WTA Dubai: subito fuori Karin Knapp, che rimonta di Pennetta!

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WTA Dubai: subito fuori Karin Knapp, che rimonta di Pennetta!

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Esordio amaro nel torneo premier di Dubai per l’italiana Karin Knapp che viene sconfitta in due set da Belinda Bencic. Atteso in giornata il debutto di Flavia Pennetta
Brutta sconfitta per la nostra connazionale Karin Knapp, numero 53 del mondo, che al suo esordio assoluto nel tabellone principale del Dubai Duty Free Tennis Championships – lo scorso anno aveva perso al secondo turno delle qualificazioni – è stata sconfitta dalla giovane promessa del tennis svizzero Belinda Bencic, numero 37 del ranking mondiale. Primo set deciso da un unico break conquistato dalla Bencic nel primo gioco dell’incontro. La svizzera è brava a capitalizzare il vantaggio ottenuto e nei suoi turni di servizio lascia appena le briciole alla Knapp.

Karin non sembra essere in grande giornata e commette qualche errore di troppo ma la diciassettenne di Flawil è bravissima a disegnare il campo, soprattutto con il rovescio, e fa male all’italiana con traiettorie lungolinea che ricordano quelle della sua più celebre connazionale Martina Hingis, a cui viene spesso paragonata. L’unica palla break a favore di Knapp arriva nel decimo game, quando Bencic va a servire per chiudere il primo set, ma l’occasione sfuma al termine di un lungo scambio vinto dalla svizzera con un magistrale rovescio lungolinea. Bencic parte avanti di un break anche nel secondo parziale, ma stavolta Knapp è brava a recuperare lo svantaggio nell’ottavo game e riesce a riporta il match in parità. Purtroppo l’azzurra non riesce a prolungare il suo buon momento e gioca un game di battuta funestato da errori gratuiti, un doppio fallo e una sciagurata discesa a rete. Bencic ottiene il break al quarto tentativo del game e va a servire per chiudere il match in suo favore. La svizzera non spreca il vantaggio e ottiene una vittoria convincente sotto gli occhi di Martina Hingis, presente sugli spalti per assistere alla partita. Ad attenderla al prossimo turno troverà la testa di serie numero 8 Venus Williams.

Sembrava essere una giornata davvero negativa per le tenniste italiane. Dopo l’eliminazione di Knapp, è stata ad un passo da una pesante sconfitta anche Flavia Pennetta, numero 14 del ranking mondiale, che opposta alla tedesca Julia Goerges è riuscita a ribaltare una situazione che sembrava francamente disperata grazie un’invidiabile forza d’animo. Nonostante gli incoraggianti precedenti fra le due giocatrici – Pennetta ha vinto entrambi i confronti diretti, l’ultimo dei quali agli US Open dello scorso anno – la partita inizia malissimo per Flavia. L’azzurra fa fatica fin dai primi punti soprattutto con il suo dritto, che tende spesso a scapparle via. Appaiono vani gli interventi del suo coach Navarro, che le chiede una migliore ricerca della palla – l’italiana è spesso fuori posizione al momento dell’impatto – e di palleggiare maggiormente sulla diagonale di rovescio. La Goerges, numero 69 del mondo, ripescata dopo aver perso all’ultimo turno di qualificazione contro la canadese Dabrowski, sembra controllare agevolmente l’incontro, solidissima al sevizio, sempre al comando dello scambio da fondo e molto concentrata mentalmente, è bravissima ad approfittare dalla pessima giornata dell’azzurra, negativa in tutti gli aspetti del suo gioco. Almeno fino al 6-2 5-2 in suo favore, quando la partita, che sembra finita, cambia improvvisamente faccia. Pennetta è bravissima ed encomiabile nel rimanere attaccata al match, e al servizio sul 5-2 in favore della sua avversaria annulla match point, strappa la battuta alla tedesca nel gioco successivo e grazie a 3 game consecutivi riporta la partita in parità, approfittando anche di una Goerges improvvisamente fallosa. Con la tedesca che si irrigidisce e incappa in uno dei suoi classici momenti di buio, Pennetta trascina la conclusione del secondo set al tiebreak, dopo aver annullato 4 match point,  e se lo aggiudica agevolmente per 7 punti a 3. Adesso la sensazione è che l’inerzia della partita sia passata dalla parte di Flavia.

 

Il terzo set inizia proprio confermando tale impressione e sulla scia di quanto accaduto in conclusione di secondo parziale. Il momento negativo della tedesca continua e Pennetta, facendo valere la sua maggiore esperienza, approfitta della situazione e si porta subito avanti per 3 a 0. Sembra davvero di assistere ad una partita completamente diversa, con Goerges che commette errori gratuiti a raffica e Pennetta che, adesso serena e in fiducia, colpisce la palla con grande sicurezza e fluidità. La partita, però, dimostra ancora una volta di essere indecifrabile, e proprio quando l’azzurra appare in controllo della situazione e ben avviata verso la vittoria finale, si distrae, commette qualche errore gratuito di troppo e cede il servizio alla tedesca nel settimo game. Per fortuna Flavia non si lascia scoraggiare e reagisce immediatamente nel gioco successivo, ottenendo nuovamente il break di vantaggio con una splendida risposta vincente di rovescio. Stavolta è l’italiana che va a servire per il match sul 5-3 in suo favore. Altro game combattuto, con Pennetta che annulla due palle del contro break ma nulla può sulla terza occasione che è brava la tedesca a procurarsi con un bel dritto anomalo. Goerges va dunque a servire per rimanere nel match ma crolla sotto i colpi di una Pennetta davvero ispiratissima, che gioca uno splendido game di risposta e chiude al secondo match point grazie ad un meraviglioso rovescio lungolinea.

Vittoria incredibile e densa di significato per Flavia Pennetta – la prima del 2015 per lei – che non ha sicuramente giocato il suo miglior tennis ma che, grazie una grandissima forza ed orgoglio, è riuscita raddrizzare un match che sembrava davvero compromesso. Complimenti sinceri alla nostra connazionale, con la speranza che questa vittoria possa ridarle la fiducia che sembra aver smarrito.

Da segnalare la convincente vittoria di Caroline Garcia contro la qualificata Arina Rodionova. La francese vince nettamente in due set, ed è soprattutto brava nel secondo parziale a salvare 8 palle break su 8. Per lei adesso ci sarà un interessante match di secondo turno contro Agniesza Radwanska. Decisamente più complicato, invece, l’esordio della testa di serie numero 15, Alize Cornet, contro la belga Kirsten Flipkens. La francese domina il primo parziale ma finisce per complicarsi terribilmente la vita nel secondo set, che perde al tiebreak per 8 punti a 6. È brava però Cornet a non scomporsi e a portare a casa la vittoria grazie ad un terzo set ben condotto.

Risultati:


[10/WC] F. Pennetta b. [LL] J. Goerges 2-6 7-6(3) 6-4
S. Kuznetsova b. K. Kanepi  4-1 rit
T. Pironkova b. K. Koukalova 6-3 4-6 6-3
S. Lisicki b. M. Niculescu 6-3 6-4
[W] C. Dellacqua b. [LL] K. Siniakova 6-3 6-4
Z. Diyas b. A. Beck 6-2 6-2
B. Bencic b. K. Knapp 6-4 6-4
S. Stosur b. [Q] M. Lucic-Baroni 6-3 6-1
[15] A. Cornet b. K. Flipkens 6-0 6-7(6) 6-3
C. Garcia b. [Q] A. Rodionova 6-3 6-2

 

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WTA Toronto: Giorgi alza il livello, niente da fare per Mertens

Prestazione ancora convincente di Camila, senza perdere set, e tenendo sempre in pugno la belga

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10 agosto 2021, Camila Giorgi batte a Montreal Elise Mertens, nona testa di serie del 1000 del Canada, e dà inizio alla settimana migliore della sua carriera. Esattamente un anno dopo, in seguito alla vittoria sulla n.9 del seeding Raducanu all’esordio, l’azzurra batte Mertens nuovamente, stavolta a Toronto, con il punteggio di 6-3 7-5, centrando il terzo turno nel torneo in cui ha una bella cambiale da 1000 punti in scadenza. Dall’inizio la n.29 del mondo è apparsa in controllo, più vogliosa di spingere e di attaccare, soprattutto solida al servizio, non lasciando scampo alla belga, che ha giocato un buon secondo set, al suo livello quasi, ma sempre con una marcia in meno rispetto a Camila. Di cui va evidenziato l’ottimo 61% con di conversione con la seconda (più della prima, 58%), dato che per una come lei che serve sempre con percentuali di prime non altissime può, come è stato oggi, fare la differenza, essendo un servizio ben lavorato. Inoltre, tra Toronto e Montreal per la n.2 d’Italia si tratta dell’ottava vittoria di fila, evidente che farebbe bene una bella casetta piccolina in Canada.

Il match – inizio promettente di Giorgi, decisamente migliore anche al servizio rispetto a ieri, più prime e più regolarità, mentre mantiene il livello alto in risposta, con il rovescio che fa scintille. Non carbura invece Mertens, che nel secondo game regala il break con un doppio fallo. Prosegue a giocare su una nuvoletta l’azzurra, vincendo il quarto game di fila e operando il doppio break, con un ritmo insostenibile per la belga, che alla lunga non può tenere troppo la difesa. C’è un piccolo calo nel game successivo però di Camila, che restituisce un break di deconcentrazione. I due game che seguono sono sulla falsariga dei precedenti, con break e contro-break l’uno di fila all’altro, ancora dipendenti dalle lune di Giorgi sicuramente, che rischia un po’ troppo, ma dovuti anche a un certo miglioramento da parte di Mertens, più precisa al servizio e decisa da fondo, rispondendo addirittura meglio alla prima che alla seconda. Non basta però questo a recuperare anche l’altro break, e così Camila chiude al nono parziale il primo set, senza neanche strafare ma sfruttando uno dei peggiori game del set dell’avversaria, con soli errori.

Continua benissimo la partita Camila, con il break che arriva all’inizio del secondo set, ancora sfruttando il lato del rovescio, pur attaccando non tanto la rete, ma forzando bene da fondo, rischiando non eccessivamente. Peccato che compia un brutto passaggio a vuoto nel game successivo, sbagliando e perdendo il sostegno della prima, permettendo un immediato contro-break a Mertens, cinica e in ritmo in questo parziale. Dopo un set equilibrato, in cui nessuna delle due brilla particolarmente più dell’altra, nell’undicesimo game è Giorgi a mettere la freccia conquistando un importante break, figlio di un ennesimo scoppiettante game in risposta, la vera chiave del suo match. Alla fine non trema, e chiude 7-5 un set duro, in cui ha dovuto più faticare, ma tra le due è sempre apparsa la più in palla, la più convinta e determinata ad andare avanti in questa difesa del titolo. Attende al terzo turno (salvo clamorose sorprese) Jessica Pegula, n.7 del seeding e anche lei battuta nella strada verso il titolo lo scorso anno, ma in semifinale. Se Camila gioca così in risposta, e riesce ad alzare un po’ la percentuale di prime, unendo il tutto alla sua capacità di attaccare la rete ed essere propositiva, una replica non è impossibile.

 

Il tabellone completo del WTA 1000 Toronto

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Serena Williams, la fine di un’era e il desiderio della famiglia. Da quella sconfitta con Vinci la lenta discesa

Il recente annuncio su Vogue della campionessa Serena Williams ha scosso il mondo del tennis, e tutto iniziò in quello US Open 2015

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Serena Williams - Wimbledon 2022, Credit AELTC Jon Super

Un’icona, una leggenda, un nome che basta a scatenare caterve di ricordi e record, di braccia al cielo e sorrisi. Un volto, un cognome che sanno di rivalsa e di rivincita, di chi nella vita dal punto più basso è arrivato a danzare con le stelle. In poche parole, Serena Williams, LA tennista del terzo millennio finora, perché la WTA si è sempre identificata in lei, finché il fisico lo ha permesso. Elencare tutti i titoli è un lavoro d’archivio che non potrebbe bastare a ritrarre la grandezza di una donna, prima che una sportiva, che ha sfruttato il suo talento e la sua notorietà per sensibilizzare anche sui problemi razziali, di genere. Eppure, arriva un momento in cui semplicemente non si può più tenere il livello sempre mostrato, in cui ci si guarda indietro e pensando al futuro si capisce che è forse arrivata l’ora di calare il sipario. E così, l’altro giorno, dopo la vittoria contro Parrizas-Dias al primo turno del WTA 1000 di Toronto, su Vogue (magazine di moda dove anche Sharapova, l’unica che può dirsi rivale di Serena, annunciò il suo ritiro) Serena Williams ha detto stop.

Più di 1000 vittorie, 23 Slam, record di settimane consecutive al n.1 (e tanto altro ancora): l’americana ha deciso di lasciarsi alle spalle il tennis dopo il “suo” US Open, per dedicarsi a “quell’altra vita”, che gli sportivi spesso sognano, quella di una famiglia, da vivere a tempo pieno. Su Vogue (come riportato da Gianluca Sartori qualche giorno fa), in conclusione del lungo servizio, Serena lancia due messaggi importanti, sia sull’importanza di suo marito e sua figlia, sia sulla problematica femminista ancora una volta, anche in questo momento di addio (la parola “ritiro” è troppo dura, Serena non la usa mai). Perché abbandonare il campo, l’adrenalina è una cosa, ma pensare che una Donna del genere potrà mai smettere di impegnarsi per i più deboli come fa da una vita intera… è pura follia.

Ma, per quanto la notizia possa scuotere e agitare, sarebbe fuori luogo stupirsene come se fosse inaspettata. Sono anni che Serena non gioca con costanza, in cui non è più quella di una volta, addirittura non vince uno Slam dall’Australian Open del 2017. Eppure, il reale giorno in cui il suo strapotere finì, in cui anche lei tornò a riscoprirsi umana, è ancora più lontano nel tempo: 11 settembre 2015, New York, Flushing Meadows, Arhtur Ashe Stadium, semifinale dello US Open, una delle ore più fulgide del tennis italiano. Serena Williams, a due partite dal Grande Slam, affronta Roberta Vinci, in una partita dall’esito scontato… ma il vento del destino quel giorno spirò diversamente, regalò la vittoria della vita all’azzurra, e fu il primo segnale che le fondamenta di un impero stavano iniziando a cedere, che quelle stelle pian piano si facevano sempre più tenui. Da allora, infatti, Serena ha vinto solo altri due Slam, ha perso il primato, e ha iniziato pian piano il suo declino.

 

Tutto per mano di una pugliese, una ragazza che voleva solo vivere un sogno, e oggi, quasi 7 anni dopo, ricorda quei momenti sulla Gazzetta dello Sport, nel servizio di Paolo Bartezzaghi. “Ero pronta a tornare“, dice Vinci, “il giorno prima della semifinale avevo già chiamato l’agenzia di viaggio per il volo. Serena era numero 1 e giocava a casa sua; è stato un ribaltone incredibile, dopo aver perso il primo set. Non ho mai mollato. Mi ero detta che non avrei dovuto accontentarmi e che mi sarei dovuta godere la prima semifinale in uno Slam, vivendola in modo positivo“. Ai tempi non sembrava così, ma oggi è chiaro che Roberta inflisse un colpo duro da digerire a una delle carriere più ricche della storia dello sport, dando l’inizio ad una lenta fine: “Non ne abbiamo mai parlato, non c’è stata occasione, ma quella sconfitta l’ha segnata tanto. Per un periodo non giocò più, non se l’aspettava. Per una come lei, un conto è perdere con Sharapova o Azarenka, un conto con la Vinci“.

E da quella sconfitta, che la riportò tra i comuni mortali proprio per aver perso contro una giocatrice di un livello decisamente più basso, ad oggi, ne è passata di acqua sotto i ponti. Serena ha 40 anni, è una madre, l’attuale n.1 al mondo sarebbe nata dopo due anni quando lei vinse il suo primo Slam, tante delle giocatrici che l’hanno accompagnata ai suoi successi (venendo spesso sconfitte) si sono ritirate, e probabilmente sua sorella Venus sarà la prossima. Ma una cosa non è cambiata, e mai cambierà: l’amore, il rispetto, l’ammirazione che tutto il mondo, tennistico e non, ha e porterà con sé verso una giocatrice unica, una lottatrice che ha reso il fango diamanti, consapevoli della fortuna di aver potuto assistere direttamente alle imprese di Serena Williams da Saginaw, Michigan.

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WTA Toronto, Raducanu: “Giorgi è una grande avversaria. Serena Williams? Ha cambiato il tennis”

La canadese non appare preoccupata dopo la sconfitta contro l’azzurra

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Raducanu Indian Wells 2022

Emma Raducanu è nata in Canada da padre romeno originario di Bucarest e madre cinese proveniente da Shenyang. Si può dire che Toronto sia per lei un torneo di casa, anche se poi alla fine in Canada non ci è cresciuta dato che all’età di appena due anni la famiglia si trasferì a Londra. Tornando alla cronaca recente quella contro Camila Giorgi è stata una sconfitta tutto sommato digeribile per lei: “Sì, penso che sia stata davvero una bella partita, a dire il vero. Penso che il livello fosse piuttosto alto. Soprattutto nel primo set. E Camila è una grande avversaria. Ha vinto questo torneo l’anno scorso. Ho solo bisogno di migliorare nell’affrontare giocatrici che giocano velocemente come lei“. Insomma, la giovane inglese non pare preoccupata, anche se il suo 2022 è stato avaro di soddisfazioni.

La notizia delle ultime ore nel mondo del tennis è il ritiro di Serena Williams, e allora è lecito chiedere ad Emma le sue impressioni su questa grande Regina del tennis femminile: “La sua carriera è incredibile. Ha ottenuto così tanto. E vederla in giro in questo swing americano è davvero stimolante. Come se continuasse a giocare perché ovviamente ama il gioco. E penso che la longevità di una carriera sia qualcosa che molte giocatrici e io in particolare aspiriamo a raggiungere“. L’eredità di una tennista che ha forgiato il nuovo millennio è qualcosa di difficile da quantificare con numeri e parole: “Penso che abbia decisamente cambiato il gioco. A dominare così tanto, penso che sia stata, beh, non c’è stata davvero qualcuna che abbia dominato come lei nel tennis femminile. Quindi penso che abbia cambiato molto il gioco in questo senso“. Le viene quindi chiesto se ha mai avuto la possibilità di parlare con lei di tennis o altro. “No. Ci siamo detto “ciao” un paio di volte. In realtà mi stavo riscaldando accanto a lei questa mattina e poi ha iniziato a piovere“.

Per una tennista professionista non è facile stare fermi in un posto; tra viaggi, allenamenti, partite, si fa una vita da nomade. Però l’occasione di poter visitare la propria città natale è troppo invitante per lasciarsela sfuggire: “Non sono ancora riuscita a visitarla. Sono stata al club tutto il giorno, quindi probabilmente avrò una possibilità oggi e forse domani“. In chiusura una battuta sull’ospedale che le ha dato i natali e sul dottore che l’avrebbe fatta nascere:Non ne sono sicura. Voglio dire, mi piacerebbe incontrarlo. Ma non ne ho ancora avuto la possibilità. E non so davvero il suo nome. Forse i miei genitori lo conoscono”.

 

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL WTA 1000 DI TORONTO

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