Coppa Davis: Goffin e Darcis portano il Belgio sul 2-0. Rimonta Delbonis, 2-0 anche per l'Argentina

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Coppa Davis: Goffin e Darcis portano il Belgio sul 2-0. Rimonta Delbonis, 2-0 anche per l’Argentina

Le assenze dei big della squadra canadese pesano contro il Belgio che si porta avanti 2-0. A Buenos Aires dopo la facile vittoria del numero 1 argentino Mayer su Krajinovic, Delbonis recupera sotto due set a zero con Troicki.

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COPPA DAVIS, Quarti di finale

BELGIO-CANADA 2-0 (Bernardo Procacci)

S.Darcis b. F.Dancevic 3-6 6-1 7-5 6-3

 

Il match di apertura vede il belga Steve Darcis n.76 del mondo opposto al canadese Frank Dancevic n.272. I due si sono già affrontati nel 2008 a Sydney e nel 2009 a Wimbledon, con il belga vincitore di entrambi i match. Considerando quasi per sicuro il punto che verrà conquistato dall’idolo di casa Goffin, nel secondo singolare di giornata, già il primo match assume i contorni di una partita chiave per l’esito dell’intero incontro tra Belgio e Canada.

Darcis al termine di 4 set e dopo un avvio difficile, riesce a portare a casa come da pronostico il primo singolare, regalando al Belgio un primo punto molto pesante. La partita è stata a tratti bella e combattuta con il belga bravo, dopo aver perso il primo set a rientrare subito in partita ed a sfruttare le poche occasione concesse da Dancevic nei suoi turni di servizio. Il canadese di contro ha giocato un buon match pagando l’inesperienza di giocare questa tipologia di incontri e senz’altro non favorito dalla superficie.

Il primo set si apre con Dancevic alla battuta che per nulla intimorito tiene a 0 il servizio in pochissimi minuti, anche Darcis poco dopo non ha problemi e chiude facilmente il suo game di servizio. I game seguono i turni di servizio fino al 2-2, quando il padrone di casa riesce a sfruttare l’unica palla break avuta a disposizione, strappando così il servizio a Dancevic e portandosi sul 3-2 in suo favore, tra l’euforia del pubblico belga che inizia a scaldarsi, senza immaginare però che sarà anche l’ultimo game del set. Da lì in poi infatti, Dancevic non sbaglia praticamente più nulla ed oltre a fare subito il contro-break, infila 4 game consecutivi, chiudendo a sorpresa il primo set per 6-3. Troppi gli errori del belga che chiude il primo set con un bilancio di 16 errori non forzati, contro i soli 3 errori non forzati del canadese che si ritrova a sorpresa avanti di un set.

Il secondo set si apre con Darcis alla battuta ed alla ricerca di una reazione per invertire l’inerzia del match. I primi due game sono agevoli per chi è al servizio e non si registrano sussulti, che però arrivano subito, quando Darcis sfrutta un game in cui il servizio del canadese non è incisivo, facendo il break e portandosi subito in vantaggio per 2-1, riaccendendo l’entusiasmo del pubblico di casa. Il quarto game, con Dancevic al servizio sotto per 2-1 è il più lungo del set, il canadese sotto 0-30 infila 3 punti consecutivi, senza però riuscire a chiudere il game che và ai vantaggi; Darcis fiuta l’occasione buona ed alla seconda palla break, chiude il game portandosi sul 3-1. A quel punto, il belga sfrutta la scia e complice un autentico crollo del canadese, chiude in pochi minuti il secondo set in suo favore per 6-1. Dal 3-1 in poi, sono ben 12 i punti consecutivi del belga che chiude gli ultimi 3 game a 0, senza concedere nemmeno un 15 al suo avversario. Dopo 63 minuti il punteggio è di un set pari, ma con l’inerzia ora nettamente in favore di Darcis.

Dopo le fiammate avute nel primo e nel secondo set, la partita si calma diventando più lineare. Il terzo set si apre con Dancevic al servizio, ma offre ben poco allo spettacolo ed alle speranze del pubblico belga di un’altra volata vincente. I game in cui il giocatore è al servizio non sono mai in pericolo, arrivando nel giro di 45 minuti fino al 5-5 e nessuna palla break concessa dai due tennisti. Il sussulto che è mancato per tutto il set arriva proprio sul 5-5: Dancevic soffre la tensione e non è impeccabile al servizio, il game si trascina ai vantaggi con il canadese che salva due palle palle break, ma alla terza, Darcis piazza un break pesantissimo, che lo porta a servire per il terzo set. Il belga è sulla ali dell’entusiasmo ed anche spinto dal pubblico, non lascia speranze di contro-break al canadese e con facilità chiude il game decisivo, chiudendo un pesantissimo terzo set per 7-5.

Il quarto set si apre con Dancevic al servizio che offre subito 4 palle break, non sfruttate però da Darcis che poteva indirizzare fin da subito in modo decisivo set ed incontro. L’equilibrio resiste fino al 3-3, quando al termine di un game lottatissimo, Darcis centra il break che lo porta avanti 4-3 e servizio. Nel game successivo Dancevic prova a rientrare in partita e si procura due palle break portandosi sul 15-40, ma è bravo Darcis a rimanere concentrato ed a centrare 4 punti di fila, portando a casa un preziosissimo game.
Le occasioni mancate del contro-break fanno uscire prima del tempo il canadese dal match, infatti sul 5-3 Darcis, Dancevic concede al servizio due match-point: annulla il primo, ma Darcis riesce a trasformare il secondo chiudendo il set e l’incontro sul 6-3.

D.Goffin b. F. Peliwo 6-4 6-4 6-2

Dopo la vittoria di Darcis è il turno dell’idolo di casa David Goffin opposto al canadese Filip Peliwo n.491 della classifica ATP, nessun precedente fino ad ora per i due tennisti.

Il belga, numero 14 del ranking ATP non sbaglia e senza strafare porta a casa il match con concretezza portando il Belgio sul 2a0. E’ stato un Goffin deciso che non ha lasciato spazio allo spettacolo spegnendo sul nascere le speranze di fare partita del suo avversario. Troppo netta la differenza di categoria dei due giocatori, il canadese Peliwo ha cercato contrastare il belga con le armi a disposizione, ma senza troppo successo, quasi sempre in difficoltà nei suoi turni di battuta non è riuscito – ad eccezione di pochissime occasioni – ad impensierire seriamente il suo avversario.

Il primo set si apre subito con un break e contro-break. Inizia al servizio il canadese, che subisce l’avvio aggressivo di Goffin perdendo subito il servizio, ma è capace di strapparlo a sua volta al belga appena il game dopo. I due tennisti riescono a mantenere il proprio successivo turno di servizio portando il punteggio sul 2-2, ma Goffin entra decisamente in partita, portandosi sul 4-3 e servizio. Il set si gioca così nei turni di servizio del belga, che non trema, portando a casa il primo parziale per 6-4.

Il secondo set vede servire per primo Peliwo che riesce a mantenere il servizio solo dopo aver annullato 3 palle break, il canadese nei suoi turni di battuta è sempre stato in difficoltà fino ad ora. Lo strappo decisivo avviene sul 3-3, con Goffin che riuscendo a capitalizzare le ennesime palle break concesse dal suo avversario e mantenendo il suo turno di servizio a 15, sul 4-3, allunga in maniera decisiva sul 5-3. Peliwo serve così per rimanere nel set (e nel match) e salvando un’altra palla break, riesce ad accorciare portandosi sul 5-4. Al servizio Goffin non è in vena di regali ed a 0, porta a casa il secondo set con un altro 6-4.

Avanti di due set, pienamente in fiducia e con il pubblico di casa entusiasta che intravede la vittoria ad un passo, Goffin accelera ulteriormente e nel terzo set in appena 16 minuti, si porta avanti 4a0. La partita è virtualmente chiusa, i game rimanenti  scivolano via velocemente, per un 6-2 finale in favore di Goffin.

Il Belgio capitalizza al massimo i due singolari ed in attesa del doppio di domani, si porta sul 2-0.


ARGENTINA-SERBIA 2-0 
(Ciro Battifarano)

Il Tecnopolis di Buenos Aires non è pieno nel venerdì di esordio, ma il pubblico di casa, come nella miglior tradizione della Davis, si fa comunque sentire e trascina i suoi giocatori ad un doppio vantaggio, insperato alla vigilia. In panchina c’è anche Del Potro, con l’intero braccio sinistro bardato, a fare il tifo per i suoi compagni.

L. Mayer b. F. Krajinovic 6-4 6-2 6-1

Dura poco meno di un set la resistenza opposta dal serbo Filip Krajinovic al leader della formazione argentina Leonardo Mayer. Il capitano serbo aveva inserito Krajinovic in formazione all’ultimo momento al posto di Janko Tipsarevic, il quale aveva preferito farsi da parte non valutando ancora al meglio le sue sue condizioni di salute. E visto il buon momento di forma di Krajinovic – che domenica si era aggiudicato in Germania il ricco challenger di Braunschweig battendo in finale Mathieu e considerato il suo score immacolato in singolare in Davis (quattro vittorie su quattro, seppur contro avversari non proprio irresistibili) -, Obradovic ha pensato di schierarlo immediatamente contro Mayer, lasciando a riposo Lajovic.

L’improvviso cambio di emisfero non deve essere stato però ancora del tutto digerito dal serbo, arrivato per ultimo in terra argentina, che fa partita pari soltanto nei primi giochi, nei quali entrambi si procurano una palla break. Nell’ottavo gioco Krajinovic concede altre due palle break che riesce ancora ad annullare ma nulla può nel decimo gioco e consegna il set a Mayer. L’orizzonte di dover ripartire da zero mette il serbo definitivamente fuori partita e nel prosieguo di partita tiene il proprio turno di servizio soltanto tre volte come soltanto tre saranno i punti che riesce a strappare complessivamente in risposta nel secondo e nel terzo set all’argentino che ha facilmente dominato l’incontro.

F. Delbonis b. V. Troicki  2-6 2-6 6-4 6-4 6-2

Se la scelta di Obradovic di schierare Krajinovic non ha dato i suoi frutti, si rivela invece  quanto mai azzeccata la scelta del coach argentino Orsanic di preferire Delbonis a Schwartzman. Il giocatore argentino per la prima volta vince un match al quinto, per di più recuperando uno svantaggio di due set. Si erano infatti messe molto male le cose per Federico Delbonis contro il numero uno serbo Victor Troicki. Il tennista serbo si era aggiudicato facilmente i primi due set entrambi col punteggio di 6-2, riuscendo ad essere solido con il servizio e da fondo campo e approfittando dei numerosi errori dell’avversario. Il gioco del serbo aveva però iniziato a perdere di intensità già a fine secondo set, con i gratuiti che iniziavano a fioccare anche dalla sua racchetta. A metà terzo set inizia però a traballare anche il servizio che fino a quel momento era stata una miniera per lui e l’unica palla break concessa nel settimo gioco gli costa il set.

Delbonis, galvanizzato anche dal pubblico di casa, adesso è on fire e, sùbito aggressivo, conquista il break in apertura di quarto set, nonostante due ace del serbo.Troicki continua a sbagliare tanto, fa fatica negli scambi da fondo, i suoi colpi sono sempre meno incisivi e lascia spazio all’iniziativa dell’avversario. Soltanto grazie al servizio riesce ai vantaggi a tenere il servizio nel terzo gioco. Ci pensa l’argentino a rimetterlo “temporaneamente” in partita nel gioco successivo: distratto per un suo dritto chiamato al limite chiamato fuori e che vale lo 0-30 per Troicki, Delbonis sbaglia subito dopo una facile volèe ed un dritto in uscita dal servizio e concede il contro break. L’argentino riconquista il break ma nuovamente lo rende, questa volta con qualche merito anche dell’avversario. Su Delbonis pesano le occasioni sprecate e ancora con qualche errore di troppo rischia di compromettere la rimonta nell’ottavo gioco, nel quale concede due palle break che consentirebbero a Troicki di andare a servire per il match; il padrone di casa si salva e ancora aggressivo va subito dopo a prendersi lui il break che gli  consente di servire, con profitto, per il set.

Dopo quasi tre ore di gioco tutto è azzerato: a questo punto Troicki, escluso il servizio diventato comunque discontinuo, sembra non avere colpi vincenti, trova qualche angolo buono ma la sua palla è leggera. Delbonis, dal canto suo, ha trovato coraggio e mette pressione all’avversario ma nei momenti caldi rischia di perdere il ben fatto con errori grossolani. Deciderà il quinto set. La partita la continua a fare Delbonis che strappa il servizio all’avversario nel terzo e nel quinto gioco ma adesso riesce a limitare i suoi errori e con sicurezza porta a casa l’insperata rimonta.

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Coppa Davis

Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

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Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con Roma e Madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

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Coppa Davis

Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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