Roland Garros femminile con poche certezze

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Roland Garros femminile con poche certezze

A differenza delle ultime stagioni i tornei di preparazione hanno dato indicazioni meno chiare in vista dello Slam sulla terra rossa

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Verso Parigi con poche certezze. Così sintetizzerei la situazione del tennis femminile in questo momento. In sede di presentazione della stagione sulla terra battuta avevo preparato una tabella riassuntiva da cui si deduceva che negli ultimi tre anni tutti i tornei importanti sul rosso erano stati vinti esclusivamente da Williams e Sharapova. Quest’anno invece sembra di essere tornati al 2011, con una tedesca a vincere il torneo di casa (Kerber, sempre contro Wozniacki), Kvitova a Madrid e Sharapova a Roma. Lo schema però non potrà ripetersi sino in fondo, visto che la vincitrice del Roland Garros 2011, Li Na, nel frattempo si è ritirata.

Tab pre RG 2015

Se invece vogliamo affrontare un discorso più soggettivo, vale a dire quello relativo al livello di gioco espresso dalle più forti, allora secondo me c’è stato un leggero calo rispetto alla stagione precedente. A parte qualche eccezione (Suarez Navarro, Kvitova, Wozniacki) la maggior parte delle tenniste di vertice secondo me ha giocato un po’ meno bene rispetto al 2014. Difficile dire se per una differente gestione delle forze in vista del torneo più importante o perché non sempre si riesce a raggiungere la forma quando lo si desidera. Ecco come stanno, secondo me, le prime dieci del ranking.

 

1) Serena Williams
Miglior risultato in carriera al Roland Garros: vittoria (2002, 2013)
Risultato 2014: secondo turno (Muguruza def Williams 6-2, 6-2)

L’anno scorso Williams aveva vinto a Roma e, da campionessa in carica, a Parigi si presentava come grande favorita per la riconferma. Invece venne eliminata addirittura al secondo turno da Muguruza, giocatrice in grado di sostenere il confronto con il tennis potente di Serena.
Williams ha dichiarato recentemente di avere sbagliato l’avvicinamento allo Slam 2014, allenandosi troppo poco nella settimana precedente, e di non avere l’intenzione di ripetere l’errore.
Per quanto ho visto, a me sulla terra non è sembrata ai livelli dell’anno scorso: dopo il weekend non entusiasmante di Fed Cup, ha saltato Stoccarda, e a Madrid si è salvata per il rotto della cuffia contro Azarenka; mentre ha racimolato appena cinque giochi contro Kvitova. A Roma ha giocato solo un incontro, e poi si è ritirata.
E’ vero che in sostanza ha perso un solo match (che le è costato l’imbattibilità del 2015) ma ha anche giocato poco. Il ritiro è sembrato precauzionale, per cui non penso avrà problemi fisici seri. La salute è salvaguardata, ma al momento la forma resta una incognita.

2) Maria Sharapova
Miglior risultato RG: vittoria (2012, 2014)
Risultato 2014: vittoria

La vincitrice del torneo di Roma ha dimostrato di essere in crescita rispetto alla giocatrice un po’ arrugginita di Stoccarda, costretta a saltare la Fed Cup per un piccolo infortunio.
A mio avviso, però, il suo livello di gioco su terra quest’anno non ha raggiunto quello del 2014. Insolitamente incerta nella risposta al servizio, e anche meno solida nel palleggio, con un numero di errori gratuiti superiore ai suoi migliori standard.
Il fatto che malgrado tutto abbia ugualmente vinto gli Internazionali testimonia secondo me due cose: che in questo momento forse manca una concorrenza particolarmente insidiosa; ma soprattutto quanto sia eccezionale la sua forza mentale, che le consente di venire a capo di match in cui non gioca al meglio. Sotto questo aspetto segnalo la partita di Madrid contro Garcia, in cui ha saputo spuntarla grazie al killer instinct, visto che secondo me  la sua avversaria stava giocando meglio di lei. È la campionessa in carica a Parigi, e la possibilità di ripetersi c’è. Per chi ci crede, segnalo che contro di lei c’è la cabala: non ha mai vinto uno Slam negli anni dispari (successi nel 2004, 2006, 2008, 2012, 2014).

3) Simona Halep
Miglior risultato RG: finale (2014)
Risultato 2014: finale (Sharapova def Halep 6-4, 6-7, 6-4)

Luci e ombre per Simona Halep. Ha perso a Stoccarda da Wozniacki, a Madrid da Cornet e a Roma da Suarez. La sconfitta più inattesa è stata quella di Madrid, visto che negli altri due casi ha trovato avversarie in forma eccezionale. Ma in compenso ci sono stati anche match positivi: quello di Stoccarda con Muguruza (giocatrice molto sofferta in passato) e quelli di Roma in cui ha lasciato le briciole alle avversarie dei primi turni.
Ma forse l’aspetto più importante lo si è ricavato dalle ultime interviste, in cui Halep ha dichiarato di essere fisicamente del tutto a posto; e la cosa non è da trascurare, visto che era arrivata alla conclusione della stagione su cemento con qualche acciacco. Essere sana e con il pieno di energie è fondamentale per uno Slam che richiede molto sul piano fisico come quello parigino. Sempre molto costante, mi sembra difficile che possa uscire al Roland Garros per una giornata storta: la mia impressione è che per batterla occorrerà giocare ad un livello davvero alto, e non è detto che ci sia qualcuna in grado di raggiungerlo.

4) Petra Kvitova
Miglior risultato RG: semifinale (2012)
Risultato 2014: terzo turno (Kuznetsova def Kvitova 6-7, 6-1, 9-7)

Due mesi senza partite, rientro in Fed Cup e poi la sconfitta a Stoccarda all’esordio contro Madison Brangle. Sembrava in difficoltà, invece si è ritrovata strada facendo a Madrid, arrivando a giocare benissimo; mentre è apparsa un po’ provata a Roma. Non credo che sia un caso che abbia bissato (dopo quattro anni) la vittoria proprio a Madrid: è il torneo su terra con le condizioni più veloci, cioè più adatte al suo tipo di tennis.
La forma sembra esserci, ma in Francia ci sono almeno due aspetti che sono a suo sfavore: le condizioni di gioco lente (per le sue caratteristiche), e la possibilità di trovare giornate calde, che Petra fatica a digerire. Sulla terra battuta soffre particolarmente le giocatrici difensiviste e quindi anche il tabellone sarà importante per capire fin dove potrà arrivare.

5) Caroline Wozniacki
Miglior risultato RG: quarto di finale (2010)
Risultato 2014: primo turno (Wickmayer def Wozniacki 7-6, 4-6, 6-2)

L’anno scorso a Parigi Caroline era reduce dallo choc del mancato matrimonio, e al primo turno perse una partita affrontata chiaramente con la testa altrove.
Nel stagione su terra 2015 Wozniacki è invece partita benissimo, ma poi è sembrata in leggera flessione. Davvero molto brava a Stoccarda (dove ha sconfitto Safarova, Suarez, Halep prima di perdere in finale da Kerber), in Spagna mi è parsa un po’ meno incisiva, anche se una sconfitta contro Sharapova ci può sempre stare.
Contro Azarenka a Roma ha confermato che ultimamente sembra proprio non riuscire a trovare la formula giusta per affrontare Vika: tre partite e zero set vinti nel 2015. Non è uscita in modo brillante dagli Internazionali, ma dopo tre anni negativi ha ritrovato la capacità di fare risultati sul rosso. Se recupera la forma e la convinzione di Stoccarda penso potrebbe fare strada.

6) Eugenie Bouchard
Miglior risultato RG: semifinale (2014)
Risultato 2014: semifinale (Sharapova def Bouchard 4-6, 7-5, 6-2)

Un 2014 da incorniciare (sopratutto negli Slam) e un 2015 da dimenticare; almeno sino a oggi. Dopo gli exploit che l’hanno proiettata ai vertici del tennis femminile è arrivata la difficile fase della conferma. Con le avversarie che l’aspettano al varco, i media che ne hanno fatta una protagonista caricandola di responsabilità e un nuovo allenatore (ex di Azarenka) assunto per cercare di invertire il trend negativo.
Se non altro a Roma è riuscita a sfiorare la vittoria contro Suarez Navarro, anche se l’ha mancata in un rocambolesco finale. L’anno scorso a Parigi contro la stessa avversaria era invece riuscita ad aggiudicarsi un match in cui era stata indietro in tutte e tre i set. Ma quella era una Bouchard che mentalmente era fortissima e senza incertezze. Al Roland Garros arrivano punti pesanti in scadenza, e il rischio è quello di cominciare un arretramento nel ranking difficile da contrastare.

7) Ana Ivanovic
Miglior risultato RG: vittoria (2008)
Risultato 2014: terzo turno (Safarova def Ivanovic 6-3, 6-3)

Una stagione su terra in linea con la parte iniziale dell’anno, vale a dire chiaramente inferiore allo stesso periodo del 2014. Sconfitta a Stoccarda da Garcia, a Madrid da Suarez e a Roma da Gavrilova. La vittoria con Svitolina non basta a rendere sufficiente il rendimento di una giocatrice che era classificata al numero 5 del mondo.
Ivanovic è reduce dall’ennesimo divorzio dall’allenatore, a conferma di una fase difficile della carriera. L’anno scorso aveva fatto benissimo nei tornei WTA ma deluso negli Slam; chissà che a Parigi non riesca a fare l’opposto trovando finalmente un risultato positivo. I suoi picchi di gioco glielo consentirebbero, bisogna vedere se riuscirà ad essere all’altezza anche sul piano psicologico, superando l’opaco momento attuale.

8) Carla Suarez Navarro
Miglior risultato RG: quarti di finale (2008 e 2014)
Risultato 2014: quarto di finale (Bouchard def Suarez 7-6, 2-6, 7-5)

Non credo occorra dire molto: è la tennista del momento, per come ha giocato e per i progressi mostrati su tutte le superfici. Quarta nella Race, a conferma di un inizio anno eccezionale.
Quarti di finale a Stoccarda (sconfitta da Wozniacki), quarti a Madrid (battuta da Serena, che per ora non riesce proprio a contrastare) e finale a Roma, dopo aver sconfitto tre top ten (Bouchard, Kvitova, Halep). Per formazione giovanile e risultati del passato è probabilmente la più specialista della terra delle prime otto teste di serie. Da esordiente nel 2008 a Parigi riuscì ad arrivare ai quarti di finale (partendo dalle qualificazioni).
A Roma ha terminato la finale un po’ in riserva di energie, ma in tutta la stagione ha dimostrato di avere una condizione e un fondo invidiabili, visto che ha vinto quasi tutte le partite andate al terzo set (16 vinte, 4 perse). I dubbi sono soprattutto sul piano caratteriale, dato che negli anni passati aveva mostrato grandi difficoltà nel chiudere le partite. Quest’anno è progredita sotto questo aspetto, ma non quando arriva la finale, che rimane ancora uno degli scogli più difficili da superare (8 finali su 9 perse in carriera).

9) Ekaterina Makarova
Miglior risultato RG: quarto turno (2011)
Risultato 2014: terzo turno (Stephens def Makarova 6-4, 7-6)

La terra non è la sua superficie preferita e i risultati degli ultimi tornei lo confermano.
Sconfitta da Kerber a Stoccarda, da Kuznetsova (sua bestia nera) a Madrid, e a Roma da Dulgheru.
Non ha molto da difendere rispetto all’anno scorso e non ha di certo giocato troppo nelle ultime settimane. Penso che per lei potrebbe essere importante il sorteggio: riuscisse ad evitare mine vaganti e ostacoli insidiosi nei primi turni magari potrebbe acquisire un po’ di fiducia strada facendo. Resta il fatto che la sua parte di stagione favorita sarà quella che incomincerà dopo, sull’erba, tra Eastbourne e Wimbledon.

10) Andrea Petkovic
Miglior risultato RG: semifinale (2014)
Risultato 2014: semifinale (Halep def Petkovic 6-2, 7-6)

Pessimo momento per Petkovic: ha rinunciato a Stoccarda per un piccolo infortunio nel weekend di Fed Cup, poi si è ritirata a Madrid per un problema gastrointestinale; e ha saltato anche Roma. Ma non è bastato per togliersi la sfortuna che sembra di nuovo averla colpita, con problemi fisici in serie. A Norimberga infatti si è ritirata per un infortunio alla gamba destra, la cui entità è ancora da valutare. Al Roland Garros 2014 aveva raggiunto per la prima volta una semifinale Slam, a coronamento di un periodo in cui aveva finalmente potuto giocare senza infortuni;  quest’anno sembra di nuovo essere precipitata nel gorgo dei problemi fisici in serie che l’hanno tormentata altre volte in passato. Il suo stato di salute è tutto da verificare.

Le Italiane
Il torneo di Roma ha fornito indicazioni negative per le giocatrici italiane. Forse la prestazione migliore è risultata la sconfitta di Knapp contro Kvitova; partita in cui Karin nel terzo set ha servito due volte per il match, prima di perdere al tiebreak. Ma se si deve parlare di una sconfitta onorevole per citare qualcosa di buono, si capisce che la situazione non è particolarmente rosea.
Rispetto all’anno scorso un po’ tutte le giocatrici si presentano con rendimenti peggiori. Resta la possibilità che Schiavone a Strasburgo e Vinci e Knapp a Norimberga riescano a risollevarsi nei tornei in corso. (Nel momento in cui scrivo tutte hanno passato il primo turno). Giorgi è più adatta al veloce (meglio ancora se indoor) e anche Pennetta negli ultimi anni ha mostrato di preferire il cemento. Dopo lo straordinario biennio di Francesca Schiavone (vittoria 2010, finale 2011) il Roland Garros è diventato fondamentale soprattutto per Sara Errani, e lo spiegano i risultati: finale nel 2012, semifinale nel 2013, quarto di finale nel 2014. Un trend negativo ma pur sempre ad altissimi livelli. Parigi per Sara rappresenta l’ultima e più importante occasione sul rosso prima che si passi a giocare sull’erba.

Le outsider
Se usciamo dalle prime sedici del tabellone (qui non ho approfondito le giocatrici dal 10 al 16 per ragioni di spazio, ma che non credo si potrebbero considerare sorprese nomi come Kerber, Safarova o Keys) indicherei innanzitutto cinque nomi: tre tenniste affermate e due giovani.

Comincerei con Victoria Azarenka, in crescita di classifica e di gioco. A mio avviso non è ancora ai livelli pre-infortunio, ma vale comunque più della posizione 27 che dovrebbe avere nel sorteggio. Una brutta cliente per le teste di serie più alte. Accanto ad Azarenka segnalerei due giocatrici molto esperte come Samantha Stosur e Svetlana Kuznetsova: tenniste che conoscono la superficie e in passato hanno ottenuto grandissimi risultati a Parigi (vittoria e finali).

Tra le giovani cito Garbiñe Muguruza (che l’anno scorso ha eliminato Serena e impegnato moltissimo Sharapova, dimostrando di poter giocare molto bene sulla terra) e Caroline Garcia, che però sino ad ora il suo meglio sul rosso lo ha mostrato in altitudine (Bogotà e Madrid).
Garcia è anche giocatrice di casa, e chissà che la spinta del pubblico non aiuti qualche francese (Cornet, Mladenovic, Parmentier, Dodin).

Infine ci sono le giocatrici che sono ancora indietro nel ranking, ma che hanno iniziato l’anno con una marcia in più, come dimostra la posizione nella Race: Bacsinszky, Svitolina e Gavrilova. E le rumene Begu e Dulgheru. Mi pare più probabile che possa fare strada qualcuna di loro rispetto a qualche specialista del rosso oggi più indietro in classifica. Ma in questi casi molto dipenderà dai sorteggi; a volte è proprio il tabellone a favorire approdi alla seconda settimana che oggi sarebbe difficile ipotizzare.

P.S. Come già in occasione degli Open d’Australia, questa rubrica si ferma durante lo Slam. Ritornerà fra tre settimane, al termine del Roland Garros.
Buon torneo a tutti.

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I migliori colpi in WTA: le demivolée

Decima puntata della serie dedicata alle giocatrici migliori nel singolo colpo. Chi possiede le demivolée più efficaci del circuito?

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Ons Jabeur

Le puntate precedenti:
1. I migliori colpi in WTA: il servizio
2. I migliori colpi in WTA: la risposta
3. I migliori colpi in WTA: il dritto
4. I migliori colpi in WTA: il rovescio a due mani
5. I migliori colpi in WTA: i rovesci a una mano
6. I migliori colpi in WTA: la smorzata
7. I migliori colpi in WTA: il pallonetto
8. I migliori colpi in WTA: volée e schiaffo di dritto
9. I migliori colpi in WTA: volée e schiaffo di rovescio


Per la serie dedicata ai migliori colpi in WTA, ecco l’articolo che affronta il terzo tema del gioco di rete: le demivolée di dritto e di rovescio. Ricordo che la classifica è riservata alle tenniste in attività, comprese fra le prime 100 del ranking.

Trovate la spiegazione completa sui criteri utilizzati per definire le graduatorie nella prima parte dell’articolo dedicato al dritto. Mentre per quanto riguarda le logiche che mi hanno portato alla suddivisione del gioco di rete in quattro temi, rimando all‘articolo di due settimane fa. In sintesi, le categorie previste sono queste:
– Volée e schiaffo al volo di dritto
– Volée e schiaffo al volo di rovescio
– Demivolée
– Overhead

 

Le demivolée
Ormai in questa serie di articoli l’ho scritto infinite volte: nel tennis contemporaneo il gioco di rete è diventato minoritario, poco praticato rispetto a periodi del passato ricchi di giocatrici che adottavano il serve&volley o che comunque cercavano la rete con insistenza. Di conseguenza anche la demivolée è diventata un colpo più raro; anzi forse il più raro di tutti, visto che si devono verificare situazioni particolari perché venga utilizzato in uno scambio.

D’altra parte, nel tennis di oggi, basato sulla aggressività del gioco da fondo, sono aumentate le occasioni nelle quali si colpisce di mezzo volo dalla linea di fondo. Una scelta compiuta per non perdere campo e non lasciare l’iniziativa alla avversaria.

Occorre quindi un chiarimento, perché il colpo di controbalzo da fondo campo e quello nei pressi della rete richiedono doti un po’ differenti. In quello effettuato da dietro, che normalmente è eseguito su palle molto veloci, è necessario soprattutto un grande timing; in quello eseguito in avanti, di solito eseguito su palle più lente, è richiesta soprattutto una grande “mano”. Questo non significa che non possa capitare di giocare anche da fondo colpi tecnicamente molto simili alle demivolée “da rete”, ma si tratta di situazioni molto meno frequenti.

Per rimanere nel tema prestabilito, noi qui ci interessiamo del colpo giocato in avanti. Destrezza, sensibilità, rapidità di pensiero, capacità da giocoliere, sono alcune delle doti che aiutano a diventare abili esecutrici di demivolée nei pressi della rete. Ma aggiungerei anche una questione mentale. Per primeggiare nella demivolée è indispensabile un atteggiamento deciso e sereno: per riuscire in questo genere di colpi si deve essere convinte che attraverso il movimento in avanti si sta mettendo la maggiore pressione possibile all’avversaria.

Se, al contrario, chi si trova a rete si sente indebolita, come se fosse uscita dalla trincea inerme di fronte all’artiglieria nemica, allora è molto probabile che al momento di eseguire una demivolée si farà prendere dall’ansia, e finirà per sbagliare il colpo. Di recente in una intervista rilasciata a Eurosoport, Simona Halep ha detto testualmente: “Mi spavento quando sono nei pressi della rete” (“I get scared when I am around the net”). Si capisce che con uno stato d’animo del genere tutto diventa più difficile.

Veniamo alla scelta dei nomi. Avessi scritto questo articolo un paio di anni fa, avrei segnalato innanzitutto due giocatrici, che purtroppo nel frattempo si sono ritirate: Agnieszka Radwanska e Magdalena Rybarikova. Radwanska racchiudeva in sé il meglio sul piano della improvvisazione e della delicatezza di mano; Rybarikova invece era una specie di giocoliera prestata al tennis: in diverse interviste aveva raccontato come sin da piccola eccellesse in qualsiasi attività di destrezza eseguita con la palla, ben al di là delle esigenze richieste dal suo sport professionistico.

Senza loro due in gara, la scelta è diventata più ardua. Anche perché sono così infrequenti le occasioni in cui si esegue una demivolée che risulta davvero difficile, almeno per me, stabilire una gerarchia precisa. Sinceramente faccio anche fatica a separare l’esecuzione di dritto da quella di rovescio, ed è la ragione per cui ho preferito definire una graduatoria comune.

In sostanza mi sono trovato a non avere certezze granitiche. Per cui se avrete da ridire su chi è stata esclusa e chi no, ammetto subito di non possedere argomenti davvero persuasivi per difendere le mie posizioni. Tra le escluse cito (in ordine alfabetico): Andreescu, Bertens, Garcia, Kontaveit, Kuznetsova, Kvitova, Mertens, Sevastova, Stephens, Townsend, Vekic, Vondrousova, Serena Williams, Zheng Saisai.

Per la stessa difficoltà a definire valori precisi, alla fine ho sì scelto dieci nomi, ma ho preferito rinunciare a una gerarchia di merito. Mi sono limitato all’ordine alfabetico. Se ne avrete voglia, lascio a voi stabilire chi dovrebbe occupare le posizioni più alte della classifica di questa settimana.

a pagina 2: I primi cinque nomi (dalla A alla L)

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I migliori colpi in WTA: volée e schiaffo di rovescio

Nona puntata della serie dedicata alle giocatrici migliori nel singolo colpo. Chi possiede i colpi al volo di rovescio più efficaci del circuito?

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Karolina Muchova - WTA Elite Trophy 2019

Le puntate precedenti:
1. I migliori colpi in WTA: il servizio
2. I migliori colpi in WTA: la risposta
3. I migliori colpi in WTA: il dritto
4. I migliori colpi in WTA: il rovescio a due mani
5. I migliori colpi in WTA: i rovesci a una mano
6. I migliori colpi in WTA: la smorzata
7. I migliori colpi in WTA: il pallonetto
8. I migliori colpi in WTA: volée e schiaffo di dritto


Per la serie dedicata ai migliori colpi in WTA, ecco l’articolo che affronta il secondo tema del gioco di rete: volèe e schiaffi al volo di rovescio. Ricordo che la classifica è riservata alle tenniste in attività, comprese fra le prime 100 del ranking. Trovate la spiegazione completa sui criteri utilizzati per definire le graduatorie nella prima parte dell’articolo dedicato al dritto. Mentre per quanto riguarda le logiche che mi hanno portato alla suddivisione del gioco di rete in quattro temi, rimando all’articolo della scorsa settimana. In sintesi, le categorie previste sono queste:
– Volée e schiaffo al volo di dritto
– Volée e schiaffo al volo di rovescio
– Demivolée
– Overhead

Volée e schiaffo al volo di rovescio
Cambiano le epoche, cambiano gli attrezzi, cambiano le tecniche e le esecuzioni dei colpi, e di conseguenza devono cambiare anche i criteri di valutazione. Nell’epoca delle racchette di legno e del rovescio prevalentemente a una mano, probabilmente era più semplice e naturale eseguire la volée di rovescio che quella di dritto. Oggi non sono sicuro sia più così. Del resto, nell’epoca della racchette di legno, non esisteva nemmeno lo schiaffo al volo (swinging volley) come colpo codificato; il primo a utilizzarlo regolarmente direi che è stato Andrè Agassi e poi si è diffuso con successo nel tennis femminile, per esempio grazie alle sorelle Williams.

 

Per quanto riguarda il gioco di volo, dalla parte del rovescio si sono avuti cambiamenti ancora più evidenti rispetto al dritto. Nel tennis contemporaneo la gran parte delle giocatrici esegue il rovescio da fondo a due mani in topspin, e una tecnica simile viene riproposta per lo schiaffo. Ma la volée classica prevede l’uso di una sola mano: in sostanza si è determinata una differenza profonda tra due opzioni che a volte possono essere quasi intercambiabili, almeno su alcune traiettorie.

Ma questo è solo un aspetto, le cose sono più complesse di così. Per la giocatrice che si presenta a rete, infatti, non si tratta semplicemente di decidere se staccare o no una mano prima di colpire, perché schiaffo o volée implicano non solo gesti differenti, ma anche differenti impugnature (e questo vale anche per il dritto). Alla fine tutto questo si traduce in un ulteriore problema per chi decide di abbandonare lo scambio da fondo e avventurarsi in avanti.

Per chi nello scambio da fondo si affida quasi esclusivamente al rovescio bimane in topspin, l’esecuzione della volée classica è diventata qualcosa di molto lontano, dalla meccanica del tutto a sé stante, a volta anche abbastanza indigesta. Tanto è vero che capita di vedere perfino volée bimani; anche se la presa doppia implica limiti oggettivi e ineliminabili negli allunghi.

Una volée bimane di Barbora Strycova a Wimbledon

Se aggiungiamo che quando si è a rete i tempi per decidere sono più ristretti, si capisce quanto diventi importante possedere un istinto capace di scegliere in un attimo l’esecuzione più adatta a cui affidarsi. E forse per alcune tenniste la difficoltà nel districarsi tra le diverse opzioni contribuisce alla riluttanza nel muoversi in avanti.

Tutto sommato, oggi si percepisce una maggiore sicurezza nei confronti della volée classica di rovescio da parte delle giocatrici che da fondo campo sono abituate a colpire anche slice a una mano; questo perché ritrovano anche nel colpo senza rimbalzo una esecuzione affine.

A tutto ciò va aggiunta una questione fondamentale, che vale sia per i colpi di dritto che di rovescio: per essere una buona giocatrice di rete in singolare, è indispensabile sapere eseguire nel modo migliore la transizione. Ne ho già parlato a lungo la scorsa settimana, qui ci ritorno in sintesi. Innanzitutto questo: per scendere a rete, se si è veloci e scattanti è meglio, ma in realtà per eseguire una buona discesa occorre innanzitutto avere sensibilità tattica. Sensibilità per capire quando partire in avanti, quando effettuare lo split step, e quando terminare l’avanzamento con l’esecuzione del colpo vero e proprio.

Chi è più tempista, ed è capace di far coincidere al centesimo di secondo lo split step con la lettura della direzione del colpo avversario, poi si troverà con i tempi ideali per direzionare la corsa e finalizzarla con l’esecuzione del colpo. Chi invece non riuscirà a sviluppare la sequenza in modo appropriato, trovandosi in ritardo (o peggio ancora in controtempo) probabilmente avrà perso il punto prima ancora di avere raggiunto la rete.

Ecco perché non conta poi così tanto essere buone doppiste: è molto diverso eseguire la volée o lo schiaffo al volo in continuità con la corsa in avanti, rispetto alla situazione più statica del gioco di coppia. E così, se dovessi dire chi sono oggi le migliori volleatrici di rovescio, più che alle doppiste penserei alle giocatrici in possesso di due caratteristiche. Primo: la capacità di effettuare la transizione al meglio. Secondo: avere familiarità con le esecuzioni in backspin, cioè con il rovescio slice da fondo campo.

Prima di presentare la classifica delle prime dieci, il solito spazio dedicato alle escluse dell’ultima scrematura. Citerei intanto qualche singolarista ottima anche nel doppio: Elise Mertens, Kiki Mladenovic, Hsieh Su-Wei. Ma a loro aggiungerei anche Top 30 meno vincenti nel tennis di coppia come Johanna Konta, Garbiñe Muguruza e Donna Vekic.

Ultima nota. Sono stato tentato di inserire fra le prescelte Camila Giorgi, penalizzata però da una stagione 2019 opaca; di sicuro nel 2018 aveva dimostrato di avere sviluppato una ottima fase di transizione, caratterizzata da tempi precisi e grande rapidità. E questa dote le aveva permesso di vincere partite importanti a Wimbledon, sino a raggiungere i quarti di finale. Ricordo una statistica di quel torneo: fra le otto giocatrici approdate almeno ai quarti, nessuna aveva vinto tanti punti a rete quanto Camila. Come interpretare il dato? Anche se con una tecnica di volo non proprio fluidissima (però molto decisa), Giorgi aveva dimostrato che grazie alla qualità nella transizione si possono ottenere risultati significativi a rete.

a pagina 2: Le posizioni dalla 10 alla 6

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I migliori colpi in WTA: volée e schiaffo di dritto

Ottava puntata della serie dedicata alle giocatrici migliori nel singolo colpo. Chi possiede i colpi al volo di dritto più efficaci del circuito?

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Taylor Townsend

Le puntate precedenti:
1. I migliori colpi in WTA: il servizio
2. I migliori colpi in WTA: la risposta
3. I migliori colpi in WTA: il dritto
4. I migliori colpi in WTA: il rovescio a due mani
5. I migliori colpi in WTA: i rovesci a una mano
6. I migliori colpi in WTA: la smorzata
7. I migliori colpi in WTA: il pallonetto


Per la serie dedicata ai migliori colpi in WTA, ecco l’ottavo articolo, che affronta il primo tema legato al gioco di volo. Ricordo che la classifica è riservata alle tenniste in attività, comprese fra le prime 100 del ranking. Per una spiegazione completa sui criteri utilizzati per definire le graduatorie rimando alla prima parte dell’articolo dedicato al dritto, che illustra nel dettaglio la questione.

Come trattare il gioco di rete?
Questo articolo comincia ad affrontare il gioco di rete. Come organizzare il tema? Avrei potuto cavarmela con un solo articolo, riunendo tutti i colpi in un’unica classifica; del resto la definizione complessiva esiste (appunto “gioco di rete”) e quindi non sarebbe stata una decisione illogica.

 

Ma questo metodo non mi soddisfaceva. Troppe qualità diverse da confrontare, troppe situazioni di gioco accorpate. Tanto che mi sono convinto che, alla fine, più che sui punti di forza avrei dovuto cominciare a ragionare sulle diverse debolezze: capire quali sarebbero state meno gravi per arrivare a una lista conclusiva piena di falle e di controindicazioni. Insomma, a mio avviso un approccio troppo generico e brutale.

All’estremo opposto ci sarebbe stata la via che considerava a sé stante ogni singolo colpo eseguibile nei pressi della rete: un colpo, un articolo. Ma penso che il risultato sarebbe stato eccessivo. Ecco un elenco sommario:
– Volée di dritto
– Schiaffo al volo di dritto
– Demivolée di dritto
– Volée di rovescio
– Schiaffo al volo di rovescio
– Demivolée di rovescio
– Smash
– Gancio
– Veronica (volée alta dorsale di rovescio)

E questo sarebbe solo il punto di partenza, visto che le volée normalmente si suddividono ancora, considerando il punto di impatto:
– Volée bassa (se colpita sotto al livello della rete)
– Volée “normale”
– Volée alta

Potenzialmente ci sarebbe stata la possibilità di dividere il tema in una decina o più categorie. Davvero troppo, anche perché oggi gli scambi che portano a colpi nei pressi della rete non sono così frequenti. Alla fine ho scelto una via intermedia, e così ho suddiviso il tutto in quattro temi:

1. Volèe di dritto + schiaffo al volo di dritto
2. Volée di rovescio + schiaffo al volo di rovescio
3. Demivolée (di dritto e di rovescio)
4. Overhead (smash, veroniche, ganci)

Capisco chi mi criticherà per avere accorpato volée e schiaffo al volo (swinging-volley per gli inglesi), ma nel momento in cui si sovrapponevano alcune categorie ho preferito tenere separati i due lati del del corpo (diritto e rovescio) piuttosto che la modalità esecutiva (schiaffo o volée classica). Anche perché a volte la stessa giocatrice sceglie esecuzioni diverse sulla stessa identica traiettoria.

Categoria a sé le demivolée, gli unici colpi al rimbalzo usati nei pressi della rete, e quindi inevitabilmente da trattare a parte. Infine gli overhead; definizione inglese, che non ha una diretta traduzione italiana, ma che invece a mio avviso identifica una caratteristica piuttosto precisa del giocatore di tennis: la capacità di gestire le parabole al di sopra della testa (appunto over head), in condizioni di equilibrio e con riferimenti diversi da tutti gli altri colpi. Normalmente overhead è sinonimo di smash, ma può capitare di dover ricorrere a opzioni differenti: veroniche, ganci. Colpi rari che però alcune tenniste sanno utilizzare nel momento opportuno.

a pagina 2: Volèe e schiaffo di dritto

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