ATP Monaco di Baviera: esordio vincente per Fognini e Bolelli

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ATP Monaco di Baviera: esordio vincente per Fognini e Bolelli

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Vittorie in due set al primo turno per i due italiani impegnati a Monaco di Baviera, Fabio Fognini e Simone Bolelli

Pioggia incessante questa mattina a Monaco: un primo rinvio di un’ora, un secondo, la sala stampa piena (e buffet affollatissimo). Era in programma il Tommy Haas Day, ma la festa è stata rovinata: prima dal ritiro del tennista tedesco dal torneo perché non ancora pronto al rientro, ora dal maltempo che non consente di programmare alcunché. Finalmente alle 3 si inizia a giocare, ha smesso di piovere ma fa davvero freddo; tra me e me penso “beato Roberto Salerno, tra Barcellona ed Istanbul se la passerà di sicuro meglio”.

I nostri portacolori qui in Baviera non giocano in doppio ma entrano in campo (e ne usciranno) praticamente assieme, giocando due match dall’andamento pressoché speculare. Il vostro ubiquo inviato di Ubitennis ha provato a sdoppiarsi.

 

Il numero 1 italiano e testa di serie n. 8 qui a Monaco, Fabio Fognini, è opposto al lucky loser austriaco Trickner, n. 371 ATP ed al suo primo match in un torneo del circuito maggiore. La differenza in campo è evidente, Fabio strappa il servizio in apertura di partita al suo avversario che ha forse proprio nella battuta la sua arma più affilata. Non appena il tennista ligure entra nello scambio e sul proprio servizio c’è davvero poca partita, nonostante Fabio sembra non forzare i propri colpi. Il primo set si chiude rapidamente sul 6-2. L’inizio del secondo set sembra continuare sulla falsariga del primo col break in apertura di Fognini che, però, nel quarto gioco, avanti 40-0, perde cinque punti di fila e l’austriaco porta a casa il contro break. Entrambi i giocatori mantengono con tranquillità i successivi turni di battuta, ad eccezione che nell’undicesimo gioco quando Fabio si procura una palla break non trasformata. Si va al tie-break, dove Fabio spinge subito sull’acceleratore e si porta avanti 6-0, non trasforma il primo match-point al servizio e Trickner annulla i due successivi sul proprio servizio ma alla quarta occasione utile Fognini porta a casa il set ed il match con un dritto vincente.

Intervistato in mixed zone, Fognini ha dichiaratoIl primo set molto tranquillo, poi il secondo c’è stato quel game che ho perso. Lui ha iniziato a servire bene. Su questi campi quando servi bene si fa fatica, oggi ha piovuto tutto il giorno, fa molto freddo, io sto così così, quindi sono contento di aver vinto. Son 2-3 giorni che ho un po’ di nausea, niente di che. Per fortuna ho passato questo primo turno”. Lo attende al prossimo turno Dominic Thiem, vittorioso nel suo incontro di primo turno contro il canadese Pospisil.

Anche Bolelli nel suo match incamera facilmente il primo set. Dopo i primi due giochi interlocutori, Simone  strappa una prima volta il servizio al tedesco Brown nel terzo gioco e con un parziale di cinque giochi a zero conquista il set per 6-1. Il suo avversario, va detto, è stato fino a questo momento molto falloso e poco efficace sul proprio servizio e anche il secondo set sembra avviarsi nella stessa direzione quando nel secondo gioco Brown si trova subito sotto 0-40 sul proprio servizio. Ma qui viene fuori la diversa caratura del tedesco che prende l’iniziativa, annulla le tre palle break e porta a casa il gioco. Inizia adesso un match emozionante ed equilibrato, Bolelli è molto solido al servizio (nemmeno una palla break concessa in tutto l’incontro) e da fondocampo, Brown ritrova il suo servizio e mette in mostra le diverse soluzioni di cui è capace: accelerazioni di dritto, palle corte, discese a rete. Si arriva al tie-break, dove permane l’equilibrio fino al doppio fallo del tedesco ed alla successiva infelice sua discesa a rete sul proprio servizio che portano Bolelli sul 5-2 ed avanti di due mini-break. Simone mette in campo due buone prime che gli consentono di chiudere facilmente la pratica e di raggiungere nell’incontro di secondo turno in programma domani la testa di serie numero 4 David Goffin.

Molto combattuto il match tra Vasek Pospisil e Dominic Thiem. Inizia bene il canadese, appena può si sposta sul diritto che, insieme al servizio, gli consente di portare a casa molti punti e nel sesto gioco il primo break dell’incontro, ma si rilassa subito e cede a zero il suo successivo turno di battuta. Ristabilito l’equilibrio, tutto sembra far pensare al tie-break come epilogo del primo set, ma Pospisil riesce a piazzare una zampata nel dodicesimo gioco e con un dritto in contropiede si aggiudica gioco e set. Nel secondo set entrambi i giocatori tengono facilmente i propri turni di battuta, Thiem ha iniziato a prendere le misure al gioco di Pospisil, riuscendo a trovare maggiore profondità che non consente al canadese di accelerare col dritto come vorrebbe; decide l’unica palla break del parziale nel settimo gioco sul servizio di Pospisil, trasformata da Thiem con un passante su una palla corta del canadese. L’austriaco va subito avanti di un break nel terzo set e si procura altre due palle break nel terzo gioco con il canadese al servizio. Pospisil col servizio annulla le palle break e resta attaccato al match, fino ad attendere gli errori di Thiem che arrivano nel sesto gioco. Di nuovo in parità, ma questa volta si arriva al tie-break: Thiem si porta di nuovo avanti, di un mini-break, ma ancora una volta rimette in partita Pospisil con un grossolano errore, questa volta di rovescio. Entrambi hanno match-point ma sempre in risposta, chiude l’incontro Thiem, che ha messo in evidenza molte più soluzioni nel match, con un passante lungolinea su discesa a rete del canadese.

I padroni di casa, oltre alla sconfitta di Brown, registrano le eliminazioni di Florian Mayer, mai in grado di impensierire il ceco Rosol che avanza al secondo turno con un perentorio doppio 6-2 in meno di un’ora, e di Struff che soccombe in tre combattuti set nel derby contro il maggiore dei fratelli Zverev. Avanza, invece, facilmente la testa di serie n. 5 Philipp Kohlschreiber, mai in difficoltà contro il ceco Vesely.

Da rilevare l’eliminazione della testa di serie n. 6, l’australiano Bernard Tomic, ad opera di Janko Tipsarevic. Il serbo, ex top ten, ce la sta mettendo tutta per ritornare ad alti livelli dopo il lungo stop per problemi di salute: oggi, dopo aver perso il primo set nel quale entrambi i giocatori faticavano a tenere il servizio, si è scatenato nel secondo set vinto per 6-1 e nell’equilibrato terzo set ha prima annullato un match point all’australiano nel decimo gioco e si è poi aggiudicato il tie-break col punteggio di 7-3.

Completano i risultati odierni il cappotto che Stakhovsky ha rifilato al secondo lucky loser, il russo Ledovskikh, in poco più di mezz’ora ed il rientro vittorioso per Radek Stepanek, fermo da settembre prima per problemi alla schiena e poi alla gamba destra, che conduceva 6-1 4-1 prima che l’uzbeko Dustov si ritirasse.

A causa dei numerosi rinvii per pioggia, sono stati spostati a domani l’ultimo match di primo turno tra il brasiliano Joao Souza e lo spagnolo Pablo Andujar, che ha potuto così beneficiare di un giorno in più di riposo dopo le fatiche di Barcellona, nonché tutti gli incontri di doppio in programma oggi. Andy Murray, che era impegnato oggi in doppio in coppia con Rojer nell’ultimo match in programma, sarà potuto quindi tranquillamente andare allo stadio per la semifinale di coppa di Germania tra Bayern e Borussia, come desiderava.

Risultati:

Primo Turno

[8] F. Fognini b. [LL] B. Trickner 6-2 7-6(3)
S. Bolelli b. [Q] D. Brown 6-1 7-6(2)
[5]P. Kohlschreiber  b. J. Vesely 6-1 6-2
[WC] J. Tipsarevic b. [6] B. Tomic 5-7 6-1 7-6(3)
[9]L. Rosol b. [WC] F. Mayer 6-2 6-2
D. Thiem b. V. Pospisil 5-7 6-4 7-6(9)
S. Stakhovsky b. [LL] M. Ledovskikh 6-0 6-0
[Q] R. Stepanek b. F. Dustov 6-1 4-1 rit.
[Q] M. Zverev b. J. Struff 7-6(6) 3-6 6-4

 

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Internazionali di Roma: Dimitrov rimonta Sinner e va ai quarti

L’azzurro è partito meglio, ma si è dovuto arrendere alla varietà delle rotazioni del bulgaro al quinto match point. Jannik esce dal torneo fallendo uno smash facile

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Jannik Sinner - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Termina la corsa di Jannik Sinner a Roma, sconfitto negli ottavi da Grigor Dimitrov, testa di serie N.15, con il punteggio di 4-6 6-4 6-4 in due ore e 24 minuti. Peccato per il finale di partita, perché Sinner era riuscito a rientrare nel match a sorpresa, ma è stato tradito dal servizio nel momento decisivo.

Fino a questo match, la settimana del bulgaro è stata di difficile interpretazione, perché se da un lato è parso molto ispirato, dall’altro il livello degli avversari (il nipponico e il nostro Gianluca Mager, ottimo nel primo set) non ha consentito di fare una stima precisa del livello del bulgaro, parso in grande difficoltà atletica a New York, dove ha perso due volte in pochi giorni contro Marton Fucsovics, implodendo stile Djenga in entrambi casi al set decisivo. A Roma ha raggiunto gli ottavi una sola volta prima di quest’anno, nel 2014, quando arrivò fino alla semifinale.

Primo confronto fra i due. Rispetto a Tsitsipas, il bulgaro ha uno slice molto più mellifluo, che gli permette quantomeno di sbagliare di meno in giornate di scarsa vena, ma è meno incisivo con la sbracciata (e questo lo limita in risposta anche sulla terra, perché gli impedisce di sfruttare maggiormente gli angoli aspettando profondo) e non ha la stessa carica agonistica del greco, che contro Sinner è arrivato al terzo set di puro orgoglio.

PRIMO SET – Il break per l’azzurro è stato immediato e a zero, e senza dover fare niente di particolare: Grisha ha messo solo una prima e ha accettato il duello sulla diagonale di sinistra, uscendone prevedibilmente sconfitto. Sinner ha quasi restituito il favore, concedendo il 15-40 con un paio di unforced, ma si è salvato con un dritto inside-in e con un contropiede di rovescio. La wildcard ha stentato un po’ con la seconda, anodina per velocità e angoli, favorendo il dritto a sventaglio dell’avversario, ma si è salvato in una terza circostanza con la prima, e si è preso il 2-0. Nel quinto gioco, Sinner ha rimontato da 0-30 e si è procurato una palla del doppio break continuando a dominare sulla diagonale di sinistra, ma ha sprecato con un dritto lungo. Un ottimo passante in corsa gliene ha data una seconda, ma il bulgaro si è salvato con la prima.

In generale, però, nel parziale non c’è mai stata l’impressione che il campione delle Finals del 2017 avesse in mano l’iniziativa, soprattutto per via di scelte tattiche eufemisticamente non troppo assennate (una costante della sua carriera), mentre Sinner ha tutto sommato sempre avuto chiaro il piano partita, al di là delle imprecisioni con il dritto, spesso e volentieri correlate a questo desiderio di imposizione della propria volontà sul match, e con il passare dei minuti ha iniziato a servire quasi solo kick da sinistra, sempre più puntuti. Nell’ultimo gioco del set, Sinner è stato bravo a rientrare da 0-30 e ha chiuso con tre prime vincenti diverse fra loro, botta centrale da sinistra, kick centrale e kick esterno – 6-4 in tre quarti d’ora.

SECONDO SET – L’inizio del secondo parziale è stato identico al precedente, con un break a zero per l’altoatesino, stavolta coadiuvato dal nastro, che ha appoggiato un suo dritto e rimbalzato un monomane di Dimitrov. Stavolta, però, il bulgaro si è saputo rialzare, è salito 0-40 con una risposta profonda di rovescio, ed è venuto a prendersi il primo break di giornata a rete alla seconda opportunità.

Dopo una fase più lucida con il dritto, con il terzo colpo (quello che segue servizio e risposta) e soprattutto con i colpi tagliati, Dimitrov ha concesso due palle break con due errori non forzati, ma si è salvato – qualche rimpianto per Sinner sulla prima, sprecata con un dritto in manovra sparato a metà rete. Decisamente più bello l’incontro in questa fase, grazie a un Grisha più registrato ma consapevole di non potersi scoprire troppo sul lato del rovescio e a un Jannik altrettanto solido con la prima (8/11 per lui, 11/14 per l’avversario nei primi nove game del set). Nel decimo gioco, però, Dimitrov si è inventato un paio di difese fenomenali, e si è guadagnato un set point, sfruttato con delle buone affettate che hanno portato Sinner all’errore, chiudendo il set dopo 44 minuti.

 
Jannik Sinner – Internazionali d’Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

TERZO SET – Dimitrov ha provato a scappare da subito, i suoi tagli sempre più bassi (anche in risposta alla prima) e i suoi angoli sempre più acuti, ma Sinner ha vinto uno degli scambi più belli della settimana con un dritto pittorico per salvare una palla break nel secondo gioco – più in generale, il campione Next Gen ha iniziato a caricare di più i colpi lungolinea per tenerli in campo.

Il cambio di passo dell’ex N.3 ATP era evidente, però: sul 2-1 Dimitrov, le sue rotazioni hanno continuato il lento stillicidio del ritmo di Sinner, ancora carente nell’approccio ai colpi più bassi, soprattutto con il dritto, ed è arrivato il break a zero. A Sinner non manca certamente la classe sotto pressione, qualità invece piuttosto discontinua nel gioco del bulgaro, e quando quest’ultimo è andato a servire per il match è tornata la profondità delle risposte dell’azzurro, bravo a vincere un primo scambio lungo per poi aggredire la giugulare dell’incontro, tornando in partita su un dritto largo di Grisha.

A sorpresa, però, Sinner ha perso completamente la prima, e ha concesso due match point con due stecche di dritto. Il nostro ha però giocato due scambi in pressione, obbligando l’avversario all’errore. Un dritto largo di poco ha concesso una terza chance al bulgaro, che è stato impreciso con lo slice. Proprio il colpo tagliato ha propiziato un’altra chance, ma Sinner ha messo una rara prima e l’ha costretto a sbagliare il passante. Dimitrov non voleva saperne di lasciar andare il game, e si è procurato una quinta opportunità, stavolta sfruttata grazie a un grossolano smash in rete di Sinner, chiudendo la sfida nel peggiore dei modi.

Adesso Grisha attende il vincitore del derby mancino Shapovalov-Humbert, attualmente in corso – l’allenatore del canadese, Mikhail Youzhny, è stato avvistato in ricognizione.

LE PAROLE DI JANNIK – “Per il momento devo accettare questa situazione“, ha detto un Sinner piuttosto sconsolato in conferenza stampa. “Ho perso un paio di partite che potevo vincere, quella con Khachanov oltre a questa. Vedremo cosa verrà fuori tra qualche anno: adesso c’è solo da provare a imparare, tenere da parte le cose buone e capire cosa si può far meglio“.

Ripensando alla sua crescita negli ultimi dodici mesi, da quando ha vinto la sua prima partita al Foro contro Johnson, Sinner si esprime così: “In un anno di lavoro è difficile non migliorare, soprattutto se lavori giorno dopo giorno con tanta qualità; lo faccio perché è così che voglio. Oggi non ho avuto problemi fisici, è andata giù un po’ la condizione e lui è uno dei giocatori più forti fisicamente. Io ho giocato normale: non ho giocato da Dio, ma neanche così male. Non si può giocare bene tutte le partite“.

Poi la chiusura sul colpo di Dimitrov che oggi lo ha infastidito di più, il back – soprattutto tirato corto a metà campo. “Io non farò mai tanti back, ma è un colpo che devo migliorare perché mi servirà per cambiare ritmo. Di solito il back lungo non mi dà fastidio, ma sul back corto non sempre capisco bene cosa devo fare“.

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Berrettini vince in due tie-break il derby con Travaglia: è ai quarti degli Internazionali di Roma

Secondo quarto di finale in un Masters 1000 per Matteo, che piega con fatica la resistenza di un ottimo Stefano Travaglia. Ora attende Ruud o Cilic

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Matteo Berrettini - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

[4] M. Berrettini b. [WC] S. Travaglia 7-6(5) 7-6(1)

Matteo Berrettini è nei quarti di finale degli Internazionali BNL d’Italia 2020, pur non mostrando il meglio di sé anche nel terzo round. Era atteso da un pericoloso derby contro Stefano Travaglia, che sa bene come mettere i bastoni tra le ruote a Matteo dal momento che non ci aveva mai perso in quattro incontri a livello Futures tra 2015 e 2016. Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora, ora il romano sa come vincere anche questo tipo di partite, dove il suo servizio non paga a sufficienza ed è costretto anche a combattere più del solito da fondocampo.

Alla fine l’ha spuntata di misura Matteo, un doppio 7-6 che racconta le difficoltà del suo match. Anche le statistiche descrivono bene l’equilibrio che c’è stato: 17 vincenti e 28 non forzati sia per ‘Stetone’ che per Matteo, il quale giocherà il suo secondo quarto di finale in un Masters 1000 dopo quello di un anno fa a Shanghai.

LA PARTITA – Il piano partita di Travaglia rischiava di complicarsi seriamente già nei primi minuti di match, quando dà una grossa mano a Matteo per conquistare il primo break dell’incontro e iniziare a fare gara di testa. Il romano però si incarta nel quarto game, cercando male la palla e incappando in una serie di errori che livellano subito il parziale. Può subito tornare avanti sul 3-2, ma sciupa tre palle break consecutive. Non buona la gestione del vantaggio da parte di Matteo, che già all’esordio contro Coria aveva esitato nei momenti del primo set in cui la partita andava aggredita. Accade dunque che è Travaglia a provare a fare il suo gioco, ovviamente quando a Berrettini non entra la prima.

Matteo già sapeva prima di scendere in campo che avrebbe dovuto accettare anche lo scambio prolungato e riesce comunque a non soffrire. Travaglia si presenta quindi al tie-break avendo lavorato molto bene al servizio, ma è costretto sin da subito a rincorrere. Matteo spreca il primo set point con un dritto in rete, ma su quello in risposta sopperisce a una strana esitazione con lo smash con un dritto in cross fulminante su cui Travaglia può fare ben poco. Si va a riposo dopo un’ora di primo set equilibratissimo, vinto dal giocatore più forte.

Il secondo parte invece nel segno dei servizi, finché Berrettini non si ritrova sotto 15-30 nel settimo game e deve fare affidamento su qualche brutto non forzato di Travaglia per portarsi ancora avanti. Il momento di difficoltà purtroppo per il marchigiano non è circoscritto a quei pochi punti, ma prosegue anche nel suo turno di servizio e un rovescio slice che accarezza il nastro dà il break alla testa di serie numero 4 che va a servire per il match. Come nel primo set, Matteo si irrigidisce, perde il servizio e rimette in partita il suo avversario commettendo anche qualche errore non da lui. Torna in sé solo quando va sotto 0-30 sul 5-5, rimonta il game con l’aiuto della battuta e si ritrova in un lampo a match point sul 6-5: lo spreca con una brutta risposta in rete sulla seconda di Stefano, che poi vince lo scambio più lungo della partita (23 colpi) e porta il match al tie-break.

Proprio quando sembrava alle corde e forse anche troppo stanco per affrontare un terzo set contro un lottatore come Travaglia, Berrettini torna pimpante. E Stefano si scioglie. Il tie-break (deludente) si chiude 7-1 e Berrettini può liberare il suo classico urlaccio, che stavolta sa tanto di liberazione e sollievo. “Stefano è sempre un osso duro, contro di lui sono sempre state grandi battaglie. Oggi mi sono sentito un po’ scarico in alcuni momenti importanti, però è stato un ottimo match” ha detto a fine partita Matteo, che al prossimo turno, contro Marin Cilic o Casper Ruud, avrà i favori del pronostico.

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Internazionali di Roma: Nadal supera a pieni voti l’esame Carreno Busta

Un Nadal perentorio domina Carreno Busta al ritorno in campo al Foro Italico

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Rafael Nadal - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

[2] R. Nadal b. P. Carreno-Busta 6-1 6-1

73 minuti, tanto sono bastati a Rafa Nadal per chiudere la prima partita al ritorno in campo dopo 200 giorni dall’ultima volta, il torneo vinto ad Acapulco. Il testa a testa è nettamente a favore di Nadal, un 5-0 di parziale con l’ultimo precedente dell’Australian Open 2020. La partita comunque si prospettava come un buon test per verificare la condizione fisica e tecnica del maiorchino vista la recente semifinale di Carreno all’US Open, e si può dire che Nadal ha superato il test a pieni voti.

L’inizio di partita di Rafa però è in chiaroscuro. Parte bene portandosi 40-0 al servizio, ma un piccolo calo di tensione vale una palla break per Carreno annullata senza problemi. L’occasione si rivelerà essere l’unico spiraglio concesso da Nadal in tutta la partita. Rafa testa prima i nervi dell’avversario con una palla break ben salvata da Carreno ma nel terzo game una smorzata sbagliata del tennista di Gijòn è di nuovo una palla break per Nadal. Il solito rovescio devastante del campione spagnolo vale il primo break del match. Un allungo decisivo per la tenuta mentale di Carreno Busta, che lascia scivolare via la presa sulla partita e deve cedere per la seconda volta di fila il servizio. Nadal non si fa pregare e chiude il primo set dopo 36 minuti, quasi tutti concentrati nei primi tre game durati quasi 20 minuti.

 

La pressione applicata da Nadal si fa sentire anche all’inizio del secondo set, e Carreno è bravo a salvare due palle break in un game d’apertura che dura ben 10 minuti. Ma non c’è un attimo di tregua per il numero 18 del mondo. Nadal si rifà sotto e si conquista una palla break con uno splendido passante di dritto in corsa, per poi chiudere la pratica con una comoda volée dopo un attacco di dritto. Il 19 volte campione Slam non smette di tenere l’avversario sulle corde e continua a giocare con la stessa alta intensità d’inizio match. Un dritto largo consegna il secondo break consecutivo a un Nadal senza pietà, la cui forma di rispetto per l’avversario è continuare a giocare sempre al massimo, tra i soliti dritti e rovesci devastanti.

Il match per Nadal arriva nella forma del terzo break consecutivo, gentilmente concesso da un dritto a metà rete di Carreno Busta. Un ritorno in campo certamente positivo per il tennista spagnolo, che si è mostrato sin dalle prime battute in ottima forma fisica e che ha lasciato ben pochi dubbi sulla sua condizione mentale e tecnica per il prosieguo del torneo. Nadal tornerà in campo giovedì contro il vincente della sfida tra Dusan Lajovic e Milos Raonic.

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