendere e recuperare molte palle, facendo eseguire il famoso “colpo in più” all’avversaria è un aspetto imprescindibile del suo gioco. Significa quindi per prima cosa limitare al minimo gli errori non forzati e poi fare leva sulle capacità del dritto (“spagnolo”, più liftato della media del circuito) per muovere la palla, articolando parabole differenti, direzioni e profondità diverse. A volte con l’obiettivo di aprirsi il campo per i vincenti; più spesso per far muovere, stancare e sbagliare l’avversaria.
Con il rovescio Errani normalmente è più monocorde: gioca quasi sempre una palla incrociata e tesa che difficilmente diventa definitiva; e con più prudenza (qualche volta anche con timore) si prende il rischio del lungolinea.

Questo è il punto di partenza che più o meno tutti le riconoscono; di conseguenza c’è chi la critica per il suo gioco un po’ “parassitario” e chi invece la apprezza, magari perché ama le lottatrici e chi mette in campo il carattere per affrontare le avversarie.
Però se mi fermassi qui, a mio avviso farei un discorso incompleto, e si perderebbe anche l’occasione per fare un ragionamento più generale sul modo di giocare a tennis oggi. Mi spiego. In questo momento Errani è numero 7 del ranking: quante avversarie riesce a mettersi alle spalle giocando semplicemente in difesa? Azzardo un numero (prendetelo come un dato non rilevante): diciamo che con questo gioco riesce a sconfiggere l’80-90% delle sue avversarie, quelle più deboli.
Rimane però un 10-20% di tenniste più forti; queste tenniste a mio avviso sarebbero in grado di fare partita pari e probabilmente vincere il più delle volte contro Sara se lei si limitasse a fare la giocatrice di contenimento.

E qui torna il discorso iniziale: un po’ troppo di frequente si semplificano le caratteristiche del suo gioco. A mio avviso ciò che ha fatto di Errani una top ten è stata la capacità di allargare il ventaglio delle sue opzioni, in particolare la dote rara di spostare in verticale l’asse dello scambio, andando a rete o chiamandoci l’avversaria; e conquistando di conseguenza punti con modalità che nel tennis contemporaneo sono poco frequenti.

Spesso si sente ripetere (anche in televisione) il concetto: “quella giocatrice è forte nel doppio e quindi in singolare può fare tanti punti con i colpi a rete”. In realtà a mio avviso le cose non sono così automatiche.
In singolare saper fare la volèe praticamente da ferma, “affacciata” sul net (come accade nel doppio) serve a ben poco.
Nel doppio femminile di oggi lo schema più diffuso è quello che prevede che la giocatrice al servizio e quella alla risposta rimangano a fondo campo e scambino in diagonale, mentre la compagna presidia metà rete cercando il tempo giusto per intervenire. Questo modo di interpretare il doppio ha molto poco a che fare con il gioco di volo del singolare.

Dico questo perché per poter valorizzare la capacità di giocare la volèe, nel tennis ad alta velocità di oggi, bisogna saper collegare due aree di gioco: il fondo campo e la rete. E il problema vero è proprio questo: trovare cioè il modo di spostarsi in avanti senza che l’avversaria prenda immediatamente il sopravvento.
Diverse doppiste attuali, che sembrano abili volleatrici, in realtà non possiedono una volèe di approccio altrettanto valida; e quindi per loro la discesa a rete in singolare è sconsigliabile, perché diventerebbe un mezzo suicidio: il discorso per loro è chiuso in partenza.

Per chi invece è capace di coordinare corsa in avanti con colpo di volo, ci sono altre difficoltà. Il serve&volley è diventato una scelta da centellinare, basandosi sull’effetto sorpresa; perché se chi risponde comincia a prendere le misure, finirà per fare punti in serie con i passanti, se non non direttamente con la risposta: la scelta diventerebbe controproducente.
Bisogna quindi trovare modi alternativi, più o meno “classici”, per sfruttare la verticale del campo: ad esempio effettuare qualche chip&charge nei game di risposta; oppure attaccare a sorpresa; oppure farlo in controtempo, o ancora su una palla che costringerà l’avversaria con molta probabilità ad un colpo difensivo.
O infine utilizzare la smorzata, seguendola a rete per ingaggiare un corpo a corpo, se si ritiene di essere superiori nei colpi di tocco e di riflesso.

Mixando tutte queste opzioni, è possibile far sì che le proprie capacità di volleatrice diventino realmente un fattore nell’arco della partita; le diverse situazioni cominciano a farsi numericamente rilevanti, concretizzandosi in un numero di punti tale da poter spostare l’equilibrio di un match. In più questi scambi finiscono spesso per essere spettacolari, scaldano il pubblico e psicologicamente possono incidere più di un normale quindici sulla mente delle contendenti.
Aggiungerei che la palla corta può servire per altri scopi: Errani la utilizza anche per obbligare allo scatto le avversarie meno rapide e/o per portarle in una zona di campo in cui alcune non sono a loro agio.

Nel tennis contemporaneo sono poche le tenniste in grado di  praticare queste combinazioni di gioco. E in questo, secondo me Sara Errani è una delle migliori del circuito. Radwanska, Kuznetsova, Vinci, sono fra quelle che dispongono dell’abilità di tocco e della sensibilità sui tempi di gioco che occorrono per prendersi quel tipo di punti.
A mio avviso solo se aggiungiamo queste capacità di Sara alla sua base di partenza di giocatrice da tennis di contenimento, otteniamo la risposta su come come possa sconfiggere quell’ulteriore 10-20% di avversarie che altrimenti la batterebbero nel puro confronto da fondo campo.
Nel tennis spesso lo score finale è molto ravvicinato (addirittura si possono vincere i match facendo meno punti), e quindi essere in grado di aggiudicarsi quel genere di punti in più, può significare a fine anno un bel progresso nel ranking.

Questo discorso prova a spiegare perché Sara Errani riesce a battere molte delle sue avversarie di livello medio-alto.
Non spiega però perché alcune di quelle che la sopravanzano in classifica in molte occasioni sembrano del tutto al di fuori della sua portata. In questi casi direi che emergono due questioni differenti:

1) la taglia fisica: alcune giocatrici danno l’impressione di sovrastarla in termini di peso/potenza in modo così netto da rendere il confronto improponibile;
2) i problemi con il servizio. Questo è un difetto cronico che può incidere profondamente sull’andamento delle partite di Sara. Con lei in campo, a volte la partita si trasforma in una specie di match “al contrario”, in cui il break è la regola e tenere il game di servizio l’eccezione. Ma se si affrontano giocatrici con battute molto efficaci, puntare sempre al controbreak per annullare sistematicamente quello concesso, diventa un’impresa improba.
Considerato l’intero ventaglio delle prime dieci giocatrici del mondo, forse nessuna ha un “buco” tecnico così evidente come Sara con il suo servizio.
Io mi fermo qui: per l’approfondimento sul servizio vi rimando a Luca Baldissera (che di aspetti tecnici se ne intende davvero) e al suo articolo in cui spiega nel dettaglio le caratteristiche del servizio di Sara.
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Il servizio di Sara Errani

di Luca Baldissera

TENNIS – Il servizio di Sara Errani è il meno veloce tra le top-100 WTA. La meccanica esecutiva di Sara non le consente facilmente la rotazione in slice. Ecco l’approfondimento tecnico.

Sara Errani

.Il servizio di Sara Errani è il meno veloce tra le top-100 WTA (misurazioni del Roland Garros 2012), con la prima palla che raggiunge al massimo i 150 kmh, e la seconda che si attesta sui 110 kmh. Sara compensa questi valori cercando costantemente di imprimere il massimo effetto in kick (effetto sopra la palla) possibile, arrivando a trovare anche una componente di rotazione in twist (effetto sopra-laterale), e naturalmente ottenendo ottime percentuali.
Ma il problema del colpo di inizio gioco rimane, e diventa un autentico handicap di fronte alle picchiatrici moderne capaci di salire con la risposta sopra al top-spin della Errani. Con i dritti western e i rovesci bimani, entrambi anticipati in posizione semifrontale, la palla alta non crea grosse difficoltà, potrebbe al limite essere più competitivo uno slice che rimbalzi rapido, basso ed esterno, ma la meccanica esecutiva di Sara non le consente facilmente questo tipo di rotazione.
Oltre all’altezza non certo notevole, però, a mio parere si possono ravvisare nell’esecuzione della Errani alcuni problemi di tipo biomeccanico che ne pregiudicano l’efficacia (la sua “gemella del doppio”, Roberta Vinci, è alta 1,64 esattamente come Sara, ma ha un servizio di ben altro livello, fluido, potente e con una grande variazione in slice).

Principalmente, in fase di preparazione la giocatrice tiene il braccio sinistro molto avanti invece di portarlo verso il corpo per poi distenderlo in alto per il lancio di palla, che risulta spostato a sinistra in modo eccessivo (per caricare di kick il colpo è certamente corretto un lancio leggermente indirizzato verso dietro-sinistra, ma a Sara la palla scappa spesso talmente laterale da portarla a colpire piegata a sinistra fino a essere quasi orizzontale con il busto).

1 Errani Storta a Sinistra

Inoltre, da questo spostamento del lancio consegue un impatto molto basso, appena 2,60 metri da terra.

2 Servizio Errani Altezza Lancio e Impatto

Per quanto riguarda il movimento a colpire del braccio destro, nella fase di caricamento la Errani tiene l’arto troppo disteso all’indietro invece di raccogliere il gomito piegandolo ai canonici 90° alla fine del backswing, il che le toglie molta capacità di spinta dell’articolazione, e impugna con una presa continental (a martello) davvero al limite con la eastern di dritto, altro dettaglio che rende meno fluida la flessochiusura del polso (pronazione) nel momento dell’impatto.

Infine, ma forse è il problema più evidente, al rilascio del lancio di palla, quando parte il movimento a colpire, Sara porta la racchetta in orizzontale (invece che caricata verticalmente), con palmo della mano e di conseguenza piatto corde rivolti verso l’alto, un assetto braccio-racchetta che andrebbe invece evitato in ogni fase del mulinello.

3 Errani Piatto Corde Orizzontale

Questo causa un’interruzione dello swing, praticamente un istante di surplace, che interrompendo la fluidità e l’accelerazione del movimento verso l’alto-avanti rallenta la testa della racchetta.

Purtroppo, è molto difficile modificare meccaniche esecutive tanto sedimentate. Nell’ultimo anno Sara e il suo staff tecnico hanno provato qualche modifica del movimento, in particolare si può notare come la giocatrice non faccia più il passetto in avanzamento (tecnica detta “foot-up” o “pinpoint”) ma rimanga con il piede destro a contatto con il terreno nella fase di piegamento-caricamento (tecnica detta “foot-back o “platform”).
Questo è chiaramente un tentativo volto ad aggiustare e regolarizzare il lancio di palla, dato che la tecnica foot-back conferisce molto più equilibrio e precisione all’azione del braccio sinistro, pur con il rischio di pregiudicare la fluidità nel trasferimento del peso.
Ma è davvero dura ottenere miglioramenti apprezzabili arrivati a certi livelli, basti pensare a Elena Dementieva, che si è portata dietro per l’intera carriera un lancio di palla assai “ballerino”, ad Ana Ivanovic, che ne soffre tuttora, o al nostro Filippo Volandri, che con un servizio maggiormente competitivo avrebbe sicuramente raggiunto ben altri risultati.

Luca Baldissera

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WTA, chi migliorerà nel 2022?

Scommesse vecchie e nuove di inizio anno: come sono andate e come andranno le cose nel ranking femminile? Ecco quali spostamenti ho indovinato, quali ho sbagliato, e quali ipotizzo per il futuro

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Clara Tauson (Photo by Alexandre Hergott/Open 6ème Sens - Métropole de Lyon)

Avvertenza: La questione Djokovic, esplosa proprio martedì scorso, ha prodotto come conseguenza anche il rinvio di questa rubrica. Per questo esce oggi l’articolo preparato per il 4 gennaio. Visti i contenuti trattati, mi preme sottolineare che l’articolo non ha subìto alcun cambiamento. Significa cioè che tutte le analisi e i pronostici che leggerete sono precedenti alle partite svolte in questo inizio di 2022. Lo segnalo per dovere di correttezza nei confronti dei lettori.

È terminato il 2021 e comincia in questi giorni la stagione 2022. È il momento di chiudere i bilanci con il passato e dedicarsi al futuro. Quest’anno però oltre al solito tentativo di previsione sulla nuova stagione (che troverete da pagina 3) ho deciso di recuperare un articolo scritto ventiquattro mesi fa. Può sembrare una stravaganza, ma ci sono buoni motivi. Facciamo qualche passo indietro.

Il 7 gennaio 2020 era uscito un pezzo che presentava una serie di previsioni. Non era la prima volta che lo scrivevo, sempre con lo stesso criterio: provare a individuare all’interno delle prime 100 giocatrici del mondo chi avrebbe concluso la stagione con un progresso in classifica. Quel primo articolo, naturalmente, ne sottintendeva anche un secondo alla fine della stagione per verificare l’esito delle previsioni.

 

Poi però nel marzo 2020 la pandemia aveva bloccato i tornei, il Tour era stato gravemente menomato e, in sovrappiù WTA aveva modificato i criteri di calcolo della classifica. Per questi motivi ritenevo le regole del gioco troppo alterate per considerare la “scommessa” ancora valida. Ne ero così convinto che non sono più nemmeno andato a controllare i 14 nomi su cui avevo puntato per scoprire se, come previsore, ne sarei uscito bene o male. Tutto annullato.

Qualche giorno fa, però, mi è tornata in mente quella scommessa e mi sono detto che forse poteva avere un senso fare il controllo riferendosi a quanto accaduto nel 2021. Certo, sappiamo che anche nel 2021 non è stato proprio tutto normale, ma in fondo si tratta semplicemente di verificare le scelte di allora basandosi sui risultati dell’anno successivo. Una variazione che mi sembra più accettabile.

Una volta decisa la verifica, ho pensato di indicare per completezza anche la posizione alla fine del 2020. Ma, lo ripeto, il mio riferimento è quello di fine 2021. Ecco la lista dei 14 nomi secondo l’ordine dell’articolo originario di due anni fa.

Camila Giorgi
ranking di riferimento (fine 2019): n°100
ranking 2020: 75
ranking 2021: 34
Differenza: +66
Camila Giorgi è una giocatrice molto seguita dagli appassionati italiani: non è necessario entrare nel dettaglio dei suoi risultati. Su tutti rimane la vittoria nel WTA 1000 di Montreal 2021, che le ha permesso di riavvicinarsi alle prime 30 del mondo. Direi che come scommessa non era molto rischiosa, visto il ranking di partenza.

Jasmine Paolini
ranking di riferimento (fine 2019): 96
ranking 2020: 96
ranking 2021: 53
Differenza: +43
Per Paolini le cose non erano scontate come per Giorgi, ma secondo me si intuiva che Jasmine stava trovando il modo giusto di affrontare il livello WTA. Nel 2020, forse a causa della programmazione spezzettata dalla pandemia, non era riuscita a ingranare. La crescita di rendimento del 2021 è stata però evidente, coronata dalla vittoria a Portorose (primo titolo WTA della carriera).

Anastasia Potapova
ranking di riferimento (fine 2019): 92
ranking 2020: 100
ranking 2021: 69
Differenza: +23
Potapova aveva avuto un 2020 tribolatissimo, visto che dopo la pandemia non era più scesa in campo. Prima lo stop delle competizioni, poi la decisione di operarsi alla caviglia che l’ha tenuta ferma sino al mese di dicembre. Se a fine 2020 non è crollata nel ranking è stato grazie alla introduzione delle nuove regole che le hanno permesso di tenere validi molti punti del 2019.

Tecnicamente più attendibile la stagione 2021. Senza acuti particolari (3 quarti di finale come massimo), ma sufficienti per un progresso di oltre 20 posizioni. Neanche male per una giocatrice che ha compiuto vent’anni solo qualche mese fa.

Christina McHale
ranking di riferimento (fine 2019): 88
ranking 2020: 80
ranking 2021: 158
Differenza: -70
Tredici successi nel 2020, stagione in cui si è potuto giocare meno del solito, appena 8 successi (con 22 sconfitte) nel 2021, quando il Tour si è riavvicinato alla normalità. In sostanza la stagione negativa che ha vissuto Christina McHale condanna senza appello la mia previsione.

Taylor Townsend
ranking di riferimento (fine 2019): 81
ranking 2020: 89
ranking 2021: 293
Differenza: -212
La pandemia e la maternità; la somma di questi due fattori spiegano l’attuale classifica di Taylor Townsend. Direi che nel suo caso le vicende extra tennistiche hanno influito in modo così determinante da rendere la scommessa senza riferimenti tecnici. Nel 2020, una volta scoppiata la pandemia, Townsend aveva preferito non uscire dagli Stati Uniti. E questo non sorprende, visto che già in passato aveva anteposto ad alcuni impegni nel Tour la partecipazione a manifestazioni nazionali, come il World Team Tennis.

Poi però è stata la maternità a fermare le sue competizioni. Di fatto, dal marzo 2020 Townsend ha disputato solo due partite valide per conquistare punti WTA (entrambe perse): il primo turno di qualificazione a Cincinnati 2020 e il primo turno allo US Open 2020.

Coco Gauff
ranking di riferimento (fine 2019): 68
ranking 2020: 48
ranking 2021: 22
Differenza: +46
Alla fine del 2019 Coco Gauff era reduce dal primo successo in un torneo WTA, a Linz, a nemmeno 16 anni. Il dubbio che la circondava non era tanto sulle potenzialità fisico-tecniche quanto piuttosto sui rischi determinati dalla precocità. A oggi però sembra essere stata brava a reggere le pressioni, tanto che nel settembre scorso per alcune settimane è stata anche Top 20.

Iga Swiatek
ranking di riferimento (fine 2019): 60
ranking 2020: 17
ranking 2021: 9
Differenza: +51
Non c’è bisogno di dire molto su Iga Swiatek. Numeri e risultati parlano per lei: uno Slam vinto già nel 2020 e l’ingresso in Top 10 nel 2021.

a pagina 2: Le altre sette giocatrici scelte due anni fa

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WTA Hot Shots! (12) + 12 punti memorabili del 2021

Seconda parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi scambi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Laura Siegemund - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Ultimo articolo della rubrica del martedì per il 2021, dedicato alla seconda parte della carrellata dei migliori punti della stagione. Come ho già spiegato la scorsa settimana, la scelta di partenza è stata quella di dividere i punti in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Dopo la prima parte riservata ai singoli colpi (vedi QUI), nella seconda ci concentriamo sui grandi scambi.

Ribadisco che non c’è alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme. Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Via dunque alla carrellata dedicata ai dodici scambi del 2021.

12. Karolina Pliskova e Viktorija Golubic
(QF Wimbledon, Pliskova b. Golubic 6-2, 6-2)
Cominciamo la rassegna con due punti (posizione 12 e posizione 11) che vedono protagonista Karolina Pliskova, che dopo un avvio di 2021 opaco ha progressivamente ritrovato la forma, sbocciando con il suo tennis migliore a Wimbledon.

 

Qui siamo nei quarti di finale contro una delle sorprese del torneo, Viktorija Golubic, e dallo scambio capiamo i motivi che hanno permesso a Karolina di arrivare in finale ai Championships. Infatti alle sue riconosciute doti di attaccante aggiunge alto rendimento in ambiti che non sono propriamente il suo forte: mobilità e recuperi difensivi. E così prima salva in allungo di dritto, poi di rovescio, per concludere con l’ultima perla rappresentata da un rovescio in avanzamento.

11. Karolina Pliskova e Sara Sorribes Tormo
(QF Montreal, Pliskova b. Sorribes Tormo 6-4, 6-0)
Il secondo set vinto 6-0 contro Sorribes Tormo a Montreal è stato forse il set migliore disputato da Pliskova in tutto il 2021. Ricordo che in quel momento Sorribes era in un periodo di grande condizione (qualche giorno prima a Tokyo aveva sconfitto la numero 1 Barty), ed era capace di offrire tennis di contenimento di alto livello. Tanto che spesso provocava alle sue avversarie dei “fuori giri” offensivi, causate dalla frustrazione che le coglieva di fronte alla impossibilità di sfondare il muro difensivo eretto dalla giocatrice spagnola.

Ecco, dare 6-0 a quella Sorribes significava raggiungere livelli di gioco eccezionali. E in un certo senso il punto proposto lo dimostra: nel corso dello scambio Karolina non riesce a sfondare in avvio, e anzi deve a sua volta impegnarsi in difesa, prima di trovare finalmente il colpo definitivo.

10. Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko
(QF Eastbourne, Ostapenko b. Kasatkina 1-6, 7-5, 6-2)
Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko sono due delle rappresentanti della generazione del 1997 che qualche anno fa si era messa in luce per la precocità ad alti livelli. Ancora teenager, per esempio, erano state protagoniste sulla terra di Charleston 2017 di una delle più giovani finali della recente WTA.

Nel 2021 Daria e Jelena si sono incontrate due volte, sempre sull’erba e ha sempre vinto Ostapenko, anche se al termine di partite tirate. Qui siamo a Eastbourne, poi si ritroveranno a Wimbledon e il match finirà 6-1, 3-6, 8-6. Il punto in questione è interessante perché si gioca tutto (o quasi) sulla diagonale sinistra. Ostapenko prova diverse soluzioni per sfondare: rovesci di pesantezza e angoli differenti, ma anche un dritto anomalo e perfino un dropshot. Ma Kasatkina riesce sempre a replicare, concludendo il punto con un cambio di direzione di assoluta accuratezza.

9. Mihaela Buzarnescu e Serena Williams
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
I prossimi due punti sono scelti dallo stesso match, disputato al Roland Garros fra due tenniste molto esperte: Serena Williams 39 anni e Mihaela Buzarnescu, 33 anni. Dopo l’infortunio subito nel 2018 alla caviglia, Buzarnescu non è più riuscita a recuperare la continuità ad alti livelli esibita in quella straordinaria stagione. Ma questo non significa che non sappia ancora oggi dimostrare tutte le sue qualità tecniche.

In questo scambio siamo nel secondo set, con Serena all’attacco e Mihaela in difesa, che sfodera una serie di recuperi eccezionali. La chiave del punto è la lettura anticipata dei contropiede. Deliziosi per sensibilità del braccio i due colpi a fine scambio.

8. Serena Williams e Mihaela Buzarnescu
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
Stesse protagoniste e stesso match della posizione numero 9, ma qui il punto è forse ancora più spettacolare. Siamo nel terzo set, e lo scambio si dipana con una serie di colpi in cui attacchi e recuperi cambiano più volte l’inerzia della situazione.

Non entro nel dettaglio sui diversi rovesciamenti di fronte, ma alla fine non si può che concordare con l’ammirevole fair play di Buzarnescu, che applaude il colpo definitivo di Serena.

7. Ashleigh Barty e Jil Teichmann
(Fin. Cincinnati, Barty b. Teichmann 6-3 6-1)
Non chiedetemi perché, ma questo è il punto giocato da Barty nel 2021 che mi è rimasto più impresso di tutta la sua stagione. Non so se sia davvero il suo migliore, ma a mio avviso racchiude in pochi secondi tante delle sue qualità tecniche e di tocco. Siamo a Cincinnati, in un match che vede di fronte la testa di serie numero 1 Barty contro la sorpresa Jil Teichmann, che ha raggiunto la finale giocando il miglior tennis della carriera.

E che Jil sia in forma lo si capisce da come riesce a tenere testa a tutte le soluzioni differenti che Ashleigh sviluppa durante lo scambio. Anzi: sembra addirittura avere la meglio quando riesce ad agganciare il dropshot di Barty replicando con un rovescio incrociato (da mancina) strettissimo. E invece Ashleigh è in grado di trovare la soluzione migliore con un dritto eseguito correndo in avanti e, malgrado questo, piazzato alla perfezione. Peccato per la pessima qualità del video, che per lunghi tratti rende la palla invisibile.

a pagina 2: Gli scambi dalla posizione 6 alla 1

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WTA Hot Shots! 12 (+12) punti memorabili del 2021

Prima parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi colpi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Ons Jabeur

Ultimi due articoli dell’anno, dedicati ai migliori punti del 2021. Come già in passato, ho deciso di dividerli in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Penso sia l’unica strada possibile per dare ordine al materiale scelto, perché altrimenti i punti avrebbero caratteristiche così diverse da non essere quasi paragonabili. In alcuni casi la distinzione è difficile, ma ho preferito incorrere in qualche scelta dubbia piuttosto che mischiare situazioni troppo differenti.

Le fonti da cui sono ricavati i punti sono sostanzialmente due: le diverse scelte che si trovano su Internet e i promemoria che prendo io stesso durante l’anno mentre seguo le partite, e che spero rendano la selezione meno scontata. Purtroppo poi non sempre riesco a recuperare i video dei punti individuati, e questo finisce per limitare la presentazione. In ogni caso non ho alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme.

Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Cominciamo con i colpi, per gli scambi ci ritroveremo martedì 28 dicembre.

 

12. Harmony Tan
(2T Roland Garros, Vondrousova b. Tan 6-1, 6-3)
Nella selezione degli Hot Shots non può mancare un tweener. Tra tutti quelli della stagione 2021 ho scelto questo perché eseguito dopo una corsa in diagonale, una situazione che rende più difficile mantenere la percezione del campo spalle alla rete. Protagonista Harmony Tan, giocatrice francese ammessa nel tabellone principale del Roland Garros grazie a una wild card. E in un momento di buona forma, altrimenti al primo turno non avrebbe vinto il derby contro la ben più titolata Alizè Cornet.

Veniamo al punto. Tan si trova contro Marketa Vondrousova, che dello schema “dritto incrociato profondo + palla corta di rovescio lungolinea” ha fatto uno degli architravi del suo gioco: una situazione ampiamente codificata del suo modo di stare in campo (vedi QUI). In certe situazioni Marketa non perdona: parte il drop shot e diventa difficile cavarsela. Qui però Tan è molto brava nella doppia corsa avanti-indietro conclusa dal tweener potente e preciso che sorprende tutti, inclusa Vondrousova.

11. Dayana Yastremska
(1T US Open, Kerber b. Yastremska 3-6, 6-4, 7-6)
Immagino i dubbi dei detrattori: Dayana Yastremska è una giocatrice da “o la va o la spacca”, tanto che quando si è affacciata sul circuito proponeva un tennis con tassi di rischio e aggressività mai visti prima. E non era una semplice sensazione, ma un dato confermato dagli statistici.

US Open, match contro Kerber. Lo scambio di per sé è semplicissimo: Yastremska serve a uscire, e non è nemmeno una cattiva battuta; ma Kerber risponde ancora più incrociato con una parabola strettissima che obbliga l’avversaria oltre il corridoio. A questo punto Dayana sa che l’inerzia dello spostamento la spingerà fuori dal campo in modo quasi irreversibile. E allora si inventa una replica di dritto di assoluta precisione: il suo dritto passa fra la il seggiolone del giudice arbitro e il paletto della rete, atterrando esattamente all’incrocio delle righe, imprendibile per chiunque.

a pagina 2: I colpi da 10 a 6

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