Australian Open, uomini: Djokovic-Raonic e Wawrinka -Nishikori, tutto come previsto

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Australian Open, uomini: Djokovic-Raonic e Wawrinka -Nishikori, tutto come previsto

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Vince in tre set il serbo, mentre è bravo Wawrinka a venirne fuori in qualche modo da una partita che si era complicata. , ma quanti rimpianti per Garcia-Lopez. Uno strepitoso Feliciano lotta fino al quinto set ma è costretto a cedere alla potenza di Raonic. Kei Nishikori senza problemi con un 6-3 periodico su David Ferrer

[1] N. Djokovic b. G. Muller 6-4 7-5 7-5 (di Paolo Valente)

Il n°1 del mondo Novak Djokovic supera in tre set Gilles Muller e approda per la 23° volta consecutiva ai quarti di finale di un torneo dello Slam. Il serbo è parso molto centrato durante tutto il match, concedendo pochissimo sul proprio servizio (13 ace e nessun break subito) e riuscendo a limitare quello del lussemburghese (solo 7 ace dopo gli 80 dei primi 3 turni). Muller, che lunedì prossimo raggiungerà il suo best ranking (n°36), ha mostrato alcune delizie a rete (47 discese col 62% di punti vinti), ma da fondocampo non è stato in grado di arginare la netta superiorità del n°1 del mondo. Primo set che segue i servizi fino al 3-3. Decisivo il 7° game, dove Nole trova prima una risposta vincente, poi uno spettacolare pallonetto di dritto in allungo e col dritto in rete di Muller sale 0-40. Il lussemburghese annulla la prima opportunità, ma sulla seconda consegna il break al serbo con un unforced di dritto. Nole, costretto a chiamare un medical time out sul 5-4 per medicare una ferita sul dorso della mano dovuta ad una scivolata, non concede nulla al servizio e chiude il parziale 6-4. Nel secondo set la prima palla break arriva ancora nel 7° game grazie ad uno straordinario passante in cross di dritto di Djokovic, ma Muller annulla con lo schema servizio e voleè. Sul 5-5, quando tutto sembra pronto per il tie-break, il serbo sale 15-40 sul servizio dell’avversario: l’ex n°1 del mondo juniores annulla grazie ad un brutto errore di rovescio di Djokovic e un ace, ma concede subito una terza occasione e cede la battuta con un unforced di rovescio. Il campione uscente di Wimbledon non trema e si aggiudica il set 7-5. Nel 3° game del terzo set Nole avrebbe subito l’opportunità di strappare la battuta all’avversario, ma Muller annulla col serve and volley. Il lussemburghese dimostra di non volersi arrendere e nel 6° game è il serbo a concedere le prime palle break del match, addirittura quattro, ma le annulla tutte e impatta sul 3-3. Nole ha un’altra opportunità sul 4-4, ma Muller annulla con la voleè di rovescio. Come nel secondo set anche questa volta l’11° game è decisivo: Djokovic sale 15-40, Muller recupera sul 40-40 ma due splendidi passanti, uno di dritto lungolinea e uno in cross stretto di rovescio, permettono alla tds n°1 di andare a servire per il match. Nole non esita e dopo 2h08’ di gioco chiude l’incontro col 7-5 finale. Djokovic approda così per l’8° volta in carriera ai quarti degli Australian Open (bilancio 4-3), dove lo attende Milos Raonic. Per il serbo una partita che avrà doppio valore, visto che nelle quattro precedenti occasioni in cui ha vinto il suo incontro di quarti di finale a Melbourne ha poi sempre vinto il torneo.

 

Statistiche Djokovic-Muller

[4] S. Wawrinka vs G. Garcia-Lopez 7-6(2) 6-4 4-6 7-6(8) (di Silvia Berna)

Vittoria non priva di ombre per il campione in carica degli Australian Open, che corre qualche rischio di troppo ma batte in quattro set lo spagnolo Garcia-Lopez, numero 37 del ranking mondiale. Wawrinka conduce nei confronti diretti con 4 vittorie a fronte di 3 sconfitte. Sono due i precedenti degni di nota: un primo turno a Melbourne nel 2010 vinto nettamente dallo svizzero e la clamorosa vittoria di Garcia-Lopez al primo turno del Roland Garros dello scorso anno. Primo set dall’andamento strano e molto altalenante. Lo spagnolo si porta avanti di un break per ben due volte. Va addirittura a servire per il primo set ma Wawrinka, che alterna sprazzi di grande tennis ad incredibili errori e distrazioni, riesce a riportare la situazione in parità. Grazie ad una ritrovata intensità, lo svizzero si aggiudica poi in successione il primo parziale vincendo agevolmente il tiebreak, e il secondo set grazie ad un break ottenuto nel terzo game. Clamoroso passaggio a vuoto di Wawrinka nel terzo set, proprio quando la partita sembra saldamente nelle sue mani e virtualmente chiusa. Lo svizzero, avanti 4-3 e servizio, pecca presumibilmente di presunzione, cede il servizio per ben due volte consecutive e perde il terzo parziale con grandi meriti di Garcia-Lopez che lotta strenuamente. C’è partita nel quarto set, con lo spagnolo decisamente ritrovato e lo svizzero che sembra invece aver smarrito fiducia e la serenità. La testa di serie numero 4 pare in difficoltà sia fisica che mentale e non riesce più ad essere aggressivo. Una partita che sembrava facile e praticamente finita adesso è diventata tremendamente complicata. La conclusione del set e del match è affidata al tiebreak. Un tiebreak emozionante, dall’andamento davvero clamoroso. Garcia-Lopez si porta sul 6-2 in suo favore. Sono quattro i set point a sua disposizione, ma non bastano. È bravissimo Wawrinka a non mollare quando la situazione sembra disperata e li annulla tutti e quattro. Alla fine è lui a chiudere al secondo match point. Lo svizzero – che chiude con 70 vincenti e 61 errori gratuiti – ha dimostrato di poter essere a tratti ingiocabile e dominante con tutti i fondamentali a sua disposizione. Ma le lacune psicologiche che lo accompagnano sono davvero grossolane ed evidenti e decisamente preoccupanti in vista dei prossimi match. Se Wawrinka vuole davvero provare a confermare la vittoria dello scorso anno dovrà alzare notevolmente il suo livello di attenzione o certi cali di tensione, nelle fasi finali del torneo e contro determinati avversari, finirà per pagarli davvero cari.

 

stats wawrinka

[5] K. Nishikori b. [9] D. Ferrer 6-3 6-3 6-3 (da Melbourne, Luca Baldissera)

David Ferrer e Kei Nishikori sono probabilmente i due giocatori più veloci nella corsa, e più rapidi e tecnici a livello di footwork (insieme a Murray), tra i top del tennis mondiale. Scendono in campo sulla Rod Laver Arena presa d’assalto dai tifosi giapponesi (e pure dai giornalisti, per la prima volta è stato necessario prenotare un “media seat” due ore prima del match) e iniziano da subito una lotta senza esclusione di colpi, magari non troppo fantasiosa come esecuzioni e variazioni, ma sicuramente esaltante sul piano agonistico: uno picchia, l’altro tiene, poi si scambiano i ruoli. Senza mollare una palla che sia una.

Ferrer cede il servizio nel terzo game, Nishikori allunga, sul 2-4 david annulla altre due palle break, e sul 3-5 perde ancora la battuta consegnando il set a Kei per 6-3. Il giapponese fino a questo momento perfetto al servizio, lo spagnolo in affanno in tutti i game. I giapponesi presenti apprezzano, e strillano peggio dei ciprioti che accompagnavano Baghdatis. Il pomeriggio di Melbourne si fa decisamente fresco, non si superano i venti gradi, all’ombra forse anche di meno. Condizioni ideali per giocare a tennis.

Ferrer si scuote a inizio secondo set, e nel primo gioco – di ben 18 punti – strappa per la prima volta il servizio a Nishikori alla terza opportunità, ma nel game successivo si ritrova di nuovo sotto, e restituisce il break immediatamente. Non è il solito David, solido e continuo, gioca anche bene con il dritto e i recuperi ma ha diversi momenti di pausa che di solito non si concede mai, dall’altra parte Kei frulla i piedi a velocità come sempre altissima e affonda appena può. Il confronto tecnico tra il dritto a sventaglio di Ferrer e il rovescio lungolinea di Nishikori, i loro colpi migliori, è interessantissimo, ma basta un dato per far capire chi sta facendo la partita fino a questo momento: 25 a 6 i vincenti in favore del nipponico a metà parziale, nipponico che sbaglia anche di più ma ci prova in continuazione. I suoi connazionali sono sempre più contenti, Kei sembra in controllo, concede più che altro per distrazione un break point sul 2-2 ma poi tiene. Si seguono i servizi fino al 4-3 Nishikori, che piazza il break e poi chiude nel game successivo. 6-3 6-3, Ferrer è alle corde e sembra anche stanco, il pubblico nopponico festeggia.

Terzo set, pronti via e subito break Nishikori, che spinge alla grande con tutti i colpi, soprattutto di rovescio il suono della palla dà la senzazione di quanto bene impatti il giapponese, il lungolinea gli scorre che è un piacere. Nessuno scossone fino al 5-3 per Kei, servizio David, che cercando di reagire spara fuori un dritto e concede match-point. Nishikori spreca di dritto, Ferrer sbaglia ancora, anche la seconda opportunità per Kei sfuma, ma alla fine ne ha una terza che è quella buona. 6-3 6-3 6-3, eliminare tanto nettamente un “cagnaccio” come David Ferrer a livello ottavi Slam è a dire poco notevole: 5 break ottenuti, 42 vincenti, una partita perfetta. Ci attende un grandissimo quarto di finale tra Kei e Stan “the man” Wawrinka.

stats kei ferrer

[8] M. Raonic b. [12] F. Lopez 6-4 4-6 6-3 6-7(7) 6-3 (di Giorgio Laurenti)

Sono servite oltre tre ore, cinque set e sette camicie quest’oggi a Milos Raonic per avere ragione di Feliciano Lopez. Da come era entrato all’Hisense Arena, sembrava quasi che gli avessero detto lo spagnolo di Toledo si sarebbe presentato solo per fare presenza, e invece dal quarto set fino al break decisivo nel quinto è stata battaglia vera. Lopez deve rimpiangere per due doppi falli, uno nel primo, l’altro nel quinto set: con il primo ha regalato il set a Raonic, con il secondo il break decisivo.
A inizio match Raonic potrebbe portarsi subito avanti di un break: Lopez commette un doppio fallo ma si salva con una buona seconda di servizio. La palla break in avvio, seppur non sfruttata, sembra rilassare il numero 8 del mondo. Lopez dal canto rimane attaccato al set, sperando in un calo di concentrazione. Ed è ciò che avviene al nono gioco, quando Raonic, sul 30-30, scende a rete sbaglia una comoda volée. Per sua fortuna in questi momenti può contare sul servizio per rimettere a posto le cose. Nel gioco successivo, sul 30-30 Lopez gioca un bel servizio al corpo ma il canadese lo fulmina con il dritto: set point. Lo spagnolo commette il secondo doppio fallo del set e Raonic passa a condurre.
Il secondo set segue lo stesso spartito del primo se non per il fatto che la prima palla break Raonic ce l’ha all’ottavo gioco, sul 4-3 in suo favore. Lopez però tira fuori dal cilindro tre aces consecutivi e pareggia il conto dei giochi. E come nel primo set, la troppa sicurezza fa rilassare il canadese che nel gioco successivo concede tre palle break all’avversario. Dopo aver annullato la prima con il servizio, Raonic manda in corridoio un dritto lungolinea e Lopez si porta avanti 5-4, per poi chiudere con il servizio 6-4 (dopo aver annullato una palla break).
Raonic capisce che se vuole vincere ci deve mettere del suo e inizia a fare sul serio: vince il primo gioco del terzo set e, grazie anche al terzo doppio fallo di Lopez, si porta avanti 2-0. Raonic tiene comodamente i suoi turni di battuta e si permette il lusso di sprecare quattro palle break prima di chiudere il set con la battuta con il punteggio di 6-3.
Lopez non si abbatte, continua a servire bene e cambia strategia: non più rovesci tagliati sul dritto di Raonic, bensì dritti a cercare il rovescio bimane. Nessuno dei due tennisti riesce a impensierire l’avversario alla risposta. L’unica palla break ce l’ha Raonic all’undicesimo gioco, ma Lopez è bravo a prepararsi la discesa a rete con un back di rovescio e chiudere con una stop volley. Si arriva così al tie-break dove Lopez si esalta annullando due match point prima di chiudere 9-7.
Al quinto sul 2-1 per lui, Raonic ha una palla break, ma anche questa volta Lopez l’annulla con il servizio: palla molto esterna che porta il canadese fuori dal campo e poi chiusura in volée. Arriviamo all’ottavo gioco sul 4-3 Raonic con Lopez che deve difendere un’altra palla break, questa volta arriva un doppio fallo che di fatto regala la vittoria al canadese, che chiude con il servizio 6-3. Per lui sono i primi quarti di finale all’Australian Open, prossimo avversario, salvo una grande sorpresa, ci sarà Novak Djokovic.

Statistiche Lopez-Raonic

Risultati:

[1] N. Djokovic b. G. Muller 6-4 7-5 7-5
[5] K. Nishikori b. [9] D. Ferrer 6-3 6-3 6-3
[4] S. Wawrinka vs G. Garcia-Lopez 7-6(2) 6-4 4-6 7-6(8)
[8] M. Raonic b. [12] F. Lopez 6-4 4-6 6-3 6-7(7) 6-3

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Australian Open: i giocatori vaccinati potrebbero essere esentati dalla quarantena

Una lettera inviata alle giocatrici WTA confermerebbe che la quarantena in Australia sarà richiesta solo ai non vaccinati. Le qualificazioni si giocheranno a Melbourne

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Melbourne Park - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Buone notizie per i giocatori e i membri del loro staff che dovranno recarsi in Australia il prossimo gennaio per disputare l’Australian Open. Secondo una lettera confidenziale inviata dalla WTA alle giocatrici, il cui contenuto è comunque trapelato ben presto alla stampa specializzata, le informazioni che sono circolate nei giorni scorsi secondo cui agli atleti non vaccinati non sarebbe permesso di entrare in Australia non sono veritiere.

Il Governo dello Stato di Victoria, dove si trova Melbourne, non ha ancora approvato il piano messo a punto da Tennis Australia e dalle associazioni dei giocatori, ma secondo quando comunicato alle atlete tutti coloro che saranno completamente vaccinati (quindi due dosi, assunte da almeno 14 giorni) potranno entrare in Australia a partire dal 1° dicembre previo un test negativo effettuato 72 ore prima della partenza. Ci sarà un test all’arrivo entro 24 ore dallo sbarco in Australia, ma a parte questa incombenza non ci saranno altre restrizioni: nessuna quarantena, nessuna limitazione ai movimenti, insomma una trasferta normale.

Per coloro che invece non sono vaccinati, le condizioni previste al momento sono le seguenti: la data d’arrivo possibile sarà sempre quella del 1° dicembre, ma sarà previsto l’obbligo di due settimane di quarantena in un albergo deciso dal governo; rimarrà l’obbligo di avere un test negativo entro 72 ore dalla partenza, e durante la quarantena i soggetti saranno sottoposti a frequenti test. Nessuna concessione a possibilità di allenarsi come era successo lo scorso anno per coloro che non avevano avuto contatti stretti con soggetti positivi: chi non sarà vaccinato dovrà passare 14 giorni chiuso in una camera d’albergo senza poter giocare a tennis.

La lettera conferma la presenza di voli charter che saranno organizzati da vari aeroporti di partenza per facilitare l’arrivo degli atleti in Australia, ma non sarà obbligatorio utilizzarli. L’Australia ha infatti deciso di riaprire progressivamente i confini a partire dal mese di novembre (per il momento solamente per cittadini e residenti) e le compagnie aeree stanno adeguando la loro offerta per consentire a chi vuole recarsi nel nuovissimo continente di poterlo raggiungere.

Ovviamente la situazione è ben lungi dall’essere definita: si tratta della proposta su cui si sta lavorando al momento, ma che comunque non ha ancora ottenuto il nulla osta da parte delle autorità competenti. Mancano anche informazioni su quel che riguarda il trattamento dei cosiddetti “close contacts”, ovvero coloro che sono stati a contatto di un individuo poi risultato positivo, siano questi vaccinati o meno.

Quello che sembra confermato, e che contraddice comunicazioni che erano state date in precedenza, è che le qualificazioni dell’Australian Open 2022 si disputeranno a Melbourne Park, e non in Medio Oriente come precedentemente dato a intendere. Ciò significa che l’Australia si prepara ad accogliere una quantità di giocatori, allenatori e staff molto superiore a quella che ha effettuato il viaggio verso Melbourne lo scorso febbraio, e che molto probabilmente viene dato per scontato che la maggior parte di queste persone sarà vaccinata. In caso contrario, infatti, sarebbe necessario mettere a loro disposizione un numero molto elevato di camere d’albergo per la quarantena, in un periodo in cui ci sono ancora decine di migliaia di australiani che attendono da oltre un anno di poter rientrare in patria dalle loro famiglie.

Se si danno per valide queste indicazioni, quindi, si può dedurre che la vaccinazione non sarà un prerequisito per arrivare in Australia, ma fornirà un vantaggio enorme a chi vorrà giocarsi le proprie chance di far bene al primo Slam stagionale, o anche soltanto poter vivere una vita normale durante il soggiorno australiano. È necessario infatti ricordare che, oltre alla quarantena iniziale in albergo senza la possibilità di allenarsi sul campo o in palestra, la non-vaccinazione metterebbe gli individui in condizione di non poter fare praticamente nulla in Australia, dal momento che per qualunque attività pubblica (ristoranti, bar, cinema, etc…) è necessario il pass vaccinale, ed è fortemente improbabile che questo requisito venga abolito prima della metà del prossimo anno.

Il trattamento dei tennisti verrebbe quindi equiparato a quello degli australiani che tornano in patria: da qualche settimana infatti prima il New South Wales (lo stato di Sydney) e poi il Victoria hanno iniziato a consentire agli australiani vaccinati di evitare la quarantena in albergo, mantenendo comunque la necessità per tutti coloro che non sono vaccinati. Certo i tennisti sarebbero esonerati dalle quote di arrivi attualmente stabilite, e sarebbe possibile l’ingresso in Australia anche ai non australiani, cosa invece non permessa per tutti i comuni mortali non collegati all’Australian Open, ma il trattamento una volta giunti nella terra dei canguri dovrebbe essere similare a quello riservato ai cittadini.

Sicuramente ci saranno parecchi aggiornamenti sulla questione nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, ma è auspicabile che si arrivi a definire i dettagli piuttosto rapidamente perché non manca molto a dicembre ed è necessario dare ai tennisti la possibilità di pianificare la loro preparazione ed eventualmente la loro vaccinazione con sufficiente preavviso.

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Adesso è ufficiale: obbligo vaccinale per partecipare all’Australian Open 2022

A dichiararlo è stato Daniel Andrews governatore dello stato del Victoria. Tsitsipas, Rublev e Thiem si vaccineranno, mentre è in dubbio la presenza di Djokovic

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Tanto tuonò che piovve. Lo stato australiano del Victoria non concederà deroghe o permetterà accordi speciali ad atleti non vaccinati per consentire loro di competere in eventi importanti. Lo ha dichiarato il premier dello stato Daniel Andrews, mettendo così in serio dubbio la difesa del titolo dell’Australian Open da parte di Novak Djokovic (che nei giorni scorsi si era espresso così tema dichiarando che non rivelerà il suo status vaccinale e che non ha ancora deciso se volare a Melbourne o meno) e di conseguenza la possibilità di riprovare a competere per il Grande Slam.

“Sulla questione della vaccinazione, abbiamo deciso di adottare la linea dura e coerente dello stato”, ha detto a un briefing con i media. “(Al virus) non importa quale sia la tua classifica tennistica o quanti Slam hai vinto. È completamente irrilevante. Devi essere vaccinato per proteggerti e per proteggere gli altri”.

Tennis Australia, che organizza il Grande Slam, ha rifiutato di commentare.

 

Lo stato del Victoria, che nelle prossime settimane dovrebbe uscire da un blocco di quasi tre mesi, ha dunque equiparato gli atleti professionisti agli altri milioni di “lavoratori autorizzati. Lo sport professionale non è un mondo a parte e quindi come tutti gli altri devono essere autorizzati e devono essere vaccinati con doppia dose”, ha affermato in conclusione Andrews.

Una notizia che non può cogliere di sorpresa nessuno, tennisti e addetti ai lavori in primis, tant’è che nei giorni scorsi stelle del circuito come Andrey Rublev, Dominic Thiem e Stefanos Tsitsipas hanno dichiarato che procederanno a ricevere l’inoculazione durante la off-season per non mancare l’appuntamento Down Under. Allo stesso tempo, però, qualche opacità legislativa era rimasta, tant’è che nei giorni scorsi Djokovic aveva dichiarato: “Se ho capito bene, il governo e Tennis Australia prenderanno le decisioni definitive tra due settimane. Quest’anno ci sono state tante restrizioni e so che Tennis Australia sta tentando di migliorare le condizioni di tutti i giocatori, vaccinati e non”.

Questa regola invece non lascia spazio a troppi dubbi interpretativi, e rappresenta una prima volta che potrebbe lasciare il proprio segno sulla storia del tennis, visto che attualmente (ancorché in via ufficiosa) si stima una percentuale di vaccinati del 50% circa fra i tennisti, anche se l’ATP e la WTA hanno riportato cifre superiori, rispettivamente del 65% e 60% circa.

In questo momento, pertanto, è possibile che l’Australian Open 2022 si disputi con un parco giocatori a dir poco rimaneggiato.   

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Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

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