Coppa Davis: Il miracolo di Nedovyesov, Fognini si arrende al quinto (audio e photogallery)

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Coppa Davis: Il miracolo di Nedovyesov, Fognini si arrende al quinto (audio e photogallery)

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Incredibile flop per l’ItalDavis: dopo il 3-0 subìto da Andreas Seppi arriva la rimonta di Alexandr Nedovyesov, che dopo essere andato sotto 2 set a 1 contro Fabio Fognini sembrava ormai al tappeto. Invece il kazako, numero 130 del mondo, compie una grandissima rimonta e corona l’ennesima impresa del Kazakistan, che per il terzo anno consecutivo si qualifica per i quarti di finale di Coppa Davis

Le foto del day 3

 

Guarda il commento di Ubaldo sulla sconfitta dell’Italia

WORLD GROUP, 1/8 di finale
Kazakhstan-Italia 3-2

Chi è rimasto si è divertito. Gran parte del pubblico è andato via dopo la fine del primo match ma chi è rimasto ha assistito a tre ore e 41 minuti di battaglia in cui si sono visti ribaltamenti di fronte da ogni parte. Fognini ha tenuto bene per tre set. Pur perdendo il primo al tie break il ligure non aveva mai ceduto la battuta fino all’inizio del quarto set. A posteriori si può dire che la distrazione che gli è costata il break ad inizio quarto set probabilmente gli è costata la partita. Nedovyesov si è rimesso in partita ed al quinto set è stata una lotteria che il kazako avrebbe potuto vincere anche più facilmente.

Con grande sorpresa di tutti, italiani e kazaki, Golubev compreso, Doskarayev ha deciso di schierare Nedovyesov per il singolare decisivo. Il numero 130 al mondo, finalista al challenger di Bergamo, sconfitto da Paire, ha un servizio poderoso ma un gioco da fondo per solito estremamente discontinuo. Forse, vista la scarsa prestazione di venerdì di Golubev con Seppi, ed il bilancio non positivo con Fognini (quattro sconfitte su quattro ed un solo set vinto) il capitano kazako ha pensato che il bombardiere ex ucraino avesse maggiori chance. Ed ha avuto ragione.

Il primo set scivola via senza break. Fognini ha avuto una palla per servire per il primo set sul 4 pari, unica palla break del set, non l’ha sfruttata e nel game seguente ha dovuto salvarsi da 0-30. Nel tie break il kazako al servizio è impeccabile, tre ace e nessun punto ceduto. Basta quindi un minibreak nel secondo punto a decidere il set. Ed ancora per fortuna ce c’è il falco perchè sul primo set point su servizio del ligure la giudice di line chiama fuori un dritto vincente di Fabio. Quarto errore filo-kazako del set. Dopo 48 minuti il Kazakistan si trova avanti un set nel match decisivo.

Nel secondo set gli animi si scaldano. Un altro errore del giudice, servizio di Fabio chiamato out, scatena le ire di Fognini che chiama il challenge ed urla ‘Questo è punto mio!’. Nedovyesov tiene bene fino al settimo game dove si procura anche due palle break, le prime del match per lui. È bravo il ligure ad annullarle e come spesso accade a giocatori di non eccessiva esperienza il game seguente costa caro al kazako. Fognini va 15-40, Nedovyesov annulla le due palle break, si issa anche due volte alla palla del quattro pari ma Fognini regge bene e alla fine strappa il servizio con un rovescio lungolinea vincente. Nel game seguente Fabio non si scompone e chiude il set per 6-3. Un set pari. Nedovyesov è molto forte al servizio ma alla risposta o quando lo scambio si allunga il padrone diventa Fognini, che nel secondo set ha ceduto solo otto punti sul suo servizio.

Nel terzo set Fognini allunga strappando la battuta a Nedovyesov nel quinto game. Le emozioni arrivano sul finire di set. Servendo per portarsi avanti 5-3 Fabio si fa rimontare da 40-0 e concede una palla break che fortunatamente il kazako sciupa con una sciocchezza. Due game dopo, servendo per il set Fognini lo fa di nuovo. Si fa rimontare da 40-0, concede tre palle break, la seconda con un challenge sbagliato che è anche l’ultimo challenge. Da ora Fabio deve giocare ben dentro le righe. Ci vogliono ben sette set point per chiudere il game ed il set, il set point buono arriva grazie ad un over rule dell’arbitro sull’ennesimo errore di un giudice di linea (ne abbiamo contati dieci finora a favore dei kazaki ed uno a favore dell’Italia, ma potremmo anche averne perso qualcuno). Dopo due ore e sedici minuti L’Italia è ad un solo set dalla qualificazione ai quarti.

Ad inizio quarto set Fognini sente il calo di tensione dopo la fine del terzo e si distrae cedendo il servizio a zero nel secondo game. Due doppi falli e due errori gratuiti. Particolarmente sintomatico il doppio fallo sull’ultimo punto. L’atmosfera si scalda, anche se parte del pubblico se ne è andata dopo il primo match, ed andare al quinto set non sarebbe una buona idea. Fognini riesce a portarsi a quaranta nel settimo game ma mai a palla break. Nedovyesov regge bene la tensione, serve forte e dopo due ore e 48 minuti allunga il match al quinto set.

Nedovyesov conquista anche il break in apertura di quinto set. Errore di dritto di Fognini per concedere la palla break e risposta vincente del kazako. Il ligure potrebbe recuperare il break già al secondo game quando si porta 0-40, Nedovyesov annulla le palle break e poi ne annulla una quarta con un coraggioso serve and volley. Rovescio vincente ed ace portano il Kazakistan sul 2-0. Fognini rischia anche di andare sotto 3-0 ma salva la palla break anche con un po’ di fortuna. Il doppio break arriva comunque al quinto game, Nedovyesov si porta sul 4-1 e servizio e potrebbe ammazzare la partita. Invece si imballa in due doppi falli consecutivi, si innervosisce e cede il servizio a trenta. Fognini infila un parziale di 15 punti a 4 che gli vale anche il secondo controbreak (con un Nedovyesov sempre più nervoso) e riapre la partita con un rovescio vincente. Servendo per portarsi 5-4 sul 40-15 Fognini cade ma per fortuna non è nulla di grave. Il ligure conquista il punto successivo e si porta ad un game dalla vittoria. Nel frattempo Nedovyesov si è scrollato di dosso la tensione. Tiene il servizio a zero e si porta 5 pari. L’undicesimo game è quello decisivo. Fognini si porta avanti, ha una palla game ma non la sfrutta e poco dopo, alla seconda palla break cede la battuta per la terza volta nel set, con un errore di dritto. Questa volta Nedovyesov non trema e chiude la partita con tre servizi vincenti ed un ace sul match point. Dopo tre ore e 41 minuti di battaglia il Kazakistan conquista i quarti di finale per la quarta volta. Saranno i kazaki ad andare probabilmente in Australia. All’Italia tocca sperare in un play off accessibile.

Risultati:

A. Nedovyesov b. F. Fognini 7-6(5) 3-6 4-6 6-3 7-5

 

nedofogn stat finali

Scontri in cui l’Italia è stata il vantaggio 2-1 e poi ha perso:

1) 2015 vs Kazakhstan ad Astana
2) 2005 vs Spagna a Torre del Greco

3) 2003 vs Marocco a Marrakech
4) 1996 vs Francia a Nantes
5) 1991 vs Germania a Dortmund
6) 1975 vs Francia a Parigi (RG)
7) 1970 vs Cecoslovacchia a Torino
8) 1966 vs Sudafrica a Roma
9) 1957 vs Belgio a Bruxelles
10) 1953 vs Belgio a Bruxelles
11) 1951 vs Germania a Monaco di Baviera

Le vittorie e le sconfitte al quinto set dell’ultimo match dell’Italia in Coppa Davis:

1) 2004, Livorno Italia b. Polonia 3-2, Starace b. Fystenberg 2-6 6-3 4-6 6-3 7-5
2) 1990, Cagliari Italia b. Svezia 3-2 Canè b. Wilander 6-4 3-6 4-6 7-5 7-5
3) 1975, Parigi, Francia b. Italia 3-2 Jauffret b. Barazzutti 6-2 4-6 6-3 3-6 6-3
4) 1961, Monaco di Baviera, Italia b. Germania dell’Ovest 3-2, Pietrangeli b. Bungert 7-5 9-11 6-0 3-6 6-4
5) 1957, Bruxelles, Belgio b. Italia 3-2 Washer b. Pietangeli 6-4 3-6 6-8 7-5 6-2
6) 1949, Parigi, Italia b. Francia, Gucelli b. Bernard 8-6 3-6 4-6 6-0 6-1
7) 1929, Amburgo, Germania b. Italia 3-2, Moldenhauer b. De Stefani 6-3 3-6 5-7 6-4 6-3

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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