US Open, donne: clamoroso, crolla l'oro olimpico Monica Puig. Muguruza in rimonta, Kvitova batte Ostapenko

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US Open, donne: clamoroso, crolla l’oro olimpico Monica Puig. Muguruza in rimonta, Kvitova batte Ostapenko

Prima giornata del singolare femminile: subito fuori la campionessa di Rio Monica Puig che fa solo sei game. Petra Kvitova avanza senza particolari problemi, Muguruza costretta agli straordinari. Keys rimonta Riske nella partita terminata più tardi nella storia degli US Open

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S. Zheng b. [32] M. Puig 6-4 6-2 (Manuel Dicorato)

Vittoria in trasferta per la cinese Zheng Saisai che, nel vecchio Grandstand pieno di caraibici, ha dominato la campionessa olimpica di Rio, quella Monica Puig che due settimane fa aveva messo in riga le più grandi tenniste del mondo. L’inizio del match è incoraggiante per la portoricana, che in un battibaleno si porta 4-1. Corre, corre tantissimo, dimostrando una condizione atletica eccezionale e grande acume tattico di fronte alle continue variazioni dell’avversaria. Quando tutto il pubblico si immaginava una facile vittoria della testa di serie numero 32 il match prenda la piega opposta. La partita finisce sostanzialmente a metà primo set, quando nel sesto game la cinese toglie il servizio alla più accreditata avversaria. Quello che mette in mostra la Puig nei successivi quattro game del primo set è un tennis che non può essere considerato nemmeno lontano parente di quello di Rio e dei primi cinque game. Improvvisamente la palla non sta mai dentro e quelle poche volte che non sbaglia la cinese la porta a fare interminabili scambi, molto spesso dando variazioni continue che mandano in tilt la regina di Rio.

Nel secondo set la trama non cambia, la Puig vince il primo e l’ultimo game al servizio del set; nei due successivi, infatti, la numero 60 del mondo si prende il break con forza e determinazione. Il 6-4, 6-2 finale in appena settantanove minuti è il punteggio più giusto per quanto visto in campo. La Zheng, infatti, ha avuto il pallino del gioco per lunghi tratti, non ha avuto remore ad attaccare la rete e da fondo campo è stata precisa ed intelligente. Dopo aver sorpreso Monica Puig, la Zheng affronterà la Bondarenko: una vittoria la porterebbe per la prima volta al terzo turno in un Major.

 

[3] G. Muguruza b. [Q] E. Mertens 2-6 6-0 6-3 (Domenico Giugliano)

Nella prima giornata del torneo femminile dell’US Open, quarto e ultimo slam della stagione, fa il suo debutto Garbine Muguruza, numero tre del mondo e vincitrice dell’ultimo Roland Garros, ma reduce da un periodo che definire critico è piuttosto riduttivo. La sua avversaria, sul campo Armstrong, è la belga Elise Mertens, numero 214 del ranking, proveniente dalle qualificazioni. Si tratta del primo precedente tra me due nel circuito. Il match inizia subito in salita per la campionessa spagnola. Perde subito il servizio nel primo game. Sembra nervosa e poco mobile sulle gambe. Gli errori non forzati nei primi quattro games sono ben 12 e nel quinto c’è addirittura il doppio break per la giovane belga che vola sul 4-1 pesante, soffre poco nei suoi due turni di battuta successivi, e chiude il set in 28 minuti con il punteggio di 6-2. Il secondo parziale parte decisamente in maniera diversa. La Muguruza sembra finalmente lucida e attenta al servizio e si ricorda che appena due mesi e mezzo fa ha vinto, brillantemente, il suo primo slam. Strappa il servizio in apertura e concede le briciole alla Mertens sulla propria battuta, mettendo a segno anche qualche ace. La belga, andata decisamente sopra ritmo nel primo set, sbaglia palla su palla e così, in un amen, appena 24 minuti, si arriva al 6-0 Muguruza che rimette il match sui giusti binari. Il terzo set parte dopo una lunga pausa di almeno 10 minuti per un cambio vestito delle signorine e un piccolo problema respiratorio per la Mertens. La spagnola parte con qualche piccola titubanza nei primi tre games del set decisivo, ma sul 2-1 sembra esserci lo strappo decisivo con la testa di serie numero 3 che strappa a zero il servizio alla belga che sembra decisamente troppo leggera per reggere il gioco della spagnola. Improvvisamente, però, Garbine si spegne di nuovo, si fa recuperare il break e si arriva sul 4-3 in totale equilibrio. Nell’ottavo game la Muguruza, dopo tre palle break annullate brillantemente dalla belga, riesce a strappare la battuta grazie ad un millimetrico errore di rovescio della Mertens. Si va 5-3 e, nonostante altri tentennamenti della campionessa del Roland Garros, Garbine chiude la partita dopo un’ora e 56 minuti. Partita bruttina e con molti errori per la testa di serie numero tre. Se avesse avuto davanti una giocatrice di maggior livello sarebbe stata dura per lei uscire vincitrice dall’Armstrong. Adesso incontrerà al secondo turno la lettone Sevastova, vincitrice in due set della Schmiedlova.

[2] A. Kerber b. P. Hercog 6-0 1-0 rit. (Bruno Apicella)

La rincorsa di Angelique Kerber al numero 1 del mondo parte con una vittoria molto agile al primo turno degli US Open. La tedesca  dopo aver dominato il primo set, infatti, ha approfittato del ritiro della slovena Polona Hercog: la numero 120 del mondo, sotto 6 a 0 e 1 a 0 nel secondo set, non è riuscita a continuare il suo match sull’Arthur Ashe Stadium di New York. Era stata la campionessa in carica degli Australian Open a partire subito forte nell’incontro concretizzando alla prima occasione una palla break che le ha permesso poi di andare sul 3 a 0. La numero 120 del mondo si è dimostrata troppo fallosa e ha provato a variare utilizzando il back di rovescio che, però, è finito sempre fuori dal campo. Se Hercog ha provato a forzare i colpi, Kerber non ha mollato un solo punto ed è riuscita ad imporre il suo gioco grazie al quale è andata agevolmente sul punteggio di 5 a 0. Mentre Hercog si è ritrovata a servire per impedire il bagel; prima del game di servizio, però, la numero 120 del mondo ha chiesto l’intervento del medico pare per un problema di pressione.

Al rientro in campo la numero 2 del ranking WTA ha chiuso sul 6 a 0; dopo aver perso anche il primo game del secondo set Polona Hercog si è ritirata a causa dei problemi fisici avvertiti sulla fine del secondo parziale. Kerber, quindi, avanza al secondo turno dell’ultimo slam dell’anno dove attende Mirjana Lucic-Baroni. Hercog, in ogni caso, per aver perso sette game porterà a casa un montepremi di 43.300 dollari. Già l’anno scorso erano scoppiate diverse polemiche sul caso di Vitalia Diatchenko ritiratasi al primo turno degli US Open con Serena Williams. I giocatori che disputano tornei minori, infatti, visto il montepremi alto del primo turno, hanno un incentivo maggiore a scendere in campo anche con problemi fisici e giocare qualche game per poi ritirarsi. Questo, però, a discapito dello spettacolo per il pubblico e di quegli altri tennisti che, in caso di ritiro del giocatore infortunato, potrebbero scendere in campo e avere la chance di termine l’incontro.

[14] P. Kvitova b. J. Ostapenko 7-5 6-3 (Pierluigi Maienza)

Il debutto negli US Open per la Kvitova è tutt’altro che banale: il sorteggio la pone di fronte alla lettone Ostapenko che si è aggiudicata i due confronti diretti: entrambi quest’anno ed entrambi per 2-1, il primo sul cemento di Doha ed il secondo sull’erba di Birmingham. Pur in un ottimo momento di forma, con la medaglia di bronzo olimpica e la semifinale raggiunta a New Haven, la tennista ceca inizia il match molto contratta cedendo i primi due turni di battuta ma recuperandone subito uno: dal 3-1 la Ostapenko salva solo una palla break portandosi a servire per il match sul 5-4 e a due punti dal set sul 30 pari. In questo frangente la Kvitova è più abile nello sfruttare le opportunità e ristabilire la parità sul 5-5 alla seconda palla break. La lettone accusa evidentemente il colpo e subisce l’allungo della propria rivale che tiene il servizio e chiude il primo set 7-5 con quattro punti consecutivi. Il secondo set si apre con la Kvitova chiamata a fronteggiare tre palle break al terzo gioco: la ceca tiene il servizio e si porta sul 3-1. In questo momento la maggiore solidità della ceca, che sollecita spesso l’errore della Ostapenko, induce a ritenere il match già indirizzato. Nel settimo gioco, tuttavia, due doppi falli della Kvitova consentono alla Ostapenko di ristabilire la parità fino al gioco successivo in cui quest’ultima viene nuovamente brekkata: al servizio sul 5-3 e sul 30-0 per due errori della lettone, la Kvitova chiude la partita con due splendidi lungolinea di diritto che le regalano l’accesso al secondo turno.

[13] J. Konta b. [WC] B. Mattek-Sands 6-3 6-3 (Diego Serra)

Vince Johanna Konta numero 14 della WTA contro la statunitense Bethamie Mattek-Sands, numero 109 del mondo. Per la trentunenne tennista di casa, nata nel Minnesota a Rochester, una wild card degli organizzatori per entrare in tabellone. Primo set e le prime palle break da affrontare sono per Bethamie, che però si difende bene e si salva. Konta però le impone subito un break nel game successivo di servizio a stelle e strisce, ma soprattutto su battuta inglese non si gioca, chiude Johanna senza concedere un punto per due volte consecutive. Altro break Konta nel nono game e set chiuso per 6 a 3. Secondo set e si parte con il break nel quarto game della giocatrice inglese, Mattek-Sands ha la sua grande occasione nel settimo game, dove colleziona 4 palla break, costringe finalmente alla difensiva l’inglese e gioca bene. Ma non basta perché Konta si salva. E anzi nel game successivo sale 30 a 40 e ha già un primo match point, che non sfrutta, per andare però poi a servire per il match e portarsi a casa la partita con un turno di battuta tenuto a zero. Ora per Johanna Konta c’è Pironkova.

C. Wozniacki b. [Q] T. Townsend 4-6 6-3 6-4 (Paolo Di Lorito)

Wozniacki inaugura l’ultimo anno del Grandstand vincendo e soffrendo contro la 146 del mondo Taylor Townsend la quale, un po’ lontano dal suo peso forma, fa una prestazione degna di nota. La giocatrice afro-americana proviene dalle qualificazioni e ha superato i tre turni senza perdere un set; con Caroline ci ha già giocato due volte ma non ha mai vinto. Townsend nei primi game si trova un po’ spaesata, il suo gioco è un po’ confusionario e tatticamente non è impeccabile e di conseguenza va sotto di un break. Ma la mancina ventenne, aiutata dal pubblico e anche dai suoi colpi straordinari, infila una serie di 4 giochi consecutivi e si guadagna la possibilità di servire per il set. Sul 5-4 commette qualche errore banale tra cui uno smash largo di metri, dovuti anche al momento particolare, ma alla terza opportunità riesce a chiudere con un servizio vincente. La cosa che sorprende nel gioco di Townsend è la facilità con la quale gioca il dritto in corsa riuscendo mandare la palla ovunque, e anche il suo tocco sotto rete è sorprendente.

Nel secondo set la danese è più nervosa e dopo un rovescio in rete scaglia al racchetta a terra, però è Townsend ad essere più fallosa, e forse iniziando a sentire la pressione, subisce il break in apertura a 0. Il parziale scivola via senza ulteriori sussulti e ci si gioca tutto al terzo. A questo punto il caldo e la stanchezza inizia a farsi sentire per entrambe le atlete che tra un game e l’altro vanno a cercare i pochi spazi d’ombra vicino ai cartelloni pubblicitari, mentre gli scambi cominciano a farsi più lunghi e intensi. La fluorescente americana torna a picchiare duro da fondo anche se con un tentativo terribile di smorzata concede la prima palla break del set sul 3 pari. Grazie ad una battuta vincente riesce a salvarsi, tuttavia due game più tardi proprio con il colpo che oggi le aveva dato innumerevoli vincenti, il dritto, Townsend commette tre gratuiti e manda l’ex numero uno del mondo avanti 5-4. Wozniacki, che fino a quel momento non era riuscita a trovare un modo per risolvere la situazione e si era voltata spesso verso il suo coach in cerca di aiuto, si ritrova tra le mani un’opportunità d’oro per portare a casa il match e dopo aver salvato una palla break – sprecata malamente da Taylor – chiude l’incontro. Emblematico l’ultimo punto: un comodo dritto della statunitense, come tanti ne aveva giocati fino a quel momento, finisce lungo di molto.

[8] M. Keys b. A. Riske 4-6 7-6(5) 6-2 (Antonio Ortu)

È un derby statunitense quello che chiude il primo lunedì a Flushing Meadows. Sull’Arthur Ashe, Madison Keys, dopo il bronzo sfiorato a Rio e la rinuncia a New Haven, inizia la caccia alla sua prima finale Slam, contro Alison Riske, n.60 WTA, contro cui non ha mai perso nel circuito maggiore e che non supera il 1° turno allo US Open dal 2013. Tuttavia nel primo set la Riske è più concreta e disinnesca gran parte delle azioni d’attacco della sua connazionale. Il break arriva nel terzo gioco e si rivelerà decisivo nel primo parziale, vinto meritatamente 6-4 dalla 26enne di Pittsburgh. A inizio secondo set, la 21enne va ancora a sbattere contro la difesa della Riske che piazza subito il break e sale 2-0, prima di subire la reazione della Keys che, trovando un po’ più di costanza, riporta il match in parità. Dopo tante palle break non sfruttate dal lato della testa di serie n.8, si arriva al tie-break: la Riske da 2-4 si guadagna la chance di chiudere al servizio sul 5-4, ma la Keys non ci sta e con due dritti poderosi forza il match al set decisivo. Quando a New York è l’1.20, inizia la terza frazione. Dopo due pericolose palle break annullate in apertura, la Riske perde la battuta da 40-0, lasciando che la Keys completi la rimonta, in 2 ore e 25 di alti e bassi. Molto positivo il servizio per Madison (chiude con 13 aces) che se la vedrà al secondo turno con Kayla Day, wild card classe 1999, detentrice del torneo junior. Il match passa alla storia come l’incontro femminile terminato più tardi nella storia dello US Open (01.48 ora locale).

Risultati:

[8] M. Keys b. A. Riske 4-6 7-6(5) 6-2
[WC] K. Day b. M. Brengle 6-2 4-2 rit.
[Q] Y. Duan b. M Sakkari 6-4 4-6 6-3
N. Osaka b. [28] C. Vandeweghe 6-7(4) 6-3 6-4
M. Niculescu b. [18] B. Strycova 6-3 6-7(3) 6-1
[Q] A. Bogdan b. S. Cirstea 0-6 7-5 6-2
C. Wozniacki b.[Q] T. Townsend 4-6 6-3 6-4
[9] S. Kuznetsova b. F. Schiavone 6-1 6-2
[13] J. Konta b. [WC] B. Mattek-Sands 6-3 6-3
T. Pironkova b. [WC] V. Razzano 6-1 6-2
A. Petkovic b. [Q]  K. Kucova 7-6(6) 6-3
[24] B. Bencic b. S. Crawford 6-7(6) 6-3 6-4
S. Zheng b. [32] M. Puig 6-4 6-2
K. Bondarenko b. S.W. Hsieh 6-0 7-5
A. Sevastova b. A.K. Schmiedlova 6-3 6-3
[3] B.G. Muguruza b. [Q] E. Mertens 2-6 6-0 6-3
[7] R. Vinci b. A.L. Friedsam 6-2 6-4
C. McHale vs M. Barthel 6-2 6-2
Y. Putintseva b.  S. Lisicki 6-1 6-2
C. Witthoeft b. [30] M. Doi 6-4 6-1
L. Tsurenko b. [21] I. Begu 6-0 6-4
[Q] Y. Wang b. [Q] A. Van Uytvanck 6-3 7-6 (4)
E. Rodina b. [WC] D.R. Collins 6-1 6-2
[12] D. Cibulkova b. M. Linette 6-2 6-3
[14] P. Kvitova b. J. Ostapenko 7-5 6-3
C. Buyukakcay b. I. Falconi 6-2 6-1
[WC]  L. Davis b. A. Sasnovich 6-2 4-6 7-5
[22] E. Svitolina b. [Q] M. Minella 6-7(5) 6-0 6-2
S. Rogers b. [27] S. Errani 6-4 7-6(3)
[Q] C. Bellis b. V. Golubic 6-2 6-3
M. Lucic-Baroni b. A. Cornet 6-4 6-1
[2] A. Kerber b P. Hercog 6-0 1-0 rit.

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US Open, Djokovic: “Ormai tutto si riduce agli Slam”

Intervista pre-torneo con Novak, rilassato e sorridente. Il numero uno è contento di avere Federer e Nadal nel consiglio ATP, e ammette di pensare soprattutto ai Major

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Novak Djokovic, pic by Art Seitz

da New York, il nostro inviato

Tradizionale chiacchierata prima del via, con i media, per il campione uscente di New York e numero uno ATP Novak Djokovic. Il fuoriclasse serbo è sembrato, come sempre d’altronde, molto misurato nelle sue dichiarazioni, anche riguardo alle vicende “politiche” che hanno interessato il Players Council, dalle dimissioni di Justin Gimelstob fino alla recente “discesa in campo” di Federer e Nadal.

Justin Gimelstob si è preso le sue responsabilità, ora starà a lui risolvere la faccenda. A me è dispiaciuto, perchè era una risorsa capace per il council.
New York mi porta bene? Mah, nel tennis non credo molto alla fortuna, personalmente qui ho sempre giocato bene specialmente di notte, mi piace l’atmosfera che si crea nell’Arthur Ashe. A Wimbledon è molto diverso, ma è bello così, avere diversi ambienti negli Slam.”


Un piccolo fastidio durante l’allenamento di oggi aveva dato da pensare: “Tutto bene con il mio piede, solo un accenno di vesciche, succede a tutti. Il movimento in campo, la capacità di essere sempre in equilibrio sono le cose più importanti per un tennista. Io ho le caviglie molto flessibili, può essere che sia per via del fatto che da piccolo ho sciato molto. Roger ha il miglior footwork, probabilmente anche il mio è efficace, riesco a scivolare su qualsiasi superficie, e questo mi permette di arrivare a prendere palle che altri giocatori non riuscirebbero a raggiungere”.

 

Si torna, inevitabilmente, a parlare dell’epica finale di Londra: “Roger a Wimbledon e Rafa in Australia 2012 sono sicuramente i due incontri al top per me, nella mia carriera, i più memorabili. Ma nel tennis di oggi non hai quasi mai tempo di fermarti a riflettere, a ripensarci. Passano tre, quattro settimane al massimo, e sei di nuovo in campo. Magari quando smetterò, o rallenterò la mia attività, avrò modo di pensarci con calma.
Raggiungere i titoli Slam di Roger, so che la gente ne parla, la strada è lunga però. Lo stesso fatto che se ne parli per me è gratificante, e mi mette anche un certo grado di responsabilità, perchè è chiaro che è un mio obiettivo riuscirci, e sono molto motivato al riguardo. Ho 32 anni, le cose cambiano, ma mi sento ancora giovane, anche se il tempo passa. Ormai tutto si riduce agli Slam, sono gli eventi che contano davvero, e io cerco di arrivare al mio meglio per giocarli
.

In conclusione, si parla di associazione giocatori: “Avere il numero 1, 2 e 3 ATP nel Player’s Council è una cosa importante, notevolissima, non era mai successo prima, e penso che questo impegno di leggende come Roger e Rafa possa portare a cose positive senz’altro.


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US Open: Paolo Lorenzi in main draw, Anderson si ritira

Paolo Lorenzi entra in tabellone grazie al ritiro di Kevin. Buon primo turno con il 1410 ATP Svajda

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Kevin Anderson, numero 17 ATP, salta lo US Open a causa di un infortunio al ginocchio destro. La stagione del sudafricano, già condizionata dall’infiammazione al gomito, subisce l’ennesimo stop. Al suo posto, come lucky loser, entra il nostro Paolo Lorenzi che si era fermato alle qualificazioni solo al turno finale contro un ostico Vesely al terzo set. L’italiano se la vedrà con una wild card americana, il sedicenne Zachary Svajda, numero 1410 ATP all’esordio da professionista.

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US Open: Lorenzi, che peccato! Vince Vesely 7-6 al terzo

Dopo una grandissima battaglia esce con tanto rammarico, ma tra gli applausi, Paolo Lorenzi

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Vince Jiri Vesely ma solamente al tie break del terzo contro uno straordinario Paolo Lorenzi che ha dimostrato ancora una volta quest’oggi le sue grandi doti da lottatore. La partita è girata veramente su pochi episodi, andati tutti a favore del ceco: il primo di questi è sul 4-4 del primo parziale dove Lorenzi riesce a procurarsi una palla break dove ha una concreta occasione di tirare un passante vincente ma il braccio trema, la traiettoria risulta troppo centrale e Vesely chiude la volèe tenendo quel servizio e breakkando l’italiano nel game successivo chiude il primo parziale. Dopo aver tenuto con grande sofferenza i games di servizio ad inizio secondo Paolo cede la battuta e Vesely va a servire per il match sopra 5-3: dopo essere andato sul 30-0 il braccio del ceco trema, inizia una lunga striscia di errori provocati dalla grandissima resistenza di Lorenzi che in fase difensiva diventa un autentico muro,raccoglie una striscia di otto punti a due che gli vale l’aggancio sul 5-5. La striscia prosegue, il mancino ceco inizia a innervosirsi e non raccoglie più un punto fino alla fine del secondo set, con Lorenzi autore di un perfetto game in risposta con due passanti bellissimi e successivamente anche di un solido game di servizio che gli permette di incamerare il secondo parziale. 

Giunti al terzo set, complice qualche decisione arbitrale molto dubbia, Lorenzi inizia ad innervosirsi a sua volta, sull’1/1 30-15 non viene chiamata una palla fuori di diversi centimetri a Vesely che manda su tutte le furie il tennista toscano che nel game successivo subisce il break con un ace sul 30-40 che viene corretto in out dal giudice di sedia facendo innervosire nuovamente Lorenzi. Il campo 15, intanto, diventa una bolgia, nessun posto a sedere viene lasciato vuoto e parecchi incitano in modo molto sostenuto Lorenzi che raccoglie tutta l’energia e riesce a controbreakkare il suo avversario salvando anche due palle break nel game successivo, raggiungendo così Vesely sul 3-3. Dopo qualche game interlocutorio Lorenzi va a servire sotto 4-5 e da 40-15 si ritrova a fronteggiare un match point, dove caparbiamente opta per il serve and volley e annulla con coraggio questa ghiotta occasione per il ceco con uno smash vincente. Sul 5-5 il tennista toscano ha l’occasione di far girare definitivamente il match in suo favore, conquista una palla break dove c’è ancora volta il rammarico per una decisione arbitrale molto dubbia, con un ace, il ventesimo della partita, che viene convalidato a Vesely nonostante le tante proteste di Lorenzi e del suo angolo

Il giusto epilogo di questa grande battaglia è il tie break del primo set dove Lorenzi parte bene conquistando il primo punto dopo uno scambio lunghissimo, ma successivamente crolla improvvisamente, i suoi colpi perdono man mano profonditá e Vesely inizia a comandare il gioco non sbagliando più nulla, issandosi prima sul 4-1 e chiudendo poi con un netto 7-2, sfogando tutte le sue emozioni in un lunghissimo urlo liberatorio. Ora per Lorenzi si attende la graduatoria dei lucky loser: essendo la terza testa di serie più alta uscita al turno decisivo resta ancora qualche remota possibilitá di vedere Paolo nel Main Draw. 

 

Gli altri risultati – Seconda apparizione in uno Slam consecutiva conquistata da Dominik Koepfer, che a 22 anni ha ottenuto per la prima volta l’accesso tra i primi 1000 giocatori al mondo e solamente tre anni dopo si ritrova a competere nei tornei più prestigiosi del circuito, grazie ad una vittoria in due set sul giapponese Uchiyama. Entra anche Hyeon Chung, dopo una stagione molto complicata il tennista coreano sembra rientrato in buona forma e ha sconfitto rapidamente Mikael Ymer con lo score di 6-1 6-3. Bella vittoria del bielorusso Ivashka in due set ai danni del polacco Majchrzak, quarta testa di serie del tabellone cadetto; tra i tennisti a stelle e strisce si qualifica Jenson Brooksby tra i maschi, Taylor Townsend e Caroline Dolehide tra le femmine. 

Il tabellone di qualificazione maschile


Gli accoppiamenti dei qualificati (tabellone maschile)

Sinner vs [23] Wawrinka
Koepfer vs Munar
Brooksby vs Berdych
Kwon Soon vs Dellien
Nagal vs [3] Federer
Benchetrit vs Dzumhur
Vesely vs Berankis
Barrere vs Norrie
Donskoy vs [12] Coric
Trungelliti vs [7] Nishikori
Giraldo vs Bublik
Gerasimov vs Harris
Garcia-Lopez vs [14] Isner
Kamke vs [32] Verdasco
Chung vs [WC] Escobedo
Ivashka vs [WC] Kokkinakis

Il main draw completo

Gli accoppiamenti dei qualificati (tabellone femminile)

in attesa del sorteggio

Il main draw completo

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