ATP Pechino: Dimitrov firma l'impresa, battuto Nadal. Anche Murray in semifinale

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ATP Pechino: Dimitrov firma l’impresa, battuto Nadal. Anche Murray in semifinale

Pechino, quinta giornata: Grigor Dimitrov fa l’impresa, batte per la prima volta Nadal. È di Murray il derby-Brit su Edmund. Sfida generazionale Zverev-Ferrer: la spunta lo spagnolo. Raonic vince due partite in 10 ore

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Il protagonista indiscusso di questa giornata è ancora una volta Grigor Dimitrov, che batte per la prima volta in otto incontri Rafael Nadal. Ieri, contro Lucas Pouille, aveva mostrato segni di cambiamento e maturità, così come a Cincinnati; ebbene oggi ne abbiamo avuto la conferma, visto che non ha quasi mai sbagliato scelta e ha mantenuto la concentrazione al massimo su ogni punto. Dobbiamo comunque prendere in considerazione anche il fatto che il maiorchino ha giocato piuttosto male, specialmente al servizio: infatti ha concesso almeno una palla break in otto game su nove al servizio, cedendo i primi cinque.  Dimitrov, dal canto suo, non è partito meglio, subendo due break nei primi due turni di battuta. Dal sesto gioco in poi, però, il bulgaro è salito con la prima – fino a raggiungere l’86% di punti vinti nel secondo set – ed ha continuato a rispondere con costanza e profondità, mettendo sempre più in crisi lo spagnolo, disarmato anche nello scambio in cui fa fatica ad arginare l’ex baby fenomeno.

Rafa poi avrebbe anche l’opportunità di rientrare nel match grazie a due palle break concessegli sotto 3-4, su cui sbaglia due risposte. Superato il momento di difficoltà, Dimitrov chiude nel turno di battuta successivo: 6-2 6-4 il punteggio finale.

La testa di serie numero 1, Andy Murray, invece, non fa scherzi e approda in semifinale grazie alla vittoria sull’amico e compagno di Davis Kyle Edmund. La star della Next Generation, dopo aver superato le qualificazioni, è stato protagonista di due ottime vittorie anche nel tabellone principale, prima con Garcia-Lopez e poi con Bautista Agut (tds. 7). Nel primo set, inoltre, ha lottato alla pari contro un Murray spesso in difficoltà sulle sbracciate di diritto dell’avversario. La sua solidità, come sempre, la fa da padrone nei momenti decisivi, ovvero sulla parità oppure quando è costretto ad annullare un set point nel tie-break. Più incosciente invece il nativo di Johannesburg, che rischia sempre moltissimo: sul 9-9 però affonda prima un rovescio in rete e successivamente va fuorigiri con il diritto.

 

Quasi inevitabilmente Edmund cala nel secondo e così il parziale scivola via veloce in favore del numero due al mondo. Murray raggiunge la 58esima vittoria stagionale (2 vittorie e 3 sconfitte in più rispetto a Djokovic).

L’altra stella della Next Generation, Alexander Zverev, se la vedeva con David Ferrer (15 anni di differenza). I due hanno dato vita a un incontro molto strano, con diversi cambiamenti tattici e una serie infinita di cambi di fronte, dovuta soprattutto alle momentanee incertezze che i due hanno: il primo per la giovane età, il secondo per la difficoltà della stagione che sta vivendo.

Fino a questo incontro Ferrer non aveva ancora concesso palle break; oggi ne concede 13 in totale, cedendo il servizio 4 volte. Due di questi break arrivano nel secondo e nel terzo game in battuta. Il suo gioco è fin troppo remissivo anche per uno come lui; finisce con l’essere sballottato da una parte all’altra senza riuscire a costruire la sua classica rete di scambi. Sotto 4-1 e servizio Zverev, il 34enne spagnolo infila un parziale di 12 punti a 2 vincendo a zero entrambi i game in risposta grazie a scambi brevissimi. In qualche modo il giovane tedesco riesce a contenere l’aggressività del suo avversario, annulla due set point e vince un tie-break insperato.

La rabbia del valenciano per il set perso è tanta, ma fortunatamente riesce a incanalarla tutta nella direzione giusta, vincendo il secondo in assoluta scioltezza: 6-1.

Zverev si ricompone e ritrova il suo tennis da fondo campo, ma il suo problema oggi è il servizio: 52% di prime in campo con cui fa un punto su due, mentre con la seconda ne fa uno su tre; tant’è che nel terzo va in vantaggio per due volte di un break, ma in nessuno dei due casi riesce a confermarlo e, quando va a servire in svantaggio 5-6, non ha più sicurezza e finisce col cederlo per l’ottava volta.

Ferrer, sceso al numero 13 del mondo, affronterà proprio Murray in semifinale in quello che sarà il loro 20esimo confronto.

Milos Raonic è stato il primo a scendere in campo questa mattina nel match di secondo turno che ieri non era riuscito a disputare. Pochi i problemi avuti contro il tunisino Malek Jaziri con cui ha chiuso in due set abbastanza facili in meno di un’ora.

Il suo scoglio più grande quest’oggi è stato in realtà Pablo Carreño Busta che, come Raonic, aveva dovuto completare in mattinata il suo match di secondo turno interrotto ieri per pioggia, contro Richard Gasquet, oggi praticamente assente.

Il canadese, testa di serie numero 3,  grazie ad un inizio folgorante, non ha incontrato grosse difficoltà nel liberarsi anche dello spagnolo. Due break di vantaggio – poi ridotto a uno sul finire del set – gli hanno consentito di giocare molto più libero lungo tutta la partita. Nel secondo parziale la rottura è arrivata al settimo game, dopo che Carreno Busta aveva avuto una palla per portarsi avanti 4-3. Sebbene abbia fatto un salto di qualità enorme rispetto all’anno passato, allo spagnolo manca ancora quel qualcosa in più per riuscire ad avere un tennis completo da top ed avere una classifica ancora più alta. Ottimo comunque il suo torneo.

Domani in semifinale sarà proprio Raonic a vedersela con l’uomo del torneo, Grigor Dimitrov.

 

Risultati:

Secondo turno:

[3] M. Raonic b. M. Jaziri 6-3 6-4
P. Carreño Busta b. [8] R. Gasquet 5-7 6-4 6-1

Quarti di finale:

[1] A. Murray b. [Q] K. Edmund 7-6(9) 6-2
[5] D. Ferrer b. A. Zverev 6-7(4) 6-1 7-5
G. Dimitrov b. [2] R. Nadal 6-2 6-4
[3] M. Raonic b. Carreno Busta 6-4 6-4

 

 

 

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Roland Garros: buona la prima per Medvedev, Bagnis battuto con un triplice 6-2

Il russo approda al secondo turno dello slam francese superando in tre set l’argentino. Al secondo turno Djere o Berankis

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Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

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Dopo la sconfitta all’esordio sulla terra rossa in quel di Ginevra contro Richard Gasquet, ritrova il sorriso Daniil Medvedev che in un’ora e 38minuti liquida la pratica Facundo Bagnis, numero 103 del ranking ATP, e approda al secondo turno dello slam parigino, contro il serbo Laslo Djere.

 

Per il russo il successo è arrivato con un periodico 6-2; ha mostrato buona condizione fisica visti i recenti problemi fisici e l’intervento all’ernia, non cedendo alla fatica anche quando lo scambio si è allungato. Positive anche le statistiche con 35 vincenti messi a referto dal russo a fronte di 19 gratuiti, con ben 12 ace. Punto dolente i 7 doppi falli che con un avversario più ostico di Bagnis avrebbero potuto incidere in ben altra maniera. Dal canto suo l’argentino, anch’egli non al 100% della forma (era reduce dal ritiro al primo turno di Ginevra) ha provato a resistere alla potenza di Medvedev, cercando di muovere il russo. Tuttavia, Bagnis si è dimostrato troppo falloso e poco incisivo col servizio.

IL MATCH – Primo set dominato dal russo, che pronti via si procura il palla break. Bagnis ad inizio match è molto combattivo e con un’ottima combinazione servizio e attacco a rete si salva una prima volta, ma due vincenti uno di dritto e uno di rovescio al termine di due scambi durati rispettivamente 16 e 14 colpi regalano il break al numero 2 al mondo.

La seconda di Medvedev è poco incisiva e il russo paga dazio nel secondo game con Bagnis che si guadagna subito due occasioni per l’immediato contro break con un dritto incrociato che trafigge Medvedev a rete. Due aces ad oltre 190 km/h rimettono il game in equilibrio. Un rovescio out del russo e il primo doppio fallo dell’incontro rimettono la sfida in parità.

Da quel momento è un monologo del russo, 92% di punti vinti con la prima (dodici su tredici), 6 aces e una aggressività in risposta che mette in difficoltà un buon giocatore da rosso come Bagnis. A fare la differenza è stata la quantità di errori di Bagnis ben 11 contro i 5 del russo, mentre Medvedev che alterna corsa e potenza non soffrendo neanche gli scambi lunghi. Infatti, quando lo scambio si allungava Medvedev ha vinto 12 punti su 17 scambi andati oltre i 9 colpi.

Il dominio di Medvedev è totale nel secondo set, con il russo che con un doppio break si issa facilmente sul 4-0. Unico passaggio a vuoto il sesto game, con Medvedev che recupera da 0-40, beneficiando prima di un gratuito di Bagnis e poi mettendo a segno tre vincenti di dritto.

Il russo dimostra anche una certa confidenza al gioco sul rosso, sia per l’ottima capacità di lettura dei dropshot tentati da Bagnis, che quasi mai si rivelano pericolosi, sia per la buona capacità nel variare gli scambi con dei dropshot ben eseguiti che spesso trovano impreparato l’argentino.

Anche nel terzo set, così come nei due precedenti, Medvedev piazza il break in apertura approfittando ancora degli errori di Bagnis col dritto. A rimettere in gioco l’argentino ci pensa Medvedev nel corso di un orribile quarto game, nel quale mette in campo solo due prime, commette tre doppi falli e innervosito dalla situazione sparacchia out un dritto che rimette il set in equilibrio.

Bagnis però cede subito alla pressione del russo in risposta, che in un attimo si ritrova 0-40. L’argentino si salva per ben due volte ma poi spreca tutto con un dritto mal eseguito che finisce fuori in lughezza. La fuga di Medvedev viene certificata con il break del 5-2 con l’argentino che prova a correre Medvedev per tutto il campo ma si incarta con una palla corta sulla palla break che finisce in corridoio. Per Medvedev è una formalità chiudere al servizio l’incontro per il 6-2 finale.

Buona prestazione dunque per il russo, ma forse non basta questo match per dire che Medvedev sia tornato al top della forma considerando che in questa prova Slam, prima dello scorso anno aveva uno score di zero vittorie e quattro sconfigge: “Amo il Roland Garros dallo scorso anno, prima non potevo dirlo, non sono mai rimasto molto ha dichiarato il russo a fine incontro spesso la domenica per me era già finito. Quest’anno per fortuna ho iniziato il martedì e sono contento di aver vinto. Ci rivediamo giovedì

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Nadal: “Wimbledon? Sia l’ATP che il torneo hanno una parte di ragione”

Le parole di Rafa dopo l’esordio vittorioso in tre set su Thompson: “E’ stato un buon esordio, ma devo migliorare in tutto”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dopo i dubbi romani legati alle sue condizioni fisiche che hanno seguito la sconfitta contro Shapovalov, Nadal torna vincente e lo fa a Parigi con la vittoria n.299 in una prova slam, ai danni dell’australiano Jordan Thompson. Il piede che lo tormenta? Per ora è un ricordo lontano. La testa adesso è proiettata a fare bene, una partita alla volta, un passo alla volta. Ecco le parole dello spagnolo durante la conferenza stampa.

IL MODERATORE: Quanto eri felice della tua prima partita qui al Philippe Chatrier?

RAFAEL NADAL:Beh, è ​​un buon inizio, ovviamente, tre set filati. Questo è tutto. Voglio dire, ho giocato bene per un po’. Ci sono cose che potrei fare meglio e che devo fare meglio. Ma è un inizio positivo, e questo mi dà la possibilità di avere un altro giorno di allenamento domani e poi un’altra possibilità dopo domani”.

 

D. Passando al secondo round. Hai detto che c’erano alcune aree che vorresti migliorare. Quali sono queste aree? È questo il tipo di partita del primo turno che ti aspettavi di avere?

RAFAEL NADAL: “Non prevedo le cose (sorridendo). Non lo so. Ho bisogno di migliorare in tutti i modi. Penso di aver bisogno di migliorare il mio movimento, per qualche istante la velocità del mio diritto, la velocità di palla, che penso potrebbe essere migliore e dovrebbe essere migliore. È vero che ho fatto le cose bene, per un po’ è andata bene. È vero che oggi le condizioni erano più pesanti del solito qui, molto umido, il campo lento. Non so perché. Non so perché oggi il campo fosse molto umido, avendo il tetto sopra per molto tempo. Sì, voglio dire, sono contento della performance, comunque, no? È stato un inizio positivo. Poi ovviamente sono un tipo di giocatore che cerca sempre qualcos’altro, cose da migliorare. È quello che cercherò di trovare negli allenamenti di domani e poi nella prossima partita”.

D. Sembravi abbastanza in forma, almeno per il primo set e mezzo, ma come sta il tuo piede in questo momento? Come va l’infortunio? Con questo infortunio tu hai giocato solo cinque partite sulla terra rossa prima di Parigi, com’è il tuo livello di fiducia rispetto agli anni passati?

RAFAEL NADAL: “Ovviamente la fiducia è maggiore quando vinci Monte-Carlo, Barcellona, ​​Madrid o Roma. Senza dubbio le cose in questo mondo sono facili da capire, no? Quando vinci più partite e più tornei, hai più fiducia. Anche gli avversari lo sentono e alla fine sei più abituato al livello che devi giocare per vincere le partite. Quando questo non è il caso, le cose sono diverse. Ma non mi sarei mai aspettato di vincere 15 Monte-Carlo e Roma, quindi questa è la situazione oggi. Mi sono infortunato, e basta. Quello che è successo è passato, ed eccoci qui. Siamo al Roland Garros. Sono qui per fare del mio meglio. E come è il mio livello di fiducia, come sarebbero le cose o se non mi fossi fatto male, non lo so. Non lo sapremo mai. Non sono un grande fan del pensare alle cose che potrebbero accadere se — “se” è una parola pericolosa. E poi è il momento di accettare il momento, di accettare la situazione e di avere la fiducia per mettere tutti i miei sforzi in ogni singolo giorno, per migliorare sempre di più. Vediamo fino a che punto posso andare avanti”.

D. La mia domanda non riguarda la partita di oggi, ma Toni, tuo zio ed ex allenatore, che ora è consigliere di Felix Auger-Aliassime. Cosa ti ha dato all’inizio della tua carriera e che tipo di allenatore è? Cosa può dare a Felix nella sua carriera?

RAFAEL NADAL: “Beh, più di ogni altra cosa è mio zio, quindi quello che mi ha dato è: tutto. Gioco a tennis grazie a lui. Se sono un giocatore professionista, senza dubbio è merito suo, no? Per il resto è una domanda per Felix, non più per me. Puoi chiedergli quali sono le cose che sente che Toni gli porta, e sono sicuro che Toni può aiutarlo e lo sta aiutando in modo positivo. Ha molta esperienza ed è appassionato di questo sport. È intelligente, no? Sa molto di tennis, quindi sono sicuro che sarà in grado di aiutarlo“.

D. Qual è la tua opinione sulla decisione dell’ATP di rimuovere i punti in classifica da Wimbledon?

RAFAEL NADAL: “Non ho un’opinione chiara. Il problema da parte dei giocatori è sempre lo stesso. C’è sempre una persona e un board, una persona o un board che prendono le decisioni. E il resto delle persone che gestiscono l’evento seguono quella posizione. Nel nostro tour, ogni singolo giocatore ha un’opinione diversa, ed è per questo che non raggiungiamo mai le cose che potremmo ottenere se fossimo coesi. Alla fine, in questo mondo, è necessario che qualcuno prenda decisioni. Se io sono d’accordo o meno, oggi non importa. Il consiglio, il consiglio dell’ATP prende una decisione. Dobbiamo accettare questa decisione. Per il resto non sarò il giocatore che viene qui e che mette il mio board in una posizione difficile per la decisione che prende. Questo è il mio punto di vista. Penso che noi giocatori, non siamo preparati abbastanza bene per prendere decisioni importanti, perché alla fine è uno sport individuale. Ognuno ha la propria opinione personale in termini di quanto profitto ottiene da ogni singola decisione presa dall’ATP. Alla fine, capisco entrambe le parti. Rispetto e capisco la posizione di Wimbledon, senza dubbio, ma d’altra parte capisco e rispetto anche che l’ATP stia proteggendo i suoi membri. Questo è tutto. Non è che uno sta facendo una cosa negativa e l’altro sta facendo la cosa buona. A mio parere personale, hanno entrambi buone ragioni per prendere le decisioni che prendono oggi. Si spera che ATP e Wimbledon possano stare insieme e sedersi insieme e negoziare un futuro migliore per entrambe le parti”.

Q. Ho una domanda sul tuo avversario oggi. Ha servito in kick molto bene da sinistra. Quale pensi sia stata la cosa più difficile da superare per te in questa partita?

RAFAEL NADAL: “Beh, la partita è iniziata bene per me, no? Immediatamente ho avuto dei break, quindi i risultati dicono che è stata più o meno una partita solida da parte mia. È vero che quando sta servendo bene le cose diventano più difficili, no? È veloce. Ha buone gambe e può essere veloce e può essere pericoloso. Ma è vero che qui con un campo così grande come questo e giocando sulla terra battuta si hanno più possibilità contro un giocatore come lui che può fare grandi punti e grandi colpi, ma allo stesso tempo sbaglia anche lui. Quindi sulla terra è difficile”.

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Roland Garros: Nadal spazza via Thompson, smaltiti i dolori di Roma [VIDEO]

Il campione spagnolo supera nettamente l’ostacolo australiano presentandosi in buone condizioni fisiche

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

[5] Nadal b. Thompson 6-2 6-2 6-2

 

Si può definire un allenamento competitivo la sfida tra Jordan Thompson e Rafa Nadal, con il pluricampione spagnolo, accolto nel riscaldamento dalla lettura della sua interminabile lista di Roland Garros vinti come da rituale, che si è liberato della pratica Thompson con sei game totali lasciati all’australiano in poco più di due ore. Una sfida dal pronostico chiuso sin dal principio, oltre che per le ovvie capacità di Nadal, anche per la poca abitudine alla terra battuta di Thompson, che ha passato la partita a disperarsi dei punti e recuperi incredibili di Nadal, con tanto di saluto sorridente tra i due a fine match.

IL MATCH – Poco da dire sullo svolgimento del match, che ha visto Nadal eseguire tutto alla perfezione e trovare due break in tutti i set disputati. La lente d’ingrandimento era più sulle condizioni fisiche e tecniche di Nadal, che aveva sofferto della solita infiammazione al piede a Roma contro Shapovalov ed era sembrato addirittura in dubbio per il Roland Garros. Il tennista spagnolo però contro l’australiano ha mostrato una perfetta condizione atletica, condita dai suoi soliti recuperi strepitosi che hanno fatto innervosire tantissimo un disperato Thompson, che ormai non sapeva più che fare per conquistare un punto.

I colpi da fondo di Nadal sono filati via tranquillamente, anche se la poca competizione opposta da Thompson non può essere reputata troppo un termometro del gioco di Nadal, che comunque è apparso tirato a lucido e soprattutto senza particolari dolori. L’unica piccola nota dolente è stata il break subito nel secondo set, e in generale percentuali molto alte al servizio che però non si sono tramutate in troppi servizi vincenti. Comunque non un segnale di preoccupazione in vista delle prossime partite dato lo scarso rodaggio dello spagnolo, che sulla terra battuta ha potuto giocare solo a Roma e Madrid a causa dell’infortunio rimediato ad Indian Wells. Per Nadal ora ci sarà la sfida con l’estroso tennista francese Corentin Moutet, che ha impedito una partita dal sapore vintage tra Stan Wawrinka e il campione maiorchino.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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