Anteprima ATP/WTA: ultimo valzer in Asia per gli uomini, donne tra Hong Kong, Linz e Tianjin

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Anteprima ATP/WTA: ultimo valzer in Asia per gli uomini, donne tra Hong Kong, Linz e Tianjin

Dopo Shenzhen e Pechino, la Cina chiude il suo trittico maschile d’autunno con l’ottavo Masters 1000 della stagione a Shanghai mentre le donne si dividono tra Cina, Hong Kong e Austria

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ATP SHANGHAI – Gli otto petali dell’enorme magnolia che compone il tetto mobile del campo centrale sono pronti ad aprirsi e chiudersi, in ossequio alle condizioni climatiche. Il Qi Zhong Tennis Center di Shanghai si appresta ad ospitare per la settima volta un torneo Masters 1000, dopo essere stato per quattro anni consecutivi (2005-2008) la sede di quella che allora si chiamava Masters Cup e adesso prende il nome di ATP World Tour Finals. In realtà a Shanghai venne disputata anche l’edizione 2002 del Master ma non in questo impianto bensì allo SNIEC (Shanghai New International Expo Centre).

Nel calendario dei 1000, Shanghai ha rilevato Madrid quando la capitale spagnola ha inaugurato il nuovo impianto della Caja Magica e ha cambiato data da ottobre a maggio. Nelle sei edizioni disputate si sono registrati quattro diversi vincitori con Andy Murray e Novak Djokovic che hanno concesso il bis da campioni in carica; a Davydenko e Federer gli altri due titoli. Murray vanta anche il maggior numero di finali (3) davanti a Djokovic e Federer (2).

Dei 131 tennisti che hanno giocato almeno un match in singolare nella storia del torneo, quello con la percentuale più alta è Murray (87,5% per effetto di 14 vittorie e 2 sconfitte) anche se il miglior record migliore è quello di Djokovic con +16 (19-3); il serbo vanta anche la più lunga striscia positiva (13 vittorie consecutive). È l’australiano Matthew Ebden il qualificato che si è spinto più avanti nel torneo (quarti di finale nel 2011) mentre Davydenko è il campione con la testa di serie più bassa (n°6 nel 2009).

 

La testa di serie n°1 non è mai stata eliminata all’esordio ma solo Djokovic (2013) ha vinto da primo favorito; Davydenko è l’unico campione in carica sconfitto al debutto (nel 2010 perse da Mischa Zverev 6-4 7-6). Gilles Simon è il finalista con il ranking più basso (n°29 nel 2014) e Kei Nishikori il semifinalista (n°47 nel 2011)

Così l’anno scorso – Era uno dei tre “1000” che mancavano alla sua ricca collezione. Alla sua quarta partecipazione, Roger Federer ha finalmente fatto centro anche a Shanghai. Accreditato della testa di serie n°3 e sorteggiato nella stessa metà di tabellone di Djokovic, lo svizzero ha rischiato di salutare subito la compagnia. A secco di incontri ufficiali dalla semifinale di Coppa Davis contro l’Italia, Federer ha beneficiato di un bye al primo turno e affrontato l’argentino Leonardo Mayer al secondo. Quest’ultimo, autore di un match eccellente, ha sfruttato quasi al meglio i 57 errori non forzati del più blasonato avversario; quasi, perché a Leo è mancato proprio il puntino sulla i. Cinque i match-point non capitalizzati da Mayer, tutti nel terzo set: due sul 5-4 e 15-40, servizio Federer; altri due sul 6-4 e l’ultimo sul 7-6 nel tie-break decisivo, chiuso poi dall’elvetico per 9-7 con un lob vincente.

Se il buongiorno si doveva vedere da questo mattino, Federer non avrebbe dovuto arrivare nemmeno a mezzogiorno ma nella giornata in cui tre dei quattro vincitori stagionali di slam erano usciti dal torneo (Nadal, Wawrinka e Cilic) e altre quattro teste di serie (Nishikori, Raonic, Dimitrov e Anderson) li avevano imitati, i segnali positivi per il miracolato Roger si erano evidentemente moltiplicati.

Infatti, dagli ottavi in poi Federer cambiava pelle e, se le vittorie su Bautista Agut e Benneteau potevano apparire quasi scontate, il doppio 6-4 con cui interrompeva la striscia record di Djokovic nel torneo legittimava le sua aspirazioni di successo. In finale, a sorpresa ma non troppo, il francese Gilles Simon, alla cui cintura erano appesi gli scalpi eccellenti di Wawrinka (5-7 7-5 6-4 al secondo turno) e Berdych (7-6 4-6 6-0 nei quarti). L’altro semifinalista era l’iberico Feliciano Lopez, non nuovo a una simile impresa (era già arrivato a questo livello nel 2009 e nel 2011) e autore dell’eliminazione di uno spento e acciaccato Nadal.

Sia pur equilibrata, la finale sorrideva a Roger Federer che la faceva sua al termine di due tie-break. Perso il servizio in apertura di match, Federer lo recuperava all’ultimo tuffo (quando cioè Simon serviva per il set sul 5-4) e doveva annullare anche un set-point sul 5-6 del primo gioco decisivo. Nel secondo parziale invece era lo svizzero ad avere le migliori occasioni per prendere le distanze dall’avversario ma sul 6-5 Francia, Roger doveva annullare due set-point con il servizio a favore (15-40) prima di chiudere 7-2 il tie-break definitivo.

Vittorie n°81 in carriera per lo svizzero, 23 a livello di Masters 1000.

ALBO D’ORO

2009 N.Davydenko b. R.Nadal 7-6 6-3

2010 A.Murray b. R.Federer 6-3 6-2

2011 A.Murray b. D.Ferrer 7-5 6-4

2012 N.Djokovic b. A.Murray 5-7 7-6 6-3

2013 N.Djokovic b. J.M.Del Potro 6-1 3-6 7-6

2014 R.Federer b. G.Simon 7-6 7-6

WTA LINZ – Punti pesanti in palio alla Tips Arena di Linz. Il Generali Ladies Open è infatti una delle ultime chiamate nella corsa alle WTA Finals di Singapore e l’edizione di quest’anno (la n°25) si presenta quanto mai importante in tal senso.

Con il passare degli anni, l’appuntamento austriaco ha saputo ritagliarsi il suo spazio nel calendario autunnale delle prove indoor anche se va precisato che solo dal 2000 si disputa nel mese di ottobre, mentre le prime nove edizioni (1991-1999) si svolsero in febbraio.

L’albo d’oro è ricco di nomi eccellenti, con diverse campionesse che sono state n°1 al mondo e/o vincitrici di prove dello slam (Novotna, Pierce, Davenport, Henin, Mauresmo, Sharapova, Ivanovic, Kvitova e Azarenka).

Sono quattro le tenniste ad aver vinto due titoli: Manuela Maleeva, Novotna, Davenport e Ivanovic. Di queste solo Lindsay l’ha fatto in due anni consecutivi mentre la Ivanovic è stata quella che più si è avvicinata al tris, avendo perso la finale del 2013.

Natalia Medvedeva è l’unica vincitrice non testa di serie; Chanda Rubin, Ana Ivanovic (nel 2010) e Karolina Pliskova (un anno fa) le vincitrici con la peggior testa di serie: n°7. La metà delle volte (12 su 24) il titolo è finito nelle mani della prima favorita e una sola volta (Conchita Martinez nel 1993) la testa di serie n°1 ha perso la finale.

Così l’anno scorso – L’unica testa di serie sopravvissuta all’ecatombe ha conquistato il trofeo del Generali Ladies 2014. Karolina Pliskova, l’ultimo prodotto dell’eccellente scuola ceca, centra il secondo titolo in carriera (dopo Kuala Lumpur 2013) e si propone come una delle atlete più interessanti in prospettiva. Il torneo austriaco ha dovuto sopportare il doppio ritiro delle prime due favorite negli ottavi (Bouchard e Ivanovic, opposte rispettivamente a Pironkova e Brengle) e la prematura dipartita di altre cinque teste di serie tutte uscite al debutto: Cibulkova (3) battuta dalla Friedsam, Petkovic (4) dalla Giorgi, Lisicki (5) dalla Knapp, Strycova (6) dalla Voegele e Garcia (8) dalla Erakovic.

Spazio dunque alle sorprese, con due italiane sugli scudi, che si sono sfidate in semifinale. Dopo aver spento le velleità delle tedesche, le azzurre hanno proseguito il loro cammino sbarazzandosi di Rybarikova e Pironkova (Karin) e di Jabeur e Erakovic (Camila). Il derby è poi stato vinto con una certa scioltezza dalla Giorgi: 6-2 6-4 lo score.

Nella parte bassa invece, la Pliskova ha fatto il vuoto nei primi tre turni (Flipkens, Barthel e Brengle le sue avversarie) ma ha dovuto soffrire in semifinale contro la qualificata di Germania Anna-Lena Friedsam, che le ha strappato il primo set: 2-6 6-3 6-3 il punteggio a favore di Karolina.

Anche nella finale la Pliskova ha dovuto recuperare un set ma Camila Giorgi è stata a un solo punto dalla vittoria quando, sul 6-5 in suo favore nel terzo segmento, ha sbagliato una risposta. E pensare che l’italiana era sotto 1-5 ed aveva infilato cinque giochi consecutivi! La ceca ha mostrato nervi saldi anche nelle situazioni più complicate e alla fine è stata lei a sollevare il leone alato di cristallo, simbolo dello sponsor.

ALBO D’ORO

1991 Man.Maleeva b. P.Langrova 6-4 7-6

1992 N.Medvedeva b. P.Paradis 6-4 6-2

1993 Man.Maleeva b. C.Martinez 6-2 1-0 ritiro

1994 S.Appelmans b. M.Babel 6-1 4-6 7-6

1995 J.Novotna b. B.Rittner 6-7 6-3 6-4

1996 J.Halard b. S.Appelmans 6-2 6-4

1997 C.Rubin b. K.Habsudova 6-4 6-2

1998 J.Novotna b. D.Van Roost 6-1 7-6

1999 M.Pierce b. S.Testud 7-6 6-1

2000 L.Davenport b. V.Williams 6-4 3-6 6-2

2001 L.Davenport b. J.Dokic 6-4 6-1

2002 J.Henin b. A.Stevenson 6-3 6-0

2003 A.Sugiyama b. N.Petrova 7-5 6-4

2004 A.Mauresmo b. E.Bovina 6-2 6-0

2005 N.Petrova b. P.Schnyder 4-6 6-3 6-1

2006 M.Sharapova b. N.Petrova 7-5 6-2

2007 D.Hantuchova b. P.Schnyder 6-4 6-2

2008 A.Ivanovic b. V.Zvonareva 6-2 6-1

2009 Y.Wickmayer b. P.Kvitova 6-3 6-4

2010 A.Ivanovic b. P.Schnyder 6-1 6-2

2011 P.Kvitova b. D.Cibulkova 6-4 6-1

2012 V.Azarenka b. J.Goerges 6-3 6-4

2013 A.Kerber b. A.Ivanovic 6-4 7-6

2014 Ka.Pliskova b. C.Giorgi 6-7 6-3 7-6

WTA HONG KONG – Posticipato di oltre un mese rispetto alla passata stagione (quando si giocò nella seconda settimana di settembre), il Prudential Hong Kong Tennis Open è alla sua seconda edizione.

Così l’anno scorso – Hong Kong rientra nel circuito femminile (c’era già stata nel lontano 1993) e saluta il ritorno al successo di Sabine Lisicki, a secco da tre anni. La tedesca ha rispettato in pieno il pronostico che la vedeva prima favorita del torneo asiatico, davanti ad Hantuchova e alla finalista Karolina Pliskova.

In un tabellone privo di Top-20 e con appena quattro Top-50, la finalista di Wimbledon 2013 è stata messa subito con le spalle al muro nel match d’esordio contro la rumena Niculescu, vinto 3-6 7-6 6-1. Dopo due partite agevoli (Min e Saisai Zheng le sue vittime), la tedesca ha prevalso nuovamente al terzo contro una ritrovata Schiavone (6-3 3-6 6-2) mentre in finale ha sofferto solo nella prima frazione.

Anche Karolina Pliskova ha lasciato per strada due set: uno al debutto contro la slovena Polona Hercog e l’altro in semifinale contro la giovane belga Van Uytvanck. Più semplici i successi colti contro Puig e Jie Zheng. Come detto, la finale è stata in bilico solo nel primo set, conquistato dalla Lisicki al dodicesimo game; poi la tedesca ha chiuso 6-3 e sollevato il quarto trofeo di una carriera che forse prometteva ben altro.

ALBO D’ORO

2014 S.Lisicki b. Ka.Pliskova 7-5 6-3

WTA TIANJIN – Altro appuntamento pressoché inedito quello di Tianjin, sesto torneo cinese nel circuito maggiore. Si gioca all’International Tennis Center.

Così l’anno scorso – Alison Riske coglie il primo titolo importante in carriera in un tabellone che la vedeva accreditata della sesta testa di serie. L’americana fa percorso netto e chiude la sua miglior settimana nel circuito WTA senza lasciare per strada alcun set. Con la prematura dipartita della favorita numero 1 (Jelena Jankovic, sconfitta al secondo turno da Saisai Zheng con un duplice 6-3), la beniamina locale Shuai Peng (2) prova a dare una soddisfazione ai suoi tifosi ma in semifinale la cinese è costretta al ritiro dopo appena quattro giochi contro la giovanissima Belinda Bencic. L’elvetica si qualifica così per la finale con poca fatica (al secondo turno non era nemmeno scesa in campo a causa del forfait di Romina Oprandi) ma la maggior freschezza non l’aiuta contro una Riske decisamente in palla. In precedenza Alison aveva avuto la meglio sulla connazionale Lepchenko nei quarti e sulla stessa S. Zheng in semifinale.

ALBO D’ORO 

2014 A.Riske b. B.Bencic 6-3 6-4

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Flash

WTA Cincinnati: Serena Williams perde nettamente contro Raducanu e saluta per sempre il torneo

Emma Raducanu domina Serena Williams che lascia il torneo senza salutare il pubblico e saltando la conferenza stampa.

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Serena Williams - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

[10] E. Raducanu b. [WC] S. Williams 6-4 6-0 (da Cincinnati il nostro inviato)

Serena Williams non ha voluto alcuna celebrazione una volta uscita dal campo dopo la sua netta sconfitta nel primo turno del “ Western & Southern Open” . Ha salutato con una stretta di mano laconica la giovane britannica, ma d’altronde anche quando era nel fiore della giovinezza Serena non era un esempio di particolare sportività nell’accettare le sconfitte. Ha abbandonato il campo salutando velocemente quel pubblico che l’ha vista trionfare in Ohio “back to back” nel 2014 e nel 2015.

La partita si sarebbe dovuta giocare lunedì sera ma gli organizzatori all’ultimo secondo hanno deciso di spostarla alla sera seguente scatenando la rabbia di coloro che avevano organizzato il viaggio nel sud dell’Ohio solo per salutare Serena Williams. Forse questa “fuga” dopo la sconfitta da parte di Serena è un po’ egoistica verso coloro che erano venuti soprattutto per assaporare l’atmosfera dell’addio e si sono trovati a uscire dal ‘Lindner Family Tennis Center” non solo senza una partita ma  nemmeno senza l’effimero fascino di un degno “farewell”. 

 

Per quanto riguarda il match c’e’ davvero poco da dire. Serena Williams e’ apparsa come non mai dipendente dalla prima di servizio, ha tirato sette aces ma con la seconda ha vinto solo il 17% di punti. È apparsa spesso lenta in uscita dal servizio e, rispetto anche a qualche stagione fa, la sua palla ha perso in velocità. Raducanu, nata nello stesso anno in cui Serena diventava numero uno del ranking per la prima volta in carriera, non si è fatta spaventare dal palcoscenico giocando un match ordinato.

Durante l’intervista sul campo Raducanu ha speso le solite parole di circostanza “capisco che facevate il tifo per lei perché anche una parte di me voleva che lei vincesse”. Un’altra ragazza cresciuta nel mito di Serena o nonostante i soli diciannove anni ha già imparato le regole del gioco.

Emma Raducanu – Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

L’ho vista giocare qui per la prima volta quando aveva poco più di vent’anni “ ci dice Karl, nativo di Cincinnati e una vita passata a fotografare giovani promesse, che avevamo già conosciuto durante il Challenger di Champaign lo scorso novembre. “Paul Flory, il vecchio direttore del torneo di Cincinnati – aggiunge Karl – diceva sempre che se Venus perdeva la mattina sicuramente Serena avrebbe perso nel pomeriggio perché senza Venus non aveva motivazione”. Andando a rispolverare le vecchie edizioni del torneo  nell’edizione 2009 Venus perse a gli ottavi contro Flavia Pennetta e qualche ora seguente Serena venne sconfitta da Sybille Bammer. Forse una semplice coincidenza. “Alla fine questo sport e’ intrattenimento – aggiunge Karl – Serena negli anni d’oro era talmente forte che la gente voleva vederla giocare. Fatte le proporzioni è come Kyrgios. Entrambi hanno avuto moltissimi comportamenti discutibili ma sono in grado di attirare il pubblico”. 

La “legacy” di Serena Williams a livello umano e’ meno tangibile rispetto a quella sul campo. Per quanto possa essere banale, da quella sconfitta allo US Open del 2015 contro Roberta Vinci di pari passo con il suo declino anche il tennis femminile ha faticato terribilmente a trovare una regina degna di lei. 

Poco dopo le 21 la maggioranza degli spettatori ha lasciato l’impianto, Serena Williams probabilmente non calcherà mai più i campi in cemento di Mason ma l’empatia verso una grande campionessa ha lasciato spazio a una delusione per uno spettacolo mancato.     

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ATP

ATP Cincinnati: esordi vincenti per Alcaraz e Medvedev

Decisamente agevole la prima assoluta in Ohio dello spagnolo, molto meno convincente la vittoria del numero uno del mondo

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Daniil Medvedev, Cincinnati 2022 (foto: twitter @CincyTennis)

La notte italiana è teatro di alcuni degli esordi più attesi al Western & Southern Open, come quelli di Carlos Alcaraz e Daniil Medvedev, rispettivamente teste di serie numero 3 e 1. Scende in campo per primo l’enfant prodige spagnolo, che in poco più di un’ora ha la meglio su Mackenzie McDonald senza spendere chissà quante energie. Giornata abbastanza negativa quella dello statunitense, che non può opporsi in nessun modo all’avanzata del numero 4 del mondo.

Totalmente diverso il match di Medvedev, chiamato a riscattarsi dopo la sconfitta con Kyrgios patita a Montreal la scorsa settimana e che non ha un battesimo facile contro Botic Van De Zandschulp. L’olandese non sembra in una gran giornata, sbaglia tantissimo – soprattutto nel primo set – ma viene più volte graziato dal russo, bravo a chiudere in due set ma costretto ad annullare un set point nel secondo parziale.

[3] C. Alcaraz b. M. McDonald 6-3 6-2

 

McDonald parte al servizio e conquista i primi due punti della partita, ma Alcaraz non si fa pregare e entra subito al 100%, infilando quattro punti di fila e partendo subito in vantaggio. Non appena si entra nello scambio lo spagnolo fa valere la maggiore pesantezza di palla e lo statunitense può far poco, andando subito sotto 0-2. Il primo set si gioca nei turni di battuta della testa di serie numero 3, che certamente non è una gran notizia per McDonald. Il numero 72 del mondo, data anche la posizione arretrata di Alcaraz in ribattuta, prova a mantenersi in scia accorciando gli scambi con alcuni serve&volley che gli fruttano diversi punti. In risposta, tuttavia, non riesce praticamente mai ad essere aggressivo nonostante una percentuale di prime non elevatissima dello spagnolo, che con la seconda spesso sceglie a ragione di andare al corpo.

Avanti 4-2 il numero 4 del mondo ha la possibilità di crearsi un’altra palla break, ma sul 30-30 McDonald copre benissimo la rete con due ottime volée e accorcia le distanze poco dopo. Nonostante qualche errore qua e là Alcaraz continua a non avere problemi nei suoi turni di battuta, aumentando le percentuali al servizio e portandosi sul 5-3. Nel primo set l’iberico conquista il 90% di punti sulla seconda, dato in cui si cela la grande difficoltà di McDonald a trovare profondità in risposta. Al servizio per rimanere nel set, lo statunitense è costretto a cedere nuovamente la battuta: anche grazie a un lob millimetrico (e al doppio fallo del suo avversario sul set point) Alcaraz chiude 6-3 la prima frazione.

Anche in avvio di secondo parziale la situazione non cambia, con il 19enne di Murcia che continua ad essere dominante con i suoi colpi da fondo, mentre il suo avversario non riesce a trovare le giuste contromisure, specialmente con il dritto. Come nel primo set McDonald cerca di prendere costantemente la rete, ma nel quarto gioco viene passato con il rovescio da Alcaraz, che si procura un break point ma sbaglia la risposta subito dopo. Il game si trascina ai vantaggi, lo statunitense vince il punto più bello della partita dopo uno scambio prolungato nei pressi rete e impatta sul 2-2.

I problemi però per McDonald sono appena iniziati, dato che da quel momento non conquisterà più un singolo gioco. Alcaraz si procura altre due palle break consecutive nel sesto gioco e questa volta va a segno. Lo spagnolo è totalmente in controllo del match, affonda ripetutamente con dritto e rovescio e si porta senza fatica sul 5-2. L’incontro si conclude con il quarto break in favore della testa di serie numero 3, che con l’ennesimo dritto penetrante si impone 6-3 6-2 ed ottiene la sua prima vittoria in carriera a Cincinnati: al terzo turno per lui ci sarà il vincente del match tra Cilic e Ruusuvuori.

[1] D. Medvedev b. B. Van De Zandschulp 6-4 7-5

Decisamente più equilibrato rispetto al match precedente è l’esordio del numero uno del mondo. Van De Zandschulp parte al servizio con le idee chiarissime: conquistare la rete il prima possibile. Il piano funziona a metà, perché sì gli porta i primi due punti, ma gli costa anche il break. Ai vantaggi infatti l’olandese si precipita ancora a rete, ma sbaglia la direzione dell’attacco e viene infilato. Con qualche patema, pur senza annullare chance di controbreak immediato, Medvedev sale subito 2-0 e ha una possibilità per il doppio break nel terzo gioco, ma sbaglia la risposta. Il numero 24 ATP questa volta ne approfitta e accorcia le distanze, cercando spesso di variare gli angoli al servizio vista la posizione arretrata del suo avversario.

Il russo non mostra certo la sua miglior versione in avvio, ma i diversi errori di Van De Zandschulp lo aiutano a mantenersi in vantaggio. L’olandese conquista soltanto due dei primi dodici punti dalla riga di fondo ed è ancora costretto ai vantaggi nel quinto game, dove annulla una nuova opportunità di break grazie allo schema servizio-dritto, portandosi sul 2-3. È una partita povera di spettacolo e ricca di errori, dove a fare la differenza è unicamente il break conquistato da Medvedev ad inizio partita. Anche usufruendo dei diversi gratuiti del suo avversario (e dell’apporto della prima di servizio, 12/12), il russo riesce a conservare il vantaggio fino a fine set, archiviato 6-4 con due grandi dritti alla Medvedev e dopo aver vinto gli ultimi sedici punti al servizio.

In avvio di secondo parziale Van De Zandschulp mette la testa avanti per la prima volta nel match e, in generale, dà la sensazione di essere un po’ più aggressivo e propositivo. Diminuiscono pian piano i gratuiti da una parte e dall’altra, anche se il match resta tutt’altro che spettacolare. I problemi dell’olandese continuano però ad essere in risposta, dove non riesce a conquistare punti. Sul 2-2 Medvedev ha l’occasione di porre una seria ipoteca sul match: sul 15-15, infatti, infila una gran risposta vincente di dritto e ringrazia i due doppi falli consecutivi del suo avversario, che lo mandano avanti di un break anche nel secondo set.

Al momento di allungare il numero uno del mondo fa registrare un calo inaspettato e, con un comodo rovescio spedito in rete, restituisce immediatamente il break. Van De Zandschulp tiene ai vantaggi il settimo game e si porta sul 4-3, ma i problemi per lui si ripalesano nel gioco successivo, dove finisce subito sotto 0-40. L’olandese però non si perde d’animo, gioca soltanto più serve&volley e riesce clamorosamente a rimettere in piedi un game che sembrava perso. Va detto che l’aiuto di Medvedev si rivela fondamentale, con il russo che avrebbe potuto fare decisamente meglio su almeno due delle tre palle break e si trova così a servire per rimanere nel set. Annullato un pericoloso set point, con un ace provvidenziale la testa di serie numero uno opera prima l’aggancio sul 5-5, quindi il definitivo sorpasso. Esattamente come sul 2-2 sono i doppi falli a condannare Van De Zandschulp, addirittura tre in questa occasione. Medvedev fatica a chiudere, annulla una nuova palla break ma al terzo match point si impone 6-4 7-5: al prossimo turno attende il vincente del match tra Paul e Shapovalov.

Il tabellone completo dell’ATP di Cincinnati

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ATP

ATP Cincinnati: Carreno Busta subito fuori, Kyrgios e Paul d’ordinaria amministrazione, travolgenti Fritz e De Minaur

Nessun problema per i due australiani, men che meno per gli americani, in un martedì senza scossoni a Cincinnati

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de minaur 16 08 2022

Nessun risultato che lasci a bocca aperta in quanto ad eliminazioni, ma se c’è un risultato che può essere quasi sorprendente, in questo martedì al Western and Southern Open, è quello di Nick Kyrgios. Infatti l’australiano ha battuto 7-5 6-4 Alejandro Davidovich Fokina, dunque per una volta non è il suo il risultato più comodo di giornata. Scendendo nei dettagli della partita, in realtà, non si trovano particolari problemi per l’ex finalista di questo torneo, che subisce solo un contro-break nel secondo set, dunque vedendosi costretto a rimandare il momento della vittoria, ma senza mai trovarsi a rincorrere lo spagnolo, autore di una prestazione sufficiente che non basta però per questo Nick. Chiude con 10 ace e il 71% di conversione con la prima, come sempre abbinando buon servizio e colpi da applausi da fondo, andando a creare un incrocio da urlo al prossimo turno contro il n.1 d’America.

Quella che sulla carta potrebbe sembrare una sorpresa, in realtà non lo è poi tanto: il vincitore di Montreal, Pablo Carreno Busta, è stato sconfitto al primo turno da Miomir Kecmanovic al tie-break del terzo set (1-6 7-5 7-6). È risaputo come chi vince un torneo rischi parecchio all’avvio del torneo successivo, soprattutto in un caso come questo nel quale il torneo vinto è certamente il più prestigioso nella carriera del vincitore. Sceso in campo neanche 48 ore dopo il trionfo in Canada, Carreno Busta è partito benissimo ma ha poi pagato le tante energie nervose spese nel weelend passato e ha dovuto cedere sulla volata finale a Kecmanovic, che ora incontrerà sul suo cammino Jannik Sinner.

 

Taylor Fritz ha travolto per 6-1 6-1 Sebastian Baez (decisamente sfortunato con il sorteggio in questi due 1000, la settimana scorsa all’esordio a Montreal pescò Kyrgios), centrando un ottimo esordio all’ultimo Master dell’anno sul suolo di casa, ben memore di Indian Wells. Decisamente convincente la tds n.11, che chiude con l’80% di conversione con la prima e salvando 3 palle break su 3, contro un argentino che come sempre ci ha provato fino all’ultimo, ma sul cemento ha ben pochi mezzi per impensierire Fritz. Eliminato per due volte di fila (Washington e Montreal) da Daniel Evans agli ottavi l’americano, al secondo turno affronterà per la prima volta in carriera Nick Kyrgios. Uno dei due australiani che hanno vinto con successo oggi, insieme ad Alex De Minaur, tra l’altro eliminato proprio dal connazionale agli ottavi in Canada. Il trottolino ha battuto 6-2 6-2 senza problemi il qualificato Henri Laaksonen, senza dover mai neanche annullare una palla break e perdendo solo 3 punti al servizio. Il recente campione di Atlanta incontrerà al prossimo turno, in una partita da leccarsi i baffi, la settima forza del tabellone Felix Auger-Aliassime.

Parlando di giocatori in forma, chiudiamo citando il debutto vincente e convincente di Tommy Paul, che la scorsa settimana ha raggiunto il primo quarto di finale 1000 della carriera, abbinandolo alla vittoria più prestigiosa nel meraviglioso secondo turno contro Carlos Alcaraz. Il n.31 al mondo ha battuto 6-3 6-2 il connazionale Jenson Brooksby, che ha un po’ deluso nei due 1000 estivi americani, mettendo in campo un brillante 88% di conversione con la prima e divertendo e divertendosi come suo solito con il tipico tennis pieno di estro e ad alto tasso di godibilità che sempre mette in campo. E, a proposito di divertimento e di secondi turni da vedere, il prossimo avversario sarà Denis Shapovalov, alla perenne ricerca di sé stesso, in quello che si preannuncia un blockbuster tennistico per andare a sfidare (eventualmente) il n.1 al mondo Daniil Medvedev.

Il tabellone completo del Masters 1000 Cincinnati

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