Wimbledon, donne: Kerber facile, incredibile Venus. A Cibulkova il match del torneo

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Wimbledon, donne: Kerber facile, incredibile Venus. A Cibulkova il match del torneo

Angelique Kerber accede ai quarti di finale lasciando 4 giochi a Misaki Doi. Primi quarti a Wimbledon per Anastasija Pavlyuchenkova, che supera Vandeweghe. Dominika Cibulkova vince 9-7 al terzo contro Radwanska annullando un match point. A 36 anni, Venus Williams torna tra le ultime otto di Wimbledon battendo Suarez Navarro. Avanti Shvedova e Vesnina

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[19] D. Cibulkova b. [3] A. Radwanska 6-3 5-7 9-7 (Benedetto Napoli)

Le sfide tra Agnieszka Radwanska e Dominika Cibulkova raramente sono state scarne di emozioni. Escludendo la finale senza storia giocata a Sidney nel 2013, vinta in bicicletta dalla polacca, sui dodici incontri disputati finora proprio quest’ultima è in vantaggio con sette vittorie anche se è la tennista slovacca ad aver vinto i match più importanti: vedasi la semifinale degli Australian Open del 2014 e il recente quarto di finale a Eastbourne (unico precedente giocato sull’erba tra le due), torneo che ha visto trionfare il peperino di Bratislava.

Le premesse iniziali non vengono assolutamente tradite e già dai primi scambi il quadro tattico del match è lampante: la Cibulkova corre a più non posso e spara a tutto gas, mentre la Radwanska cerca di prolungare gli scambi con colpi ricamati. Tra le due a prendere in mano il pallino del gioco sin da subito è la fresca numero 18 del ranking WTA – ed ex top 10 mondiale – grazie a un gioco iper aggressivo, che non permette alla Radwanska di tessere le sue ragnatele tattiche. I primi tre game vengono dominati dalla potenza del dritto della slovacca, con la Radwanska che riesce a salvare il proprio game al servizio grazie alla propria classe, ma nel quarto gioco arriva l’inevitabile break della slovacca. Il game successivo vede la polacca issarsi a due quindici dal contro break, ma la Cibulkova non indietreggia di un centimetro e aumentando esponenzialmente il livello del proprio tennis piazza un parziale di quattro punti a zero, tra i quali spiccano un dritto inside-out e un rovescio lungolinea da mettersi le mani sui capelli. Dopo non aver convertito altre due palle per il doppio break la Cibulkova chiude il set sul proprio turno di battuta senza concedere alla numero 3 WTA neanche la miseria di un break-point. Impeccabile il gioco della slovacca, anche se la Radwanska forse gioca troppo sulla diagonale destra dell’avversaria. L’inizio del secondo set seguo lo stesso copione del primo: Cibulkova a comando del gioco e inevitabilmente sopraggiunge il break nel terzo game, ma stavolta la Radwanska è brava a reagire e converte immediatamente la prima palla break. Il match si fa interessante, le due non si risparmiano e i successivi turni di servizio sono tiratissimi. Dal settimo gioco in poi saltano tutti gli schemi: tra colpi incredibili, righe spazzolate ed errori marchiani le due giocatrici non riescono a tenere il servizio, strappandosi il servizio due volte a testa, con Cibulkova che ha anche avuto a disposizione un match point. Ma i guai per la futura sposa – le nozze sono previste per il 9 luglio, proprio il giorno della finale femminile – non finiscono qui, infatti stavolta è Agnieszka ad essere on fire e dapprima chiude senza patemi il proprio turno di servizio, successivamente gioca un game in risposta perfetto e dopo cento minuti ristabilisce la parità. Un set a testa e Aga la Maga sembra essere entrata definitivamente in partita.

 

Il terzo atto non è consigliato ai deboli di cuore. Il pubblico del Court 3 si entusiasma ad ogni singolo colpo, anche se nei volti delle protagoniste si percepisce una certa stanchezza. Come al solito è la Cibulkova a rompere gli indugi, brekkando grazie a quattro vincenti di pregevole fattura su quattro prime della Radwanska, ma la slovacca tesse e poi disfa la tela come Penelope subendo il contro-break. L’incontro acquisisce sempre più pathos, Eva Asderaki invita più volte il pubblico a fare silenzio, ma quest’ultimo è letteralmente esploso quando la Radwanska ha salvato un’insidiosissima palla break con un dritto di puro istinto su un missile terra-aria della Cibulkova. Stavolta è la Professoressa a conquistarsi la palla valevole per l’accesso ai quarti di finale, ma la Cibulkova la annulla grazie al suo proverbiale dritto lungolinea. Si fatica a trovare ulteriori aggettivi per questo incontro, sicuramente entra nella top3 dei match dell’anno della WTA. Le due tengono il servizio con molta fatica, vincenti su vincenti, tra dritti letali e drop shot incredibili si arriva al tredicesimo game quando la Cibulkova riesce nuovamente a brekkare, non riuscendo tuttavia a dare la zampata vincente dato che Aga non molla e porta a casa l’ennesimo contro-break. Ma oggi la Cibulkova è letteralmente indemoniata e dopo il settimo break riesce finalmente a tenere il servizio e a chiudere il match con l’ennesimo vincente di dritto poco dopo lo scoccare delle tre ore di ostilità. Bellissimo l’abbraccio finale tra le due contendenti, ma la Cibulkova ha ampiamente meritato la vittoria (56 vincenti a fronte di 39 non forzati) e continuando a giocare così la data delle nozze dovrà necessariamente essere spostata. Continua la maledizione Slam per la Radwanska: l’impressione è che alla polacca manchi sempre uno per fare trentuno e col passare degli anni sarà sempre più difficile trionfare in un Major.

Queste le dichiarazioni in conferenza stampa di Dominika Cibulkova: “E’ stato senza dubbio il match fisicamente più duro della mia carriera. Non solo: Radwanska non ti regala mai punti e questo significa che allo sforzo fisico devi aggiungere anche un grande sforzo mentale”. “Ho in programma di sposarmi sabato prossimo. Se domani perdo, le nozze sono confermate; se vinco, le rimanderemo. Ma rimandare le nozze per un motivo del genere mi rende felice”. “Avevo invitato anche Marion Bartoli, che però aveva declinato perché impegnata a commentare le fasi finali di Wimbledon. Chissà, forse ora potrebbe commentare me”.

[4] A. Kerber b. M. Doi 6-3 6-1 (Federico Carducci)

Angelique Kerber iscrive il suo nome nel lotto delle partecipanti ai quarti di finale di Wimbledon 2016. La tedesca ha vinto la sfida tra mancine contro la giapponese Misaki Doi, imponendosi con un perentorio 6-3 6-1. Partita semplicemente impeccabile quella della numero 4 del mondo, apparsa in una condizione fisica e mentale straordinaria, che le ha permesso di annichilire una avversaria che, proprio come la campionessa degli Australian Open, era giunta a questo match senza mai perdere un set. Quinto testa a testa quello andato in scena oggi sul Campo numero 2 di Church Road e quinta affermazione per la testa di serie numero 4. L’ultimo precedente tra le due risale al primo turno degli Australian Open del gennaio scorso con Kerber che annullò un match point alla sua avversaria, e tutti ricordano come finì quel torneo; questo successo, inoltre, è di notevole importanza per la teutonica anche in termini di classifica WTA: in caso di eliminazione della Radwanska, infatti, la Kerber si troverebbe, ad oggi, numero 2 del mondo.

Davvero un bello spettacolo quello offerto da entrambe le giocatrici, sopratutto nel primo set: entrambe, infatti, hanno giocato un tennis propositivo, non limitandosi a speculare sugli errori l’una dell’altra, ma cercando di prendere in mano il pallino del gioco, tirando forte da fondo campo alla ricerca della soluzione vincente. Nel primo set è la nipponica ad avere l’occasione del break nel secondo gioco, peraltro l’unica in tutto il parziale, ma dopo averla mancata si vede costretta a cedere la battuta nel turno successivo. La Doi gioca un primo set di grande qualità, ma dall’altra parte della rete trova un muro impossibile da scalfire che le rimanda indietro qualunque cosa, senza mai concederle occasioni per rientrare, riuscendo anzi ad aumentare il divario con un nuovo break nel nono gioco, con il quale si chiude la prima partita. Il secondo parziale non ha praticamente storia: la Kerber continua a giocare su livelli altissimi, se possibile anche più alti che in precedenza, mentre la giapponese cala, aumentando notevolmente il numero degli errori. Sul 5-0, 15-40, la nipponica ha un sussulto d’orgoglio: annulla i due match point e, nel game successivo, si procura anche la seconda palla break della sua partita che però la tedesca annulla, chiudendo la sfida dopo poco più di un’ora. Sulla strada della seconda semifinale in carriera a Wimbledon il prossimo ostacolo è rappresentato dalla vincente della sfida tra Simona Halep e Madison Keys.

[21] A. Pavlyuchenkova b. [27] C. Vandeweghe 6-3 6-3 (Domenico Giugliano)

Dopo tanta pioggia e la quarta middle sunday della storia dei Championships, si aprono gli ottavi di finale. Il primo match vede di fronte due autentiche corazziere. La russa Pavlyuchenkova e la Vandeweghe, giustiziera ieri di Roberta Vinci. È il secondo incontro tra le due, l’unico precedente due anni fa a Miami con la vittoria della statunitense. Il match è molto rapido con le due che cercano il vincente dopo pochi scambi. Il primo set è in equilibrio sino al 3-2 per la russa, che nel game successivo strappa la battuta all’avversaria, concede solo tre punti sui due servizi successivi ed in camera il set in 30 minuti di ottimo tennis. La Vandeweghe, rispetto al match di ieri con la Vinci, appare nervosa e tesa e lo specchio di questo sono i 12 errori non forzati. Serve un’inversione di marcia nel secondo set, anche per mettere pressione alla russa che non è mai stata durante la sua carriera lucida nel chiudere i match in controllo. Invece, il match riprende da dove si era concluso, con la Pavlyuchenkova che breakka subito l’avversaria e che concede le briciole sul suo servizio. La Vandeweghe non riesce a reagire, salva altre due palle break sul 4-2, ma si arrende dopo un’ora e 24 minuti di gioco per 6-3. La Pavlyuchenkova aspetta ora la vincente di Williams-Kuznetsova, big match della giornata. La giocatrice vista oggi sembra davvero quella di qualche anno fa. Se anche la psiche resterà quella vista in questi ultimi sette giorni, le avversarie devono davvero preoccuparsi di Anastasija.

[8] V. Williams b. [12] C. Suarez Navaro 7-6(3) 6-4 (Diego Serra)

Vince Venus Williams in due set contro Carla Suarez-Navarro, numero 12 WTA, e ora affronterà Shvedova nei quarti di finale. Partita combattuta, del resto i precedenti erano di tre pari, con Suarez-Navarro capace di battere Venus anche sul veloce, come in Australia o in Cina. Disastroso l’inizio di Venus che concede subito tre palle break nel primo game del primo set, e si fa immediatamente brekkare. Ancora peggio nel terzo game, dove la statunitense perde la battuta a zero. A questo punto Suarez-Navarro sale 3-0, ma ha il torto di non riuscire a servire bene nel game successivo e permettere un break a Williams, che si rimette in partita dopo la partenza negativa. Ancora break nel quinto di Venus, e match in parità con la spagnola che concede troppo campo. Inevitabile il tiebreak, e quattro minibreak a due, a favore di Venus Williams, regalano il set alla statunitense. Ci riprova nel secondo set Venus a ripetere l’inizio negativo del primo, concedendo nel primo game di servizio due palle break. Troppa precipitazione della Suarez-Navarro e Venus mette in campo tutta la sua esperienza. Break poi inevitabile nel terzo game per la statunitense, brava però a rimanere in partita Suarez-Navarro, rispondendo con un altro break nel sesto game. Si muove davvero poco in questa fase Venus, pronta però ad approfittare di ogni passaggio a vuoto della Navarro ed è di nuovo break nel settimo game. Ora a Venus basta tenere il servizio nei due successivi game di battuta. L’ultimo addirittura a zero.

Y. Shvedova b. [28] L. Safarova 6-2 6-4 (Bruno Apicella)

Yaroslava Shvedova domina Lucie Safarova e per la prima volta in carriera raggiunge i quarti di finale nel torneo di Wimbledon. La kazaka numero 96 delle classifiche WTA ha battuto in due set la finalista del Roland Garros del 2015 e oggi n. 29 del mondo in un match chiuso in due set per 6-2 6-4. Shvedova ha spinto dal primo all’ultimo punto, cercando sempre il vincente, senza concedere nemmeno una palla break e dominando nei colpi di inizio gioco. In tutto 26 i vincenti trovati dalla kazaka a fronte di soli 10 errori commessi. Più fallosa, invece, la prestazione della ceca che ha commesso 21 errori forzati a fronte di 23 vincenti. Il match si è aperto con un game iniziale di 10 minuti con Shvedova sempre in spinta, sia con il dritto che con il rovescio; la kazaka, però, non ha concretizzato ben sette palle break mentre Safarova è riuscita a tenere il game grazie al servizio. Il break è solo rimandato al game successivo mentre al servizio la kazaka è implacabile. Shvedova ha continuato a spingere e ha ottenuto un doppio break che le ha permesso di chiude il primo set per 6-2. Chiuso il primo parziale, Shvedova è riuscita ad ottenere un break ad inizio secondo set quando la ceca si è fatta rimontare da un vantaggio di 40-0 per poi chiudere il game con due doppi falli. Da quel momento in poi non ci saranno break con Safarova che ha provato a variare di più il gioco ma in risposta non è riuscita a trovare la chiave per scardinare il servizio della kazaka. Shvedova ha servito per chiudere il match e non ha concesso nemmeno un 15. Il match è finito sul 6-4 e per la prima volta Shvedova raggiunge i quarti di finale nello slam londinese. Un risultato importante per la kazaka che dalla posizione numero 96 è sicura di riportarsi attorno alla posizione numero 50.

E. Vesnina b. E. Makarova 5-7 6-1 9-7 (Giovanni Vianello)

Vince in rimonta Elena Vesnina il derby russo in un certo senso fratricida (le due sono compagne di doppio qui a Wimbledon e lo saranno anche a Rio) contro Ekaterina Makarova, 9-7 al terzo. Parte bene Elena, che nel primo set va avanti 3-0 conquistando un break di vantaggio nel secondo game e poi allungando fino a 4-1. A questo punto Vesnina subisce la rimonta della Makarova, che sul 4-2, grazie anche ad una risposta deviata corta dal nastro, opera il contro-break. In seguito il gioco segue i servizi fino al 5-5, quando Makarova opera un altro break, sfruttando una volèe malamente appoggiata in rete dalla Vesnina sul 30-40. Ekaterina consolida poi il break e si aggiudica il primo parziale 7-5. Anche nel secondo set Vesnina va avanti 4-1, ma questa volta, grazie anche un’interruzione per pioggia nel sesto gioco sul 40 pari (con Makarova al servizio), non perde il break di vantaggio, ma anzi sfrutta l’interruzione per strappare un’altra volta la battuta all’avversaria, chiudendo poi 6-1. Il terzo set si apre in sordina, ma via via che passa il tempo la stanchezza comincia a farsi sentire e cominciano a vedersi occasioni da entrambe le parti. Sul 4-3 per Makarova, Ekaterina è due volte a due punti dall’andare a servire per il match, ma nel game successivo perde la battuta, così la Vesnina ha una prima chance di servire per il match. Elena tuttavia perde la battuta, il set va ad oltranza. La Makarova mostra sempre più spesso segni di debolezza nervosa, concedendo delle palle break sul 6-6 e perdendo poi il servizio sul 7-7. La Vesnina questa volta concretizza l’occasione tenendo agevolmente il servizio. La Vesnina non aveva mai battuto la Makarova in un incontro di circuito maggiore, l’unica vittoria era giunta in un torneo ITF nel lontano 2004 (questo incontro era stato il primo tra le due, i successivi 6, tutti a livello WTA, erano stati vinti da Makarova). Nel complesso, la Vesnina è stata più varia nel gioco, tentando spesso la palla corta e venendo molte volte a rete. Primo quarto finale Slam in carriera per Elena.

Risultati:

[1] S. Williams b. [13] S. Kuznetsova 7-5 6-0
[5] S. Halep b. [9] M. Keys 6-7(5) 6-4 6-3
[8] V. Williams b. [12] C. Suarez Navaro 7-6(3) 6-4
[4] A. Kerber b. M. Doi 6-3 6-1
[19] D. Cibulkova b. [3] A. Radwanska 6-3 5-7 9-7
E. Vesnina b. E. Makarova 5-7 6-1 9-7
Y. Shvedova b. [28] L. Safarova 6-2 6-4
[21] A. Pavlyuchenkova b. [27] C. Vandeweghe 6-3 6-3

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Wimbledon: thanks for the memories

Quest’anno a Church Road non si giocherà. Ripercorriamo la storia del torneo che tornerà nel 2021

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Andy Murray - Wimbledon 2016 (foto via Twitter, @Wimbledon)

Qui l’articolo originale di Bill Simons

Per quanto riguarda il 2020 Wimbledon non si farà, ma come parte dell’elaborazione del ‘lutto’, ripercorriamo alcuni dei più alti – ma anche alcuni dei meno pregevoli – momenti che questo grande appuntamento annuale ci ha dato.

Miglior giocatore: Roger Federer, otto titoli.

Miglior giocatrice: Martina Navratilova, nove titoli.

Stella più splendente nel Royal Box: Lady D.

Momento più regale: la Regina Elisabetta consegna a Virginia Wade il trofeo nel 1977. La Regina tornerà a presenziare solo nel 2010.

Cartello preferito: “Pensate alla vostra testa” (humor tipicamente inglese per “Please mind your head”).

Meglio l’essenziale: prima del 1975 nessun uomo di colore aveva mai vinto Wimbledon. Connors era dominante in campo e feroce al di fuori di esso. Aveva appena citato in giudizio Ashe. Era il favorito per la vittoria finale. Tuttavia, al Playboy’s Club di Londra, Ashe ed i suoi architettarono una sorta di strategia passiva: colpire di rimessa, non permettere a Jimbo il macho di appoggiarsi ai colpi. Funzionò. Connors, frustrato, chinò la testa. Ashe, trionfante, sollevò il pugno in segno di vittoria.

Il campo che manca di più: Wimbledon rinunciò al suo “cimitero dei campioni”, l’infame Court 2, spedendolo al suo stesso funerale. Prima della sua caduta, tuttavia, molti Golia tennistici furono sconfitti da aspiranti Davide, su questo campo. Nessun campo fu più grande livellatore del Court 2: basta chiedere a Sampras, McEnroe, Serena, Venus, Becker, Agassi o Hingis.

Miglior esplosione: due ragazzi di 17 anni fecero scalpore. Boris Becker diventò il più giovane vincitore maschile nel 1985, e nel 2004 Maria Sharapova affondò Serena per diventare la più giovane vincitrice dell’Era Open.

Le rivalità più accese: Martina Navratilova ebbe un record di 5-4 contro Chris Evert. Serena vinse su Venus 4 volte a 1, sempre Navratilova sconfisse Graf 3 volte senza mai subire uno stop dalla tedesca. Boris Becker ha un record di 3-2 su Stefan Edberg. Roger conduce su Rafa 3-1, mentre Borg e McEnroe si dividono due match della più grande e celebrata rivalità tennistica, eccezion fatta per la “battaglia dei sessi”.

I match migliori: i lampi di genio di Rafa Nadal che vinsero su Roger Federer al tramonto, nel 2008, fecero di quella partita la migliore di sempre. Il miglior match dell’era classica fu la battaglia fra Borg e McEnroe, contrassegnata dal 18-16. McEnroe vinse la battaglia nel tie break del quarto set, ma Borg vinse la guerra e con essa la finale del 1980… e nel caso non fosse sufficiente: altre battaglie che meritano la menzione sono la finale dell’anno scorso fra Djokovic e Federer, l’infinita Isner vs Mahut nel 2010, il passaggio di consegne Federer vs Sampras nel 2001, Budge vs von Cramm nel 1937, Dokic vs Hingis nel 1999, Murray vs Djokovic nel 2013 e Djokovic vs Nadal nel 2018.

Arrivarci vicino, ma non troppo: nel 2009 Andy Roddick affrontava Federer per la quarta volta in una finale Slam. Roddick ebbe set point nel secondo per portarsi avanti di due set, ma fallì una invero non facile volée di rovescio a campo relativamente aperto. Con Sampras in tribuna, Federer vinse 16-14 al quinto per sorpassare il record di 14 Slam di Pistol Pete.

Miglior profeta in patria: nel 2013 Andy Murray divenne il primo britannico in 77 anni a sollevare il trofeo del singolare maschile.

Miglior discorso: nel 2012, l’intervista strappalacrime ad Andy Murray in cui confidò “non sarà facile”. Dopo la sconfitta contro Angie Kerber nel 2018, Serena disse: “A tutte le mamme del mondo, stavo giocando per voi”.

Miglior maratona: il tempo medio per il completamento di una maratona, l’anno scorso, è stato di 4 ore e 30 minuti. Nel 2010, Isner vs Mahut finì col punteggio di 70-68, dopo una durata di 11 ore e cinque minuti.

Match fondamentali: sono stati molti i match chiave nella storia di Wimbledon. La prima vittoria di Borg stava a significare l’arrivo di una nuova generazione di campioni europei. La comparsa delle sorelle Williams un mutamento globale della scena tennistica, e Nadal provò che gli specialisti della terra battuta possono prevalere anche sull’erba. Ma per noi la vittoria di Federer al quarto round su Sampras, nel 2001, annunciava l’arrivo di una nuova era come poche altre fecero.

Migliori sorprese: è acceso il dibattito su quale siano i rovesciamenti più sorprendenti, eccovene alcuni. Stakhovsky su Federer nel 2013, Dokic sulla numero 1 Hingis nel 1999, Querrey su Djokovic nel 2016, Lisiki su Serena nel 2013, Doohan su Becker nel 1987, Flach su Agassi nel 1996, il Dottor Ivo Karlovic su Hewitt nel 2003, Bastl su Sampras nel 2002, Rosol su Nadal nel 2012, Darcis su Nadal nel 2013,Kyrgios su Nadal nel 2014, Brown su Nadal nel 2015.

I migliori a bocca asciutta: tre decadi orsono, Ivan Lendl dominava sul circuito, ma non vinse mai a Wimbledon, due volte venne battuto in finale, e tre volte il suo cammino si interruppe in semifinale. Tim Henman perse quattro volte in semifinale. Altri top player a rimanere al palo furono  Monica Seles, Justine Henin, Kim Clijsters, Tracy Austin, Aranxta Sanchez-Vicario, Li Na, Jennifer Capriati, Mary Pierce, Gabriela Sabatini, Hana Mandlikova, Dinara Safina, Jim Courier, Stan Wawrinka, Mats Vilander, Guillermo Vilas, Guga Kuerten, Ilie Nastase, Ken Rosewall, Patrick Rafter, Marat Safin, Yevgeny Kafelnikov, Marin Cilic, Juan Martin Del Potro, Tomas Berdych, Mark Philippoussis, Milos Raonic e Sergi Bruguera.

I festeggiamenti da ricordare: una raggiante Virginia Wade mentre si inchina di fronte alla Regina. Borg sulle ginocchia. Ashe con il pugno levato alto. Pat Cash urlare verso la tribuna degli invitati, Venus saltare verso il cielo, John Isner mentre si lascia cadere al suolo, Federer in ginocchio col busto all’indietro, Sharapova mentre chiama la madre, Djokovic e Navratilova inchinarsi per strappare un ciuffo d’erba da… masticare, e mille altri distesi sulla propria schiena.

 

Traduzione a cura di Michele Brusadelli

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Ufficiale: l’edizione 2020 di Wimbledon è stata cancellata a causa del coronavirus

Nessuna sorpresa, lo Slam londinese non si disputerà quest’anno dopo 75 edizioni consecutive. Previsto il rimborso dei biglietti

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Novak Djokovic e Roger Federer - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

La decisione è arrivata nel giorno annunciato, ed è purtroppo quella che tutti si attendevano. Il Board of Governors di Wimbledon ha annullato l’edizione 2020 del Major londinese a causa della pandemia di COVID-19. Contestualmente ATP e WTA hanno annunciato la sospensione del circuito fino al 13 luglio: salta dunque tutta la stagione su erba ad eccezione del torneo di Newport.

Il comunicato integrale:

È con grande rammarico che il Main Board dell’All England Club (AELTC) e il comitato di gestione dei Championships hanno deciso oggi che i Championships 2020 saranno annullati a causa dei problemi di sanità pubblica legati all’epidemia di coronavirus. I 134esimi Championships si svolgeranno invece dal 28 giugno all’11 luglio 2021.

 

Il nostro primo pensiero è andato soprattutto alla salute e alla sicurezza di tutti coloro che contribuiscono a mettere in piedi Wimbledon: il pubblico nel Regno Unito e visitatori da tutto il mondo, i nostri giocatori, ospiti, membri, personale, volontari, partner, appaltatori e residenti locali – nonché la nostra grande responsabilità nei confronti degli sforzi della società per affrontare questa sfida globale che sta cambiando il nostro modo di vivere.

Dall’inizio dell’emergenza dell’epidemia di coronavirus (COVID-19) a gennaio, abbiamo seguito le indicazioni del governo del Regno Unito e delle autorità sanitarie pubbliche in relazione alle nostre attività per tutto l’anno, oltre a cercare di ipotizzare la probabile traiettoria dell’epidemia nel Regno Unito. Ciò ci ha permesso di analizzare l’impatto delle restrizioni governative sul consueto inizio in aprile dei preparativi significativi richiesti per organizzare i Championships, nella data originale del 29 giugno, o in una data successiva sempre nell’estate del 2020.

Queste considerazioni sono in particolare legate alle preoccupazioni sollevate dagli eventi di massa e alla pressione sui servizi medici e di emergenza, nonché alle restrizioni di movimento e di viaggio sia nel Regno Unito che nel mondo. Ritenendo probabile che le misure del governo continueranno ancora per parecchi mesi, riteniamo di dover agire in modo responsabile per proteggere il gran numero di persone necessarie per preparare i Championships da rischi – dall’allenamento di migliaia di raccattapalle, agli ufficiali, ai giudici di linea, steward, giocatori, fornitori, media e appaltatori che si riuniscono all’AELTC – e di considerare allo stesso modo che le persone, le forniture e i servizi legalmente richiesti per organizzare i Campionati non sarebbero comunque disponibili in nessun momento questa estate, rendendo impossibile lo spostamento in avanti.

A seguito di una serie di deliberazioni dettagliate riguardo a quanto sopra, è opinione del Comitato di gestione che la cancellazione dei Championships sia la migliore decisione nell’interesse della salute pubblica e che essere in grado di fornire certezza prendendo questa decisione ora, piuttosto che tra diverse settimane, sia importante per tutti coloro che sono coinvolti nel tennis e nei Championships. Gli spettatori che hanno pagato i biglietti attraverso l’estrazione pubblica di Wimbledon per i Championsips di quest’anno riceveranno il rimborso dei biglietti gli verrà offerta la possibilità di acquistare i biglietti per lo stesso giorno e campo dei Championships 2021. Ci metteremmo in contatto direttamente con tutti i possessori dei biglietti.

Inoltre, abbiamo tenuto conto dell’impatto che questa decisione avrà su coloro che si affidano ai Championships – compresi i giocatori e la comunità di tennis in Gran Bretagna e in tutto il mondo – e stiamo sviluppando piani per supportare questi gruppi, lavorando in partnership con l’LTA e gli altri organismi di comando del tennis globale. Questo vale anche per il nostro leale personale, verso il quale prendiamo molto seriamente le nostre responsabilità.

Ian Hewitt, presidente dell’AELTC, ha commentato: “Questa è una decisione che non abbiamo preso alla leggera, e lo abbiamo fatto con il massimo rispetto per la salute pubblica e per il benessere di tutti coloro che si riuniscono per mettere in scena Wimbledon. Ha pesato molto sulle nostre menti il fatto che la disputa dei Championships sia stata interrotta in precedenza solo dalle due Guerre Mondiali ma, a seguito di un’attenta e approfondita considerazione di tutti gli scenari, riteniamo che sia una misura in linea con questa crisi globale che alla fine sia la decisione giusta quella di annullare i Championships di quest’anno e concentrarci invece su come possiamo sfruttare la grande quantità di risorse di Wimbledon per aiutare coloro che fanno parte delle nostre comunità locali e non solo. I nostri pensieri vanno a tutti coloro che sono stati e continuano a essere influenzati da questi tempi senza precedenti“.

Richard Lewis CBE, Amministratore delegato dell’AELTC, ha commentato: “Sebbene in qualche modo questa sia stata una decisione complessa, crediamo fermamente che non sia solo nel migliore interesse della società in questo momento, ma dia anche certezza ai nostri colleghi nel tennis internazionale dato l’impatto dei tornei su erba nel Regno Unito e in Europa e per estensione sul calendario del tennisAbbiamo apprezzato il supporto di LTA, ATP, WTA e ITF nel prendere questa decisione, e i nostri amici e partner che organizzano eventi su erba così importanti nella preparazione di Wimbledon. Vorrei ringraziare il governo del Regno Unito e le autorità sanitarie pubbliche per la loro guida e il loro sostegno e faremo tutto il possibile per aiutare i loro sforzi nell’affrontare la crisi.

Infine, vorrei ringraziare tutti coloro che amano Wimbledon, per la loro comprensione in queste circostanze uniche e indiscutibilmente difficili. È la vostra passione per i Championships che ha plasmato il nostro torneo nel corso degli anni e continuerà a farlo, e non vediamo l’ora di preparare dei Championships fantastici per il 2021”.

I nostri sforzi si concentreranno ora sul contributo alla risposta all’ emergenza e sul sostegno alle persone colpite dalla crisi del coronavirus. Abbiamo iniziato a distribuire attrezzature mediche e offerto l’uso delle nostre strutture al Servizio sanitario nazionale e alla London Resilience Partnership, l’insieme di agenzie a Londra che combattono la battaglia contro COVID-19. Stiamo collaborando con le autorità locali di Merton e Wandsworth, in particolare per la distribuzione di alimenti, e stiamo distribuendo forniture di cibo attraverso la nostra partnership con City Harvest.

La nostra associazione di beneficenza, la Wimbledon Foundation, offre sostegno finanziario alle nostre comunità locali attraverso la nostra partnership con la London Community Foundation e, più in generale, alla popolazione di Londra e del Regno Unito attraverso la nostra partnership con la Croce Rossa britannica, l’ente benefico di emergenza della Fondazione.

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Wimbledon deciderà la prossima settimana: niente porte chiuse, sarà rinvio o cancellazione

Un comunicato annuncia che la decisione verrà presa nei prossimi giorni, ma è stata già esclusa l’opzione di giocare senza pubblico

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Novak Djokovic - Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @wimbledon)

Si avvicina a grandi passi la data che deciderà le sorti dell’edizione 2020 di Wimbledon. Un comunicato comparso sul sito ufficiale dello Slam londinese annuncia la convocazione di un meeting d’emergenza del board dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club per la prossima settimana, al termine del quale verrà presa una decisione. Rimangono in piedi soltanto due ipotesi: cancellazione del torneo e spostamento, poiché nel comunicato si legge che non verrà presa in esame la possibilità di giocare a porte chiuse.

Di seguito la traduzione integrale del comunicato:

L’AELTC conferma che sta proseguendo con una dettagliata valutazione di tutti gli scenari per i Championships 2020, incluso lo spostamento in avanti e la cancellazione in seguito alla pandemia da COVID-19.

 

L’AELTC sta preparando piani di contingenza fin dallo scorso gennaio, lavorando a stretto contatto con il Governo del Regno Unito e le autorità di sanità pubblica per seguirne le indicazioni e capire il probabile impatto causato dal COVID-19 e dalle misure di emergenza imposte dal governo sui Championships. I nostri pensieri vanno a tutti coloro che sono colpiti da questa crisi in questo momento.

Una riunione di emergenza del Main Board dell’AELTC è programmata per la prossima settimana e per prepararci ad essa stiamo comunicando in modo stretto con la LTA, l’ATP, la WTA, l’ITF e gli altri tornei dello Slam. I lavori di preparazione per i Championships dovrebbero cominciare a fine aprile.

Al momento, su indicazione delle autorità della sanità pubblica, la breve finestra a nostra disposizione per mettere in piedi i Championships in virtù della superficie di gioco ci suggerisce che lo spostamento in avanti non sia privo di rischi e difficoltà. Giocare a porte chiuse è stato formalmente escluso.

A seguito delle indicazioni del governo, tutti i terreni dell’AELTC all’All England Club, Wimbledon Park Golf Club e Raynes Park sono al momento chiusi con il mantenimento delle operazioni minime per salvaguardare i campi in erba e la sicurezza dei luoghi.

L’AELTC, attraverso la nostra fondazione benefica, la Wimbledon Foundation, sta offrendo supporto alle nostre comunità locali e per estensione alla popolazione di Londra e al Regno Unito attraverso le nostre collaborazioni con la Croce Rossa Britannica e l’ente benefico City Harvest.

Il Cavalier Richard Lewis, Chief Executive dell’AELTC ha commentato: “La sfida senza precedenti rappresentata dalla crisi causata dal COVID-19 continua a pesare sul nostro modo di vivere in modi che non avremmo potuto immaginare e i nostri pensieri vanno a tutti coloro che sono stati colpiti nel Regno Unito e in tutto il mondo. La singola e più importante priorità va alla salute pubblica e siamo determinati ad agire responsabilmente con le decisioni che prenderemo. Stiamo lavorando duramente per dare certezza ai nostri piani per il 2020 e abbiamo convocato una riunione di emergenza del Main Board dell’AELTC per la prossima settimana, durante la quale sarà presa una decisione”.

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