ATP Montpellier: Gasquet si conferma principe dell’Open Sud de France

Il rientrante Richard Gasquet approfitta di un lungo passaggio a vuoto per vincere sei game di fila a cavallo dei due set e sconfiggere Paul-Henri Mathieu nella finale tutta francese dell'ATP 250 di Montpellier

Di Raoul Ruberti
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[1] R. Gasquet b. P.H. Mathieu 7-5 6-4 (dal nostro inviato a Montpellier)

stat gasquet

Delle quattordici bandiere appese al tetto della Park&Suites Arena di Montpellier, a rappresentare partecipanti di altrettanti paesi, ne è rimasta solo una: quella dei padroni di casa. Ci si aspettava di vedere protagonisti dell’ultimo atto due dei molti top 20 francesi in gara, già detentori di più titoli ATP. E in effetti è ciò che accade. Il punto è che gli ultimi titoli di Paul-Henri Mathieu il finalista inaspettato, risalgono al 2007 e il suo best ranking (12) all’anno successivo. Una breve ma sentita celebrazione dello scomparso Patrice Dominguez, ex tennista di successo e direttore del torneo dalla sua creazione al 2015, e i giochi hanno inizio.

Inizialmente spiazzato, Richard Gasquet trova con più facilità gli angoli, trasformando l’iniziale sfida di sciabola in una di fioretto e rimontando da 0-3 a 3-3. Il primo a rallentare lo scambio è punito, puntualmente, da un immediato vincente dell’avversario. Mathieu però conferma la sua storica difficoltà nel matare gli incontri, perdendo a zero il game in cui si trova a servire per la conquista del primo set e cedendo i successivi cinque. Un blando misto di colpi discreti, errori evitabili e attacchi non del tutto efficaci da parte di entrambi porta avanti l’incontro. L’unica possibilità per PHM è trovare soluzioni che Gasquet non riesca ad ammortizzare, ma la ricerca produce troppi errori e nel frattempo la testa di serie numero 1 rimanda dall’altro lato palle alte e lente, nell’attesa dell’occasione giusta per colpire. Davanti a un divario di ormai un set e un break la tensione si abbassa e Mathieu, pur non rendendosi pericoloso, torna perlomeno a conservare i turni di servizio. Paulo non si arrende e sul 3-4 trova palle per il controbreak su due seconde troppo morbide dell’avversario. Ma Gasquet sfodera nell’ordine un vincente lungolinea, una palla corta e una volée a braccio fermo, forse a mostrare che in caso di necessità è in grado di estrarre dal cilindro uno qualsiasi dei suoi giochi di prestigio. Persino i nastri sembrano aver giurato fedeltà al tre volte campione dell’evento (fino al 2009 tenutosi a Lione), quasi a voler sottolineare l’inevitabilità della conclusione. Un piccolo brivido nell’ultimo game, con un doppio fallo che porta Richard 0-30, e poi l’epilogo annunciato. Gasquet solleva il tredicesimo trofeo della sua carriera, staccando così Simon e Tsonga, e si impone da solo al secondo posto della classifica dei francesi più titolati della storia ATP, dietro a un Yannick Noah irraggiungibile a 23.

 

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