Coppa Davis, World Group I: il doppio è russo, la Spagna non chiude

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Coppa Davis, World Group I: il doppio è russo, la Spagna non chiude

A Vladivostok Kachanov e Donskoy riescono ad avere la meglio in 5 set su Lopez e Marrero e riaprono la sfida. Dustov e Istomin portano in vantaggio gli uzbeki sulla Corea, la Nuova Zelanda vince nettamente il doppio contro gli indiani. In Romania Mergea e Tecau perdono nettamente da Martin e Zelenay. In Polonia vittoria agevole di Matkowski e Kubot su Dolgopolov e Molchanov

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COPPA DAVIS, World Group I
ZONA EUROPEA-AFRICA

RUSSIA-SPAGNA 1-2 (Marco Lauria)

La salita è appena iniziata, ma l’eliminatoria che apre la strada per i play off non è ancora chiusa. La coppia russa formata da Konstantin Kravchuk e Evgeny Donskoy supera contro pronostico il due spagnolo Marco Lopez – David Marrero, rispettivamente 13 e 23 nel ranking del doppio, e riapre inaspettatamente i giochi rimandando di qualche ore la resa dei conti.

 

E. Donskoy/K. Kravchuk b.  M. Lopez/D.Marrero  4-6 7-6(3) 5-7 7-5 6-4

Avrà portato fortuna la Kalinka che ad ogni intervallo e sovente sotto mentite spoglie suonava nella Fetisov Arena di Vladivostok. L’implacabile armata rossa non ce l’ha fatta, ma solo perchè per una volta i rossi erano gli altri. Evgeny Donskoy e Kostantin Kravchuk, di bianco vestiti, compiono qualcosa meno che un’impresa e dimezzano lo svantaggio cancellando lo zero nella casella dei punti.
Sino al tie-break del secondo set, a dire il vero, la vittoria degli iberici non era mai stata in discussione. Marc Lopez da fondo campo impone la sua superiorità tecnica e la maggiore esperienza nella disciplina, ma a venir meno in chiusura di secondo set è l’apporto di David Marrero, che sul 3-1 del tie break paventa generosità a rete, avallando la rimonta sovietica, corroborata dall’ottima prestazione a rete di Kravchuk.
Proprio il moscovita cresce esponenzialmente al servizio, ma la mano di ferro del compagno Donskoy cede quando sul 6-5 del terzo set a favore degli iberici non entra nemmeno una prima e Lopez con un dritto insidiosissimo ne approfitta per riportarsi sopra di un parziale.
A questo punto sarebbe lecito aspettarsi un cedimento di parte russa, ma l’immediato break rianima l’apatico, quasi insensibile parterre orientale, che si fa sentire come mai aveva fatto nei due singolari del venerdì e riaccende le sorti del match. Un nuovo controbreak ristabilisce l’equilibrio, Marrero fa i salti mortali per strappare il servizio a Kravchuk rimettendo in gioco l’ingiocabile, ma a calare, e pure vistosamente, questa volta è Marc Lopez. Il catalano perde per la seconda volta dall’inizio del match il servizio e il conto dei set torna in parità.
Il quinto e decisivo parziale promette fuoco e fiamme, ma a bruciare lentamente è la coppia iberica. E’ ancora il terzo gioco a rivelarsi fatale. L’esplosività del dritto di Donskoy piega il polso di Marrero e la Russia sale 2-1 ottenendo il break che conserverà sino al termine del match. La chiusura non è pura formalità, perchè gli spagnoli rimarcano la loro identità rimontando dal 40-0, ma è ancora il martello al servizio di Kravchuk a porre la parola fine, dopo oltre quattro ore di gioco.

 

ROMANIA-SLOVACCHIA 1-2 (Stefano Tarantino)
A. Martin/I. Zelenay b. F. Mergea/H. Tecau 7-5 6-3 6-3

Risultato a sorpresa nel doppio tra Romania e Slovacchia. Vince la coppia ospite Martin/Zelenay in tre set superando i più quotati  (nella specialità) Mergea e Tecau, quest’ultimo fresco vincitore di Wimbledon.
C’è stato vero equilibrio solo nel primo set, mentre sia nel secondo che nel terzo gli slovacchi non hanno avuto alcuna difficoltà, rischiando sempre molto poco al servizio. Davvero disastroso nelle file rumene Mergea, il povero Tecau ha potuto ben  poco.
Nel primo set si procede seguendo i servizi sino al 5 pari, poi Mergea si complica la vita da solo facendosi rimontare dal 30-0 e commettendo un paio di errori clamorosi, figli di una eccessiva disinvoltura nel colpire la palla. Gli slovacchi vanno a servire per il set sul 6-5 e chiudono senza problemi il parziale.
Il pubblico di casa vorrebbe una reazione, ed invece arriva subito un nuovo break degli ospiti in apertura secondo set su Tecau. I rumeni non creano alcun problema a Martin e Zelenay che filano lisci sino al 6-3 finale conseguenza di un nuovo break nel nono game ancora su Tecau.
Nel terzo set quando gli slovacchi allungano sul 4-2 la sfida sembra ormai segnata, invece proprio nel game nel quale Zelenay serve per il match c’è un sussulto della coppia di casa, figlio anche di un minimo di tensione accusato dallo stesso tennista slovacco. Gli slovacchi salgono sul 30-0, ma i rumeni rimontano e si procurano due palle per rientrare in partita. Bravissimo in entrambe le occasioni lo stesso Zelenay che con due ace spegne i sogni di rimonta avversari. Sul primo match point ci pensa una steccata di diritto di Tecau a consegnare un importantissimo 2-1 alla Slovacchia che adesso ha il match in pugno.

 

POLONIA-UCRAINA 2-1 (Stefano Tarantino)
L. Kubot/M. Matkowski b. A. Dolgopolov/D. Molchanov 6-3 6-2 7-6(6)

Polonia in vantaggio dopo il doppio nella sfida contro l’Ucraina che vale un posto nei play-off di settembre. Gli esperti Kubot e Matkowski si aggiudicano senza problemi la sfida odierna battendo in 3 set Molchanov e Dolgopolov, sembrati meno abituati alla specialità dove invece i due polacchi hanno dimostrato una buona intesa ed ottimi schemi.
I polacchi partono benissimo ed i primi due set vanno via molto velocemente. La coppia di casa nel primo parziale soffre solo in apertura, quando nel 1° game concede due palle break prontamente annullate. Il break decisivo arriva nell’ottavo game, Matkowski e Kubot chiudono 6-3 il primo set.
Nel secondo set i polacchi sembrano avere una marcia in più, Dolgopolov cede la battuta sul 2 pari, gli ucraini mancano due palle del controbreak nel game successivo, poi però cede la battuta anche Molchanov e la coppia di casa chiude il set 6-2 con un ace di Kubot.
Il terzo set invece è più combattuto e riserva non poche emozioni. Sull’1-1 Molchanov salva due pericolose palle break con due ottime prime, sul 4-3 Ucraina sono invece i polacchi a dover salvare due palle break e portare il punteggio sul 4 pari. Gli ucraini sembrano capitolare sul 5 pari quando la coppia di casa ha ben 5 palle break che però non riescono a sfruttare e che li avrebbe mandati a servire per il match. Si arriva così al tie break dove la coppia ospite sembra essere in grado di portare il match al quarto. Un paio di errori di Matkowski lanciano gli ucraini sul 5-1, ma lo stesso tennista polacco rimedia con un grandissimo pallonetto di controbalzo recuperando uno dei due minibreak di ritardo. Sul 6-3 gli ucraini hanno 3 set point, Matkowski ne annulla due con il servizio ed il terzo sul servizio Molchanov con una grandissima risposta. Il set allora cambia padrone, lo stesso Molchanov sbaglia un diritto non impossibile, chiude al primo match point Kubot con una pregevole voleé. Domani si ripartirà con Janowicz-Stakhovsky, i polacchi sembrano nettamente favoriti.

 

AUSTRIA-OLANDA 1-2 (Stefano Tarantino)
R. Haase/J.J. Rojer b. O. Marach/J. Melzer 6-3 7-6(4) 7-6(5)

Continua il momento positivo di Jean Julien Rojer. Il tennista olandese dopo aver vinto Wimbledon in coppia con il rumento Tecau, oggi ha letteralmente trascinato un ottimo Robin Haase ad una vittoria non semplice mas comunque maturata in 3 set, contro due doppisti di un certo livello come Jurgen Melzer ed Oliver Marach. I due olandesi sono praticamente stati un muro, dimostrando una solidità davvero spaventosa nei momenti cruciali del match.
Nel primo set si seguono i servizi sino al 4-3 Olanda, anche se nel sesto gioco Melzer salva al servizio due palle break. E’ il prodomo all’allungo olandese che arriva nell’ottavo game, gli olandesi chiudono il set 6-3.
Nel secondo set procede tutto regolarmente sino al tie break, anche se sono sempre gli austriaci a soffrire un po’ di più. Melzer salva una palla break sul 3-3 e recupera da 0-30 sul 4 pari. Nel tie break gli olandesi partono lanciati, vanno sul 5-1 e grazie ad un intervento di Rojer sulla rete se lo aggiudicano 7-4 salendo così due set a zero.
Gli austriaci cercano di scardinare il muro “arancione” ma non c’è niente da fare, non sfruttano due palle break ed anzi sul 4-5 devono annullare un match point. Arriva un altro tie break. Olandesi subito avanti 2-1, ma Haase spreca il minibreak di vantaggio con un gratuito di diritto. Tutto regolare sino al 5 pari, poi Rojer indovina una grandissima risposta e porta il team ospite a match point. Ed è ancora il vincitore di Wimbledon che con una bella voleé chiude il tie break e di conseguenza la contesa odierna.
Olanda con un piede nei play-off, ma attenzione perché sulla terra rossa Thiem e Haider Maurer possono comunque ribaltare la situazione.

 

ZONA ASIA-OCEANIA (Stefano Tarantino)

Due vittorie dei doppi di casa contraddistinguono la seconda giornata del World Group I nel raggruppamento asiatico. Se non desta sorpresa la vittoria di Istomin e Distov sui coreani, sorprende invece quella dei neozelandesi sugli indiani che a questo punto rischiano una sconfitta onestamente imprevedibile.

UZBEKISTAN-REP.COREA 2-1
F. Dustov/D. Istomin b. J. Nam/M. Song 6-2 7-5 7-6(3)

N.ZELANDA-INDIA 2-1
M. Daniell/A. Sitak b. R. Bopanna/S. Myneni 6-3 7-6(1) 6-3

 

ZONA AMERICHE (Stefano Tarantino)

Anche a Santo Domingo si porta avanti la formazione di casa che, guidata da Estrella Burgos, vince il doppio in quattro set.

REP. DOMINICANA – ECUADOR 2-1
V. Estrella Burgos/J. Hernandez-Fernandez b. E. Gomez/R. Quiroz 6-3 4-6 6-3 6-4

 

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Coppa Davis

Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

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Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con Roma e Madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

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Coppa Davis

Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis

Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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