Intervista di Ubaldo a Ilie Nastase

Interviste

Intervista di Ubaldo a Ilie Nastase

Sei giornalisti europei – Spagna, Portogallo, Serbia, Polonia, Olanda e Italia – intervistano Ilie Nastase che fa il su esordio da telecronista su Eurosport. Per il Roland Garros il team tv pan-europeo aggiunge il campione rumeno a Adriano Panatta, Mats Wilander, John McEnroe, Barbara Schett, Annabel Croft ed altri big ex

Pubblicato

il

 
 

La conversazione è abbastanza disturbata, tanto che quando si unisce al nostro gruppo Ilie Nastase, annunciandosi secondo il suo tipico stile, “Sorry I am an intruder” (“scusate sono un intruso”), la maggior parte dei giornalisti prescelti ad intervistarlo e perfino il coordinatore della conference call non si accorgono che Ilie è arrivato e si è collegato. Io ne avevo riconosciuto la voce, Ilie lo conosco da una vita, gli ho perfino presentato la seconda delle sue quattro mogli, l’attrice americana Alexandra King che si trovava a Napoli per girare un film di Liliana Cavani, “La Pelle” nel corso di un torneo del WCT diretto da Paolo Bertolucci e un socio napoletano con il quale avevamo organizzato a Il Ciocco (provincia di Lucca, in piena Garfagnana), l’Università del Tennis, una serie di corsi estivi e anche un’esibizione tennistica formato Davis Italia-Usa alla quale presero parte Paolo e Adriano Panatta, Arthur Ashe e Vitas Gerulaitis.

All’avvio della conference call ci dicono un paio di volte che dobbiamo avere pazienza e lui arriverà, ma Ilie, chiamato in causa, finalmente ripete: “Ehi, I am here! Ci sono
Era previsto che di domande ciascuno ne facesse due all’inizio, per poi eventualmente porne altre se Ilie fosse stato sintetico nelle risposte. E come vedremo lo sarà. Va detto che la linea ha vissuto diversi problemi tecnici, spesso le frasi di Ilie Nastase si sono perse…talvolta gli abbiamo chiesto di ripeterle, altre volte abbiamo dovuto procedere con l’intuito, ma non garantisco al 100 per 100 la fedeltà assoluta a quel che ha detto.

Via alle domande allora, con la prima (poiché non ho colto tutti i nomi dei colleghi, non le attribuisco, salvo le mie, sempre che qualcuno sia curioso di conoscerle):

 

I principali tornei sulla terra battuta quest’anno li hanno vinti Nadal, Djokovic e Murray, ma lo scorso anno il torneo fu vinto da Wawrinka…
Non credo che ci saranno sorprese, Djokovic è sempre il n.1, Nadal sta tornando al meglio, Murray ha vinto Roma, il torneo lo vincerà uno di loro tre.

Parigi è sempre stata terra di conquista per il tennis spagnolo, lo sarà anche quest’anno?
Per forza che lo è stata, per 9 volte ha vinto Nadal, e ai miei tempi vinse spesso Santana (due volte e due finali)…

Un po’ come lei, ci sono dei bad boys adesso, Tomic, Kyrgios, è un bene per il tennis avere questi personaggi… colorful?
Non dico di no, ma prima dovrebbero vincere qualche Slam, poi se lo potrebbero permettere. Le regole però dovrebbero essere un tantino più flessibili, ma se uno le infrange deve anche pagare. Io ho pagato tante di quelle multe…Comunque se far un po’ di confusione è buono per te, per i tuoi risultati e le tue partite, allora falla…

Sai che cosa ha detto Ion Tiriac sulla parità dei montepremi uomini e donne? Tu la pensi come lui?
Le donne sono intelligenti, dovrebbero lottare per avere più soldi degli uomini! (non si capisce bene, fra troppi fruscii se lo pensi davvero o se ironizzi).

Scanagatta: Ilie ti troverai a fare telecronache per Eurosport come Adriano Panatta e John McEnroe, ci hai giocato contro, che rapporto hai con loro?

LEGGI LA RISPOSTA A PAGINA 2

Pagine: 1 2 3

Continua a leggere
Commenti

ATP

Gipo Arbino (coach Sonego): “Ecco come Lorenzo ha costruito la vittoria di Metz” [ESCLUSIVO]

Il coach del tennista torinese a Ubitennis: “Questo successo conferma che Lorenzo può competere contro chiunque. Probabilmente non andremo ad Astana”

Pubblicato

il

Lorenzo Sonego e coach Gipo Arbino a Wimbledon

La vittoria di Metz rilancia in grande stile Lorenzo Sonego, che alza il suo terzo titolo di sempre migliorando sensibilmente il bilancio di una stagione complicata sotto il punto di vista dei risultati e rilanciandosi nel ranking ATP. Ne abbiamo parlato con lo storico coach del giocatore torinese, Gipo Arbino, che a Ubitennis rilascia queste dichiarazioni all’indomani della bella vittoria in terra francese.

Cinque grandi partite di Lorenzo, cosa è stato determinante per presentarsi a Metz in questo stato di forma?

“La cosa fondamentale è stata la preparazione di 12 giorni precedente; abbiamo lavorato molto sia fisicamente che tennisticamente. Abbiamo lavorato sui colpi che dovevano crescere, la risposta e il rovescio, ma anche potenziato i colpi già forti, il dritto e il servizio. Di conseguenza, Lorenzo è arrivato a Metz molto preparato. E abbiamo lavorato moltissimo anche sul piano dell’atteggiamento tattico da tenere in campo: bisogna giocare più aggressivi quando si è avanti ed essere più solidi nelle situazioni di punteggio più rischiose, come 15-30, 30-30, 30-40. Questo è stato un lavoro su cui ci siamo concentrati tanto in allenamento, un concetto fondamentale per tenere il servizio e per prendere i rischi giusti quando si andava a rispondere. E, relativamente alla risposta, il lavoro è stato fatto principalmente sull’idea di rispondere sempre in avanzamento, salvo che in situazioni particolari. Lorenzo è stato bravissimo a gestire ogni situazione in campo”.

 

La non convocazione in Coppa Davis ha costituito un’ulteriore motivazione?

“No, perché sono convinto che si debbano accettare le scelte del capitano. Era lampante che Lorenzo abbia avuto una stagione difficile e la scelta di Volandri si è rivolta verso Sinner, Berrettini e Musetti che hanno una classifica superiore alla sua”.

Cosa rappresenta per Lorenzo questa vittoria nel contesto di questa stagione?

“Questa vittoria dà grandissima fiducia e per noi è una conferma del fatto che il livello di Lorenzo è salito, che si è completato e che può competere ai massimi livelli contro chiunque. Qualcosa che servirà per i prossimi tornei, anche se siamo consci che, essendo alto il livello generale, ci può stare perdere delle partite. Però siamo anche consapevoli della nostra forza”.

Ora Sofia, poi il programma cosa prevede? Quali sono gli obiettivi in termini di ranking da qui a fine anno?

“Ci sono ancora cinque tornei in programma, a partire da Sofia, ed escludendo Astana; probabilmente fermerò Lorenzo per quanto riguarda questo torneo, anche se è un 500. Vorrei che si ricaricasse bene in vista di Firenze, Napoli, Vienna e Bercy, sperando di entrare direttamente in tabellone a Parigi. L’obiettivo è quello di giocare bene: se il livello di gioco c’è, il ranking sarà una conseguenza”.  

Continua a leggere

Flash

Bjorn Borg: “Federer icona globale, gli avrei rubato lo slice di rovescio”

Il campione svedese parla anche di Berrettini e Sinner: “Matteo è un fantastico giocatore, Jannik farà grandi cose”

Pubblicato

il

Bjorn Bork e Roger Federer - Laverc Cup 2022, Londra (Twitter @LaverCup)

Bjorn Borg è stato spettatore privilegiato di un momento che resterà a lungo nella storia dello sport. Il saluto di Roger Federer, la sua umanità, le lacrime di Rafa Nadal, suo rivale di sempre, rappresentano un’eredità per i giovani sportivi e non solo. Spettacolo nello spettacolo, l’addio di Federer all’interno della Laver Cup, manifestazione estremamente equilibrata e vinta in rimonta dal Team World. Dinanzi a due leggende del tennis come Bjorn Borg e John McEnroe, allenatori rispettivamente di Team Europe e Team World, l’emozione è stata enorme. 

Il campione svedese si è presentato in grandissima forma. Il suo addio fu completamente diverso: lasciò brutalmente il tennis a 26 anni dopo aver vinto sei Roland Garros e cinque Wimbledon di fila, dal 1976 all’80. “La cosa da ricordare – ha detto Borg intervistato dalla Gazzetta dello Sport è che Federer ha deciso di chiudere felicemente così, qui alla Laver Cup, insieme a Nadal. Sono onorato di essere stato il suo allenatore in questi giorni. L’altra sera è stata di grande insegnamento per i giovani: qualcosa del genere non la vedremo per molti, molti anni. Federer ci mancherà molto”. Borg si è detto onorato di aver vissuto un momento così intenso e ha ricordato a tutti che il tennis sopravvive a qualunque giocatore: “È più grande di tutti”. Poi ha sottolineato le qualità di Federer: “È un’icona globale, è ammirato, amato, applaudito da tutti. E poi è umanamente una grande persona, gentile, affidabile, disponibile. Invidioso di lui? No, Al massimo, gli avrei rubato lo slice di rovescio”. 

Il campione svedese si è lasciato andare anche su giudizi tecnici legati a Matteo Berrettini e a Jannik Sinner. “Matteo è un fantastico giocatore. Averlo in squadra con noi è importantissimo, sia per me che sono il capitano, che per i tifosi. Anche Jannik farà grandi cose e spero che presto faccia parte della nostra squadra europea negli anni a venire, anche lui è bravissimo. L’ultimo match contro Alcaraz è stato pazzesco a New York”. 

 

La sfida vista agli US Open è di sicuro l’antipasto di quello che vedremo nei prossimi anni: “Sarà una grande rivalità, ce la porteremo avanti per molti anni. Non vedo l’ora di godermela”. 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Jannik Sinner al microscopio

Poi torna sulle lacrime di Federer e Nadal: “Per me è stato incredibile da vedere. Credo che Rafa fosse così triste anche perché sa che un giorno dovrà dire anche lui addio. Ma il loro doppio è stato il perfetto lieto fine”. Rimorsi per aver chiuso anticipatamente la carriera? “No. Anche io, come Roger, sono felice di aver preso quella decisione, anche se ero molto più giovane: volevo dedicarmi ad altro e così è stato. Nessun rimorso, ho capito che era il momento giusto”. 

Paolo Michele Pinto

Continua a leggere

Flash

Paolo Bertolucci su Tiafoe e Sock “trogloditi” secondo Panatta: “Si va in campo per vincere, altrimenti si sarebbe sminuita la Laver Cup. Il loro modo non mi è piaciuto, ma non possono giocare in modo diverso. Eppoi Federer e Nadal non erano loro”

Interpellato dal direttore Scanagatta il Davisman di Forte dei Marmi che ha legato gran parte dei suoi successi in doppio all’amico Panatta dice anche: “La Laver Cup fa ancora abbastanza fatica a togliersi l’etichetta di esibizione per ricchi, ci sono soldi sopra… Se deve essere esibizione che fa vincere chi deve vincere, allora Federer o chi per lui crea nell’ambito di un’inaugurazione di uno stadio di calcio a Madrid una esibizione con Nadal e vince. Ma quello non ha niente a che vedere con lo sport”

Pubblicato

il

Rafael Nadal e Roger Federer - Laver Cup 2022 (foto via Twitter @LaverCup)

Componente della squadra azzurra vincitrice della Coppa Davis nel 1976 e oggi apprezzato commentatore televisivo, Paolo Bertolucci si dice d’accordo con quanto scritto dal direttore Scanagatta sul fatto che si va in campo per vincere. Magari non in quel modo, ma se è l’unico su cui puoi contare? Qui sotto il commento completo:

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement

⚠️ Warning, la newsletter di Ubitennis

Iscriviti a WARNING ⚠️

La nostra newsletter, divertente, arriva ogni venerdì ed è scritta con tanta competenza ed ironia. Privacy Policy.

 

Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement