Roland Garros: Andrea Arnaboldi uomo dei miracoli, altra eroica vittoria al quinto

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Roland Garros: Andrea Arnaboldi uomo dei miracoli, altra eroica vittoria al quinto

L’eroe azzurro del Roland Garros 2015 è il canturino Andrea Arnaboldi, che dopo aver vinto il match più lungo delle quali parigine, ha superato il primo turno recuperando da due set sotto, annullando anche un match point

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[Q] A. Arnaboldi b. J. Duckworth 4-6 6-7(5) 7-6(4) 7-6(2) 6-0 ( da Parigi, Antonio Garofalo)

Il campo numero 5 del Roland Garros racconta una storia di amore e speranza. Andrea Arnaboldi da Cantù ce l’ha fatta. No, non è importante che abbia stabilito il record di match più lungo in termini di game per le qualificazioni a Parigi ( l’ormai famoso 27-25 al terzo contro Herbert), né che abbia centrato per la seconda volta consecutiva l’accesso al tabellone principale del torneo.

E non è nemmeno importante che oggi abbia buttato il cuore oltre l’ostacolo e rimontato due set al ventitreenne australiano James Duckworth cui non è servito nemmeno un match point nel terzo set, salvato con due diritti sulla riga dal canturino e nemmeno il tifo in tribuna dei connazionali Kyrgios e Kokkinakis ( ” Ho sempre sognato di recuperare un match da due set sotto”).

Ciò che conta è che Andrea, finalmente, si sia buttato alle spalle anni di sacrifici senza gioia. Perchè non è facile sentire tutti che ti dicono che hai un magnifico rovescio ad una mano, che hai un talento naturale da predestinato ma che non hai la testa per il tennis. ” Tecnicamente è sempre stato bravo, ma tutti dicevano che doveva fare un salto mentale. Io credo che l’abbia fatto, grazie anche alla sua fidanzata che gli da tanta serenità” – ci ha raccontato subito dopo il match un emozionatissimo papà Alberto ( come potrete sentire nell’audio in alto).

E’ stato un cammino pieno di difficoltà e di sacrifici, anche economici dei suoi genitori, quello di Andrea che a tre anni e mezzo ha capito, in un pomeriggio di Pasqua  a Forte dei Marmi, che il tennis sarebbe stato la sua vita.  A cinque anni la prima tappa al Tennis Milano, poi la prima grande esperienza a Montecarlo in compagnia di un maestro come Riccardo Piatti.

A sedici anni il primo grande bivio: sette anni a Valencia alla corte di Josè Aparisi. ” Ho imparato un metodo di allenamento preciso e a cavarmela da solo” dice oggi Andrea. Ed il papà conferma: ” Quegli anni li sono stati importantissimi per lui”. Anche se i risultati non arrivano e la svolta giunge solo con il ritorno in Italia, quando entra nel team di Fabrizio Albani. ” Con Fabrizio ho cambiato mentalità, ci siamo posti degli obiettivi precisi, arrivare tra i primi 100, e so che farò di tutto per raggiungerlo”.

Ora che è diventato “Marathon Man” come lo hanno ribatezzato qui a Parigi, non ha nessuna intenzione di fermarsi. ” Il prossimo avversario è Cilic? Magari parto direttamente due set sotto così mi porto avanti…” –  scherza –  ” Ma si, non ho mai giocato contro un top ten, ma si può fare, perchè no?”.

Già, in fondo ha solo ventisette anni: e chi lo ferma più Andrea Arnaboldi da Cantù.

 

La cronaca di Diego Serra

Semplicemente eroico. Arnaboldi, numero 187 del mondo, batte James Duckworth, australiano numero 87 del ranking, non irresistibile sul rosso ma l’impresa resta. Dopo Roma anche Parigi deve conoscere e segnarsi il nome di Andrea Arnaboldi. Primo set dove l’italiano perde il servizio nel terzo game, a seguito di una vera e propria battaglia con quattro palle break non sfruttate dall’australiano, la quinta è però fatale. Break restituito nel settimo game, ma nuova impresa di Duckworth nell’ottavo game, nuovo break e set chiuso per 6 a 4. Secondo set piuttosto regolare, con l’australiano costretto da Arnaboldi a difendere il servizio nel secondo game, dove respinge ben tre palle break. Si va al tiebreak e per Arnaboldi è fatale il dodicesimo punto, con il servizio strappato da Duckworth, che chiude il tiebreak 7 a 5. E davvero sembrava finita, a tutti meno che all’eroico Andrea. Terzo set di nuovo regolare con entrambi i tennisti in grado di tenere il servizio, ma sul 5-4 per l’australiano, Andrea è costretto a salvare un match point con due diritti molto coraggiosi. Scampato il pericolo, è ancora tiebreak. Stavolta è James Duckworth a subire due mini break a uno e a perdere il set. Tiebreak chiuso 7 a 4. Quarto set fotocopia, con l’australiano sempre più nervoso e Andrea molto determinato. Non poteva essere che nuovo tiebrak, dove Duckworth dimostra quanto il problema non fosse solo mentale ma anche fisico: stremato subisce due mini break al sesto e settimo game. E di conseguenza tiebreak perso per 7 a 2. Quinto set che si colora d’azzurro e sancisce la vittoria di Arnaboldi. Break nel primo, terzo e quinto game. Un crescendo incredibile dopo i primi due set. Ora per Andrea ci sarà Cilic, numero nove del mondo, un bel regalo sugli Champs Elysées.

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Italiani in campo oggi martedì 24 febbraio: Sinner, Giorgi e altri sei. A che ora e dove vederli

Giornata ricca al Roland Garros: in campo anche Bronzetti, Paolini, Sonego, Cecchinato, Zeppieri e Musetti. Gli orari

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Jannik Sinner - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Jannik Sinner - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Sono ben otto gli italiani in campo quest’oggi, martedì 24 maggio, al Roland Garros. Giornata tutta da vivere, quella che vedrà concludere i primi turni di entrambi i tabelloni del singolare. L’elenco in ordine cronologico dei match con italiani in campo: si parte con Lucia Bronzetti impegnata alle 11, primo match sul Court 14, contro la lettone n.13 Jelena Ostapenko (nessun precedente). Terzo match sul Court 5 è la prosecuzione del match tra Irina-Camelia Begu e Jasmine Paolini (interrotto sul 4-6 6-1 1-0). Terzo match sul Court 13 dopo un match intero femminile e una prosecuzione è quello di Lorenzo Sonego contro Peter Gojowczyk (precedenti 0-1). Quarto match sul Court 14 (intorno alle 16) è quello tra Camila Giorgi e la cinese Shuai Zhang (precedenti 0-1). Sempre nel pomeriggio, il quarto match sul Court 7 vedrà l’esordio nel torneo di Jannik Sinner, contrapposto a Bryan Fratangelo (0-1 i precedenti). Nel tardo pomeriggio il quinto e ultimo match sul Court 13 sarà quello tra Marco Cecchinato e Pablo Andujar (0-1 i precedenti); più o meno alla stessa ora, quarto match sul Court 6, Giulio Zeppieri alla sua prima partecipazione Slam sfiderà Hubert Hurkacz (nessun precedente). Infine, chiusura in grande stile con Stefanos Tsitsipas contro Lorenzo Musetti sul Philippe Chatrier nella sessione serale, non prima delle 20.45.

Italiani in campo martedì 24 maggio
Roland Garros, 1° turno: Bronzetti-Ostapenko, Court 14, ore 11, diretta Eurosport/Eurosport Player
Roland Garros, 1° turno: Paolini-Begu (6-4 1-6 0-1), Court 5, ore 13.30 circa, diretta Eurosport/Eurosport Player
Roland Garros, 1° turno: Sonego-Gojowczyk, Court 13, ore 13.30 circa, diretta Eurosport/Eurosport Player
Roland Garros, 1° turno: Giorgi-Zhang, Court 14, ore 16 circa, diretta Eurosport/Eurosport Player
Roland Garros, 1° turno: Sinner-Fratangelo, Court 7, ore 16.30 circa, diretta Eurosport/Eurosport Player
Roland Garros, 1° turno: Cecchinato-Andujar, Court 13, ore 17.30 circa, diretta Eurosport/Eurosport Player
Roland Garros, 1° turno: Zeppieri-Hurkacz, Court 6, ore 16 circa, diretta Eurosport/Eurosport Player
Roland Garros, 1° turno: Musetti-Tsitsipas, Court Philippe Chatrier, non prima delle 20.45, diretta Eurosport/Eurosport Player

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

 

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, quote 24 maggio: favoritissimi Sinner e Sonego, vale 8 l’impresa di Musetti

Pronostico in equilibrio per Giorgi e Cecchinato, mentre sembra durissima per Bronzetti e soprattutto Zeppieri

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Lorenzo Musetti - Montecarlo 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Giornata piena per i colori azzurri quella del primo martedì del Roland Garros: toccherà infatti a cinque uomini e due donne della nostra spedizione (qui il programma completo). Vedremo inoltre in campo il finalista della scorsa edizione Stefanos Tsitsipas e i due russi Daniil Medvedev e Andrey Rublev, mentre fra le donne saranno impegnate quelle che probabilmente sono le tre principali antagoniste di Iga Swiatek per la vittoria finale, ossia Simona Halep, Paula Badosa e Aryna Sabalenka.

Non dovrebbe avere grandi difficoltà, a detta dei quotisti di Bwin, Jannik Sinner (1,07) nello scontro con il qualificato statunitense Bryan Fratangelo, anche se va ricordato che quest’ultimo si è imposto in due set nell’unico scontro diretto, giocatosi a livello Challenger quasi tre anni fa ad Aptos. Super favorito anche Lorenzo Sonego, nonostante il periodo non splendido per il torinese (solo tre successi negli ultimi dodici incontri), nei confronti del tedesco Peter Gojowczyk (8,25), vincitore fra l’altro nell’unico precedente fra i due, risalente all’edizione 2018 degli Internazionali d’Italia. Dovrà invece tirar fuori una prestazione monstre Lorenzo Musetti (8) per avere la meglio della quarta testa di serie del torneo Stefanos Tsitsipas: terzo scontro fra due dei rovesci a una mano più belli del circuito, con il greco impostosi facilmente in due set ad Acapulco nel marzo dell’anno scorso, bissando poi due mesi dopo nella semifinale sul rosso di Lione dopo aver perso il primo set; in questo caso un set vinto da Lorenzo (che ricordiamo in grado di strapparne ben due a Novak Djokovic un anno fa) pagherebbe 2,25.

Gli altri due italiani impegnati sono invece un esordiente assoluto a livello Major come Giulio Zeppieri (a 6 su Bet365 il ventenne romano contro Hubi Hurkacz) e un esperto come Marco Cecchinato, semifinalista a Parigi nel 2018, atteso da un veterano della terra rossa come Pablo Andujar in un match che potrebbe essere lungo e dal pronostico molto incerto (di poco avanti lo spagnolo a 1,80 rispetto a Ceck).

 

Di scena anche la seconda testa di serie del torneo Daniil Medvedev, chiamato a fugare i tanti dubbi sul suo stato di forma, oltre che ad affrontare una superficie a lui notoriamente indigesta: dall’altro lato della rete troverà lo specialista argentino Facundo Bagnis, dato in media a 6. Fiducia anche nell’altro russo Andrey Rublev, (1,08), forte anche dei due successi ottenuti lo scorso febbraio sul prossimo avversario, il coreano Soonwoo Kwon. Molto interessante infine il match che vedrà opposti Denis Shapovalov (1,66) e Holger Rune, con il diciannovenne danese, che meno di un mese fa ha alzato il primo trofeo in carriera sulla terra di Monaco di Baviera, che darà sicuramente filo da torcere al mancino canadese.

Nel tabellone femminile sono impegnate Camila Giorgi e Lucia Bronzetti: la prima, attesa dalla cinese Shuai Zhang (a quota 2,07 su Better) si presenta in Francia reduce da sei sconfitte di fila al primo turno, mentre la seconda viene dalla bella semifinale raggiunta a Rabat (eliminata dalla futura campionessa Martina Trevisan); per Lucia, all’esordio assoluto nel tabellone principale parigino, impegno davvero ostico contro l’ex regina Jelena Ostapenko (1,42), che in stagione ha dato forti segnali di risveglio, in particolare a Dubai dove è tornata ad alzare un trofeo, battendo fra l’altro (l’ultima in grado di farlo) Iga Swiatek.

Debutti soft, sulla carta, per Paula Badosa e Aryna Sabalenka (rispettivamente 1,03 e 1,04 contro le francesi Fiona Ferro e Chloè Paquet), così come per Simona Halep, attesa dalla tedesca Nastasia Schunk (10). Favori del pronostico anche per Jessica Pegula (1,20) contro la cinese Qiang Wang, con la nativa di Buffalo vincitrice in entrambi i precedenti sulla cinese, ormai lontanissima dai livelli di tre anni fa, quando riuscì a issarsi alla posizione 12 del ranking.

Per concludere, due match combattuti, a parere dei bookies, quelli fra Shelby Rogers e Tereza Martincova (con la statunitense che parte avanti di pochissimo) e fra la semifinalista dello scorso anno Tamara Zidansek e l’altra americana Claire Liu, di poco favorita e reduce dalla finale di Rabat.

   BET365BETTERBWIN
      
J. SINNERB. FRATANGELO 1,08 – 81,07 – 8,201,07 – 7,75
L. MUSETTIS. TSITSIPAS 8 – 1,088,60 – 1.068 – 1,07
L. SONEGOP. GOJOWCZYK 1,10 – 71,06 – 8,601,06 – 8,25
M. CECCHINATOP. ANDUJAR 2 – 1,801,92- 1,861,95 – 1,83
G. ZEPPIERIH. HURKACZ 6 – 1,125,40 – 1,145,50 – 1,14
D. MEDVEDEVF. BAGNIS 1,11 – 6,501,12 – 61,12 – 6
A. RUBLEVS. KWON 1,08 – 81,05 – 9,601,05 – 9
D. SHAPOVALOVH. RUNE 1,66 – 2,201,72 – 2,101,75 – 2,05
      
C. GIORGIS. ZHANG 1,72 – 2,101,74 – 2,071,70 – 2,10
L. BRONZETTIJ. OSTAPENKO 3 – 1,402,80 – 1,422,80 – 1,42
P. BADOSAF. FERRO 1,04 – 131,03 – 121,02 – 12
A. SABALENKAC. PAQUET 1,05 – 111,04 – 91,04 – 9,75
S. HALEPN. SCHUNK 1,03 – 151,04 – 101,04 – 10,50
J. PEGULAQ. WANG 1,20 – 4,501,20 – 4,401,20 – 4,33
S. ROGERST. MARTINCOVA 1,72 – 2,101,73 – 2,081,75 – 2,05
C. LIUT. ZIDANSEK 1,66 – 2,201,65 – 2,201,65 – 2,20

***Le quote sono aggiornate alle 19 di lunedì 23 maggio e sono soggette a variazione

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Editoriali del Direttore

Gilles Moretton, presidente Federtennis francese: “Vogliamo persuadere l’ITF a rivedere la Coppa Davis. Era più bella prima!” Oggi 8 italiani in campo: finirà 4 pari? Musetti-Tsitsipas clou by night

Mentre Djokovic domina Nishioka e poi parla dei 2000 punti che non potrà recuperare, una super Martina Trevisan sogna di diventare una top-32 a fine anno. Oggi Sonego e Sinner non devono fare brutti scherzi

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Il presidente della federtennis francese Gilles Moretton con il direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta
Il presidente della federtennis francese Gilles Moretton con il direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta

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Il primo lunedì delle due settimane del Roland Garros per me è un giorno bellissimo, perfino quando piove o pioviscola, come è accaduto oggi a più riprese.

Da non so più quanti anni, dei 46 che ho coperto dal 1976 (l’anno del trionfo di Panatta) a oggi, senza altra soluzione di continuità che il 2020 causa Covid, al lunedì mattina vado a Clichy agli uffici Piaggio per ritirare uno scooter che mi rende molto più facile la vita in questo torneo dove per via del nuovo Philippe Chatrier, del tetto e delle sessioni notturne, si fanno le ore piccole e la caccia al taxi diventa una pura questione di sopravvivenza.

 

Mi è bastata la serata di domenica, dove mi sono dovuto arrangiare con i mezzi, per sognare questo lunedì e il primo giorno con il “mio” MP3 500 Piaggio (tre ruote e non serve il cavalletto per posteggiarlo!).

Chi esce dalla nuova uscita del Roland Garros è imprigionato per 1.600 metri e una serie di transenne fino alla Metro di Porte D’Auteuil. Ti vedi scorrere davanti i taxi ma non puoi fermarli e se tu avessi l’agilità di Sotomayor e provassi a saltare le transenne, ci sono decine di flics pronti a farti la multa.

Da Clichy-Clignancourt attraverso la circonvallazione “periferica”  si arriva all’uscita del Roland Garros in circa 23 minuti se sei in macchina, in meno di una dozzina in moto. Tutti i lunedì di tanti Roland Garros sorpasso migliaia di auto sulle quattro corsie. Non centinaia, migliaia. Un traffico pazzesco ma veloce. Da far paura se ci devi scorrere nel mezzo. In mezzo alle corsie c’è un po’ più di un metro per le moto. Se appena appena rallenti un po’, ecco che le moto da dietro cominciano a suonare. O vai a minimo 60 l’ora, ma parecchi sfilano a 100 e fanno ginkane pazesche, o te ne dicono di tutti i colori. Però è bello. Ti senti libero. E poter parcheggiare vicino al Roland Garros, se non sotto al Suzanne Lenglen come mi veniva concesso una volta, dà una soddisfazione impagabile. So che non vi importa nulla di tutto ciò, però cominciare bene la giornata e andare via alla svelta dopo più di 12 ore fra campi, sala stampa e conferenze stampa che si susseguono a ritmo da…moto sulla “periferica”, è una gioia impagabile. Anche se il ricordo di quando Internet non c’era, l’articolo per La Nazione era in tipografia per le 20 o le 21, e riuscivo a raggiungere gli amici a un ristorante di St. Germain de Pres a un’ora decente, dopo aver costeggiato la Senna con i suoi Bateaux Mouche e sfilato davanti alla Tour Eiffel ancora illuminata, suscita incredibile nostalgia. Bei tempi.

Non si pensava allora che da anziani si sarebbe lavorato meno e che alla mia età sarei stato in pensione da un pezzo? Macchè! Ma guai a lamentarsi. Anche perché tanti di voi che hanno la pazienza di leggermi – e oggi vi ce ne vuole più del solito – vorrebbero essere qui, a vedere questo grande spettacolo con le più grandi racchette del mondo, in questo complesso straordinario e sempre più affascinante, sempre meglio strutturato e organizzato, più moderno, efficiente e popolato. Io stesso, del resto, mi considero un privilegiato. Faccio il lavoro che mi piace, nessuno mi obbliga a farlo visto che sono padrone di me stesso e anche se ogni tanto (poco?) sogno di lavorare un po’ meno, poi in fondo se non fossi in grado di farlo (con o senza MP3 a tre ruote) sarei molto più triste.

Non posso, ad esempio, non pensare ai miei compagni di avventure tennistico-giornalistiche e televisive, Rino Tommasi e Gianni Clerici, e anche Roberto Lombardi,  che purtroppo non possono essere qui a godersi questo Roland Garros insieme a me. E quante volte li ho portati sui vari modelli delle mie Vespe qui come a Wimbledon. Mi mancano e so che pagherebbero per poter essere qui. Ecco perché dico: guai a lamentarsi prima di passare a parlare di cose diverse. Comprese alcune che magari vi interessano il giusto.

Eccone una di quelle. Domenica sera sono stato al tradizionale cocktail dell’International Club di Francia. Invitato quale segretario onorario dell’International Club d’Italia, il cui presidente (e inesauribile “motore”) è Marco Gilardelli, ex prima categoria italiano, sono diventato membro onorario di quello di Francia…ma siccome pochi sanno cosa sia l’International Club, fondato il 26 novembre 1924 dagli inglesi, con il club francese che gli fece seguito il 24 luglio 1929, e quello statunitense che si è aggiunto nel 1931, vi inserisco qui un link molto datato ma che ne spiega la storia, non senza avervi detto che attualmente i club nazionali che vi aderiscono nel mondo sono nel frattempo diventati 42.

Questi club hanno la vocazione di restaurare attraverso incontri tennistici (e conviviali…) amichevoli di buon livello, i rapporti di amicizia sorti in tanti anni di gare fra tennisti di svariati International Club di vari Paesi. All’inizio quei rapporti erano sorti primariamente fra le nazioni che avevano sofferto le tragedie della guerra 15-18. Il primo presidente dell’International Club di Francia è stato uno dei quattro moschettieri, Jean Borotra. Poi lo sono stati anche Brugnon, Bernard e Cochet (tutti nomi che hanno fatto la storia del tennis francese e mondiale). Quindi Pierre Darmon, antico rivale di mille battaglie contro Nicola Pietrangeli, Beppe Merlo e Fausto Gardini. L’Italia ha sempre fatto fatica ad allineare squadre competitive dell’International Club, nonostante i mille sforzi del suo presidente Gilardelli. Ma le trasferte a volte sono onerose, anche se di solito viene offerta l’ospitalità dal club di casa, e non è facile coinvolgere i nostri migliori giocatori anche per motivi – per così dire – culturali.

Ogni anno si disputano decine e decine di incontri amichevoli bilaterali in tutto il mondo, dalle Bahamas all’Australia (il cui presidente è Frank Sedgman, ma ultimamente in un incontro a Sydney fra Australia e Francia padrone di casa è stato Ken Rosewall, ottantottenne lucidissimo che ogni tanto mi telefona per chiedere degli amici italiani), ma talvolta anche minicompetizioni a squadre, come la Potter Cup che si disputa sempre in Spagna, prima a Maiorca e in tempi più recenti a Barcellona. Recentemente, ad esempio, si è giocato Italia-Francia al TC Parioli alla vigilia degli Internazionali d’Italia. I francesi, nostro ospiti, e per un giorno ospiti anche al Foro Italico in tribuna d’onore, hanno vinto il confronto per 8 incontri a 5. Ha partecipato all’incontro anche Sandrine Testud che ha naturalmente giocato per la Francia. Per l’Italia c’era Vincenzo Franchitti, il solo tennista italiano ad aver battuto Bjorn Borg. E anche lui ha vinto. Giocano di solito questi incontri ex campioni, che hanno vestito i colori delle nazionali (anche junior, anche veterani), ma con il tempo sono stati nominati membri anche dirigenti, personaggi che hanno contribuito al successo del tennis.

E’ stato il presidente francese dell’International Club di Francia Thierry Pham a darmi la cravatta argentea con le sole due strisce rosa.  

Quello britannico ne ha una, quello americano 3, e poi c’è tutta una complicatissima grafica che con gli stessi colori disegna le cravatte di ognuno dei 42 club.

L’altra sera qui a Parigi c’erano più di 200 membri dell’IC di Francia. Incluso il presidente della Federazione Francese Gilles Moretton che mi ha ricordato di aver battuto Adriano Panatta nel mio circolo di Firenze nel 1981: “Ma Adriano cominciava ad essere vecchietto…” ha scherzato. Beh,a vedere certi “vecchietti” di oggi, i Federer che ha vinto fino a 37, Djokovic che vince a 35, Nadal a 36…Adriano nel maggio ’81 non aveva ancora 31 anni! Ma aveva fatto un’altra vita, Adriano. Meno da atleta. Più da bon-vivant. Ognuno fa le sue scelte.

Moretton ha detto alcune cose interessanti: “Stiamo collaborando molto di più di quanto si facesse prima noi dei 4 Slam, cerchiamo di uniformare più cose, ad esempio i tiebreak del set finale a 10, ma anche altro. Poi, però ogni Slam mantiene la sua autonomia, tant’è che noi abbiamo accolto i tennisti russi e bielorussi al Roland Garros, mentre a Wimbledon sono stati di diverso avviso. Stiamo cercando di collaborare maggiormente anche con ATP e WTA, mentre per quanto riguarda l’ITF non siamo in genere contenti di come è stata trasformata la Coppa Davis…vorremmo tornare all’antico. Era più bella prima. Faremo pressioni sull’ITF in tal senso. Anche questo fatto che prima la fase finale dovesse essere a Abu Dhabi, poi in Spagna (Malaga…), o che per la Billie Jean King Cup non sappiamo ancora dove dovremmo giocare…Mah…!” 

A far da madrina alla serata dell’IC al Roland Garros nel Club des Loges l’ex campionessa australiana (avversaria di Lea Pericoli) Gail Sherriff che è stata poi sposata a due tennisti francesi di prima categoria, Lovera e Chanfreau, ma ora ha un italiano Benedetti. Una signora simpatica e molto vivace più a suo agio con francese e inglese di Moretton. Fra i nuovi membri dell’IC de France, con nuova cravatta anche lui, anche il marocchino Youness el Aynaoui (ricordate il suo match maratona contro Roddick all’Australian Open: 21-19 cito a memoria…). Youness che parla benissimo italiano, fu uno degli allievi di Alberto Castellani, ora vive a Nantes: “Mio figlio è centrocampista nel Nantes, ha 18 anni e già diverse richieste da procuratori italiani…”. E io: “Stai attento, c’è un sacco di gente senza troppi scrupoli…”. Lui: ”Lo so, lo so!”

Chiudo questo editoriale diverso dal solito rimandandovi al prossimo perché questo era già fin troppo lungo. In sintesi hanno perso altre teste di serie importanti, dopo la Jabeur domenica e cioè la Krejcikova testa di serie n.2 campionessa in carica ma ferma per il tennis elbow da Doha, quindi da tre mesi,  e k.o. anche la Kontaveit testa di serie n.5 e battuta dall’ex compagna di Matteo Berrettini, Ajla Tomljanovic. La sconfitta di Naomi Osaka con la Anisimova invece non può destare grande sorpresa. Dopo la Swiatek la Anisimova è la ragazza che ha vinto più match di tutte sulla terra battuta. Neppure lei ci aveva fatto caso.

Ho visto vincere alla grande Martina Trevisan cui non sarà dispiaciuta la sconfitta della Jabeur che avrebbe dovuto affrontare al secondo turno. La polacca Linette che l’ha battuta è certo avversaria più addomesticabile. Martina non ricordava di averci giocato in…casa sua, al torneo di Santa Croce sull’Arno diversi anni fa. Meno male che ha avuto l’ispirazione di andare a vederla giocare contro la Jabeur. “Di solito non guardo mai oltre al mio round in tabellone…ma stavolta ho guardato quella partita”.

Io non ho mai capito perché non si debba guardare un tabellone. Mi sembra pura superstizione. Basta non pensare alle semifinali, o anche agli ottavi, quando si deve giocare ancora il primo turno. Però dare un’occhiata ai propri potenziali avversari non dovrebbe distrarre troppo un giocatore e potrebbe invece essere molto utile quando non si sa come giochino tutti e si può andare a studiarseli un pochino. Se poi si perde potrà servire per una prossima volta, no?

Martina, dopo l’exploit di Rabat che l’ha issata a n.59 WTA, punta a raggiungere un posto tra le prime 32 del mondo a fine anno, in modo da essere testa di serie all’Australian Open. Battere la Linette, e poi la vincente di Kvitova-Saville, e poi già che c’è anche la Raducanu (che ha vinto in 3 set sulla Noskova che confesso di non conoscere…) vorrebbe dire essere sulla buona strada. Mi sembra miglioratissima e in fiducia, soprattutto al servizio su cui ha lavorato molto e si vede.

Hanno perso, e avrete letto le cronache i due italiani ripescati dalle qualificazioni, Agamenone (cui è difficile non pronunciare una enne in più se appena si è letto Omero) e Giannessi, quest’ultimo dopo 4 ore e 58 minuti. Decisamente il croato Gojo a noi non porta bene. Peccato perché se avesse vinto lo spezzino avrebbe affrontato poi un argentino dal nome italiano, Carebelli, uscito dalle qualifizionei e protagonista di un’altra maratona (con Karatsev, la prima conclusa al tiebreak a 10 punti nell’ultimo set).

Stava un set pari invece Paolini con Begu. Oggi otto italiani in campo, sette dall’inizio più Paolini per il terzo set con la Begu. E i sette sapete chi sono. Ovviamente il match che ci interessa di più sembra essere Musetti-Tsitsipas. Magari Lorenzo riuscisse a dare battaglia al greco come un anno fa qui contro Djokovic quando vinse i primi due set. Se giocano cinque set e si fa le due di notte …io ci sto. Tanto ho lo scooter Piaggio che mi riporta a casa!

Nel mezzo spero e credo che Sinner non ci faccia brutti scherzi con Fratangelo, idem Sonego con Gojowczyk, Giorgi con Zhang. Sulla carta il Cecchinato d’una volta potrebbe battere Andujar che ha più anni di lui, mentre temo sia molto dura per la Bronzetti con la Ostapenko e per Zeppieri con Hurkacz. E’ – dopo il 2 a 2 di questi primi due giorni, ok Fognini e Trevisan, ko Agamenone e Giannessi, in attesa del terzo set fra Paolini e Begu –  giornata azzurra da 4 pari, 3-5 o 5-3. Un quarto e diverso risultato mi stupirebbe.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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