Coppa Davis, play-off: Italia in Siberia per evitare la B

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Coppa Davis, play-off: Italia in Siberia per evitare la B

Trasferta difficile ma non impossibile quella di Irkutsk in Russia per gli azzurri. Tecnicamente Seppi, Fognini e Bolelli non devono temere Gabashvili, Donskoy e Rublev, ma i russi dopo l’incredibile rimonta con la Spagna nel turno precedente (dallo 0-2) fanno un po’ più paura.

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Lasciatoci alle spalle uno US Open quanto mai dolce per i nostri colori, ecco che si profila all’orizzonte la Coppa Davis, che nel prossimo week-end prevede non solo la disputa delle due semifinali ma anche lo svolgimento delle 8 sfide relative ai play-off le cui vincenti acquisiranno il diritto a partecipare al tabellone principale della manifestazione nel 2016.
I play-off ci riguardano da vicino in quanto la nostra nazionale, dopo l’inopinata sconfitta negli ottavi contro il Kazakhstan è chiamata a confermare la presenza nel World Group affrontando in trasferta la Russia.

Sulla carta la sfida con la Russia pare presentare più incognite in merito alla sede (la fredda Siberia, per la precisione Irkutsk) che sul piano squisitamente tecnico. Sul valore dei due team nel loro complesso non c’è paragone. I nostri ragazzi partono sicuramente favoriti contro i loro avversari. Ma l’incredibile rimonta che la Russia ha operato contro la Spagna (seppur menomata) nel 2° turno del World Group I (dallo 0-2 al 3-2 finale) dimostra innanzitutto che in Davis come sempre i valori tecnici fino ad un certo punto, ed in seconda battuta che Rublev e Donskoy sono due tennisti comunque temibili che danno l’anima prima di cedere l’onore delle armi. Inoltre in questa occasione il capitano russo Tarpischev ha convocato anche Teymuraz Gabashvili, il nr.1 locale nel circuito (posizione nr.58 del ranking), assente nel match con la Spagna. Insomma, i russi ci proveranno fino alla fine e cercheranno di tornare nel World Group dopo 3 anni, starà a noi stroncare sul nascere le loro velleità.


ITALIA

 

Barazzutti è andato sull’usato sicuro. Convocato infatti il solito quartetto e cioè Andreas Seppi, Fabio Fognini, Simone Bolelli e Paolo Lorenzi. Per quanto visto a New York i due singolaristi dovrebbero essere Fognini e Seppi mentre la coppia Bolelli-Fognini dovrebbe scendere in campo in doppio.
Fabio ed Andreas hanno dimostrato agli US Open di essere in ottima forma, mentre Bolelli è sì uscito prematuramente di scena, ma il sorteggio che lo ha opposto al belga Goffin non lo ha certo aiutato. I nostri ragazzi sul veloce sembrano quindi preparati al meglio, devono solo essere pronti mentalmente ad affrontare una sfida nella quale avranno di fronte avversari che non regaleranno niente

 

RUSSIA

Come detto Shamil Tarpischev ha convocato il nr.1 russo Gabashvili, assente nella sfida con la Spagna (dove invece c’era il giovane Kachanov), per il resto invece la formazione è confermata con la presenza di Evgeny Donskoy, Andrey Rublev e Konstantin Kravchuk.
Gabashvili è sicuramente il giocatore migliore in questo momento tra i locali e non solo per la classifica espressa. Ha giocato un’ottima stagione, ha battuto tra gli altri Murray a Washington, ha fatto ottavi a Parigi (battuto da Nishikori) ed ha vinto ben 3 tornei challenger. Quindi è un tennista che a livello medio si fa rispettare mentre nei tornei principali ha qualche problema in più, ma del resto se a 30 anni il suo best ranking è stata la posizione nr.50 (oltretutto raggiunta quest’anno) non è che si possa pretendere di più.

Donskoy e Rublev invece sono due giocatori per certi versi da temere.
Evgeny Donskoy ha grandi qualità ma non è mai riuscito a farsi valere come forse meriterebbe. E’ capace però di fiammate improvvise (chiedere a Robredo battuto a luglio in Davis in quattro set) che lo rendono una mina vagante. Sepriamo di saperla disinnescare.
Andrey Rublev è invece uno dei giovani tennisti del circuito con maggiori potenzialità. Non proprio un simpaticone, è stato l’artefice della rimonta contro la Spagna, sua infatti la vittoria decisiva contro Pablo Andujar sul 2-2. Considerando che parliamo di un classe ’97 è facile comprendere come di sicuro il carattere non gli manchi. Se in giornata il suo gioco fatto di continue accelerazioni sul veloce può mettere in difficoltà gli avversari, è il classico tennista che si sa esaltare se in buona forma e davanti al proprio pubblico.

Kravchuk invece sarà con ogni probabilità impiegato in doppio al fianco di Donskoy, con il quale ha battuto la coppia spagnola Lopez-Marrero dando il là alla rimonta russa.

 

PRECEDENTI TRA LE NAZIONALI

Sono 5 le sfide tra la nostra nazionale e la Russia (ex Urss). Una sola volta abbiamo giocato in trasferta ed abbiamo perso, nel 1969. L’ultima sfida risale al 1996, quando nel gelo del Foro Italico Gaudenzi e Furlan (con la compartecipazione di Diego Nargiso in un bellissimo doppio) superarono 3-2 la Russia di Kafelnikov e Chesnokov.

ITALIA-RUSSIA 4-1

18-20 Maggio 1962, Firenze, terra rossa (outdoor), Zona Europea, 2° turno
Italia-Urss 5-0

Pietrangeli-Lejus 6-4 1-6 6-3 6-1
Gardini-Likhachev 6-0 6-2 6-3
Pietrangeli/Sirola- Lejus/Likhachev 7-5 6-2 6-3
Pietrangeli-Likhachev 0-6 8-6 8-6 6-1
Gardini-Lejus 6-4 2-6 6-3 6-3

28-30 aprile 1966, Bologna, terra rossa (outdoor), Zona Europea, 1° turno
Italia-Urss 4-1

Pietrangeli-Lejus 6-1 6-3 6-1
Tacchini-Ivanov 5-7 6-4 6-4 6-2
Lejus/Likhachev- Di Maso/Majoli 7-5 6-0 6-3
Tacchini-Lejus 6-1 6-3 6-2
Pietrangeli-Ivanov 6-3 6-1 6-4

13-16 giugno 1968, Reggio Emilia, terra rossa (outdoor), Zona Europea, Semifinale
Italia-Urss 3-2

Pietrangeli-Lejus 6-4 4-6 6-1 6-2
Metreveli-Mulligan 6-3 6-1 6-3
Mulligan/Pietrangeli-Likhachev/Metreveli 6-3 4-6 6-2 6-4
Metreveli-Pietrangeli 6-0 6-0 6-1
Mulligan-Lejus 6-2 6-4 7-5

13-15 giugno 1969, Mosca, Zona Europea, Semifinale
Urss-Italia 5-0

Lejus-Pietrangeli 6-4 6-4 6-8 6-3
Metreveli-Castigliano 6-1 6-2 6-3
Likhachev/Metreveli-Crotta/Marzano 7-5 6-4 8-6
Metreveli-Pietrangeli 6-2 6-2 6-2
Lejus-Castigliano 4-6 3-6 6-4 7-5 6-2

9-11 febbraio 1996, Roma, terra rossa (outdoor), World Group 1°turno
Italia-Russia 3-2

Gaudenzi-Chesnokov 2-6 6-7(5) 7-5(5) 6-3 6-1
Kafelinkov-Furlan 6-3 5-7 6-4 6-3
Gaudenzi/Nargiso-Kafelnikov/Olhovskiy 6-4 2-6 5-7 7-6(4) 6-4
Kafelnikov-Gaudenzi 6-3 3-6 7-6(4) 7-5
Furlan-Chesnokov 6-0 3-6 6-3 7-5

PRECEDENTI TRA I GIOCATORI

Seppi ha superato Gabashvili proprio agli ultimi US Open e conduce nettamente negli scontri diretti. Rublev ha incontrato dei nostri solo Fognini che lo ha battuto a Barcellona quest’anno. Di fatto anche gli scontri diretti tra i convocati sono dalla nostra parte

Seppi-Gabashvili 5-2

2007 Master Series Montecarlo, terra, R64, Seppi 6-1 6-3
2007 New Haven, hard, Q2, Gabashvili 7-6(13) 4-6 7-5
2008 Bergamo (ch), hard, R16, Seppi 7-6(1) 6-4
2009 Amburgo, clay, R64, Gabashvili 6-3 6-1
2011 Roland Garros, clay, R128, Seppi 6-3 7-5 7-5
2013 Ortisei (ch), hard, SF, Seppi 7-6(8) 6-7(6) 6-3
2015 US Open, hard, R64, Seppi 3-6 6-3 7-6(3) 6-1

Non ci sono precedenti tra Seppi e Donskoy
Non ci sono precedenti tra Seppi e Rublev


Fognini-Gabashvili 0-1

2009 Marocco, terra, R32, 6-2 6-1

Fognini-Rublev 1-0

2015 Barcellona, terra, R32, 3-6 6-4 6-1

Non ci sono precedenti tra Fognini e Donskoy

Bolelli-Gabashvili 2-1

2006 Barletta (ch), terra, R16, Bolelli 6-4 6-3
2009 Master Series Miami, hard, R128, Gabashvili 6-4 4-6 6-4
2010 Biella, terra, SF, Bolelli, 7-6(2) 6-4

Bolelli-Donskoy 2-0

2011 Roland Garros, terra, Q2, 6-3 7-5
2012 Braunschweigh (ch), terra, R32, 7-6(1) 4-0 rit

Non ci sono precedenti tra Bolelli e Rublev

Lorenzi-Gabashvili 1-0

2006 Tarragona (ch), terra, R16, 6-1 6-4

Lorenzi-Donskoy 1-0

2009, Ivory Coast (ch), hard, R16, 6-4 6-2
Non ci sono precedenti tra Lorenzi e Rublev

Nessuno degli azzurri convocati ha mai incontrato Kravchuk

 

PRONOSTICO

Ribadiamo quanto scritto in precedenza. Sul piano tecnico siamo più forti, ma questo non può rappresentare una sicurezza. Le partite bisogna poi vincerle sul campo e la sconfitta di Astana contro il Kazakhstan ne è la chiara dimostrazione. Proprio partendo da quell’inopinato scivolone gli azzurri devono scendere in campo concentrati e con un solo obiettivo, la vittoria e la conseguente permanenza nel World Group. I russi non ci regaleranno niente, sul veloce sanno impostare le partite a loro piacimento e rendersi ostici, toccherà a noi vincere la partita. Se tutto filerà liscio però l’Italia è favorita

Russia 30% – Italia 70%

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Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis

Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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Canè: “Vincere la Davis quest’anno? Io ci credo. Mi chiedono ancora del match con Wilander”

L’ex tennista azzurro oggi commentatore tecnico: “Il tennis italiano è a posto per dieci anni”

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Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)
Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)

Il turbo rovescio, le urla di Galeazzi e quella vittoria in Davis su Wilander. Paolo Canè è rimasto nella memoria di molti appassionati di tennis per quell’epica vittoria del 1990, ma è stato un giocatore divertente e completo in grado di togliersi le sue soddisfazioni ed arrivare al n.26 ATP. Oggi è rimasto a stretto contatto col mondo del tennis e la sua voce accompagna le immagini dei tornei dello Slam in quanto commentatore di Eurosport. Canè è stato intervistato negli scorsi giorni da Repubblica Bologna, durante la settimana di Coppa Davis, e ha espresso il suo parere sulle chances della squadra capitanata da Filippo Volandri. “Questi ragaz zi se sono al completo già quest’anno possono vincere la Coppa – sono state le parole di Canè -. E comunque al di là di come finisce stavolta, per dieci anni il nostro tennis è a posto, questa è una generazione da favola. Non ci sono solo Berrettini e Sinner: Musetti è uno spettacolo, il suo tennis incanta, Fognini ancora oggi ha un talento unico, Bolelli avete visto come ha giocato contro la Croazia. Quei due si integrano alla perfezione, il genio di Fognini, le sue fiammate, e la solidità e la potenza di Bolelli”.


Canè rievoca il famoso match con Wilander: “Giocammo su due giorni, interrompemmo la sera che eravamo due set pari, non ci si vedeva più. Eravamo 2-2, era il punto decisivo. Chiesi a Panatta, che era il capitano, di cenare da solo, volevo restare concentrato, avevo in testa quel pensiero lì e basta, volevo batterlo, dicevo, Mats è stato numero uno, ha vinto tantissimo, stavolta deve toccare a me”. E spiega anche come interpreti la sua esperienza da seconda voce tv: “Mi piace molto, è un’esperienza che mi completa, ho capito che non bisogna parlare sempre, commentare ogni punto, perché si diventa noiosi. Su una partita di 5 set poi la gente si stufa. Bisogna spiegare, coi tempi giusti”.

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