Coppa Davis, Play-off: le possibili avversarie dell'Italia. UPDATE: Slovacchia testa di serie con il nuovo ranking, da evitare anche il Brasile

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Coppa Davis, Play-off: le possibili avversarie dell’Italia. UPDATE: Slovacchia testa di serie con il nuovo ranking, da evitare anche il Brasile

Terminato il week-end di Davis, definite le nazioni che l’Italia potrà affrontare a settembre per assicurarsi un posto nel World Group 2016. Rep. Dominicana e Uzbekistan in casa le combinazioni migliori, Russia, Polonia, Colombia (per l’atmosfera) in trasferta quelle da evitare. UPDATE: Il nuovo ranking sancisce la promozione della Slovacchia come testa di serie, anche la trasferta brasiliana da evitare per la nostra squadra

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Team italiano di Coppa Davis, Ginevra 2014
 

Il week-end di Coppa Davis è appena terminato, definite non solo le semifinali del World Group (Gran Bretagna-Australia e Belgio-Argentina) ma anche le 8 nazioni provenienti dai vari raggruppamenti del World Group I che saranno accoppiate in sede di play-off alle squadre eliminate al 1° turno di quest’anno e che cercheranno così di assicurarsi un posto nel tabellone principale 2016 della manifestazione.
Il sorteggio per definire gli accoppiamenti dei play-off (18-20 settembre) si svolgerà martedì 22 luglio alle ore 12 italiane a Londra. Come noto, seguendo il ranking ITF (che sarà aggiornato domani tenendo conto delle sfide di questo week-end) saranno definite le 8 teste di serie e poi saranno fatti gli accoppiamenti con le 8 squadre rimanenti. L’Italia sarà sicuramente testa di serie in quanto nell’ultima classifica ufficiale era nr.8 e non è accaduto niente in questo week-end che possa farci scivolare talmente indietro da non essere per l’appunto tra le 8 migliori del sorteggio. La sconfitta clamorosa della Spagna in Russia ha anche tolto qualsiasi dubbio sulla definizione delle 8 teste di serie. Brasile e Germania erano molto vicini nel ranking e si contendevano l’ultimo slot come testa di serie in caso di vittoria della Spagna, che le precedeva in classifica. Ma la vittoria della Russia ha dato sia al Brasile che alla Germania la certezza di essere tra le migliori 8. Vediamo allora le teste di serie che ci saranno martedì a Londra e le 8 nazioni con le quali potranno essere sorteggiate.

 

UPDATE: Il nuovo ranking diramato stamane dall’ITF provoca un piccolo cambiamento tra le teste di serie. Nella nuova classifica la Slovacchia supera il Brasile, quindi gli slovacchi diventano testa di serie mentre il Brasile diventa uno dei potenziali avversari dell’Italia, assolutamente da evitare (si giocherebbe in trasferta)

 

TESTE DI SERIE (in ordine di Ranking ITF)

R. CECA
SVIZZERA
ITALIA
USA
GIAPPONE
CROAZIA
GERMANIA
SLOVACCHIA

ALTRE 8 NAZIONI NEL SORTEGGIO

UZBEKISTAN
INDIA
RUSSIA
OLANDA
POLONIA
BRASILE
COLOMBIA
REP. DOMINICANA

Una volta definita questa divisione, vediamo a seconda del grado di difficoltà (tenendo conto che i play-off si giocheranno la settimana dopo gli US Open e che quindi andranno valutate le disponibilità dei vari giocatori)  quali potrebbero essere gli accoppiamenti per la nostra nazionale e dove eventualmente giocheremo:

 

ACCOPPIAMENTI FACILI

REP. DOMINICANA (sia in casa che fuori casa)

Inutile dire che sarebbe molto gradito l’accoppiamento con la Repubblica Dominicana, con la quale per definire la sede sarebbe richiesto il sorteggio non essendosi mai sfidate le due nazionali. Il solo Estrella Burgos non può e non deve farci paura (oltretutto a quasi 35 anni), nessuno dei suo connazionali è classificato nei primi 190 della classifica ATP. Crediamo che una trasferta a Santo Domingo sarebbe gradita anche per motivi turistici….

UZBEKISTAN (in casa)

Anche con l’Uzbekistan sarebbe richiesto il sorteggio per definire la sede di svolgimento della sfida, non ci sono anche qui precedenti. Certo ricevere Istomin sulla terra rossa sarebbe molto più comodo che andare sul veloce in Uzbekistan. Non preoccupa ad onor del vero il secondo singolarista, Dustov è classificato ben oltre la posizione nr. 100.

COLOMBIA (in casa)

Anche con il team sudamericano sarebbe richiesto il sorteggio. La Colombia è una squadra comunque completa, ma di livello medio inferiore rispetto alla nostra. Giraldo è un  buon giocatore, Falla sul veloce si fa rispettare, Cabal e Farah in doppio coppia ben collaudata. Sarebbe sicuramente più comodo giocare in casa, forse sarebbe meglio affrontarli sul veloce. Comunque proprio quest’anno Giraldo ha perso nettamente da Fognini a Madrid e Fognini e Bolelli hanno battuto il doppio colombiano a Montecarlo.

OLANDA (in casa)

La squadra olandese è anch’essa completa, ma di livello medio inferiore alla nostra. Robin Haase è sempre rimasto un’eterna promessa, De Bakker sulla terra è nettamente alla portata dei nostri alfieri. Il doppio sarebbe equilibrato perché gli olandesi schierano Rojer, ottimo doppista e fresco vincitore di Wimbledon. Ma giocare in casa, probabilmente sulla terra, renderebbe il nostro compito molto agevole

 

ACCOPPIAMENTI DI MEDIA DIFFICOLTA’

INDIA (fuori casa)

Mediamente il team indiano è inferiore al nostro, ma la trasferta da affrontare non sarebbe così facile. E poi, che superficie sceglieranno gli indiani? Veloce o addirittura erba? Anche se ad onor del vero, proprio sull’erba sia Seppi che Bolelli non giocano male. Comunque Devvarman e Bhambri (più Bopanna in doppio) ci fanno relativamente paura.

UZBEKISTAN (fuori casa)

Lo abbiamo detto sopra, Istomin capeggia il team della ex repubblica sovietica, il nr.2 Dustov non spaventa. Ma giocando in casa loro non sarebbe una passeggiata, gli uzbeki sicuramente giocherebbero sul veloce.

 

ACCOPPIAMENTI DA EVITARE

COLOMBIA (fuori casa)

Andare a giocare in Sudamerica non è mai facile, l’atmosfera è sempre bella calda (del resto lo abbiamo visto sulla nostra pelle l’anno scorso in Argentina), Giraldo & Co. farebbero leva sui propri supporters per caricarsi. Trasferta ostica, di quelle che sarebbe meglio evitare.

RUSSIA (fuori casa)

Andrey Rublev è la giovane promessa non solo del tennis russo ma anche di quello internazionale. Caratterino non facile, colpi esplosivi. Dubbi su chi potrebbe essere il secondo singolarista, fuori dai giochi Youzhny e Tursunov, in questo week-end Tarpischev ha schierato prima l’altro giovane Kachanov e poi Donskoy. Si giocherebbe sul veloce, trasferta abbastanza ostica, anche se per i valori in campo partiremmo favoriti.

 

POLONIA (fuori casa)

Secondo noi il peggior accoppiamento. Janowicz è lontano dai suoi livelli migliori, ma sul veloce rimane avversario difficilissimo da affrontare. Come secondo singolarista la scelta sarebbe tra Kubot e Przysiezny, nessuno dei due invalicabile, ma il secondo in questo week-end ha annichilito Stakhovsky. Inoltre la Polonia ha un doppio di tutto rispetto, formato da Marcin Matkowski e dallo stesso Kubot. Una trasferta alquanto difficile, servirà un Italia al top per uscirne indenne.

 

BRASILE (fuori casa)

Assolutamente da evitare. Atmosfera calda tipica dei paesi sudaemricani, un nr.1 di tutto rispetto, Tomaz Bellucci (nr. 41 Atp), un doppi di primissimo valore, Melo/Soares, un secondo singolarista, Joao Souza (nr. 88 in classifica) che comunque potrebbe gasarsi davanti al proprio pubblico. Maceiò ci ha insegnato qualcosa, meglio evitare la trasferta brasiliana (ricordiamo che proprio il Brasile l’anno scorso ha mandato in serie B la Spagna)

 

 

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Quanto vale davvero la World Cup of Tennis (alias Coppa Davis)?

Un’analisi di business del nuovo formato. Al momento siamo allineati a un ATP 500 top, ma il trend è in crescita

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Dopo un weekend di intense emozioni a seguito del commovente saluto di Federer che non dimenticheremo facilmente, comincia una nuova settimana abbastanza soft, con soltanto tornei ATP 250. Ne approfittiamo allora per guardare avanti e parlare un po’ di questa nuova Davis Cup, che speriamo possa regalarci nel prossimo futuro belle soddisfazioni.

Riavvolgiamo allora il nastro;

ANNO 2018: Il board ITF votò l’OK alla nuova formula della Davis sulla base di una proposta che parlava di un total financial commitment iperbolico di 3 miliardi di euro in 25 anni, ovvero 125 milioni all’anno (col senno di poi sarebbe interessante leggere il report di Deloitte che all’epoca redasse la due diligence per ITF sulla “soundness” della proposta di Kosmos; purtroppo il documento è riservato). Tuttavia già all’epoca la quota “reale” di prize money destinata ai giocatori era ben diversa, nell’ordine dei 15 milioni di euro totali.

 

ANNO 2019: la grande discontinuità comincia nel 2019, con la prima edizione che si tiene a Madrid nella Caja Magica. Tutte le fasi finali con le migliori 16 squadre tutte assieme appassionatamente, nei round robin che hanno determinato poi il quadro a eliminazione diretta dai quarti in poi. Due cose sono rimaste di quell’edizione: un nuovo capitolo della leggenda di Nadal che si caricò lettaralmente sulle spalle la Spagna per portarla alla vittoria finale; e il delirio organizzativo con un numero folle di match compressi in una settimana, col risultato di sessioni mattutine dagli spalti vuoti e session serali che si prolungavano fino a notte fonda.

ANNO 2020: niente da segnalare, le finali di Davis non hanno luogo causa Covid, e causa deficit registrato a seguito della prima edizione del nuovo corso, con gli organizzatori che colgono la palla balzo per evitare guai ulteriori

ANNO 2021: primo aggiustamento della formula, con la distribuzione della fase a gironi presso 4 sedi staccate per ampliare la partecipazione di pubblico e snellire le finals ai match più significativi di semifinali e finali. Esperimento parzialmente riuscito in quanto l’idea delle sedi staccate appare azzeccata per avere in una di quelle sedi un home team che traina la partecipazione di pubblico (meglio se però in città affamate di tennis). Il tallone d’achille fu però una programmazione che rendeva di fatto irrealistico per i fan organizzarsi per andare a seguire alle finali la propria squadra e rendere l’atmosfera speciale, visto che fra quarti e semifinali/finali il lag temporale era di circa 10 giorni.

ANNO 2022: qua siamo arrivati al nadir della storia della Davis con l’opzione di Abu Dhabi che sembrava emergere prepotentemente come sede favorita delle Finals, sull’onda di chissà quanti petrodollari; una decisione che è stata schivata per sollevazione popolare, visto che una fetta consistente degli addetti ai lavori, in modo più o meno rumoroso, espresse la propria disapprovazione per l’ipotesi che avrebbe definitivamente ucciso ogni rimando al vecchio formato. L’altra innovazione al formato introdotta infine è stata quella di spostare i quarti nello stesso slot temporale e nella stessa sede della fase finale, grazie ad un’estensione dello slot a calendario dedicato alla manifestazione.

Nell’attesa insomma di vedere gli sviluppi del braccio di ferro Kosmos – Tennis Australia che dovrebbe portare all’unione fra ATP Cup e Davis Cup, con ogni evidenza la soluzione di maggior buon senso sotto tutti i punti di vista, con l’attuale formula Kosmos e ITF sembrano aver trovato un minimo di equilibrio. Ma è davvero così?

Andiamo allora a vedere come si colloca su queste basi la Davis rispetto ad altri tornei ATP e se i fondamentali economici e sportivi siano sballati o meno. L’analisi che faremo verterà su tre dimensioni:

  • Appeal sportivo
  • Ritorno economico per i giocatori
  • Ritorno economico per gli organizzatori

Su queste 3 dimensioni cercheremo per quanto possibile di fare una comparazione con diverse categorie di tornei ATP e a squadra, come la Laver Cup e l’ATP Cup.

APPEAL SPORTIVO: misure fisiche oggettive ovviamente non ce ne sono, ma proviamo comunque a porci la seguente domanda: quanto è attraente la Davis per un tennista? Lasciamo da parte le nostalgie della vecchia formula, per cui la Davis era sì un traguardo ambito da raggiungere, ma non in maniera seriale. Se da un lato un grande campione nei decenni in genere ha sempre cercato di mettere in bacheca una Davis oltre ai trofei del grande Slam, è anche vero che lo sforzo che veniva richiesto per l’insalatiera era tale che ci si considerava liberati dopo aver iscritto anche solo una volta il proprio nome nell’albo d’oro (come ci confermava anche Albert Costa in una chiacchierata al torneo di Barcelona). A un Roland Garros in più in bacheca invece non si dice mai di no…vero Rafa?

Ma scherzi a parte un modo per vedere se l’interesse dei giocatori è reale o meno possiamo considerare che questi hanno sempre la possibilità di “votare con i piedi”, ovvero di non rispondere alle convocazioni; pertanto andare a vedere ad esempio quale sia il ranking dei migliori 8 giocatori che partecipano alle varie competizioni è un modo per avere un’idea di quanto siano più o meno considerate

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte.

*(classifiche al 26/09/22).

Fra parentesi per ogni torneo almeno le prime 8 teste di serie, se rientranti nei primi 20 del ranking ATP all’atto del torneo.

Il caso dell’ATP CUP poi evidenzia come ulteriori fattori quali la collocazione in calendario e la disponibilità di punti ATP siano un fattore non irrilevante nel considerare le scelte. Inoltre, la formula inclusiva che ai nastri partenza un numero di nazioni ben superiore a quello di fasi finali della Davis rende più facile la presenza di tutti i migliori. Questo era un po’ il ragionamento che era stato adottato anche per l’edizione 2019 della Davis, ma che poi è stato scartato causa calendario troppo compresso. Anche in questo senso, il vantaggio di calendario dell’ATP cup è evidente.

RITORNO ECONOMICO PER I GIOCATORI: Qua le comparazioni son un po’ più complicate in quanto gli schemi sono differenti fra un torneo e l’altro e inoltre un valore assoluto come il prize money non è comparabile fra tornei a squadre e tornei individuali, in quanto gli schemi di remunerazione sono differenti e meno sbilanciati verso un singolo individuo vincitore del torneo.

Per i tornei ATP il dato è di facile lettura. Per i tornei a squadre invece la lettura è un po’ più articolata:

  • Per la Laver Cup è previsto uno schema semplificato per cui ognuno dei 6 membri di ogni team riceve 250k $ in caso di vittoria, e 125k in caso di sconfitta. A queste somme vengono aggiunte delle participation fees variabili in funzione del ranking. Non sono distribuiti punti ATP.
  • Nel caso della Davis Cup nel 2021 il prize money era distribuito fra 16 team composti da 5 membri ognuno, che a partire dai round robin si sono scontrati fino alla fase a eliminazione diretta, dai quarti di finale in poi. Non ci sono differenze di remunerazione in funzione del ranking e di singoli match vinti, conta soltanto il risultato di squadra. Non sono distribuiti punti ATP. Sono inoltre previsti altri 5 milioni da ripartire fra le federazioni
  • Lo schema di remunerazione dell’ATP CUP infine è quello più complessa di tutti, basata su participation fees che variano in funzione del ranking, vittorie individuali e vittorie di squadra. Inoltre, oltre ad una discreta sommetta, i giocatori ricevono fino ad un massimo di 750 punti ATP per il singolare e 250 per il doppio. Le participation fees sono un bel richiamo per attirare i top player, che garantiscano ai top ten un cachet di ingresso di oltre 150k, indipendentemente dalle prestazioni di team o individuali. I team partecipanti sono 24, contro i 16 della Davis.

RITORNO ECONOMICO PER GLI ORGANIZZATORI: Il ritorno economico per gli organizzatori ovviamente dipende da variabili che prescindono dal semplice “sbigliettato”. Tuttavia se un torneo “tira” a livello di pubblico sugli spalti, è ragionevole pensare che l’evento abbia un certo appeal e che questa possa essere una proxy anche dell’appeal televisivo. 

Andando anche in questo caso ad analizzare per i vari tornei l’affluenza di pubblico registrata e i prezzi dei biglietti messi in vendita per diverse tipologie di settore ci possiamo farci un’idea a livello comparativo.

** Dato stimato per il 2022: la fase a gironi di settembre nelle 4 sedi di Valencia, Bologna, Glasgow e Amburgo ha fatto registrare ottimi risultati di pubblico con oltre 110.000 presenza complessive. A metà settembre 2022 inoltre oltre il 20% dei biglietti per le Finals di Malaga risulta già venduto e pertanto, stante una capienza dell’impianto pari a 11.000 spettatori un target di 160.000 biglietti venduti appare raggiungibile

CONCLUSIONI: che la Davis sia ancora in una fase di assestamento è indubbio. Al momento sulla base della nostra analisi diremmo che sotto vari aspetti la manifestazione è un appeal che come minimo è pari a quello di un 500 top come Vienna o Barcellona. Che questo sia sufficiente a far quadrare gli “economics” (come dicono quelli bravi…i conti della serva per chi non ha vezzi da consulente) è tutto da vedere anche perché il dettaglio della proposta fatta da Kosmos ad ITF non è stato reso pubblico. Sicuramente la strada intrapresa è quella giusta, in quanto la formula delle 4 città per i round robin per avere l’effetto traino di una nazione che gioca in casa funziona. e una collocazione in calendario a fine anno che veda quarti semifinali e finali nella stessa settimana e nella stessa location è utile sia ai fan per organizzarsi che per far crescere il pathos dell’evento. Staremo a vedere come andrà a finire, noi ovviamente saremo in prima fila a tifare azzurri contro il team USA.

BONUS TRACK: Abbiamo scelto di non fare comparazioni con Roma e Madrid in quanto combined event, mentre Bercy ha solo il tabellone ATP. In ogni caso nelle nostre ricerche abbiamo dato un occhiata anche ad altri tornei di nostro interesse come Roma e Madrid e ci siamo accorti che il torneo capitolino non ha ancora pubblicato il programma delle partite per l’edizione 2023, a differenza della Villa spagnola: fate attenzione se state pensando di acquistare in anticipo i biglietti per Roma, visto che potrebbe essere adottato lo schema di Madrid, e magari il sabato, anziché le semifinali maschili potrebbe aver luogo la finale femminile, scelta fatta da Madrid e già resa pubblica.

A Roma invece, per quanto riguarda il torneo femminile (categoria WTA 1000), sono ancora in corso colloqui con la WTA per adeguarlo alla lunghezza e alla dimensione di quello maschile, in maniera analoga ai tornei dello stesso livello. Insomma i biglietti sono già in vendita, ma su come verranno i definiti i contenuti delle singole giornate ancora non v’è certezza. Insomma, occhio!

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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