WTA Washington: in semi Makarova-Pavlyuchenkova e Stephens-Stosur

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WTA Washington: in semi Makarova-Pavlyuchenkova e Stephens-Stosur

Nei quarti del torneo WTA di Washington facili vittorie per Stephens e Stosur, che beneficia del ritiro di Niculescu. Vittorie in tre set per Makarova e Pavlyuchenkova

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Sloane Stephens si aggiudica il derby a stelle e strisce contro la giovanissima Louisa Chirico. La più anziana delle giovani leve statunitensi strappa il servizio in apertura all’avversaria e, concedendo poco e niente al servizio, si aggiudica il primo set. Nel secondo parziale Stephens si porta due volte in vantaggio di un break ma Chirico, più aggressiva in risposta sulla seconda di servizio, riesce in entrambi i casi a recuperare lo svantaggio. Stephens riesce a breakkare nuovamente Chirico nel nono gioco e, al servizio per il match, non ha esitazioni e porta a casa la partita. Terza semifinale in stagione per Sloane e settima in carriera (tra cui l’Australian Open 2013) ma non è mai riuscita ad arrivare nella finale di un torneo WTA. Sulla sua strada  adesso Samantha Stosur, che ha beneficiato del ritiro di Monica Niculescu per dolori addominali dopo solo 4 game. Due a zero i precedenti in favore dell’australiana, ultimo la semifinale di Strasburgo quest’anno.

Nella parte alta del tabellone Ekaterina Makarova, testa di serie numero 1, è dovuta ricorrere al terzo set per avere ragione della rumena Irina Camelia Begu. Dopo un primo set equilibrato vinto dalla russa in volata con break al decimo gioco, la rumena nel secondo parziale ha alzato le sue percentuali al servizio ed è riuscita a capitalizzare le chance offerte dall’avversaria. Nel terzo Makarova alza il proprio livello di gioco, Begu sembra reggere nei primi giochi ma dall’uno pari subisce un parziale di cinque giochi a zero non conquistando più alcun punto sul proprio servizio. La giocatrice russa conferma nella campagna estiva nordamericana la prima delle tre semifinali del 2014 ed è adesso attesa dalla connazionale Pavlyuchenkova che ha dovuto rimontare prima un set contro Christina McHale e poi un break nel terzo parziale, vinto al tie-break.

Risultati:

 

[1]  E. Makarova b. [6] I.C. Begu 6-4 2-6 6-1
A. Pavlyuchenkova b. C. McHale 2-6 6-1 7-6(5)
S. Stephens b. [WC] L. Chirico 6-4 6-4
[2] S. Stosur b. M. Niculescu 4-0 rit.

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Swiatek e il problema palline: “Non capisco perché siano diverse dai maschi. Sono troppo leggere”

La n.1 del mondo fa partire la crociata: “Queste palle sono orribili. Incordiamo le racchette sempre più tese e rischiamo infortuni”

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Iga Swiatek - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Altra vittoria per la polacca Iga Swiatek, 6-4 7-5 sulla statunitense Sloane Stephens, la 50esima stagionale, in cui si sono alternate strisce interminabili di successi a qualche batosta tutto sommato comprensibile per una numero 1 così giovane. La 21enne Iga in conferenza stampa si è dilungata molto – su sollecitazione dei giornalisti, questo va riconosciuto – su un tema finora poco esplorato. E cioè la differenza di palline tra uomini e donne usate durante questa parte di stagione sul cemento nordamericano. La marca utilizzata fino agli US Open è sempre quella, Wilson, ma a quanto pare quelle della WTA sono più leggere con conseguenze sul gioco tutt’altro che trascurabili. Sulla diversità di palline si è espresso ieri anche Nadal, il quale ha sminuito tutto (“Vedo che la palla femminile ha il numero in rosso […] non credo sia affatto un argomento importante“), ma, dopo aver ascoltato le ragioni di un’altra numero 1, forse cambierà opinione.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Cincinnati

D. In campo hai detto di essere contenta della vittoria perché negli ultimi giorni è stato un po’ complicato e un po’ difficile. Cosa intendevi con questo? La tua performance, cosa ne hai ricavato?
IGA SWIATEK: Beh, sicuramente fiducia e capacità di, non so, resettare dopo quello che è successo negli allenamenti. Mi sento come se avessi alti e bassi durante gli allenamenti qui. Ci sono molte ragioni, ma non voglio davvero entrare nel merito perché sto cercando di concentrarmi sul futuro e non di tornare alle aspettative e a tutto ciò che è successo negli ultimi tornei sul cemento. Quindi sono davvero orgogliosa della mia stagione, ma voglio essere di nuovo senza paura, quindi sto cercando di rifarlo.

 

D. Cosa ne pensi delle palline degli US Open? Ti piacciono?
IGA SWIATEK: Oh, mio ​​Dio. Beh, onestamente, non mi piacciono. Ho sentito anche molti giocatori lamentarsi. Giocatrici donne, perché abbiamo palle diverse rispetto agli uomini. So che suona strano (sorridendo). Ma in fondo il fatto è che sono più leggere. Volano da pazzi. Sai, al momento abbiamo un gioco davvero potente. Non è come 10 anni fa tranne Serena, dove credo che le ragazze giocassero più lentamente, giusto? Adesso giochiamo potente e non riusciamo a lasciar andare i colpi con queste palle. So che ci sono molte giocatrici che si lamentano e molte di loro sono in top 10. Facciamo più errori, di sicuro. Quindi non penso che sia davvero bello da vedere.

Non so perché sono diverse da quelli degli uomini. Non lo so, forse 15 anni fa probabilmente le donne hanno avuto qualche infortunio al gomito perché le palline erano più pesanti, e le hanno cambiate in palline femminili, ma in questo momento siamo così preparate fisicamente che non credo succederebbe. Inoltre non troviamo quelle palle in Europa, o effettivamente, quando le acquistiamo in negozio, sono totalmente diverse da quelle del torneo, quindi quando mi alleno con le palle degli US Open a casa, mi alleno con quelle maschili. Penso che anche questa situazione sia piuttosto difficile in termini di infortuni, perché stiamo incordando le nostre racchette sempre più tese, e questo è davvero fonte di confusione per le braccia e le mani e per il nostro tocco. Non so se magari ne hai parlato con Ash [Barty] quando giocava, ma nemmeno a lei piacevano queste palle. Sento che è davvero difficile controllarle, ma tutte hanno le stesse condizioni, quindi stiamo cercando di fronteggiarle. Non capisco perché siano diverse, onestamente.

D. Quando le persone si sono lamentate, sai qual è stata la risposta?
IGA SWIATEK: Da parte di chi?

D. Quando le persone si lamentano, non so, agli US Open o…
IGA SWIATEK: Beh, è ​​più come se ci lamentassimo tra di noi. So che l’anno scorso ne abbiamo parlato con la WTA, con Steve [Simon, Presidente della WTA]. Prima di tutto abbiamo parlato di usare una palla per tutto lo swing, perché nel 2019 ho giocato quattro tornei: Washington Toronto, Cincinnati, US Open. Washington erano palline Penn. Toronto erano palline US Open. Cincinnati, ancora Penn. US Open, ovviamente quelle US Open. Ma quest’anno è cambiato, quindi almeno siamo coerenti in questo momento. Tuttavia, penso che quelle palle siano orribili, specialmente dopo tre giochi tosti diventano sempre più leggere. Alla fine, non puoi nemmeno servire a 170 chilometri all’ora perché sai che volerà da matti. Sì, penso che siano piuttosto brutte. Scusate.

D. A Toronto c’erano anche le Wilson, le palline degli US Open? Con che palle giocavi a Toronto?
IGA SWIATEK: Palline US Open. Quindi in questo momento è diventato tutto uguale, ma comunque, io e Paula Badosa l’anno scorso, abbiamo parlato con Steve [Simon, Presidente della WTA] del passaggio a palline maschili. Non credo che sarebbe un problema perché è sempre la stessa azienda, è Wilson, ma sì, forse dovremmo spingere un po’ di più. In realtà ho smesso di farmi sentire e cercare di convincere la WTA, perché è avvenuta la guerra in Ucraina e mi sono concentrata su qualcos’altro. Ma onestamente, in qualsiasi torneo che gioco con queste palle, non mi sento a mio agio. Forse questo sarà il primo (sorridendo).

D. È l’unico periodo dell’anno in cui ci sono diverse palline maschili e femminili?
IGA SWIATEK: Anche a Dubai. Ma non abbiamo il torneo maschile a Dubai. Non contemporaneamente. A Dubai giochiamo con le stesse palle degli US Open.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Cincinnati

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WTA Cincinnati: Swiatek fa 50 in stagione, facile Sabalenka nonostante la pioggia. Forfait Halep

La numero uno del mondo non brilla ma approda al terzo turno, così come la bielorussa. Simona Halep costretta al ritiro per un problema alla coscia destra

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Iga Swiatek - Praga 2022 (foto Twitter @BNPPolandOpen)

Non è facile vincere un Masters 1000 e ripresentarsi pochi giorni dopo ai nastri di partenza di quello successivo. Testimonianza perfetta di questa affermazione sono i risultati di Pablo Carreño Busta, che si è imposto a Montreal la scorsa settimana e ha subito perso all’esordio a Cincinnati. Anche Simona Halep, trionfatrice a Toronto, non potrà proseguire il suo cammino in Ohio. La neo n°6 del mondo è riuscita comunque a battere 6-4 3-6 6-3 all’esordio Anastasia Potapova, ma è stata costretta a dare forfait per un infortunio alla coscia destra. Non sarà troppo dispiaciuta Veronika Kudermetova, che avrebbe dovuto affrontare la rumena e approda invece direttamente agli ottavi per walkover. Ad attenderla ci sarà la vincitrice della sfida fra Paula Badosa e Ajla Tomljanovic.

Hanno fatto il loro esordio nel torneo anche Iga Swiatek e Aryna Sabalenka. La numero uno del mondo ha faticato per oltre un’ora e mezza nella suggestiva sfida a Sloane Stephens, in cui ha strappato per ben sei volte il servizio alla statunitense, ma a sua volta ha faticato tanto in battuta. Tanto è bastato, comunque, per conquistare la cinquantesima vittoria stagionale e approdare al terzo turno, dove troverà Madison Keys. Fatica decisamente meno la bielorussa, che usufruisce del ritiro di una spenta Anna Kalinskaya e raggiunge agli ottavi Shelby Rogers.

[1] I. Swiatek b. S. Stephens 6-4 7-5

 

Una sfida tra due campionesse slam non poteva che essere una grande battaglia e fin dai primi scambi si intuisce quello che sarà l’andamento della partita. Swiatek serve per prima e parte decisamente meglio, vincendo otto dei primi undici punti e portandosi subito avanti di un break. Anche Stephens scalda i motori e comincia ad entrare in partita, operando l’immediato controbreak. La numero uno del mondo però sembra averne di più e con un gran vincente di dritto lungolinea si procura una nuova chance per allungare, prontamente sfruttata. I servizi non sono certo un fattore determinante in questa fase del match e la statunitense ha due nuove opportunità consecutive per rientrare, ma questa volta Swiatek infila quattro punti consecutivi e sale 4-1. La vincitrice dello US Open 2017 riesce comunque a rimanere attaccata alla partita e risponde colpo su colpo alla sua avversaria, agganciandola nuovamente sul 4-4. La 21enne di Varsavia è però brava a non disunirsi, tenendo a 30 un complicato nono gioco e affondando in quello successivo, vincendo 6-4 il primo parziale.

Il secondo set ricalca in modo molto simile l’andamento del primo. Dopo due break point salvati nel secondo gioco la prima ad allungare è Stephens, abile a procurarsi una nuova chance di break nel terzo game (poi sfruttata) con un fantastico dritto lungolinea. Come accaduto nella prima frazione – seppure a parti invertite – arriva subito il controbreak di Swiatek, che dall’1-2 inanella una striscia di quattro giochi consecutivi (annullando ancora un break point nel quinto game). La due volte vincitrice del Roland Garros approda così sul 5-2, ma la partita è tutt’altro che finita. L’ex numero 3 del mondo ha un’ultima reazione d’orgoglio e riesce a recuperare fino al 5-5, ma da quel momento vincerà soltanto più un punto su nove. La polacca tiene infatti a zero l’undicesimo game e, dopo tanta fatica, riesce a chiudere 6-4 7-5, trovando la cinquantesima vittoria stagionale. Era dal 2019 che una giocatrice non conquistava così tante partite in una stagione (in quell’anno ci riuscirono addirittura in tre: Ashleigh Barty, Kiki Bertens e Karolina Pliskova), con la differenza che Swiatek ha perso appena sei match nel 2022. Al terzo turno per lei ci sarà Madison Keys, già vincitrice del Western&Southern Open nel 2019.

[6] A. Sabalenka b. [Q] A. Kalinskaya 6-3 4-1 ritiro

Sabalenka inizia in battuta e rischia subito di complicarsi la vita, costretta a freddo a dover annullare tre palle break (due consecutive). La bielorussa riesce a partire in vantaggio, trovando l’allungo poco dopo: nel quarto gioco infatti Kalinskaya precipita subito sotto 0-40 e, alla seconda opportunità, concede il break con un errore di dritto. Proprio con questo colpo, invece, la testa di serie numero 6 fa la differenza, facendo valere la sua palla più pesante. Si scambia decisamente poco e anche questo favorisce Sabalenka, che può esplodere i suoi colpi e mantiene le distanze fino al 5-2. L’ottavo gioco è il più lungo del match con ben 20 punti giocati e tre set point non sfruttati dalla bielorussa, due dei quali per demeriti propri. Kalinskaya ringrazia e con grande fatica accorcia sul 3-5, ma i suoi sforzi sono vani. Con un vincente di rovescio in cui fa valere tutto il suo strapotere fisico, Sabalenka archivia 6-3 un primo set in cui – primo game a parte – ha avuto davvero pochi problemi in battuta. Quasi infallibile quando entra la prima palla, con il 90% di punti realizzati che “nascondono” il 38% con la seconda.

Il secondo set ha vita brevissima perché sul 40 pari del primo game il gioco viene sospeso per pioggia, con le due tenniste costrette a fare ritorno negli spogliatoi. La pausa dura oltre un’ora e venti e, alla ripresa del gioco, Sabalenka riparte da dove aveva lasciato, cioè da un vincente con il dritto. Kalinskaya annulla bene la prima possibilità di break, ma sulla seconda commette doppio fallo e permette alla sua avversaria di partire subito avanti. La bielorussa continua a macinare vincenti, sale 2-0 e trova un altro break poco dopo, volando sul 4-1 pesante. La numero 69 del mondo già da qualche game appare spenta, quasi senza energie. Al cambio di campo è quasi in lacrime, le viene misurata la pressione ma prova comunque a tornare in campo. Basta un solo punto, però, per evidenziare come continuare a giocare non sia certo la scelta migliore. Kalinskaya decide quindi che è meglio non andare oltre, ritirandosi sul punteggio di 6-3 4-1. Sabalenka prova a consolarla con un abbraccio affettuoso a rete e, senza spendere chissà quante energie, approda agli ottavi. Sulla sua strada ora c’è Shelby Rogers.

Il tabellone aggiornato del WTA1000 di Cincinnati

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WTA Cincinnati: Raducanu si conferma, dopo Serena tramortita anche Azarenka. Jabuer annulla un match point a McNally e trova Kvitova

Dopo la semifinale a Toronto e il successo su Venus Williams, Pliskova torna a vedere i fantasmi e crolla sotto i colpi di una grande Mertens. Pegula rimonta Kostyuk, Rybakina facile su Muguruza

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Emma Raducanu - Cincinnati 2022 (foto Twitter @the_LTA)

Il programma del WTA 1000 di Cincinnati, in questo mercoledì 17 agosto, ha visto nella fase embrionale della sua sessione diurna, impiegare le proverbiali sette camicie di sudore alla quinta forza del seeding Ons Jabeur. La tunisina, impegnata in apertura di giornata sul Grandstand – secondo campo per importanza – ha dovuto faticare la bellezza di quasi due ore e mezza per superare la tenace giocatrice di casa (nel vero senso della parola, essendo nata il 20 novembre 2001 proprio a Cincinnati) Caty McNally, attualmente situata alla posizione n. 179 WTA, dopo aver anche lasciato per strada il secondo parziale e qualificandosi agli ottavi con il punteggio complessivo di 6-3 4-6 7-6(7).

JABEUR IN VOLATA Una vittoria tutt’altro che scontata e banale, visto che la finalista di Wimbledon veniva dal ritiro di Toronto contro Zheng e per di più incontrava una tennista già rodata oltre che in fiducia: Caty aveva vinto lunedì all’esordio contro la n. 36 del mondo Sansnovich. Per i meno avvezzi al circuito femminile, la 20enne McNally ha avuto una recentissima grande carriera da junior, raggiungendo e perdendo per mano dell’amica Cori Gauff la finale del Roland Garros 2018 di categoria. Ha poi ottenuto due successi in doppio, sempre a livello Slam, con compagne d’eccezione, trionfando nella stessa stagione in coppia con Swiatek a Parigi e a New York al fianco dell’inseparabile Coco.

Il match è stato caratterizzato da un finale a dir poco thriller, con la n. 5 delle classifiche che è uscita indenne dalle forche caudine di un tie-break decisivo perennemente al cardiopalma. Ons ha prima gettato alle ortiche due match point consecutivi sul 6-4, per poi essere lei ad un passo dalla sconfitta; ma sul 6-7 non si è persa d’animo frantumando la palla match a favore dell’americana e riuscendo infine a chiudere l’incontro al terzo match ball, nel sedicesimo punto del deciding game. Molto bene al servizio, quest’oggi, la tennista araba, che ha scagliato ben 9 ace e fatto fruttare la sua prima il 75% delle volte. Diametralmente opposta la prestazione in battuta di Chaterine, almeno per ciò che concerne i punti diretti, autrice di 8 sanguinosi doppi falli. Al prossimo turno ad attendere la 27enne di Ksar Hellal, ci sarà la due volte vincitrice di Wimbledon Petra Kvitova.

 

PEGULA ALLA DISTANZA SU KOSTYUK – Un’altra sfida conclusasi al terzo set, che ha visto protagonista tra l’altro proprio colei che Jabeur sconfisse nella finale di Madrid, è stata quella di scena a partire dalle 11:00 locali sul Porsche Court – 4° stadio per importanza dell’impianto dell’Ohio -tra la n. 7 del tabellone Jessica Pegula e l’ucraina Marta Kostyuk. A spuntarla è stata la giocatrice statunitense, recente semifinalista al torneo di Toronto, rimontando per (5)6-7 6-1 6-2 in 2h7′ di gioco. Questa volta le corse inesauribili della n. 74 WTA, dopo essere state letali per la nostra Giorgi, accompagnate dalle sue inespugnabili difese si sono rivelate efficaci soltanto nel corso della frazione inaugurale, in cui comunque Marta ha cancellato un set point in battuta nel decimo game che avrebbe potuto rendere ancora più rotondo il risultato in favore della figlia d’arte – per così dire, essendo figlia di Terence Pegula, noto uomo d’affari nonché proprietario dei Buffalo Bills e dei Buffalo Sabres, squadre americane di Football e Hockey e quindi a tutti gli effetti appartenente al mondo sportivo -. Score che tuttavia, ad ogni modo, si è fatto massacrante per la 20enne di Kiev, dato che Pegula in versione rullo compressore ha concesso in seguito la pochezza di tre soli game all’avversaria.

La n. 8 del ranking mondiale alla fine, si è dimostrata nettamente più solida e concreta; attitudini che si desumono perfettamente dalla capacità nel concretizzare il proprio servizio, sia con la prima – con la quale ha portato a casa il 64% dei punti contro il 59% di Kotsyuk – che con la seconda, dove ha superato l’ucraina per ben 20 punti percentuali (67 a fronte di 47). Da par suo la giovane tennista di Kiev ha sì raccolto tanti punti diretti, 6 ace, che però sono stati totalmente azzerati dai 7 doppi errori commessi. Jessica si conferma dunque imbattibile all’esordio, con l’ultimo KO giunto in un primo turno che risale addirittura ad Indian Wells, e che ha raccolto ben 16 successi negli ultimi sei eventi disputati. Contrariamente Kostyuk dà seguito ad una tendenza negativa, avendo perso con quella odierna l’ottava partita su altrettanti scontri al cospetto di Top 10, l’ultima prima di oggi a Strasburgo con Plsikova.

TONFO PER PLISKOVA, CHIURGICA MERTENS – Ebbene proprio l’amazzone ceca è la prossima tennista di cui trattiamo. Sembrava infatti che la “Regina di Ghiaccio” avesse finalmente ritrovato sé stessa, probabilmente il caldo estivo del Nord America era stato propedeutico allo scongelamento dell’integerrima Karolina dal torpore di mediocrità nel quale si era incanalata. Lo stupefacente e travolgente cammino al Canada Open, interrottosi solo in semifinale contro la tennista del momento Haddad Maia, ha restituito pur a sprazzi l’ex n. 1 che abbiamo ammirato negli anni di splendore, in particolar modo il servizio è sembrato quello delle grandi occasioni. Ma la due volte finalista Slam, dopo una prima parte di stagione alquanto deludente tra cocenti sconfitte e svariati problemi fisici, non era minimante sazia e sperava di continuare il suo periodo di rinascita al Western & Southern Open. Se poi si vanno a spulciare i piazzamenti passati in questo torneo, con il trionfo del 2016 e il raggiungimento dei quarti in quattro delle ultime cinque edizioni, l’obbiettivo di disputare un’altra grande settimana non era per nulla un miraggio per la testa di serie n. 14.

Eppure quando tutto il vento soffiava a favore, è bastato poco per farla ripiombare nel baratro: è bastata la sfavillante Elise Mertens che con il doppio 6-1 inflitto a Kalinina nel match precedente, in cui ha mostrato un livello di gioco estremamente alto, appare in improvvisa ripresa successivamente ad un periodo molto grigio. Così è come se la magia che aveva fatto ritornare ai fasti del passato la n 17 WTA, ora sia passata di testimone alla belga. La n. 33 del mondo si è infatti imposta per 7-6(3) 6-3 in poco più di un’ora e mezza, facendo leva sugli 8 ace messi a referto oltre che sul 72% di resa con la prima ed il 69% con la seconda.

A testimonianza del manifestarsi di nuovo dei soliti problemi della 30enne ceca, ci sono i 7 doppi falli: una battuta che tanto gli aveva dato la settimana scorsa e che adesso invece torna a palesare i consueti limiti dell’ultimo periodo. Perciò l’affermazione prestigiosa su Venus, rimane un unicum in questa sua campagna in Ohio, che si chiude nonostante anche gli H2H la vedevano avanti 2-0: vittorie a Eastbourne 2019 e Roma 2020. Due successi che conferiscono ulteriore rammarico a Pliskova, dato che in quei tornei avrebbe poi alzato il trofeo – in Inghilterra – e perso in finale.

EMMA STA RITROVANDO LA PROPRIA TENUTA MENTALE – Tuttavia il vero blockbuster di giornata, che era la diretta conseguenza di quello di più atteso del torneo dove si era consumato l’ultimo ballo in Ohio di Serena Williams, era rappresentato dallo scontro generazionale fra Viktoria Azarenka e la nuova stella del tennis femminile d’oltremanica Emma Raducanu. Tredici anni di differenza tra le due giocatrici, classe ’89 l’una, nata nel 2002 l’altra. Un altro crash test per la tenuta mentale dell’inglesina di origini cinesi e rumene, che dopo lo scalpo che vale una carriera contro la dominatrice dell’ultimo ventennio, non sbaglia la prova del nove e si conferma incrociando la racchetta contro un’altra ex n. 1 mondiale e campionessa Slam.

Come si era già detto a più riprese anche in seguito all’affermazione su Serena, la vera sfida per Emma stava nel reggere la pressione delle aspettative di essere la favorita al confronto con due leggende del tennis contemporaneo; poiché sul piano fisico e del tennis giocato in senso stretto non poteva che essere superiore – se fosse stata quella vera, e non quella opaca osservata per gran parte della stagione – considerando le poche apparizioni degli ultimi anni nel circuito di Vika e Serena, sebbene il successo sulla 33enne di Minsk abbia molta più rilevanza considerando che il bronzo olimpico di Londra 2012 sia tutt’ora vicina alla Top 20. Ebbene, la testa di serie n. 10 non ha tradito e dopo aver battuto nettamente la Regina al giro di boa, ha fatto altrettanto con la bielorussa: infliggendo un bagel anche a lei, ma concedendole complessivamente addirittura soltanto due giochi in 1h3 di esibizione più che di partita. Statistiche disarmanti alla battuta: la britannica con il 70% di punti vinti sul primo servizio ed il 62% sul secondo, la n. 22 del mondo invece ha fatto registrare rispettivamente degli insufficienti 42% e 29%. Numeri che hanno influenzato anche il seguente dato: Vika ha salvato solo una delle 6 palle break offerte, Emma ha frantumato tutte e tre quelle concesse. Doppio scalpo per Emma, che rappresenta un ottimo viatico in vista della difesa del titolo a Flushing Meadows. Mentre si conferma un momento non felice per la bielorussa, – due volte vincitrice del torneo, nel 2013 quando battè tre ex n. 1 e nel 2020 con sede a New York per via della pandemia – dopo il ritardo del visto per il Canada che le ha impedito di volare a Toronto.

In chiusura di sessione pomeridiana, facile affermazione della campionessa di Wimbledon Elena Rybakina, vittoriosa comodamente per 6-3 6-1 in 1h15 sulla ormai irriconoscibile Garbine Muguruza. La nobile decaduta spagnola, tds n. 8, sta recitando nell’arco del 2022 il proprio De Profundis avendo vinto solo 9 partite in 13 tornei disputati e non riuscendo a vincere due match di fila da febbraio. La 28enne di Caracas vinse qui a Cincinnati nell’edizione 2017, ma i ricordi di quel successo oramai si affievoliscono sempre più.

IL TABELLONE DEL WTA 1000 DI CINCINNATI

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