World Group I: La Spagna passeggia in Russia. Pari in Romania ed in Polonia, Olanda in vantaggio

Coppa Davis

World Group I: La Spagna passeggia in Russia. Pari in Romania ed in Polonia, Olanda in vantaggio

A Vladivostok Robredo e Andujar non concedono alcuno scampo ai giovani Rublev e Kachanov. Domani gli spagnoli proveranno a chiudere con il doppio. Pari tra Romania e Slvacchia e tra polonia ed Ucraina. In Austria il secondo singolare sospeso per pioggia. Nel raggruppamento asiatico parità tra Nuova Zelanda e India e tra Uzbekistan e Corea

Pubblicato

il

 

COPPA DAVIS, World Group I
Zona Europea-Africana

Russia-Spagna 0-2 (Marco Lauria)

Non c’era modo migliore per Conchita Martinez di cominciare la nuova avventura sulla panchina spagnola. Fin troppo agevole il compito per Tommy Robredo e Pablo Andujar, che matano la nuova generazione sovietica con un doppio tre a zero. Punita oltremodo la scelta del patriarca Shamil Tarpischev di dar fiducia ai due ragazzini Andrey Rublev (’97) e Karen Khachanov (’96), non sufficientemente maturi per tentare di spezzare le trame collaudate della coppia iberica.

 

T. Robredo b. A. Rublev 6-2 6-3 6-3

Non sono bastate le ottime referenze con le quali Andrey Rublev si presentava alla Fetisov Arena di Vladivostok. Non ancora diciottenne, l’ex n.1 ITF non è riuscito nella doppia impresa di scaldare il cuore del freddo parterre russo ed ottenere il primo punto a favore della squadra di casa. Troppo solido Tommy Robredo, che fa valere i 15 anni e 5 mesi che lo separano dal moscovita, lasciando l’iniziativa e remando da fondo propiziando gli innumerevoli errori che affondano il russo.
Robredo sceglie di rispondere, Rublev ancora in rodaggio perde rapidamente il servizio, riagganciando però lo spagnolo già nel quarto gioco. Il break scuote l’iberico, che fa segnare un parziale di quattro giochi a zero, chiudendo abilmente il primo set.
La pellicola sembra riavvolgersi nel secondo parziale. Ancora l’imprecisione del rovescio lungolinea del moscovita consente a Robredo di salire 3-2. Sopra di un break lo spagnolo, in totale controllo del match, costringe costantemente il russo a colpire una volta in più la pallina, limitando le accelerazioni inside-out col dritto e approfittando delle palesi difficoltà di Rublev in campo aperto, dove il teenager fatica e non poco a chiudere il punto in avanzamento, esponendosi con recidiva continuità al passante.
E’ il quarto gioco del terzo set ad offrire al pubblico di Vladivostok il tennis migliore. Ormai sulle gambe, il russo improvvisa impensabili accelerazioni da fondo campo, portando a casa il game dopo ventidue punti e quattro palle break salvate. Durerà poco la resistenza, che si farà sempre più sterile anche a causa di qualche noia muscolare. Iron Man Robredo in barba all’età che avanza macina colpi e kilometri, doppiando il 6-3 del secondo set e incassando il primo punto per la Spagna.


P. Andujar b. K. Khachanov 6-3 6-3 6-2

A discapito della differenza del ranking, meno severo del precedente, la forbice tra la squadra spagnola e quella russa sembra allargarsi quando in campo scendono Karen Khachanov e Pablo Andujar. Gravato dell’incombenza di riportare il risultato in parità, la seconda scelta di Shamil Tarpishev inizia il match contratto e consente allo spagnolo di salire 5-1. La reazione è tardiva, Khachanov trova confidenza e rimonta due giochi prima di cedere sul servizio dell’avversario.
La storia del secondo set racconta una trama simile a quella del primo parziale, ma il russo riprende il match come lo aveva lasciato, colpendo a tutto braccio da fondo e riuscendo in più di un’occasione a trovare il vincente da destra con i piedi dentro al campo. Andujar capisce che accorciare troppo il suo gioco consentirebbe a Khachanov di incrementare la fiducia, così si fa più aggressivo in risposta, riuscendo a comandare lo scambio sin dalle prime battute e trovando il break in due occasioni.
Il doppio 6-3 mette le ali al castigliano, che nel terzo parziale neutralizza i quasi due metri del ragazzone moscovita, nonostante un problema alla schiena che lo limita sensibilmente e rischia di complicare i giochi proprio nel game di chiusura. Andujar, rimontato dal 40-0 e incapace di muoversi regolarmente, si supera chiudendo con un lungolinea di rovescio accompagnato da un urlo liberatorio. Chissà se domenica servirà ancora il suo apporto.


ROMANIA-SLOVACCHIA 1-1
(Stefano Tarantino)

M. Copil b. N. Gombos 7-6(5) 6-7(6) 6-4 7-6(10)

Sfida estenuante e tipica da terra rossa tra Marius Copil e Norbert Gombos nel 1° singolare della sfida della zona europea/africana tra Romania e Slovacchia. Alla fine la spunta il tennista di casa, più continuo e cinico nei momenti decisivi, ma onestamente anche il suo dirimpettaio slovacco non ha demeritato.
Nei primi game del match arrivano break e controbreak, poi il 1° set segue i servizi e si arriva al tie break. Copil riesce a vincerlo in volata e porta a casa il parziale.
Il secondo set se possibile è ancora più equilibrato del primo, secondo tie break di giornata con Gombos che non sfrutta nel corso del set 3 palle break. Il tennista slovacco scappa un paio di volte con un minibreak di vantaggio, si fa sempre recuperare (sprecando due set point sul 6-4) ma alla fine chiude 8-6 e pareggia i conti per la gioia di capitan Mecir.
Il match rimane duro è molto equilibrato, Gombos sembra avere più frecce al suo arco ma Copil non molla di un centimetro, si difende molto bene e in volata si aggiudica il terzo set per 6-4.
La musica non cambia, anche nel quarto set battaglia senza limiti, alto tie-break bello pieno di emozioni. Copil manca due match point ma concretizza il terzo chiudendo 12-10 e portando il fondamentale punto dell’1-0 ai rumeni.


M. Klizan b. A. Ungur 6-4 6-2 6-0

Rimette le cose a posto per gli slovacchi Martin Klizan che disbriga con una facilità quasi irritante la pratica Ungur e consente al suo team di portarsi sull’1-1 dopo la prima giornata contro la Romania. Sarà probabilmente decisivo adesso il doppio di domani, dove la coppia Rumena Mergea/Tecau pare partire con i favori del pronostico.

Il secondo singolare della sfida in corso di svolgimento a Constanta è equilibrata solo nel primo set. Ma quando Klizan sfrutta l’unica palla break a disposizione e allunga il match praticamente finisce. Il tennista slovacco vince il parziale 6-4 e da quel momento in poi non si volta più indietro.
Secondo e terzo set hanno praticamente lo stesso andamento. Klizan in entrambi i casi va sul 5-0, ma nel secondo set lascia poi due game per strada, nel terzo invece chiude con il “cappotto”.
La parola passa ora al doppio

 

AUSTRIA-OLANDA 0-1 (Stefano Tarantino)

T. De Bakker b. D. Thiem 6-3 4-6 6-7(6) 6-3 6-4

Emozionante ed avvincente il primo singolare di Kitzbuhel tra Austria e Olanda. Alla fine la spuntano gli olandesi grazie a Thiemo De Bakker che a dispetto del ranking (nr. 134 lui, nr. 28 il suo avversario) batte in 5 set Dominc Thiem e porta in vantaggio gli ospiti.
Dicevamo gran bella partita, durissima, giocata a fasi alterne dai due contendenti. Parte molto meglio De Bakker che allunga subito ad inizio match (4-1) e poi chiude il primo set 6-3.
Thiem si scuote, break in apertura secondo set che risulterà poi decisivo ai fini del 6-4 finale.
Il terzo set è quello più equilibrato, due break a testa portano il parziale al tie break. In volata se lo aggiudica il tennista di casa che sembra avere il match in pugno, ma De Bakker non ha nessuna intenzione di mollare.
A dispetto dei primi tre set nel quarto c’è una sola palla break che viene sfruttata dall’olandese, il quale chiude il quarto parziale 6-3 e porta il match al quinto.
Thiem accusa il colpo, break in apertura del set decisivo dell’olandese. L’austriaco potrebbe subito rientrare in partita nel game successivo, ma non sfrutta due palle del controbreak (una costante oggi dell’austriaco che sfrutterà solo 5 palle break su 31 in tutto il match, statistica sicuramente decisiva ai fini del risultato finale). De Bakker alla fine tiene la battuta, guida durante tutto il set e sul 5-4 serve per il match. L’olandese è lanciatissimo, va sul 40-0, il match pare finito ed invece regala emozioni stupende sul finale. De Bakker spreca tutto con 3 gratuiti, tra cui una sciagurata palla corta ed un doppio fallo. Thiem ha due palle per il 5 pari ma non le sfrutta, De Bakker chiude al 5° match point in quasi 4 ore.

A. Haider-Maurer vs. R. Haase 6-3 6-4 5-7 sosp per pioggia

Il secondo singolare della sfida tra Austria ed Olanda viene sospeso per pioggia sulla situazione di vantaggio per il nr.2 austriaco Haider-Maurer, avanti 2 set a 1 contro Robin Haase.
Invero il tennista di casa aveva il match in pugno, visto che dopo aver vinto i due set iniziali si era venuto a trovare in vantaggio di un break nel terzo set. Il match sembrava indirizzato ed invece è stato abilissimo Robin Haase a recuperare il gap ed a chiudere in volata il terzo set prima della sospensione. Si riprenderà domani prima del doppio.


POLONIA-UCRAINA 1-1
(Stefano Tarantino)

A. Dolgopolov b. J.Janowicz 6-3 6-4 7-6(2)

Ucraina in vantaggio dopo il primo singolare in terra polacca. Merito di un perfetto Aleksandr Dolgopolov che batte in 3 set Jerzy Janowicz giocando una partita magistrale, riuscendo nell’impesa di annullare tutte le 17 palle break offerte al suo avversario.
Il talentuoso tennista ucraino è stato spietato, partenza lanciata ed arriva subito il break che gli permette l’allungo sul 4-1 condito dalla bellezza di 8 ace nei primi 3 game di servizio. Janowicz sembra il lontano parente del semifinalista di Wimbledon di qualche anno fa, il polacco non riesce più ad essere incisivo al servizio come un tempo e sembra anche meno potente fisicamente. Dolgopolov imperversa con le sue trame e con le sue traiettorie impensabili, Janowicz cede il primo parziale 6-3.
Il secondo set è paradossale, Janowicz non sfrutta nemmeno una delle 7 palle break a disposizione, a metà parziale arriva invece il break di Dolgopolov che poi chiude sul 6-4 pur faticando nell’ultimo gioco quando chiude solo al 6° set point.
Nel terzo set la musica praticamente non cambia, solo che stavolta nessuno fa il break e si arriva al tie break. Qui ancora una volta Dolgopolv si dimostra spietato, trionfa 7-2 e porta a casa la vittoria, più che mai meritata.

 

M. Przysiezny b. S. Stakhovsky 7-6 6-4 6-4

La vittoria di Dolgopolov sembrava aver spianato la strada all’Ucraina in terra polacca ed invece Stakhovsky perde dal nr.2 locale Przysiezny e rimette le sorti della sfida in discussione. Brutta prova quella del nr.1 ucraino che non è mai seriamente riuscito a impensierire l’avversario, classificato ben oltre la posizione nr. 100 del ranking (per la precisione nr. 140).
Il primo set fila via sul binario dell’equilibrio, solo Przysiezny ha delle palle break (per la precisione 2) ma non le sfrutta. Si arriva al tie break che il polacco vince con pieno merito.
Nel secondo set la fase decisiva arriva a metà parziale. Sul 3-2 Stakhovsky l’ucraino si procura 3 palle break consecutive sullo 0-40, ma Przysiezny si salva egregiamente aiutandosi con il servizio. Alla fine il polacco tiene la battuta e nel game seguente è lui che centra il break. Sarà lo strappo definitivo per il 6-4 finale.
La stessa cosa accade nel terzo set, Stakhovsky non arriva mai a palla break, il polacco invece gli strappa di nuovo la battuta e chiude con un altro 6-4 il set e la partita. Domani doppio probabilmente decisivo, probabili coppie Stakhovsky/Dolgopolov-Kubot/Matkowski.

 

Zona Asia-Oceania (Stefano Tarantino)

Finisce in parità la prima giornata in entrambe le sfide della zona Asiatica del World Group I.
In Uzbekistan la vittoria del giovane coreano Chung in 4 set durati quasi 4 ore contro il nr.2 locale Dustov viene equilibrata dal facile successo di Istomin contro il coreano Hong.

A Christchurch il miracolo lo fa il neozelandese Venus che rimonta due set all’indiano Devvarman. Ci pensa Bhambri a pareggiare i conti battendo in scioltezza il nr.2 locale Statham

Uzbekistan-Rep. Corea 1-1

H. Chung b. F. Dustov 6-7(6) 6-3 6-4 7-6(5)
D. Istomin b. S. Hong 6-2 6-3 6-3

N.Zelanda-India 1-1

M. Venus b. S. Devvarman 4-6 4-6 6-3 6-3 6-1
Y. Bhambri b. J. Statham 6-2 6-1 6-3

 

Zona Americhe (Stefano Tarantino)

A Santo Domingo Estrella-Burgos soffre ma alla fine piega in 5 set Endara. Hernandez-Fernandez però porta la situazione sull’1-1 battendo facilmente il nr.2 locale Escobar. Sfida più che mai aperta

Rep.Dominicana-Ecuador 1-1

V. Estrella Burgos b. I. Endara 3-6 6-2 4-6 6-2 6-4
G. Escobar b. J. Hernandez-Fernandez 6-2 6-4 6-3

Continua a leggere
Commenti

Coppa Davis

Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

Pubblicato

il

Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con Roma e Madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

Continua a leggere

Coppa Davis

Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

Pubblicato

il

Continua a leggere

Coppa Davis

Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement