Coppa Davis: Goffin e Darcis portano il Belgio sul 2-0. Rimonta Delbonis, 2-0 anche per l'Argentina

Coppa Davis

Coppa Davis: Goffin e Darcis portano il Belgio sul 2-0. Rimonta Delbonis, 2-0 anche per l’Argentina

Le assenze dei big della squadra canadese pesano contro il Belgio che si porta avanti 2-0. A Buenos Aires dopo la facile vittoria del numero 1 argentino Mayer su Krajinovic, Delbonis recupera sotto due set a zero con Troicki.

Pubblicato

il

 
 

COPPA DAVIS, Quarti di finale

BELGIO-CANADA 2-0 (Bernardo Procacci)

S.Darcis b. F.Dancevic 3-6 6-1 7-5 6-3

 

Il match di apertura vede il belga Steve Darcis n.76 del mondo opposto al canadese Frank Dancevic n.272. I due si sono già affrontati nel 2008 a Sydney e nel 2009 a Wimbledon, con il belga vincitore di entrambi i match. Considerando quasi per sicuro il punto che verrà conquistato dall’idolo di casa Goffin, nel secondo singolare di giornata, già il primo match assume i contorni di una partita chiave per l’esito dell’intero incontro tra Belgio e Canada.

Darcis al termine di 4 set e dopo un avvio difficile, riesce a portare a casa come da pronostico il primo singolare, regalando al Belgio un primo punto molto pesante. La partita è stata a tratti bella e combattuta con il belga bravo, dopo aver perso il primo set a rientrare subito in partita ed a sfruttare le poche occasione concesse da Dancevic nei suoi turni di servizio. Il canadese di contro ha giocato un buon match pagando l’inesperienza di giocare questa tipologia di incontri e senz’altro non favorito dalla superficie.

Il primo set si apre con Dancevic alla battuta che per nulla intimorito tiene a 0 il servizio in pochissimi minuti, anche Darcis poco dopo non ha problemi e chiude facilmente il suo game di servizio. I game seguono i turni di servizio fino al 2-2, quando il padrone di casa riesce a sfruttare l’unica palla break avuta a disposizione, strappando così il servizio a Dancevic e portandosi sul 3-2 in suo favore, tra l’euforia del pubblico belga che inizia a scaldarsi, senza immaginare però che sarà anche l’ultimo game del set. Da lì in poi infatti, Dancevic non sbaglia praticamente più nulla ed oltre a fare subito il contro-break, infila 4 game consecutivi, chiudendo a sorpresa il primo set per 6-3. Troppi gli errori del belga che chiude il primo set con un bilancio di 16 errori non forzati, contro i soli 3 errori non forzati del canadese che si ritrova a sorpresa avanti di un set.

Il secondo set si apre con Darcis alla battuta ed alla ricerca di una reazione per invertire l’inerzia del match. I primi due game sono agevoli per chi è al servizio e non si registrano sussulti, che però arrivano subito, quando Darcis sfrutta un game in cui il servizio del canadese non è incisivo, facendo il break e portandosi subito in vantaggio per 2-1, riaccendendo l’entusiasmo del pubblico di casa. Il quarto game, con Dancevic al servizio sotto per 2-1 è il più lungo del set, il canadese sotto 0-30 infila 3 punti consecutivi, senza però riuscire a chiudere il game che và ai vantaggi; Darcis fiuta l’occasione buona ed alla seconda palla break, chiude il game portandosi sul 3-1. A quel punto, il belga sfrutta la scia e complice un autentico crollo del canadese, chiude in pochi minuti il secondo set in suo favore per 6-1. Dal 3-1 in poi, sono ben 12 i punti consecutivi del belga che chiude gli ultimi 3 game a 0, senza concedere nemmeno un 15 al suo avversario. Dopo 63 minuti il punteggio è di un set pari, ma con l’inerzia ora nettamente in favore di Darcis.

Dopo le fiammate avute nel primo e nel secondo set, la partita si calma diventando più lineare. Il terzo set si apre con Dancevic al servizio, ma offre ben poco allo spettacolo ed alle speranze del pubblico belga di un’altra volata vincente. I game in cui il giocatore è al servizio non sono mai in pericolo, arrivando nel giro di 45 minuti fino al 5-5 e nessuna palla break concessa dai due tennisti. Il sussulto che è mancato per tutto il set arriva proprio sul 5-5: Dancevic soffre la tensione e non è impeccabile al servizio, il game si trascina ai vantaggi con il canadese che salva due palle palle break, ma alla terza, Darcis piazza un break pesantissimo, che lo porta a servire per il terzo set. Il belga è sulla ali dell’entusiasmo ed anche spinto dal pubblico, non lascia speranze di contro-break al canadese e con facilità chiude il game decisivo, chiudendo un pesantissimo terzo set per 7-5.

Il quarto set si apre con Dancevic al servizio che offre subito 4 palle break, non sfruttate però da Darcis che poteva indirizzare fin da subito in modo decisivo set ed incontro. L’equilibrio resiste fino al 3-3, quando al termine di un game lottatissimo, Darcis centra il break che lo porta avanti 4-3 e servizio. Nel game successivo Dancevic prova a rientrare in partita e si procura due palle break portandosi sul 15-40, ma è bravo Darcis a rimanere concentrato ed a centrare 4 punti di fila, portando a casa un preziosissimo game.
Le occasioni mancate del contro-break fanno uscire prima del tempo il canadese dal match, infatti sul 5-3 Darcis, Dancevic concede al servizio due match-point: annulla il primo, ma Darcis riesce a trasformare il secondo chiudendo il set e l’incontro sul 6-3.

D.Goffin b. F. Peliwo 6-4 6-4 6-2

Dopo la vittoria di Darcis è il turno dell’idolo di casa David Goffin opposto al canadese Filip Peliwo n.491 della classifica ATP, nessun precedente fino ad ora per i due tennisti.

Il belga, numero 14 del ranking ATP non sbaglia e senza strafare porta a casa il match con concretezza portando il Belgio sul 2a0. E’ stato un Goffin deciso che non ha lasciato spazio allo spettacolo spegnendo sul nascere le speranze di fare partita del suo avversario. Troppo netta la differenza di categoria dei due giocatori, il canadese Peliwo ha cercato contrastare il belga con le armi a disposizione, ma senza troppo successo, quasi sempre in difficoltà nei suoi turni di battuta non è riuscito – ad eccezione di pochissime occasioni – ad impensierire seriamente il suo avversario.

Il primo set si apre subito con un break e contro-break. Inizia al servizio il canadese, che subisce l’avvio aggressivo di Goffin perdendo subito il servizio, ma è capace di strapparlo a sua volta al belga appena il game dopo. I due tennisti riescono a mantenere il proprio successivo turno di servizio portando il punteggio sul 2-2, ma Goffin entra decisamente in partita, portandosi sul 4-3 e servizio. Il set si gioca così nei turni di servizio del belga, che non trema, portando a casa il primo parziale per 6-4.

Il secondo set vede servire per primo Peliwo che riesce a mantenere il servizio solo dopo aver annullato 3 palle break, il canadese nei suoi turni di battuta è sempre stato in difficoltà fino ad ora. Lo strappo decisivo avviene sul 3-3, con Goffin che riuscendo a capitalizzare le ennesime palle break concesse dal suo avversario e mantenendo il suo turno di servizio a 15, sul 4-3, allunga in maniera decisiva sul 5-3. Peliwo serve così per rimanere nel set (e nel match) e salvando un’altra palla break, riesce ad accorciare portandosi sul 5-4. Al servizio Goffin non è in vena di regali ed a 0, porta a casa il secondo set con un altro 6-4.

Avanti di due set, pienamente in fiducia e con il pubblico di casa entusiasta che intravede la vittoria ad un passo, Goffin accelera ulteriormente e nel terzo set in appena 16 minuti, si porta avanti 4a0. La partita è virtualmente chiusa, i game rimanenti  scivolano via velocemente, per un 6-2 finale in favore di Goffin.

Il Belgio capitalizza al massimo i due singolari ed in attesa del doppio di domani, si porta sul 2-0.


ARGENTINA-SERBIA 2-0 
(Ciro Battifarano)

Il Tecnopolis di Buenos Aires non è pieno nel venerdì di esordio, ma il pubblico di casa, come nella miglior tradizione della Davis, si fa comunque sentire e trascina i suoi giocatori ad un doppio vantaggio, insperato alla vigilia. In panchina c’è anche Del Potro, con l’intero braccio sinistro bardato, a fare il tifo per i suoi compagni.

L. Mayer b. F. Krajinovic 6-4 6-2 6-1

Dura poco meno di un set la resistenza opposta dal serbo Filip Krajinovic al leader della formazione argentina Leonardo Mayer. Il capitano serbo aveva inserito Krajinovic in formazione all’ultimo momento al posto di Janko Tipsarevic, il quale aveva preferito farsi da parte non valutando ancora al meglio le sue sue condizioni di salute. E visto il buon momento di forma di Krajinovic – che domenica si era aggiudicato in Germania il ricco challenger di Braunschweig battendo in finale Mathieu e considerato il suo score immacolato in singolare in Davis (quattro vittorie su quattro, seppur contro avversari non proprio irresistibili) -, Obradovic ha pensato di schierarlo immediatamente contro Mayer, lasciando a riposo Lajovic.

L’improvviso cambio di emisfero non deve essere stato però ancora del tutto digerito dal serbo, arrivato per ultimo in terra argentina, che fa partita pari soltanto nei primi giochi, nei quali entrambi si procurano una palla break. Nell’ottavo gioco Krajinovic concede altre due palle break che riesce ancora ad annullare ma nulla può nel decimo gioco e consegna il set a Mayer. L’orizzonte di dover ripartire da zero mette il serbo definitivamente fuori partita e nel prosieguo di partita tiene il proprio turno di servizio soltanto tre volte come soltanto tre saranno i punti che riesce a strappare complessivamente in risposta nel secondo e nel terzo set all’argentino che ha facilmente dominato l’incontro.

F. Delbonis b. V. Troicki  2-6 2-6 6-4 6-4 6-2

Se la scelta di Obradovic di schierare Krajinovic non ha dato i suoi frutti, si rivela invece  quanto mai azzeccata la scelta del coach argentino Orsanic di preferire Delbonis a Schwartzman. Il giocatore argentino per la prima volta vince un match al quinto, per di più recuperando uno svantaggio di due set. Si erano infatti messe molto male le cose per Federico Delbonis contro il numero uno serbo Victor Troicki. Il tennista serbo si era aggiudicato facilmente i primi due set entrambi col punteggio di 6-2, riuscendo ad essere solido con il servizio e da fondo campo e approfittando dei numerosi errori dell’avversario. Il gioco del serbo aveva però iniziato a perdere di intensità già a fine secondo set, con i gratuiti che iniziavano a fioccare anche dalla sua racchetta. A metà terzo set inizia però a traballare anche il servizio che fino a quel momento era stata una miniera per lui e l’unica palla break concessa nel settimo gioco gli costa il set.

Delbonis, galvanizzato anche dal pubblico di casa, adesso è on fire e, sùbito aggressivo, conquista il break in apertura di quarto set, nonostante due ace del serbo.Troicki continua a sbagliare tanto, fa fatica negli scambi da fondo, i suoi colpi sono sempre meno incisivi e lascia spazio all’iniziativa dell’avversario. Soltanto grazie al servizio riesce ai vantaggi a tenere il servizio nel terzo gioco. Ci pensa l’argentino a rimetterlo “temporaneamente” in partita nel gioco successivo: distratto per un suo dritto chiamato al limite chiamato fuori e che vale lo 0-30 per Troicki, Delbonis sbaglia subito dopo una facile volèe ed un dritto in uscita dal servizio e concede il contro break. L’argentino riconquista il break ma nuovamente lo rende, questa volta con qualche merito anche dell’avversario. Su Delbonis pesano le occasioni sprecate e ancora con qualche errore di troppo rischia di compromettere la rimonta nell’ottavo gioco, nel quale concede due palle break che consentirebbero a Troicki di andare a servire per il match; il padrone di casa si salva e ancora aggressivo va subito dopo a prendersi lui il break che gli  consente di servire, con profitto, per il set.

Dopo quasi tre ore di gioco tutto è azzerato: a questo punto Troicki, escluso il servizio diventato comunque discontinuo, sembra non avere colpi vincenti, trova qualche angolo buono ma la sua palla è leggera. Delbonis, dal canto suo, ha trovato coraggio e mette pressione all’avversario ma nei momenti caldi rischia di perdere il ben fatto con errori grossolani. Deciderà il quinto set. La partita la continua a fare Delbonis che strappa il servizio all’avversario nel terzo e nel quinto gioco ma adesso riesce a limitare i suoi errori e con sicurezza porta a casa l’insperata rimonta.

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

Pubblicato

il

Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

Continua a leggere

Coppa Davis

“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

Pubblicato

il

Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

Pubblicato

il

La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement