WTA Indian Wells: Sharapova facile su Vika, Wozniacki e Ivanovic out, bene Pennetta, Errani fuori

WTA

WTA Indian Wells: Sharapova facile su Vika, Wozniacki e Ivanovic out, bene Pennetta, Errani fuori

Pubblicato

il

 
 

Terzo turno ad Indian Wells, Bouchard liquida Vandeweghe senza problemi, grande partita della Bencic che sorprende Wozniaki. Fuori Alize Cornet così come Madison Keys. Vittoria in due set anche per Flavia Pennetta che negli ottavi trova Maria Sharapova, vincitrice in due set di Azarenka. Niente da fare per Sara Errani, battuta dalla Lisicki

[6] E. Bouchard b. [30] C. Vandeweghe 6-3 6-2 (da Indian Wells, Vanni Gibertini)

 

Quando i tornei diventano importanti la canadese Eugenie Bouchard sembra riuscire sempre a trovare le giuste motivazioni ed aumentare a dovere i giri del suo motore. Dopo un buon esordio contro la ceca Hradecka, la n.7 della classifica WTA ha superato agevolmente anche l’ostacolo non banale rappresentato dall’americana Coco Vandeweghe, testa di serie n.30 e n.36 del ranking.

Una sola palla break concessa dalla canadese in tutto il match, nell’ultimo game del match, sulla quale la Vandeweghe ha sbagliato un comodo passante di rovescio a campo aperto, mancando così la sua unica occasione di provare almeno ad allungare, se non proprio a riaprire, un match che le era scappato via sul 3-3 del primo parziale quando ha subito un parziale di 12 punti a 3. Pungente al servizio e brillante in alcuni scambi, l’americana non ha saputo dare la giusta continuità al proprio gioco contro una Bouchard che come suo solito molto lesta a leggere la partita e sempre concreta nei momenti essenziali del match.

Dopo aver incamerato il primo set, Genie mette velocemente in cassaforte anche il secondo infilando una serie di 5 giochi consecutivi (dallo 0-1 al 5-1), e chiudendo poi al servizio dopo soli 65 minuti con un perentorio schema servizio-diritto.

Il tabellone per lei prevede un quarto turno non impossibile contro l’ucraina Lesia Tsurenko per poter sfidare nei quarti probabilmente la danese Caroline Wozniacki. “Penso di aver giocato con lei in Fed Cup (nel 2013 a Kiev sulla terra vincendo in due set n.d.r.), ma quegli incontri sono di solito piuttosto particolari, per cui fanno testo solo fino ad un certo punto – ha detto la Bouchard dopo il match, e dopo una sessione di palestra cui l’ha sottoposta il suo nuovo allenatore Sumyk prima degli impegni con la stampa – ha già ottenuto due belle vittorie qui, per cui dovrò giocare al meglio per portare a casa il match”.

[15] F. Pennetta b. [21] S. Stosur 6-4 6-2 (da Indian Wells, Vanni Gibertini)

Con la sesta vittoria su sei incontri nei confronti dell’australiana Sam Stosur, Flavia Penetta è riuscita a raggiungere per la seconda volta consecutiva gli ottavi di finale nel BNP Paribas Open di Indian Wells. Partita non bella, quella che ha visto la brindisina prevalere sulla campionessa degli US Open 2011: troppi gli errori da ambo le parti, molto spezzettato il gioco che non è riuscito ad entusiasmare i pochi spettatori presenti sullo Stadium 2 in una serata decisamente piacevole dopo la calura soffocante del pomeriggio.

Appare subito evidente che le due giocatrici si conoscono a menadito e cercano con insistenza i rispettivi punti deboli: Flavia evita con cura il rovescio slice dell’australiana, prediligendo parabole alte ed arcuate sulla “diagonale diritta”, mentre Sam prova a buttare fuori dal campo l’avversaria attraverso traiettorie molto angolate e con il suo celebre servizio in kick. La Pennetta sembra uscire meglio dai blocchi, se la gioca sui primi turni di servizio dell’avversaria, ma non riesce ad approfittare di due doppi falli della Stosur nel terzo game, finendo poi per perdere lei stessa il servizio nel gioco successivo, facendosi rimontare da 40-15. Per sua fortuna però la brindisina evita l’1-4 trovando finalmente l’anticipo di rovescio sul servizio esterno da sinistra della Stosur ed ottenendo l’immediato controbreak. Sul 4-3 Stosur, la Pennetta si salva da due pericolose palle break (una delle quali cancellata da una splendida stop volley di diritto) e poi infila una serie di cinque giochi consecutivi che la mandano sul 6-4, 2-0. Ci sarebbero anche tre palle per il 3-0 pesante, ma lì Sam mette sempre la prima e riesce a fermare l’emorragia rimanendo nella scia dell’avversaria. Nel gioco successivo l’ultimo momento di difficoltà per l’italiana, che deve salvarsi dallo 0-40, ma con un ace e quattro belle prime di servizio si invola sul 3-1 e da lì fino al 6-2 finale in appena 75 minuti.

Il primo set credo avrei dovuto vincerlo per 6-1 – ha commentato Flavia – All’inizio non ho giocato benissimo, lei aggressiva, ma poi alla fine ho preso le misure“.

In semifinale per la campionessa uscente Pennetta ci sarà la n.2 al mondo Maria Sharapova, con la quale ha vinto gli ultimi due scontri diretti (2-2 il computo totale dei precedenti) che però risalgono al 2009 ed al 2011.

[24] S. Lisicki b. [11] S. Errani 6-4 6-2 (da Indian Wells, Fabio Gibertini)

L’ultimo match del tabellone femminile a scendere in campo quest’oggi vede la nostra Sara Errani opposta a Sabine Lisicki. La nostra giocatrice, titolare di una testa di serie più pregiata in virtù della sua miglior classifica, è però in svantaggio nei confronti diretti per 2-1 e soprattutto nel corso del 2014 ha perso entrambi i due precedenti sul cemento outdoor.

L’incontro inizia subito con intensità e si ha l’impressione che entrambe le giocatrici siano scese in campo ben centrate, non ci sono però strappi per i primi sei game in cui non si vedono palle break. Un inizio di questo genere è sembrato buono per Sara che da subito ha cercato di entrare nello scambio e spostare la sua avversaria per non darle modo di fare la differenza con la sua maggiore potenza, mentre al contrario la tedesca ha da subito forzato sia con il servizio (con velocità spesso superiori ai 180 km/h) che con la risposta senza curarsi particolarmente degli errori. A conferma di ciò la nostra giocatrice nel settimo gioco raccoglie i frutti degli altalenanti colpi della sua avversaria che tra vincenti e errori, alla quinta opportunità nel game, concede il break su una bella smorzata di Sara al termine di uno scambio prolungato. E qui avviene certamente la svolta: Lisicki chiama in campo il coach (papà Richard) che evidentemente le consegna la pozione magica di Asterix o semplicemente fa un ottimo reset dei suoi colpi. Al rientro in campo il parziale è di quelli che non lasciano scampo e conquistando 12 dei successivi 15 punti (l’ultimo dei quali con un nastro mortale) Sabine si aggiudica il primo set per 6-4 e si prepara al secondo tutta l’inerzia in suo favore.

Dopo l’ingresso del padre la percentuale di errori da fondo e in risposta è diminuita lasciando il posto ai sempre più frequenti winner. A inizio secondo sembra finita quando la ex finalista di Wimbledon allunga sul sul 2-0 e la Errani non sembra poter mettere in campo le giuste contromisure, ma Sara non molla e approfitta di un attimo di pausa della sua avversaria per respirare sul 2-2. E’ però un fuoco di paglia e nel game successivo riprende il ritmo la giocatrice tedesca che sempre più in fiducia risponde senza paura giocando per il vincente anche sulle prime di servizio della Bolognese, aiutata, peraltro, dalle sempre modestissime velocità prodotte da Sara con quel colpo. A questo ulteriore allungo non c’è opposizione e quattro giochi consecutivi segnano il definitivo 6-4 6-2 in 1h e 12′ e consegnano il pass per gli ottavi di finale alla meritevole tedesca. Finisce così questa avventura californiana per la ventisettenne emiliana che quest’oggi, ancorché tenace come sempre nulla ha potuto contro una avversaria dalla maggior cilindrata i cui colpi non sono stati frenati a sufficienza dal pur ruvidissimo cemento dell’Indian Wells Tennis Garden.

[31] B. Bencic b. [4] C. Wozniaki 6-4 6-4 (Cesare Alfieri)

Giù il cappello di fronte alla partita di Belinda Bencic. Diciotto anni da pochi giorni, un regalo di compleanno più bello non poteva farselo. Prima vittoria contro una top-five e primo risultato di (grandissimo) rilievo in un 2015 sin qui avaro di soddisfazioni ma, soprattutto, riscatto pieno dal doppio bagel subito l’anno scorso contro Caroline ad Istanbul. La partita è stata molto bella – ovviamente, se piace il tennis femminile contemporaneo, fatto di gioco piatto e colpi potenti dal fondo. Le giocatrici – perché Caroline, pur sconfitta, non è stata da (molto) meno – hanno cercato le righe, e le hanno spesso trovate. Il numero di vincenti delle due contendenti è simile, ma ai 20 vincenti della danese fanno riscontro ben 39 (!) errori non forzati.

Sarebbe un errore forzato, però, concludere che Caroline abbia giocato male. Non è stata più fallosa del solito perché in cattiva giornata (tralasciando il servizio: otto doppi falli per lei). I suoi errori sono stati spesso la conseguenza della profondità dei colpi della sua avversaria. Una Giorgi, che ha trovato però quasi sempre il campo, e raramente è andata fuori giri. Certi recuperi di Caroline sono stati ammirevoli: su tutti, l’highlight è un lob difensivo in recupero a scavalcare la Bencic a rete nell’ottavo gioco del secondo set. Ma la consueta solidità difensiva non è bastata contro una giocatrice che anticipava costantemente i colpi, comandava lo scambio da fondo e aggrediva la seconda di servizio della danese.

Così, la Wozniacki ha ceduto il servizio nel quinto gioco del primo set, si è salvata nel settimo (quando la Bencic ha mancato due palle break) e ha contro-brekkato nell’ottavo. Il servizio perso a 15 è stato l’unico momento di momentaneo appannamento della svizzera. Nel game successivo, alla prima occasione, ha tolto ancora il servizio alla danese e, da lì in poi, ha mostrato una solidità da veterana sino alla fine dell’incontro. Nel secondo set, la teen svizzera non ha più concesso alcuna opportunità, chiudendo con un doppio 6-4.

Ad altri il compito di sciogliere il dilemma se giochi “come Martina Hingis” (Li Na) o se invece siano “simili, ma diverse” (la Hingis stessa). Si è rivista però, in questa notte italiana, la ragazza capace di scalare ben 179 posizioni nel ranking WTA nel 2014, raggiungendo i quarti agli US Open. Con la connazionale Timea Bacsinszky, tra le giocatrici più brillanti in questi primi mesi del 2015 (non perde una partita da gennaio, e qui a Indian Wells ha eliminato la Makarova), la svizzera al femminile è “on fire”.

[Q] L. Tsurenko b. [20] A. Cornet 7-5 1-6 6-2 (Cesare Novazzi)

La testa di serie numero 20, Alize Cornet, affronta Tsurenko, tennista ucraina proveniente dalle qualificazioni. Entrambe le giocatrici scendono in campo cercando lunghi scambi da fondo prima di trovare l’accelerazione vincente. La tennista ucraina è più rapida e coglie il vantaggio al quinto gioco e così, rotto l’equilibrio, il match si fa più vivace. Finalmente Cornet cerca maggiormente gli angoli trovando il controbreak al decimo gioco, complice un nastro amico. Ma è solo un fuoco di paglia: al turno successivo la francese perde il servizio a zero e poi l’ucraina chiude il set con il primo punto ottenuto direttamente con il servizio.

Nel secondo parziale inizia la francese al servizio adottando un gioco più aggressivo. La tattica paga e Cornet sale rapidamente 3 a 0 prima di chiudere 6 a 1, con una Tsurenko poco solida e poco concreta soprattutto nei propri turni di servizio. Nel set decisivo l’ucraina ritrova il suo gioco, mentre la francese è troppo distratta e commette errori incredibili sia da fondo che a rete. Così Tsurenko sale 4 a 0, con un doppio fallo Cornet sulla palla break. La francese tenta di rientrare recuperando un turno di servizio, ma non basta e l’ucraina chiude il match 6 a 2, ancora con un errore della tennista d’oltralpe che mette in rete uno smash a rimbalzo. Continua la corsa di Tsurenko che dopo aver battuto la testa di serie numero 9 Andrea Petkovic, elimina anche Cornet e incontrerà agli ottavi di finale Eugenie Bouchard.

[25] C. Garcia b. [5] A. Ivanovic 6-2 5-7 6-2 (Michele Gasperini)

Nel quarto match programmato sullo “Stadium 2”, ad Indian Wells, la 21enne francese Caroline Garcia affronta la ex No.1 del mondo Ana Ivanovic, valevole per il terzo turno del torneo californiano, replica della semifinale di Monterrey di 8 giorni fa, che ha visto la vittoria contro pronostico della transalpina in due rapidi set.

Il primo set conferma le difficoltà patite dalla serba (vincitrice qui nel 2008) nel recente head to head: contratta, piuttosto lenta, fallosa e poco incisiva da fondo e soprattutto molto deficitaria al servizio. Ma va reso il giusto merito a Caroline Garcia, molto aggressiva, sicura, concentrata, devastante: la francese prende il comando delle operazioni appena ne ha la possibilità, muovendo sapientemente la serba, martellandola con il servizio e i suoi pesantissimi colpi di rimbalzo.
La No.28 del mondo domina in lungo e il largo la prima frazione, breakkando due volte Ivanovic e chiudendo senza appello 6-2 la prima frazione.

Il secondo set parte sulla falsariga del primo, con la francese sempre estremamente in palla e Ivanovic in perenne difficoltà alla battuta: nei suoi primi tre turni di servizio, la serba è costretta a salvarsi prima da 0-40, poi da 15-30 e poi da 15-40. Riuscirà ad annullare tutte e sei le palle break concesse, rimanendo avanti in qualche modo nonostante la netta superiorità del momento della sua avversaria.
Dopo un paio di game interlocutori, si arriva sul 4-4 30-30 servizio Ivanovic, con la giovane transalpina vittima di un grave errore del giudice di linea, il quale valuta fuori una palla quasi definitiva della francese, dovendo così ripetere il punto. La No.28 del mondo trova comunque due punti straordinari, prima con un devastante diritto inside-out e poi chiudendo con una gran volée di rovescio in allungo, nonostante un incredibile passante di dritto lungolinea in corsa giocato dalla Ivanovic, che la porteranno a servire per il match.
La vincitrice del Roland Garros 2008 reagisce da campionessa, e nel gioco successivo controbreakka a 15 la sua avversaria, approfittando anche delle poche prime palle servite nel game dalla Garcia.
Ivanovic salva una pericolosissime palla break anche nell’11° gioco (saranno 6 break point salvati su 7, nel parziale) , innalzando la qualità del proprio servizio, con la serba che fa valere tutta la sua classe ed esperienza nei punti chiave.
Nel game successivo, trova quattro punti diretti fenomenali alla risposta, chiudendo al quarto set point grazie ad un non forzato di dritto in mezzo alla rete di Garcia.

Il terzo set parte con l’inerzia che sembra, ragionevolmente, essere tutta dalla parte della ex No.1 del mondo, peraltro in netta ripresa anche dal punto di vista del gioco, e con la francese in flessione, soprattutto mentalmente: la serba smentisce questi ragionamenti, commettendo tre doppi nel game inaugurale del set decisivo, regalando il break Garcia. Ma la francese la imita, restituendolo immediatamente con 3 errori molto evidenti da fondocampo.
I due game successivi saranno molto combattuti, con entrambe le contendenti costrette a salvare palle break ma che alla fine salveranno, portando a casa la battuta. Il 5° game è il momento decisivo del parziale e dell’incontro: Ivanovic torna a servire con percentuali di prime insufficienti, e la francese ne approfitta subito, tornando ad imporsi come ad inizio match con i suoi poderosi colpi da fondo, soprattutto con il dritto: break.
Nel game successivo la tennista di Belgrado ha un ultimo scatto di orgoglio, grazie al quale riesce a procurarsi due palle break: la Garcia è implacabile, le annulla entrambe grazie al servizio e il diritto e vola sul 4-2.
Qui crollano le ultime resistenze di Ana Ivanovic, che cederà il proprio game di battuta nel gioco successivo, con Caroline che chiuderà con il proprio servizio con il punteggio di 6-2 5-7 6-2 dopo poco più di due ore, estromettendo così la giocatrice con la testa di serie più alta eliminata fino ad ora.

Grandissima prestazione della francese, la quale è riuscita a portare a casa una partita inizialmente dominata, che non ha saputo chiudere sul finire del secondo set e che poi sembrava perduta, ad inizio terzo set, mostrando, oltre ad una superba capacità di generare un’industriale quantità di vincenti con entrambi i fondamentali da fondo e con il servizio, una notevolissima forza mentale, mettendo in luce tutto il suo straordinario potenziale.
La transalpina affronterà, in ottavi di finale, Sabine Lisicki, vincitrice contro Sara Errani.
Ivanovic insufficiente, nel complesso: prima ora, in particolare, da cancellare completamente. Troppo discontinua e fallosa, soprattutto con il servizio: solo un guizzo di orgoglio, di classe e di esperienza nel finale del secondo set le hanno impedito di perdere in due parziali. Fermo restando che con questa Garcia la sconfitta ci può stare. La serba avrà modo di rifarsi, fra qualche giorno, a Miami.

[18] J. Jankovic b. [16] M. Keys 5-7 6-4 6-3 (Ciro Battifarano)

Match bello ed emozionante tra Jankovic e Keys: non usuale vedere nel femminile due giocatrici che si fronteggiano a viso aperto. Il tipo di gioco lo decide prevalentemente la giovane americana, forte delle sue devastanti accelerazioni di diritto, che non consentono alla serba di tirarsi indietro dalla sfida all’attacco.

Primo set equilibrato con Keys che si porta per due volte avanti di un break nel quinto e nel nono gioco ma in entrambe le occasioni concede immediatamente il contro-break, subendo ripetuti attacchi di Jankovic sulla seconda di servizio. L’americana conquista nell’undicesimo gioco nuovamente il break, che riesce questa volta a confermare a confermare aggiudicandosi il primo set per 7-5.

Nel secondo set la serba alza la percentuale di prime palle ma, contro la rapidità di esecuzione dell’avversaria, fatica nei primi giochi a tenere il servizio, concedendo il break già al terzo gioco. In vantaggio di un set ed un break, l’americana sembrerebbe avviata ad una facile vittoria ma, complici un suo calo  di ritmo e qualche errore di troppo col rovescio, fa rientrare in partita Jankovic che, dal canto suo e della sua esperienza, inizia a variare di più il gioco, conquista l’immediato contro-break  e mantiene facilmente i propri turni di battuta fino a realizzare il break che decide il set al decimo gioco.

Il terzo e decisivo set inizia con una Keys rabbiosa che conquista i primi dieci punti. Avanti di un break e 0-30 sul servizio della serba, l’americana sembra ancora una volta prossima alla vittoria ma è bravissima Jankovic a restare ancorata al match, mantenendo il servizio nel terzo gioco, nonostante due doppi falli ed annullando due palle break. L’americana inizia a vacillare e questa volta definitivamente: agli errori di rovescio iniziano ad affiancarsi quelli di dritto che le costano il contro-break nel sesto gioco ed il decisivo break a zero nell’ottavo. Jankovic chiude il set (ed il match) sul 6-3 con dieci punti consecutivi, così come lo aveva iniziato Keys. Una Jankovic in grande spolvero che, come ha detto nell’intervista a fine incontro (quasi commossa e con un sorriso che non le vedevamo da tempo), ha fatto valere la sua esperienza su una Keys che si conferma comunque ad alti livelli. La serba incontrerà al prossimo turno Belinda Bencic.

[2]M. Sharapova b. V. Azarenka 6-4 6-3 (Giulio Fedele)

Ci si poteva aspettare di più, sul piano del punteggio, per quanto riguarda il big match che tutti aspettavano ed avevano pronosticato sin dall’uscita del sorteggio. Ed invece Maria Sharapova, testa di serie numero 2, che qui ad Indian Wells uscì proprio al terzo turno l’anno scorso con la nostra Camila Giorgi, è riuscita a domare in due set la rientrata Azarenka, che dopo l’ottima Melbourne voleva dimostrare di essere allo stesso livello delle grandi. Partita che invece non ha deluso sul piano del gioco: essendo le due giocatrici molto simili e conoscendosi, gli scambi hanno regalato sempre qualche sussulto, anche perché se si voleva fare il punto, si doveva cercare di “alzare l’asticella” con le accelerazioni e con colpi più penetranti.

E Viktoria Azarenka era riuscita anche a passare in vantaggio nel primo set. Aveva mancato due precedenti palle break nei game iniziali, ma nel settimo gioco la pressione messa all’avversaria aveva portato i primi frutti. Fino al 4-3 la bielorussa è sembrata solida al servizio, ma da quel punto in poi la russa ha infilato una striscia consecutiva di 3 game, chiudendo il set. Il ribaltamento è avvenuto in parte anche sul piano psicologico: infatti Maria ha recuperato da 40-15 portando il game al deuce e poi strappando il controbreak immediato. Se Azarenka avesse trasformato una sola delle due palle game per il 5-3, probabilmente staremmo parlando di un’altra partita.

Tale ribaltamento è poi continuato per tutto il secondo set, quando Sharapova si è involata facilmente fino al 5-1. Non ancora convinta di essere sconfitta, Azarenka ha strenuamente lottato cancellando addirittura 5 matchpoint (e quasi riusciva a cancellare anche il sesto), recuperando due game. A quel punto però la russa ha chiuso la pratica. Ora per Sharapova c’è la detentrice del titolo, Flavia Pennetta, sperando che il miracolo italiano ad Indian Wells possa continuare.

I risultati
[6] E. Bouchard b. [30] C. Vandeweghe 6-3 6-2
[18] J. Jankovic b. [16] M. Keys 5-7 6-4 6-3
[2] M. Sharapova b. [32] V. Azarenka 6-4 6-3
[25] C. Garcia b. [5] A. Ivanovic 6-2 5-7 6-2
[15] F. Pennetta b. [21] S. Stosur 6-4 6-2
[Q] L. Tsurenko b. [20] A. Cornet 7-5 1-6 6-2
[31] B. Bencic b. [4] C. Wozniaki 6-4 6-4
[24] S. Lisicki b. [11] S. Errani 6-4 6-2

Continua a leggere
Commenti

Flash

WTA Parma: Kovinic ferma Paolini, prima semifinale WTA in stagione. Avanti anche Sherif

L’azzurra non riesce a centrare una vittoria che, alla vigilia, non pareva un traguardo così irraggiungibile. Il torneo emiliano resta senza italiane

Pubblicato

il

Jasmine Paolini - WTA Palermo 2022 (foto Ufficio Stampa)

D. Kovinic b. J. Paolini 6-4 6-4

Con la sconfitta di Jasmine Paolini, l’Italia saluta definitivamente il tabellone di singolare del Parma Ladies Open. In entrambi i set è fatale il nono game per la 26enne nativa di Castelnuovo di Garfagnana, che cede con un doppio 6-4 a Danka Kovinic. La montenegrina raggiunge così la sua prima semifinale in stagione nel circuito WTA, dove aspetta di conoscere il nome della sua avversaria. Grazie a questo risultato è già certa di guadagnare 12 posizioni in classifica, issandosi almeno al numero 66. Tre passi avanti invece per Paolini, che passa da n°79 a n°76.

IL MATCH – L’inizio di partita è subito molto combattuto, con ben 24 punti giocati nei primi due game. Paolini serve per prima e, alla seconda occasione, perde subito la battuta, ma nel secondo gioco vola immediatamente sullo 0-40. Kovinic è brava a risalire e a costruirsi complessivamente tre opportunità per il 2-0, ma alla quinta chance complessiva l’azzurra trova un importante contro-break: 1-1. L’incontro scivola via più rapidamente, con le due giocatrici che incontrano meno difficoltà a tenere i propri turni di servizio fino al 3-3, quando è nuovamente Paolini a sbandare. La montenegrina trova il break a zero ma, al momento di allungare, le tocca la stessa sorte: l’italiana reagisce e, a sua volta, breakka senza concedere un punto alla sua rivale. La striscia di break però si allunga e questa volta, seppur con grande fatica, Kovinic non si fa pregare, chiudendo 6-4 la prima frazione.

 

La numero 78 del mondo, sul 5-4 e servizio, è costretta ad annullare nuovamente tre palle break (non consecutive), ma questa volta è brava a rimanere più solida nei momenti importanti. L’avvio di secondo set, seppur con meno lotta, è identico al primo, con subito break e contro-break. Paolini è costretta a salvare altri tre break point tra il quinto e il settimo gioco, riuscendo però a mantenersi avanti nel punteggio. Sotto 3-4 Kovinic rischia di crollare, ma riesce nuovamente a rimontare da 0-40, agganciando la sua avversaria sul 4-4  alla seconda possibilità. L’occasione mancata si fa sentire e la numero 79 del mondo è costretta a cedere la battuta per la quinta volta nel match, questa volta a zero. La montenegrina non si fa pregare e, con una delicata smorzata di dritto, vince 6-4 6-4 dopo un’ora e 36 minuti di battaglia. Nonostante una vistosa fasciatura al polpaccio, la 27enne di Cettigne raggiunge così la sua prima semifinale in stagione a livello WTA. Ad attenderla ci sarà Maria Sakkari, numero uno del seeding, oppure Maryna Zanevska.

M. Sherif b. L. Davis 7-6 6-3

Nell’ultimo quarto di tabellone – orfano di Martina Trevisan, eliminata all’esordio da Sara Sorriber Tormo – è Mayar Sherif a staccare il pass per le semifinali. L’egiziana ha eliminato ai quarti Lauren Davis, giustiziera di Sara Errani al primo turno, in due set combattuti. Salvo uno scambio di break tra il terzo e il quarto gioco, il primo set ha sempre seguito l’ordine dei servizi, con la statunitense brava ad annullare alla sua avversaria tre chance di break tra il settimo e il nono gioco.

Nel complesso, comunque, si registrano pochi acuti in risposta per le due giocatrici: il primo parziale non può che decidersi al tie-break. Sherif domina in lungo e in largo, portandosi in un lampo sul 4-0 e archiviando poi 7-6 (2) il set. Davis paga la frazione persa in avvio di secondo, capitolando sotto 0-3. La numero 99 del mondo prova a dare un ultimo sussulto al match, recuperando il break di svantaggio e arrampicandosi fino al 2-3. Qui, però, l’egiziana riprende il comando delle operazioni, tornando a condurre prima sul 5-2 e, poco dopo, chiudendo 7-6 (2) 6-3. In semifinale troverà la vincente del derby rumeno tra Ana Bogdan e Irina-Camelia Begu, rispettivamente numero 6 e 3 del tabellone.

Il tabellone completo del WTA250 di Parma

Continua a leggere

Flash

WTA Parma: a vincere è l’esperienza di Begu, il gioiello di Paoletti però brilla sempre di più

La 19enne perugina fa intravedere spunti da futuro roseo, ma il dritto e il servizio della rumena delineano la differenza nei momenti concitati. 12° successo in fila sul rosso per la n. 33 WTA

Pubblicato

il

Matilde Paoletti - Palermo 2022 (foto Palermo Ladies Open)

[3] I. C. Begu b. [WC] M. Paoletti 6-4 6-4

L’Italia del tennis femminile ha avuto in questa fredda serata emiliana, la conferma di avere tra le mani un gioiello dal potenziale ancora indecifrabile nella sua totalità – se sarà un diamante, solo il tempo ce lo dirà -, e che potrebbe essere in grado di rinverdire i fasti gloriosi della racchetta delle Ladies italiche. Lungi da noi mettere eccessiva pressione sulle spalle di una giovane 19enne perugina o paragonarla alle dive del passato, ma quello che ha mostrato Matilde Paoletti nel match contro Irina Camelia Begu va ben oltre il – seppur assolutamente significativo – “giocar bene” e fornire una performance importante alle prime esperienze di alto livello nel tennis professionistico. Perché la classe 2003, che si allena presso il Centro Federale di Formia, ha dimostrato di possedere uno stile decisamente completo per quelli che sono i canoni del tennis moderno e soprattutto di poter rappresentare un progetto tecnico diametralmente opposto a quello a cui ci hanno abituato le nostre Girls nel post: Pennetta, Vinci, Errani e Schiavone.

Non sulla stregua delle “trottoline” – l’unica eccezione è Camila Giorgi -, sì forti di gambe che però comunque devono necessariamente impregnare il loro gioco di un’accentuata fase difensiva per essere competitive; ma una giocatrice che fa del servizio e del dritto le sue armi principali ed imprescindibili. A ciò abbina anche un signor rovescio, ed in particolar modo una tenuta mentale da fare invidia per la sua età. La capacità di coprire il campo poi, per una delle sue leve, è più che ottima. Chiaramente bisogna lavorare sulla consistenza da fondo, ma l’istinto alla propensione offensiva, alla spinta e al dominio del punto, con un focus tattico che non si fa distogliere dalla prima tramontana che passa; è una bella base di partenza. Che migliori, il futuro è suo. Nel frattempo ha tenuto testa ad una, esperta come la 32enne di Bucarest che con il successo odierno, conseguenza di un dritto e di una battuta implacabili quando più contava, è arrivata a quota 12 vittorie consecutive su terra – prima di questo torneo, ha trionfato all’ITF 125 di Budapest senza perdere set – e che vuole ripercorrere le orme palermitane. Dal canto suo Matilde fa fruttare ancora una volta la wc concessale dalla Federazione: dopo le prime prime vittorie a Palermo nelle quali, a Parma si è spinta anche oltre e questo è certamente solo l’inizio. Al prossimo turno, il primo quarto di finale della parte bassa, sarà stracittadina rumena per Begu: ad attenderla, infatti, ci sarà la tds n. 6 Ana Bogdan.

 

IL MATCH – Nell’ultimo incontro di giornata al Parma Ladies Open, in una cornice di pubblico non di quelle che si vedono nelle grandi occasioni – tutt’altro, pochissimi i seggiolini occupati, forse anche a causa della temperatura rigida, scesa di colpo nella serata emiliana – si affrontano la nostra Matilde Paoletti opposta alla tds n. 3 del torneo emiliano: la rumena Irina Camelia Begu. La classe 2003 perugina è forse tra le tenniste, su cui è riversato il maggior interesse nazionale tra le giovani ragazze italiche che si stanno affacciando al Tour professionistico. Infatti, grazie al suo metro e 80, si distingue e distacca pienamente dal prototipo italiano, ora in voga nel tennis femminile: grande efficacia in battuta, sfruttando a dovere le sue lunghe leve, accompagnata da un’ottima propensione alla solidità e allo stesso tempo alla spinta con i suoi fondamentali di rimbalzo. Curiosamente la sua avversaria odierna, è una giocatrice che per caratteristiche ricorda molto la 19enne azzurra. La 32enne di Bucarest, chiaramente però può contare su un’esperienza ai massimi livelli del circuito, anche per una questione puramente anagrafica, assolutamente non paragonabile con quella agli albori della propria carriera della giovane nativa del capoluogo umbro.

La prima parte del match è difatti, condizionata e determinata, proprio dal fattore abitudinale a calcare certi palcoscenici: il primo momento di rottura arriva nel terzo gioco, dove sul 30-30 due doppi falli consecutivi dell’italiana spianano la strada al primo break dell’incontro. Sempre un doppio errore al servizio, tuttavia, dà il là al contro-break immediato con la rumena che si fa male un po’ da sola anche a causa di alcuni errori banali in lunghezza uscendo dal servizio. Ciò nonostante, meriti a Matilde per essersi fatta trovare pronta quando serviva, questa sua puntualità è dimostrata perfettamente da una risposta profonda e solida. Ma Irina Camelia, come detto, non è una alle prime armi – anzi – e senza scomporsi minimamente si va a riprendere subito il vantaggio nel quinto game, breakkando addirittura a 0 (3-2). Bisogna comunque sottolineare, come non ci siano state per nulla gravi disattenzioni della “nostra” nel concedere il break, ma che il nuovo strappo sia dipeso esclusivamente dall’eccezionale consistenza della n. 33 WTA, che ha costretto Paoletti a doversi disimpegnare sempre con un ulteriore colpo per vincere un quindici.

Ebbene questo è sostanzialmente il leitmotiv di tutto il parziale, con la n. 366 del mondo a fare la partita in continua spinta da fondo, comandando le operazioni di ogni scambio, e dall’altro lato a contro bilanciare l’estrema solidità difensiva di Begu. La 19enne italiana tiene benissimo il campo, ma come è facilmente intuibile, non è pensabile che in questa fase della sua carriera forzi a tutto gas attraverso le accelerazioni, senza incorrere in qualche gratuito. Tra settimo e ottavo game, altre tre palle break si materializzano: una a favore dell’ex n. 22 del ranking mondiale per il doppio break, annullata meravigliosamente dalla wc di casa che è bravissima nel tirare su dalle sabbie mobili un game quasi perso dimostrando tutta la sua tempra e il proprio attaccamento alla partita, e due per riequilibrare la contesa cancellate dalla prima di servizio da Bucarest. Matilde non molla neanche un punto, e come Paolini nel match precedente, prima mette in mostra tutta la sua forza di volontà frantumando un set point, per poi accorciare sul 4-5. La terza forza del torneo riesce comunque a mettere fine al parziale senza dover affrontare ulteriori insidie facendo affidamento al suo “essere veterana”: a 30 il suo ultimo turno di servizio, per il 6-4 in 51 minuti.

Nonostante il set perso, ripetiamo, prova assolutamente di livello e degna di un appuntamento WTA per la giovanissima azzurra: ha fatto vedere il suo tennis in toto, il dritto – sua arma principale – in tutte le sfaccettature possibili ed immaginabili, dagli strettini alle debordanti fiondate a sventaglio. Anche il rovescio è un ottimo colpo, non solo in tenuta, ma pure in spinta, ed infine ha fatto perfino vedere di possedere buona manualità negli approcci in slice. Nel frattempo una nervosa Begu, o comunque non soddisfatta appieno della propria performance odierna, prima si copre il volto tra un set e l’altro con il suo berretto – non Matteo nazionale, ma un semplice cappellino – giallo e poi dopo aver rotto le corde della racchetta, scaraventa il suo attrezzo rabbiosamente verso il campo. Questo nervosismo è per certi versi propedeutico per la rumena, che rinsavisce dal piattume passivo nel quale era entrato il suo gioco innalzando i giri del motore in termini di velocità delle sbracciate da fondo. Specialmente di dritto, con questo fondamentale tira fuori tre vincenti lungolinea che gli regalano il 3-0 “pesante”. Irina Camelia dà però seguito a qualche sensazione negativa percepita sul suo stato, confermando che non tutto è al proprio posto, rimettendo in partita la padrona di casa con un gentile cadeaux.

A questo punto, sulle ali dell’entusiasmo per il break omaggiato dall’avversaria, l’ex n. 17 junior prova il forcing finale per rientrare completamente nel match: è autrice dell’incredibile e spettacolare punto partita, con un’eccezionale arpionata di rovescio sullo smash al volo rumeno. Ma ancora una volta, la prima della 33 del mondo toglie quest’ultima d’impiccio. (4-2 Begu). La ragazza italica che è seguita dal Centro Federale di Formia, dà riprova del suo invidiabile atteggiamento, che le permette di rimanere sempre “connessa” dentro la partita e di navigare nel fluttuante mare che è un incontro di tennis, senza essere travolta dalle intemperie del momento ed essendo in grado di tener fede al proprio piano tattico qualunque cosa accada. Annulla anche due match point Paoletti ma al terzo deve cedere, per il 6-4 finale a favore di Begu – la quale negli ultimi scampoli del match ha sostituito, come luogo metaforico di rifugio dalla realtà circostante affinché potesse mantenere intatta la propria concentrazione, il cappellino con il classico asciugamano – dopo 1h42’ di una prova alquanto positiva della nostra giovane promessa.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI PARMA

Continua a leggere

Flash

WTA Parma: tempra inossidabile per una Paolini d’acciaio, ma quante chance mancate da Cocciaretto

Elisabetta propone un tennis più vario, con molte soluzioni, ma paga il 5 su 20 nella concretizzazione delle palle break. Ne approfitta Jasmine, che trova gusto nel rimontare

Pubblicato

il

Jasmine Paolini - Parma Ladies Open 2022 - Credits Daniele Combi

J. Paolini b. E. Cocciaretto 4-6 6-3 6-4

Ci ha preso gusto, oramai, a vincere di rimonta Jasmine Paolini, a trionfare soffrendo. Dopo aver passato in campo 2h21’ di gioco, sul Centrale del Tennis Club Parma, per avere la meglio sulla quartofinalista dell’ultima edizione di Wimbledon Julie Niemeier, le è servito lo stesso kilometraggio temporale con l’aggiunta di un minuto, per superare la connazionale di cinque anni più giovane Elisabetta Cocciaretto. Lo score finale recita 4-6 6-3 6-4 in, appunto, 2h22’. Un risultato però, per ampi tratti della partita andata in scena, bugiardo rispetto alla prestazione mostrata dalla marchigiana. Il dato emblematico, che rappresenta alla perfezione la mole di tennis messa a disposizione del mattone tritato romagnolo da parte della 21enne di Ancona, ma allo stesso tempo ciò che le è mancato per andarsi prendere realmente la partita; è quello relativo al cinismo nel far fruttare la quantità industriale di palle break che si è procurata. Infatti Betta, ha concretizzato soltanto 5 dei – udite, udite – 20 break point offerti gentilmente dall’avversaria, ma anche costruiti di forza a suon di soluzioni pregiate e raffinate. Variazioni, che tuttavia si sono frantumate in mille pezzi dinanzi all’agonismo inossidabile di Jas e che hanno fatto da cornice al solito derby azzurro tra sfidanti “trottoline”, con i servizi ovviamente viziati da una sfilza di break (11 in tutto il match). Ai quarti del Parma Ladies Open per Paolini ci sarà la montenegrina Danka Kovinic (n. 78 WTA), esattamente un posto avanti in classifica alla 26enne toscana.

IL MATCH – Primo set molto equilibrato e disputato dinanzi ad una non foltissima cornice di pubblico. Parte bene Cocciaretto che strappa il servizio alla sua connazionale alla quinta palla break costruita. Paolini si rifà subito nel turno di battuta successivo, ma la precarietà della prima di servizio da una parte e dall’altra rende spigoloso il percorso di entrambe. E’ Paolini la giocatrice più in affanno sul suo turno di battuta e sarà costretta ad annullare ben sette palle break. La svolta nel primo set, arriva dopo 40 minuti quando Cocciaretto aumenta la qualità dei suoi colpi e costringe Paolini alla resa nel corso del nono gioco. Il break viene consolidato immediatamente dalla n. 98 del ranking che al primo set point chiude 6-4

 

Nel secondo set, Cocciaretto avrebbe immediatamente l’occasione per ammazzare la partita, anzi ben tre, issandosi 0-40 nel game iniziale della seconda frazione. Qui però, ad un passo dal precipitare nel burrone, Paolini riesce a salvarsi miracolosamente facendo affidamento a tutta la sua caparbietà agonistica. Tuttavia questo turno di servizio tenuto in piedi in extremis dalla 26enne di Castelnuovo di Garfagnana, si rivelerà soltanto un unicum nell’andamento intrapreso dal parziale. Infatti, dopo che la 21enne di Ancora porta a casa, a quindici, il proprio game alla battuta inaugurale del set, viene dato il via libera al Festival “dei servizi strappati”, con addirittura un filotto di quattro break consecutivi, che hanno fissato così il punteggio a metà score sul 3-3 in perfetto equilibrio. Il match sembrava decisamente ben indirizzato nelle fauci della n. 98 WTA, invece quel sesto game – del secondo set – in cui Elisabetta pur andando avanti 30-15, non è riuscita consolidare il vantaggio ma anzi si è fatta rimontare subendo un nuovo contro-break e dimostrandosi anche non cinica nello sfruttare due possibilità di 4-2 – cedendo al contrario, ai vantaggi, il fondamentale d’inizio gioco alla seconda chance -; può aver di fatto cambiato l’inerzia della contesa e riscritto le pieghe della sfida. Questo perché, nell’ottavo gioco sul 4-4, la classe 2001 marchigiana si è vista sottrarsi per la terza volta nel parziale il proprio gioco di servizio, dando il là alla conquista della frazione da parte della tennista toscana; la quale nonostante sia stata costretta a ricorrere al terzo set point, in qualche modo è riuscita nell’intento di trascinare la contesa al set decisivo: 6-3 in 45 minuti per la n. 79 del ranking mondiale.

Coccia rischia di capitolare definitivamente, nel game d’apertura della frazione finale ritrovandosi a dover rincorrere dal 15-30; tuttavia aggrappandosi al match con tutta la sua forza di volontà supera indenne questo svarione recuperando lo svantaggio. A quel punto, rinvigorita dallo spavento corso ma brillantemente “sconfitto” si procura complessivamente nei due turni di risposta successivi: tre palle break, una nel secondo gioco del set e due consecutive nel quarto. Purtroppo però, alla semifinalista junior dell’Australian Open 2018 manca per l’ennesima volta in questo incontro la “castagna” del killer instinct – ha concretizzato soltanto 4 dei 18 break point avuti a disposizione in tutta la partita -. Ed in questa circostanza, non riesce a dimostrarsi – come invece fatto nelle precedenti medesime situazioni – forte mentalmente nel farsi scivolare di dosso le possibilità sprecate, concede la testa della “corsa” all’avversaria in un momento che potrebbe essere fatale per il prosieguo del suo torneo emiliano. Ma la classe ’96 di madre ghanese, con anche origini polacche, è benevola nei confronti della connazionale, decidendo dunque di rimetterla in careggiata quasi come se provasse un certo senso di disagio nel poter – anche solo immaginare – di vincere questo derby nonostante tutte le chance avute da Elisabetta (3-3). La 21enne toscana però, che si allena presso il CT di Porto San Giorgio, sembra frastornata e tramortita da tutte le ghiotte occasioni non concretizzate, e perciò inizia a spegnersi fragorosamente riconsegnando nelle mani dell’ex n. 44 delle classifiche nuovamente le redini del duello. Come accaduto anche nella parte centrale del secondo set, va in scena un parziale di break in fila – questa volta tre, nel secondo erano stati quattro -. Sul 4-3 per Paolini, infatti, non c’è alcun acuto di reazione della inseguitrice con Jas che prima s’inerpica sul 5-3, e poi sui guadagna un match point nel gioco successivo. All’allieva di Fausto Scolari va comunque riconosciuto il merito di non essersi lasciata andare totalmente, allungando l’allungabile; ma al terzo match ball nulla ha potuto, dovendosi arrendere alla combattività formidabile di Jasmine: un 6-4 di rimonta, a chiudere i giochi dopo la bellezza di 2h22’ di partita.

GLI ALTRI MATCH – (a cura di Paolo Michele Pinto) Sugli altri campi, Zanevska sfrutta un infortunio occorso a Galfi nel secondo game del primo parziale. La belga vince 6-1 6-3 in 1h16’. Tanta sofferenza per l’ungherese, mentre la belga tiene saldamente il suo servizio e chiude la pratica agevolmente. Affronterà Sakkari, che invece vince in rimonta su Rus 3-6 6-2 6-3 in un match dai due volti. Olandese che non mette mai in partita la greca nel primo parziale e che arriva a palla break nel primo gioco del secondo parziale. Da lì in poi Sakkari sale di livello e riesce a limitare gli errori gratuiti. Non sfrutta una palla break nel sesto gioco del terzo set e va in affanno nel suo turno di servizio successivo dove deve rimontare da 15-30. Anche nel game decisivo della gara annulla una palla break prima di chiudere al secondo match point.

Anche Bogdan vince soffrendo: la sua sfida contro Schmiedlova finisce 6-2 3-6 6-3 in 2he21’. La testa di serie n. 6 si complica la vita dopo un set agevole. Finisce sotto di un break nel set decisivo e con un medical time-out da chiamare per allentare la fatica fisica. Da lì in poi è un’altra partita e per la belga si spalancano le porte dei quarti di finali.

Sherif, invece, battaglia e conquista meritatamente il passaggio del turno ai danni di Waltert 6-3 7-6(1) in 1h48’. Gara intensa, con numerosi game combattuti. Primo set agevole per l’egiziana che, però, soffre nel secondo set il ritorno dell’avversaria che va avanti anche di un break. Sherif è brava a restare lucida e a rientrare in partita. Domina il tiebreak e continua la sua avventura a Parma. Affronterà una splendida Lauren Davis tornata ad esprimersi su buonissima livelli. L’americana batte Sorribes Tormo con il punteggio di 3-6 6-4 7-5, dopo una battaglia tennistica durata ben 3h05’. Brava a crederci la n. 99 del ranking. Sotto di un set e di un break nel terzo, ha saputo trovare la forza per risalire la corrente e vincere 7-5 una gara molto combattuta.

Va fuori, invece, Sloane Stephens, testa di serie n. 4. Kovinic la batte in tre set con il punteggio di 7-5 2-6 7-5. L’americana dovrà soffermarsi molto dopo questa sconfitta sulle occasioni mancate, una su tutte il black-out in cui incappa quando è andata a servire per il primo set: subisce un parziale di tre giochi a zero che serve alla montenegrina per portare a casa il round. Poi arriva la roboante reazione di Stephens che lascia poco margine all’iniziativa dell’avversaria e con il suo gioco riequilibra la gara. Nel terzo set succede di tutto. Americana avanti di un break sul 2-1, cede subito il servizio e finisce sotto 4-2. Stephens annulla un match point all’avversaria prima di ribaltare, ancora una volta, il filo conduttore del match. Kovinic va a servire per il match, ma incappa in due doppi che rimettono in partita l’americana. La montenegrina soffre anche per un problema alla gamba destra vistosamente fasciata, ma stringe i denti e infila otto punti di fila e passa il turno chiudendo in 2h35’.

IL TABELLONE DEL WTA 250 DI PARMA

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement