Coppa Davis: Simon e Monfils ok. Parità a Buenos Aires e in Canada.

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Coppa Davis: Simon e Monfils ok. Parità a Buenos Aires e in Canada.

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Il nr. 1 francese batte dopo 4 ore e 24 minuti il giovane Struff 10-8 al quinto e si “vendica” per essere stato scelto come quinto uomo nella finale di Lille dell’anno scorso. Monfils liquida in tre set Kohlschreiber, Francia sul 2-0 a Francoforte. A Buenos Aires Souza vince in quasi 5 ore su Berlocq, Mayer pareggia i conti. Raonic e Nishikori vincono a Vancouver
GERMANIA – FRANCIA 0-2
(Raffaello Esposito)

Termina sul due a zero per la Francia la prima giornata a Francoforte. Gilles Simon e Jan Lennard Struff danno vita a quasi cinque ore di battaglia feroce condita da vincenti ed emozioni forti, al termine della quale la maggiore esperienza del francese prevale solo al diciottesimo game del quinto set. Nel secondo scontro di giornata Gael Monfils dispone agevolmente, pur con qualche distrazione, di Philipp Kohlschreiber in tre set.


G. Simon b.  J. L. Struff  7-6(4) 2-6 6-7(1) 6-2 10-8

 

Al via la sfida fra Germania e Francia, remake della sfida di Nancy dell’anno scorso che vide i galletti rimontare dallo zero due della prima giornata. In campo i quasi due metri di Jan Lenard Struff opposti alla regolarità di Gilles Simon, fresco vincitore di Monfils nella finale di Marsiglia.

Apre Struff al servizio e i due contendenti tengono la battuta per i primi giochi. Nel sesto game il tedesco non sfrutta due occasioni per il break e Simon si salva ma Struff non trema alla battuta, cinque aces fin qui, e va avanti 4-3. Simon replica d’autorità e pareggia; ha oltre il 90% di punti con la prima. Il giovane tedesco però ottiene sempre molto dal servizio, non concede quasi nulla all’avversario e si porta ancora avanti 5-4. Il francese fatica di più al servizio ma con freddezza ed esperienza pareggia. Dal canto suo Struff picchia come un fabbro e commette qualche errore ma non può permettersi di accettare lo scambio dal fondo con Simon, 6-5 in suo favore. Simon tiene a zero il suo turno e si va al tie break. Il francese va subito avanti, conquista due mini-break di vantaggio, ne restituisce uno ma due risposte sbagliate di Struff nel momento decisivo gli danno il set. 7/6 (7/4) Simon in cinquantasei minuti.

Tre break, due per Struff,  nei primi cinque games del secondo set portano il tedesco avanti. Ora è battaglia vera e entrambi devono lottare per difendere i propri turni di battuta. Struff si salva da un pericoloso trenta pari con una sublime volée bassa di rovescio e mantiene il vantaggio  scappando 4-2. Simon fatica al servizio, commette un doppio fallo e un paio di non forzati, non chiude un attacco a rete su una palla-game e poco dopo subisce un altro break. 5-2 Germania che diventa 6-2 in un attimo. Arena in delirio per Struff che sta trovando nel coraggio di picchiare sempre e comunque la chiave giusta per scardinare le difese del transalpino.

Il tedesco è in trance agonistica e brekka ancora Simon in apertura del terzo set. Il francese ha perso quattro degli ultimi cinque turni al servizio. Un’altra incredibile volée di rovescio lungo linea salva Struff da un potenziale zero quaranta, il tedesco annulla poi una palla per il contro break con un missile a due mani dal fondo e conferma a fatica scappando 2-0. Simon sbaglia molto, già venticinque gratuiti fin qui e appare scosso. Il servizio non funziona e il francese deve salvare altre due palle break nel terzo game prima di tenere il turno. Struff ristabilisce le distanze ai vantaggi; il tedesco sbaglia poco in rapporto alla violenza del suo gioco e al momento ha un saldo di +17 fra vincenti e non forzati. 3-1 Germania nel terzo dopo quasi due ore. Simon appare in confusione ma è un lottatore nato. Tiene il servizio e lo strappa al tedesco riuscendo a pareggiare a tre per poi annullare altre due palle break, una con un passante in corsa da campione, e portarsi avanti 4-3. Il tedesco accusa il colpo e trema per la prima volta al servizio, sul 30 pari il falco gli annulla un ace e Simon riesce in un altro break che lo porta a servire per il set. Ma il match regala emozioni continue, il tedesco chiude gli occhi, tira tutto e strappa il servizio all’avversario per l’ennesima volta. Sul 5-4 Francia Simon ha tre palle set sul servizio di Struff che gliele annulla con cieco coraggio prima di conquistare il game. Un raro turno tranquillo al servizio dà al francese il punto del 6-5 ma Struff subito dopo pareggia i conti. L’equilibrio del set si rompe improvvisamente e il tedesco conquista il tie break per sette a uno con cinque vincenti dal fondo che lasciano Simon di sale. Struff ha cinquantasei vincenti contro trentaquattro non forzati.

All’inizio del quarto set Simon ottiene subito il break e tiene la sua battuta portandosi prima 2-0 e poi 3-1.  Struff appare provato dalla battaglia e sbaglia qualche scelta di troppo consentendo alla volpe Simon di brekkare ancora nel settimo game e intascare facilmente il parziale che porta l’incontro al quinto e decisivo set.

Il tedesco ha il piccolo vantaggio di servire per primo nel parziale decisivo e dopo tre ore e mezza di lotta a coltello la cosa può avere il suo peso. I contendenti giocano con cura i loro turni di battuta e il punteggio segue i servizi. Nel sesto game Struff rompe gli indugi e con due risposte vincenti e un attacco a rete si conquista una palla break che però fallisce colpevolmente mandando un facile rovescio in corridoio consentendo a Simon di salvarsi. Sul 5-4 Germania Simon serve e dimostra una gran classe  uscendo da una situazione complicata con un passante in corsa di dritto che muore all’incrocio delle righe. Nel game seguente è il tedesco a dover salvare due palle break con un vincente in contropiede di rovescio e uno smash non facile prima di portarsi sul 6-5. Entrambi si aggrappano al proprio servizio come un naufrago al relitto e lottano con la forza della disperazione mentre il punteggio procede. Siamo a quattro ore e venti, la fine non si vede ancora e i due giocano sempre meglio. Il match si decide al diciassettesimo game. Struff serve e sul 30-15 si suicida con due non forzati di rovescio, Simon non si fa pregare lo impallina in risposta su una seconda di servizio troppo timida. Il francese ha troppa esperienza per lasciarsi sfuggire l’occasione e nel gioco successivo chiude a zero strappando il cuore alla Germania. Onore a Struff che si è fermato ad un solo piccolo passo dall’impresa.

 

G. Monfils b. P. Kohlschreiber 6-4 7-5 7-6(4)

Dopo la corrida fra Simon e Struff scendono in campo per il secondo singolare Philipp Kohlschreiber e Gael Monfils.
Pronti via e Monfils si porta subito avanti di un break forse sfruttando la carica emotiva del match vinto dell’amico Simon. L’effetto opposto sembra subire  Kohlschreiber che deve  salvare altre palle break nel quinto game e fatica a entrare nel match. Monfils tiene facile i suoi turni mentre il tedesco è sempre costretto ai vantaggi. Dopo neanche mezz’ora il francese è già 5-3 che diventa 6-4 poco dopo. Un set a zero Francia dopo trentaquattro minuti.
E’ ancora il tedesco ad aprire il secondo set alla battuta. Monfils colpisce piatto e profondo e la sua velocità di palla non consente al tedesco di organizzare il gioco come preferisce. Un dritto d’incontro in risposta, un rovescio lungo linea e un incredibile colpo sotto le gambe danno subito al francese l’occasione del break ma Kohlschreiber riesce a salvarsi e a vincere il primo gioco del secondo set. L’andamento generale però non cambia, Monfils impiega due minuti a tenere il servizio mentre il suo avversario soffre le pene dell’inferno per difendere la sua battuta e deve continuamente annullare palle break. Ma il tennis è uno sport di sottili equilibri; nel quinto game Kohlschreiber tiene il primo servizio facile dell’incontro e subito dopo strappa per la prima volta la battuta a Monfils confermando poi il break per il 5-2 Germania. Il francese però si sveglia in tempo e con due super-passanti si procura le palle break buone per riportare il match in equilibrio. Un turno di battuta a 15 riporta il punteggio in equilibrio a cinque. Kohlschreiber accusa il colpo per l’occasione mancata e concede due palle break che Monfils buca con due errori evitabili. A questo punto il tedesco si fa male da solo: tira un dritto a mezza rete e manda un rovescio in tribuna cedendo il servizio decisivo perché il francese difende la sua battuta e incamera anche il secondo set. Da ricordare nel game un cross passante di rovescio in corsa e la volée di dritto in salto che gli dà il sette cinque finale.
Anche il terzo parziale è aperto al servizio dal tedesco. Il punteggio rimane in equilibrio per i primi games, Monfils gioca sciolto mentre Kohlschreiber è già con le spalle al muro, non può più sbagliare e nel settimo game sopravvive a tre palle break prima di tenere il servizio. Il francese sembra giocare al gatto col topo e pareggia tenendo d’autorità il suo turno di battuta.  Si giunge così sul 6-5 Germania. Monfils va sotto 0-15 e 15-30 ma una super difesa in pallonetto e il servizio lo cavano d’impaccio e lo portano al tie break. Il francese non perde la concentrazione, eleva ancora il suo gioco e vola subito 4-0. Un’ ultima distrazione porta il tedesco a quattro pari ma quando Kohlschreiber spara fuori di due metri un facile dritto Monfils non perdona e chiude con il servizio.

 

Argentina-Brasile 1-1 (Diego Serra)

Davanti a Juan Martin Del Potro, accorso a supportare i propri compagni a testimonianza del ritrovato feeling con il team di Coppa Davis, i padroni di casa chiudono la prima giornata sulla parità contro i cugini brasiliani.
Punteggio che non fa dormire sonni tranquilli agli argentini, sfavoriti nel doppio e quindi che si potrebbero trovare all’inizio dell’ultima giornata sotto 1-2. Grandissima impresa di Joao Souza, che dopo quasi 5 ore batte Carlos Berlocq rimontando da una situazione di 2 set a 1 sotto.
Bravo Leonardo Mayer a riequilibrare le sorti della sfida contro Bellucci.

 

J. Souza b. C. Berlocq  6-4 3-6 5-7 6-3 6-2

A Tecnopòlis la prima sorpresa di questo turno di Davis è la vittoria di Souza.
Partita durata ben cinque ore e conclusasi solo al quinto set in favore del brasiliano, specialista sul rosso ma dato dai pronostici sfavorito.
Berlocq inizia male l’incontro perdendo il servizio nel primo game, dove l’emozione di trovarsi davanti al pubblico di casa gli gioca un brutto scherzo. Bissa un brutto turno di battuta anche nel sesto game finisce col perdere per 6-4.
La partita sembra però prendere un’altra piega nel secondo set dove Berlocq sale subito tre a zero, con un break e chiude per 7-5.
I due giocatori si scambiano i break nel terzo set, nel quarto e nono game con scambi interminabili che scaldano le tribune albiceleste al solito “calienti”. Un pessimo undicesimo game del brasiliano fa volgere il set a favore di Berlocq.
Grande prova di resistenza mentale prima che fisica di Souza, che ribalta il risultato con tre break nel quarto set, e costringe un falloso Berlocq al quinto.
Dove in un lunghissimo terzo game strappa il servizio allo spaesato argentino, bissa nel settimo game stavolta in modo più agevole l’impresa e porta il primo punto al Brasile.


L. Mayer (Arg) b. T.Bellucci (Bra) 6-4 6-3 1-6 6-3

Ci pensava in serata Leonardo Mayer a rimettere in carreggiata l’Argentina contro Bellucci, davvero pericoloso e incisivo solo nel terzo set.
In un incontro molto più rapido del precedente, terminato in due ore e quarantadue minuti.
Nel primo set, dopo aver ceduto il servizio, Mayer recuperava, centrava un break e portava a casa il set con un interminabile decimo game.
Il tennista argentino nel secondo set manteneva costantemente la battuta, strappando nel quarto game il servizio all’avversario. Disastro totale nel terzo set da parte del numero ventinove del mondo, che raffreddava il pubblico argentino accorso sugli spalti, facendosi “brekkare” due volte, e perdendo il set per 6-1. Unico set dove Bellucci è stato efficace al servizio.
Per la albiceleste fortunatamente solo un black out parziale di Mayer, che nel quarto set ritrovava i colpi da fondo e strappava il servizio in un interminabile ottavo game a Bellucci. Vittoria finale e parità raggiunta, domani il doppio dove i brasiliani sono favoriti.

 

CANADA – GIAPPONE 1-1 (Fabio Gibertini)

Tutto secondo pronostico nei primi due match dell’incontro in programma alla Doug Mitchell Arena di Vancouver. Nessun problema nel primo singolare per Raonic, mai impensierito dal volonteroso ma troppo leggero Tatsuma Ito. Solo cinque games concessi dal n.6 del mondo per portare il team della foglia d’acero in vantaggio per 1-0. Qualche problema in più per il n.4 del mondo Kei Nishikori contro un Pospisil che è stato per lunghi tratti in partita, ma non ha saputo concretizzare nei momenti importanti. Il Canada rimane favorito nel doppio e nell’eventuale quinto match tra Pospisil e Ito, con il big match Raonic-Nishikori molto aperto, ma il passaggio del turno è tutt’altro che scontato. Sabato si inizia a giocare alle 13 locali (le 22 in Italia).

M. Raonic b. T. Ito 6-2 6-1 6-2

Davvero tutto facile per il n.1 canadese Milos Raonic nel match inaugurale di questo Canada-Giappone. L’incontro ha sempre avuto un solo padrone e non c’è mai stato un momento in cui si è avuta l’impressione che il match potesse cambiare direzione.

Ci sono voluti 25 minuti per assistere al primo break dell’incontro, ottenuto dal canadese nel sesto game alla prima opportunità disponibile. Da quel momento Raonic ha cambiato marcia lasciando al palo il povero Tatsuma Ito, palesemente in difficolta contro la maggiore potenza dell’avversario ed incapace di trovare varianti tattiche che potessero impensierire il suo forte avversario. Anche negli scambi prolungati da fondocampo, Raonic ha palesato una solidissima condizione atletica ed una altrettanto solida regolarità, facilitata dalla relativo basso ritmo degli scambi.
Un parziale di 9 giochi a uno nella successiva mezz’ora siglava un perentorio 6-2, 6-1 in soli 58 minuti, preludio ad una rapida conclusione che arrivava solo 29 minuti più tardi, siglata dal 42esimo colpo vincente di Raonic contro i soltanto 25 errori gratuiti. “Sono sempre molto orgoglioso di rappresentare il Canada – ha dichiarato Milos ai microfoni della televisione canadese Sportsnet – ci capita raramente nel nostro sport: soltanto in Coppa Davis ed alle Olimpiadi, ed io ho una gran voglia di far bene quando difendo la bandiera canadese”.


K. Nishikori b. V. Pospisil 6-4 7-6(5) 6-3

Nel secondo match dell’incontro tra Canada e Giappone scendono in campo Kei Nishikori, il giocatore di miglior ranking dell’intero confronto, e Vasek Pospisil, alla ricerca di una vittoria contro pronostico che ipotecherebbe così la qualificazione.

L’incontro inizia senza scossoni ma si conferma rapidamente quello che si poteva ipotizzare in una analisi pregara con Pospsil che cerca di aggrapparsi al servizio per non farsi coinvolgere in scambi da fondocampo in cui il ritmo e la precisione dei colpi del giapponese lo condannano il più delle volte a perdere il punto. Il rendimento della battuta del canadese però non è dei migliori fin da subito e dopo essersi salvato da 0-30 sull’1-1 e sul 2-2 concedendo 2 palle break senza conseguenze, deve invece incassare il break sul 3-3 alla terza opportunità del giapponese. Dal canto suo, Nishikori, che fino al momento di servire per il set sul 5-4 non aveva concesso gran ché nei suoi turni di battuta, accusa la pressione del momento e complice anche un gran punto di Pospisil (scambio mozzafiato chiuso con un vincente di dritto) concede la palla del 5 pari, salvo poi annullarla con freddezza con un vincente di dritto dal centro del campo e poi chiudere successivamente il set con il punteggio di 6-4 in 42′.

Primo parziale in archivio, dunque, che nel punteggio forse è stato anche meno severo di quanto poteva essere per il giocatore canadese, non abbastanza incisivo al servizio (33% di punti vinti sulla seconda) e poco propenso a andarsi a prendere i punti a rete per togliersi dalla ragnatela del giapponese da fondo (solo 3 discese a rete con un punto).

Nel secondo set ancora un avvio equilibrato ed avaro di emozioni con Pospisil che sembra iniziare a mettere a punto il servizio e tenere più agevolmente i suoi game di battuta. Il miglioramento dà i suoi frutti nel quinto game dove sul servizio di Nishikori raccoglie le prime 2 palle break del match che si procura con uno straordinario passante di diritto. Il giapponese però resiste e annulla le chance al suo avversario; da lì il match procede spedito in un equilibrio abbastanza labile che, però, oltre ad alcuni scambi pregevoli non regala ulteriori momenti di patos fino al tie-break con il livello di gioco che va via via alzandosi e il canadese, giustamente, più propenso a chiudere gli scambi rapidamente complice anche l’aggiunta di qualche discesa a rete.
Il tie-break invece rivela la tensione tipica dei momenti decisivi e il livello di gioco ne risente, così si alternano colpi vincenti (per lo più al servizio con 2 ace per il canadese) a errori nel palleggio e si arriva a 5-5 quando sono sostanzialmente altri due errori di Pospisil (uno su un recupero di un palla smorzata dal nastro e l’altro su una risposta profonda di rovescio) a consegnare il set e il 2-0 al giapponese in 61′.

Il terzo set il primo momento di allerta arriva sul 2-2 quando Nishikori recupera da 15-30 prima di piazzare un break a zero (ottenuto ripondendo alla grande sulle prime di servizio di Pospisil) che lo porta 4-2 e sembra chiudere il match. Nel game successivo il giovane canadese però dopo essere stato sotto 30-0 vince un punto e ribalta il successivo con un challenge vittorioso che lo avvia alla conquista dei successivi tre punti rimettondosi in partita sul 3-4. Dopo il cambio di campo però il giapponese gioca ancora un buon game e un incerto Pospisil, con un doppio fallo, consegna nuovamente il break che, stavolta, Nishikori mette a frutto chiudendo l’ultimo game a zero con un ace finale e regalando in 2h e 18′ l’1-1 alla sua nazione.

Nel complesso una prestazione solida da parte di Nishikori (come ha lui stesso confermato nell’intervista post-partita) che ha saputo mantenere un livello di gioco costante per arginare le armi (in particolare il servizio) del suo avversario. Avversario che invece, dal canto suo, è stato oltre che falloso, un po’ troppo restio ad andarsi a procurare i punti nei pressi della rete o comunque a prendere i rischi del caso per non consentire al giapponese di sviluppare il suo gioco, come dimostrato dal misero 32% di punti vinti sulla sua seconda di servizio in tutto il match.

 

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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