ATP Madrid: ottimo esordio per Fabio Fognini, impresa di Vanni che batte Tomic!

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ATP Madrid: ottimo esordio per Fabio Fognini, impresa di Vanni che batte Tomic!

Incontri di primo turno al torneo ATP Masters 1000 di Madrid: nessun problema per Fabio Fognini al debutto nel torneo contro Santiago Giraldo. Luca Vanni compie una grande impresa rimontando un set di svantaggio e chiudendo poi al tie break del terzo contro il numero 26 del mondo Bernard Tomic. Vincono soffrendo Feliciano Lopez e Sam Querrey contro Benjamin Becker e Thanasi Kokkinakis mentre John Isner elimina in 2 set Adrian Mannarino. In serata David Goffin elimina in 3 set Ernests Gulbis mentre Marin Cilic batte Jiri Vesely

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Luca Vanni, dal pane duro dei Challenger alla prima finale ATP, per amore del tennis

[Q] L. Vanni b. B. Tomic 3-6 6-4 7-6(1) (Ferruccio Roberti)

Termina con una clamorosa sorpresa ed una splendida notizia per il movimento tennistico italiano la sfida fra due tra i più alti tennisti del circuito professionistico (entrambi i giocatori sfiorano i due metri di altezza). Luca Vanni sconfigge per 3-6 6-4 7-6(1) Bernard Tomic in un 1h48’. Come prevedibile, l’atleta toscano all’inizio del match soffre la tensione di calcare per la prima volta un palcoscenico così importante come quello madrileno ed in un batter d’ occhio si trova sotto 0-3: senza conquistare palle break per tutto il primo parziale,  ma crescendo di rendimento col passare dei minuti, si ritrova però sotto di un set in appena ventiquattro minuti di gioco. La seconda partita si apre con Vanni al servizio, il quale, potendo contare su una maggiore percentuale di prime palle in campo, riesce a mantenere i servizi ed a guidare il punteggio, pur dovendo salvare in totale sei palle break nei primi due turni di servizio e continuando a non avere chance di rubare il servizio all’ australiano. Nel decimo game arriva la grande sorpresa per quanto visto sino a quel momento nel match: tre meritate palle break consecutive per il nostro giocatore, bravissimo a trasformarle alla prima occasione e portare a casa il secondo parziale, grazie ad un brillante parziale di otto punti consecutivi. L’ ultimo e decisivo set inizia seguendo l’ inerzia positiva per l’ azzurro, capace di guadagnarsi una palla per un benaugurante 2-0, annullata da un Tomic sempre più nervoso per un match da dover vincere sudando, come probabilmente non si aspettava capitasse. Senza particolari altri sussulti, il parziale segue i servizi sino al tie-break finale, dove il nostro giocatore con freddezza e disinvoltura si aggiudica il match tra la sorpresa e gli applausi dei pochi spettatori presenti sul Campo 3 della Caja Magica. Quel che il tie-break decisivo a febbraio aveva tolto nella sfortunata finale di San Paolo contro Cuevas, lo ha restituito stasera: Vanni, che nel prossimo turno incontrerà in un match tutto italiano Simone Bolelli (con la prospettiva prestigiosa di dover poi affrontare molto probabilmente Nadal) ha offerto davvero una grande prova, sebbene il Tomic odierno sia stato pigro e deludente.

 

F. Fognini b. S. Giraldo 6-2 6-3 (Carlo Carnevale)

Tutto facile per il nostro Fabio Fognini nel suo match di esordio contro il numero 49 del mondo Santiago Giraldo, che a Madrid difendeva i quarti di finale raggiunti lo scorso anno. Sotto gli occhi attenti di Flavia Pennetta e Simone Bolelli, Fabio parte bene, a tratti annichilisce il colombiano, si distrae leggermente nel secondo set ma alla fine vince con merito, surclassando il suo avversario nei colpi vincenti (23 a 8 in favore dell’azzurro).

Fognini parte tranquillo, sbaglia pochissimo e con pazienza colpisce in top e piatto dimostrando ottime variazioni; Giraldo dal suo conto spinge in continuazione, sbraccia senza troppo criterio e in più occasioni regala la palla ai corridoi. Fabio per due volte costringe il colombiano alla difesa estrema in lob nel quinto gioco, e al secondo tentativo riesce a forzargli l’errore che vale il break: da fondo l’azzurro è evidentemente superiore, le fiondate avversarie non fanno male tanto che Giraldo resta fermo con lo sguardo confuso dopo un gratuito, come a chiedersi cos’altro ci sia da fare per ottenere un quindici. Doppio break e 6-2 in un lampo, con Fognini che allunga la striscia di giochi vinti in fila anche nel secondo parziale, portandosi subito avanti per 2 a 0. Fabio gioca bene, comanda gli scambi, colpisce con grande anticipo togliendo il tempo al suo avversario che appare sempre più in difficoltà. Bravo Fognini a rimanere tranquillo e concentrato anche quando sul 4-1 “pesante” in suo favore, subisce un piccolo passaggio a vuoto, cede un break di vantaggio e permette a Giraldo di rimanere attaccato nel punteggio. Nell’ottavo game annulla addirittura 6 palle break che avrebbero definitivamente rimesso il colombiano in partita. Fognini tiene il servizio e strappa nuovamente la battuta a Giraldo, chiudendo per 6-3 al secondo match point e al prossimo turno attende il vincitore del match di domani fra Dimitrov e Young.

[9] M. Cilic b. J. Vesely  7-5 6-1 (Ciro Battifarano)

Dura un set la resistenza di Jiri Vesely alla testa di serie n. 9 Marin Cilic e nona eliminazione al primo turno per il mancino ceco quest’anno. Il primo set, come prevedibile, si gioca sul servizio con entrambi i giocatori che tengono i propri turni di battuta molto agevolmente, ad eccezione di un paio di occasioni, nel terzo e nel nono gioco, in cui il giocatore croato  offre palla break che annulla in entrambi i casi con un ace. Il tie-break sembrerebbe l’epilogo scontato del set se non che nel dodicesimo gioco e servizio Vesely, che fino a quel momento aveva servito con una percentuale di prime vicina al 90%, il ceco serve 4 seconde quante ne aveva servite nell’intero set (oltre al doppio fallo nel sesto gioco) e consegna il set nelle mani di Cilic.

Il ceco non terrà più alcun turno di servizio nel secondo set e con un’ultima ventata di aggressività riesce a recuperare soltanto il primo break nel terzo gioco. Con qualche errore di troppo Cilic offre palle break anche nei suoi successivi turni di battuta ma ne esce grazie al servizio ed a buone accelerazioni in lungo linea. Poco indicativo questo match sulle condizioni di Cilic, bisognerà vederlo al secondo turno contro il vincente dell’unico derby spagnolo nel primo turno di Madrid tra Verdasco e Garcia-Lopez.

D. Goffin b. E. Gulbis 3-6 6-1 7-5 (Francesco Scurci)

Match interessante sulla carta, quello serale fra il belga David Goffin ed il lettone Ernest Gulbis; partita caratterizzata dalla discontinuità e letteralmente sulle montagne russe come spesso accade quando in campo scende Dr Jekyll e Mr Gulbis. Inizia molto centrato il lettone che si aggiudica il primo parziale operando il break nel quinto gioco e chiudendo agevolmente 6-3 supportato da un ottima percentuale di prime (72%, a fine partita saranno il 70%). A questo punto si spegne la luce nel gioco di Gulbis che non tiene più una palla in campo soprattutto dal lato del dritto, colpo dalla nota meccanica inusuale ma poco efficace e Goffin ovviamente ne approfitta infilando un parziale di 5 giochi a 1 volando a chiudere 6-1. Quando il belga prende il break di vantaggio all’inizio del terzo nessuno scommetterebbe un centesimo su Gulbis ma improvvisamente il lettone si risveglia dal torpore, controbreakka immediatamente Goffin sommergendolo di vincenti e tiene rocambolescamente una serie di game al servizio, annullando con coraggio 8 palle break; sul 5 pari però commette 4 gratuiti di fila (saranno 49 alla fine dell’incontro!! a fronte di 34 vincenti) e cede la battuta, perdendo irrimediabilmente il treno del match che il belga chiude senza esitazione 7-5 al terzo in 2 ore e 12 minuti. Per Gulbis continua quindi la caduta libera della stagione (10L – 1W) e si spera, per il bene del tennis, che il ragazzo abbia voglia di applicarsi aiutato anche dal nuovo coach Thomas Enqvist. Dal canto suo Goffin porta a casa il risultato pur senza brillare trascinato nell’altalena degli errori dall’imprevedibilità di Gulbis; il belga affronterà nel prossimo turno Kei Nishiokori, testa di serie nr. 4 e finalista lo scorso anno.

S. Querrey b. [Q] T. Kokkinakis 6-4 6-7 (6) 6-3 (Riccardo Urbani)

Partita decisamente avvincente in questo primo turno del torneo madrileno, a tratti si potrebbe anche definire ben giocata, tra un Sam Querrey in ripresa, attuale numero 39 al mondo e il giovane Thanasi Kokkinakis, proveniente dalle qualificazioni. In avvio il californiano fa valere la sua solidità nei fondamentali, strappa il servizio al diciannovenne rivale e lo seppellisce sotto una grandine di ace e servizi vincenti con percentuali da bombardiere di lusso. Il tutto fila via veloce e la terra battuta spagnola si conferma nella sua anomalia, tanto che sembra di assistere ad un incontro da prati verdi più che da rincorse su campi argillosi: 6-4 per un Querrey che si limita a rimanere attento nei propri turni di battuta e nulla più. Il secondo set pare riproporre la stessa modesta trama, break in apertura e di nuovo l’americano a timbrare il cartellino al servizio con il povero ragazzino incapace di leggere le traiettorie in risposta. Quando allora Querrey si appresta a chiudere sul 5-4 in suo favore, la sensazione è quella di aver assistito ad un match mancato e che la nuova speranza australiana non sia ancora pronto a questi livelli. Ma proprio all’approssimarsi di questi pensieri, Sua Maestà il Tennis ci ricorda di che diabolico gioco si tratti: all’improvviso il giovane Thanasi impara a leggere la battuta del rivale, gli strappa il servizio e porta tutti al tie break, rianimando una partita che sembrava già consegnata agli archivi e facilmente dimenticabile. Con l’incertezza sale anche il livello del gioco e i due cominciano a menare fendenti di buona fattura. Il californiano sembra non scomporsi nel tie break, si issa fino a due match point per chiudere un affare che si sta maledettamente complicando. Niente da fare: l’australiano non ne vuole sapere, annulla entrambi i match point e chiude 8-6 una vicenda che pare giustamente esaltare la sua naturale esuberanza giovanile. Nel terzo set ci si potrebbe aspettare un Querrey dimesso e provato dalla vicenda ed invece dimostra grande solidità, dimenticando il passato e le occasioni perdute come impone il manuale di psicologia applicata al tennis. Sul 4-3 in suo favore si procura 5 palle break consecutive, sconfigge i demoni di un incontro che pareva stregato e strappa il servizio a Kokkinakis in uno scambio che scuote anche il suo carattere in genere compassato, dopo una difesa a pendolare da una parte all’altra del campo. Questa volta il braccio non trema e chiude 6-3 quello che sembrava già chiuso più di un’ora prima. Alla fine i vincenti superano gli errori non forzati per entrambi, segno del buon livello che la partita ha saputo esprimere dal momento della svolta in poi. In definitiva uno dei migliori Querrey degli ultimi tempi, nonostante i passaggi a vuoto. Quanto alla nostra giovane promessa, ha mostrato buoni punti di forza, il rovescio bimane lungolinea su tutti, e qualcosa da migliorare, in particolare la risposta, ma soprattutto ha impressionato la capacità di giocare bene i punti importanti e l’atteggiamento pugnace di quei frangenti. È una dote innata che alcuni posseggono, altri non avranno mai. E nel nostro sport, di solito, porta lontano.

Risultati:

[11] F. Lopez b. B. Becker 7-5 3-6 6-4
F. Fognini b. S. Giraldo 6-2 6-3
[9] M. Cilic b. J. Vesely 7-5 6-1
[16] J. Isner b. A. Mannarino 7-6(2) 6-4
[Q] T. Bellucci b. J. Chardy 6-4 7-5
G. Goffin b. E. Gulbis 3-6 6-1 7-5
S. Querrey b. [Q] T. Kokkinakis 6-4 6-7(6) 6-3
S. Johnson b. [Q] A. Gonzalez 4-6 6-3 7-6(4)
[LL] J. Sousa b. J. Janowicz 6-4 7-5
[Q] L. Vanni b. B. Tomic 3-6 6-4 7-6(1)

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ATP Dubai, l’entry list: torna Djokovic. Presente anche Sinner

Il numero uno del mondo dovrebbe esserci per l’ATP 500 in programma negli Emirati dal 14 febbraio

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Novak Djokovic con il trofeo - Dubai 2020 (via Twitter, @NatSportUAE)

Continua la stagione del tennis sul cemento dopo l’Australian Open, e le entry list ci forniscono informazioni interessanti sul futuro di Novak Djokovic. Il numero uno del mondo non ha più rilasciato dichiarazioni pubbliche dopo il fiasco dell’Australian Open ma ha fatto sentire la sua presenza nell’entry list dell’ATP 500 di Dubai, in programma dal 14 febbraio sul cemento degli Emirati. Non è la prima volta per Djokovic nel torneo arabo: Nole l’ha infatti vinto per sei volte, di cui tre consecutive tra il 2009 e il 2011 e una nell’ultimo torneo disputato pre-lockdown (vinse una semifinale tiratissima con Gael Monfils prima di battere Tsitsipas in finale). Negli Emirati Arabi Uniti non è richiesto l’obbligo vaccinale, fattore che favorisce sicuramente la presenza di un Djokovic che vorrà ritrovare ritmo partita in attesa di capire a quali tornei potrà partecipare nel prossimo futuro, se continuerà nella sua decisione di non vaccinarsi.

Non mancheranno i tennisti di alto profilo oltre a Djokovic. Fra questi il campione in carica Aslan Karatsev, che proprio qui l’anno scorso concluse al meglio in finale contro Lloyd Harris una prima parte di stagione fantastica per gioco e risultati. Presenti anche tre Top 10, tra cui il canadese Felix Auger-Aliassime, Andrey Rublev e il nostro Jannik Sinner, che nel 2021 uscì ai quarti proprio contro Karatsev.

 

Anche fuori dai primissimi ci saranno tanti tennisti di alto profilo come Gael Monfils, Roberto Bautista-Agut e Marin Cilic, tutti reduci da buone prestazioni all’Australian Open, e il croato Borna Coric, al ritorno nel Tour dopo mesi di assenza per un infortunio alla spalla. Poca la presenza degli italiani, che oltre Sinner vedranno soltanto Lorenzo Musetti ai nastri di partenza. Il tennista di Carrara ha deciso di saltare lo swing sudamericano su terra per migliorare il suo gioco sul veloce ma si trova a sei ritiri di distanza dall’entrare nel tabellone principale e per ora dovrà disputare le qualificazioni (Dubai fu peraltro il suo primissimo main draw ATP).

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Australian Open, sinfonia di un perfetto Tsitsipas: Sinner deve arrendersi in tre set [VIDEO]

Prestazione fantastica del greco, che rifila all’italiano una dura lezione. A un bravissimo Jannik non rimane che stringere la mano all’avversario e prendere spunto per migliorare

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Australian Open 2022 - Stefanos Tsitsipas (Twitter - Australian Open)
Australian Open 2022 - Stefanos Tsitsipas (Twitter - Australian Open)

[4] S. Tsitsipas b. [11] J. Sinner 6-3 6-4 6-2

Un favoloso Stefanos Tsitsipas rifila una dura lezione a Jannik Sinner. Netta vittoria in tre set del giocatore greco, che si dimostra campione di rara qualità qualificandosi per la terza volta alle semifinali dell’Australian Open. Il punteggio, netto, dice tutto: non c’è mai stato equilibrio a causa del livello stellare tenuto da Stefanos per tutta la partita. Tsitsipas ha dominato su tutti i fronti: ha sempre impedito all’italiano di entrare nello scambio, ha servito con altissime percentuali (senza concedere palle break: è solo la seconda volta in carriera che capita a Sinner), è stato puntuale in risposta e dal punto di vista fisico ha avuto una marcia in più. Sinner non ha molto da rimproverarsi: il primo quarto di sempre a Melbourne gli regala diversi spunti di riflessione al fine di capire cosa gli manca per salire ulteriormente di livello, ma in sostanza, quando si incontra un giocatore in stato di grazia come lo Tsitsipas di oggi, c’è solo da stringergli la mano e augurargli buona fortuna per la semifinale, dove incontrerà Medvedev o Auger-Aliassime.

LA PARTITA – Nel primo set, parte subito molto bene dai blocchi Tsitsipas, che fa subito il break al secondo game (pur con la collaborazione di Sinner). Si capisce fin dalle prime battute che il greco non è nella versione combattiva ma fallosa vista contro Taylor Fritz due giorni prima. Stefanos è una vera e propria furia: il servizio efficiente impedisce a Sinner di entrare nello scambio, e la capacità di comandare il gioco con il diritto – soprattutto dall’angolo sinistro – permette al greco di scappare via nel primo set e di chiuderlo 6-3 senza permettere mai all’italiano di arrivare a parità. Nel terzo game del secondo set, con uno splendido rovescio dal centro del campo, si guadagna una palla break. Aggressivo con la risposta, Stefanos mette subito il piede avanti strappando subito il servizio all’italiano. A quel punto inizia a piovere e la partita viene sospesa per una ventina di minuti, il tempo di chiudere il tetto della Rod Laver Arena.

 

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L’interruzione non deconcentra Tsitsipas, sospinto anche da una gran quantità di tifosi greci sugli spalti. Impressionante il dinamismo e il timing sulla palla, il quale toglie sempre il tempo a Sinner, che sul ritmo da fondocampo di certo non è l’ultimo arrivato. Stefanos rifiuta regolarmente lo scambio lungo e impedisce a Jannik di entrare in partita veramente. Sinner prova a rimanere attaccato tenendo il servizio, sperando in un calo del greco che però non arriva. Stefanos serve per il secondo set sul 5-4 due prime palle vincenti, poi una risposta di rovescio in rete a una seconda porta Stefanos a due set point. Sinner ha una fiammata con il diritto per cancellarne una; poi commette uno dei pochissimi errori forieri di qualche rimpianto, mettendo fuori un diritto dopo aver risposto ottimamente. Tsitsipas sale quindi due set a zero ed è sempre in controllo del match grazie anche alla sua qualità in risposta: quando Jannik non mette la prima, il greco divora la pallina e mette in difficoltà il nostro. Nel terzo game del terzo set, Tsitsipas arriva a due palle break con questo passante di rovescio lungo linea da cineteca.

Jannik, tramortito, mette in rete un diritto ed è subito break per il greco (2-1). Nel game successivo, l’altoatesino prova una disperata reazione e per la prima volta arriva a parità sul servizio dell’avversario; ma quello gioca una volée di rovescio sulla linea e poi è ingiocabile con servizio e diritto per salire 3-1. Da lì in poi la partita si chiude in un amen, con Sinner che perde nuovamente il servizio e Tsitsipas che si invola verso la vittoria.

LE PAROLE A CALDO – Queste alcune dichiarazioni rilasciate da Tsitsipas a caldo intervistato da Jim Courier sulla Rod Laver Arena. “Ho cercato di concentrarmi sui miei colpi migliori. Sono felicissimo di come ho servito, di come ho giocato a rete. La tattica ha funzionato. Sarà meraviglioso tornare in campo su questa arena e poter godere del supporto di questo pubblico. L’interruzione per il meteo? Sono rimasto concentrato. Col tetto chiuso sono cambiate le condizioni, più veloci, la palla non rimbalzava più come prima ma mi sono adattato e ha funzionato. Il gomito? Il medico mi ha detto che non si aspettava di vedermi giocare in Australia, sono contento di aver dimostrato che si sbagliava, ma lo devo ringraziare per avermi rimesso in sesto”.


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Australian Open: Berrettini ritrova Monfils, il compasso per chiudere il primo grande cerchio

Per i bookmakers favorito l’azzurro: il suo successo quotato a 1.55 contro il 2.45 che premia la vittoria del francese E anche Sinner con Tsitsipas è dato per favorito

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Matteo Berrettini all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Matteo Berrettini è chiamato all’appuntamento con la storia. C’è da dire, a onor del vero, che in questi ultimi tempi il telefono del venticinquenne romano ha metaforicamente squillato diverse volte, al punto che la “storia” sembra quasi diventata routine.

Al raggiungimento del suo quinto quarto di finale in uno Slam, infatti, Berrettini è diventato il primo italiano nella storia a tagliare questo traguardo nei quattro major: nessuno prima di lui c’era riuscito. Nel suo primo quarto di finale slam, ironia della sorte, il romano aveva di fronte proprio Gaël Monfils. Erano gli US Open 2019: fu una partita con diverse storie da raccontare al suo interno, emozione contro esperienza, potenza contro talento. Vinse Matteo, che si impose al tiebreak del quinto set con lo score di 3/6, 6/3, 6/2, 3/6, 7/6 (5).

Da quella partita si aprì un cerchio, che allora nessuno sapeva quanto grande potesse rivelarsi e di cui oggi, certamente, abbiamo una forma più nitida. L’eventuale terza semifinale slam in carriera rappresenterebbe per Berrettini la chiusura dello stesso cerchio, che ha probabilmente iniziato a farsi più stretto e limitato. Andrà tracciata una nuova prima curva, quella di un nuovo cerchio delle ambizioni, che si fa sempre più grande.

 

Una vittoria domattina (l’inizio del match è previsto per le 11 circa) sarebbe ancora più soddisfacente per Berrettini, che diventerebbe il primo italiano di sempre a raggiungere una semifinale agli Australian Open. Per lui sarebbe la terza in totale, dopo quella gli US Open 2019 e Wimbledon 2021: andrebbe ad eguagliare Adriano Panatta (che le ha raggiunte tutte al Roland Garros), issandosi dietro solo a Nicola Pietrangeli (5 semifinali slam).

Oltre al già citato successo nei quarti dello US Open 2019, Berrettini ha vinto un’altra volta contro Monfils, nella fase a gironi dell’ATP Cup 2021 (6/4, 6/2 il punteggio). I quarti di finale nel primo slam dell’anno sono il miglior risultato ottenuto da entrambi, con il francese che va alla ricerca della sua prima semifinale in Australia. Inoltre, il transalpino non ha mai battuto un top10 agli Australian Open (e arriva da nove sconfitte consecutive nei major contro i primi dieci giocatori del mondo), motivo per cui sarà certamente un match imperdibile.

Per Monflis si tratta del decimo quarto di finale in carriera a livello slam (quattro al Roland Garros e quattro agli US Open completano il quadro). Tuttavia, il francese ha raggiunto le semifinali solo in due occasioni (Roland Garros 2008 e US Open 2016).

Berrettini stando ai bookmakers parte favorito: i betting analyst di Snai vedono un suo successo a 1,55, mentre il passaggio in semifinale del francese è visto a 2,45. Tuttavia, potrebbero avere un peso le dodici ore e venti trascorse sul campo nei primi quattro turni. Rispetto all’allievo di Vincenzo Santopadre, Monfils è stato impegnato più di cinque ore in meno (per la precisione sette ore e trentanove minuti). Ma il trentacinquenne francese ha dieci anni in più rispetto a Matteo (è il secondo giocatore più anziano tra gli otto rimasti in tabellone dopo Rafael Nadal). Tra l’altro, l’unico match vinto in tre set da Berrettini è poi proprio l’ultimo disputato (7/5, 7/6, 6/4 a Carreño Busta), in cui è rimasto in battaglia meno di due ore e mezza.

Il numero uno italiano dovrà necessariamente affidarsi al suo gran servizio: emblematici, da questo punto di vista, gli 80 ace messi a segno in quattro match, il numero più alto di ace messi a segno tra i tennisti rimasti (Berrettini è terzo in questa speciale classifica, dietro ai 95 di Cressy e gli 85 di Cilic, ma entrambi sono già stati eliminati). Monfils non spicca in questa speciale classifica, posizionandosi in undicesima posizione (53 ace realizzati).

Attualmente numero sette del mondo, Berrettini potrebbe arrivare al best ranking di numero sei a fine torneo, a meno che Sinner o Auger-Aliassime vincano il titolo. Il francese, invece, ha iniziato la rassegna australiana da ventesima forza della classifica mondiale (peggior classificato tra i tennisti ancora in corsa), ma anche lui può vantare un best ranking di numero sei. La scorsa stagione, inoltre, il romano ha messo in bacheca due titoli – Belgrado 1 e Queen’s – mentre Monfils si è spinto al massimo fino alla finale di Sofia, sconfitto da Jannik Sinner. Ma quest’anno ha iniziato molto bene il 2022 vincendo il titolo ATP ad Adelaide 1.

Proprio l’altoatesino, come Berrettini, può ambire a raggiungere la semifinale. E anche lui è ritenuto favorito contro Tsitsipas: un successo del giovane altoatesino paga 1,72 su Planetwin365, mentre la vittoria del classe 1998 greco è in quota a 2,09. Se entrambi dovessero riuscire nel loro intento rappresenterebbero la quinta “coppia italiana” nella storia a centrare un simile traguardo, dopo Gianni Cucelli e Rolando Del Bello (Roland Garros 1948), Beppe Merlo e Nicola Pietrangeli (Roland Garros 1956), Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola (Roland Garros 1960) e Paolo Bertolucci e Adriano Panatta (Roland Garros 1973). Berrettini e Sinner, eventualmente, sarebbero dunque i primi a raggiungere le semifinali “in coppia” al di fuori del major parigino.

Tra le altre cose, il duello tra Monfils e Berrettini mette di fronte due tennisti le cui compagne sono di nazionalità diversa. Il francese, infatti, è sposato dal 16 luglio 2021 con l’ucraina Elina Svitolina, mentre l’italiano è innamorato di Ajla Tomljanovic – nata a Zagabria ma cittadina australiana – dal 2019.

Sarà una partita tutt’altro che facile per Berrettini. Monfils è un avversario ostico per chiunque e ha, tra le sue caratteristiche, alcuni momenti di lucida follia in cui gli riesce qualunque cosa. Matteo dovrà essere bravo ad arginare queste situazioni e a prendere il sopravvento nelle poche occasioni che avrà a disposizione. Difficile, infatti, che si verifichi una pioggia di palle break: fondamentale sarà la concretezza. E, perché no, anche la voglia di chiudere finalmente un cerchio per tracciarne uno nuovo, iniziando a guardare verso nuovi orizzonti.

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