Roma 2016: tutti i numeri degli Internazionali d’Italia

Focus

Roma 2016: tutti i numeri degli Internazionali d’Italia

Chi è stato il campione più giovane? E il più anziano? Qual è stata la finale più lunga? E la più breve? Scopriamolo analizzando i numeri più significativi del torneo di Roma

Pubblicato

il

 
 

0 – Come i trionfi di Roger Federer. Il diciassette volte campione Slam è stato sconfitto in finale nel 2003 da Félix Mantilla, nel 2006 e nel 2013 da Rafael Nadal e nel 2015 da Novak Djokovic.

2 – Come i vincitori del singolare maschile non teste di serie: Martin Mulligan (1963) e Felix Mantilla (2003).

3 – Come le vincitrici del singolare femminile non teste di serie: Julie Heldman (1969), Martina Hingis (2006) e Maria José Martinez Sánchez (2010).

 

3 – Come i trionfi consecutivi di Rafael Nadal (dal 2005 al 2007).

3 – Come le tenniste italiane vincitrici del singolare femminile (Lucia Valerio nel 1931, Annelies Ullstein – Bossi nel 1950 e Raffaella Reggi nel 1985).

4 – Come le sconfitte in finale di Lucia Valerio (1930, 1932, 1934, 1935).

4 – Come i trionfi consecutivi di Conchita Martínez (dal 1993 al 1996).

5 – Come il maggior numero di vittorie nel singolare femminile. Tale primato spetta a Chris Evert, trionfatrice nel 1974, 1975, 1980, 1981 e 1982.

5 – Come i tennisti italiani vincitori del singolare maschile (Emanuele Sartorio nel 1933, Giovanni Palmieri nel 1934, Fausto Gardini nel 1955, Nicola Pietrangeli nel 1957 e nel 1961 e infine Adriano Panatta nel 1976).

6 – Come le finali disputate dai fratelli Bryan nel doppio maschile. Il bilancio è di 3 vittorie (2008, 2010, 2013) e 3 sconfitte (2005, 2007, 2009).

7 – Come il maggior numero di vittorie nel singolare maschile. Il record è di Rafael Nadal vincitore dal 2005 al 2007, poi nel 2009 e nel 2010 e infine nel 2012 e nel 2013.

7 – Come le occasioni in cui il vincitore del torneo non ha perso nemmeno un set. Nadal ci è riuscito  due volte mentre, una volta a testa: Emilio Sanchez, Marcelo Rios, Guillermo Vilas, Mats Wilander e Andre Agassi.

9 – Come le finali del singolare maschile disputate al meglio dei 3 set (dal 2007). In 7 occasioni il vincitore non ha concesso alcun parziale all’avversario. Nelle restanti 2 occasioni il vincitore (Novak Djokovic) si è imposto in 3 set, perdendo però sempre il primo (nel 2008 contro Stan Wawrinka e nel 2014 contro Rafael Nadal).

10 – Come i titoli vinti dai tennisti spagnoli, nel singolare maschile, nelle ultime 15 edizioni. Ai 7 trionfi di Nadal si aggiungono quelli di Juan Carlos Ferrero (2001), Felix Mantilla (2003) e Carlos Moya (2004).

12 – Come gli anni passati dal primo (2002) all’ultimo (2014) trionfo di Serena Williams nel singolare femminile.

13 – Come le volte in cui è stata realizzata l’accoppiata Internazionali d’Italia – Roland Garros. Questa impresa è riuscita per 6 volte a Nadal (2005, 2006, 2007, 2010, 2012, 2013) e per 2 volte a Bjorn Borg (1974 e 1978).

13 – Come i game che sono bastati a Chris Evert per battere Martina Navratilova nella finale del 1975 (6-1, 6-0).

14 – Come le edizioni del torneo che non si sono disputate (dal 1936 al 1949).

15 – Come gli anni passati dall’ultimo trionfo americano nel singolare maschile. Il riferimento è ad Andre Agassi che nel 2002 sconfisse Tommy Haas in tre set (6-3, 6-3, 6-0). Per il “Kid di Las Vegas” fu il primo ed unico trionfo al Foro Italico.

17 – Come gli anni di Bjorn Borg, vincitore dell’edizione del 1974. Lo svedese, che trionfò appena 4 giorni prima di compiere il diciottesimo compleanno, è il più giovane vincitore del singolare maschile.

21 – Come i game disputati nella finale del 1973 tra Ilie Nastase e Manuel Orantes (6-1, 6-1, 6-1 per il tennista rumeno). Si tratta della finale più breve (per game) disputata al meglio dei 5 set.

25 – Come gli anni passati dall’ultima vittoria di un tennista italiano nel doppio maschile. Si tratta di Omar Camporese che, nel 1991, in coppia, con Goran Ivanisevic superò in finale il duo composto da Luke Jensen e Laurie Warder.

33 – Come gli anni di Rod Laver quando vinse il torneo nel 1971. Ad oggi è il vincitore più anziano del singolare maschile.

36 – Come i game disputati nella finale femminile del 1962 tra Margaret Court e Maria Bueno. L’australiana trionfò per 8-6, 5-7, 6-4.

47 – Come i match vinti da Rafael Nadal su 51 disputati. Le uniche sconfitte risalgono al 2008 (secondo turno contro Ferrero), 2011 e 2013 (finali contro Djokovic), 2015 (quarto di finale contro Wawrinka).

56 – Come la percentuale di game vinti da Adriano Panatta nell’edizione del 1976. E’ la più bassa di tutto l’albo d’oro.

57 – Come i game disputati nelle finali del 2006 tra Roger Federer e Rafael Nadal e del 1979 tra Guillermo Vilas e Vitas Gerulaitis.

74 – Come la percentuale di game vinti da Ilie Nastase nell’edizione del 1973. E’ la più alta della storia del torneo.

306 – Come i minuti della leggendaria finale del 2006 tra Roger Federer e Rafael Nadal. Lo spagnolo, che annullò anche due match point, trionfò con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-4, 2-6, 7-6.

314 – Come i minuti della finale più lunga disputata agli Internazionali d’Italia. Si tratta di quella del 2005 tra Rafael Nadal e Guillermo Coria. Il maiorchino si impose per 6-4, 3-6, 6-3, 4-6, 7-6.

1928 – Come l’anno in cui fu costruito il Foro Italico su progetto dell’architetto Enrico Del Debbio.

1930 – Come l’anno in cui si tenne la prima edizione del torneo, presso il Tennis Club Milano. Vincitore del singolare maschile fu l’americano Bill Tilden, che lo stesso anno vinse anche il torneo di Wimbledon e disputò finale al Roland Garros. Il singolare femminile vide, invece, il trionfo della spagnola Lili de Álvarez, che in tre set superò l’azzurra Lucia Valerio.

1935 – Come l’anno in cui il torneo si trasferì a Roma.

1961 – Come l’anno in cui il torneo si disputò per la prima ed unica volta allo Sporting di Torino per celebrare il Centenario dell’Unità d’Italia. Nicola Pietrangeli vinse quell’edizione battendo in finale Rod Laver per 6-8, 6-1, 6-1, 6-2. Tra le donne trionfò Maria Bueno che, con un doppio 6-4, si impose sull’australiana Lesley Turner.

1968 – Come l’anno in cui si è tenuta l’ultima edizione del doppio misto. Gli ultimi vincitori furono Margaret Court e Marty Riessen che in finale superarono la coppia composta da Virginia Wade e Tom Okker.

1985 – Come l’anno in cui la finale del doppio femminile vide contrapposte due coppie italiane: Raffaella Reggi e Sandra Cecchini sconfissero Patrizia Murgo e Barbara Romano con il punteggio di 6-1, 5-7, 7-5.

4.300.755 – Come il montepremi totale (in euro) previsto per l’edizione 2016.

Continua a leggere
Commenti

ATP

Berrettini, Montreal occasione persa in ottica Race to Torino. Rotta verso Cincinnati

L’azzurro perde terreno da Hurkacz e Fritz e rischia il sorpasso di Norrie e Sinner: nulla è perduto, ma servono risultati sul cemento americano

Pubblicato

il

Matteo Berrettini - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

“Forse è stata la partita più brutta che abbia mai giocato”. Si è espresso senza mezze misure Matteo Berrettini ai microfoni del nostro Vanni Gibertini dopo la sconfitta patita contro Pablo Carreno Busta al Masters 1000 di Montreal. E in effetti l’azzurro non ha mai trovato il suo tennis: è parso poco in fiducia dal punto di vista mentale e troppo pesante negli spostamenti. Ciò ha causato una pioggia di errori gratuiti, sono stati 30 in un’ora e un quarto di gioco: inevitabile conseguenza una sconfitta rapida e perentoria, specie se dall’altra parte c’è un giocatore solidissimo e a suo agio sul cemento come lo spagnolo, che comunque aveva perso da Matteo in tre set quest’anno in Australia, quando il nostro era al top della forma.

Saranno i prossimi tornei a dire se, come è auspicabile, si è trattato solo di una giornata storta. Sicuramente Matteo ha perso una bella occasione in chiave Race to Torino. Si sa che, soprattutto a causa degli infortuni che gli hanno impedito di giocare la stagione su terra battuta, Matteo ha molto terreno da recuperare. Occupa attualmente, infatti, il dodicesimo posto in classifica e quest’anno bisogna ragionare in chiave settimo posto, perché Novak Djokovic ha vinto Wimbledon e ciò, salvo una combinazione complicata, gli garantisce un ticket per Torino se terminerà tra i primi 20 della Race.

Matteo, a causa del ko al primo turno di Montreal, ha ovviamente perso la possibilità di guadagnare punti e ora gli tocca guardare cosa faranno i suoi avversari. Sicuramente perderà terreno da Hurkacz e Fritz, che sono rispettivamente al decimo e al nono posto della Race. Il polacco è già al terzo turno dopo aver superato Ruusuvuori: si è già garantito almeno 90 punti portandosi a +215 punti da Matteo. L’americano ha battuto Murray e giocherà al secondo turno contro Tiafoe; ha già conquistato almeno 45 punti e sale per ora a +340 dal romano. Non solo, Matteo può anche rischiare di perdere posizioni: Norrie, 13° nella Race, e Sinner, 14°, lo supererebbero in caso di approdo ai quarti. L’inglese ha comunque sulla sua strada Auger-Aliassime, mentre Jannik è il favorito del suo ottavo vista l’eliminazione proprio di Berrettini, che avrebbe potuto affrontare al terzo turno.

 

Sicuramente nulla è perduto per Berrettini, perché siamo solo ad agosto, ma l’obiettivo di strappare il terzo pass in carriera per le ATP Finals passerà dai prossimi tornei sul cemento, Cincinnati e US Open, dove gli toccherà cercare risultati di peso per poter arrivare all’autunno con una candidatura credibile. Berrettini, dopo l’eliminazione di Montreal, potrà approfittarne per spostarsi con anticipo in Ohio, dove le condizioni – campo rapido e grande caldo – sembrano più adatte al suo tennis.

IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

Continua a leggere

Flash

WTA Toronto, Raducanu: “Giorgi è una grande avversaria. Serena Williams? Ha cambiato il tennis”

La canadese non appare preoccupata dopo la sconfitta contro l’azzurra

Pubblicato

il

Raducanu Indian Wells 2022

Emma Raducanu è nata in Canada da padre romeno originario di Bucarest e madre cinese proveniente da Shenyang. Si può dire che Toronto sia per lei un torneo di casa, anche se poi alla fine in Canada non ci è cresciuta dato che all’età di appena due anni la famiglia si trasferì a Londra. Tornando alla cronaca recente quella contro Camila Giorgi è stata una sconfitta tutto sommato digeribile per lei: “Sì, penso che sia stata davvero una bella partita, a dire il vero. Penso che il livello fosse piuttosto alto. Soprattutto nel primo set. E Camila è una grande avversaria. Ha vinto questo torneo l’anno scorso. Ho solo bisogno di migliorare nell’affrontare giocatrici che giocano velocemente come lei“. Insomma, la giovane inglese non pare preoccupata, anche se il suo 2022 è stato avaro di soddisfazioni.

La notizia delle ultime ore nel mondo del tennis è il ritiro di Serena Williams, e allora è lecito chiedere ad Emma le sue impressioni su questa grande Regina del tennis femminile: “La sua carriera è incredibile. Ha ottenuto così tanto. E vederla in giro in questo swing americano è davvero stimolante. Come se continuasse a giocare perché ovviamente ama il gioco. E penso che la longevità di una carriera sia qualcosa che molte giocatrici e io in particolare aspiriamo a raggiungere“. L’eredità di una tennista che ha forgiato il nuovo millennio è qualcosa di difficile da quantificare con numeri e parole: “Penso che abbia decisamente cambiato il gioco. A dominare così tanto, penso che sia stata, beh, non c’è stata davvero qualcuna che abbia dominato come lei nel tennis femminile. Quindi penso che abbia cambiato molto il gioco in questo senso“. Le viene quindi chiesto se ha mai avuto la possibilità di parlare con lei di tennis o altro. “No. Ci siamo detto “ciao” un paio di volte. In realtà mi stavo riscaldando accanto a lei questa mattina e poi ha iniziato a piovere“.

Per una tennista professionista non è facile stare fermi in un posto; tra viaggi, allenamenti, partite, si fa una vita da nomade. Però l’occasione di poter visitare la propria città natale è troppo invitante per lasciarsela sfuggire: “Non sono ancora riuscita a visitarla. Sono stata al club tutto il giorno, quindi probabilmente avrò una possibilità oggi e forse domani“. In chiusura una battuta sull’ospedale che le ha dato i natali e sul dottore che l’avrebbe fatta nascere:Non ne sono sicura. Voglio dire, mi piacerebbe incontrarlo. Ma non ne ho ancora avuto la possibilità. E non so davvero il suo nome. Forse i miei genitori lo conoscono”.

 

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL WTA 1000 DI TORONTO

Continua a leggere

ATP

ATP Montreal, Kyrgios si prepara alla sfida con Medvedev: “Spero lui sia stanco perchè lo sono anche io”

“Sento che ci sono molte persone che mi ammirano e posso ispirare molte persone con il mio modo di giocare”, così l’australiano in conferenza stampa

Pubblicato

il

Nick Kyrgios - Washington 2022 (Twitter - @atptour)
Nick Kyrgios - Washington 2022 (Twitter - @atptour)

La vittoria di primo turno a Montreal arrivata contro Sebastian Baez non fa notizia, non con il Kyrgios di quest’estate. Le ultime sono state settimane da incorniciare per Nick: dopo la finale di Wimbledon sono arrivati i titoli in doppio con Kokkinakis ad Atlanta e con Sock a Washington, in aggiunta, sempre al Citi Open, la vittoria in singolare contro Nishioka. Fanno 13 vittorie nelle ultime 14 partite per Kyrgios, nella conferenza stampa post Giron si comincia da qui.

IL MODERATORE: Nick, congratulazioni. Hai vinto 13 delle ultime 14 partite. Sei un rullo. Come ti fa sentire?

NICK KYRGIOS: Sì, sono davvero stanco ed esausto in questo momento. Dopo la finale di singolare e di doppio a Washington, non sono rientrato in hotel a Montreal prima delle 3 del mattino, ieri non mi sono allenato. Sono davvero impressionato dalla mia performance di oggi. Sebastian sta probabilmente vivendo l’anno migliore della sua carriera. È tra i primi 35 al mondo. È un grande concorrente. Quindi sapevo che sarebbe stata dura. Sono felice di dare a tutti quello che vogliono: Kyrgios v. Medvedev secondo turno. Vediamo come va (sorridendo).

 

D. Come gestirai la tua energia? Hai un sacco di benzina nel serbatoio.

NICK KYRGIOS: Sì, sarà dura, questo è certo. So fisicamente e mentalmente che non sono fresco come vorrei. Ma lui ha anche vinto un titolo la scorsa settimana a Los Cabos. Si sentirà un po’ stanco, spero (sorridendo). Ma farò tutto bene. Stanotte mi riposerò bene, poi farò una seduta di fisioterapia e in campo darò il massimo. Si spera che il tempo possa essere un po’ più caldo di oggi, così le palle possono essere un po’ più veloci. Andrò là fuori e mi divertirò e cercherò di giocare al meglio che posso. Non è un brutto risultato se perdi contro Medvedev. La maggior parte dei giocatori del mondo lo fa.

D. Dopo il tuo titolo a Washington, hai detto che è avvenuta un’enorme trasformazione in te stesso. C’è stato un punto di svolta specifico in cui hai capito cosa potevi ottenere in questo sport e cosa vuoi ottenere?

NICK KYRGIOS: No, sento di aver ottenuto grandi risultati già prima della scorsa settimana. Sento solo che ora ci sono molte persone che mi ammirano e posso ispirare molte persone con il mio modo di giocare. Penso che sia una buona forza trainante ed è il motivo per cui sto giocando nel modo in cui sto giocando. Ma appena prima dell’Australian Open ho davvero deciso che volevo allenarmi molto duramente, passare un anno davvero buono. Volevo reinventarmi un po’ di più quest’anno. Volevo ricordare a tutti che sono davvero un bravo tennista e posso ancora giocare ai massimi livelli e vincere tornei. Per ora voglio solo continuare con le mie buone abitudini e continuare a giocare a tennis.

D. Hai parlato di come sei più motivato di recente. Ne hai parlato anche agli Australian Open. Vediamo i risultati in campo. Quali sono le piccole cose che contribuiscono al successo? Quali sono le buone abitudini nel quotidiano? Che tipo di impegno ci vuole?

NICK KYRGIOS: Sì, è un’ottima domanda. Ci vuole molto lavoro, ogni giorno bisogna cercare di svegliarsi con una mentalità positiva. Non ho un allenatore. Non ho davvero una persona a Sydney che mi porti ad allenarmi. Quindi devo alzarmi, organizzare il mio allenamento, andare ai campi da tennis, andare in palestra. In un certo senso devo spingermi oltre. Ma è solo una questione di disciplina. Bisogna lavorare tre, quattro, cinque ore al giorno, assicurandomi di riposarmi bene e mangiare bene. Lo faccio ogni giorno. È difficile perché mia mamma è in ospedale in questo momento, mio ​​padre non sta molto bene, mio ​​fratello ha appena avuto un bambino, non posso essere lì con la mia famiglia quando le persone normali vorrebbero stare con la loro famiglia. È difficile essere australiani perché non possiamo viaggiare avanti e indietro. Ci sono molte cose che le persone non vedono. Vedono solo esattamente quello che hai detto, il vincere, il perdere, lanciare una racchetta, fare quelle cose. Non capiscono davvero le sfide che devi affrontare o cosa affrontano le persone, cosa sta succedendo nelle loro vite personali. Ci sono così tante piccole cose con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno e poi tocca provare a battere giocatori come Daniil Medvedev. Sembra impossibile. Ci vuole molto lavoro.

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement