World Group I: La Spagna passeggia in Russia. Pari in Romania ed in Polonia, Olanda in vantaggio

Coppa Davis

World Group I: La Spagna passeggia in Russia. Pari in Romania ed in Polonia, Olanda in vantaggio

A Vladivostok Robredo e Andujar non concedono alcuno scampo ai giovani Rublev e Kachanov. Domani gli spagnoli proveranno a chiudere con il doppio. Pari tra Romania e Slvacchia e tra polonia ed Ucraina. In Austria il secondo singolare sospeso per pioggia. Nel raggruppamento asiatico parità tra Nuova Zelanda e India e tra Uzbekistan e Corea

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COPPA DAVIS, World Group I
Zona Europea-Africana

Russia-Spagna 0-2 (Marco Lauria)

Non c’era modo migliore per Conchita Martinez di cominciare la nuova avventura sulla panchina spagnola. Fin troppo agevole il compito per Tommy Robredo e Pablo Andujar, che matano la nuova generazione sovietica con un doppio tre a zero. Punita oltremodo la scelta del patriarca Shamil Tarpischev di dar fiducia ai due ragazzini Andrey Rublev (’97) e Karen Khachanov (’96), non sufficientemente maturi per tentare di spezzare le trame collaudate della coppia iberica.

 

T. Robredo b. A. Rublev 6-2 6-3 6-3

Non sono bastate le ottime referenze con le quali Andrey Rublev si presentava alla Fetisov Arena di Vladivostok. Non ancora diciottenne, l’ex n.1 ITF non è riuscito nella doppia impresa di scaldare il cuore del freddo parterre russo ed ottenere il primo punto a favore della squadra di casa. Troppo solido Tommy Robredo, che fa valere i 15 anni e 5 mesi che lo separano dal moscovita, lasciando l’iniziativa e remando da fondo propiziando gli innumerevoli errori che affondano il russo.
Robredo sceglie di rispondere, Rublev ancora in rodaggio perde rapidamente il servizio, riagganciando però lo spagnolo già nel quarto gioco. Il break scuote l’iberico, che fa segnare un parziale di quattro giochi a zero, chiudendo abilmente il primo set.
La pellicola sembra riavvolgersi nel secondo parziale. Ancora l’imprecisione del rovescio lungolinea del moscovita consente a Robredo di salire 3-2. Sopra di un break lo spagnolo, in totale controllo del match, costringe costantemente il russo a colpire una volta in più la pallina, limitando le accelerazioni inside-out col dritto e approfittando delle palesi difficoltà di Rublev in campo aperto, dove il teenager fatica e non poco a chiudere il punto in avanzamento, esponendosi con recidiva continuità al passante.
E’ il quarto gioco del terzo set ad offrire al pubblico di Vladivostok il tennis migliore. Ormai sulle gambe, il russo improvvisa impensabili accelerazioni da fondo campo, portando a casa il game dopo ventidue punti e quattro palle break salvate. Durerà poco la resistenza, che si farà sempre più sterile anche a causa di qualche noia muscolare. Iron Man Robredo in barba all’età che avanza macina colpi e kilometri, doppiando il 6-3 del secondo set e incassando il primo punto per la Spagna.


P. Andujar b. K. Khachanov 6-3 6-3 6-2

A discapito della differenza del ranking, meno severo del precedente, la forbice tra la squadra spagnola e quella russa sembra allargarsi quando in campo scendono Karen Khachanov e Pablo Andujar. Gravato dell’incombenza di riportare il risultato in parità, la seconda scelta di Shamil Tarpishev inizia il match contratto e consente allo spagnolo di salire 5-1. La reazione è tardiva, Khachanov trova confidenza e rimonta due giochi prima di cedere sul servizio dell’avversario.
La storia del secondo set racconta una trama simile a quella del primo parziale, ma il russo riprende il match come lo aveva lasciato, colpendo a tutto braccio da fondo e riuscendo in più di un’occasione a trovare il vincente da destra con i piedi dentro al campo. Andujar capisce che accorciare troppo il suo gioco consentirebbe a Khachanov di incrementare la fiducia, così si fa più aggressivo in risposta, riuscendo a comandare lo scambio sin dalle prime battute e trovando il break in due occasioni.
Il doppio 6-3 mette le ali al castigliano, che nel terzo parziale neutralizza i quasi due metri del ragazzone moscovita, nonostante un problema alla schiena che lo limita sensibilmente e rischia di complicare i giochi proprio nel game di chiusura. Andujar, rimontato dal 40-0 e incapace di muoversi regolarmente, si supera chiudendo con un lungolinea di rovescio accompagnato da un urlo liberatorio. Chissà se domenica servirà ancora il suo apporto.


ROMANIA-SLOVACCHIA 1-1
(Stefano Tarantino)

M. Copil b. N. Gombos 7-6(5) 6-7(6) 6-4 7-6(10)

Sfida estenuante e tipica da terra rossa tra Marius Copil e Norbert Gombos nel 1° singolare della sfida della zona europea/africana tra Romania e Slovacchia. Alla fine la spunta il tennista di casa, più continuo e cinico nei momenti decisivi, ma onestamente anche il suo dirimpettaio slovacco non ha demeritato.
Nei primi game del match arrivano break e controbreak, poi il 1° set segue i servizi e si arriva al tie break. Copil riesce a vincerlo in volata e porta a casa il parziale.
Il secondo set se possibile è ancora più equilibrato del primo, secondo tie break di giornata con Gombos che non sfrutta nel corso del set 3 palle break. Il tennista slovacco scappa un paio di volte con un minibreak di vantaggio, si fa sempre recuperare (sprecando due set point sul 6-4) ma alla fine chiude 8-6 e pareggia i conti per la gioia di capitan Mecir.
Il match rimane duro è molto equilibrato, Gombos sembra avere più frecce al suo arco ma Copil non molla di un centimetro, si difende molto bene e in volata si aggiudica il terzo set per 6-4.
La musica non cambia, anche nel quarto set battaglia senza limiti, alto tie-break bello pieno di emozioni. Copil manca due match point ma concretizza il terzo chiudendo 12-10 e portando il fondamentale punto dell’1-0 ai rumeni.


M. Klizan b. A. Ungur 6-4 6-2 6-0

Rimette le cose a posto per gli slovacchi Martin Klizan che disbriga con una facilità quasi irritante la pratica Ungur e consente al suo team di portarsi sull’1-1 dopo la prima giornata contro la Romania. Sarà probabilmente decisivo adesso il doppio di domani, dove la coppia Rumena Mergea/Tecau pare partire con i favori del pronostico.

Il secondo singolare della sfida in corso di svolgimento a Constanta è equilibrata solo nel primo set. Ma quando Klizan sfrutta l’unica palla break a disposizione e allunga il match praticamente finisce. Il tennista slovacco vince il parziale 6-4 e da quel momento in poi non si volta più indietro.
Secondo e terzo set hanno praticamente lo stesso andamento. Klizan in entrambi i casi va sul 5-0, ma nel secondo set lascia poi due game per strada, nel terzo invece chiude con il “cappotto”.
La parola passa ora al doppio

 

AUSTRIA-OLANDA 0-1 (Stefano Tarantino)

T. De Bakker b. D. Thiem 6-3 4-6 6-7(6) 6-3 6-4

Emozionante ed avvincente il primo singolare di Kitzbuhel tra Austria e Olanda. Alla fine la spuntano gli olandesi grazie a Thiemo De Bakker che a dispetto del ranking (nr. 134 lui, nr. 28 il suo avversario) batte in 5 set Dominc Thiem e porta in vantaggio gli ospiti.
Dicevamo gran bella partita, durissima, giocata a fasi alterne dai due contendenti. Parte molto meglio De Bakker che allunga subito ad inizio match (4-1) e poi chiude il primo set 6-3.
Thiem si scuote, break in apertura secondo set che risulterà poi decisivo ai fini del 6-4 finale.
Il terzo set è quello più equilibrato, due break a testa portano il parziale al tie break. In volata se lo aggiudica il tennista di casa che sembra avere il match in pugno, ma De Bakker non ha nessuna intenzione di mollare.
A dispetto dei primi tre set nel quarto c’è una sola palla break che viene sfruttata dall’olandese, il quale chiude il quarto parziale 6-3 e porta il match al quinto.
Thiem accusa il colpo, break in apertura del set decisivo dell’olandese. L’austriaco potrebbe subito rientrare in partita nel game successivo, ma non sfrutta due palle del controbreak (una costante oggi dell’austriaco che sfrutterà solo 5 palle break su 31 in tutto il match, statistica sicuramente decisiva ai fini del risultato finale). De Bakker alla fine tiene la battuta, guida durante tutto il set e sul 5-4 serve per il match. L’olandese è lanciatissimo, va sul 40-0, il match pare finito ed invece regala emozioni stupende sul finale. De Bakker spreca tutto con 3 gratuiti, tra cui una sciagurata palla corta ed un doppio fallo. Thiem ha due palle per il 5 pari ma non le sfrutta, De Bakker chiude al 5° match point in quasi 4 ore.

A. Haider-Maurer vs. R. Haase 6-3 6-4 5-7 sosp per pioggia

Il secondo singolare della sfida tra Austria ed Olanda viene sospeso per pioggia sulla situazione di vantaggio per il nr.2 austriaco Haider-Maurer, avanti 2 set a 1 contro Robin Haase.
Invero il tennista di casa aveva il match in pugno, visto che dopo aver vinto i due set iniziali si era venuto a trovare in vantaggio di un break nel terzo set. Il match sembrava indirizzato ed invece è stato abilissimo Robin Haase a recuperare il gap ed a chiudere in volata il terzo set prima della sospensione. Si riprenderà domani prima del doppio.


POLONIA-UCRAINA 1-1
(Stefano Tarantino)

A. Dolgopolov b. J.Janowicz 6-3 6-4 7-6(2)

Ucraina in vantaggio dopo il primo singolare in terra polacca. Merito di un perfetto Aleksandr Dolgopolov che batte in 3 set Jerzy Janowicz giocando una partita magistrale, riuscendo nell’impesa di annullare tutte le 17 palle break offerte al suo avversario.
Il talentuoso tennista ucraino è stato spietato, partenza lanciata ed arriva subito il break che gli permette l’allungo sul 4-1 condito dalla bellezza di 8 ace nei primi 3 game di servizio. Janowicz sembra il lontano parente del semifinalista di Wimbledon di qualche anno fa, il polacco non riesce più ad essere incisivo al servizio come un tempo e sembra anche meno potente fisicamente. Dolgopolov imperversa con le sue trame e con le sue traiettorie impensabili, Janowicz cede il primo parziale 6-3.
Il secondo set è paradossale, Janowicz non sfrutta nemmeno una delle 7 palle break a disposizione, a metà parziale arriva invece il break di Dolgopolov che poi chiude sul 6-4 pur faticando nell’ultimo gioco quando chiude solo al 6° set point.
Nel terzo set la musica praticamente non cambia, solo che stavolta nessuno fa il break e si arriva al tie break. Qui ancora una volta Dolgopolv si dimostra spietato, trionfa 7-2 e porta a casa la vittoria, più che mai meritata.

 

M. Przysiezny b. S. Stakhovsky 7-6 6-4 6-4

La vittoria di Dolgopolov sembrava aver spianato la strada all’Ucraina in terra polacca ed invece Stakhovsky perde dal nr.2 locale Przysiezny e rimette le sorti della sfida in discussione. Brutta prova quella del nr.1 ucraino che non è mai seriamente riuscito a impensierire l’avversario, classificato ben oltre la posizione nr. 100 del ranking (per la precisione nr. 140).
Il primo set fila via sul binario dell’equilibrio, solo Przysiezny ha delle palle break (per la precisione 2) ma non le sfrutta. Si arriva al tie break che il polacco vince con pieno merito.
Nel secondo set la fase decisiva arriva a metà parziale. Sul 3-2 Stakhovsky l’ucraino si procura 3 palle break consecutive sullo 0-40, ma Przysiezny si salva egregiamente aiutandosi con il servizio. Alla fine il polacco tiene la battuta e nel game seguente è lui che centra il break. Sarà lo strappo definitivo per il 6-4 finale.
La stessa cosa accade nel terzo set, Stakhovsky non arriva mai a palla break, il polacco invece gli strappa di nuovo la battuta e chiude con un altro 6-4 il set e la partita. Domani doppio probabilmente decisivo, probabili coppie Stakhovsky/Dolgopolov-Kubot/Matkowski.

 

Zona Asia-Oceania (Stefano Tarantino)

Finisce in parità la prima giornata in entrambe le sfide della zona Asiatica del World Group I.
In Uzbekistan la vittoria del giovane coreano Chung in 4 set durati quasi 4 ore contro il nr.2 locale Dustov viene equilibrata dal facile successo di Istomin contro il coreano Hong.

A Christchurch il miracolo lo fa il neozelandese Venus che rimonta due set all’indiano Devvarman. Ci pensa Bhambri a pareggiare i conti battendo in scioltezza il nr.2 locale Statham

Uzbekistan-Rep. Corea 1-1

H. Chung b. F. Dustov 6-7(6) 6-3 6-4 7-6(5)
D. Istomin b. S. Hong 6-2 6-3 6-3

N.Zelanda-India 1-1

M. Venus b. S. Devvarman 4-6 4-6 6-3 6-3 6-1
Y. Bhambri b. J. Statham 6-2 6-1 6-3

 

Zona Americhe (Stefano Tarantino)

A Santo Domingo Estrella-Burgos soffre ma alla fine piega in 5 set Endara. Hernandez-Fernandez però porta la situazione sull’1-1 battendo facilmente il nr.2 locale Escobar. Sfida più che mai aperta

Rep.Dominicana-Ecuador 1-1

V. Estrella Burgos b. I. Endara 3-6 6-2 4-6 6-2 6-4
G. Escobar b. J. Hernandez-Fernandez 6-2 6-4 6-3

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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Coppa Davis

“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis

Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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