Coppa Davis: Francia ai quarti, USA e R.Ceca provano la rimonta

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Coppa Davis: Francia ai quarti, USA e R.Ceca provano la rimonta

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Facile vittoria della coppia francese che liquida in 3 set quella tedesca formata da Benjamin Becker e Andre Begemann con il punteggio di 6-3 6-4 6-2. Per la Francia ora quarti in trasferta, in Gran Bretagna o negli Usa. Ad Ostrava Vesely e Pavlasek rimontano Hewitt e Groth e portano i padroni di casa sull’1-2.

GERMANIA – FRANCIA 0-3 (Raffaello Esposito)

La Francia sfrutta il primo match point e chiude i conti con la Germania controllando senza problemi il doppio. Troppa la differenza fra gli esperti Benneteau e Mahut che giocano tranquilli e concentrati e la coppia tedesca formata da Becker e Begmann.

 

J. Benneteau / N. Mahut b.  B. Becker / A. Begmann 6-4 6-3 6-2

In campo per quella che potrebbe essere la partita decisiva le coppie formate da Benjamin Becker e Bagmann per la Germania opposti a Julien Benneteau e Nicolàs Mahut per la Francia. I francesi hanno dalla loro la grande serenità fornita dai successi di ieri mentre i tedeschi devono fare di tutto per uscire dalla buca di uno zero due che li condanna.

Benneteau serve in apertura di primo set set e fronteggia subito una palla break sul 30-40. Sarà la prima delle due sole occasioni concesse agli avversari nell’incontro perché da questo momento in poi la trama del gioco sarà sempre gestita con maestria dalla coppia transalpina. Benneteau e Mahut scelgono subito di puntare al ventre molle della coppia tedesca e impostano il gioco sul meno esperto. La tattica è giusta perché  Begmann soffre sempre più per tenere i suoi turni di battuta e sul servizio di Becker i due francesi spesso gli tirano addosso delle fucilate per inchiodarlo ai corridoi. I tedeschi restano a galla fino al decimo  game del set quando Begemann affossa in rete una volée e cede servizio e set. Begemann come prevedibile è troppo falloso sia in risposta che a rete e vanifica quanto di buono riesce a fare il suo compagno. Nel parterre tedesco il consulente del team Nikki Pilic appare sconsolato. Forse con la sua esperienza ha già capito tutto…
Il secondo parziale vede già Becker costretto ad annullare due palle break prima di conquistare un secondo game avventurato. Ma i francesi non rischiano mai sui loro turni di servizio e così hanno sempre l’energia per impegnare la battuta degli avversari. Nell’ottavo game con Bagmann alla battuta  un gran passante di rovescio di Benneteau dà ai francesi la palla break che chiude virtualmente il set perché pochi istanti dopo Mahut tiene in carrozza il suo turno per il sei tre finale.
Il terzo è solo una passerella, stavolta è un Becker ormai scoraggiato a perdere due turni di battuta e a dare il doppio break ai francesi per il sei due che vale i quarti di Davis.


GBR-USA 2-1
(Giorgio Laurenti)

Si deciderà domani l’avversaria della Francia nei quarti di Davis: i fratelli Bryan, seppur a fatica, hanno portano il primo punto agli Stati Uniti contro la Gran Bretagna. Cinque set in cui Dominic Inglot e Jamie Murray hanno preso sempre più confidenza, tenendo testa alle due leggende del doppio.

B. Bryan/M. Bryan b. D. Inglot/J. Murray 6-3 6-2 3-6 6-7(8) 9-7

Grande spettacolo a Glasgow nel doppio che poteva decidere il primo turno tra Gran Bretagna e Stati Uniti. I fratelli Bryan colgono la loro venticinquesima vittoria in Coppa Davis, ma hanno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio sulla coppia Inglot-J. Murray.

Nei primi due set è evidente il poco affiatamento tra i due britannici, differenza ancora più marcata dal sincronismo dei movimenti degli statunitensi. In più J. Murray perde tutti e quattro i turni di battuta e questo fa tutta la differenza del mondo, in un’ora i fratelli Bryan sono avanti di due set.
Nel terzo parziale il fratellone di Andy Murray (letteralmente fratellone data la stazza), si sblocca al servizio nel terzo gioco portando la coppia britannica sul 2-1. Nel gioco successivo arriva il break alla quarta opportunità con una volée di Murray al corpo di Bob Bryan. Avanti 3-1, i britannici portano a casa il set 6-3 e iniziano a crederci.
Nel quarto set annullano tre palle break, una al quarto gioco su servizio Murray, due al sesto su servizio Inglot. Arrivati al tiebreak dopo due palle set per i britannici e un match point per gli statunitensi, Murray porta il match al quindi con una volée bassa.
Il duo britannico cresce in affiatamento e il servizio di Inglot entra con una continuità impressionante, dal canto loro i Bryan tirano su tutto quello che possono dal cemento scozzese e così si arriva sul 7-7 servizio Murray. Dopo una prima palla break annullata con un ace centrale, sempre Murray sbaglia la volée decisiva. Nel gioco successivo Mike Bryan porta a casa il gioco che vale la prima vittoria al quinto set in Coppa Davis per lui e il fratello.
I Bryan continuano nella loro striscia vincente fuori casa in Davis, dove hanno ottenuto 14 vittorie e non sono mai stati sconfitti


R.CECA-AUSTRALIA 1-2
(Cesare Novazzi)

I padroni di casa riescono ad allungare la sfida con l’Australia. Vesely trascina al successo il giovane Pavlasek che comunque non sfigura ed insieme rimontano da 2 set a 1 sotto Lleyton Hewitt e Sam Groth. Bravissimi i cechi a crederci sempre, la coppia australiana ha finito il match praticamente senza energie. Domani si ricomincerà con il singolare tra Lukas Rosol e Bernard Tomic. Australiani ancora favoriti, ma occhio all’orgoglio dei cechi.

A. Pavlasek/J. Vesely b.  S. Groth/L. Hewitt 1-6 7-6(2) 3-6 7-6(5) 6-2

Dopo i due singolari che hanno portato l’Australia in vantaggio per due a zero nella sfida contro la Repubblica Ceca, oggi si gioca il doppio.
Capitan Navratil sostituisce Mertl e manda Vesely a fare coppia con il giovane Pavlasek al suo debutto in Davis. Il duo australiano Groth/Hewitt è sicuramente più navigato anche se i giocatori sono al loro primo doppio insieme.

Inizia al servizio il team australiano con Groth. Poche prime, ma buone, mentre Hewitt è in forma e ben concentrato. Il leone di Adelaide gioca sciolto e trascina il suo compagno alla conquista del primo game, dopo aver annullato tre palle break. I primi due game sono piuttosto simili, i giocatori al servizio sembrano un po’ freddi, ma Vesely porta lo stesso la squadra ceca sull’ 1 a 1. Al turno seguente Hewitt tiene il proprio servizio a zero con due buone prime e finalmente il team australiano ingrana la marcia giusta. Hewitt e Groth, si portano fino al 6 a 1 chiudendo il primo set con Hewitt al servizio e con uno smash al volo di Groth.
Il secondo set si apre con i cechi travolti al servizio. Prima Vesely e poi Pavlasek non riescono a trovare il ritmo e commettono troppi errori ed il risultato è un rapido 3 a 0 per il team australiano. Il pubblico di casa non smette di sostenere i suoi giocatori e l’occasione buona per rientrare si presenta subito al turno seguente: con Hewitt al servizio tocca a Groth presidiare la rete però l’australiano commette qualche errore di troppo, soprattutto non trova la posizione e sbaglia una volèe di diritto che vale il controbreak. I cechi prendono fiducia e si portano sul tre pari. Poi ancora break e controbreak prima che il set finisca al tie break. I cechi trovano concentrazione e ritmo, difendono bene la rete e si portano rapidamente sul 3 a 0. Groth non difende i suoi servizi, complice anche un’ottima risposta di Pavlasek. I padroni di casa pareggiano così il computo dei set dominando il tie break per 7 punti a 2.
Nel terzo parziale l’inerzia della partita torna a pendere sul versante australiano. Groth finalmente trova continuità con la prima, mentre Hewitt si comporta bene sia in risposta (sul servizio di Pavlasek) che a rete. Il match torna sui binari del primo set e la squadra ospite chiude per 6 a 3.
Il quarto parziale è molto equilibrato, i giocatori si comportano bene al servizio e la parità all’undicesimo gioco è quasi un punteggio raro. Domina la regola dei servizi fino al tie break dove ci si attende che il duo australiano aumenti il livello di gioco per chiudere il match. Invece è proprio il contrario, i cechi mettono pressione sul servizio di Groth, paradossalmente quello più attaccato dell’intero match, mentre Hewitt si fa trovare due volte fuori posizione. I cechi ringraziano e chiudono il tie per 7 punti a 4.
Confortati dalla vittoria del quarto parziale e sorretti da un tifo accalorato, i cechi dimostrano molta più vivacità all’inizio del quinto e decisivo set. Hewitt non trova le armi per reagire ma è Groth il principale problema: non sente più la palla, è quasi sempre fuori posizione e addirittura invade la metà presidiata da Hewitt. Fatto sta che al servizio non gioca prime e cerca di rimediare affossando in rete due volèe. Arriva così irrimediabilmente il break per i cechi, confermato poi da Vesely che porta il punteggio sul 4 a 2. Al turno seguente ancora Groth commette errori incredibili, spedendo fuori tutto il possibile, suo l’errore che vale il doppio break. Al cambio di campo l’australiano spacca la racchetta con il ginocchio mentre Pavlasek si appresta a servire. Il braccio non trema e con una buona prima chiude il match.
La Repubblica Ceca è ancora viva, epilogo rimandato ai singolari di domani.

 

 

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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