Australian Open: Italia in forza minima al torneo Junior

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Australian Open: Italia in forza minima al torneo Junior

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Bianca Turati (foto FABRIZIO MACCANI)

Sono solamente due gli italiani presenti nel Main draw dei tornei Junior di Melbourne: Andrea Pellegrino e Bianca Turati

Consapevole che l’attenzione è al momento tutta assorbita e polarizzata dal fantastico risultato di Seppi (io per primo non credevo che potesse essere lui, semmai Fognini, a battere almeno una volta ​l’imbattib​i​le​ per definizione​: oppure mai nessuno​ degli italiani​) provo a presentare il torneo junior che inizia stanotte, in ottica italiana.

Il paradosso che vorrei anzitutto sostanziare avessi le statistiche è che i tornei junior dei Grand Slams sono più facili di quelli Grade 1, 2 ecc. in altre parti del mondo. O meglio ci sono anche beninteso alcuni dei giocatori e delle giocatrici più quotate in main draw, ma si può fare strada perché ci sono anche delle schiappe o dei giocatori abbordabili soprattutto in quali. Un’altra cosa da discutere o da sapere è se questi tornei li vanno a giocare esclusivamente giocatori e giocatrici designati dalle Federazioni e regolarmente spesati o se ci va o può anche andare chiunque di tasca propria, naturalmente avendo la classifica.

 

Detto questo schieriamo solo due dei nostri in main draw, sia perché non ne abbiamo da schierare e sia ​perché qualcuno-a è forse venuto a mancare all’ultimo momento. Un po’ pochino. Per la precisione: Mosciatti e Ocleppo hanno perso al turno decisivo delle quali sia pure onorevolmente e Mosciatti addiritura di un niente.

Ho scritto qui su Ubitennis alcuni giorni fa che l’annata 1997 dei maschi purtroppo non è al momento competitiva ai livelli alti e ne riceviamo conferma. Come Andrea Pellegrino sia passato in main draw è un mistero, giacché la tds n.1 delle quali gli era davanti nella entry list e questo giocatore ha fatto appunto le quali. Piuttosto mi meraviglio che non si sia ​iscritto al torneo qualche altro dei pochi buoni 97, come Bonacia, o qualche 98 (scriverò a giorni che questo millesimo è più folto e qualcuno appunto sbucherà prima o poi: penso a Summaria e a Guerrieri più che a Moroni) o addiri​t​tura qualche 99, uno su tutti il più promettente, Ramazzotti. Dunque Pellegrino gioca sul campo 11 quarto incontro contro Karimov. Non chiedetemi chi sia. Debbo confessare che conosco, per averli visti, a mala pena un quinto dei 64 iscritti e un altro quinto o quarto ​puramente ​di nome. Ma è naturale, perché il bello del giovanile è che ogni anno un buon quarto dei giocatori attivi scompare per raggiunti limiti di età e un altro quarto entra: il rinnovamento dei ranghi è continuo. Alcuni nomi che vorrei pronosticare sono il 99 francese Corentin, più che il locale e cioè australiano di adozione Popyrin che l’anno scorso ha fatto sonoramente splash, oppure Luz e Molcan. Ma si rischia di prendere dell​e cantonate nei pronostici in un settore senza veri punti di riferimento.
In tabellone principale femminile c’è solo per noi Bianca Turati, la migliore del suo millesimo 1997 come scrivevo giorni fa. Per motivi che mi sfuggono Verena Hofer si è ritirata.

​Nessuna ha disputato le quali. ​Anche fra le femmine 97 non c’è abbondanza e anche Jessica Pieri è ingiudicabile nel giovanile per lunga assenza dalle competizioni. Per contro c’è da rammaricarsi del fatto che nessuna 98 abbia voluto trasvolare dato il vivaio di cui disponiamo, a mio avviso con più punte in prospettiva di quello 97 (dico Samsonova, Stefanini, Simonelli anche se forse solo ora riprende ad allenarsi). Sapendo bene che questi tornei junior femminili li vincono non più le diciottenni ma a volte anche le quindi​ci​-sedicenni era forse il caso di farlo provare a una Tatiana Pieri o a una Bilardo, del 1999.

Bianca Turati affronta una australiana che si chiama Apisah, primo incontro sul campo 22. Sono più esperto del femminile e nel tabellone
​leggo i nomi di facce note e ​di ​gente che ha girato l’anno scorso per tutti o molti dei tornei toscani. Fermo restando che per età potrebbero giocare questo junior una Konjuh, una Bencic e una Bellis, faccio due segnalazioni: Seone Mendez messico-australiana e soprattutto la semidivina Vondrousova: mi rovino e sbilancio dicendo che il torneo lo vince lei, Vondrousova. Sono ambedue classe 99. Altri nomi da tener presente sono Wargnier e Ferro francesi, Potocnik slovena, soprattutto Galfi, una magiara dal tennis raramente così classico.

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Billie Jean King Cup

Billie Jean King Cup, play-off: travolgenti Canada e Ucraina, Kazakistan corsaro in Argentina

Canada e Ucraina dominano le avversarie della Serbia e il Giappone. Prestazioni convincenti anche per le britanniche e la Lettonia di Ostapenko

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Nella giornata di sabato si sono conclusi i Play off della Billie Jean King Cup, che hanno qualificato otto squadre alle sfide del prossimo febbraio, che decreteranno le nazionali partecipanti alle Finali 2022 della competizione (la data delle Finali 2021, in programma sempre a Budapest, è ancora da definire). Si sono qualificate Polonia, Gran Bretagna, Canada, Lettonia, Ucraina, Kazakistan, Olanda e Italia.

Ottima prestazione della squadra azzurra capitanata da Tathiana Garbin che si è imposta in trasferta sulla Romania con un perentorio 3-1. Elisabetta Cocciaretto e Martina Trevisan hanno vinto i primi due match rispettivamente contro Bara e Buzarnescu, nella giornata di venerdì. Jasmine Paolini ha ceduto a Ruse ma poi “Coccia” ha conquistato il punto decisivo superando Buzarnescu.

LE ALTRE SFIDE – Travolgenti Canada e Ucraina che hanno inflitto alle squadre avversarie un inappellabile 4-0. Nel team canadese – che giocava in trasferta, sul duro di Kraljevo in Serbia – si è messa particolarmente in luce la 19enne Leylah Annie Fernandez che ha sconfitto Olga Danilovic e Nina Stojanovic. Tie vincente anche per Rebecca Marino che ha superato in due set Stojanovic. Rebecca e Carol Zhao hanno vinto anche il match di doppio. Assente Bianca Andreescu.

 

Ottima performance anche per la squadra di Elina Svitolina che ha travolto il Giappone, orfano di Naomi Osaka, con un netto 4-0. Elina ha battuto Muramatsu e Naito mentre Kostyuk ha superato Naito. Nel doppio, le gemelle Kichenok si sono imposte sul duo Akita/Sato.

Risultato largo anche in favore della squadra lettone che, con Ostapenko e Sevastova, ha superato l’India con lo score di 3-1. Stesso punteggio anche per la Gran Bretagna contro il Messico; Katie Boulter e Heather Watson si impongono su Zacarias e Olmos. Zacarias è poi riuscita a guadagnare il punto della bandiera contro Heather ma, alla fine, Katie ha consegnato la vittoria alla squadra superando anche Olmos.

Le uniche tre sfide realmente combattute fino all’ultimo sono state Olanda-Cina, Kazakistan-Argentina e Polonia-Brasile, tutte concluse con il punteggio di 3-2 e decise dal doppio.

Senza Iga Swiatek, la Polonia (che ha schierato Frech e Urszula Radwanska come singolariste) è riuscita a chiudere la sfida solo in doppio, grazie a Frech e Kawa che si sono imposte in rimonta su Alves e Stefani. A Cordoba si è disputata la sfida forse più spettacolare: Putintseva e Rybakina hanno battuto Podoroska ma perso entrambe la sfida con Maria Lourdes Carle, ventunenne che non ha mai giocato a livello WTA e non aveva mai affrontato top 100 prima di questa sfida. Il miracolo di Carle è però rimasto un mezzo miracolo, poiché Danilina e Shvedova hanno vinto 6-0 7-5 il doppio decisivo (con Putintseva messa fuori causa dai crampi e uscita in barella dall’ultimo singolare). La sfida casalinga dell’Olanda – sulla terra di ‘s-Hertogenbosch – si è complicata dopo che Bertens, che aveva vinto facilmente il primo singolare con Xinyu Wang, ha preferito non scendere più in campo per le precarie condizioni fisiche. Xiyu Wang (134 WTA) ha trascinato la partita al doppio con due vittorie, ma lì hanno prevalso Rus e Schuurs in due set.

TUTTI I RISULTATI

Polonia-Brasile 3-2
Gran Bretagna-Messico 3-1
Serbia-Canada 0-4
Lettonia-India 3-1
Ucraina-Giappone 4-0
Romania-Italia 1-3
Argentina-Kazakistan 2-3
Olanda-Cina 3-2

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Fed Cup

BJK Cup, play-off: Canada, Ucraina, Lettonia e Gran Bretagna sul 2-0

Equilibrio tra Argentina e Kazakistan così come tra Olanda e Cina e tra Polonia e Brasile. Oggi si concludono le sfide

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Jelena Ostapenko - Billie Jean King Cup 2021 (via Twitter, @BJKCup)

Oltre alla sfida di Cluj tra Romania e Italia sono in corso altre sette sfide valide per i play-off della Billie Jean King Cup, le cui vincenti saranno ammesse alle qualificazioni per le Finals 2022. Dopo la prima giornata tutto abbastanza facile per la Gran Bretagna contro il Messico e per l’Ucraina contro il Giappone.

Al National Tennis Center di Londra Katie Boulter e Heather Watson faticano solo nel primo set dei loro rispettivi incontri chiudendo poi in scioltezza i loro match. La prima regola con il punteggio di 7-5 6-0 la messicana Zacarias, la seconda con un similare 7-5 6-1 completa il 2-0 britannico contro la Olmos. A Chornomorsk, sulla terra rossa, vita facile per le ucraine contro il Giappone orfano di Naomi Osaka. Elina Svitolina lascia 5 giochi a Chihiro Muramatsu (6-3 6-2), Marta Kostyuk uno in più a Yuki Naito (6-3 6-3).

Sul 2-0 anche il Canada in Serbia e la Lettonia contro l’India. Sul veloce di Kraljevo Fernandez supera Olga Danilovic dopo tre combattuti set (7-5 4-6 6-4) e a seguire Rebecca Marino supera 6-4 7-6(8) Nina Stojanovic. Nordamericane ad un passo dai Qualifiers 2022. Qualche problemino per la Lettonia contro l’India anche se alla fine della prima giornata si è come da pronostico sul 2-0 per le padrone di casa a Jurmala. Jelena Ostapenko impiega infatti 2 ore e 25 minuti per superare in tre set la quasi sconosciuta Raina (nr. 147 WTA) con il punteggio di 6-2 5-7 7-5. Passata la paura Sevastova dà il 2-0 alla Lettonia superando in tranquillità Tandi (6-4 6-0).

Equilibrio invece nelle altre 3 sfide. Parità dopo la prima giornata tra Polonia e Brasile a Bytom. Magdalena French aveva dato l’1-0 alle padrone di casa superando Meligeni Rodrigues 6-4 6-3 ma nel secondo singolare Laura Pigossi ha ristabilito la parità superando in tre set Urszula Radwanska (7-6 (9) 3-6 6-2). A ‘s-Hertogenbosch sembrava una passeggiata di salute per l’Olanda contro la Cina. Ma dopo la facile vittoria di Kiki Bertens contro Xinyu Wang (6-2 6-0) ci pensava l’altra Wang Xiyu a rovesciare il pronostico contro Arantxa Rus e portare in parità le asiatiche (6-1 3-6 6-2).

 

Infine 1-1 anche sulla terra rossa di Cordoba tra Argentina e Kazakistan. Yulia Putinsteva rimonta la tenace Nadia Podoroska battuta 2-6 6-4 6-0 ma la sorpresa arriva dal secondo singolare, dove Maria Luise Carle (nr. 415 WTA) supera al terzo Elena Rybakina (6-4 3-6 6-0)

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Billie Jean King Cup

Billie Jean King Cup, Romania-Italia 1-3: Cocciaretto riporta l’Italia tra le grandi

La n.2 azzurra batte Buzarnescu e conquista il terzo punto dopo la sconfitta della Paolini contro Ruse

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BILLIE JEAN KING CUP

Play-Off

ROMANIA-ITALIA 1-3

 

La giovane nazionale femminile del tennis italiano torna tra le grandi. L’opera di ricostruzione avviata un paio di anni fa da Tathiana Garbin inizia a dare i suoi frutti. Le nostre ragazze vincono in Romania la sfida valevole per i Play-off della Billie Jean King Cup (ex Fed Cup) e l’anno prossimo potranno partecipare alle sfide le cui vincenti si qualificheranno per le Finals 2022. Certo, il successo in Romania è stato favorito dall’assenza delle giocatrici meglio classificate tra le padrone di casa, Halep in testa. Ma c’è da dire che Trevisan, Paolini e Cocciaretto hanno dato l’anima dal primo all’ultimo 15 e alla fine hanno raccolto il giusto premio ai loro sforzi. Speriamo davvero che questo possa essere l’inizio di un nuovo ciclo, sulla scorta di ciò che sta avvenendo in campo maschile.

Di seguito il riepilogo della giornata, a cui l’Italia era arrivata con il confortante vantaggio di 2-0 (maturato venerdì) e che ha rischiato di complicarsi dopo la sconfitta di Paolini. Ci ha poi pensato Cocciaretto.

E.G. Ruse b. J. Paolini 1-6 6-3 6-4

La capitana giocatrice rumena Monica Niculescu cambia le carte in tavola e nel primo singolare della seconda giornata schiera Eleonora Gabriella Ruse al posto di Irina Maria Bara. Tathiana Garbin non è da meno e manda in campo Jasmine Paolini al posto di Martina Trevisan. Due i precedenti tra le contendenti, una vittoria a testa.

Inizia al servizio Paolini che mostra il piglio giusto e tiene a 15 la battuta. Ruse sembra un po’ contratta, il secondo game è già una maratona. Si giocano 18 punti, Paolini manca due palle del 2-0 poi la rumena tiene la battuta. Si scambia molto da fondo campo, Paolini sembra più continua, la rumena appena è chiamata a muoversi un po’ di più sbaglia. Oltretutto Ruse sulle prime della nostra tennista trova quasi a sempre a fatica la risposta. Nel quarto gioco arriva il break per Paolini che nel game successivo tiene la battuta annullando ben quattro palle break del 3-2. Scambi sempre molto lunghi e combattuti ma alla fine ne esce sempre vincitrice la nostra tennista che prosegue spedita e dopo 46 minuti porta a casa un 6-1 molto prezioso che avvicina l’Italia alla meta.

Pausa fisiologica per Ruse che prova a scuotersi, dalla panchina Niculescu prova a infonderle fiducia. La tennista di casa sembra iniziare il secondo set con piglio diverso. Sull’orlo del baratro Ruse prova a risalire la china, cercando di essere più aggressiva e servendo meglio. Paolini perde terreno sui colpi ora profondi dell’avversaria e il match lentamente gira. Un gratuito di rovescio della tennista italiana concede il break del 3-1 alla rumena che ringrazia e sale in cattedra. Il risultato sembra seguire a parti inverse l’andamento del primo set, ma sul 5-1 Ruse la rumena si incarta e Paolini prova a risalire la china. La rimonta si ferma sul 3-5, Ruse chiude con autorità il parziale nel nono gioco e porta la sfida al terzo.

Pausa fisiologica per entrambe ma alla ripresa la musica non cambia. Ruse sembra aver superato tutte le paure iniziali, Paolini non riesce più a trovare profondità nei suoi colpi e rema a metri di distanza dalla linea di fondo per fronteggiare i colpi della sua avversaria. Break in apertura della rumena che si ripete nel quinto gioco per il 4-1 “pesante”. Ormai è la rumena che fa la partita, Paolini prova a non mollare ma sembra in balia della Ruse. L’azzurra non ne approfitta nemmeno quando la rumena si incarta cedendo uno dei due break di vantaggio perdendo a zero la battuta nel sesto gioco, perché nel game successivo Ruse allunga di nuovo sul 5-2 e va a servire per il match. Paolini lotta fino all’ultimo, annulla un match point nell’ottavo gioco, strappa il servizio all’avversaria e poi tiene la battuta. Sul 5-4 Ruse serve di nuovo per il match ma stavolta non trema, tiene la battuta a 30 e consente alla Romania di sperare nella rimonta.

E. Cocciaretto b. M. Buzarnescu 7-5 7-6(5)

Rispetto al primo singolare di giornata stavolta le due capitane non cambiano le giocatrici, quindi scendono in campo Mihaela Buzarnescu e Elisabetta Cocciaretto. La rumena è stata n. 20 del ranking prima che si infortunasse a Montreal nel 2018 alla caviglia, infortunio dal quale non si è mai ripresa definitivamente. Oggi occupa la posizione 137 ma delle rumene in campo è quella che ha più esperienza. Elisabetta Cocciaretto invece, dopo la semifinale agli Australian Open juniores nel 2018, si è gradualmente affacciata al circuito maggiore. Occupa la posizione 111 del ranking, sua miglior classifica. Quest’anno ha centrato la semifinale a Guadalajara, sconfitta dalla canadese Bouchard.

Parte al servizio l’azzurra che tiene la battuta a zero, poi è il turno della rumena e arriva un game maratona. Si giocano la bellezza di 26 punti e al 7° tentativo arriva il break della tennista italiana. Il match è tecnicamente valido, le due tenniste se le danno di santa ragione da fondo campo. Cocciaretto non arretra di un millimetro, pronta a ribattere colpo su colpo alla più esperta avversaria. L’azzurra allunga 3-0 ma Buzarnescu si rifà sotto con il controbreak al quinto gioco. Arrivano ben cinque break consecutivi, sul 4-2 Cocciaretto si sono disputati sei giochi in 54 minuti. Il dato dà un’idea di quanto sia combattuto ogni game.  Buzarnescu corona il suo recupero nel decimo gioco sul 5-5. Il set sembra poter cambiare padrona  ma  Cocciaretto risponde alla grande, recupera dallo 0-30 sul suo servizio e poi strappa a 15 il gioco successivo convertendo il primo set point. 7-5 Italia dopo 80 minuti di autentica battaglia a velocità sostenuta. Cocciaretto chiude il parziale con 7 punti in più, 57 a 50. L’azzurra ha mostrato una determinazione ed una grinta di primissimo livello tenendo anche conto della posta in palio.

Si riprende dopo la pausa fisiologica della padrona di casa e stavolta si seguono i servizi senza particolari sussulti sino al 2-2. Buzarnescu chiama un medical time out per un problema alla coscia sinistra e come spesso accade alla ripresa è il giocatore che ha usufruito dell’intervento medico che trae i maggiori benefici dalla pausa. La rumena infatti breakka Cocciaretto e sale 3-2. Ma l’azzurra è un muro di gomma, non si arrende mai e ribatte colpo su colpo. Prima arriva l’immediato controbreak, poi annulla una palla break e rimette il naso avanti sul 4-3. L’azzurra potrebbe dare la mazzata finale alla sua avversaria nel gioco successivo quando si trova 0-40 sul servizio di Buzarnescu, ma la rumena si salva con gran coraggio, annulla anche una quarta palla break e tiene la battuta. Le due contendenti danno il massimo nella fase cruciale dell’incontro, si approda al tie break senza particolari sussulti. Subito minibreak Romania, ma Cocciaretto lo recupera subito e allunga sino al 4-1. Buzarnescu riaggancia l’avversaria sul 5-5 ma poi commette un gratuito di rovescio e manda la tennista italiana a servire per trasformare il match point. Altro scambio duro e ancora una volta lo vince l’azzurra, l’Italia del tennis femminile torna tra le grandi. Il prossimo febbraio disputerà il turno preliminare che decreterà le otto nazionali ammesse che si aggiungeranno alle semifinaliste dell’edizione 2021 per disputare le Finali di Budapest, in programma di aprile.

Raggiante Elisabetta Cocciaretto a fine match: “Ero un po’ tesa dall’inizio e lo sono stata anche durante il match. Lei se ne è resa conto e ha cercato di approfittarne. Ho dato tutto quello che avevo come le mie compagne, siamo contentissime, ci meritiamo questa vittoria e l’anno prossimo faremo di tutto per arrivare alle Finals. Siamo un gruppo bellissimo e molto affiatato.

Non meno contenta la capitana Tathiana Garbin: “Elisabetta è giovanissima ma è stata molto brava nel mettere in pratica quello che avevamo preparato. Sono orgoglioso di questo gruppo, di queste ragazze che non mollano mai, che danno l’anima in campo. Jasmine forse poteva stare più avanti nel secondo e terzo set, invece ha perso campo. Comunque è stata bravissima anche lei”.

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