ATP Atlanta: Nick Kyrgios trionfa, secondo titolo da professionista

In una finale lottata seppur non entusiasmante a livello di gioco, Nick Kyrgios ha la meglio in due tiebreak del tre volte campione di Atlanta John Isner. L’australiano ha giocato finalmente una partita costante e senza pause. Il premio è il best ranking al numero 16

ATP Atlanta: Nick Kyrgios trionfa, secondo titolo da professionista

[2] N. Kyrgios b. [1] J. Isner 7-6(2) 7-6(4)

Le ultime tredici edizioni di Atlanta hanno visto trionfare per undici volte uno statunitense. Di queste undici, le ultime tre sono state vinte da John Isner, prima testa di serie e finalista per il quarto anno consecutivo. Il compito di Nick Kyrgios sembra dunque particolarmente difficile, non solo perché i due incontri precedenti l’hanno già visto perdere contro l’americano. Per Isner questa è anche la ventunesima finale in carriera, il bilancio è pari. Per Kyrgios è solo la terza, dopo quella vinta a Marsiglia contro Cilic e quella persa ad Estoril contro Gasquet.

 

Kyrgios in semifinale si è lasciato andare ai soliti momenti di distrazione e svogliatezza, probabilmente anche dovuti ad una superiorità netta nei confronti dell’avversario, che gli sono costati il secondo set. Oggi però di pause se ne può concedere poche, un break subito contro Isner vuol dire spesso perdere il set. L’americano ieri, contro la nuova promessa americana Opelka, non ha mai perso il servizio durante tutto l’arco della partita, conquistando l’83% dei punti al servizio.

Il cielo di Atlanta è coperto da nuvoloni neri quando Isner inizia la partita alla battuta. Nel secondo gioco arriva il primo momento critico del set: Kyrgios commette un doppio fallo ed un paio di errori e va subito sotto 0-40. Il servizio viene in aiuto e arrivano cinque punti consecutivi. Il set è salvo, non nasce subito con i titoli di coda. Anzi, ad avere le maggiori opportunità per il resto del set è proprio l’australiano: sono due le occasioni per il break, una nel quinto gioco annullata da un ace e l’altra nel decimo da una buona discesa a rete chiusa da una volée smorzata di rovescio. Dopo tre quarti d’ora si arriva quindi al tiebreak.

Primo punto e primo minibreak: bruttissimo errore di dritto dell’americano che si concede poi ad un altro errore nel quarto punto. Un minuto e Kyrgios è già sul 4-0. Da lì, con una strana ma piacevole stabilità, l’australiano riesce ad amministrare senza patemi il vantaggio e conquista il primo set 7 punti a 2. Dieci ace a testa ma una maggiore solidità dell’australiano nel momento in cui contava.

Sembra infatti di assistere quasi ad uno scambio di personalità. Isner spesso non rincorre neanche i colpi: prova ad indovinare l’angolo come dovesse parare un rigore, ma puntualmente sbaglia direzione e lascia andare il punto. Kyrgios pare invece essere particolarmente concentrato, per quanto non debba fare molto se non tenere il servizio. La partita però, a metà secondo set, sembra non essere mai decollata ed è francamente poco spettacolare. Nel secondo set infatti si seguono i servizi senza che nessuno dei due si avvicini alla remota idea di un break o anche di una palla break, se non per un unico turno arrivato ai vantaggi sul servizio di Kyrgios nell’undicesimo gioco. Il secondo tiebreak, preceduto da tuoni e lampi, è l’esito più giusto e scontato di una finale che difficilmente verrà ricordata tra le migliori di Atlanta. L’australiano prende subito un minibreak di vantaggio, ma due errori di rovescio sul suo servizio, uno in palleggio e l’altro in salto, lo costringono alla rincorsa. Isner provvede subito a rimettere la situazione in parità, proprio davanti ai primi segni di squilibrio di Kyrgios, con un doppio fallo. Una volée lunga di Isner su un buon passante tra i piedi dell’australiano, riporta però Nick avanti: 4-3. Due ace ed arrivano i primi match point. Un altro doppio fallo drammatico dell’americano regala la finale e il secondo titolo in carriera per Kyrgios.

Partita finalmente giocata con la testa dall’australiano, sempre concentrato sul risultato e costante sia al servizio che nei momenti decisivi. Isner ha giocato un po’ in rimessa, probabilmente condizionato nei movimenti da qualche problema fisico al ginocchio sinistro. Best ranking per Kyrgios che raggiunge la sedicesima posizione in classifica.

Lorenzo Dicandia

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