ATP Indian Wells: Fognini delude ancora. Vincono Djokovic, Murray e Nishikori

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ATP Indian Wells: Fognini delude ancora. Vincono Djokovic, Murray e Nishikori

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Secondo turno ad Indian Wells e subito fuori Fognini contro Mannarino. Murray ha vita facile con Pospisil, Djokovic idem con Baghdatis. Nishikori supera Harrison mentre Juan Monaco elimina il campione degli Us Open Marin Cilic al rientro. Soffre Ferrer ma elimina Dodig al tiebreak del terzo

A. Mannarino b. [19] F. Fognini 7-6(8) 6-3 (Giorgio Laurenti)

Ancora una sconfitta per Fabio Fognini. Sul cemento di Indian Wells il numero uno del tennis azzurro si è dovuto arrendere in due set ad Adrian Mannarino, uno contro cui le partite vanno vinte, se si spera in un suo regalo, il più delle volte si rimane delusi. Dalla semifinale di Rio de Janeiro vinta contro Rafael Nadal, Fognini non ne ha azzeccata più una e dopo la cocente sconfitta in Davis, arriva la quarta su quattro sul cemento.

 

Seppur faticando troppo nei suoi turni di battuta, nel primo set è lui ad avere la possibilità di andare in vantaggio: arrivati al tiebreak senza aver perso un servizio, Fognini prima si fa recuperare dal 3-0 e servizio, poi spreca ben tre set point, di cui due sul suo servizio, l’altro lo annulla Mannarino con un ace – in precedenza Fabio aveva avuto a disposizione altri due set point sul 5-4 in suo favore, servizio Mannarino. Sull’8-8 il ligure commette un doppio fallo, Mannarino non si fa pregare e con un altro ace porta a casa il set.

Nel secondo parziale assistiamo a uno dei tanti momenti di blackout di Fognini, sotto 1-0, commette due doppi falli (quinto e sesto del match), il secondo sul vantaggio del francese. Sotto 2-0, perde i successivi dodici punti, e così in meno di un quarto d’ora ci troviamo sul 5-0 Mannarino. I tre giochi vinti consecutivamente (con due palle match annullate) avrebbero un senso se nel nono gioco Fognini concretizzasse una della due palle break concesse dal francese, ma così non è e al terzo match point Mannarino chiude la partita con il suo sesto ace.

[1] N. Djokovic b. M. Baghdatis 6-1 6-3 (Raffaello Esposito)

Esordio senza problemi del n°1 del mondo Novak Djokovic contro il cipriota Marcos Baghdatis, uno dei grandi vecchi del circuito ATP ormai alle sue ultime stagioni con la racchetta in mano. Marcos non ha mai battuto il serbo nelle precedenti sette occasioni.

Nole apre l’incontro alla battuta e nel secondo game mostra subito le sue intenzioni strappando il servizio all’avversario che conduceva 40-15. Dopo pochi minuti siamo già quattro a uno per il serbo che brekka ancora e conferma d’autorità al servizio per chiudere sei uno il set. Djokovic comanda il gioco con facilità e naturalezza impressionanti, ha già dieci vincenti contro soli tre errori non forzati e Baghdatis non sembra possedere  la velocità di palla necessaria ad infastidire il suo gioco in cemento armato. Nel Secondo parziale è Baghdatis ad avere il piccolo vantaggio di servire per primo e il punteggio segue i servizi fino al quinto game quando Djokovic con due vincenti terrificanti, uno in risposta su prima di servizio, prende ancora la battuta all’avversario e si stacca sul quattro due  per la fuga decisiva. Baghdatis è un signore e un uomo simpatico e trova comunque il modo di ridere e divertirsi durante i cambi campo. Il cipriota però gioca troppo corto per impensierire il numero uno  e fatica sempre sulla propria battuta mentre Djokovic impiega pochi secondi a difenderei suoi turni. Sul cinque tre il serbo con una smorzata vincente si conquista due match point sul servizio avversario e chiude la pratica alla seconda occasione. Nole è in palla e gioca con serenità evidente, i pretendenti al trono sono avvisati.

[4] A. Murray b. V. Pospisil 6-1 6-3 (Silvia Berna)

Ottimo esordio nel torneo per il numero 4 del mondo Andy Murray che lascia appena 4 games al canadese Vasek Pospisil, numero 62 del ranking mondiale. Partita che sulla carta poteva nascondere qualche insidia per lo scozzese – che ad Indian Wells ha come miglior risultato la finale persa da Nadal nel 2009 – ma che fin dall’inizio Murray ha controllato con grande facilità.

Nel primo set i break a favore dello scozzese sono addirittura 3, con Pospisil disastroso al servizio – appena il 33% di prime palle in campo e il 31% di punti vinti con la seconda di servizio – e troppo falloso da fondo campo – ben 19 errori gratuiti contro i soli 2 di Murray.

L’inizio del secondo set illude il canadese che ottiene il break in apertura di parziale. Il vantaggio per lui dura davvero poco, con Murray che ottiene il contro break nel game successivo. Pospisil si salva nel quarto gioco annullando 2 ulteriori chance di break per lo scozzese e rimane attaccato alla partita. Il break in favore di Murray è, però, soltanto rimandato e arriva infatti nell’ottavo game. Andy va a servire per il match, tiene la battuta a zero e chiude set e incontro in suo favore.

Da rivedere nei prossimi giorni lo scozzese che oggi ha dimostrato grande solidità e attenzione ma la resistenza offerta dal suo avversario è stata davvero poca cosa. Al prossimo turno Murray affronterà il tedesco Philipp Kohlschreiber – i confronti diretti fra i due giocatori sono in perfetta parità con una vittoria per parte.

[8] D. Ferrer – I. Dodig 4-6 6-1 7-6(6) (Michele Gasperini)
E’ andata in scena, allo Stadium 3 di Indian Wells, la quarta sfida fra il croato Ivan Dodig, attuale No.96 del mondo, e David Ferrer, No.8, quest’ultimo con già ben 3 tornei in cascina, gli ultimi due conquistati consecutivamente nelle ultime tre settimane.
I precedenti incontri fra i due hanno sempre dato vita a partite intense e spettacolari, sempre vinte da Ferrer, ma con il croato sempre in grado di strappare un set al proprio avversario, segno evidente di una qualche indisposizione per il valenciano nel digerire le caratteristiche tecniche offensive del nativo di Medjugorje.
Il match parte in sordina, con tanti errori da una parte e dall’altra: break e contro break immediato, con Ferrer che tenta di tessere la sua solita tela fatta di scambi laboriosi, cercando di costringere Dodig all’errore non forzato, ma questo gli riesce con fortune alterne. Le % di prime in campo sono molto basse nel parziale per entrambi i contendenti, e il primo ad approfittare della situazione è il croato, che recupera da 40-0 (complice anche un Ferrer piuttosto falloso) breakkando il suo avversario nel settimo gioco. Non concederà più nulla Dodig, portando così a casa il primo set 6-4.
Il secondo parziale è un monologo iberico: parte fortissimo Ferrer, strappando il servizio a 30 nel secondo gioco a Dodig, sciorinando risposte e dritti inside-out di assoluto spessore. L’unico momento di difficoltà per David arriva nel 5° gioco, ma salva le tre palle break concesse complice un Dodig spento, che sembra prossimo a sciogliersi soprattutto a livello fisico. Il break subito dal croato nel gioco successivo sembra esserne la dimostrazione ulteriore, con Ferrer che chiude 6-1 il secondo in totale tranquillità. Niente di più sbagliato.
Il terzo set è stato sicuramente il miglior parziale per qualità, intensità e incertezza del risultato giocato finora in questi due giorni di Indian Wells: i primi sette game sono stati una feroce battaglia con un ritrovatissimo Dodig, a dir poco letale col servizio, spesso seguiti da pregevoli tocchi al volo, oltre che aiutato dal suo egregio rovescio, davvero efficace soprattutto lungolinea.
Ma Ferrer regge, non molla, e grazie alla sua proverbiale volontà e al suo indomito carattere riesce a respingere i ripetuti attacchi al suo servizio: Dodig avrà palle break in due turni di servizio dello spagnolo (2° e 4° gioco), lo spagnolo due in un turno (il 5°), ma alla fine, in qualche modo, entrambi riescono a salvarsi.
Dopo 3 game interlocutori, vinti facilmente dal giocatore alla battuta, l’11° gioco sembra essere la svolta dell’incontro: Dodig gioca malissimo il proprio turno di battuta, e con un doppio fallo e un dritto lungo di chilometri (oltre ad un fortunoso nastro spagnolo) consegna il break a Ferrer, che va a servire per il match. Ma lo spagnolo, sorprendentemente, non riesce a chiudere nonostante due match point (il primo dei quali annullato meravigliosamente da una profondissima risposta incrociata di rovescio di Dodig), prolungando così l’incontro al tiebreak decisivo.
Parte fortissimo il No.96 del mondo, issandosi sul 2-0 con un pazzesco pallonetto lungolinea di diritto che cade a pochi centimetri dalla riga. Il croato cede però sul 3-2 il minibreak affossando una volée di rovescio di difficile gestione, dopo una prima violenta esterna. Si gira sul 3-3, con Dodig che si riprende immediatamente il minibreak di vantaggio vincendo uno scambio lungo grazie alla sua aggressività e all’ennesimo meraviglioso rovescio lungolinea, 4-3 che diventerà subito 5-3 grazie ad un erroraccio in risposta di Ferrer su una seconda.
Qui sembra farsi dura per Ferru, ma il valenciano non molla mai: risposta fulminea di dritto su una prima incrociata di Dodig, che aveva seguito a rete, ma finisce passato: 5-4. David farà suoi anche i successivi due punti, arrivando al terzo match point: ma è fuori il tentativo di dritto vincente inside-in. Si gira sul 6-6. Qui il punto che decide il match: Dodig serve una grande prima esterna, Ferrer si salva in allungo, il croato insiste sul lato destro del campo, tentando di cogliere in contropiede il suo avversario, mettendo la pallina vicinissima alla riga, che viene giudicata buona, ma lo spagnolo blocca immediatamente il gioco chiamando Hawk Eye: e ha ragione, la palla è larga. Stavolta non si fa pregare David, chiude al quarto match point con l’errore di Dodig nel tentativo di trovare una palla corta stretta, saltando per aria e mostrando tutta la sua gioia.
E’ la sua 11° vittoria consecutiva, la 19° sulle 20 partite disputate nel 2015. Al terzo turno lo attende, ora, Bernard Tomic, che ha avuto la meglio in due set su Borna Coric.

[5] K. Nishikori b. [WC] R. Harrison 6-4 6-4 (Alberto Prestileo)

Un bruttissimo Kei Nishikori, il peggiore dell’anno visto fin qui, batte in due set la wild card Ryan Harrison, numero 110 del mondo. Il giapponese approda dunque al terzo turno di Indian Wells, dove affronterà Fernando Verdasco.

Dopo poco meno di un’ora e mezza, Kei Nishikori ottiene la prima vittoria ad Indian Wells. Approdato al secondo turno grazie ad un bye, l’allievo di Chang ha giocato una brutta partita, condita da tantissimi errori non forzati e sbagliando tantissimo con il proprio servizio. Dall’altra parte della rete, però, ha avuto la fortuna di trovare un Ryan Harrison decisamente non in forma. Lo statunitense non ha fatto altro che confermare il suo difficilissimo momento, che lo ha ormai portato al di fuori dei primi cento del mondo.

Il primo set è praticamente il festival dell’errore. Harrison e Nishikori non riescono a tenere il servizio praticamente mai, e la partita stenta dunque a decollare. Il finalista degli scorsi US Open avrebbe la possibilità di chiudere la partita in maniera assai veloce, considerato che conquista subito il break. Ma il nipponico, forse a causa del caldo, non riesce mai a prendere il largo, facendosi strappare puntualmente il servizio. Soltanto in due occasioni ciò non è avvenuto. La seconda per chiudere il set 6-4, dopo quasi 48 minuti di partita.

Nel secondo parziale le cose cambiano, e non poco. Nishikori praticamente non sbaglia più e passa dai 18 errori gratuiti del primo set, ai 7 del secondo. Inoltre, le sue percentuali del servizio aumentano notevolmente, e ciò gli consente di giocare i propri turni di battuti con più tranquillità. Il nipponico dunque strappa immediatamente il servizio all’avversario, lasciando poi scorrere il match abbastanza tranquillamente.

Così, dopo un’ora e 27 minuti, Kei Nishikori può festeggiare il passaggio al terzo turno del Master 1000 di Indian Wells, ove affronterà Fernando Verdasco.

Il numero 5 del mondo però, per battere lo spagnolo e approdare ai quarti di finale, dovrà giocare molto meglio di come ha fatto oggi. Per Harrison, rimane invece il rimpianto per aver giocato un buon secondo set e di non aver sfruttato le opportunità che ha avuto nel primo parziale.

[26] P. Kohlschreiber b. [WC] T. Smyczek 6-3 6-1 (Paolo Fisciano)

E’ un match praticamente senza storia quello che apre il programma sul campo n°2.  La testa di serie n°26, il tedesco Philipp Kohlschreiber supera in due rapidi set la wild card di casa Tim Smyczek.

La partita non è mai in discussione. Kohlschreiber nel primo set strappa due volte il servizio al suo avversario e si aggiudica rapidamente il parziale. Nel secondo set il dominio è ancora più evidente. Lo statunitense si ritrova sotto 5-0 in men che non si dica. Dopo un parziale di sette giochi a zero riesce finalmente ad aggiudicarsi un game evitando così il bagel, ma è solo una magra consolazione. Kohlschreiber chiude il match con un ace nel game successivo e ora troverà Andy Murray al prossimo turno.

J.Monaco b. [10] M.Cilic 6-4 6-4 (Francesco Gizzi)

Fa il suo esordio nel 2015 Marin Cilic dopo i problemi alla spalla che lo hanno tenuto per mesi lontano dai campi di tennis. Ci si aspettava un match complicato per forza di cose, il croato stesso in un’intervista pre-Indian Wells aveva dichiarato di sentirsi “rusty” (arrugginito) e di voler mettere sulle gambe più minuti possibili per ritornare in condizione.
La sensazione del croato è ampiamente confermata dal campo. Parte contratto anche se riesce a mettere una buona percentuale di prime in campo; prime che però non danno mai l’impressione di esser spinte al massimo della potenza. Dopo un avvio tranquillo, sul 2 a 2, è Monaco a trovare l’allungo che dura però  appena il tempo di cambiar campo. Cilic a sprazzi gioca dei buoni dritti e se pur a fatica regge lo scambio da fondo. Ma oggi è davvero troppa poca roba il croato per impensierire un Monaco come sempre agguerrito, deciso a non far sconti su nessuno scambio. Così sul 4-4 breakka di nuovo e chiude in scioltezza sul 6-4.
Il secondo set è fotocopia del primo con la differenza che Cilic sembra aver perso anche quel minimo di solidità con la prima di servizio e soffra terribilmente ogni spostamento laterale. Monaco dal canto suo sbaglia poco e niente, breakka sul game in avvio , si addormenta sul 2-3 concedendo per la seconda e ultima volta il servizio, ma poi si risveglia e ottiene lo strappo decisivo che lo porta nuovamente a servire e chiudere il match sul 6-4. Per il croato un rientro sicuramente amaro, dovrà lavorare duramente per ritrovare una condizione oggi apparsa comprensibilmente assente.

Risultati:

[5] K. Nishikori b. [WC] R. Harrison 6-4 6-4
[4] A. Murray b. V. Pospisil 6-1 6-3
[1] N. Djokovic b. M. Baghdatis6-1 6-3
[26] P. Kohlschreiber b. [WC] T. Smyczeck 6-3 6-1
J. Monaco b. [10] M. Cilic 6-4 6-4
[18] J. Isner b. [Q] J. Melzer 6-3 6-4
[16] K. Anderson b. F. Delbonis 7-5 6-4
A. Mannarino b. [19] F. Fognini 7-6(8) 6-3
[8] D. Ferrer b. I. Dodign4-6 6-1 7-6(6)
[WC] T. Kokkinakis b. [23] G. Garcia-Lopez 7-5 5-7 6-3
[14] E. Gulbis b. [LL] D. Gimeno-Traver 6-4 6-1
[32] B. Tomic b. [Q] B. Coric 6-3 6-4
[28] F. Verdasco b.  [Q] J. Duckworth 6-2 7-6(3)
A. Ramos-Vinolas b. [25] J. Benneteau 6-2 6-3
[12] F. Lopez b. [Q] E. Roger-Vasselin 6-7(3) 6-4 6-4
[20] P. Cuevas b. J. Nieminen 4-6 7-5 6-0

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ATP Cincinnati, Nadal: “Devo entrare in modalità Slam per essere pronto a New York”

“Adesso farò qualche test per vedere se l’addome è nello stato in cui dovrebbe essere”. Dopo la terza sconfitta patita in carriera contro Borna Coric, il n. 3 ATP si proietta verso l’ultimo Slam dell’anno non dimenticando però di salvaguardare sempre il suo corpo

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Rafael Nadal - Cincinnati 2022 press conference

Rafael Nadal al ritorno alle competizioni dopo più di un mese di assenza forzata, per via dell’infortunio all’addome subito in occasione dei quarti di finale di Wimbledon contro Taylor Fritzvinti eroicamente nonostante l’evidente menomazione – e il recente forfait di Montreal a causa di un leggero riacutizzarsi del problema, è stato immediatamente eliminato all’esordio dal croato Borna Coric dopo quasi tre ore di partita per 6-3 al terzo set. Il n.152 ATP in gara grazie la ranking protetto, non è la prima volta che sorprende il maiorchino e peraltro neanche la prima al Western & Southern Open: il finalista 2016 di Shanghai s’impose infatti a Basilea nel 2014 e a Cincinnati due anni più tardi, mentre Rafa ebbe la meglio allo Us Open 2015 e a Montreal 2017.

Proprio l’imminente Slam newyorchese è stato il principale tema di dibattito con i giornalisti presentatisi in sala stampa nel post match; con il 22 volte campione Major che è conscio di dover alzare il livello in vista di Flushing Meadows. Una tematica ricorrente è stata poi la situazione fisica del campione spagnolo, da monitorare costantemente, il quale si è detto fiducioso ma comunque cauto poiché sente ancora dolore e quindi inevitabilmente ci saranno altri esami di routine a cui sottoporsi. Per ciò che concerne il KO rimediato in Ohio, secondo Nadal pesano i due set point non sfruttati nel tie-break del 1° set e in generale la poca aggressività messa in campo, una sconfitta che lo estromette immediatamente da un torneo con il quale non ha mai trovato un grande feeling: in 16 partecipazioni, soltanto in tre occasioni ha raggiunto la semifinale, trionfando nel 2013 in una delle migliori stagioni della sua carriera. Probabilmente le condizioni umide e rapide, a livello di superficie, come gli è sempre accaduto anche a Miami non hanno mai permesso di ammirare in Ohio la miglior versione del Toro di Manacor.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI CINCINNATI

 

D: Cos’hai trovato incoraggiante e cosa scoraggiante nel tuo gioco, dopo la performance di oggi?

Rafael Nadal: “È difficile da dire, sicuramente però prenderò un sacco di cose positive, ma ho bisogno di migliorare. Devo allenarmi perché ho bisogno di tornare al meglio e per farlo ho bisogno solamente di gironi da dedicare alle sedute di allenamento. Per quanto riguarda il match, ovviamente ho avuto le mie possibilità, soprattutto all’inizio. Nel tiebreak ho avuto due importanti opportunità con due set point che ho giocato terribilmente. E poi, sì, ho giocato un brutto terzo set. Questo è il tennis, specialmente in queste circostanze contro un giocatore che ha servito così bene, nonostante ciò ho avuto la mia occasione per andare avanti all’inizio del terzo con quel 30-30 ma ho giocato un paio di punti terribili. Dunque sarebbe stato certamente meglio per me vincere, perché quando torni dopo un periodo di lontananza dalle competizioni, se riesci a vincere già la prima partita, poi le cose vanno meglio. Ma purtroppo non è stato il caso di oggi [ieri, ndr]. Un giorno accadrà.

Ovviamente sono tornato tantissime volte a competere dopo aver affrontato degli infortuni e ho sempre raccolto aspetti positivi. Tuttavia nel caso specifico, nella partita odierna non ero abbastanza pronto per vincere e come ho già detto, credito a Borna [Coric, ndr] che ha giocato con molto coraggio. Lui ha servito davvero bene, io non altrettanto perché se non sei in grado di giocare il più aggressivo possibile e di prendere un vantaggio che poi porta a crearti un’opportunità, è davvero dura portare a casa l’incontro. Ma fa parte di questo sport, ho semplicemente perso un match, si va avanti. Conosco la strada e la cosa principale per me è rimanere in salute. L’ultimo periodo è stato difficile da gestire, onestamente. In particolare l’ultimo mese e mezzo non è stato affatto facile, perché avendo questa lesione all’addome, non sai mai quando sarai al 100% e supererai definitivamente il problema, e certamente ciò influisce sulla tua sicurezza nel servire. Quindi mi ero detto prima del torneo, che avrei dovuto fare un passo avanti ed è successo, il gioco è stato fatto come si doveva, ma ben fatto da parte sua“.

D: Come ti senti fisicamente? Ovviamente hai servito molto oggi. Come ti sei sentito in campo?

Rafael Nadal: “Per certi versi è difficile d’analizzare, perché quando hai la cicatrice, allora la linea è molto sottile. Poiché quando hai quel tipo di cicatrice non hai abbastanza flessibilità, e senti anche di più il dolore. Ma non sai se lo senti per questo motivo, o perché qualcosa non è andato come sarebbe dovuto andare. Quindi devi prenderti cura del tuo corpo, in ogni singolo momento. Così probabilmente farò qualche test dopo questo torneo, per confermare che tutto rimanga come io e il mio team vogliamo. Ma io sono positivo, sono stato in grado fisicamente di avere una settimana di allenamento qui, facendo del mio meglio in ogni singolo giorno e migliorando il mio livello di girono in giorno, e sinceramente mi sono allenato per tutta la settimana ad un livello superiore di quello espresso oggi. Ma sì, non succede nulla. Certo che è meglio vincere, tuttavia allo stesso tempo rimane ovviamente ancora una settimana e mezza prima di New York. Poi dire che sono triste di non aver giocato bene qui, è ovvio visto che questo torneo è abbastanza importante per me ma al momento devo andare avanti mentalmente. Dal punto di vista dell’allenamento, ho bisogno d’iniziare a proiettarmi verso lo Us Open, devo entrare in modalità Slam allenandomi nel modo in cui ho bisogno affinché possa essere competitivo fin dall’inizio lì, e spero di essere in grado di farlo accadere”.

D: Questo è stato un torneo difficile per te in passato in termini di risultati. New York invece ti ha visto avere un grande feeling recentemente con lo US Open. Come pensi che Flushing Meadows tiri fuori da te il meglio? Non vedi l’ora di riprovare quelle sensazioni?

Rafael Nadal: “È difficile parlarne. Ma è vero che questo torneo non è stato mai il più facile per me durante tutta la mia carriera tennistica, anche se sono riuscito a vincere un anno, però era l’anno in cui stavo ottenendo quasi tutto. Poi ho disputato un altro paio di semifinali. È vero comunque, per qualche strana ragione, che in questo torneo non ho mai avuto le migliori sensazioni, ma dall’altra parte mi sono sempre sentivo ben accolto qui in tutti l’edizioni a cui ho preso parte. Non potrò ringraziare mai abbastanza l’organizzazione per avermi sempre reso le cose molto facili. Io cerco di fare del mio meglio, ogni volta che scendo in campo; loro lo sanno e mi dispiace di essere fuori già al primo turno, ma questo è il tennis, questo è il nostro sport. L’altro avversario gioca bene, e se gioca meglio di te vai a casa.

Per quanto riguarda New York, non lo so. È un Grande Slam, è un torneo diverso dagli altri. Ma allo stesso tempo è sempre tennis, se non giocherò bene, probabilmente avrò lo stesso destino di qui. Tuttavia conosco perfettamente il modo in cui mi devo comportarmi per ottenere un risultato diverso. È vero che quando arriverò allo Us Open, avrò già due settimane e mezzo nel Tour allenandomi con gli altri i ragazzi, e questo mi permetterà di essere pronto per battaglie al quinto set. Ero in grado di giocare solo due set, prima di questa partita negli ultimi 40 giorni. Quindi, sì, questa è la chiave. Poi non bisogna dimenticarsi che oggi ho giocato contro un avversario duro, il quale mi aveva già battuto in passato, quindi sapeva come farlo. E’ un tennista estremamente coraggioso in campo, un lottatore. Ha attraversato alcuni momenti difficili, nell’ultimo periodo, con anche degli infortuni, perciò sono felice di rivederlo a questo livello. Per quanto riguarda me, devo andare avanti e iniziare a pensare all’energia, che saprà darmi la folla a New York. So che è un posto molto speciale per me, e mi piace. Ho vissuto alcuni momenti della mia carriera lì indimenticabili e farò del mio meglio ogni singolo giorno per essere pronto per questo evento”.

D: Lo US Open è l’unico dei tornei del Grande Slam che ha le palline diverse per uomini e donne. Alcune tenniste non sono particolarmente felici di questo. Vorrebbero giocare con la stessa pallina degli uomini. Mi chiedevo se mai avessi davvero provato le palle femminili…

Rafael Nadal: “Non lo so. Non ne ho idea onestamente. Vedo che la pallina femminile ha il numero in rosso. Le nostre hanno il numero in nero. Ma ovviamente non ho mai utilizzato quelle femminili, perché mi alleno con la palla con cui giocherò in partita. Ma non credo sia affatto un argomento importante (sorridendo)”.

IL TABELLONE DEL MASTERS 1000 DI CINCINNATI

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Andy Murray: “Non so se annuncerei il ritiro o se mi fermerei e basta”

“Serena William? È il momento di festeggiarla e celebrare tutto quello che ha fatto”. Intanto Murray perseguitato dai crampi: “Sono preoccupato, non so perché si verifichino”

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Andy Murray in allenamento all'ATP Sydney 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Come Fognini contro Rublev, in contemporanea Andy Murray ieri ha subìto un trattamento simile per mano del suo connazionale Cameron Norrie. Lo scozzese infatti ha perso 3-6 6-3 6-4 dopo un gran match lottato. “Da parte mia ritengo che in certi momenti abbia giocato molto bene, in altri no” ha commentato subito Murray in conferenza stampa. “La mia consistenza forse non è stata come avrei voluto. Ma a tratti c’è stato del tennis positivo. Ho sicuramente avuto diverse opportunità per vincere la partita”. In ogni caso è stato il numero 11 del mondo a spuntarla, lasciando allo scozzese solo la soddisfazione per la bella prestazione e qualche preoccupazione per il problema crampi, sempre più insistente nelle ultime settimane.

“Non so il perché. Penso che praticamente ogni giocatore di tennis nella sua carriera abbia avuto problemi di crampi in questo tipo di condizioni, specie a Newport, Washington e qui. Ma il fatto che si ripresentano per me è una grande preoccupazione. Non è qualcosa che ho veramente sperimentato in passato; non costantemente in numerosi tornei. Non è facile giocare quando ti prende così male com’è stato alla fine. Credo che abbia avuto un impatto sulla fine della partita. Non dico che avrei vinto di sicuro la partita, ma sicuramente ha influito un po’ sul modo in cui ho giocato proprio alla fine, sai, dalla metà di quel set. Lo stesso è successo contro Stan, e sono stato fortunato a superare la cosa. A Newport poi, sono stato davvero fortunato perché è successo nell’ultimo set ed ero in vantaggio. È una grande preoccupazione per me, qualcosa che devo affrontare e trovare una soluzione. Nessuno sa esattamente perché si verificano i crampi, ci sono molte ragioni, se è idratazione, se è il cibo che hai ingerito, se è stanchezza e mancanza di condizionamento, stress. Quindi devo cercare di capire cosa sta succedendo”.

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Cincinnati

 

Ben presto il discorso si sposta su Serena Williams, campionessa che ha da poco annunciato il ritiro. A Cincinnati è stata sconfitta dalla britannica Emma Raducano, ed Andy le ha fatto i complimenti per come ha affrontato la veterana battendola 6-4 6-0. Sulla notizia del ritiro dal tennis da parte di Serena – decisione sulla quale anche lui aveva meditato parecchio in passato – Murray si è espresso così: “È ovviamente triste, ma poi succede a tutti i giocatori a un certo punto. Non ha giocato molto negli ultimi anni, quindi era qualcosa di prevedibile. Ma quando ascolti la notizia, è sempre triste quando succede a dei grandi giocatori – perché anch’io penso che non sembrino normali quei giocatori – ti aspetti che siano in grado di andare per sempre. Quindi quando si fermano è ovviamente un giorno triste. Si spera che nei prossimi 10 giorni, o due, tre settimane insomma, la sua carriera venga davvero ben celebrata e non che sia necessariamente un momento triste; bensì probabilmente è il momento di festeggiarla e celebrare tutto quello che ha fatto per lo sport, perché è stata immensa. Non so quanti altri giocatori abbiano avuto quel tipo di impatto sul gioco. Forse Billie Jean King probabilmente. Ma sì, è stata fantastica per il tennis e, come ho detto, sarà triste. Ma sì, speriamo che tutti si mettano dietro di lei e celebrino la sua carriera nelle prossime settimane”.

Come detto, all’Australian Open 2019 Andy Murray aveva di fatto annunciato il suo ritiro, salvo poi ricorrere all’operazione all’anca che gli permette di stare in campo anche ora. Dunque in qualche modo lo scozzese ha provato sulla sua pelle la sensazione del ritiro e la domanda esce spontanea: come vorrebbe ritirarsi un giocatore? “È difficile. Ovviamente quando ho avuto problemi di infortunio qualche anno fa e non sapevo se sarei stato in grado di giocare, forse avevo sempre pensato di finire la mia carriera nel Regno Unito o cose simili. Ma quando ho giocato quella partita contro Bautista, come ho detto alla mia squadra, se era davvero così e non avrei potuto giocare di nuovo, sarei stato più che felice che quella fosse stata la mia ultima partita, perché sì, è stata un’atmosfera fantastica, è stata una grande partita, sai, ho pensato a questo fino alla fine, fino a quando alla fine non riuscivo letteralmente a camminare e ho lasciato tutto in campo. Per me sarebbe andato bene se fosse finita così“.

“Penso che quando annunci che ti ritirerai immagino che anche psicologicamente sia abbastanza difficile. C’è molta pressione, anche perché vuoi giocare bene e tutti – visto che sono gli ultimi due tornei – probabilmente aggiungono molto stress sulla prestazione, anche solo l’intera situazione. Quindi non lo so. Non lo so davvero, ad essere onesti. Non so se annuncerei qualcosa o se mi fermerei e basta. Non lo so.”

Il tabellone completo dell’ATP 1000 di Cincinnati

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ATP

ATP Cincinnati, Sinner: “Sono io che mi metto pressione perchè voglio sempre vincere”

Jannik Sinner dopo la vittoria contro Miomir Kecmanovic: “Non è bello vincere per ritiro, ma penso di essermi mosso bene”

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Jannik Sinner - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

(dal nostro inviato a Cincinnati)

Buona vittoria oggi per te Jannik. Sei riuscito a rispondere con costanza e a metterlo spesso sotto pressione. Quali sono state le tue sensazioni in campo oggi rispetto alla partita contro Kokkinakis?

Sicuramente non è il modo più bello vincere per ritiro del tuo avversario, penso in generale di essermi mosso bene. Solamente un game che ho giocato mi ha fatto arrabbiare quando mi ha fatto il break a zero all’inizio. In generale comunque è stata una partita positiva.

 

È successo tutto abbastanza velocemente. Hai saputo la ragione per cui Kecmanovic si è ritirato? Sei riuscito a parlargli?

Sono riuscito a scambiarci due parole dopo la partita ma preferisco non dire nulla e che rimanga una cosa tra giocatori.

Prima volta per te in ottavi a Cincinnati e domani troverai Auger Aliassime. Avete giocato solo una volta a Madrid qualche mese fa, come vedi questa sfida?

Con lui è sempre una partita difficile. La scorsa volta a Madrid ha giocato sicuramente bene lui, non mi ha lasciato alcuna chance ma domani saranno condizioni diverse in una superficie differente. Oggi ha fatto una gran partita contro De Minaur, mi farò trovare pronto.

In Italia le aspettative sono sempre molto alte. Inoltre si fa molto presto a passare da entusiasmo a delusione e viceversa. Leggi ciò che viene scritto o cerchi di isolarti da tutto e tutti?

La pressione c’è e alla fine non è nemmeno un problema. Io cerco di vedere sempre il lato positivo delle cose, se ricevo molta attenzione vuol dire che sto facendo le cose in maniera giusta. Io conosco il percorso da seguire, oggi ho sbagliato delle cose che già da domani cercherò di migliorare. La pressione me la metto io perché voglio sempre vincere. È chiaro che in Italia c’è tanta pressione ma ora non mi addentro in questa questione.

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