AO, italiani: Seppi perde dignitosamente da Djokovic, Friedsam rimonta Vinci

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AO, italiani: Seppi perde dignitosamente da Djokovic, Friedsam rimonta Vinci

Agli Australian Open l’Italia non avrà nessuna donna e nessun uomo agli ottavi di finale. Roberta Vinci dopo aver dominato il primo set, non riesce ad arginare la potenza della tedesca Friedsam. Andreas Seppi inizia male con Djokovic, ma poi dimentica il 6-1 del primo set trascinando il numero 1 del mondo fino al 7-5 e poi al tiebreak del terzo pure avendo due set point

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[1] N. Djokovic b. [28] A. Seppi 6-1 7-5 7-6 (6) (Valerio Vignoli)

Andreas Seppi nel suo match di terzo turno agli Australian Open, lotta, spreca due set point nel terzo set per riaprire la partita ma alla fine si deve inchinare per la dodicesima volta in dodici scontri diretti al cospetto del n.1 del mondo Novak Djokovic. Il fuoriclasse serbo, da parte sua, allunga a 33 la striscia di vittorie contro i tennisti azzurri e approda per il decimo anno consecutivo il terzo turno a Melbourne, dove sfiderà il francese Gilles Simon.

 

Partenza sprint per Djokovic che dopo aver tenuto il proprio servizio ai vantaggi, ottiene subito due palle break grazie ad un perfetto rovescio lungolinea. Il n.1 del mondo capitalizza immediatamente l’opportunità ancora con il proprio colpo prediletto in contropiede e sale 2 a 0. Nole continua a premere in risposta e un Seppi poco brillante e particolarmente falloso è così costretto a cedere di nuovo il proprio servizio nel quarto gioco. Anche alla battuta Djokovic è impeccabile con tante prime in campo. Il tennista azzurro, sotto 5-0, muove finalmente il punteggio ma nel gioco successivo il 28enne belgradese chiude il set per 6-1 in appena 25 minuti. Da sottolineare come Andreas in quel momento fosse ancora a secco nei punti vinti con la seconda.

L’altoatesino soffre ancora nel game d’apertura del secondo parziale, concedendo altre due palle break. Nole però questa volta non si fa trovare pronto sbagliando un paio di risposte, una delle quali centra in pieno una malcapitata raccattapalle. Seppi salva poi il turno di servizio con un ace. Rinfrancato dallo scampato pericolo, il 31enne di Caldano entra definitivamente in partita grazie ad una maggiore precisione nei colpi e un atteggiamento più aggressivo. Il 10 volte campione Slam comincia a lasciare per strada sempre più punti sui propri turni di battuta fino a che, sotto 2-3, sotterrando un rovescio in rete, consegna al n.29 del ranking ATP la prima palla break della sua partita. Seppi tuttavia spreca la chance mettendo in corridoio la risposta su una seconda vivace di Nole e poi perdendo il gioco. L’equilibrio nel parziale si spezza improvvisamente sul 5 pari, dove il serbo, aggiudicandosi alla sua maniera due scambi estenuanti strappa il servizio al n.2 italiano. Nonostante un ottimo Seppi, Nole conquista sul proprio servizio, in poco meno di un’ora di gioco, anche il secondo set con il punteggio di 7-5.

Andreas però continua imperterrito a macinare gioco e a incrementare il proprio rendimento alla battuta. Dall’altra parte della rete il fenomeno serbo mostra segnali di nervosismo, soprattutto a causa di un numero insolito per lui di errori di rovescio, alcuni anche piuttosto banali. A conferma del mutato equilibrio in campo, arrivano altre due palle break per l’azzurro sul 2 a 1 in suo favore. Se sulla prima Djokovic è bravo a proiettarsi verso la rete, sulla seconda Andreas deve invece recriminare per un potente dritto incrociato che finisce fuori di nulla e sarebbe stato probabilmente vincente. Nole se la cava e, senza troppi patemi nei patemi nei rispettivi turni di battuta, i due giocatori giungono come al tiebreak, un giusto epilogo di set. Avanti 2 a 1, Djokovic ottiene un minibreak sfruttando un rovescio dal centro del campo in corridoio di Seppi. Ma l’altoatesino non molla e recupera lo svantaggio con un bel dritto vincente. Nole commette un altro gratuito e concede inaspettatamente due set point all’azzurro. Sul primo Djokovic è perfetto a rete mentre sul secondo è Seppi a sotterrare malamente in rete un comodo rovescio. Il treno è passato e Andreas si distrae perdendo un altro sanguinoso minibreak. Il 5 volte vincitore degli Australian Open sente l’odore del sangue e azzanna la preda, conquistando il tiebreak, per 8 punti a 6, e il match, in quasi 2 ore e mezza di tennis di buonissima qualità.

stats seppi

 

A.L. Friedsam b. [13] R. Vinci 0-6 6-4 6-4

dal nostro inviato a Melbourne Ubaldo Scanagatta

MELBOURNE _ Che Roberta Vinci potesse perdere al terzo turno da questa tedesca semisconosciuta, Anna-Lena Friedsam, n.82 del mondo, non se l’aspettava nessuno. In tanti pensavamo già al prossimo match contro Agnieszka Radwanska

Tantomeno dopo che aveva dominato il primo set 6-0 in 28 minuti, dovendo fare attenzione soltanto nei primi tre games.

I bookmaker avrebbero detto a quel punto che non c’era quota. Il guaio è stato, probabilmente anche se non mi aspetto che lo dica, che anche Roberta deve aver pensato la stessa cosa.

Dimenticando che il tennis è davvero lo sport del diavolo, come diceva Mario Belardinelli, il padre putativo di Adriano Panatta e dei ragazzi di Formia degli anni Sessanta.

Roberta avrebbe dovuto far valere la sua maggior esperienza “ammazzando” il match quando la ragazzona tedesca, 1 metro e 74 che paiono di più, due spalloni da scaricatore del porto, era ancora un po’ sconvolta dalla lezione patita nel primo set.

Invece nei primi due games del secondo set ha giocato un tantino da presuntuosa…e non lo dico adesso perchè ha perso contro la Friedsam che dal secondo set ha invece giocato molto meglio del suo ranking, mostrandosi forte al servizio (battute spesso oltre i 180 km orari: “E’ il mio colpo migliore”), di rovescio (capace di coprirlo con le due mani e forzarlo, così come di reggere prolungati scambi di rovesci tagliati ad una mano) e non malissimo neppure di tocco a giudicare dalla precisione con la quale ha giocato gran parte dei suo lob.

Me lo sono scritto sul mio blocnotes allora, quando ho visto Roberta improvvisare un serve&volley sul 30-15 e poi commettere un paio di errori superficiali.

E mi ero appuntato anche il pugnetto risoluto con il quale aveva festeggiato il break e la conquista del primo game, quella ragazza dai capelli biondo-rossicci quasi ventiduenne di Oberdurenbach, paesino di appena 100 anime, una sola strada disertata dalle macchine, naturalmente nessun campo da tennis (ovvio!) se non quello di Coblenza a 45 minuti da casa – nella regione di Rheinland Platz, poco a sud della Westfalia di Michael Schumacher _ da dove ogni mattina il padre commerciante la accompagnava dacchè lei si era invaghita del tennis e non aveva più mollato la racchetta.

Sotto 2-0 Roberta avrebbe perso di nuovo il servizio addirittura a 0 subendo 11 punti consecutivi.

Non chiedeva di più e di meglio, per rafforzare la propria fiducia la ragazza che prima che qua non era mai approdata al terzo turno di uno Slam, in 7 partecipazioni ai Majors.

Non gioca male, tutt’altro, questa ragazzona che per l’aspetto e le origini il vecchio scriba Clerici avrebbe probabilmente dipinto quale “pastorotta”.

Nona di 10 tedesche, con il suo n.82 WTA, Anna-Lena è pero campionessa nazionale, dopo aver i campionati cui Kerber, Lisicki e Petkovic non avevano partecipato, ma Georges, Barthel e altre sì.

Nel secondo set la Friedsam è stata lì lì per restituire la pariglia alla Vinci, che

ha salvato due palle break per lo 0-5 e quando è risalita sul 3-4 ha fatto credere di poter riprendere il match in mano.

Ma non era così. La Friedsam non aveva più complessi né paure, tantomeno braccino. Se c’era da tirare tirava, se c’era da scambiare lunghi palleggi di rasoiate rovescie ad una mano non si faceva né pregare né intimorire.

E nemmeno dopo che Roberta le ha annullato sul 3-5 3 setpoint ha tremato poi quando, sul 5-4 è andata a servire per il set e per acchiappare il terzo. Quel game lo ha infatti chiuso a 15 e con un ace finale. Altro che paura.

Erano trascorsi a quel punto 72 minuti. Di sicuro la Friedsam è stata favorita dall’aver giocato il match indoor.

Roberta ha perso la battuta, ma stavolta la Friedsam le ha restituito il favore cedendo la propria. E così, per l’ennesima volta, quando Roberta – la giustiziera di Serena Williams all’ultimo US Open, la tennista che non più tardi di due giorni fa si era definita…”serena (o Serena?) e senza più particolari pressioni addosso nel trovarsi a giocare una partita difficile” _ ha tenuto con disinvoltura il proprio servizio a 30 per il 2-1 nel set decisivo, in tanti abbiamo pensato in tribuna stampa che il momento peggiore per Roberta era passato, che la strada tornava ad apparire in discesa, pur essendo la Friedsam tutt’altro che scarsa come poteva invece essere sembrata a fine primo set.

Beh a quel punto si sono giocati due games che hanno probabilmente deciso la partita più ancra degli ultimi game.

Roberta, avanti 2-1, saliva sullo 0-40 nel quarto game ma non si giocava con sufficiente attenzione almeno due pallebreak su tre. E perdeva un game di 8 punti cedendo prima cinque punti consecutivi e poi i primi due del game successivo sul 2 pari (che avrebbe dovuto essere 3-1 per lei…).

In quel quinto game, sul suo servizio, salvava 3 palle break, aveva lei una pllagame per il 3-2, ma perdeva invece anche quel game.

Insomma invece di trovarsi avanti 4-1, come sarebbe stato possibilissimo, Roberta ha avuto la brutta sorpresa di ritrovarsi sul 2-3 e contro un’avversaria sempre più “in the zone”, com dicono gli americani, esaltata dai propri inattes successi.

In aggiornamento…perchè Roberta Vinci sta arrivando in conferenza stampa!

Beh ho messo gli audio delle interviste sia di Roby sia della ragazza tedesca. Roby, in sintesi per chi non ha  voglia di sentirsi l’audio ha detto: “Non ho giocato bene, non sono stata sufficientemente aggressiva con il dritto, avrei dovuto giocare meglio i primi games del secondo set. Un set che ero riuscita in qualche modo a riaprire…forse aver vinto quel primo set 6-0 non mi ha aiutato, anche se non l’ho sottovalutata, è un’arma  a doppio taglio,  a volte è meglio vincere 6-1…sentivo poco la palla, giocare indoor l’ha certamente aiutata, io sentivo poco la palla, potevo fare di più, alla fine l’ho fatta giocare bene…lei comunque gioca bene, ma nel tennis dipende sempre da tutte e due…ora ho il doppio con la Kuznetsova, poi giocherò San Pietroburgo, Dubai, Doha, Indian Wells, Miamistats vinci friedsam

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Obbligo vaccinale per l’Australian Open? Parte il dibattito

Lo Stato di Victoria obbliga i lavoratori a vaccinarsi. Per ora gli sportivi provenienti da fuori dello Stato ne sono esclusi, ma con ogni probabilità non lo saranno a lungo: cosa faranno i tennisti scettici nei confronti del vaccino come Djokovic, Tsitsipas e Sabalenka?

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Novak Djokovic - Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

La strada verso il ventunesimo Slam per Novak Djokovic potrebbe trovare il suo primo ostacolo ancor prima che l’Australian Open inizi, e a porglielo davanti non sembra essere un collega tennista ma bensì il governo dello Stato di Victoria. Dal primo ottobre infatti è entrato in vigore un decreto che obbliga i lavoratori a dimostrare di aver ricevuto almeno una dose di vaccinazione contro il COVID-19 entro quindici giorni o verranno banditi dai luoghi di lavoro, in base alle nuove regole applicate dal governo statale. Quest’obbligo sul vaccino, come riporta il quotidiano australiano The Age, “è ritenuto uno dei più severi al mondo ed è stato accolto con favore da gruppi imprenditoriali ma messo in discussione da alcuni esperti di salute” e andrà a toccare ben oltre un milione di lavoratori, inclusi preti, personal trainer, giudici, e atleti che risiedono nello Stato. Inoltre si legge che “i lavoratori agricoli che sono nella lista hanno criticato la decisione, avvertendo che potrebbe portare a carenze di cibo e costringere gli agricoltori a lasciare il settore”. Ma cosa c’entra tutto questo col tennis e in particolare con un torneo previsto dal 17 al 30 gennaio 2022?

C’entra perché, seppur al momento gli atleti provenienti da fuori del Victoria siano esenti da questo mandato, ci sono voci consistenti su un ulteriore mandato ad hoc per gli sportivi che dunque potrebbe aver effetto sull’estate australiana e su tutti gli eventi che essa porta con sé. A seguire la vicenda con vivo interesse c’è ovviamente il direttore dell’Australian Open e CEO di Tennis Australia Craig Tiley, il quale, stando a quanto riportano i media locali, sta portando avanti negoziazioni confidenziali con il governo per trovare una soluzione che accontenti entrambe le parti. Il timore principale di Tiley è che un obbligo vaccinale possa portare all’esclusione di un numero troppo elevato di top player, ma a questa campana il governo dello Stato di Victoria non sembra voler dare molto ascolto.

Il Brisbane Times ha infatti riportato queste parole del Premier locale, Daniel Andrews: “Al virus non importa che lavoro una persona faccia. Che tu sia un membro del Parlamento o un giudice della Corte Suprema, se non ti vaccini correrai sempre lo stesso rischio di contrarre il virus e diffonderlo”. Riferendosi poi ai tennisti, ha dichiarato: “I titoli dello Slam non ti proteggono dal coronavirus”. Sembra dunque probabile che non ci saranno marce indietro sul tema, e che l’obbligo vaccinale per recarsi a Melbourne sia solo una questione di tempo.

 

Né il circuito maschile ATP né quello femminile WTA hanno esplicitamente espresso sostegno all’obbligatorietà vaccinale, ma entrambi gli organi incoraggiano fortemente i giocatori a farsi vaccinare. Il mese scorso l’ATP ha stimato che il 50% dei suoi giocatori fosse vaccinato, mentre la stima della WTA è di circa il 60%; alcuni report di giornalisti comunque rivedono al ribasso queste cifre portandole attorno al 30%. Quel che è certo è che parecchi tennisti, soprattutto negli ultimi tempi, hanno espresso il loro scetticismo sui vaccini, e tra tutti spiccano le parole del numero uno Djokovic, del numero tre Tsitsipas, e della neo-contagiata Sabalenka. Fortemente a favore invece c’è Victoria Azarenka, la quale durante lo US Open si auspicava al più presto un dialogo franco e aperto sul tema per risolvere il problema il prima possibile, e questa sembra proprio l’occasione giusta per intavolare la discussione. Di Slam ce ne sono quattro all’anno e per parecchi giocatori anche solo disputare il primo turno di uno di essi rappresenta una delle principali entrate economiche; fino a che punto dunque si è disposti a rinunciarci?

Al momento però l’obbligo vaccinale nel sud-est dell’Australia non si estende a questa categoria di lavoratori. Un portavoce del governo ha affermato che il governo nazionale e il Commonwealth stabiliranno regole per i viaggiatori vaccinati e non vaccinati, ma le regole per i partecipanti agli Australian Open sono ancora in fase di decisione. “Altri requisiti di vaccinazione per l’Australian Open e altri eventi saranno presi in considerazione da [l’unità di sanità pubblica del Victoria] come richiesto”, ha affermato il portavoce. Dunque nulla è stato deciso e c’è persino chi parla di quarantena per coloro che decideranno di presentarsi a Melbourne senza vaccino. Se non altro l’esperienza di quest’anno e dell’estenuante periodo passato in hotel per molti tennisti potrà esser un memento per prendere la decisione giusta prima di salire in aereo a dicembre.

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Australian Open, qualificazioni a Natale fra Dubai e Abu Dhabi? Per ora niente obbligo vaccinale

Secondo il Daily Mail, ai giocatori sicuri dell’accesso al tabellone principale verrà richiesto di volare a Melbourne già a dicembre

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Australian Open 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Con la pandemia ancora di là dal concludersi, Tennis Australia starebbe già finalizzando la pianificazione dell’Australian Open 2022 al fine di minimizzare il numero di giocatori che si recheranno a Melbourne: come nel 2021, le qualificazioni si dovrebbero infatti svolgere in Medio Oriente, come riporta il Daily Mail. Secondo il quotidiano britannico si giocherebbe negli Emirati Arabi Uniti, con gli uomini che giocherebbero ad Abu Dhabi (a gennaio erano volati a Doha, in Qatar) e le donne di nuovo a Dubai.

Le date saranno piuttosto diverse però. L’Happy Slam dovrebbe infatti tornare alla consueta collocazione nella seconda metà di gennaio (dal 17 al 30, per essere precisi, mentre la scorsa edizione si è giocata fra l’8 e il 21 febbraio), e questo significa che le qualificazioni saranno anticipate di conseguenza: il tabellone cadetto dovrebbe infatti svolgersi la settimana prima di Natale, con l’ultimo e decisivo turno in programma il 24. Dei voli charter provvederanno poi a portare i superstiti delle quali in Australia fra il 23 ed il 26, sempre di dicembre.

NATALE IN AUSTRALIA: NIENTE OBBLIGO VACCINALE?

Lo stacco fra la fine delle qualificazioni e l’inizio del torneo sarà quindi di tre settimane abbondanti. La ragione di questa separazione temporale è che ogni partecipante al torneo (qualificati e giocatori ammessi al main draw) dovrà trascorrere del tempo in una bolla che precederà l’inizio dei tornei di preparazione allo Slam, che dovrebbero tornare alla consueta suddivisione fra le principali città Down Under (Brisbane, Hobart, Adelaide, Sydney e Perth per l’ATP e il WTA Tour).

 

Questo significa che tutti i sopracitati dovranno volare in Australia durante le festività, probabilmente prima di Natale; questa volta, però, saranno in grado di allenarsi anche durante la quarantena, seppur in un ambiente rigidamente controllato – ricordiamo che la scorsa edizione è stata contrassegnata da una lunga serie di infortuni addominali che ha coinvolto anche Novak Djokovic e Matteo Berrettini.

Il Daily Mail ha confermato tuttavia che ci sarà una differenza sostanziale in termini di libertà fra vaccinati e non; anche se non sono arrivate specificazioni, sembra che la quarantena per chi ha (o avrà) ricevuto la doppia dose sarà decisamente più morbida. Sarebbero quindi smentite le voci su un obbligo vaccinale per chi vorrà giocare il torneo.

Queste decisioni arriva mentre Melbourne batte il record di Buenos Aires per il lockdown più duraturo: oggi sono 236 giorni dalle chiusure della capitale del Victoria che teoricamente dovrebbe riaprire i battenti il 26 ottobre, quando il 70% della popolazione locale dovrebbe aver ricevuto la doppia dose del vaccino.

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Steve Flink: “Osaka vincerà almeno 11 o 12 Slam”

Seconda parte del video di fine Australian Open con il Direttore Scanagatta, stavolta sul torneo femminile. Brady può vincere dei grandi tornei? C’è ancora speranza per il titolo N.24 di Serena?

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Naomi Osaka - US Open 2020 (via Twitter, @AustralianOpen)

La regina dell’Australian Open è per la seconda volta Naomi Osaka: la ventitreenne giapponese ha superato in finale Jennifer Brady, risultato che le è valso il quarto slam della carriera, tutti sul cemento, e sembra pronta a dominare il circuito, mentre la padrona di casa e attuale N.1 Ashleigh Barty non è riuscita a trovare il suo miglior tennis dopo un anno di stop, spegnendosi al primo momento di difficoltà. Questi sono alcuni dei temi che il direttore e Steve Flink hanno affrontato nella loro chat post-torneo. Di seguito il video:

00:00 – Ubaldo: “Steve, sono sicuro che tu non sia così sorpreso del fatto che abbia vinto la Osaka”. Flink: “No, non lo sono. Eravamo entrambi d’accordo che avesse ottime possibilità di vincere. Sta emergendo come la possibile dominatrice del circuito. Potremmo discutere di quanti Slam vincerà in carriera. Prima del torneo non era al top fisicamente per un piccolo infortunio, c’era qualche preoccupazione, ma ho sempre pensato che se fosse stata bene sarebbe arrivata in finale con ottime possibilità di vincere ed è andata così”.

01:55 – Ubaldo: “Osaka è stata in difficoltà una volta sola in tutto il torneo, con Muguruza quando ha dovuto salvare match point”. Flink: “Sicuramente è stato il match migliore del tabellone femminile. La spagnola ha giocato un grande match, ed è andata vicina a vincere. Per me la rimonta è stato merito di Osaka più che demerito di Muguruza. Credo sia stata spettacolare negli ultimi tre giochi dell’incontro, praticamente ingiocabile”. Ubaldo: “Sicuramente io mi aspettavo che Muguruza facesse qualcosa in più. Ha un po’ troppi alti e bassi, più di quelli che dovrebbe avere una vera campionessa. Lei del resto ha vinto degli Slam, ma nell’ultimo anno non ha fatto così bene. Hai ragione, tendo a credere che abbia commesso troppi errori gratuiti contro Osaka, anche se è vero che Naomi serve benissimo, tocca i 190 km/h, qualcosa che non riesce a molti uomini. Insomma, rispondere non è facile. Però quando hai match point e non li sfrutti forse un po’ di rimpianti li hai sempre. Osaka è stata aggressiva, ha approfittato delle opportunità che ha avuto, ma Muguruza forse è stata troppo conservativa”.

 

06:07 – Ubaldo: “Osaka è molto forte quando ha l’iniziativa, quando può comandare il gioco. Secondo me non lo è altrettanto quando deve difendersi”. Flink: “Sono d’accordo, ma è molto veloce, può migliorare molto nella difesa. Inoltre colpisce bene da entrambi i lati e ha un gran servizio. Ha un gran kick sulla seconda palla che spesso la toglie dai guai. Con questo servizio non vedo come non possa vincere Wimbledon prima o poi”.

09:15 – Ubaldo: “Parliamo ora di quello che Osaka può fare in carriera. Mats Wilander ha detto che può vincere tra i dieci e i quindici slam, se migliora sulla terra e sull’erba. Cosa ne pensi?”. Flink: “Sono d’accordo. Il mio pronostico è che possa vincere undici o dodici Slam, e mi sto tenendo stretto. Magari può diventare la Djokovic del circuito femminile. Non vedo perché non possa vincere diverse volte Wimbledon, e magari anche il Roland Garros un paio di volte. La vedo sicuramente andare in doppia cifra di Slam vinti e magari avvicinare Chris Evert e Martina Navratilova che ne hanno vinti 18”. Ubaldo: “Sono più ottimista sulle sue possibilità sull’erba piuttosto che su terra rossa. Sulla terra anche se servi forte ci sono difficoltà, lo abbiamo visto per Venus e Serena Williams. Bisogna muoversi bene, sapersi difendere, battere giocatrici forti sulla terra come può essere Halep”.

12.05 – Ubaldo: “Essendo un americano, e anche di quelli sciovinisti, ti aspettavi che Brady, la numero 26 del mondo, potesse centrare la finale dell’Australian Open dopo la semifinale a Flushing Meadows? Ora è numero 13 del mondo; non so tu, ma credo nessuno pensasse potesse fare un torneo così…” Flink: “Non sono rimasto scioccato, non mi aspettavo magari che arrivasse in finale, ma comunque ultimamente stava giocando molto bene sul cemento. Speravo che facesse bene, e dire che ha dovuto fare la quarantena per il discorso del Covid, ma si è ripresa molto bene, ha avuto un ottimo atteggiamento. Ha un diritto incredibile, poi una volta che è arrivata in finale contro Osaka si è fatta un po’ prendere dall’agitazione”. Ubaldo: “Sì, si è visto quando ha sbagliato quella palla del 5-5 sbagliando un diritto a un metro dalla rete. Un errore incredibile che l’ha un po’ scioccata perché poi ha perso i successivi due o tre game facilmente”. Flink: “Vedo Brady in grado di vincere due o tre Majors”.

16:34 – Flink: “Muchova ha fatto un grande torneo. Barty la stava distruggendo per 6-1 nel primo set, pensavo vincesse facilmente in due set. Poi Muchova ha interrotto il gioco uscendo dal campo e questo forse ha deconcentrato l’australiana. Ma per essere onesti in semifinale contro Brady ha dimostrato di essere forte, avrebbe potuto essere lei a vincere. Ma per Barty è stato un peccato perdere quel match in Australia, quando tutti speravano potesse vincere davanti al suo pubblico”. Ubaldo: “Barty è stata sfortunata perché avrebbe dovuto giocare davanti ai suoi tifosi ma ci sono stati quei cinque giorni di lockdown per il Covid”.

18:28 – Ubaldo: “Parliamo di Serena Williams. Ha lasciato la sala stampa, dopo aver perso con Osaka, dicendo che forse è stato il suo ultimo Australian Open. Credi sia così? Ha comunque battuto la Halep, la numero due del mondo, 6-3 6-3, prima di perdere contro la Osaka per 6-3 6-4. Ha anche battuto Sabalenka, che arrivava da una striscia di vittorie”. Flink: “Per me è stata una grande vittoria per Serena, perché Sabalenka è una delle giocatrici emergenti”. Ubaldo: “Quindi adesso dobbiamo capire se siamo alla fine della leggenda di Serena o se ha ancora la possibilità di raggiungere il ventiquattresimo Slam”.

Flink: “Ha fatto finale a Wimbledon e allo US Open nel 2018 e nel 2019, nel 2020 semifinale allo US Open perdendo in tre set da Azarenka, ora nel 2021 ha perso in semifinale da una super Osaka. Quindi non penso che sia così male. Ma Serena è stata troppo severa con sé stessa davanti ai microfoni. Dall’altra parte della rete ci sono anche le avversarie e sembra che, da come ha parlato, non fosse così forte quella con cui ha perso. Si è concentrata solo sul suo dispiacere e sui suoi errori. Però Osaka, se in finale allo US Open l’aveva sconfitta in un match tirato e pieno di controversie, stavolta l’ha battuta nettamente”.

25:30 – Ubaldo: “Però c’è anche un problema psicologico a mio avviso, sin da quando ha perso con Roberta Vinci allo US Open 2015. Da quella sconfitta e poi da quando è diventata mamma fatica perché vuole così disperatamente raggiungere il record di Slam di Margaret Court che ogni volta diventa troppo nervosa”. Flink: “In qualche modo sono d’accordo con il concetto che esprimi, da quel momento non è stata più la stessa Serena. Ma comunque è vicinissima al suo obiettivo. La questione è, può gestire la pressione nei match più importanti?” Ubaldo: “Come successe ad Edberg e Navratilova, ogni grande giocatore quando invecchia ha molti alti e bassi. Quindi Serena può giocare bene come ha fatto contro Halep e Sabalenka e poi meno bene quando serve davvero. La cosa più difficile è giocare sette match di fila al top del proprio livello”. Flink: “Sono d’accordo, ma credo anche che Osaka sia un’avversaria difficile per chiunque, in qualche modo ti intimidisce. Mi piacerebbe vederle di nuovo giocare contro, magari a Wimbledon. Sicuramente Osaka ha una grande fiducia avendo battuto Serena sia in finale che in semifinale Slam. Pensi che Serena centrerà mai il ventiquattresimo Slam?”. Ubaldo: “Secondo me no, perché non credo che riuscirà a mettere insieme sette match al livello a cui vorrebbe giocare. La miglior vittoria possibile che sogno per lei sarebbe vincere Wimbledon in finale contro Osaka”.

31:53 – Ubaldo: “Ci sono state grandi delusioni in questo torneo? All’inizio ci sono state alcune sconfitte sorprendenti, ad esempio quella di Kenin”. Flink: “Ha poi detto che non giocherà il prossimo torneo perché si è sottoposta ad appendicectomia. Sì, è stata una sconfitta spiacevole perché l’anno scorso ha vinto il torneo. Presto tornerà a competere, non sono preoccupato. Sicuramente aveva molta pressione perché difendeva il titolo dell’anno scorso, ma non era così probabile che potesse vincere per due anni di fila”.


Transcript a cura di Gianluca Sartori

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