AO interviste, Dimitrov: "Ho giocato molto e non ho avuto tempo per riposare, ma è quello che volevo"

Interviste

AO interviste, Dimitrov: “Ho giocato molto e non ho avuto tempo per riposare, ma è quello che volevo”

Australian Open interviste, terzo turno. R. Federer b. G. Dimitrov 6-4 3-6 6-1 6-4. L’intervista del dopo partita a Grigor Dimitrov

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Hai giocato con lui un paio di settimane fa. Come pensi che questo match sia stato diverso? Come pensi di aver giocato?
Penso che avrei potuto giocare un tennis migliore per tutto il match. Dopo il secondo set, ho perso un po’ di energia. Voglio dire, il mio obiettivo questa settimana in Australia era di giocare più match possibili. Ho giocato circa 10 partite. Ho ottenuto quello che volevo. Speravo di avere un risultato migliore. Non lo nego. Sconfitte come questa fanno sempre male, ma allo stesso tempo non ho giocato il match che volevo. Quindi, si, avrei potuto far meglio. Non mentirò, non ho giocato quei tipi di match a quel livello da un po’.

Penso di averti sentito dire che il braccio ti faceva male.
Solo il gomito un po’ infiammato. Come ho detto ho giocato molte partite. Non ho avuto molto tempo per rilassarmi. Sopratutto dopo Brisbane, sono andato a Sydney, ho giocato molto ogni giorno da martedì o mercoledì. Sono venuto direttamente qui dopo la finale, e ho giocato lunedì. Anche se mi sarebbe piaciuto un giorno di stop in mezzo, non è abbastanza. È stato necessario un po’ di tempo per riprendermi, per trovare la giusta tensione della mia racchetta. Ci sono un po’ di piccole cose che non sono al posto giusto. Sapevo di prendermi qualche rischio. E si, ho raggiunto quello che volevo venendo io in Australia. Quindi, continuerò a tenere la testa alta e a lavorare e giocare.

Complessivamente le cose stanno andando nella giusta direzione per te? Nel 2015 dal punto di vista del ranking le cose sono andate in un’altra direzione. Ma tu senti che ora stai andando nella direzione giusta?
Si, voglio dire, penso che lentamente i pezzi stanno tornando insieme. Ma senza dubbio quando perdi dei match
contro i giocatori al top, c’e molto che puoi vedere su cui devi ancora lavorare. Questo penso che sia positivo per il tuo team. È buono per vedere dove siamo in questo momento è su cosa dobbiamo lavorare. E, si, non ti devi scoraggiare nello stesso tempo. Non significa che perderò tutte le partite o niente del genere. Penso di aver giocato un buon tennis all’inizio dell’anno, e questo è importante. Ancora ci sono molti tornei. So che ogni partita è differente, gli avversari sono diversi. Ma al momento sono solo concentrato sul mio gioco e su quello che sto facendo.

 

Pensi che potrai cambiare la tua programmazione per concederti un po’ più di tempo libero?
Vedremo. In questo momento sto scendendo un po’ nel ranking. Ho perso molti punti. Quindi da un lato devo giocare per tornare a quei livelli di nuovo. Voglio dire, è qualcosa di cui parleremo con il team e vedremo di decidere quale torneo vogliamo giocare e dove vogliamo giocare nello stesso periodo . Non vuoi volare avanti e indietro ovunque. Ma, si, in questo momento il mio corpo va bene. Sono stanco penso solo mentalmente, più mentalmente che fisicamente, dove aver giocato per circa quattro settimane ora. Quindi ho bisogno di rilassarmi un poco e rivedere queste settimane e riflettere su ogni match è vedere cosa possiamo migliorare per andare più lontano.

Quando guardi indietro allo scorso anno e mezzo, vedi dove hai cominciato a perdere fiducia o dove qualcosa ha iniziato ad andare nel modo sbagliato?
Penso che ogni stagione impari qualcosa su te stesso, e senza dubbio molto riguardo al gioco. Il 2014 è stato un anno straordinario per me. Ma in un certo senso stavo solo cavalcando l’onda. Stavo ottenendo punti su punti giocando bene tutti i tornei e avevo tabelloni favorevoli. Quindi questo ha fatto un po’ di differenza. Poi, il 2015 è stata una stagione difficile. Ho avuto problemi con la racchetta, ho cambiato team. Tutti questi sono grandi fattori. La tua concentrazione scende. Ma posso solo imparare da questo.

Pensi che David Goffin possa disturbare il gioco di Federer?
Beh, è un gran giocatore. Conosco David abbastanza bene. Ha giocato un po’ di tempo con me. Ha molto talento. Chiunque gioca contro chiunque ha una possibilità. Non sai mai cosa succederà quel giorno. Può essere la tua occasione. Può essere il momento di cui giochi bene e vinci. Perché no? Quindi, penso che sarà un bel match, sicuramente.

Pensi che adesso con Franco (Davin ndr) hai più stabilità, una base solida su cui costruire?
Siamo partiti bene. Ci sono poche cose da mettere a posto. Sono concentrato sulle cose, qualsiasi cosa devo fare, ovunque devi andare ad allenarmi, palestra o qualsiasi altra cosa, sono qui solo per lavorare.

Giocherai a Sofia?
Al momento non sappiamo ancora dove giocheremo. Non siamo sicuri su cosa faremo dopo. Per me al momento è importante un po’ di riposo.

Guardando indietro avresti fatto qualcosa in modo diverso? Senti che era importante per te giocare tutti questi match?
No, no. In realtà è stata una delle poche volte che ho giocato un torneo prima di uno slam. Era da un po’ che non lo facevo. Non mi dispiace. Non rimpiango nessuna decisione che ho preso. Come ho detto volevo giocare molti match. Ne ho giocati molti. Ho perso da giocatori di qualità, due volte Roger, una Troicki. Questo è tutto.

Traduzione di Alessandra Montenero

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Roland Garros, Trevisan: “Non sento pressione. Il lavoro dell’anno scorso sta pagando”

8° successo consecutivo per Martina Trevisan: “Tutte queste partite ti mettono fiducia e calma nei momenti di difficoltà”. Sul legame col torneo: “Mai giocato con un pubblico come questo”

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Martina Trevisan - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

L’unica italiana impegnata oggi in singolare, Martina Trevisan, ha centrato l’ottava vittoria consecutiva battendo 6-3 6-4 Darai Saville e raggiunto per la seconda volta in carriera gli ottavi di finale al Roland Garros. Nella conferenza post-partita ha prima risposto ad un paio di domande in inglese, e poi si è dedicata alla stampa italiana.

Hai avuto molto supporto oggi in campo, più di quanto ti aspettassi?
MARTINA TREVISAN: Non proprio, non proprio. Normalmente non era così, ma oggi ce n’erano tanti e mi sono davvero divertita grazie al tra il pubblico di oggi. Mi hanno aiutato tanto mentre giocavo perché sentivo che ripetevano ‘Martina, Martina’, e mi dava tante energie.

Ho sentito la conferenza stampa di Saville e lei ha detto che all’inizio era un po’ sconvolta dal modo in cui la folla ti spingeva.
MARTINA TREVISAN: Sì, me l’ha detto anche durante la doccia negli spogliatoi. In realtà non so come spiegarmi questo legame col pubblico francese, ma mi piace tanto. Oggi è stato molto speciale. Non ho mai giocato con un pubblico come questo. Forse durante l’anno ho guadagnato la loro fiducia, quindi forse partita dopo partita mi seguono ed è per questo.

 

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

Come gestisci la pressione.
MARTINA TREVISAN: Non mi sento sotto pressione in questo momento, mi sto solo godendo il momento, sto solo giocando bene. Cerco di essere molto solida durante la mia partita. Quindi non sento alcuna pressione, mi godo solo il momento e nient’altro.

Che emozioni ci sono rispetto a quelle del 2020? Ora avrai più consapevolezza.
MARTINA TREVISAN: Sì, ho più consapevolezza, soprattutto più che in questo momento di per sé, in tutto l’anno del 2020 era tutto molto nuovo, mi sembra anche molto più grande rispetto ad adesso e mi sono goduta anche poco quello che ho fatto. L’anno passato è stato secondo me molto importante perché ho fatto tante esperienze sia a livello positivo che negativo, perché l’inizio dello scorso anno non è stato dei migliori, però ecco, credo di aver comunque continuato a lavorare e crederci. Questo è il risultato anche dell’anno scorso.

Ottima prestazione contro Saville, con che atteggiamento sei scesa in campo?
MARTINA TREVISAN: Ce l’eravamo preparata bene e sapevamo come affrontare il suo gioco consistente. La chiave è stata, quando possibile, andare avanti. Infatti c’è stato anche un momento in cui ci sono andata più volte e non ho fatto punto ma mi sono detto che era la cosa giusta da fare

Hai servito benissimo nei momenti in cui era necessario. Hai cambiato qualcosa. Il cambio in cosa è consistito? Nel lancio palla, impugnatura, rapidità di movimento?
MARTINA TREVISAN: Più sul movimento iniziale, prima era un po’ più corto e di conseguenza andavo molto su con la spalla e quindi arrivavo subito in un momento di tensione, ora sono più fluida e il movimento è più lungo. Ho lavorato con Danilo e ho fatto video-analisi.

Cosa ci dici di Sasnovich tua prossima avversaria, che ha battuto Kerber?
MARTINA TREVISAN: Anche lei una giocatrice molto consistente che gioca bene sia di dritto che di rovescio, usa molto bene il cambio di ritmo con una palla carica, si muove bene e quindi sarà una partita dura.

Sei a otto vittorie di fila, emotivamente quanto sei carica?
MARTINA TREVISAN: Tutte queste partite mi mettono fiducia e calma nei momenti di difficoltà; invece di viverli in maniera non positiva, non mi arrabbio. Anche perché prima della partita mi sono detto che avevo bisogno di energie e ho cercato di non perderle nei momenti di difficoltà, perché poi mi sarebbero serviti in quei momenti lì. Più che essere in fiducia credo di star vivendo bene i momenti di difficoltà.

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Swiatek non si nasconde “Sono pronta alle conseguenze di una sconfitta”

La n. uno del mondo Iga Swiatek continua la sua striscia di vittorie, e non ha paura delle prossime partite “Metto più pressione nelle avversarie”

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Iga Swiatek - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

La striscia di vittorie consecutive di Iga Swiatek non sembra in procinto di fermarsi, e la stessa tennista polacca che si presenta in conferenza stampa dopo il suo netto 6-0 6-2 ad Alison Riske è perfettamente consapevole delle sue possibilità. “Il solo fatto di vincere tutte queste partite mi ha dato molto fiducia ma sapevo anche che poteva buttarmi giù se non mi ci adattavo bene. Sì, sento di star usando la mia nuova posizione per mettere di più pressione sui miei avversari. Sono molto felice di poter “utilizzare” la mia striscia in questo modo. Sì sento che ho sempre più fiducia.“. A livello tecnico però la numero uno del mondo non sente che è cambiato troppo da prima di questo periodo di forma incredibile e adesso che sembra in grado di non perdere più. “Penso che tutto il lavoro che abbiamo fatto, anche la scorsa stagione, alla fine ha fatto clic in qualche modo. Sai, l’ultima stagione è stato un anno per me in cui ho davvero guadagnato così tanta esperienza. Quest’anno sento di starla usando nel modo corretto. […] Quindi penso che sia, sai, il lavoro fisico che ho svolto ma anche quello fatto con il mio psicologo, penso sia il lavoro anche di tutta la squadra. Sono contenta che tutto si stia mettendo insieme adesso.“.

Sempre sulla sua incredibile striscia di vittorie si soffermano le domande della conferenza stampa, anche normale visto che su un match che la polacca ha dominato in maniera netta non c’è moltissimo da dire. In questo caso però è più una riflessione sul contraccolpo psicologico che potrebbe avere un eventuale sconfitta, Swiatek però non ha paura. “No, sono pronta per questo, onestamente. Beh, lo dico fin dall’inizio che di sicuro arriverà il momento in cui perderò una partita, ed è normale, lo sai. Ho perso partite nel tennis per molto tempo. Di sicuro le cose che stiamo facendo bene ora sono piuttosto straordinarie, ma nel tennis solo una persona può vincere. (se perderò) Non ho problemi. Di sicuro non è divertente perdere, ma io penso che non sarebbe diverso da qualsiasi altra sconfitta, sai, nella mia carriera“.

Non manca la domanda su Rafa Nadal, idolo dichiarato di Swiatek e sostanzialmente oggetto di domanda in tutte le sue conferenze stampa, in questo caso per quanto riguarda l’influenza sul suo gioco e comportamento in campo. “Beh, lanciavo via spesso la racchetta da bambina. Sfortunatamente Rafa non era un’influenza così grande allora. Ma ho smesso quando io avevo tipo 15 anni […] certo, Rafa, è una grande fonte di ispirazione, ma non è come se stessi scrivendo su un taccuino esattamente come sta giocando e poi provo a fare lo stesso, perché, beh, prima di tutto, è un uomo. È piuttosto difficile per noi ragazze giocare come uomini, perché hanno più potenza, di sicuro. Però ho sempre voluto giocare in topspin, quindi penso che mi abbia influenzato in quel modo.“.

 

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Roland Garros: Leolia Jeanjean, i sogni che a volte ritornano

Dai contratti pubblicitari a 12 anni all’università negli USA. Ora l’exploit al Roland Garros: forse è arrivato il momento per inseguire il suo sogno di bambina

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Leolie Jeanjean - Roland Garros 2022 (foto Twitter @FFTennis)

Soprattutto in questo periodo di orrori quotidiani che invadono i notiziari giornalieri, c’è la tendenza di rivolgersi allo sport per trovare le cosiddette “feel good stories”, quelle storie che danno speranza e possono restituire un po’ di ottimismo. Quest’anno al Roland Garros è stata la 26enne francese Leolia Jeanjean (il cui cognome ha scatenato i social media contribuendo a creare qualche esilarante clip), che dopo essere stata una bambina prodigio tra i 12 e i 15 anni, si era allontanata dal tennis a causa di una sequenza di infortuni che l’avevano portata a cercare altre strade.

Arrivata prepotentemente sulla scena nazionale francese nel 2007 all’età di 12 anni, si era segnalata come il miglior prospetto del Paese tanto da essere trasferita al CNE (il Centro Nazionale di Allenamento) del Roland Garros e addirittura seguita da un coach personale. Da lì a poco erano arrivati contratti pubblicitari con Nike e Babolat, ma erano anche cominciati gli infortuni, compresa una tripla lussazione della rotula sinistra che l’ha poi costretta a subire un’operazione chirurgica nel 2011. Il ritorno veniva ritardato da altri guai fisici, tra cui una peritonite, ma la mancanza di risultati e la perdita del sostegno economico dei suoi sponsor e anche della Federazione Francese la consigliavano di tornare sui libri e di accantonare per il momento i suoi sogni di gloria nel mondo del tennis.

Dopo una pausa per frequentare l’università negli Stati Uniti, dove alla Lynn University e alla University of Arkansas ha conseguito una laurea in sociologia e giustizia criminale, oltre a un master in finanza e investimenti, nel 2020 ha deciso di riprendere la carriera professionistica partendo dagli ITF, il gradino più basso del circuito, raggiungendo la finale a Porto e a Croissy-Beaubourg e trionfando a metà aprile a Calvi, in Corsica. Entrata in tabellone al Roland Garros grazie a una wild card come n. 227 della classifica, ha raggiunto il terzo turno sconfiggendo la testa di serie n. 8 Karolina Pliskova (6-2, 6-2) proiettandosi intorno al 150° posto alla fine del torneo.

 

Non mi so spiegare quello che è successo – ha detto Jeanjean alla stampa francese – non credo di essermene ancora resa conto. Pensavo avrei perso al primo o al secondo turno, invece eccomi qua”.

Al primo turno aveva sconfitto la spagnola Parrizas Diaz (6-4, 6-3) e ora affronterà nei sedicesimi di finale la rumena Irina Camelia Begu, graziata giovedì pomeriggio durante la sua partita per aver ricevuto solamente un warning dopo che una sua racchetta lanciata a terra con stizza era andata a colpire un bambino sugli spalti.

Il suo allenatore attuale è Thomas Delgado (nessuna parentela con Jamie Delgado che ha allenato Murray e Shapovalov), fondatore dell’accademia “SmashIt Tennis” alle porte di Parigi. “Certamente non è una stupida – dice Delgado della sua allieva – il 90% di cose che le dico le conosce già, mi limito ad aggiungere qualche consiglio pratico. Ha una intelligenza tattica mostruosa, sa utilizzare tutti i colpi che ha al momento giusto, e ne ha davvero tanti”. Ha ricevuto anche i complimenti di Gilles Cervara, allenatore del n. 2 mondiale Daniil Medvedev: “Quello che sta facendo merita di essere sottolineato, anche se non la conosco personalmente. È la dimostrazione della forza mentale dell’essere umano e degli sportivi. È fonte di ispirazione per le altre persone”.

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