ATP Roma: Donati gran cuore ma non basta. Djokovic a fatica. Fuori Cilic bene Ferrer e Wawrinka

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ATP Roma: Donati gran cuore ma non basta. Djokovic a fatica. Fuori Cilic bene Ferrer e Wawrinka

Nole costretto al terzo da Almagro, “solita” sconfitta di Marin Cilic. Feliciano Lopez elimina Nick Kyrgios in 2 set mentre Andrea Arnaboldi cede a David Goffin al terzo set. Fuori Tomic e Monaco, eliminati rispettivamente da Victor Troicki e Stan Wawrinka. Non prima delle 21 Berdych-Donati

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[5] T. Berdych b. M. Donati 6-2 6-4 (Raffaello Esposito)

Voglio impostare il mio gioco, vedere se posso stare al suo ritmo e provare a portarla a casa”, così Matteo Donati in un’intervista pomeridiana pre-match con Filippo Volandri. È un incrocio probante per il neo ventenne. Dopo la finale a Napoli e l’esaltante battesimo di ieri contro Giraldo infatti, il portacolori del T.C. “Match Ball” di Bra affronta in prima serata sul centrale il quinto favorito del torneo Tomas Berdych, autore finora di una stagione da incorniciare. Parafrasando una celebre battuta di John Belushi si potrebbe dire “Quando il gioco si fa duro… vediamo quanto duro sei”.
Donati mostra personalità nello scegliere di servire ma una stecca di dritto dà subito al ceco due palle break consecutive che Matteo annulla bravamente prima di capitolare alla terza occasione concessa, con un altro dritto scentrato. Berdych conferma il vantaggio ma l’italiano è in partita da subito, spinge senza paura con gran velocità di braccio, contende ogni singolo punto all’avversario e così facendo annulla una palla per il tre zero prima di difendere per la prima volta la sua battuta. Nel quinto game Donati non chiude un facile dritto per il 30-0, va sotto 15-40 e un ace non basta per evitare il quattro uno pesante che indirizza il primo set verso il sei due. Il peso della palla di Berdych sta scavando il solco ma Matteo non arretra di un passo, accetta il controbalzo per non perdere campo e alcuni suoi vincenti strappano smorfie di perplessità all’avversario. Il ventenne di Alessandria apre anche il secondo parziale al servizio ma stavolta conquista un sonoro game a zero portandosi avanti per la prima volta nel punteggio. E’ particolare la sua scelta, quando serve da sinistra, di posizionarsi nei pressi del corridoio per buttare fuori campo Berdych col kick o sorprenderlo al centro. Donati cresce in autorità, arriva ai vantaggi per la prima volta sul servizio avverso e solo un rovescio miracolato del ceco gli nega una palla break. Come spesso succede, un’occasione mancata si sconta e Matteo perde il servizio a zero nel terzo game pagando cara la leggerezza della sua seconda palla di servizio, l’unico fondamentale nel quale è ancora visibile e netta la distanza che lo separa dall’elite del tennis. La prima invece è già da big e Donati conquista il quinto gioco con tre aces fra i 195 e i 200 km/h. Nel turno successivo al servizio annulla due palle break con orgoglio prima di accorciare sul tre quattro con un altro ace. Berdych si deve appoggiare all’esperienza di mille battaglie per navigare di conserva e difendere i suoi turni di battuta da un Donati che non smette mai di lottare. Un onorevole sei quattro e i complimenti dell’avversario a rete chiudono il match con una certezza: Matteo dovrà irrobustirsi fisicamente ma la testa del campione è già lì. Il ceco dal canto suo avanza e avrà ora il vincente dell’ennesimo Fognini-Dimitrov di questo 2015.

[7] D. Ferrer b. R. Gasquet 6-4 7-5 (Francesco Scurci)

 

Partita prestigiosa sul Grand Stand fra lo specialista della terra battuta David Ferrer ed il talentuoso francese Richard Gasquet. In altri tempi questo match avrebbe potuto svolgersi in una fase più avanzata del torneo ma Gasquet, pur reduce dal fresco successo all’Estoril, ha perso qualche posizione in classifica a causa di un infortunio ed è così costretto a misurarsi con Ferrer già nel secondo turno. La chiave tattica del match appare subito scontata con Ferrer intento a spingere come un ossesso e Gasquet nella consueta e per lui esiziale posizione tre metri fuori dal campo; infatti il francese non riesce ad essere mai pericoloso in risposta nonostante la bassa percentuale di prime dello spagnolo (56% nel primo set) ma con una realizzazione dell’81% sulla seconda, a dimostrazione del fatto che così lontano dalla riga non ci sono speranze per il transalpino che fa male solo nelle rare volte in cui riesce a far andare il suo celeberrimo rovescio. Il break arriva subito nel terzo gioco con lo spagnolo che non soffre mai sul proprio servizio, non concedendo nemmeno l’ombra di una palla break e chiude 6-4 con un dritto inside out. Il secondo parziale inizia sulla falsariga del primo con lo spagnolo a menare le danze ed il francese troppo passivo da dietro che perde subito il servizio e va sotto 2 a 0; a questo punto Gasquet capisce che deve fare qualcosa per cambiare l’inerzia del match, comincia a spingere di più ed a variare gli schemi di gioco infilando un parziale di 3 giochi consecutivi, recuperando il break e portandosi in vantaggio per 3 a 2. La partita si fa più interessante e combattuta ma sul 4 pari Ferrer si procura la bellezza di tre palle break consecutive annullate brillantemente da Gasquet con delle ottime accelerazioni di rovescio. Ma è solo il preludio del break che arriverà sul 5 pari con il transalpino incapace di arginare l’offensiva dell’iberico che si porta 6-5 e chiude nell’ultimo game dovendo annullare due pericolose palle break. Ottima prestazione di Ferrer che chiude con 30 vincenti (ben 12 in più di Gasquet) e 21 unforced e dimostra di essere una garanzia di rendimento su questi campi. Gasquet invece è sulla strada del recupero ma fa male vedere un giocatore della sua qualità remare vicino ai teloni di fondo campo.

[1] N. Djokovic b. [PR] N. Almagro  6-1 6-7 (5) 6-3 (da Roma, Roberto Dell’Olivo)

Almagro ha messo in difficoltà il numero uno del mondo Nole Djokovic. La partita che non ti aspetti, Almagro sceso al numero 174  al mondo dal numero 9 del 2011 e che a Roma gioca grazie alla classifica protetta (si era operato al piede sinistro nel giugno dello scorso anno), dopo aver eliminato il nostro Vanni si ricorda di essere un tennista vero e mette più volte alle strette il serbo all’esordio quest’anno al Foro. La sua nona presenza, condita di 3 trionfi (2008, 2011 e 2014).

Sembrava un pomeriggio tranquillo, caldo anzi caldissimo, meglio chiudere in fretta senza troppa fatica e Nole in 28 minuti porta casa 6-1 il primo set. Nessuno avrebbe giocato un euro sul recupero dello spagnolo che nel secondo set  invece gioca punto su punto , tira a tutto braccio il suo diritto da applausi e porta Diokovic al tie break dove  annulla ben tre match point. Dal 5-2 Diokovic non fa più punti sotto la furia iberica e Almagro chiude 7-5. “Non mi aspettavo che avrebbe giocato così, ha meritato di vincere il secondo set e io non sono stato costante oggi”, dirà Djokovic nel postpartita. Il pubblico via via sempre più numeroso è felice.  Con una striscia positiva di 17 match , Djokovic ha vinto tutti e tre i master 1000 cui ha partecipato nel 2015 – e non c’era mai riuscito nessuno, poiperò ha saltato Madrid – e quando la partita arriva al terzo set qualcuno si chiede se Djokovic non stia accusando la desuetudine agonistica e pensa: “Chissà che non ci scappi la sorpresa!”. Inizia il set decisivo: Djokovic non accusa il colpo, Almagro non cala il ritmo e ci si diverte. Poi sul 3-2 per Nole, Almagro si impianta sulla terra battuta e finisce a ridosso della balaustra. Sta fermo per un po’. Zoppica  al punto che perfino l’arbitro Layhani scende a portargli del ghiaccio con Djokovic a sincerarsi del suo stato fisico. Ma non è nulla, si continua a giocare. Il momento è particolarmente delicato, i punti iniziano a valere doppio. Si respira un po’ di tensione e lo stesso Boris Becker, che da poco si è visto sorpassare nel numero di titoli vinti dal suo assistito, si alza in piedi a sostenere il suo pupillo. Novak è meno reattivo del solito, ma forse non ci si aspettava un Almagro così solido che ha un solo passaggio a vuoto proprio sul 4-3 Djokovic. “Ha servito benissimo dal secondo set in avanti, ho fatto davvero fatica a strappargli il servizio”. Lo spagnolo va sotto 15-40 gli scappano lunghi un paio di dritti  con Nole che riesce a rispondergli al corpo molto profondo . Nico accelera fin troppo, colpisce un nastro con un dritto e al colpo successivo ecco ancora che esagera, tira fortissimo  ma oltre la linea di fondo campo. Con tanto di imprecazione finale e lancio della racchetta. Ora Djokovic serve per il match per continuare la sua favola romana. C’è il tempo anche di un siparietto con l’arbitro Layhani a sentenziare un ace urlando un “Correction” con troppa virulenza. Djokovic si spaventa, le casse del Centrale fanno rimbombare la voce dell’arbitro con Nole che, a gesti, lo invita con la racchetta a parlare più piano. Ma è l’ultimo momento di  paura per il campione serbo che chiude deciso la pratica Almagro. Con abbraccio finale al degno avversario ed una dedica al pubblico: un bel “ Forza Roma”  scritto sulla telecamera raccoglie diversi consensi. I laziali avranno capito che era più una dedica alla città che alla squadra giallorossa? Oppure il doppio giocato per beneficenza la sera prima con Totti, Florenzi e DeRossi ha lasciato il segno?“Sono contento di aver vinto lottando, questo periodo di pausa mi ha fatto perdere un po’ di ritmo, mi serviva giocare in modo competitivo. Non ho visto la partita di Murray a Madrid, di certo so che Rafa non è al meglio ultimamente e la terra rossa di Madrid è una di quelle più veloci, quindi forse la meno adatta al tennis di Rafa“.

D. Goffin b. [Q] A. Arnaboldi 5-7 6-2 6-1 (Diego Serra)

Non avrà nulla da rimproverarsi Andrea Arnaboldi, milanese di ventotto anni, numero duecento del mondo, sbarcato da protagonista a Roma.  La sua avventura nel tabellone principale è stata onorata appieno. Arnaboldi inizia perdendo il servizio nel terzo game del primo set, e si difende in modo eroico nel settimo game respingendo al mittente ben quattro palle break. Riporta in parità il match nell’ottavo game con un break sul belga e approfitta di un dodicesimo game disastro di Goffin, che perde il servizio a zero. 7 a 5 e pubblico romano che tributa un lungo applauso al nostro giocatore. Arnaboldi all’inizio del secondo set si attacca al servizio, lo difende come l’ultimo baluardo di questa sua impresa capitolina. Nel primo game ribatte ben sei palle break del belga e tiene il servizio. E’ però il sussulto finale dell’avventura.  Break di Goffin nel quinto game, dopo aver fallito tre palle break, ma la quarta è fatale. Nuovo servizio perso da Arnaboldi nel settimo game e set chiuso per 6 a 2.  Terzo set senza energie per l’italiano. Che combatte prima di cedere il servizio nel primo game, respingendo tre palle break e strappando gli ultimi applausi. Ma non basta. Break di Goffin nel quinto e settimo game, partita chiusa. Per Andrea Arnaboldi una settimana da incorniciare, per Goffin Tsonga al prossimo turno.

[8] S.Wawrinka b. J.Monaco 4-6 6-3 6-2 (da Roma, Carlo Carnevale)

I fantasmi dei problemi personali che nelle ultime settimane lo hanno perseguitato sembravano aleggiare anche sul Centrale, ma Stan Wawrinka ha reagito di gran carattere; bella vittoria in tre set su Pico Monaco, che avrà più di qualche idea su cui ripensare questa sera. L’argentino va avanti un set e un break, ma si scioglie sotto il violento sole romano e cede di schianto nel parziale decisivo: Wawrinka parte malissimo, troppo dipendente dal dritto, che quando schiocca fa danni, ma spesso vola oltre le righe. Monaco scatta allo start, avanti 2-0 e spreca quattro occasioni del doppio break, prima di restituire il servizio. Sul 3-3 si susseguono tre break consecutivi fino al 4-5 Monaco, che fa valere i suoi quadricipiti e la sua solidità da maratoneta: cascata di gratuiti da entrambe le parti, l’argentino raddrizza il livello qualitativo con una stupenda controsmorzata di dritto incrociato e fa suo il primo set 6-4. Il pubblico si schiera con Wawrinka (si sente un “Vamos Stan”, che con un sudamericano in campo è un chiaro controsenso ideologico) e quasi resta bruciato quando Monaco va avanti 2-0 anche nel secondo, grazie alla sua consueta tigna e un ottimo gioco d’attaco, con dritti ad uscire che seguono prime incisive, spesso al centro: Wawrinka si sveglia d’improvviso, le sbracciate si fanno più fluide e i piedi sono molto più stabili, il timing si affina fino alla quasi perfezione e dall’1-3 per Monaco lo svizzero mette in borsa cinque giochi consecutivi, per regalare alla calorosa folla capitolina il terzo set di un incontro comunque godibile. Standard il calo di tensione di Monaco, che perde campo progressivamente, permettendo a Wawrinka di colpire alle sue altezze e i suoi ritmi preferiti: Stupenda una combinazione di pressione incrociata con il dritto nel terzo game del set conlusivo, terminata poi da un rovescio lungolinea in contropiede sul disperato cambio di Monaco; il 2-2 è l’unico momento di dubbio sull’esito del’incontro, Wawrinka infila quattro giochi consecutivi e con voce cavernosa esulta insieme ad un impassibile Norman. Al prossimo turno l’elvetico troverà il vincente tra Thiem e Simon.

[11] F. Lopez b. N. Kyrgios 6-4 7-6(4) (da Roma, Claudio Giuliani)

Supertennis TV cresce come numero di spettatori, almeno stando a quel che Binaghi ha dichiarato stamani in conferenza stampa – esordendo con un polemico “SuperTennis va benissimo, e mi dispiace per quei poveracci, gente che non conta niente e che per interessi personali ne parlano male” (Ubaldo Scanagatta gli ha chiesto a chi si riferisse, ma il presidente, dopo aver negato di aver detto la parola “poveracci”, che è invece registrata, ha detto “sono dei miserabili” senza indicare i destinatari) -, ma l’arena “intitolata” alla TV del CONI non ne vuole sapere di riempirsi, e neanche per la metà. Eppure in campo c’è l’uomo nuovo del tennis, il predestinato Nick Kyrgios, opposto a Feliciano Lopez, uno che ha iniziato a giocare il suo miglior tennis passati i trent’anni e che delizia le donne in tribune assolutamente lascive in quanto a complimenti. Il match inizia in maniera equilibrata. Ognuno usa le armi a propria disposizione: Kyrgios cerca di squartare la pallina girandole attorno colpendo ad uscire, mentre Lopez cerca di addormentare il gioco, alternando diritti non troppo angolati sul rovescio dell’australiano ai classici backspin. Sul 2 a 2 Kyrgios salva una palla break. Non riesce però a tenere il servizio sul quattro pari anche per via di alcune scelte tattiche non proprio azzeccate. Urla qualcosa al suo angolo Kyrgios, con il suo vocione, e intanto Lopez chiude 6-4 senza problemi facendo infuriare i tanti tifosi di Nick.

Si riparte con l’australiano che sembra essersi calmato, e che passa a condurre nel punteggio con Lopez che insegue. Il primo sussulto del set arriva sul tre pari quando Kyrgios offre un’altra palla break. Entrambi urlano: Kyrgios per i tanti gratuiti, Lopez per aver fallito l’occasione di strappare nuovamente la battuta al suo avversario. Lo spagnolo si infuria, se la prende con qualche spettatore che gli dà fastidio dietro la tribuna, ma riesce comunque ad arrivare al tiebreak. Kyrgios parte male e va subito sotto 3 a 1,  Lopez si issa fino al 5 a 4 per lui e chiude la partita con il servizio. Delusione fra i tanti fan di Kyrgios che hanno fischiato anche Lopez a fine gara. Un pubblico rumoroso che proprio non ce la fa a tifare tranquillamente per il proprio beniamino.

G. Garcia Lopez b. [9] M. Cilic 6-4 6-3 (di Roberto Salerno)

Sempre più imbarazzante trovare un modo per commentare le prestazioni di Marin Cilic. Il vincitore degli UsOpen ha giocato una buona partita, a tratti persino bella, contro un brav’uomo come Guillermo Garcia Lopez, numero 28 del ranking. Lo spagnolo è dotato di un rovescio di tutto rispetto ed è stato bravo a superare i pochi momenti complicati – come la palla break del sesto game, o l’interminabile decimo game, quando di palle break ne ha dovute annullare ben tre – senza particolari patemi, aiutato dal servizio. Cilic invece ha sempre penato, in perenne difficoltà sul proprio servizio, ha dovuto  fronteggiare palle break quasi tutte le volte che è andato alla battuta.

Neanche il secondo set – iniziato con un altro game fiume di 24 punti, in cui lo spagnolo ha avuto ben 6 opportunità di chiudere il discorso, e in cui Cilic è arrivato ad avere l’opportunità per il 2 a 0 – ha cambiato il corso delle cose. Marin ha ceduto il servizio alla nona palla break, nel quinto game,  con un doppio fallo, dopo che proprio grazie alla battuta si era cavato dai guai varie volte.
È sembrato finanche avvilito il croato, che si è disperato, ha rotto racchette, ha provato dropshot e ad assere aggressivo; ma davvero, questo Marin Cilic, non ha neanche un briciolo della spaventosa reattività messa in mostra in quei 6 giorni che sconvolsero il tennis.
Ma forse dovremmo cominciare a considerare che il buon Cilic, USOpen o no, è un buon top25. Come Guillermo.

Le altre partite

Anderson e Bellucci approfittano dei ritiri dei loro avversari  e volano al turno successivo. Bautista non ha il minimo problema nel derby contro Granollers ed è pronto a sfidare Djokovic, che farà bene a non distrarsi. Dura un solo set Sam Querrey, per poi sciogliersi al cospetto di un buon Tsonga. Gran battaglia e tre tiebreak tra Troicky e Tomic, vinta dal primo al terzo match point.

Risultati:

G. Garcia Lopez b. [9] M. Cilic 6-4 6-3
[Q] T. Bellucci b. [Q] D. Schwartzman 6-4 4-3 rit.
A. Dolgopolov b. M. Klizan vs [Q] 6-4 6-1
[11] F. Lopez b. N. Kyrgios 6-4 7-6(4)
V. Troicki b. B. Tomic 7-6(3) 6-7(4) 7-6(4)
[8] S. Wawrinka b. J. Monaco 4-6 6-3 6-2
D. Goffin b. [Q] A. Arnaboldi 5-7 6-2 6-1
[14] R. Bautista b. M. Granollers 6-1 6-3
[1] N. Djokovic b. [PR] N. Almagro 6-1 7-6(5) 6-3
[15] K. Anderson b. P. Kohlschreiber 3-0 rit.
[13] J.W. Tsonga b. S. Querrey 7-6(6) 6-0
[7] D. Ferrer b. R. Gasquet 6-4 7-5
[6] T. Berdych b. [WC] M. Donati 6-2 6-4

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Svelato il calendario dei tornei in Australia: nove eventi in programma più la ATP Cup

Tennis Australia ha inviato il calendario dei tornei pre-Australian Open ai giocatori che potrebbero partecipare

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La stagione 2021 tennistica non è ancora finita, ma gli occhi di tutti sono già puntati verso l’Australian Open 2022, che con il suo obbligo vaccinale sta già facendo discutere tutto il mondo del tennis. La seconda tappa a livello ufficiale è il calendario dei tornei previsti prima dello Slam australiano, inviato oggi tramite un memorandum a tutti i tennisti uomini e donne che potrebbero recarsi in Australia grazie alla loro classifica. Adelaide parte ospitando due tornei in contemporanea con l’ATP Cup, una partenza col botto per il circuito femminile che esordirà con un torneo di categoria 500 in programma dal 2 al 9 gennaio.

Il WTA 500 di Adelaide prenderà il posto in calendario del WTA 500 di Abu Dhabi, vinto lo scorso anno da Aryna Sabalenka. Non è da meno l’inizio del calendario ATP, che dal 1 al 9 gennaio vedrà sfidarsi sedici squadre nazionali da tutto il mondo nella Ken Rosewall Arena di Sydney per l’ATP Cup, ormai appuntamento fisso di prestigio dell’inizio di stagione. Ad Adelaide anche un torneo ATP 250, nello slot di calendario l’anno scorso occupato dall’Antalya Open e da Delray Beach. Calendario ricco anche a Melbourne, che dal 4 al 9 gennaio ospiterà ben due tornei WTA di categoria 250 e un ATP 250.

Spazio anche a tornei di categoria minore tra il 3 e il 9 gennaio, con l’ATP80 e ITF60k di Bendigo e Traralgon, entrambi a Victoria. A chiudere la prima settimana di tornei ci sarà il Victoria Wheelchair Open, dedicato al circuito del tennis wheelchair. Sydney sarà impegnata nella seconda settimana, con un altro WTA500 dal 10 al 15 gennaio al Sydney Olympic Park Centre. Nella stessa sede ci sarà un altro ATP250, erede insieme all’altro ATP250 sempre in programma dal 10 al 15 gennaio ad Adelaide dei due tornei vinti lo scorso anno da Jannik Sinner e Daniel Evans.

 

Il Memorial Drive di Adelaide vedrà in scena anche un altro WTA250, a completare quindi il programma pre-Australian Open con ben cinque tornei riservati alle donne. Victoria ospiterà gli ultimi due tornei del programma, il Melbourne Wheelchair Open allo Hume Tennis Center di Victoria e un torneo Juniors di categoria J1 a Traralgon, entrambi dal 15 al 19 gennaio. Nessuna sorpresa invece per la terza e quarta settimana dello swing australiano, con l’Australian Open maschile e femminile in calendario dal 17 al 30 gennaio. Definite anche le date dell’Australian Open Junior, dal 19 al 29 gennaio, e dell’AO Wheelchair Championship, dal 23 al 27 gennaio.

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Nitto ATP Finals: Zverev è impeccabile, Medvedev mai in partita. Secondo titolo di Maestro per Sascha

Il tedesco è ingiocabile al servizio e la sua potenza imbriglia il gioco del russo. Il primo campione delle Finals di Torino è lui

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[3] A. Zverev b. [2] D. Medvedev 6-4 6-4

Prima della finale di oggi, la prima delle Nitto ATP Finals giocata a Torino, era accaduto 10 volte su 18 che in caso di rivincita in finale tra due giocatori che si erano già affrontati nel girone, il perdente della prima sfida avesse poi ribaltato il risultato nell’atto conclusivo. Bene, ora possiamo aggiornare a 11 su 19.

Alexander Zverev gioca il miglior match del torneo solo poche ore dopo aver eliminato Novak Djokovic in semifinale, annichilendo Daniil Medvedev in appena 75 minuti con un 6-4 6-4 che non rende nemmeno giustizia alla sua superiorità in campo. Medvedev aveva vinto le ultime cinque sfide consecutive con il tedesco di cui due negli ultimi giorni: la semifinale di Parigi Bercy e come detto il match di Round Robin vinto al tie-break decisivo martedì pomeriggio.

 

Per Sascha si tratta inoltre del sesto titolo della sua stagione, il più prestigioso, ed è anche il secondo alle ATP Finals dopo quello vinto a Londra nel 2018. La vittoria di oggi è anche la n.59 di un 2021 chiuso in modo trionfale (Zverev non giocherà le Finals di Coppa Davis).

In entrambi i set il break è arrivato piuttosto presto, nel terzo game del primo e nel gioco di apertura del secondo. Da lì in avanti è cominciata una performance sontuosa del tedesco al servizio che chiuderà il match senza concedere alcuna palla break con 8 ace, un solo doppio fallo e l’83% di punti con la prima messa in campo quasi 3 volte su 4 (74%). Molto bene anche nelle scelte di discesa a rete con Medvedev lontanissimo dal campo in risposta (15 punti su 21).

Con simili numeri è già stato miracoloso il fatto che Medvedev abbia raccolto otto giochi complessivi, considerando che anche da fondo campo il russo è apparso molto lontano da una delle sue versioni migliori chiudendo addirittura con un saldo negativo tra vincenti ed errori (14/16), un autentico inedito per il Medvedev visto questa settimana.

Un Medvedev apparso quasi più apatico del solito in campo, incapace di invertire la tendenza di un match apparso da subito in salita. Forse non si aspettava nemmeno che Zverev fosse così fresco 17 ore dopo la battaglia con Djokovic nella seconda semifinale. Eppure quello più stanco dei due sembrava proprio il russo che ieri pomeriggio aveva passeggiato contro Casper Ruud.

Per Zverev si ripete dunque quanto era accaduto a Ivan Lendl nel 1982: ottenere il secondo titolo di Maestro senza ancora aver mai vinto un torneo del Grande Slam. Gli farà piacere sapere che poi Ivan ne ha vinti ben otto e a lui il tempo certamente non manca.

Il tabellone completo

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ATP Finals, è di Zverev la battaglia con Djokovic: sarà finale contro Medvedev

Il tedesco la spunta in quasi due ore e mezza di gioco e centra la sua seconda finale alle ATP Finals. Bello l’abbraccio a fine partita col serbo

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Alexander Zverev (sinistra) e Novak Djokovic (destra) - Nitto ATP Finals Torino 2021 (foto Twitter @atptour)

[3] A. Zverev b. [1] N. Djokovic 7-6 4-6 6-3

Ci si aspettava una battaglia, battaglia è stata. E a vincerla è Alexander Zverev, che elimina il numero uno del mondo Novak Djokovic in tre set e si qualifica per la finale delle ATP Finals, la seconda della sua carriera dopo quella vinta nel 2018 proprio contro il serbo. Il 24enne tedesco ottiene nel sabato sera del PalaAlpitour di Torino la sua quarta vittoria contro il numero uno del mondo, tornando a batterlo dopo il successo in rimonta di quest’estate alle Olimpiadi di Tokyo. È stata una partita equilibrata e molto combattuta, ma il tedesco complessivamente è stato il giocatore migliore: a fine gara sono 35 i suoi vincenti, contro i 27 del serbo, e 24 i suoi errori gratuiti, contro i 29 di Nole.  Zverev è stato bravo a rintuzzare le variazioni di gioco di Djokovic e lo ha battuto spesso anche negli scambi che si sono allungati oltre i nove colpi (il conteggio totale di questo tipo di scambi a fine gara è di 20-10 a favore del vincitore).

Sascha si giocherà il primo titolo sul suolo di Torino contro Daniil Medvedev e di certo arriverà alla finalissima meno riposato del russo, considerando che il campione dello US Open ha giocato nel pomeriggio (vincendo facilmente contro Ruud) e che la semifinale contro Djokovic è durata la bellezza di 2 ore e 28 minuti. Nole, dal canto suo, saluta Torino con un pizzico di amarezza (brutto il passaggio a vuoto che gli è costato il break nel terzo set) e rimanda ulteriormente l’appuntamento con il sesto trionfo alle ATP Finals, un appuntamento che aspetta dal 2015.

 

PRIMO SET: SUPER ZVEREV – Nel primo set regna l’equilibrio, i primi giochi sfilano via con i turni di servizio rispettati senza scossoni: si arriva al 5-4 senza che alcuno dei due giocatori permetta all’avversario di arrivare a 40 in risposta. Questo è dovuto soprattutto all’ottimo rendimento di entrambi al servizio: Nole vanta in questa fase l’81% di prime di servizio “unreturned” e Sascha il 77%, a conferma anche del fatto che la velocità della superficie torinese rende più agevole il compito di chi serve. La situazione inizia a movimentarsi nel decimo gioco, con Zverev al servizio: uno scambio lungo e di altissimo livello si conclude con uno schema palla corta-lob vincente di Djokovic, che chiama l’aiuto del pubblico. Poi Nole piazza la zampata: accelerazione di rovescio lungolinea vincente e prima palla break dell’incontro sul 30-40. Ma Sascha tira una sassata esterna con la prima palla, si salva e fa 5-5. Nel game successivo i ruoli si invertono: è Zverev che arriva a due palle break (15-40). Nole annulla la prima con un’ottima prima slice a uscire, e sulla seconda si inventa una gran cosa: segue a rete la prima palla centrando una gran demi-volée di rovescio. Una prodezza che gli permette di salire successivamente sul 6-5 garantendosi il tie-break. Tie-break che arriva, perchè nel dodicesimo gioco Sascha combina due pasticci con il diritto a punto già mezzo vinto ma poi si aggrappa a San Servizio e sale 6-6. Nel gioco decisivo, Djokovic commette un sanguinoso doppio fallo e Zverev va 3-2, ma restituisce il mini-break con un evitabilissimo errore di diritto. Il 24enne però torna subito avanti leggendo bene una palla corta del serbo aiutato anche dal nastro, che gli sistema la palla sul diritto per chiudere il punto (5-3). Sul 5-4 c’è uno scambio massacrante: Nole tenta di avvolgere l’avversario nella sua ragnatela, ma il tedesco si inventa un rovescio da applausi dal centro del campo (6-4). Ed è buono il primo set point, con la prima vincente: è 7-6 Zverev dopo un’ora esatta di gioco. Ed è un verdetto che può dirsi meritato, se si considera che la bilancia dei vincenti pende nettamente dalla parte del tedesco (14-8), il quale vince il 67% di punti sulla seconda contro il 38% di Nole.

SECONDO SET: LA ZAMPATA DI NOVAK – Segnali di cedimento di Djoko nel secondo gioco del secondo set, ma Zverev, avanti 15-30 in risposta, spreca una ghiotta opportunità mettendo fuori un (per lui) non impossibile passante di diritto in recupero (1-1). Salvo che in quella circostanza, non ci sono grandi scossoni e si arriva al 4-4. Sul servizio tedesco, Nole si fa avanti e sale 15-30 con uno smash, poi prende ancora il centro del campo affondando col diritto e chiudendo con un altro smash: palla break sul 30-40. Ma Zverev la annulla con un ace al centro. Djoko però spara un vincente con il rovescio incrociato, che impatta la linea (inutile il falco chiamato da Zverev): la seconda occasione è quella buona perché il serbo tira fuori una risposta da campione alla prima di servizio del tedesco (5-4). Il numero uno del mondo va a servire per il secondo set (dopo aver piantato un urlaccio al suo box affinché gli venisse portato un collirio al cambio di campo) e, con l’aiutino di Zverev che va fuori giri col rovescio, ha due set point a disposizione: ma concede due errori e il tedesco si arrampica sul 40-40. Qui però l’asso di Belgrado scaglia un ace al centro, ma Zverev non sta a guardare, entra dentro il campo e chiude col diritto. Al momento giusto arriva un’altra prima vincente ma sul quarto set point Zverev risponde alla grande col diritto. Sascha cerca un vincente col rovescio lungo linea ma la palla gli esce, e il quinto set point è quello buono con l’ace al centro di Nole, il sesto del suo match. Al termine di altro set equilibrato è chirurgico il serbo, che al momento giusto si aiuta con il servizio e non concede palle break in questo parziale: dopo un’ora e 49 minuti si va al terzo set.

TERZO SET: ZVEREV NON TREMA – Il turning point è nel quarto game, quando Djokovic si trova a dover fronteggiare due palle break dopo aver affossato malamente un diritto (15-40). Sulla prima, il rovescio di Zverev è lungo; ma sulla seconda il serbo casca sul terreno che dovrebbe essere a lui favorevole, sbagliando in lunghezza un rovescio in manovra durante uno scambio dal fondo che si era allungato. Zverev sale 3-1 e servizio e conferma il break aiutandosi con la prima palla (4-1). Nole sale 4-2 tenendo il servizio a zero, ma è nei turni di battuta di Alexander che ora si gioca la partita: è noto come Sascha in simili circostanze a volte ceda mentalmente e in effetti il tedescone concede palla del contro-break regalando col diritto. Però Nole gli dà una mano, forzando in modo inopportuno col diritto: la palla è lunga. Zverev tira un sospiro di sollievo anche nel punto seguente, quando, chiamato a rete dal serbo, vede il suo passante di rovescio sfilare fuori (non era facilissimo, per la verità). Infine, con una prima vincente Sascha si assicura la possibilità di servire per il match (5-2). Djokovic tiene il servizio in un gioco facile e interlocutorio (5-3) e si arriva al momento della verità: Zverev stavolta non trema, serve bene, comanda il gioco e arriva a tre match point quando un recupero di Djokovic sfila lungo. E porta a casa il match alla sua maniera, con un ace centrale. Il braccio di ferro lo vince Sascha, il bell’abbraccio a rete è una degna conclusione.


LE PAROLE A CALDO – A caldo, ai microfoni di Diego Nargiso, Zverev ha voluto fare un tributo a Djokovic: “A volte ci si dimentica tutto quello che Novak ha raggiunto. Abbiamo giocato cinque volte quest’anno e voglio dargli un tributo. E’ un giocatore pazzesco, il migliore di tutti i tempi, nessuno merita rispetto più di lui. La finale con Medvedev? Sarà una grande partita e spero che il pubblico sia dalla mia parte! Io sono il campione olimpico, lui ha vinto lo US Open, cercheremo di dare vita al miglior show possibile”.

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