ATP Barcellona: Fognini si ripete, battuto Nadal per la seconda volta sul rosso!

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ATP Barcellona: Fognini si ripete, battuto Nadal per la seconda volta sul rosso!

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Fognini – che ringrazia felice persino Ubitennis e la stampa italiana – batte per la seconda volta il re della terra battuta Rafael Nadal, e diventa il quinto giocatore ad aver sconfitto lo spagnolo su terra in più di un’occasione: Gaudio, Federer, Ferrer e Djokovic gli altri. Solo Djokovic e Gaudio avevano vinto due volte di fila

[13] F. Fognini b. [2] R. Nadal 6-4 7-6(6)

Quando Rafael Nadal ha tirato fuori l’ennesimo dritto a uscire – un marchio di fabbrica, una nemesi – improvvisamente non si è sentita più volare una mosca nella pista centrale del real tennis club di Barcellona. Ma, su questo dovrà riflettere Rafacito, non era un silenzio di meraviglia, ma piuttosto un silenzio che sapeva di ineluttabilità e insieme di ringraziamento: l’ineluttabilità per quello che è chiaramente l’accenno di declino di un fuoriclasse senza pari che a lungo verrà ricordato e il ringraziamento per chi qui ha vinto 8 volte, facendo dire al direttore del teatro dell’opera che se nella musica Barcellona è Wagneriana, nello sport non può che essere nadalista. E il pubblico ha accompagnato prima timoroso poi affettuoso il grande campeon verso un’uscita che non è definitiva ma che farà molto, molto male. Più di quella dell’anno scorso contro Almagro, che poteva ancora essere rubricata come incidente di percorso. Mentre questa contro Fognini no, è stata la sconfitta contro un giocatore che oggi è stato più forte, più attento, che non ha tremato neanche quando i 14 slam si sono abbattuti sulla sua testa come un macigno e cioè sul 6-4 del tiebreak, al secondo match point, dopo che il primo era stato annullato col marchio di fabbrica ancora – e per l’ultima volta, ma lo sapremo dopo qualche minuto – funzionante: il dritto a uscire subito dopo il servizio. In quello scambio un rovescio lentissimo di Nadal sembrava avviato verso il corridoio e invece cadeva proprio su un pizzico di riga mentre il colpo successivo di Fabio finiva un pizzico lungo. Sul 6-5 nessuno avrebbe scommesso più nulla su Fabio che giocava una prima timorosa e poi subiva, tremante, l’arrembaggio di Nadal. Ma il cambio di campo consegnava un Fognini di nuovo rinfrancato che metteva una buona prima, che Nadal non riusciva ad addomesticare. E quando Rafa andava a servire, e tirava lungo quel dritto che tanto male ha fatto per tutti questi anni, Fognini è apparso più sollevato che contento. Ha vinto 6-4 7-6 e con pieno merito, ha vinto perché oggi era più forte, credeteci, di Rafael Nadal.

 

Il match era cominciato in modo che più regolare non si può. I giocatori tenevano il servizio senza particolari problemi, con Fognini che appariva molto tranquillo, forse confortato dall’aver regalato una rosa a Flavia Pennetta, oggi che qui a Barcellona è la giornata di San Jordi. Proveremo a chiedere a Flavia che libro ha regalato a Fabio.
Il primo momento delicato arrivava al sesto game, con Nadal che doveva fronteggiare una palla break che Fognini si era procurato grazie ad uno splendido rovescio lungolinea in contropiede. La giocava malissimo Fognini, che su una seconda di Nadal rimaneva troppo timoroso prima di spedire un rovescio in rete. Ma era bravo il ligure a tenere il settimo game, dopo che Rafa era riuscito ad essere aggressivo procurandosi una palla break grazie ad un pallonetto difensivo uscito di metri di Fabio. Un tranquillo (incredibile dictu…) Fabio l’annullava con uno schema che oggi ha fatto molto male a Rafa: servizio e dritto vincente. I due tenevano ancora i loro servizi fino al decimo game. Qui Fabio giocava uno dei suoi tre game perfetti di oggi. Prima un dropshot di rovescio chirurigico; poi a Nadal riusciva molto male un serve&volley e infine – sul 30 pari dopo che Nadal aveva fatto una prodezza con una voleé bassissima di rovescio – un dritto dopo una risposta aggressiva gli consegnava il primo set point. Fabio lo sprecava malamente tirando un dritto lungo, ma poi giocava due grandi risposte su due prime di Nadal, e la seconda lo portava sul 6-4.

Il secondo set iniziava con un game eterno. Nadal andava 15-40 perché Fognini probabilmente mollava un po’ di testa e tirava fuori malamente prima un rovescio e poi un dritto. Ma oggi Fabio era davvero centrato e le annullava entrambe prima con lo schema servizio e rovescio e poi con una bella volée bloccata. Rafa stavolta non mollava si procurava altre 5 palle break, ne sbagliava 4 manco fosse il Federer dei bei giorni, e finalmente alla quinta Fabio sparacchiava un dritto largo che dava il vantaggio allo spagnolo. Ma nel game successivo Fognini giocava un altro gran game e dopo aver sfiancato (!) Rafa si permetteva perfino un recupero in lob dopo un buon dropshot dello spagnolo. Risposta molto aggressiva e break recuperato.  Nadal stavolta non mollava, era nel suo miglior momento e si riprendeva il break grazie ad un drittone lungolinea imprendibile per il ligure. La partita si calmava un po’ fino al 4-2, quando Fognini veniva di nuovo visitato dagli spiriti del tennis e diventava ingiocabile, rubando 8 punti su 9 all’avversario e recuperando il break. Ma Nadal è Nadal è nel nono game si riprendeva ancora il break lasciandosi andare ad un’esultanza che ricordava il Nadal che fu bei tempi.
Al servizio per chiudere il set Nadal impattava un altro game praticamente perfetto di Fognini (il terzo) e in un amen si trovava 0-40. Lo spagnolo salvava la prima palla break recuperando una palla corta ma su quello successivo Fabio giocava il punto del match riuscendo a giocare un passante di dritto su uno smah forse un po’ avventato di Nadal. Il tiebreak era la giusta conclusione di un set che Fabio ha giocato senza mollare mai (senza ironia) inseguendo sempre l’avversario e raggiungendolo proprio sul traguardo.
Fabio andava subito 3-0 pesante, prima tirando un passante tra i piedi di Nadal e poi con una risposta aggressiva di dritto. Nadal accorciava sul 3-1 ma una buona prima rimetteva le cose a posto. Sul 4 a 2 e servizio Nadal lo spagnolo faceva un vero e proprio miracolo, prima mandando dall’altra parte un attacco che sembrava definitivo di Fognini e poi chiudendo con un dritto lungolinea meraviglioso. Ma sul 4 a 3 anche gli dei abbandonavano Nadal, prima facendogli steccare un dritto che finiva lungo; e poi, beffardamente, mandando un rovescio a ballare sul nastro rimanendo nella metà campo spagnola regalando a Fabio a tre match point. Il grande campione annullava il primo con una voleé bassa di dritto e il secondo come abbiamo detto sopra. Sul terzo Fabio metteva una prima tremolante, sulla quale Rafa si avventava per chiudere con un dritto a uscire. Si cambiava sul 6 pari ma Fabio metteva una prima che lo portava al quarto match point. Anche Nadal metteva la prima, ma  il colpo sucessivo finiva lungo, facendo di Fabio Fognini, ligure di Arma di Taggia, la terza persona al mondo capace di superare Rafael Nadal, il re della terra rossa, per due volte di fila sul suo campo preferito.

Dichiarazioni di Nadal

Il Nadal che arriva in conferenza stampa è decisamente diverso da quello che sorridente, aveva accettato di buon grado, l’anno scorso, la sconfitta contro Almagro.
E con la voce quasi spezzata ha cominciato lamentadosi di non essere riuscito a stare più avanti. “Ho giocato male, non sono riuscito ad essere aggressivo, ho sbagliato più del solito e non sono riuscito a mantenere i vantaggi che mi ero conquistato. Devo accettare la situazione, non c’è soluzione: o accettare o morire“. Lo spagnolo è in piena fase autoflagellatoria: “si, lui è un buon giocatore ma sono io che ho perso, io che devo fare qualcosa per migliorare, per tornare ai miei livelli. È quello che devo fare e lavorerò per riuscirci. E ci riuscirò anche se questo è un colpo duro per me, dopo i miglioramenti di Montecarlo. Mi semrbava di essere migliorato e invece… “.
Il problema secondo lui è tecnico più che mentale “è il dritto che non va, non ha forza, non ha velocità, non riesco proprio a dare penetrazione. Forse è ancora una conseguenza della lesione che ho avuto qualche mese fa. Col rovescio a Montecarlo riuscivo ad aprirmi il campo qui no e quindi non potevo tirare il drittto. Riuscivo ad alzare la palla ma non serve a niente alzare la palla se non gli dai forza. Oggi il mio dritto era banale“. Quindi niente ansia? “Ma no… poi se qualcuno gioca male ovviamente diventa nervoso, ma non ero ansioso

Dichiarazioni di Fognini

È un Fognini raggiante naturalmente quello che si presenta in sala stampa. Talmente contento che quando il vostro cronista gli chiede se questo successo sia da mettere in relazione con i comportamenti più sobri che sta mantenendo da un po’ di tempo si dice addirittura “felice per i complimenti che mi stai facendo, ci tenevo che ve ne accorgeste. Sinceramente già che me lo dici per me è come avere quasi stappato una bottiglia di champagne. Se lo dite voi giornalisti vale più
del doppio, mi fa piacere, sono serio”.
“. Fognini non è tanto d’accordo con Nadal: “dice che è stata colpa sua? Io dico che è stato merito mio, ho giocato bene, sono stato al suo livello per tutta la partita, sono rimasto concentrato e non mi sono scoraggiato. Penso di aver meritato oggi”.
Ho avuto un momento molto complicato nel secondo set ma ho recuperato i break giocando bene, rispondendo bene.”
E sui match point? “Sono rimasto sereno. Anche perché non avevo nulla da rimproverarmi, aveva giocato bene lui
“. Le differenze con Rio? “Ho giocato meglio oggi, poi contro di lui è sempre difficile ovvio, è il numero 1 su questa superficie“.
Domani sarà dura, spero di mantenere lo stesso feeling col gioco
Ho dimostrato che in questa superficie valgo di più della mia classifica. È un periodo complicato per me, sono stato un po’ altalenante, battere Rafa sulla sue superficie può cambiare molte cose, è come battere Federer o Djokovic sulla loro superficie preferita. Se a Rio mi era sembrato di abbattere un muro qui è come averne abbattuto un altro. Anche la stampa italiana sembra cominci a riconoscere i miei miglioramenti carattriali

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Internazionali di Roma: Dimitrov rimonta Sinner e va ai quarti

L’azzurro è partito meglio, ma si è dovuto arrendere alla varietà delle rotazioni del bulgaro al quinto match point. Jannik esce dal torneo fallendo uno smash facile

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Jannik Sinner - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Termina la corsa di Jannik Sinner a Roma, sconfitto negli ottavi da Grigor Dimitrov, testa di serie N.15, con il punteggio di 4-6 6-4 6-4 in due ore e 24 minuti. Peccato per il finale di partita, perché Sinner era riuscito a rientrare nel match a sorpresa, ma è stato tradito dal servizio nel momento decisivo.

Fino a questo match, la settimana del bulgaro è stata di difficile interpretazione, perché se da un lato è parso molto ispirato, dall’altro il livello degli avversari (il nipponico e il nostro Gianluca Mager, ottimo nel primo set) non ha consentito di fare una stima precisa del livello del bulgaro, parso in grande difficoltà atletica a New York, dove ha perso due volte in pochi giorni contro Marton Fucsovics, implodendo stile Djenga in entrambi casi al set decisivo. A Roma ha raggiunto gli ottavi una sola volta prima di quest’anno, nel 2014, quando arrivò fino alla semifinale.

Primo confronto fra i due. Rispetto a Tsitsipas, il bulgaro ha uno slice molto più mellifluo, che gli permette quantomeno di sbagliare di meno in giornate di scarsa vena, ma è meno incisivo con la sbracciata (e questo lo limita in risposta anche sulla terra, perché gli impedisce di sfruttare maggiormente gli angoli aspettando profondo) e non ha la stessa carica agonistica del greco, che contro Sinner è arrivato al terzo set di puro orgoglio.

PRIMO SET – Il break per l’azzurro è stato immediato e a zero, e senza dover fare niente di particolare: Grisha ha messo solo una prima e ha accettato il duello sulla diagonale di sinistra, uscendone prevedibilmente sconfitto. Sinner ha quasi restituito il favore, concedendo il 15-40 con un paio di unforced, ma si è salvato con un dritto inside-in e con un contropiede di rovescio. La wildcard ha stentato un po’ con la seconda, anodina per velocità e angoli, favorendo il dritto a sventaglio dell’avversario, ma si è salvato in una terza circostanza con la prima, e si è preso il 2-0. Nel quinto gioco, Sinner ha rimontato da 0-30 e si è procurato una palla del doppio break continuando a dominare sulla diagonale di sinistra, ma ha sprecato con un dritto lungo. Un ottimo passante in corsa gliene ha data una seconda, ma il bulgaro si è salvato con la prima.

In generale, però, nel parziale non c’è mai stata l’impressione che il campione delle Finals del 2017 avesse in mano l’iniziativa, soprattutto per via di scelte tattiche eufemisticamente non troppo assennate (una costante della sua carriera), mentre Sinner ha tutto sommato sempre avuto chiaro il piano partita, al di là delle imprecisioni con il dritto, spesso e volentieri correlate a questo desiderio di imposizione della propria volontà sul match, e con il passare dei minuti ha iniziato a servire quasi solo kick da sinistra, sempre più puntuti. Nell’ultimo gioco del set, Sinner è stato bravo a rientrare da 0-30 e ha chiuso con tre prime vincenti diverse fra loro, botta centrale da sinistra, kick centrale e kick esterno – 6-4 in tre quarti d’ora.

SECONDO SET – L’inizio del secondo parziale è stato identico al precedente, con un break a zero per l’altoatesino, stavolta coadiuvato dal nastro, che ha appoggiato un suo dritto e rimbalzato un monomane di Dimitrov. Stavolta, però, il bulgaro si è saputo rialzare, è salito 0-40 con una risposta profonda di rovescio, ed è venuto a prendersi il primo break di giornata a rete alla seconda opportunità.

Dopo una fase più lucida con il dritto, con il terzo colpo (quello che segue servizio e risposta) e soprattutto con i colpi tagliati, Dimitrov ha concesso due palle break con due errori non forzati, ma si è salvato – qualche rimpianto per Sinner sulla prima, sprecata con un dritto in manovra sparato a metà rete. Decisamente più bello l’incontro in questa fase, grazie a un Grisha più registrato ma consapevole di non potersi scoprire troppo sul lato del rovescio e a un Jannik altrettanto solido con la prima (8/11 per lui, 11/14 per l’avversario nei primi nove game del set). Nel decimo gioco, però, Dimitrov si è inventato un paio di difese fenomenali, e si è guadagnato un set point, sfruttato con delle buone affettate che hanno portato Sinner all’errore, chiudendo il set dopo 44 minuti.

 
Jannik Sinner – Internazionali d’Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

TERZO SET – Dimitrov ha provato a scappare da subito, i suoi tagli sempre più bassi (anche in risposta alla prima) e i suoi angoli sempre più acuti, ma Sinner ha vinto uno degli scambi più belli della settimana con un dritto pittorico per salvare una palla break nel secondo gioco – più in generale, il campione Next Gen ha iniziato a caricare di più i colpi lungolinea per tenerli in campo.

Il cambio di passo dell’ex N.3 ATP era evidente, però: sul 2-1 Dimitrov, le sue rotazioni hanno continuato il lento stillicidio del ritmo di Sinner, ancora carente nell’approccio ai colpi più bassi, soprattutto con il dritto, ed è arrivato il break a zero. A Sinner non manca certamente la classe sotto pressione, qualità invece piuttosto discontinua nel gioco del bulgaro, e quando quest’ultimo è andato a servire per il match è tornata la profondità delle risposte dell’azzurro, bravo a vincere un primo scambio lungo per poi aggredire la giugulare dell’incontro, tornando in partita su un dritto largo di Grisha.

A sorpresa, però, Sinner ha perso completamente la prima, e ha concesso due match point con due stecche di dritto. Il nostro ha però giocato due scambi in pressione, obbligando l’avversario all’errore. Un dritto largo di poco ha concesso una terza chance al bulgaro, che è stato impreciso con lo slice. Proprio il colpo tagliato ha propiziato un’altra chance, ma Sinner ha messo una rara prima e l’ha costretto a sbagliare il passante. Dimitrov non voleva saperne di lasciar andare il game, e si è procurato una quinta opportunità, stavolta sfruttata grazie a un grossolano smash in rete di Sinner, chiudendo la sfida nel peggiore dei modi.

Adesso Grisha attende il vincitore del derby mancino Shapovalov-Humbert, attualmente in corso – l’allenatore del canadese, Mikhail Youzhny, è stato avvistato in ricognizione.

LE PAROLE DI JANNIK – “Per il momento devo accettare questa situazione“, ha detto un Sinner piuttosto sconsolato in conferenza stampa. “Ho perso un paio di partite che potevo vincere, quella con Khachanov oltre a questa. Vedremo cosa verrà fuori tra qualche anno: adesso c’è solo da provare a imparare, tenere da parte le cose buone e capire cosa si può far meglio“.

Ripensando alla sua crescita negli ultimi dodici mesi, da quando ha vinto la sua prima partita al Foro contro Johnson, Sinner si esprime così: “In un anno di lavoro è difficile non migliorare, soprattutto se lavori giorno dopo giorno con tanta qualità; lo faccio perché è così che voglio. Oggi non ho avuto problemi fisici, è andata giù un po’ la condizione e lui è uno dei giocatori più forti fisicamente. Io ho giocato normale: non ho giocato da Dio, ma neanche così male. Non si può giocare bene tutte le partite“.

Poi la chiusura sul colpo di Dimitrov che oggi lo ha infastidito di più, il back – soprattutto tirato corto a metà campo. “Io non farò mai tanti back, ma è un colpo che devo migliorare perché mi servirà per cambiare ritmo. Di solito il back lungo non mi dà fastidio, ma sul back corto non sempre capisco bene cosa devo fare“.

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Berrettini vince in due tie-break il derby con Travaglia: è ai quarti degli Internazionali di Roma

Secondo quarto di finale in un Masters 1000 per Matteo, che piega con fatica la resistenza di un ottimo Stefano Travaglia. Ora attende Ruud o Cilic

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Matteo Berrettini - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

[4] M. Berrettini b. [WC] S. Travaglia 7-6(5) 7-6(1)

Matteo Berrettini è nei quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia 2020, pur non mostrando il meglio di sé anche nel terzo round. Era atteso da un pericoloso derby contro Stefano Travaglia, che sa bene come mettere i bastoni tra le ruote a Matteo dal momento che non ci aveva mai perso in quattro incontri a livello Futures tra 2015 e 2016. Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora, ora il romano sa come vincere anche questo tipo di partite, dove il suo servizio non paga a sufficienza ed è costretto anche a combattere più del solito da fondocampo.

Alla fine l’ha spuntata di misura Matteo, un doppio 7-6 che racconta le difficoltà del suo match. Anche le statistiche descrivono bene l’equilibrio che c’è stato: 17 vincenti e 28 non forzati sia per ‘Stetone’ che per Matteo, il quale giocherà il suo secondo quarto di finale in un Masters 1000 dopo quello di un anno fa a Shanghai.

LA PARTITA – Il piano partita di Travaglia rischiava di complicarsi seriamente già nei primi minuti di match, quando dà una grossa mano a Matteo per conquistare il primo break dell’incontro e iniziare a fare gara di testa. Il romano però si incarta nel quarto game, cercando male la palla e incappando in una serie di errori che livellano subito il parziale. Può subito tornare avanti sul 3-2, ma sciupa tre palle break consecutive. Non buona la gestione del vantaggio da parte di Matteo, che già all’esordio contro Coria aveva esitato nei momenti del primo set in cui la partita andava aggredita. Accade dunque che è Travaglia a provare a fare il suo gioco, ovviamente quando a Berrettini non entra la prima.

Matteo già sapeva prima di scendere in campo che avrebbe dovuto accettare anche lo scambio prolungato e riesce comunque a non soffrire. Travaglia si presenta quindi al tie-break avendo lavorato molto bene al servizio, ma è costretto sin da subito a rincorrere. Matteo spreca il primo set point con un dritto in rete, ma su quello in risposta sopperisce a una strana esitazione con lo smash con un dritto in cross fulminante su cui Travaglia può fare ben poco. Si va a riposo dopo un’ora di primo set equilibratissimo, vinto dal giocatore più forte.

Il secondo parte invece nel segno dei servizi, finché Berrettini non si ritrova sotto 15-30 nel settimo game e deve fare affidamento su qualche brutto non forzato di Travaglia per portarsi ancora avanti. Il momento di difficoltà purtroppo per il marchigiano non è circoscritto a quei pochi punti, ma prosegue anche nel suo turno di servizio e un rovescio slice che accarezza il nastro dà il break alla testa di serie numero 4 che va a servire per il match. Come nel primo set, Matteo si irrigidisce, perde il servizio e rimette in partita il suo avversario commettendo anche qualche errore non da lui. Torna in sé solo quando va sotto 0-30 sul 5-5, rimonta il game con l’aiuto della battuta e si ritrova in un lampo a match point sul 6-5: lo spreca con una brutta risposta in rete sulla seconda di Stefano, che poi vince lo scambio più lungo della partita (23 colpi) e porta il match al tie-break.

Proprio quando sembrava alle corde e forse anche troppo stanco per affrontare un terzo set contro un lottatore come Travaglia, Berrettini torna pimpante. E Stefano si scioglie. Il tie-break (deludente) si chiude 7-1 e Berrettini può liberare il suo classico urlaccio, che stavolta sa tanto di liberazione e sollievo. “Stefano è sempre un osso duro, contro di lui sono sempre state grandi battaglie. Oggi mi sono sentito un po’ scarico in alcuni momenti importanti, però è stato un ottimo match” ha detto a fine partita Matteo, che al prossimo turno, contro Marin Cilic o Casper Ruud, avrà i favori del pronostico.

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Internazionali di Roma: Nadal supera a pieni voti l’esame Carreno Busta

Un Nadal perentorio domina Carreno Busta al ritorno in campo al Foro Italico

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Rafael Nadal - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

[2] R. Nadal b. P. Carreno-Busta 6-1 6-1

73 minuti, tanto sono bastati a Rafa Nadal per chiudere la prima partita al ritorno in campo dopo 200 giorni dall’ultima volta, il torneo vinto ad Acapulco. Il testa a testa è nettamente a favore di Nadal, un 5-0 di parziale con l’ultimo precedente dell’Australian Open 2020. La partita comunque si prospettava come un buon test per verificare la condizione fisica e tecnica del maiorchino vista la recente semifinale di Carreno all’US Open, e si può dire che Nadal ha superato il test a pieni voti.

L’inizio di partita di Rafa però è in chiaroscuro. Parte bene portandosi 40-0 al servizio, ma un piccolo calo di tensione vale una palla break per Carreno annullata senza problemi. L’occasione si rivelerà essere l’unico spiraglio concesso da Nadal in tutta la partita. Rafa testa prima i nervi dell’avversario con una palla break ben salvata da Carreno ma nel terzo game una smorzata sbagliata del tennista di Gijòn è di nuovo una palla break per Nadal. Il solito rovescio devastante del campione spagnolo vale il primo break del match. Un allungo decisivo per la tenuta mentale di Carreno Busta, che lascia scivolare via la presa sulla partita e deve cedere per la seconda volta di fila il servizio. Nadal non si fa pregare e chiude il primo set dopo 36 minuti, quasi tutti concentrati nei primi tre game durati quasi 20 minuti.

 

La pressione applicata da Nadal si fa sentire anche all’inizio del secondo set, e Carreno è bravo a salvare due palle break in un game d’apertura che dura ben 10 minuti. Ma non c’è un attimo di tregua per il numero 18 del mondo. Nadal si rifà sotto e si conquista una palla break con uno splendido passante di dritto in corsa, per poi chiudere la pratica con una comoda volée dopo un attacco di dritto. Il 19 volte campione Slam non smette di tenere l’avversario sulle corde e continua a giocare con la stessa alta intensità d’inizio match. Un dritto largo consegna il secondo break consecutivo a un Nadal senza pietà, la cui forma di rispetto per l’avversario è continuare a giocare sempre al massimo, tra i soliti dritti e rovesci devastanti.

Il match per Nadal arriva nella forma del terzo break consecutivo, gentilmente concesso da un dritto a metà rete di Carreno Busta. Un ritorno in campo certamente positivo per il tennista spagnolo, che si è mostrato sin dalle prime battute in ottima forma fisica e che ha lasciato ben pochi dubbi sulla sua condizione mentale e tecnica per il prosieguo del torneo. Nadal tornerà in campo giovedì contro il vincente della sfida tra Dusan Lajovic e Milos Raonic.

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