ATP Miami: Thiem vince e si regala Djokovic. Pouille sorprende Ferrer

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ATP Miami: Thiem vince e si regala Djokovic. Pouille sorprende Ferrer

A Miami via ai sedicesimi di finale con Dominic Thiem che si libera facilmente del qualificato giapponese Nishioka. Goffin lascia solo 2 giochi a Troicki. Vittoria in 2 set per Djokovic contro il portoghese Sousa. Tomas Berdych è costretto al terzo set dall’americano Steve Johnson così come Gilles Simon nel match contro Marin Cilic. Continua il sogno di Horacio Zeballos che da Lucky Loser approda agli ottavi superando Verdasco al tie-break decisivo. Gasquet domina il derby con Benoit Paire. Nell’ultimo match di giornata Pouille rimonta ed elimina Ferrer

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[1] N. Djokovic b. [33] J. Sousa 6-4 6-1 (Federico Carducci)

Novak Djokovic raggiunge gli ottavi di finale del Master 1000 di Miami superando in 1 ora e 18 minuti il 26enne portoghese Joao Sousa per 6-4 6-1. Nonostante il punteggio severo non è stata una partita semplice per il numero uno del mondo, che ha trovato sulla sua strada un avversario in grado di fare partita quasi pari per buona parte del primo set, grazie ad una tattica di gioco aggressiva, basata sopratutto su una ricerca quasi esasperata del dritto da entrambi i lati del campo.
Inizio di match molto equilibrato, con entrambi i giocatori che mantengono i propri primi due turni di servizio senza difficoltà. I primi scossoni arrivano nel quinto gioco, durato quasi 7 minuti, con Sousa costretto ad annullare una palla break prima di salire sul 3-2. Djokovic, tuttavia, non si perde d’animo per l’occasione mancata, e anzi piazza un parziale di 8 punti ad 1 che gli consente dapprima di difendere il proprio turno di battuta, poi di strappare il servizio all’avversario e andare a condurre 4-3.

Il numero 1 del mondo, con il servizio a favore, sembra avviato a conquistare la prima frazione, ma Sousa non la pensa cosi: scappa subito 0-30, viene agganciato da Djokovic sul 30-30, ma si procura una palla break che Nole annulla con un ace di seconda. Dopo due palle del 5-3 non concretizzate dal serbo arrivano altre due palle break per il numero 38 del mondo, anche queste vanificate grazie prima ad un servizio vincente e poi ad un altro ace. Questo ottavo gioco è però interminabile: terza occasione di 5-3 per Djokovic prima, e quarta occasione di break per Sousa che riesce, finalmente, a concludere il game ed impattare sul 4-4 dopo 17 punti e quasi 12 minuti.
Altrettanto intenso è il nono gioco: Sousa sale 30-0, ma subisce tre punti consecutivi che lo costringono a difendere una palla break. Missione compiuta dal giocatore lusitano, che poi si procura ben 4 occasioni per concludere il game a suo favore. Djokovic, però, innalza decisamente il livello del suo gioco e strappa, per la seconda volta consecutiva, il servizio all’avversario per poi chiudere il primo set nel game successivo.

 

Il secondo set si apre con Djokovic si procura subito 3 palle break, ma Sousa in un ultimo sprazzo di orgoglio le annulla e si porta sull’1-0. Qui finisce la partita ed inizia il monologo del numero 1 del mondo che piazza 6 game consecutivi e chiude la contesa. Nel prosimo turno il serbo affronterà l’austriaco Dominic Thiem in quella che sarà la sfida tra i due giocatori più vincenti in stagione, avendo entrambi ottenuto 24 successi.

 [18] G. Simon b. [11] M. Cilic 6-3 6-7(4) 6-3 (Giovanni Vianello)

In una partita non sempre piacevole a vedersi, ma se non altro molto combattuta nel punteggio, Gilles Simon, di ranking inferiore ma probabilmente più adatto al lento cemento di Miami rispetto al suo avversario, ha la meglio di Marin Cilic in tre set. Il croato può rammaricarsi di aver servito male nel primo set, fatto che ha consentito al francese di prolungare gli scambi, terreno in cui Gillou, nettamente migliore sotto il profilo atletico, è finito per prevalere nella gran parte dei casi. Cilic era anche partito bene, operando un break nel primo gioco del primo set, ma ha immediatamente concesso il contro-break a 15 in un game in cui non ha messo nemmeno una prima. Il primo parziale ha poi seguito i servizi fino al 4-3 per Simon, quando quest’ultimo ha strappato il servizio all’avversario ed ha poi confermato il break, aggiudicandosi quindi il primo parziale 6-3.

Nei primi tre giochi del secondo set si vede un buon Cilic, finalmente preciso al servizio e più propositivo da fondo, così il punteggio della seconda frazione è inizialmente di 3-0, ma poi il croato accusa nuovamente un black-out e così Simon porta lo score a 3 pari. Seguono giochi in cui si alternano scambi spettacolari ad altri piuttosto noiosi ed il set si conclude al tie-break, che vede Marin vincitore per 7-4. Il terzo set è equilibrato fino al 3-2 per Simon, a questo punto arriva uno scambio di 25 colpi che spezza le gambe a Cilic, che concede un break che si rivelerà decisivo. Simon arriverà poi ad essere avanti 5-2 ed avere i primi due match-point su servizio Cilic sul 15-40 dell’ottavo gioco, ma qui il croato mette in campo l’orgoglio e prima annulla le due palle-incontro e poi si porta 0-30 su servizio del francese sul 5-3, rischiando di riaprire la partita, ma quest’ultima fiammata non basta, Gillou si salva e si aggiudica la partita.

Match decisamente orientato dalla lentezza della superficie, ma anche dalla scarsa propensione al gioco d’attacco mostrata oggi da Marin, che avrebbe dovuto impostare la partita sui binari degli scambi corti per provare a superare un avversario sempre brillante strategicamente come Simon, che invece è stato bravo a recuperare su molte accelerazioni del croato e ad approfittare dello spropositato numero di gratuiti (le statistiche ufficiali ne elencano addirittura 57) di Cilic. Al prossimo turno per Simon il vincitore di Ferrer-Pouille.

 [7] T. Berdych b. [31] S. Johnson 6-3 6-7(6) 6-3  (Emmanuel Marian)

Tomas Berdych, che a Miami vanta due semifinali nelle ultime due edizioni,  fa il suo esordio nel torneo al terzo turno, avendo sin qui sfruttato un bye e un ritiro, quello di Rajeev Ram, per avanzare in tabellone. Il ceco parte com’è ovvio favorito contro Steve Johnson, che al secondo turno ha eliminato Sascha Zverev evitando così il terzo incontro tra il numero 7 del mondo e la stella nascente tedesca nel giro di poco più di un mese.

A Miami è ancora mattino, ma i due paiono reduci dal pranzo pasquale: la partita è sonnolenta e la prima mezz’ora scorre in bianco e nero senza particolari sussulti; i turni di servizio vengono protetti con relativo agio e Johnson, che ha in mente un piano tattico ben definito, tiene senza particolari problemi. Il tennista di Orange cambia appena può sul lungolinea destro tentando costantemente di destabilizzare Berdych, punzecchiandolo altresì con continue variazioni e cambi di ritmo. Tutto funziona fino all’ottavo game quando Johnson, non certo un cultore della materia, manda lunghi due back di rovescio e commette un doppio fallo regalando le prime palle break dell’incontro. La seconda è quella buona per creare il primo strappo: Johnson serve una rischiosa seconda sulla riga, ma in uscita dal servizio manda in rete l’aggressiva risposta di Berdych, che nel gioco successivo chiude il set al servizio.

Il secondo set ha un andamento bizzarro: l’equilibrio in campo, ormai giunto al parossismo, è inversamente proporzionale all’intensità del match, calata non poco. I primi quattro game durano qualcosa come 25 minuti e le palle break fioccano: Berdych ne sciupa tre nel primo gioco, Johnson due nel secondo, il ceco un’altra nel terzo e l’americano addirittura quattro nel quarto, ma nessuno riesce a trasformare. Si giunge all’undicesimo game e la testa di serie numero sette, chiamata a servire per andare al tiebreak, dal 40-0 commette un doppio fallo e vede Johnson trasformarsi in un passatore clamoroso, trovandosi a fronteggiare due set point che annulla aggrappandosi alla combinazione servizio-dritto. Si gioca un tie break che viene deciso da un unico mini break, realizzato da Johnson sul 7-6 al terzo set point grazie a un dritto d’attacco in corridoio del ceco.

Il match pare a questo punto poter girare e prendere una piega clamorosa, perché il primo gioco del set decisivo, lottatissimo, racconta di un Johnson capace di issarsi due volte a palla break, ma Berdych si salva e la partita, per la testa di serie numero 31, finisce lì. Il ceco non regala più nulla in battuta e nel quarto game, riuscendo finalmente a comandare con i piedi ben piantati dentro al campo, si procura tre consecutive palle break per andare sul 3-1 e alla terza occasione, grazie a un drittone  all’incrocio delle righe, trasforma e non si guarda più indietro: l’incontro si conclude dieci minuti più tardi quando Johnson manda sul nastro una palla corta dopo due ore e quarantatré minuti di discreta lotta.

Berdych, che ha realizzato 16 ace e convertito l’83% di prime palle in campo, passa soffrendo molto più del previsto: agli ottavi di finale troverà il vincente del derby francese tra Richard Gasquet e Benoit Paire.

[14] D. Thiem b [Q] Y. Nishioka 6-2 6-2 (Raoul Ruberti)

Dominic Thiem al terzo turno si aspettava di trovare Feliciano Lopez, e con lui se lo aspettavano un po’ tutti coloro che nei giorni scorsi avevano dato una rapida occhiata al tabellone del torneo. Il mancino spagnolo, però, è stato sconfitto all’esordio, oltre che dal clima soffocante di Miami, da un altro mancino, Yoshihito Nishioka.

Giunto fino a questa sfida dalle qualificazioni, il giapponese non mostra particolare soggezione: il suo tennis è pratico, concreto, mette pressione in risposta e non lesina qualche guizzo (una contro-palla corta e un passante di dritto, ad esempio, colgono Thiem disattento). Lo stimolo costringe Dominic a svegliarsi e a iniziare a spedire oltre la rete palle più intelligenti, piene di rotazione e dal rimbalzo alto, per neutralizzare i colpi tesi dell’avversario. Così, grazie a qualche gratuito di Nishioka, il break di vantaggio arriva. E subito dopo anche il secondo, con il primo set che va in archivio dopo mezz’ora e un minuto.

La distanza tra i due tennisti in campo – che nei primi game non lasciava trasparire le 110 posizioni di differenza nel ranking ATP – è divenuta via via più ampia ed è soltanto con sudore che Nishioka riesce a tenere il primo game di servizio del secondo set. Thiem però, nonostante le sporadiche difficoltà incontrate quando l’avversario riesce ad appoggiarsi sulle sue accelerazioni e togliergli il tempo di preparazione del dritto (attorno al quale ruota molto, preferendo lo  sventaglio al rovescio), prosegue senza mai commettere errori fatali e strappa ancora due volte la battuta senza concedere mai palla break. Al momento di servire per il match il tennista di Kitzbuhel va sotto 0-30, ma con un paio di discese a rete – alla fine saranno 18, con 13 punti conquistati – risale fino a 40-30. Lì, con un potente dritto da fondo, spinge per un’ultima volta Nishioka fuori dal campo e definitivamente dal torneo.

[15] D. Goffin b. [19] V. Troicki 6-1 6-1 (Giovanni Vianello)

Un ottimo David Goffin elimina dal torneo un praticamente inesistente Viktor Troicki lasciandogli solo due game, uno per set. Il belga ha letteralmente dominato dall’inizio alla fine dell’incontro, a cominciare dal primo game del primo set, in cui trova subito un break a quindici. Goffin tiene poi il servizio nel game successivo nonostante conceda il 30 pari. Nel prosieguo del set, Troicki terrà solamente un servizio, sul 4-0 in suo sfavore, mostrandosi impotente di fronte alle geometrie ed alla costanza del belga.

Il secondo set ha avuto simile andamento, anche se c’è stato un momento in cui la partita è sembrata potersi riaprire. Il momento in questione è stato sul 2-0 in favore di Goffin, quando il belga ha salva una palla break (l’unica del match contro di lui) sul 30-40 in un prolungato scambio da fondo. Goffin ha poi tenuto il proprio turno di servizio ai vantaggi. Da qui in poi riprende il monologo belga, che, a voler trovare il pelo nell’uovo, spreca dei match point sul 5-1, chiudendo ad ogni modo 6-1 anche la seconda frazione.

Prestazione incoraggiante per il belga, che in ottavi avrà Verdasco o Zeballos, belga che è stato costantemente aggressivo da fondo e non ha sbagliato quasi niente. Molto deludente invece la performance di Troicki, che si è mostrato inefficace in fase di contenimento ed ha quasi sempre sbagliato le accelerazioni. Per gli amanti delle curiosità, da segnalare il punto sul 4-0 30 pari del secondo set, punto che ha visto Goffin a rete prodursi in una forse fortunosa volee estremamente tagliata che è rimbalzata prima nel campo avversario e poi è tornata nel campo di Goffin, con Troicki che è saltato nel campo avversario per colpire la palla, ma il punto è andato al belga per invasione.

[10] R. Gasquet b. [20] Paire 6-3 6-0 (Bruno Morobianco)

Richard Gasquet vince il terzo incontro su tre contro il connazionale Benoit Paire, in una sfida che mancava da Monte Carlo 2013 e si qualifica agli ottavi di Miami dove incontrerà Tomas Berdych.

Partita vinta senza troppi patemi e in meno di un’ora per il numero 1 di Francia, che ha visto vinto in questo avvio di stagione il 250 di Montpellier, e che si dovrebbe confermare ad alti livelli anche in questo 2016 alla ricerca del pass valido per le Finals londinesi di fine anno.

L’incontro ha avuto un senso di interesse solo nel primo set , fino a quando Paire è stato capace di reggere il confronto fino al sesto gioco quando ha perso il servizio alla prima e unica palla break concessa. Gasquet, successivamente, ha dovuto solo gestire il suo turno di servizio per aggiudicarsi il primo set, vinto in 33 minuti, al primo set point utile nonostante Paire abbia provato a strappare il servizio. E dire che tra i due quello che sembrava soffrire il caldo torrido di Miami sembrava proprio Gasquet.

Il secondo set è iniziato con un immediato break a favore di Gasquet in un game perso ai vantaggi in cui  Benoit Paire ha lottato ma non al punto di difendere il suo servizio e perdendo immediatamente il game  è andato completamente in pieno black-out mentale, beccandosi un 6-0 che non lascia spazio ad alcun alibi. Purtroppo le attese della vigilia che lasciavano presagire a un incontro equilibrato e pieno di contenuti tecnici sono svanite perché il secondo set è scivolato via in 25 minuti disputatosi più per forma che per sostanza.
Il torneo di Miami inizia a entrare sempre più nelle fasi calde e la sfida contro Berdych sarà un test di prova importante per capire quale stagione disputerà il francese per centrare il prestigioso appuntamento di fine anno londinese.
L. Pouille b. [8] D. Ferrer 6-7(1) 7-6(4) 7-5 

Arriva dal francese  Lucas Pouille, la sorpresa di giornata a Miami. Il francese, numero 88 del mondo, batte la testa di serie numero 8 del tabellone, David Ferrer in 2 ore e 45 minuti di gioco. E pensare che il match si era messo subito in discesa per il buon David, che vola 4-1 nel primo set prima di farsi rimontare sul 4-4 e sudare le proverbiali sette camicie per portare il set al tie break. Qui lo spagnolo cambia marcia e incamera il parziale per 7 punti ad 1.

Nel secondo set Pouille non demorde. Serve molto bene, ottiene punti facili con la prima di servizio e non disdegna qualche interessante discesa a rete. Ferrer non riesce ad essere propositivo in risposta e sembra meno reattivo rispetto al primo set. Non a caso è lui per primo a subire il break sia nel primo che nel terzo gioco, ma il francese non riesce mai a consolidare il vantaggio nel turno di battuta. Si arriva così ad un secondo tie break, che vede un grande equilibrio sino al 4-4, quando Pouille a campo aperto e a due passi dalla rete mette a segno un dritto clamoroso baciato dal nastro. E’ lo spartiacque del set, Ferrer non mette a referto punti ed il francese trascina la partita al terzo.

Come nel secondo set, anche nel parziale decisivo Pouille parte bene strappando subito la battuta nel primo game. Dopo l’immediato controbreak, Il francese adopera di nuovo il sorpasso nel terzo gioco e si porta con grande merito sul 5-4 e servizio. Qui arriva un passaggio a vuoto che permette per un istante a Ferrer di tornare in partita. Ma lo spagnolo questa sera è troppo falloso (41 errori gratuiti a fronte di soli 21 vincenti) e perde nuovamente il servizio. Pouille, nel gioco successivo, questa volta non trema e approda agli ottavi di finale per la seconda volta in carriera in un Masters 1000. Troverà il connazionale Gilles Simon, vincitore in tre set di Cilic.

Risultati:

[7] T. Berdych b. [31] S. Johnson 6-3 6-7(6) 6-3
[1] N. Djokovic b. [33] J. Sousa 6-4 6-1
L. Pouille b. [8]D. Ferrer 6-7(1) 7-6(4) 7-5
[LL] H. Zeballos b. F. Verdasco 1-6 6-4 7-6(4)
[10] R. Gasquet b. [20] B. Paire 6-3 6-0
[18] G. Simon b. [11] M. Cilic 6-3 6-7(4) 6-3
[14] D. Thiem b. [Q] Y. Nishioka 6-2 6-2
[15] D. Goffin b. [19] V. Troicki 6-1 6-1

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Taylor Fritz, un altro passo verso l’alto: “Quando gioco sotto pressione mi sento più motivato. In partita penso solo a cosa migliorare”

Il n.1 americano invita a non sottovalutare i tabelloni: “Non sono più aperti, erano i Fab 4 ad essere inarrivabili”

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Taylor Friz - Montreal 2022 (foto Twitter @OBNmontreal)

Questo 2022, come già abbiamo potuto constatare nell’analisi di Andrea Mastronuzzi, sta sancendo un ritorno ad alti livelli del tennis a stelle e strisce. E questa rinascita sta passando in buona parte per le mani e il cuore, arma che spesso si è rivelata importante o fatale, di Taylor Fritz. Infatti l’americano, con la vittoria in rimonta di ieri su Rublev, si è guadagnato il terzo quarto di finale dell’anno a livello Master 1000 (vinto a Indian Wells, perso a Montecarlo), potendo così avvicinare ancor di più lo sguardo verso i primi 10. E con questa consapevolezza, con gioia e visione rosea sul futuro, si presenta in conferenza stampa.

Il tabellone completo dell’ATP di Cincinnati

D: “Come trovi l’equilibrio tra voler migliorare il tuo ranking e…

 

Fritz: “Penso che le persone parlino di questo senza pensare perché li rende nervosi, e forse non si comportano altrettanto bene. Penso di esibirmi altrettanto bene o meglio sotto pressione. Quindi, quando guardo la classifica oggi e vedo che Rublev stava perdendo punti, e vincendo questa partita poi posso andare davanti a lui, quindi vincere o perdere ha un grande impatto, non mi dà fastidio per niente. Anzi mi motiva ancora di più“.

D: “E come funziona ciò quando perdi il primo set? Cosa succede alla tua mentalità a quel punto?

Fritz: “Una volta che sono in partita, non penso a questo genere di cose, ma solo alla partita. Voglio dire, dal punto di vista mentale, si trattava solo di analizzare perché avessi perso il set, quali erano le cose di cui avevo bisogno, che stavano lavorando e che ho fatto bene, che in realtà non ho bisogno di cambiare nel prossimo set, e quali cose volevo cambiare. Quindi sono solo nella partita e analizzo quello che è andato storto per me, cioè non molto: ho giocato due brutti punti nel tie-break, ma mi sentivo come se fossi diventato un po’ passivo, perché lui stava facendo degli errori, quindi ho iniziato a giocare un po’ più sicuro, e non mi sembrava il posto giusto. Quindi la strategia uscita nel secondo è stata solo di mantenere facendo le stesse cose che stavo facendo al servizio, continuare a tenere il servizio ed essere molto più aggressivo sui colpi, non lasciare che avesse così tanto tempo per prepararsi e sentirsi comodo negli scambi“.

D: “L’anno scorso di questi tempi eri fuori dai primi 40, e hai avuto alcune sconfitte al primo turno allo US Open. Quanto ti senti diverso come giocatore e come persona?

Fritz: “Stavo giocando piuttosto male l’anno scorso (sorridendo). È strano, perché l’anno scorso ho iniziato a giocare a tennis davvero bene quando abbiamo giocato così tardi, verso la fine dell’anno, come ad ottobre ad Indian Wells, un po’ dove tutto ha iniziato a cambiare per me. Ho iniziato a prendere confidenza, giocando davvero bene. Fino al a quel punto, la mia classifica era scesa di molto, ero tipo 40 al mondo, ma in realtà non pensavo di aver giocato così male per tutto l’anno, in realtà attualmente mi ci sono messo io ad arrivare più in fondo ai tornei, ho fatto vari ottavi Masters, un sacco di semifinali di 250. Era come se stessi perdendo un sacco di partite importanti, ma mi sentivo come se mi stessi dando di più opportunità rispetto a prima. Quindi, fortunatamente, da quell’Indian Wells dell’anno scorso, ho capitalizzato e sono migliorato molto nel giocare quelle partite. Mi sono avvicinato a questo periodo quest’anno come se lo avessi giocato davvero male negli anni passati, ma mi sento solo un altro giocatore“.

D: “Cosa hai imparato sull’andare in fondo in questi grandi eventi, e cosa devi fare fuori dal campo per assicurarti di poterlo fare costantemente?

Fritz: “Sono un paio di cose diverse. Sono cresciuto molto come giocatore, in realtà sono molto migliore di prima. Penso che aiuti anche il fatto che non ci siano questi blocchi stradali nel modo, come quando avevo 18, 19, 20 anni, che quando vinci due partite a un Master, e non sei testa di serie, ti è praticamente garantito giocare contro Roger, Rafa, Andy, Novak, all’epoca praticamente imbattibili (sorridendo). Quindi penso che a rendere un po’ più facile sia la combinazione di me molto meglio come giocatore e che questi superumani non siano nel sorteggio (sorridendo)“.

D: “Sapere che questi tabelloni sono più aperti ti fa sentire bene?

Fritz: “Il fatto è che forse non sono più aperti. Mi sembrano solo più aperti perché quei ragazzi al loro apice erano troppo, troppo bravi. Il modo in cui funzionava era che io non ero testa di serie, non avevo la classifica, quindi avevo tipo garanzia che mi sarei imbattuto in uno di loro ad un certo punto, e fa sicuramente la differenza. Ci sono ancora tanti giocatori fantastici, ma forse è perché sono cresciuto con loro e ho conosciuto alcuni di questi ragazzi per molto tempo come Rublev, come Zverev, come Medvedev, che sembrano più battibili rispetto a coloro che ho idolatrato crescendo. Sai cosa intendo? Che forse è una cosa mentale“.

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ATP Cincinnati: Norrie passeggia su Shelton, Alcaraz fatica solo un set con Cilic

Cameron Norrie lascia solo due games alla rivelazione Shelton; Carlos Alcaraz si complica la vita nel primo set poi fila via spedito verso i quarti

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Carlos Alcaraz - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

Oltre alla (dolorosissima) sconfitta di Jannik Sinner, nella notte italiana si sono disputati anche altri due match, che hanno visto le vittorie di Carlos Alcaraz su Marin Cilic e di Cameron Norrie sulla rivelazione del torneo Ben Shelton. I due vincitori si affronteranno domani nei quarti di finale, presumibilmente di nuovo nella notte italiana. I precedenti dicono 3-0 in favore dello spagnolo: il vincente troverà in semifinale Auger-Aliassime o Coric.

Partendo proprio da Carlos Alcaraz, è lui ad iniziare decisamente meglio rispetto a Marin Cilic. Lo spagnolo si porta subito sul 2-0 con una chance per il doppio break, ma il croato gliela annulla e pian piano entra in partita. L’ex numero 3 del mondo può comunque relativamente poco in risposta, riuscendo a vincere appena tre punti nei primi quattro turni in ribattuta. Anche il quinto sembra andare in quella direzione, ma al servizio per chiudere il primo set sul 5-4 40-15 Alcaraz si spegne. Cilic riesce ad accorciare le distanze, poi piovono incredibilmente tre doppi falli consecutivi – i primi del match – che riportano in vita il croato: 5-5. Il vincitore dello US Open 2014 al tiebreak ha la chance di dare un’importante spallata psicologica all’incontro, ma parte subito sotto 0-4. Il 2003 di Murcia non è particolarmente brillante (in particolare al servizio), ma il 33enne di Medjugorje gli dà una mano mandando lunga la risposta ad una timida seconda sul 6-4. Il match, di fatto, si conclude qui: il secondo set è un monologo iberico, con Cilic che perde completamente il dritto. Nel secondo gioco del secondo set il croato commette addirittura tre errori gratuiti con questo fondamentale, che uniti ad un ulteriore unforced con il rovescio consegnano il break e le chiavi della partita ad un Alcaraz comunque non brillantissimo, ma concreto nei momenti importanti. Un nuovo strappo nel sesto game fissano il risultato sul 7-6 (4) 6-1 in favore dell’iberico, che centra la 42esima vittoria in stagione su 50 match disputati.

Decisamente più agevole il compito di Cameron Norrie, che lascia appena due giochi alla stellina Ben Shelton, capace di eliminare prima Lorenzo Sonego, quindi il numero 5 del mondo Casper Ruud. È una partita a senso unico, con il britannico che vince i primi otto giochi del match e raggiunge senza difficoltà i quarti di finale, dove troverà domani Alcaraz/Cilic. Nel primo set il servizio del 19enne di Atlanta dimentica il servizio negli spogliatoi: con il 39% di prime in campo e un eloquente 0/11 con la seconda è difficile giocare contro chiunque, men che meno contro un tennista solido come Norrie, che lo punisce con un bagel. La resa con la seconda di servizio continua ad essere un problema anche nel secondo set (appena il 36% di punti vinti), ma se non altro aumentano le percentuali di prime in campo per Shelton (che passa dal 39% del primo al 52% del secondo). Non è comunque sufficiente per venire a capo del numero 11 del mondo, che in 58 minuti chiude 6-0 6-2 e raggiunge il decimo quarto di finale in stagione.

 

Il tabellone completo dell’ATP 1000 Cincinnati

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ATP Cincinnati: Sinner manca due match-point poi cede il passo ad Auger-Aliassime

Jannik Sinner non sfrutta un vantaggio di un set e un break e poi perde nettamente al terzo set contro Auger-Aliassime

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Felix Auger-Aliassime - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

[7] F. Auger-Aliassime b. [10] J. Sinner 2-6 7-6(1) 6-1 (da Cincinnati, il nostro inviato)

Jannik Sinner viene sconfitto al terzo set da Felix Auger Aliassime fallendo l’accesso ai quarti di finale di Cincinnati. Una sconfitta molto dura per l’altoatesino che dopo due set d’alto livello si era procurato due match point consecutivi sul 6-5 nel secondo parziale, ma proprio in quel momento Auger Aliassime, fino a quel puntoautore di una prestazione decisamente sottotono,  è riuscito ad alzare il livello. Non solo ha annullato i due match point con la combinazione servizio e dritto ma ha infilato un parziale di diciannove punti a cinque che ha cambiato il corso della  partita. Sinner aveva impressionato nel primo parziale con il servizio e la risposta riuscendo anche a limitare gli errori da fondo campo contro un avversario che faticava a contenere le sue accelerazioni, soprattutto dal lato destro. Dopo lo scampato pericolo il canadese si è sciolto e per Sinner c’è stato poco da fare davanti a un giocatore che si fa ancora preferire per la pesantezza di palla, soprattutto dal lato del dritto. Ora per Auger Aliassime la sfida ai quarti di finale contro il redivivo Borna Coric con cui è in perfetta parità negli scontri diretti anche se le due sole sfide risalgono al 2019. Per Sinner sicuramente si tratta di un’occasione persa dal momento che  non solo la sfida con il croato si preannunciava alla portata ma anche un’eventuale semifinale contro Norrie o Alcaraz non era impossibile. 

PRIMO SET 

 

Il match si gioca sul Grandstand, seconda volta per Sinner su questo campo dopo la maratona contro Kokkinakis al primo turno. A differenza delle serate precedenti non ci sono nuvoloni scuri all’orizzonte, il clima è gradevole e la folla entusiasta di assistere a questo match tra due dei massimi esponenti della “new generation”. “Sto ancora cercando il nuovo Federer” ci dice un signore seduto a fianco “ è la prima volta che vedo Sinner dal vivo, mi sembra umile paragonato a gli altri giovani”. Il match inizia e Jannik si trova subito sotto 0-30 nel primo game, ma con due ottime seconde riesce a salvare il servizio. Nel game successivo però è proprio Sinner a guadagnarsi la prima chance di break dopo un paio di ottime risposte che hanno trovato impreparato il canadese. Un errore con il dritto in uscita dal servizio permette a Sinner di andare immediatamente avanti di un break mentre Aliassime si lamenta verso il suo box dove qui siede solo Frederic Fontang. In un attimo Jannik si trova in vantaggio 3-0, Aliassime sta facendo fatica a trovare ritmo davanti ai fendenti piatti del suo avversario. L’unica cosa che per ora funziona nel gioco del canadese è la prima di servizio, tre battute vincenti oltre i 200 km orari gli permettono di accorciare le distanze. Sinner dal canto suo continua a essere molto efficace alla battuta cercando di variare con prime in kick a 165 km orari che sorprendono Felix. In svantaggio 2-4 Aliassime trova un ottimo passante lungolinea con il rovescio che infiamma il Grandstand ma Sinner con il rovescio manovra molto bene e riesce a chiudere il game senza annullare palla break. Da fondo campo il canadese continua a commettere davvero tanti errori gratuiti e l’ennesimo dritto lungo in uscita dal servizio consegna a Sinner il primo set per 6-2. Partita ordinata per ora per Sinner contro un’avversario in grande difficoltà. 

SECONDO SET

Auger Aliassime prova a scuotersi all’inizio del secondo set e complice qualche errore di troppo del suo avversario si guadagna le prime due palle break del match. La prima viene annullata con un servizio vincente mentre nel punto successivo è una seconda di Sinner a cogliere impreparato Aliassime. L’altoatesino riesce a tenere la battuta e si carica guardando il suo angolo scattato in piedi.  Siamo vicini al tramonto, il gioco di luci e ombre non interferisce sulla partita ma interessa solo gli spettatori. Il parziale prosegue senza particolari scossoni fino al sesto game quando due ottime risposte di Sinner susseguite da un vincente di dritto lo portano in vantaggio di un break. 6-2 4-2 Sinner, match che sembra in controllo in questo momento. Il game successivo è una lotta di nervi, Aliassime cerca di rimanere aggrappato al match, Sinner incappa in un paio di errori gratuiti e la partita si riapre. Sul 4-5 Aliassime è chiamato a servire per rimanere nel match, si arriva a 30-30, ma un attacco indeciso di Sinner con il dritto viene punito da un ottimo passante del canadese che esalta il Grandstand a questo punto quasi pieno. I pericoli non sono finiti per Felix, nell’undicesimo game un errore di dritto e un sanguinoso doppio fallo portano Sinner ad avere due match point consecutivi per volare ai quarti di finale. Sul primo match point Jannik perde la misura del dritto mentre sul secondo è Aliassime a giocare con coraggio e a chiudere con la combinazione servizio e dritto. Si arriva al tie break. Sinner subisce il colpo e va subito sotto di un minibreak. Il pubblico è tutto dalla parte del canadese che ora ha preso fiducia soprattutto con il dritto. Velocemente sale 4-1 e con un parziale di undici punti a uno forza la partita al terzo.

TERZO SET

All’inizio del parziale decisivo l’inerzia del match è cambiata. Sinner si trova rapidamente sotto di un break, ha tre chance per recuperare lo svantaggio ma il canadese è “on fire” in questo momento. Il servizio viaggia benissimo, tiene bene la diagonale di rovescio e il dritto carico impatta spesso a pochi centimetri dalla riga. Sinner cede la battuta per una seconda volta e dopo quasi due ore e mezza di lotta deve arrendersi 6-1 al terzo set per la gioia del pubblico che ha sostenuto incessantemente il canadese durante tutto il match.

È una sconfitta dura da digerire anche se nel complesso penso sia stata una buona partita – ha dichiarato Jannik subito dopo la fine dell’incontro – ho avuto due match point ma non sono riuscito a chiuderla. Nel tiè break ha giocato bene lui così come all’inizio del terzo set. Ho avuto le mie occasioni per rientrare ma oggi purtroppo non è andata.

Torneo che lascia l’amaro in bocca per Sinner perché con l’uscita prematura di Nadal c’erano i presupposti per andare lontano. In queste tre partite sul duro di Cincinnati si sono visti miglioramenti al servizio, soprattutto con la seconda palla ma continuano a esserci molti alti e bassi nello scambio per un giocatore che fa dell’asfissiante ritmo da fondo campo la sua qualità migliore. La copertura del campo è molto buona, il rovescio incrociato è solido ma sorprende l’indecisione nel cambiare più spesso in lungolinea. Il dritto è il colpo che potrebbe fare la differenza in futuro ma che a oggi non sembra ancora abbastanza pesante e incisivo per emergere anche sulla lunga distanza.       

Il tabellone completo dell’ATP 1000 Cincinnati

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