Le corde Lyon di Robin Soderling votate come “Newcomer of the year 2015”

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Le corde Lyon di Robin Soderling votate come “Newcomer of the year 2015”

Il tennista svedese Robin Soderling, ormai ritiratosi a causa dei postumi della mononucleosi che lo ha colpito nel 2011, da qualche anno ha fondato un proprio marchio, la RS-Tennis, azienda produttrice di accessori e materiale da tennis come palline e corde: le Lyon sono state elette come miglior nuova corda dell’anno dall’accreditato sito di incordatori Stringersforum.net

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Tramite il suo profilo Instagram, Robin Soderling ha comunicato la gioia nel ricevere dal sito di incordatori Stringersforum.net il riconoscimento “Newcomer of the year 2015 per la sua corda RS Lyon, votata, appunto, come miglior nuova corda.

Non è certamente la prima gioia che il tennista svedese ottiene dopo l’ufficializzazione del ritiro dal tennis giocato avvenuta nel dicembre scorso a causa dei postumi della mononucleosi che lo aveva costretto al ritiro dopo la finale del torneo di Bastad 2011 vinta contro David Ferrer, in quanto è notizia di un mese fa che le sue palline RS Black Edition saranno utilizzate nel circuito ATP già nel torneo di Memphis al via dal 6 al 14 febbraio.

Ora anche le corde, prodotte grazie all’esperienza acquisita da Soderling durante la sua carriera, potranno iniziare ad essere prese in considerazione dai top players. Queste le indicazioni dell’ex tennista svedese a riguardo: “Giocare con questa corda è favoloso, è morbida e confortevole per braccia e spalle. Io uso quella con calibro 1.25, raccomando la 1.20 per i tennisti più giovani e per i meno giovani. Perfetta per uso agonistico”.

 

Carlo Soldati

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Davidovich Fokina salta gli Australian Open

Il giocatore spagnolo, positivo al COVID-19 due settimane fa, ha ufficialmente rinunciato alla trasferta oceanica. Al suo posto dentro un lucky loser

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Alejandro Davidovich Fokina - Estoril 2019

Mancava solo l’ufficialità e infine è arrivata anche quella: Alejandro Davidovich Fokina ha dato forfait per gli Australian Open 2021. Il tennista spagnolo, risultato positivo al COVID-19 insieme al suo allenatore quattordici giorni fa, avrebbe comunque avuto la possibilità di recarsi a Melbourne nei prossimi tre giorni, tuttavia la prospettiva di altre due settimane di quarantena più tre giorni per allenarsi lo ha indotto a desistere. Fokina ha fatto sapere via Twitter di essere pressoché asintomatico mentre il suo coach ha rilevato solo sintomi lievi; in ogni caso si dice “soddisfatto di aver affrontato il virus senza complicazioni” ed è ora pronto per tornare ad allenarsi. In programma, nel caso molto probabile arrivino le wild card, per il 21enne n. 54 mondiale ci sono due Challenger e poi la stagione indoor europea.

Il ritiro del tennista spagnolo lascia inevitabilmente un posto vuoto nel tabellone principale dando la possibilità ad un lucky loser di subentrare. Se si dovesse far fede al sorteggio effettuato a Doha, il primo in lizza è Grégoire Barrère – tuttavia il giocatore francese al momento non si trova in Australia – e dopo di lui c’è il nome del bosniaco Damir Džumhur. In ogni caso si tratterà del terzo perdente fortunato ad accedere nel main draw del primo Slam stagionale, dopo il boliviano Hugo Dellien e il giapponese Taro Daniel.

 

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Matteo Berrettini in campo a Melbourne, si allena con Auger-Aliassime

Parla il coach Santopadre: “Oggi tutto è andato bene. Da domani lavoriamo sugli spostamenti. I tamponi? Quattro in cinque giorni”

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Matteo Berrettini e Vincenzo Santopadre (via Twitter, @UTShowdown)

Seppur a singhiozzi, gli allenamenti in preparazione all’Australian Open 2021 sono iniziati. Oltre al grave problema relativo ai 72 tennisti messi in isolamento, ieri si sono riscontrate anche delle difficoltà nei trasporti per coloro che invece possono recarsi ai campi, causando la cancellazione degli allenamenti mattutini. Nella seconda giornata invece tutto si è svolto regolarmente e ce ne ha dato conferma in esclusiva anche Vincenzo Santopadre, coach del n. 10 del mondo Matteo Berrettini. “Oggi per fortuna è andata molto bene, siamo riusciti ad allenarci. Il programma è stato rispettato quasi fino alla fine, a parte un po’ di ritardo con la trasportation. Abbiamo aspettato un’oretta in più nel circolo, nella stanza dove ci hanno fatto mangiare. Sono tutti molto, molto attenti; siamo proprio scortati da quando usciamo dalla stanza a quando torniamo dal circolo ha detto Santopadre.

Il partner del tennista romano, nella prima seduta di allenamento avvenuta dalle 17 alle 19 ora locale, è stato Felix Auger-Aliassime e lo resterà per le prossime due settimane. “Matteo ha fatto due ore di allenamento. L’ho visto bene sia mentalmente che fisicamente” ha fatto sapere Vincenzo. “Va considerato che quello fatto oggi è solo una ripresa e non ha forzato chissà quanto negli spostamenti. Avevamo concordato con [Frédéric] Fontang, l’allenatore di Auger, di fare questo tipo di lavoro perché era il primo allenamento dopo giorni che Matteo era rimasto ‘fermo’. Da domani sicuramente inizieremo a spingere di più, a fare qualche spostamento e magari qualche punto”.

Nonostante Berrettini fortunatamente faccia parte di quel gruppo di tennisti ai quali è concesso uscire dalla stanza per cinque ore al giorno (due di allenamento, due in palestra, e una per spostamenti e mangiare), non è facile convivere e adattarsi a questa routine. Stando alle parole del suo coach però pare che Matteo se la stia cavando. “Anche mentalmente l’ho visto bene, considerando la situazione” ha ammesso Santopadre, il quale poi ha rivelato qualcosa in più sulla questione tamponi. “Le restrizioni sono cadenzate con una rigidità impressionante. Per quanto riguarda i tamponi, oggi mi hanno fatto il quarto in cinque giorni. La frequenza è elevata“. Quest’ultimo commento detto non in maniera critica, bensì come segno di apprezzamento verso i controlli rigidi ma necessari.

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Australian Open, l’appello di Vika Azarenka ai colleghi: “Abbiate rispetto e siate più sensibili”

L’ex n. 1 del mondo si rivolge al mondo del tennis con un accorato messaggio. Ai media chiede “più consapevolezza sul loro impatto” e ringrazia la comunità locale

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Vika Azarenka - Cincinnati 2020 (via Twitter, @CincyTennis)

Il terzo Slam della storia disputato in regime di COVID-19 si sta rivelando di gran lunga il più difficile in termini di organizzazione, e la difficoltà nell’accontentare i tennisti sempre avvezzi a mille comodità sta rendendo tutto ancora più complesso. Con oltre 70 tennisti obbligati all’isolamento in albergo per 14 giorni, la disparità che si verrà a creare una volta che tutti scenderanno in campo sarà evidente. La frustrazione di alcuni giocatori coinvolti li spinge addirittura a paragonare la loro condizione ad una prigione, ma per fortuna ci sono ancora alcune voci che cercano di ricondurre tutti alla ragione. La più autorevole in tal senso è quella di Vika Azarenka, inclusa nella lista dei 72 tennisti costretti alla quarantena rigorosa. La bielorussa, vincitrice in Australia dei suoi due titoli Slam in singolare (2012-13), ha rivolto un appello ai suoi colleghi cercando un’unità e una coesione sempre carente nel mondo del tennis.

“Cari giocatori, allenatori, entourage e membri della comunità australiana. Vorrei rivolgermi per un momento ai miei colleghi e al mondo dei media in giro per il mondo. In quest’ultimo periodo ci sono stati momenti difficili per molti di noi e non ci aspettavamo di finire nella situazione in cui siamo adesso. Stare in quarantena stretta per 14 giorni è molto dura da accettare, considerando tutto il lavoro che ognuno di noi ha profuso durante la off-season per prepararsi al primo Slam dell’anno. Io capisco tutta la frustrazione e i sentimenti di ingiustizia che si sono generati e che ci stanno travolgendo.

 

Ci troviamo in una pandemia, nessuno ha delle chiare istruzioni su come darsi da fare rendendo al meglio e senza sbavature; lo abbiamo visto bene lo scorso anno. Certe volte le cose accadono e bisogna accettarle, adattarsi e andare avanti! Io vorrei chiedere cooperazione a tutti i miei colleghi, vorrei chiedergli comprensione ed empatia per la comunità locale che ha superato delle restrizioni altrettanto dure che gli erano state imposte. Vorrei chiedere ai miei colleghi di essere sensibili anche con le persone che hanno perso il lavoro e i loro cari durante questo periodo orribile. Vorrei chiedergli di avere rispetto per le persone che lavorano senza sosta per cercare di renderci la vita più semplice.

Vorrei chiedere gentilmente ai media di avere più consapevolezza sull’impatto e l’influenza che arrecano alla situazione e alla gente. Vorrei che le persone di questa comunità sappiano e capiscano quanto noi abbiamo come massima priorità la salute di tutte le persone. Infine, vorrei che ci supportassimo a vicenda tra di noi il più possibile. Le cose vengono sempre più facili quando ci si trova in un ambiente compassionevole e si lavora insieme. Ancora una volta ringrazio tutti per i loro sforzi mentre continueremo ad andare avanti affrontando i prossimi giorni e le prossime settimane. Grazie. Vika”

Molto più sintetica ma altrettanto efficace è stata invece Anastasia Potapova. La tennista russa classe 2001, sempre su Twitter, ha commentato così l’attuale situazione:Voglio solo ringraziare tutti gli australiani che sono stati in quarantena per 5-6 mesi da marzo, così da darci la possibilità di giocare gli Australian Open 2021“.

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