ATP/WTA Miami: Fognini, Errani e Bolelli.... l'azzurro di Miami!

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ATP/WTA Miami: Fognini, Errani e Bolelli…. l’azzurro di Miami!

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Causa pioggia e vento ci portiamo dietro due pronostici di ieri, quelli sugli italiani Fognini ed Errani. Seguiremo sperando di concludere un buon venerdi di Miami. Per la giornata di oggi altre idee interessanti e ancora italiani in campo su cui puntare

Continuiamo a dare fiducia ai colori azzurri in questo torneo di Miami che evidentemente riesce a dare ai nostri tennisti buonissime sensazioni.

 

Ieri avevamo scritto due pronostici riguardandi Sara Errani e Fabio Fognini, cliccate qui per andare a rileggerli, Sara è sulla strada giusta, Fognini deve ancora scendere in campo.

Passiamo alla giornata odierna.

ATP MIAMI

 

28 Marzo h.20:30, Gilles Müller vs Steve Darcis

Il lussemburghese, testa di serie numero 30 in Florida, vorrà riscattare la sconfitta subita da Sock al secondo turno del torneo di Indian Wells. Il suo avversario odierno sarà il belga Darcis, reduce dalle qualificazioni e dalla vittoria in rimonta 2-6, 7-5, 7-5 sul discontinuo Jaziri.

Müller parte favorito e secondo noi non dovrebbe avere grandi problemi a volgere la partita a suo favore nei momenti chiave, quindi puntiamo decisi sulla sua vittoria e sul
suo approdo al terzo turno.

G. Müller-S. Darcis 1 @1.53 bet365, stake 5/10

 

28 Marzo h.19:00, Simone Bolelli vs Viktor Troicki

Il tennista bolognese ha giocato una partita attenta contro Baghdatis, liquidando con un doppio 6-2 l’imprevedibile cipriota. L’incontro disputato al primo turno è sicuramente stato una buona “palestra” per Bolelli, che ora si appresta ad affrontare Troicki.
Il serbo è l’ultima testa di serie del torneo (32) ma, dopo la rapida risalita in classifica in seguito alla squalifica dell’anno scorso, sembra aver perso un po’ di brillantezza. Il Troicki sconfitto da Ramos (non esattamente uno specialista dei fondi veloci) al primo turno del Master 1000 di Indian Wells può far ben sperare Bolelli e anche noi decidiamo di dare fiducia all’italiano.

S. Bolelli-V. Troicki 1 @1.72 bet365, stake 3/10

 

Per chi volesse alzare la quota, pubblichiamo anche l’azione della doppia con le due partite analizzate sopra.

G. Müller-S. Darcis 1 + S. Bolelli-V. Troicki 1 @2.63 bet365, stake 3/10

 

28 Marzo h.20:30,  Alexandr Dolgopolov vs Tommy Robredo

Chiudiamo la nostra serie di consigli con la sfida tra l’ucraino e lo spagnolo. Entrambi i giocatori sono reduci da un buon torneo giocato a Indian Wells, in cui si sono dovuti arrendere a Raonic. Dolgopolov ha sconfitto facilmente Dancevic e Giraldo prima di arrendersi in due set combattuti al canadese, mentre Robredo ha eliminato Dimitrov giocando una partita di grande intensità e poi ha perso anch’esso contro il canadese.

I presupposti per una partita molto combattuta ci sono tutti e, vista anche la quota interessante, la nostra scelta ricade su numero di game piuttosto elevato, con i due giocatori che si daranno battaglia fino alla fine per un posto al terzo turno.

A. Dolgopolov-T. Robredo Over 22.5 (game) @1.90 bet365.it, stake 3/10

 

Riccardo Bozzano

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US Open, quote finale femminile: Jabeur campionessa vale 2,50

La favorita è Swiatek, reduce da nove finali vinte consecutive senza perdere set

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Ons Jabeur - US Open 2022 (foto Twitter @rolandgarros)

Interrompendo un trend che andava avanti da qualche anno, l’epilogo dell’edizione 2022 dello US Open femminile, spesso prodigo di sorprese, vedrà scendere in campo a contendersi il trofeo le due giocatrici migliori dell’anno solare, ossia Iga Swiatek e Ons Jabeur. Era dal 2014 che la prima testa di serie del torneo non raggiungeva la finale, in quel caso vinta da Serena Williams su Caroline Wozniacki. 

Da un lato 6 trofei e 56 vittorie stagionali, dall’altro 2 trofei e 3 finali perse, con 44 successi: Iga Swiatek e Ons Jabeur chiuderanno lo US Open, a prescindere dall’esito finale, come numero uno e numero due WTA. 

Non sappiamo se sarà la finale più bella, ma a giudicare dai numeri di quest’anno è probabilmente quella più giusta. Sarà l’occasione per Jabeur di rifarsi subito dalla finale persa, da favorita e con un set di vantaggio, a Wimbledon da Elena Rybakina. Sarà l’occasione per Swiatek di dimostrare di poter vincere uno Slam che non sia il Roland Garros (o “Poland” Garros come l’ha già ribattezzato qualcuno). 

 

Se dovessimo indicare chi arriva meglio a questa finale, sarebbe facile dire Jabeur, che durante il suo cammino ha dimostrato concretezza e confidenza con la superficie, dosando ma non limitando troppo il suo estro, gestendo a suo piacimento il ritmo degli scambi. Ne ha dato ampia dimostrazione nella semifinale dominata contro Caroline Garcia, data alla vigilia in stato di grazia ma mai in grado di esprimere il suo tennis durante il match; prima ancora le solide affermazioni, con una sapiente gestione dei momenti di difficoltà, su Ajla Tomljanovic e Veronika Kudermetova, e la rimonta su Shelby Rogers, l’unica in grado di strappargli un set finora. 

Non è mai stata troppo brillante invece Swiatek, o comunque parente lontana di quella giocatrice indiavolata, quasi imbattibile, vista nella prima parte di stagione (durante la quale c’è stata anche l’incredibile striscia di 37 vittorie di fila). Già nel terzo turno contro Lauren Davis si era visto qualche scricchiolio nel secondo set, a cui sono seguite la falsa partenza contro Jule Niemeier e una vittoria su Jessica Pegula ottenuta più per i demeriti dell’americana; anche nella semifinale con Aryna Sabalenka si è visto uno spartito simile, con la polacca particolarmente fallosa all’inizio ma brava a reagire nel secondo set, aiutata molto dai soliti blackout della bielorussa, divorata come di consueto dalla tensione nel set decisivo. 

A favore di Iga c’è però un record impressionante per quanto riguarda le finali giocate in carriera: tolta la prima in assoluto (giocata e persa a 17 anni a Lugano da Polona Hercog), la ventunenne di Varsavia ha vinto le successive 9 senza concedere set alle avversarie, con un’incredibile media di 4 giochi persi a partita. Record negativo invece di 3 vittorie e 6 sconfitte per Ons, che ha sempre perso nelle finali su cemento (indoor a Mosca ’18 da Daria Kasatkina nella sua prima finale in assoluto, poi a Chicago lo scorso anno da Garbine Muguruza).  

Quattro i precedenti fra le due, con bilancio in parità: dopo l’affermazione in tre set della polacca nel primo incrocio a Washington tre anni fa, ci sono state due vittorie della tunisina lo scorso anno, prima in tre set a Wimbledon e poi in due a Cincinnati. Monologo di Iga, invece, nella finale di Roma di maggio, dominata con un doppio 6-2. 

Per i quotisti di Unibet vale 2,50 il primo trionfo Slam di Jabeur, mentre è dato a 1,56 il primo US Open di Swiatek. Risultato più probabile su Betclic il 2 a 0 per Iga, che paga 2,20, a 4 invece lo stesso risultato a favore di Ons. Su Bet365 troviamo inoltre quotata a 7 la possibilità che la numero uno al mondo vinca dopo aver perso il primo set, già verificatasi due volte negli ultimi suoi tre incontri, oltre ad essere il modo in cui Jabeur ha perso la sua unica finale Major ai Championships.

    UNIBET BET365 BETCLIC 
I. SWIATEK O. JABEUR 1,56 – 2,50 1,50 – 2,55 1,53 – 2,53 
***Le quote sono aggiornate alle 16 di venerdì 9 settembre e sono soggette a variazione  

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US Open, quote finale maschile: favorito Alcaraz a 1,45

Vale 2,70 invece il primo titolo Slam per Ruud. A 5,40 l’ennesima vittoria al quinto per lo spagnolo

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Saranno quindi Carlos Alcaraz e Casper Ruud a giocarsi il titolo 2022 dello US Open, in una finale che metterà in palio anche la prima posizione del ranking ATP. Qualcosa di oggettivamente imprevedibile all’inizio di questa stagione, ricca di sorprese ed eventi unici a livello tennistico ed extra tennistico, a partire dalla querelle Novak Djokovic agli Australian Open (con il serbo poi escluso anche a Flushing Meadows) alla rinascita di un Rafa Nadal che era parso prossimo al ritiro, dall’esclusione dei russi e bielorussi da Wimbledon all’exploit di Nick Kyrgios proprio ai Championships. Ci ritroviamo quindi con un diciannovenne, seppur predestinato a detta di tutti, e un ventitreenne, grande professionista e giocatore solidissimo ma da pochi pronosticato a questi livelli, pronti a salire in cima alla classifica mondiale.

Se alla vigilia di questo torneo ci si poteva aspettare, nonostante una campagna estiva americana non ottimale, che Alcaraz potesse arrivare fino in fondo (era il terzo favorito per i bookies), per quanto riguarda Ruud una sua vittoria finale era quotata in media a 50, con il norvegese addirittura terzo favorito nel suo quarto dietro a Taylor Fritz e Matteo Berrettini, quest’ultimo purtroppo facilmente battuto da Casper.

Prima finale Slam in assoluto per Carlitos, seconda per Casper, che a Parigi a giugno ha pagato la pressione del debutto, oltre che nell’affrontare l’idolo Nadal.

 

Per il terzo anno consecutivo a New York ci sarà così un vincitore Major nuovo di zecca, dopo i successi di Dominic Thiem e Daniil Medvedev; è la terza volta negli ultimi 8 anni che si affrontano due tennisti ancora a secco di Slam, come accaduto fra Marin Cilic e Kei Nishikori nel 2014 e poi due anni fa con Sasha Zverev che si fece rimontare due set da Thiem.

Due i precedenti, entrambi terminati con vittoria di Alcaraz in due set: il primo sulla terra di Marbella nell’aprile dello scorso anno, il secondo nella finale del Masters 1000 di Miami di quest’anno, dove lo spagnolo, giunto a quota 50 successi nell’anno solare, ha alzato uno dei suoi quattro trofei stagionali.

Bilancio complessivo nelle finali di 9 vittorie e 4 sconfitte per Ruud, che ha però perso le due più importanti (le già citate di Parigi con Nadal e Miami proprio con Alcaraz), portando a casa solo titoli ATP 250; per lo spagnolo il record è 6-2, con le due sconfitte arrivate per mano di Lorenzo Musetti e Jannik Sinner, rispettivamente ad Amburgo e Umago, ma con già in cascina due trofei 1000 (Miami e Madrid), due 500 (Rio de Janeiro e Barcellona) e le Next Gen Atp Finals dello scorso anno.

Percorso sicuramente più agevole quello di Ruud fino alla finale, con il solo Tommy Paul al terzo turno capace di portarlo al quinto set; anche nella semifinale con Karen Khachanov lo scandinavo è sembrato sempre in controllo, dominando secondo e quarto set dopo aver vinto al tie break un primo parziale zeppo di break e contro break, rilassandosi solo sul finire del terzo.

Ben più complicato il cammino di Carlos, che anche contro un ottimo Frances Tiafoe ha avuto bisogno di cinque set per avere la meglio; terza partita consecutiva conclusa al set decisivo e oltre le quattro ore di gioco, ma questa volta, rispetto alle precedenti, il diciannovenne di Murcia non ha dovuto rimontare anche un break nell’ultimo parziale, come accaduto con Marin Cilic e Jannik Sinner.

Secondo i bookmakers di Bwin il favorito della finale è Alcaraz, dato a 1,45, con un’altra sua secca vittoria, come avvenuto nei due confronti diretti in cui non ha concesso set, data a 3,15 da Betpoint. Per chi pensa che lo spagnolo possa pagare la stanchezza o l’emozione per la prima finale Slam, un successo di Ruud è dato a 2,70. Per chi volesse credere in una quarta maratona portata a casa da Carlos, la quota di un suo 3-2 è a 5,40 per Goldbet.

    BETPOINTGOLDBETBWIN
C. ALCARAZC. RUUD1,43 – 2,761,46 – 2,751,45 – 2,70
***Le quote sono aggiornate alle 17 di sabato 10 settembre e sono soggette a variazione

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US Open, quote 8 settembre: Garcia favorita anche su Jabeur

Nell’altra semifinale Sabalenka a 2,65 contro Swiatek

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A Flushing Meadows è giunto il momento delle semifinali femminili, che vedranno sfidarsi prima Caroline Garcia e Ons Jabeur, seguite dal match fra Aryna Sabalenka e Iga Swiatek. La candidata numero uno al momento ad alzare il trofeo resta la polacca a 2,40 su Betclic, con subito dietro Garcia a 2,75, poi Sabalenka (5) e Jabeur (6).

Sfida molto interessante fra Caroline Garcia e Ons Jabeur, rispettivamente a quota 40 e 43 vittorie in stagione, a testimoniare come siano state fra le due migliori di questo 2022. Più regolare la tunisina, ben distintasi prima su terra (titolo a Madrid e finali a Roma e Charleston), poi salita in cattedra su erba, con il trofeo di Berlino e la finale di Wimbledon; rinata improvvisamente da luglio in poi la transalpina, vincendo il torneo sui prati di Bad Honburg, poi bissato sul rosso di Varsavia fino ad arrivare al capolavoro di Cincinnati, dove ha trionfato partendo dalle qualificazioni. 

Due i precedenti, entrambi a livello Slam, con due affermazioni della ventottenne magrebina: il primo è di tre anni fa, proprio allo US Open, con vittoria in due set, mentre l’altro risale al secondo turno di Melbourne di due anni fa, in rimonta al terzo.

 

Ennesima solida prestazione per Caroline contro Coco Gauff, con la francese sicurissima soprattutto al servizio e giunta a 13 successi di fila; nessun set perso finora nel torneo da Garcia, arrivata alla prima semifinale Major in assoluto e sconfitta negli ultimi 20 incontri giocati solo dalla connazionale Alize Cornet a Toronto. 

Successo in due set nei quarti anche per Jabeur, brava a recuperare su Ajla Tomljanovic nel secondo parziale, quando si è ritrovata sotto 3 a 5, per poi chiudere il match al tie break; un solo set perso durante il suo cammino, il primo nel terzo turno contro Shelby Rogers, l’avversaria in grado di metterla più in difficoltà finora. Obiettivo ora la seconda finale Slam di fila dopo quella persa ai Championships.

Per Bet365 parte avanti la transalpina, data a 1,61, mentre un’affermazione di Jabeur vale 2,30; risultato più probabile il 2 a 0 per Garcia a 2,50, mentre pagherebbe 2,37 che la partita si decida al terzo set.   

Vittorie in due set sia per Iga Swiatek che per Aryna Sabalenka nei rispettivi quarti, ma con impressioni diverse: si è vista una versione un po’ sottotono della prima testa di serie del torneo, sufficiente però ad avere la meglio su una Jessica Pegula molto fallosa, mentre la bielorussa è parsa molto solida, soprattutto alla battuta (suo recente tallone d’Achille), contro una Karolina Pliskova entrata in partita troppo tardi nel secondo set, dopo aver praticamente regalato il primo. Quattro i precedenti, con Sabalenka impostasi in rimonta alle WTA Finals di Guadalajara lo scorso novembre, poi tre facili vittorie di Swiatek a Doha, Stoccarda e Roma fra febbraio e maggio di quest’anno.

Prima volta in semifinale a Flushing Meadows per Iga: non accadeva dal 2016 allo US Open, ricco di sorprese nelle ultime edizioni, che la tennista numero uno al mondo arrivasse fino a questo punto del torneo. Stagione che l’ha vista conquistare già 6 trofei (Doha, Indian Wells, Miami, Stoccarda, Roma e Roland Garros), ma con una leggera flessione, forse fisiologica, nella seconda parte.

Sabalenka che bissa la semifinale dello scorso anno, quando si sciolse sul più bello contro Leylah Fernandez; la nativa di Minsk punta ora alla prima finale Slam in carriera (avendo perso anche l’altra semifinale disputata, sempre l’anno scorso, a Wimbledon da Pliskova), che arriverebbe quasi a sorpresa dopo un 2022 piuttosto avaro di soddisfazioni, con le sole finali raggiunte a Stoccarda ed ‘s-Hertogenbosh. Quote che danno avanti Swiatek a 1,48 per Better, con Aryna a 2,65; un secco 2 a 0 della polacca vale 2,10, lo stesso risultato ma a favore della bielorussa paga 4,20.

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