Wimbledon, uomini: Djokovic si sbarazza di Cilic. Gasquet torna in semi dopo otto anni

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Wimbledon, uomini: Djokovic si sbarazza di Cilic. Gasquet torna in semi dopo otto anni

Al serbo numero uno del mondo basta un break per set per evitare la battaglia con il croato Cilic e batterlo per la tredicesima volta consecutiva. In semifinale troverà Gasquet, che supera 11-9 al quinto Wawrinka

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Ubaldo commenta i quarti di finale di Wimbledon

Ubaldo e Steve Flink commentano i quarti di finale di Wimbledon (in inglese)

[21] R. Gasquet b. [4] S. Wawrinka 6-4 4-6 3-6 6-4 11-9 (da Londra, AGF)

 

Wawrinka contro Gasquet non è solo il confronto tra due dei rovesci ad una mano più belli del circuito ma anche, secondo i bookmaker, il quarto di finale più incerto. A Wimbledon 2015 nei cinque turni affrontati sino ad ora hanno lasciato un solo set agli avversari: è accaduto a Gasquet nel suo incontro contro Kyrgios. Wawrinka è favorito per il modo in cui ha giocato nelle ultime settimane, d’altra parte le statistiche dicono che i due giocatori hanno una percentuale di vittorie in carriera molto simile (Gasq 65% Waw 64%) ma Gasquet rende di più sull’erba (Gasq 69%, Waw 55%).

Wawrinka vince il sorteggio e sceglie di servire. Non si fa in tempo a partire che comincia a piovere: poche gocce, per la verità, che comunque indicano quanto sia instabile il tempo. E’ però soprattutto il vento ad infastidire: irregolare e di intensità variabile, a volte riesce addirittura a muovere i lembi del pesante telo di copertura arrotolato a bordo campo. Per i primi sei game non c’è l’ombra di una palla break, nessun giocatore in risposta riesce ad andare oltre al 30. Due volte per parte chi batte tenta il serve&volley e viene respinto con perdite: quattro punti persi. Nel fatidico settimo game Wawrinka smarrisce completamente la prima di servizio (sarà solo del 43% al termine del set), e consente troppe volte a Gasquet di iniziare il palleggio comodamente. Senza l’inerzia della battuta, la pressione cresce e Stan commette un paio di gratuiti di troppo di dritto. Si va ai vantaggi e con due rovesci in rete (uno da fondo e uno di volo) Wawrinka cede la battuta alla prima occasione. 3-4

Nei game successivi si segue la regola del servizio e così Gasquet è il primo giocatore a strappare un set a Wawrinka, che era anche rimasto l’unico di tutto il torneo a non aver ceduto un set. Una sola palla break è stata determinante per il 6-4. La differenza di velocità in battuta (Gasquet serve la prima attorno alle 115 miglia orarie, Wawrinka a 125) non ha inciso anche perchè Stan ha faticato in risposta, soprattutto con quelle bloccate, troppo spesso fuori misura.

Nel secondo set Wawrinka reagisce immediatamente. Parte sparato al servizio (tenuto a zero), riduce i gratuiti e risponde meglio: e grazie a un parziale di otto punti a due dall’inizio del set confeziona il break. E’ tutto un altro giocatore: incisivo, concentrato, che quando sbaglia lo fa perchè rischia e non più per distrazione. Anche la sua velocità di palleggio è cresciuta e Gasquet pare soffrirla. Raggiunge il 3-0 molto rapidamente e sembra avere il set in mano.
Ma il vantaggio lo rilassa, e riaffiora il Wawrinka distratto del primo set: a fare tre giochi consecutivi è Gasquet, che torna sotto 3-3. Per quanto la partita la faccia Wawrinka (che produce quasi il triplo di vincenti, ma anche di gratuiti) Gasquet è riuscito a rientrare nel secondo set perché è stato più ordinato: regala pochissimo, mette più prime (quasi il 20% in più) e qualche volta riesce anche a pennellare soluzioni eleganti, come i due dropshot vincenti nell’ottavo gioco. Wawrinka sale 5-4 e qui Gasquet si complica la vita da solo. Sul 30 pari commette un doppio fallo (il primo della partita) e comincia una alternanza di parità/vantaggi esterni che corrispondono ad altrettanti set point. Alla terza occasione di nuovo un doppio fallo pareggia i conti. 6-4, 4-6 in 69 minuti di gioco.

E’ una brutta botta per Gasquet, che sembra accusare il colpo nel terzo set. Cede il servizio nel quarto gioco con due gratuiti che più gratuiti non si può: due dritti in mezzo alla rete. Wawrinka sempre più spesso si piazza a ridosso della linea di fondo e da quella posizione conduce le operazioni. Ora a Gasquet non basta più essere ordinato per fare i punti, spesso occorrono delle mezze prodezze, che però non possono essere altrettanto frequenti. E qualche volta il dritto comincia a tradirlo. Wawrinka si porta rapidamente 5-2 e non si distrae nemmeno quando deve chiudere 6-3: lo fa a zero a suon di prime di servizio. 4-6, 6-4, 6-3.

L’impressione in questa fase è che quando Wawrinka accelera e sale di livello, Gasquet fatichi a reggere il confronto; ma siccome non sempre Stan è lucido e sul pezzo, Richard può sperare in qualche altro passaggio a vuoto dell’avversario per cercare di rientrare. Il problema è che mentre nel primo set Wawrinka aveva commesso 14 gratuiti, è sceso a 5 nel secondo e a 4 nel terzo. Mentre i vincenti sono rimasti sempre costanti (12, 13 ,13).

Nel frattempo il clima sta migliorando: sempre più spesso esce il sole e anche il vento è quasi scomparso. Nel quarto set si procede senza scossoni seguendo la regola dei servizi. Gasquet ha iniziato a servire per primo e così quando si arriva sul 5-4 si ripete a parti invertite la vicenda del secondo parziale: con la pressione di servire per stare nel set, Wawrinka comincia con un gratuito di dritto. Gasquet fiuta l’occasione, gioca un eccezionale scambio in contenimento riuscendo a mandare fuori giri Wawrinka, obbligato ad un colpo in più per aggiudicarsi il punto. Si arriva alla palla break: e sulla palla break (che corrisponde al set point), anche Stan regala il set con un doppio fallo, il primo di tutta la partita.

Occorre il quinto set, come nell’ultimo confronto diretto (Roland Garros 2013). Wawrinka prova subito a dare la spallata decisiva e si procura una palla break: ma Gasquet reagisce con buoni servizi e salva il pericolo.

Gasquet sempre più frequentemente cerca di tenere i rimbalzi bassi in modo che Stan fatichi a liberare il braccio, obbligato a colpire molto più piegato e raccolto che sugli altri terreni: e infatti le variazioni slice riescono in diverse occasioni a impedire a Wawrinka di sprigionare tutta la sua potenza. Ed è proprio attraverso tre palle insidiose, basse e senza peso, che Gasquet sale 0-40 nell’ottavo gioco: Wawrinka commette due gratuiti al rimbalzo e mette in rete una volèe. Ancora con uno slice Gasquet innesca il corpo a corpo a rete decisivo che gli procura il 5-3.
A Richard “basterebbe” tenere la battuta per chiudere i conti, ma Wawrinka ha un sussulto di orgoglio e alzando il proprio livello di gioco si procura una palla per il controbreak. E qui Gasquet decide di accettare un braccio di ferro a suon di rovesci in top che finisce per perdere; scelta discutibile, a mio avviso, visto che era stato con le variazioni slice che aveva messo in difficoltà il suo avversario: 4-5. Wawrinka ricuce completamente lo strappo: 5-5.

Dal settimo gioco la qualità del quinto set è notevolmente salita, con il numero vincenti che distanzia quello degli errori: i giocatori riescono a giocare concentrati punto su punto, stimolati dall’adrenalina del confronto. Sul 6-6 si raggiungono le tre ore esatte di gioco. A Wimbledon non c’è tiebreak nel quinto set e quindi si procede ad oltranza, con Gasquet che serve per primo e che quindi ogni volta si porta avanti nel punteggio.

Si prosegue senza scossoni sino al 9-9. Qui Gasquet rischia salvando una palla break con una buona prima. Ma è nel game successivo che c’è la svolta. Con due gratuiti da fondo (un dritto e un rovescio) Wawrinka si ritrova 0-30, Poi di nuovo con uno slice Gasquet fa sbagliare Stan: 0-40 e tre match point. Wawrinka salva i primi due, ma mette lungo l’ultimo attacco da fondo e perde così il match 11-9.

Ci sono volute tre ore e 28 minuti di gioco, e 323 punti per stabilire l’ultimo semifinalista della giornata, in una partita iniziata in sordina e conclusa con un quinto set davvero da ricordare.

È stato un match serrato e sono davvero felice di aver vinto” ha dichiarato un raggiante Gasquet in conferenza stampa, “quando vedo che in semifinale ora sono in compagnia di Federer, Djokovic e Murray, beh, voglio godermi questo momento. Il rovescio di Stan è davvero incredibile, potentissimo e oggi sono riuscito a prevalere anche grazie al mio rovescio, soprattutto in lungolinea. Contro Djokovic dovrò essere molto aggressivo, dovrò servire bene. Avrò bisogno di fare una grande partita“.

 

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[1] N. Djokovic b. [9] M. Cilic 6-4 6-4 6-4 (da Londra, Roberto Salerno)

Se avessimo dato retta ai precedenti non ci sarebbe stato neanche da vedere la partita. Il numero 1 del mondo, Novak Djokovic, diventato dal Djoker che era un tormentato Werther, era avanti 12-0 contro Marin Cilic, uno che ha ha imbroccato la settimana della vita – forse – e che ha vinto New York, beato lui.
A dire il vero neanche l’andamento del torneo ci poteva far sperare chissà cosa, perché se è vero che Djokovic ha rischiato più di qualcosa contro Kevin Anderson, nientemento, Cilic è arrivato ai quarti perdendo addirittura 5 set. Infine, il fatto che il croato fosse stato in campo per circa 4 ore in più significava semplicemente che era come se avesse giocato un paio di partite in più.

E in effetti il primo set è andato come doveva andare. Djokovic ha fatto il break nel terzo game, e chiudeva con qualche difficoltà nel decimo, proprio mentre un nuvolone bianco arrivava sul centrale. In mezzo, il nulla; i due tenevano il servizio mostrando anche qualche buon tocco, ma niente di eccezionale.

Il secondo set non era tanto migliore del primo, ma almeno il croato teneva il servizio fino al fino al nono game quando aiutato da un nastro (la solita fortuna di Djokovic) e da uno scellerato dritto di Cilic il serbo andava 0-40. Marin riusciva ad annulla la prima palla break, ma il punto successivo veniva giocato quasi con ferocia dalla testa di serie numero 1 e si concludeva con un tremebondo rovesico tagliato del croato che finiva ben sotto il nastro. L’evento aveva il merito di svegliare l’inviato coreano, che insieme ad un paio (almeno) di spettatori aveva approfittato della brillantezza del match per riposarsi un po’. Djoko andava a servire e nonostante lo 0-30 di partenza aveva poche difficoltà a portare a casa il secondo set. L’inviato poteva poggiarsi sui gomiti e mandare messaggi a casa.

Terzo set praticamente già scritto. Cilic ha appena il tempo di sbagliare un passante tutto sommato non impossibile che poteva portarlo alla palla break nel quinto game, per poi cadere nel game successivo su un dritto sparacchiato lontano dalla linea di fondo.

Il croato deve rinviare l’appuntamento con la sua prima semifinale a Wimbledon. In attesa di una nuova settimana da Dio e per la prima volta non strappa un set a Djokovic in una prova dello Slam. Cioè peggiora.
Djokovic raggiunge invece così la sua sesta semifinale consecutiva (settima complessiva) sui verdi prati di Church Road, ad una sola dal record di, chi l’avrebbe mai detto?, Roger Federer. In semifinale avrà forse la possibilità, chissà se attesa, di attenuare la terribile delusione di appena 30 giorni fa a Parigi, contro Stan Wawrinka. L’inviato coreano, si è svegliato, dormirà di meno venerdì prossimo.

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Wimbledon, programma martedì 5 luglio: Halep si guadagna il Centrale, a seguire Nadal-Fritz

Kyrgios-Garin sul campo 1 alle 16 circa. Rafa Nadal alla ricerca della semifinale contro l’americano Fritz, alle 16:30 circa

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Rafael Nadal – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

Mentre la prima giornata di quarti di finale è ancora in corso, viene rilasciato il programma del day 11 del torneo di Wimbledon (mercoledì 6 luglio), dove si svolgeranno i restanti quattro match di tabellone singolare, maschile (parte bassa) e femminile (parte alta). Saranno proprio le donne ad aprire le danze sua sul Centre Court che sul campo 1. Nel tempio del tennis per eccellenza ci sarà di nuovo Simona Halep, campionessa qui nel 2019 e sulla via del ritorno al top, che affronterà alle 14:30 ora italiana la statunitense Amanda Anisimova in un match che contrappone una giocatrice dal tennis principalmente difensivo contro una picchiatrice. A seguire, 16:30 circa, ci sarà Rafael Nadal opposto a Taylor Fritz (qui la conferenza dell’americano).

L’altro campo utilizzato per match di cartello sarà, come detto, il court 1 e le prime a calpestarlo nella giornata di mercoledì saranno Alja Tomljanovic ed Elena Rybakina alle 14 italiane. A seguire forse il match più atteso di giornata: l’australiano Nick Kyrgios affronterà Cristian Garin (che ha scampato Berrettini) alle 16 circa italiane. Tutti i match saranno trasmessi in diretta SKY e NOW TV.

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Wimbledon: Maria vince la battaglia di slice e nervi. È la sua prima semifinale Slam

Tatjana Maria vince in rimonta il quarto di finale contro Jule Niemeier e avanza alle semifinali

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Jule Niemeier (sinistra) e Tatjana Maria (destra) - Wimbledon 2022 (photo Twitter @Wimbledon)

T. Maria b. J. Niemeier 4-6 6-2 7-5 (da Londra il nostro inviato)

Nessuna delle due protagoniste doveva essere nei quarti di finale di Wimbledon: una bi-mamma da poco e una semi-sconsciuta che in pochi avevano sentito nominare prima del torneo. Due connazionali, una splendida partita, che ha aperto degnamente il programma dei quarti di finale sul Campo n. 1 di Wimbledon e ha fatto ricordare a tutti cosa è stato (e forse cosa dovrebbe essere) il tennis su erba. Peccato sia stata decisa più dall’esperienza e dai nervi che dai colpi, perché alla fine Niemeier si è arresa alle sue proprie paure sulla dirittura finale del terzo set, ma si è trattato di un incontro bello e appassionante, chiuso perfettamente dall’abbraccio prolungato a rete delle due protagoniste.

Maria ha fatto vedere maggiori capacità di adattamento tattico alla partita, sicuramente maturate nei tanti anni sul circuito, ed ha approfittato delle esitazioni della sua avversaria, probabilmente superiore dal punto di vista tecnico, ma che ancora non ha trovato il modo per mettere insieme tutti i pezzi del proprio tennis e trovare continuità anche nei momenti difficili. La decisione di Niemeier di cercare sistematicamente la via della rete nelle fasi di maggior tensione ha riportato alla memoria la grande Martina Navratilova, ed hanno sottolineato l’inesperienza di Jule, che alla sua prima esperienza in un match di grande importanza non è riuscita a controllare la sua emotività facendosi sopraffare dai nervi.

 

IL MATCHIl primo set si è deciso per un solo break, ottenuto nel game d’apertura da Niemeier, e poi difeso fino alla fine, anche se con qualche titubanza. Il gioco è stato abbastanza spezzettato, l’importanza della posta in paio si è fatta sentire per tutte e due le protagoniste che hanno faticato a dare continuità al proprio gioco, anche per i tentativi di Maria di togliere il ritmo con colpi molto tagliati durante il palleggio.

Nonostante i sei doppi falli commessi nel set, Niemeier non ha concesso alcuna palla break nel primo set, avendo pure una chance per il 3-0 pesante a inizio parziale. Maria ha provato a fare il suo solito gioco con colpi molto tagliati per disturbare il gioco potente e in spinta di Niemeier, ma non è stata sufficientemente regolare e soprattutto non è riuscita a fronteggiare le situazioni nelle quali veniva attaccata, non riuscendo spesse volte ad organizzare passanti accettabili.

Dopo 42 minuti nel quale Niemeier aveva dimostrato una complessiva superiorità nel gioco, sembrava che la partita potesse scivolare verso la più giovane delle due contendenti quando dopo un game d’apertura di 14 punti Maria cedeva la battuta per dare all’avversaria un vantaggio di un set e un break. A questo punto, però, Niemeier si è incartata nelle sue paure, facendosi sopraffare dalle difficoltà alla battuta: commettendo altri tre doppi falli nei successivi due turni di battuta ha permesso alla sua avversaria di cambiare il corso del match e di rovesciare il punteggio andando in vantaggio per 4-1. Maria ha smesso di giocare principalmente colpi tagliati spingendo di più con il diritto per andare a sollecitare la parte sinistra dell’avversaria, che soprattutto con il rovescio a due mani finiva spesso e volentieri per sbagliare.

Con il numero di doppi falli di Niemeier che era ormai arrivato in doppia cifra, Maria riusciva a conquistare un secondo break per pareggiare il conto dei set dopo un’ora e 25 minuti di gioco concludendo con una bella volée su un tweener davvero pregevole di Niemeier.

Appena iniziato il terzo set, una coltre di nuvole grigie ha coperto il sole sopra il Campo n. 1 facendo calare la temperatura di diversi gradi. Il sole era decisamente più caldo rispetto alle altre giornate del torneo, ma all’ombra la costante brezza rendeva la giornata piuttosto freddina. Niemeier riusciva a fermare il momento positivo della sua avversaria riuscendo a tenere i primi turni di battuta nella partita finale. La prima delle due protagoniste a tremare è stata Maria, che sul 2-2 ha commesso due errori gratuiti di diritto piuttosto banali sul 30-30 concedendo il break di vantaggio a Niemeier.

Nel game seguente la più giovane tedesca si è affidata quasi regolarmente al serve and volley, riuscendo a tenere il servizio dopo 12 punti senza tuttavia concedere palle break. Tuttavia si poteva percepire che Maria era la meno nervosa delle due, e il controbreak arrivava due game più tardi per il 4-4.  Niemeier, al servizio sul 4-5, metteva due smash in rete mandando Maria a due punti dal match, ma grazie a un paio di volée riusciva ad agguantare il 5-5 invitando col le braccia la folla ad applaudire più forte. Le sue erano ovviamente “fughe in avanti”, come quelle alle quali ci aveva abituato la grande Martina Navratilova. Lo stato dell’erba del campo n.1, decisamente migliore rispetto a quella del Centrale, rende i colpi tagliati o con poca energia che cadono vicino alla rete rimbalzano molto poco e sono difficilissimi da recuperare, per cui le volée hanno un maggiore margine di riuscita rispetto ai colpi da fondo se si ha paura.

Una palla break per il 6-5 per Niemeier se ne andava con una risposta di rovescio sbagliata, e dopo un punto da standing ovation in favore di Maria, la più esperta delle due teneva il servizio e nel gioco finale era ancora lei a tremare di meno: due errori gratuiti da fondo campo di Niemeier la mandano al match point, e la volée di diritto che sorpassa la linea di fondo può far esplodere la gioia di Tatiana Maria per la sua prima semifinale in un torneo del Grande Slam.

Per tentare di arrivare in finale, Tatjana si troverà di fronte o la sua grande amica Ons Jabeur (“È quasi una di famiglia” ha detto in campo subito dopo il match trattenendo a stento le lacrime) oppure la ceca Marie Bouzkova. Contro Jabeur ci sono tre precedenti, tutti piuttosto datati, due dei quali vinti dalla tunisina; contro Bouzkova invece ha vinto tutti e quattro i precedenti incontri, sempre comunque risalenti a diversi anni fa.

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Taylor Fritz: “Mi sto muovendo nella giusta direzione”. Sulla sfida con Nadal: “Devo essere aggressivo come a Indian Wells”

Le parole dell’americano: “Sto giocando a un livello di tennis molto, molto solido e costante”

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Taylor Fritz- Wimbledon 2022 (foto: twitter @wimbledon)

C’è sempre una prima volta. Per Taylor Fritz il 2022 è tutta una prima volta: primo titolo 1000 ad Indian Wells, prima volta in Top20, e adesso primo quarto di finale slam. All’australiano Kubler ha concesso solo 8 game, giocando un tennis molto solido, specie al servizio dove sta facendo la differenza. Ecco le sue parole in conferenza stampa dopo la vittoria in ottavi.

IL MODERATORE: Taylor, dacci la tua opinione sul raggiungimento dei quarti di finale.

TAYLOR FRITZ: È incredibile. La prima volta è ovviamente fantastico. È stata, direi, una partita piuttosto dura. Ho giocato bene. È stata dura alla fine del terzo. Sono stato davvero felice di chiuderlo, e di farlo in tre set.

 

D. Prima volta in un quarto di finale. Ripensi alle finali di Indian Wells? A cosa attingi per cercare di prepararti per un palcoscenico come questo?

TAYLOR FRITZ: Sì, voglio dire, non lo so. Sono già stato in questi momenti prima, la semifinale di Indian Wells, la finale di Indian Wells. Direi che probabilmente sembra più o meno lo stesso di un quarto di finale slam. Ovviamente qui si gioca tre set su cinque. Penso che renda l’occasione più speciale se gioco contro Nadal. Ma cerco di affrontarla come l’ultima volta, trattandola come qualsiasi altra partita perché ho giocato bene. Si tratta di replicare semplicemente il modo in cui ho giocato e confidare che sarà sufficiente.

D. Cosa hai provato e pensato alla fine della partita quando hai capito di essere in questa fase per la prima volta?

TAYLOR FRITZ: Una volta che è finita?

D. Sì.

TAYLOR FRITZ: La sensazione è, sentire che tutto il duro lavoro che ho svolto, tutte le cose che ho fatto, stanno dando i frutti. È fantastico. Non sembra nemmeno reale. Sono ai quarti di finale di Wimbledon. Per cose del genere ho lavorato per tutta la vita. È fantastico immergersi e sentire che tutto è in un certo senso: il lavoro sta dando i suoi frutti e mi sto muovendo nella giusta direzione.

D. Quanto tempo hai impiegato per riflettere sul momento più basso per te, quando i dubbi erano più forti rispetto al tuo feeling di adesso?

TAYLOR FRITZ: È così interessante perché tre settimane fa era un punto basso per me. Continuavo a ripetermi che troverò il mio tennis. Dovevo semplicemente continuare a essere positivo. Mi sono infortunato, tornando da un infortunio, non ho giocato alla grande. In un certo senso sono rimasto positivo, mi sono attenuto al processo di lavorare sodo, fare le cose giuste. Nella settimana di Eastbourne le cose hanno iniziato a fare clic per me. Ora è pazzesco arrivare da dove ero forse mentalmente dopo il Queen’s, come se mi sentissi infortunato, ho appena perso tre partite di fila, ad ora sono nel mio primo quarto di finale slam. È un grande salto. È così interessante. È un po’ come è il tennis. Una, due buone settimane, cinque o sei buone partite di fila, possono cambiare tutto.

D. Se è Rafa nei quarti di finale, cosa puoi prendere da Indian Wells tatticamente e mentalmente?

TAYLOR FRITZ: Sono stato molto aggressivo in quella partita. Ho colto le mie possibilità. Contro uno come Rafa, è più o meno così. Sento che prendere decisioni è facile. Non è come se giocassi contro qualcuno che dovrei battere. Potrei pensare tipo, dovrei andare per questo, dovrei giocare sul sicuro? Contro qualcuno come Rafa, è facile prendere sempre la decisione aggressiva e, tipo, giocare più libero. Ho giocato per tutto questo torneo giocando contro persone che sulla carta credevo di dover battere. Onestamente è sempre dura perché è più difficile giocare quelle partite che giocare quelle in cui forse non sei il favorito. Puoi essere molto più libero. So che dovrò portare un certo livello. Solo sapendo che dovrò giocare a un certo livello, so che giocherò meglio. Ovviamente sarà una partita molto diversa. Indian Wells è stato un po’ folle, entrambi eravamo provati molto prima della finale. Questa volta ci saranno migliori versioni di entrambi, vedremo. Ma penso che il più grande risultato sia stato che ero molto aggressivo, stavo sfruttando le mie possibilità e ho giocato molto bene i punti più importanti in quella partita.

D. Ovviamente provieni da una bella famiglia di tennisti. Hai dei primi ricordi di quando hai guardato o imparato a conoscere Wimbledon? Tua madre, tuo padre e tuo zio hanno condiviso con te alcune storie di Wimbledon?

TAYLOR FRITZ: Un po’. Ovviamente crescendo in una tale famiglia di tennisti, essendo in giro così tanto per il tennis, Wimbledon immagino sia come “il” torneo. Probabilmente è lo slam più famoso, quello con più storia. L’unica cosa che ricordo è che qualcuno è riuscito a ottenere un video di mia madre che affronta Billie Jean King qui. Non so come siano riusciti a portarlo dal nastro a una copia su CD. Penso che mia madre avesse 17 o 18 anni quando ha giocato la partita. È stata battuta 1-1. È stato divertente da guardare, credo.

D. Che pensieri hai su come sarà l’atmosfera, come sarà l’opportunità, cosa ci vorrà per batterlo?

TAYLOR FRITZ: Voglio dire, sarà una partita davvero divertente. Voglio interpretarla bene. Penso che probabilmente voglia davvero battermi dopo Indian Wells (sorridendo). Penso che sarà davvero emozionante. Penso che probabilmente tirerà fuori il suo miglior gioco. Come ho detto, vuole assolutamente battermi, gioca contro di me, credo che questa volta sia sano al 100%. Dovrò solo essere molto aggressivo, giocare bene i punti importanti, servire bene, fare molto di quello che ho fatto a Indian Wells se voglio batterlo.

D. Quanto pensi che sia stato un grosso problema essere arrivato così lontano senza perdere un set, quindi, forse, avendo avuto meno tempo e speso meno energia?

TAYLOR FRITZ: È sempre bello superare i primi round, anche fino a questo punto, senza perdere un set. Indipendentemente dal tempo trascorso in campo, è come se il tuo corpo fosse ancora un po’ maltrattato dopo così tanto tennis. Ho delle piccole cose qua e là, ma nel complesso, per essere nei quarti di finale, direi che il fisico si sente abbastanza bene. Sicuramente ho del lavoro da fare domani per assicurarmi di sentirmi al meglio per la partita dei quarti di finale. Ma è decisamente enorme arrivare così lontano senza perdere un set. Penso che parli anche del fatto che sto giocando a un livello di tennis molto solido e coerente. Non sto giocando troppe brutte partite, non troppe, suppongo, qualche singhiozzo nelle partite in cui esco. Sto giocando a un livello di tennis molto, molto solido e costante.

D. Stai emergendo come leader del tennis americano. È il 4 luglio. Hai sentito qualche luminare del gioco americano, Roddick, Sampras? Come ti sostiene lo spogliatoio americano?

TAYLOR FRITZ: Voglio dire, tutti i ragazzi in tour, come i ragazzi americani, sono tutti i miei amici più cari. Ci sosteniamo tutti molto. Per quanto riguarda gli altri giocatori, sento sempre Mardy. È il nostro capitano. Di solito mi scrive dopo ogni partita. Sì, voglio dire, solo che tutti noi nello spogliatoio siamo molto vicini l’uno all’altro. Facevo molto il tifo per Tommy nella sua partita di ieri. Difficile perché Cam è anche una mia cara amica. Sì, voglio dire, siamo tutti molto legati.

D. Sull’erba contro il cemento. Qualcosa che l’erba mette in risalto nel tuo gioco che i campi in cemento non lo fanno?

TAYLOR FRITZ: Ci sono alcune cose. Penso che il mio rovescio sull’erba sia molto migliore, sta un po’ di più in campo. La palla rimane più bassa per il rovescio. Penso che sul cemento il mio diritto sia un po’ più forte perché le palle si alzano un po’ di più. Quando mi sento bene sul servizio, amo giocare sull’erba perché sembra che sia più difficile breakkarmi. Il mio slider serve molto di più fuori dal campo. Mi piace servirli un bel po’. Immagino che sull’erba guadagnerò molti più punti. Funziona per me perché rimane basso sull’erba. Sul cemento di solito non lo faccio. Ci sono aspetti positivi e negativi, direi. La cosa più importante per l’erba è che sto servendo bene, e nelle ultime due settimane è stato davvero un successo, quindi è stato grande.

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