Coppa Davis, Play-off: Fognini fa il nr.1, Russia battuta 4-1, restiamo nel World Group

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Coppa Davis, Play-off: Fognini fa il nr.1, Russia battuta 4-1, restiamo nel World Group

Nella sfida valida per i Play-off del World Group di Coppa Davis a Irkutsk Fabio Fognini supera in 3 set il nr.1 russo Teymuraz Gabashvili e consente al nostro paese di rimanere nel tabellone principale della manifestazione anche nel 2016. Partita non facile, gestita in maniera brillante dall’azzurro nei momenti cruciali. Mercoledì sera il sorteggio del World Group 2016 a Santiago del Cile (ore 24)

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COPPA DAVIS, Play-off World Group

Russia-Italia 1-3

L’Italia rimane nel World Group 2016 e deve ringraziare il suo nr.1 Fabio Fognini, che nella sfida di Irkutsk contro la Russia batte nel 1° singolare della terza giornata il nr.1 russo Gabashvili e così sigla l’en plein partecipando attivamente a tutti e 3 i punti che ci permettono di condurre in porto la vittoria. Un Fognini oggi un po’ stanco, soprattutto fisicamente, ma bravissimo come ieri in doppio a gestire i momenti cruciali della partita nel modo migliore. Come nel primo set, quando per due volti avanti di un break (ha servito pure per il set sul 6-5) si è fatto subito riprendere, giocando però un tie break perfetto. Come nel secondo parziale, quando subito breakkato in apertura non si è fatto tentare dalla voglia di mollare ma ha subito reagito alla grande. Come nel terzo set, quando avanti 3-1 mentre stava dominando gli scambi, ha accusato un calo più che naturale, consentendo al suo avversario di rientrare in partita e rischiando di vedere allungata la sfida. Ma ancora una volta Fabio ha scavato nel profondo delle sue energie e al quarto match point nel tie breeak ha finalmente chiuso la partita e con essa la sfida. Restiamo nella serie A della Davis e adesso attendiamo il sorteggio per il tabellone principale del 2016 che avverrà a Santiago del Cile mercoledì 23 settembre alle ore 24 italiane.

 

F. Fognini b. T. Gabashvili 7-6(4) 6-3 7-6(5)

La terza giornata della sfida Play-off per l’accesso al World Group 2016 della Coppa Davis tra Russia e Italia si apre come da regolamento con la sfida tra i due nr.1, Fabio Fognini per gli azzurri, Teymuraz Gabashvili per i padroni di casa. Un solo precedente tra i due, ma piuttosto datato visto che risale al 2009 e ha visto sulla terra marocchina il successo del russo in due rapidi set. Ma stiamo parlando tennisticamente parlando di una vita fa, Fabio rispetto ad allora è un altro giocatore.
Gabashvili è il primo a servire e tiene a zero la battuta, Fognini non si fa intimidire e replica alla stessa maniera. Nel quarto game Fabio recupera da 0-30 ed ha una palla del 2-2, ma la spreca ed offre la prima palla break del match al suo avversario. L’azzurro però piazza un diritto vincente, la annulla e poi tiene la battuta. I due tennisti praticamente si pedinano, nel game successivo è Gabashvili ad offrire una palla break, ma il russo alla fine tiene la battuta. La partita procede a strappi, Fognini è probabilmente un po’ stanco e deve ancora smaltire le tossine del doppio, Gabashvili invece ci mette del suo, anche perché rispetto alla prima giornata ha ben altre insidie da affrontare. Infatti mentre il russo con Bolelli gradiva il ritmo forsennato e si appoggiava alle accelerazioni del nostro tennista, con Fognini la musica è diversa. Fabio varia molto i colpi e soprattutto insiste sul rovescio dell’avversario con palle molto alte che gli creano non pochi problemi. Nel sesto game Fabio ancora una volta spreca da 40-15, concede una palla break, ma Gabashvili la spreca con una risposta di rovescio in rete. L’azzurro tiene la battuta e nel game seguente finalmente centra il primo allungo della partita. Il tennista di casa dà una grossa mano all’italiano con due doppi falli consecutivi, sul 15-40 Fognini mette in campo un bel diritto vincente e sale 4-3 e servizio. La gioia però dura un attimo, Fabio gioca un brutto game al servizio e restituisce subito il break. Sul finire del set la scena si ripete. Gabashvili cede il servizio sul 5 pari, Fognini serve per il set, va 30-15, ma perde i 3 successivi punti e si va al tie break. Tie break che l’azzurro gestisce in maniera esemplare, va subito avanti 3-0, poi 5-1, 6-2 ed alla fine lo chiude 7-4. Non è una gran partita tecnicamente parlando, Gabashvili chiude con 7 vincenti e 15 gratuiti, 7-18 il saldo di Fognini. Ma al di là delle statistiche quello che conta è portare a casa il terzo punto e siamo a 2 set dall’epilogo.

Fognini inizia a servire nel secondo set e parte malissimo, con 3 gratuiti spiana la strada al break di Gabashvili. Il russo prova a caricarsi, ma il controbreak anche in questo caso è immediato, 1-1, tutto da rifare. Fabio sale di tono, sembra finalmente più rilassato e nel quarto game ha ben 3 opportunità per allungare sul 3-1, ma Gabashvili fa e disfa con il servizio (2 doppi falli ed un ace) ed alla fine si salva. Ma l’allungo azzurro è nell’aria ed arriva nel sesto game, sul 15-40 gran diritto lungolinea di Fognini per il 4-2. Fabio mantiene senza problemi il vantaggio e chiude 6-3 il parziale. Visti i valori in campo sembra inimmaginabile che Gabashvili possa recuperare due set al suo avversario, ma siamo in Davis, meglio non distrarsi.

Il terzo set però inizia nel migliore dei modi, Fognini attraversa il suo momento migliore, spara 3 rovesci uno più bello dell’altro stile quelli contro Nadal agli US Open e centra subito il break. La partita sembra segnata, Fabio guida sino al 3-1 in surplace, poi però d’improvviso si spegna la luce. Probabilmente si accende lo spioncino dell’energia, Gabashvili prende coraggio e nel sesto game trova il controbreak. Va dato però merito al russo che dal 30-0 Fognini indovina un gran passante di diritto in corsa ed un rovescio che pizzica la linea, siamo 3 pari e ora sembra tutto più difficile. Anche perché Fabio potrebbe subito centrare un nuovo break nel game successivo, ma il suo avversario gli annulla due palle break importantissime e tiene la battuta. Il nr.1 italiano sembra stremato, commette anche un paio di doppi falli, ma alla fine con le unghie e con il cuore si trascina al tie break. Qui Fabio capisce che bisogna profondere l’ultimo sforzo e la partenza è magistrale. Dal 2-2 l’azzurro allunga 6-2 con un paio di recuperi miracolosi, Gabashvili non vuole mollare, anulla 3 match point di cui 2 sul servizio di Fognini. Il russo serve per pareggiare sul 6-6 ma sbaglia l’ennesimo rovescio della giornata e ci regala il punto della vittoria. Fognini e Barazzutti, entrambi letteralmente consumati dalla tensione si possono finalmente abbracciare, l’Italia vince 3-1 e resta nel World Group della Davis.

Nell’ultimo singolare a risultato acquisito Paolo Lorenzi ha poi reso il successo azzurro in Siberia ancora più rotondo superando per 64 76(3), in un’ora e 31 minuti, Konstantin Kravchuk.

“Una bella prova mentale da parte mia – dice Fabio Fognini –  Non ho giocato sempre benissimo ma ho dimostrato ancora una volta di lottare per questa maglia anche in condizioni non ottimali. Quando Barazzutti chiama Fognini risponde! Questa volta è andata decisamente meglio che ad Astana. Era importante restare nel World Group e ci siamo riusciti.  Se fossimo andati al quarto set? Sarebbe stata una bella botta perché mi sentivo un po’ stanco. Per fortuna quel servizio con il challenge fuori di poco nel tie-break …. Questa vittoria la dedico a me stesso. Per il tennis maschile ci voleva”.
E Corrado Barazzutti: “Non è facile battere la Russia in casa: chiedere alla Spagna per informazioni. Questi giocatori sono fantastici perché con la maglia azzurra danno tutto ed anche qualcosa in più. Alla vigilia ero preoccupato, ma poi ci siamo adattati benissimo al campo. Ed abbiamo avuto un Fognini ispirato e quando Fabio è ispirato sappiamo quanto vale. Fabio è stato grandissimo il primo giorno, poi nel doppio ben affiancato da Bolelli, e si può certo dire che sia stato determinante, più che per due terzi.”

 

fognini-gabashvili

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Santopadre: “Matteo si rialza sempre! Andiamo a Malaga tra le favorite ma nessuna squadra è debole”

Il coach di Berrettini racconta al direttore la settimana bolognese di Coppa Davis e le prospettive per la fase finale di Malaga

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Coppa Davis in crisi? No, il pubblico negli stadi cresce rispetto agli anni scorsi

La nuova versione della Coppa Davis ha attirato molte critiche per la nuova formula, ma stando a quanto comunicato dall’ITF l’affluenza nelle quattro sedi di gara dice che al pubblico piace sempre

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Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Matteo Berrettini - Davis Cup 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La rivoluzione della Coppa Davis andata in scena negli ultimi anni ha proposto una competizione sicuramente molto diversa rispetto a quella che eravamo abituati a conoscere. E ovviamente non sono mancate le critiche, sia per la formula a gironi, sia per la diminuzione dei match (da cinque a tre per ogni incontro), sia per il fatto che spesso i match finiscono a tarda ora (l’ultimo a lamentarsene è stato Andy Murray). La ITF, al fianco del partner Kosmos, ha respinto tutte le critiche – vedi anche l’intervista rilasciata al direttore Ubaldo Scanagatta dal presidente David Haggerty – e sta cercando tuttora di far evolvere in senso positivo la competizione. Ad esempio, quest’anno la fase a gironi è stata anticipata da novembre a settembre, in modo da staccarla da quella a eliminazione diretta, per rendere meno impegnativo il calendario dei giocatori coinvolti.

Da notare c’è che stando ai dati diramati oggi dalla ITF e da Kosmos, la Coppa Davis non ha perso il suo fascino da massima competizione mondiale del tennis per nazioni, e nemmeno il pubblico all’interno dei palazzetti di gara (nella scorsa settimana si è giocato a Casalecchio di Reno, Glasgow, Valencia e Amburgo). Infatti, viene comunicato che un totale di 113.268 persone hanno acquistato un biglietto per la fase appena chiusa, con 26.445 persone presenti nella sola domenica di gare. Un dato che grossomodo equivale a quello fatto registrare nel 2021, per la fase finale che si è giocata tra Torino e Madrid. Insomma, considerando che si deve giocare la fase più calda della competizione (a Malaga dal 21 al 27 novembre), l’affluenza di quest’anno finirà per essere maggiore rispetto a quella della passata edizione.

“I numeri di oggi sono molto simili a quelli visti nelle intere edizioni del 2019 e del 2021 – ha affermato Enric Rojas, il Ceo di Kosmos -. Ci aspettiamo tra le 50mila e le 60mila persone a Malaga. Il miglioramento in termini di affluenza, percentuale di riempimento degli stadi e fan engagement sarà, a nostro giudizio, enorme”. Per ora a Malaga sono stati venduti 20mila biglietti circa e verosimilmente, ora che si sanno le squadre protagoniste, tra cui c’è anche l’Italia, inizia il periodo più caldo per le vendite dei biglietti.

 

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Canè: “Vincere la Davis quest’anno? Io ci credo. Mi chiedono ancora del match con Wilander”

L’ex tennista azzurro oggi commentatore tecnico: “Il tennis italiano è a posto per dieci anni”

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Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)
Paolo Canè (Instagram @paolocaneofficial)

Il turbo rovescio, le urla di Galeazzi e quella vittoria in Davis su Wilander. Paolo Canè è rimasto nella memoria di molti appassionati di tennis per quell’epica vittoria del 1990, ma è stato un giocatore divertente e completo in grado di togliersi le sue soddisfazioni ed arrivare al n.26 ATP. Oggi è rimasto a stretto contatto col mondo del tennis e la sua voce accompagna le immagini dei tornei dello Slam in quanto commentatore di Eurosport. Canè è stato intervistato negli scorsi giorni da Repubblica Bologna, durante la settimana di Coppa Davis, e ha espresso il suo parere sulle chances della squadra capitanata da Filippo Volandri. “Questi ragaz zi se sono al completo già quest’anno possono vincere la Coppa – sono state le parole di Canè -. E comunque al di là di come finisce stavolta, per dieci anni il nostro tennis è a posto, questa è una generazione da favola. Non ci sono solo Berrettini e Sinner: Musetti è uno spettacolo, il suo tennis incanta, Fognini ancora oggi ha un talento unico, Bolelli avete visto come ha giocato contro la Croazia. Quei due si integrano alla perfezione, il genio di Fognini, le sue fiammate, e la solidità e la potenza di Bolelli”.


Canè rievoca il famoso match con Wilander: “Giocammo su due giorni, interrompemmo la sera che eravamo due set pari, non ci si vedeva più. Eravamo 2-2, era il punto decisivo. Chiesi a Panatta, che era il capitano, di cenare da solo, volevo restare concentrato, avevo in testa quel pensiero lì e basta, volevo batterlo, dicevo, Mats è stato numero uno, ha vinto tantissimo, stavolta deve toccare a me”. E spiega anche come interpreti la sua esperienza da seconda voce tv: “Mi piace molto, è un’esperienza che mi completa, ho capito che non bisogna parlare sempre, commentare ogni punto, perché si diventa noiosi. Su una partita di 5 set poi la gente si stufa. Bisogna spiegare, coi tempi giusti”.

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