Simone Bolelli pronto al rientro: “Sogno la Davis”

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Simone Bolelli pronto al rientro: “Sogno la Davis”

Nel 2017 tornerà in campo Simone Bolelli, fermo per infortunio da aprile. La fiducia di poter riemergere non l’ha mai abbandonato: ricomincerà dai challenger, ma con un occhio di riguardo per la Coppa Davis

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Simone Bolelli si sta allenando per rientrare nel circuito con l’ennesimo comeback di una carriera segnata da tanti, troppi infortuni che non ci hanno permesso di conoscere il miglior tennis del ragazzo di Budrio. Nel 2013 un’operazione al polso lo costrinse a fermarsi per quasi 10 mesi. Al suo rientro nel circuito da numero 321 Atp vinse il challenger di Bergamo; in aprile vinse a Vercelli da numero 332 e la settimana successiva concesse il bis a Tunisi. Qualificazioni e secondo turno al Roland Garros, qualificazioni e terzo turno a Wimbledon uniti alla vittoria del challenger di Oberstaufen hanno rappresentato l’apice del 2014. Nel 2015, invece, Simone ha giocato prevalentemente a livello Atp, entrando in top 50 e chiudendo l’anno con un parziale positivo di 28 vittorie al fronte di 26 sconfitte grazie a diversi piazzamenti nei quarti di finale conditi dagli scalpi di Raonic e Berdych, primi top 10 sconfitti in carriera. Il titolo a Dubai in doppio in coppia con Andreas Seppi ha rappresentato l’unico sussulto di un 2016 tremendamente sfortunato: ad aprile a Marrakech il ginocchio sinistro, malandato da mesi, cede definitivamente.

La successiva operazione a Villa Stuart con annesso processo di riabilitazione hanno costretto Bole a ripartire da zero. Attualmente la sua classifica è attorno alla 460esima posizione, ma questo non lo spaventa perché l’importante è che il fisico risponda bene alle nuove sollecitazioni:Il recupero sta procedendo bene, ho ripreso ad allenarmi in campo con continuità tutti i giorni senza accusare troppi fastidi; manca ancora un po’ di tono muscolare, ma la gamba sta bene”.

Il suo 2017 ripartirà dai challenger, ma il sogno è la Coppa Davis: “Tempo qualche settimana e partirò per il Sudamerica dove completerò la preparazione, sperando poi di poter disputare qualche challenger su terra battuta, anche se al momento però non sono in calendario, a differenza di quanto è avvenuto a inizio 2016. Facendo i debiti scongiuri, a febbraio credo proprio di essere pronto per la sfida di Coppa Davis in Argentina (dove potrebbe venire schierato in doppio al fianco di Fognini n.d.r.)”.

 

Sicuramente l’ennesimo infortunio del tennista emiliano è giunto inatteso in un momento nel quale le cose stavano finalmente funzionando. Dopo diversi anni bui nei quali navigava fra la centesima e la centocinquantesima posizione, era riuscito a riemergere tornando ai livelli che lo hanno portato ad essere il 36esimo giocatore più forte del mondo nel 2009, ma l’infortunio del 2013 lo bloccò nuovamente. Quello del 2016 poteva rappresentare la mazzata definitiva per molti, ma non per Simone che a 31 anni ci riprova, come dichiara al sito Fit:

“I mesi di inattività non sono certo piacevoli, anche perché ti mancano la competizione e la partita. Ci si deve armare di pazienza e non affrettare i tempi per evitare il rischio di complicazioni o ricadute. Tuttavia ho approfittato della lontananza dal circuito anche per risolvere un problemino alla spalla. E dal punto di vista tecnico sto lavorando sul rovescio, su come cambiare la rotazione della palla, e sto provando a rendere il mio tennis più aggressivo. Ora sono pronto a ricominciare da zero, non mi fa certo paura l’età. La mia priorità è la condizione fisica: stare bene per riuscire ad esprimere un certo tipo di gioco. Ci vorrà probabilmente un po’ di tempo ma penso che il mio tennis riemergerà. Adesso quel che conta è tornare a pieno regime perché, dopo aver perso un paio d’anni per gli infortuni, voglio giocare ad alti livelli altri 5-6”.

Superare il best ranking? Vincere finalmente un titolo Atp? Vincere la Coppa Davis? O semplicemente prendersi una rivincita contro il destino avverso? Forza Simone, la tua nuova carriera sta per cominciare.

Carlo Soldati

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Cecchinato vola al primo turno del Roland Garros: sono dieci gli italiani nel tabellone maschile

Il semifinalista dell’edizione 2018 domina Coppejans e si guadagna un posto nel main draw dello Slam parigino

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Alle porte del Roland Garros 2020, siamo sicuri di avere ben dieci italiani nel tabellone maschile. Agli otto che avevano già accesso diretto al main draw e a Lorenzo Giustino che si è unito giovedì dopo aver vinto l’ultimo turno di quali, si è aggiunto Marco Cecchinato. Dopo aver eliminato Glubis e Lestienne, Marco ha avuto vita facile contro il belga Kimmer Coppejans, numero 161 del ranking. Il match è durato appena un’ora di gioco, 6-1 6-2 il punteggio finale. Il primo set è stato un vero disastro per Coppejans: solo due punti vinti al servizio e una valanga di errori non forzati, spesso all’inizio del palleggio.

Sebbene il risultato sia piuttosto simile al primo, nel secondo parziale il belga è riuscito a tenere il ritmo più a lungo, ma Cecchinato si è rivelato troppo solido per lui. Ancora non sono stati rivelati gli accoppiamenti nel tabellone principale per i due qualificati azzurri: Marco è entrato nel torneo con la giusta mentalità e anche in una giornata complicata a livello climatico (vento molto fastidioso per tutto il match) è riuscito a gestire al meglio una partita che lo vedeva nettamente favorito. Ora spera in un primo turno abbordabile (cosa che non è capitata a tutti gli azzurri).

Magari lo vedremo in campo in un derby, dal momento che sia Seppi che Sonego attendono un qualificato. Marco vuole togliersi di dosso la maledizione dello Slam che è riuscito a sfatare solo nel 2018, quando raggiunse la semifinale proprio sui campi del Roland Garros: escluso quel torneo non è mai riuscito a vincere un primo turno in un Major (1 vittoria e 12 sconfitte in carriera).

 

Il tabellone delle qualificazioni con tutti i risultati aggiornati

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ATP Amburgo: niente da fare per Fognini contro Ruud

Partita a senso unico a favore di Casper Ruud che elimina Fabio Fognini all’ATP 500 di Amburgo

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Fabio Fognini - Internazionali d'Italia 2020 (foto Giampiero Sposito)

Finisce al secondo turno l’avventura di Fabio Fognini, testa di serie n.6, all’Hamburg European Open. Dopo la vittoria nel match d’esordio contro il tedesco Kohlschreiber, ammesso al tabellone principale grazie a una wild card, il ligure si è dovuto arrendere al norvegese Casper Ruud (n. 30 ATP), recente semifinalista agli Internazionali BNL d’Italia e giustiziere di Matteo Berrettini.

Con un doppio 6-3 in un’ora e 7 minuti, Ruud ha disposto abbastanza agevolmente del nostro Fognini, mettendo a segno una serie di sette giochi consecutivi che l’hanno portato dal 3-3 del primo set fino al 6-3, 4-0. Non si è mai avuto l’impressione che il match potesse cambiare direzione, tanto che c’è stata un’incredibile sequenza di 18 punti consecutivi in favore del norvegese tra la fine del primo parziale e l’inizio del secondo.

Prosegue dunque la dura strada del ritorno per Fognini, che dopo il doppio intervento chirurgico alle caviglie durante la pausa del Tour ha fatto vedere di non aver ancora recuperato appieno la propria condizione. Sotto lo sguardo attento del coach Corrado Barazzutti, presente ad Amburgo, nel torneo tedesco Fabio ha comunque vinto il suo primo incontro post-operatorio e si prepara ad affrontare l’impegno del Roland Garros nel quale al primo turno incontrerà il kazako Mikhail Kukushkin (n. 87 ATP) con il quale è 2-2 nei confronti diretti ma ha vinto l’unico dei precedenti disputatosi sulla terra battuta.

Risultati:

U. Humbert b. [Q] J. Vesely 6-4 6-3
C. Ruud b. [6] F. Fognini 6-3 6-3
D. Lajovic b. [8/WC] K. Khachanov 6-1 6-2
[2] S. Tsitsipas b. [Q] P. Cuevas 7-5 6-4

 

Il tabellone aggiornato

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Challenger

Grande Italia al challenger di Forlì: Musetti e Pellegrino volano in semifinale

Musetti non lascia scampo a Seppi e giocherà la seconda semifinale del 2020. Sarà invece una prima volta per Andrea Pellegrino, che sfiderà Thiago Monteiro

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Lorenzo Musetti e Andreas Seppi - Challenger Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

Peccato per Salvatore Caruso, che non è riuscito ad avere la meglio sul sudafricano Lloyd Harris – sesta testa di serie e n. 96 ATP – ma l’Italia si è difesa benissimo nel giovedì di Forlì e piazza due giocatori in semifinale: si tratta di Lorenzo Musetti e Andrea Pellegrino, per il quale sarà una prima volta.

Per primo è sceso in campo Lorenzo Musetti che ha vinto abbastanza facilmente contro Andreas Seppi (6-3 6-1). Entrambi iniziano un po’ contratti; sul 2-1 in suo favore, Musetti non riesce a sfruttare una prima palla break (alla fine saranno dodici contro… nessuna) anche perché Seppi si difende bene e la sua palla è molto pesante.

 “All’inizio non è stato facile perché Andreas ha un’esperienza incredibile ed io forse ho accettato troppo il suo gioco con lunghi scambi da fondo campo”

 
Lorenzo Musetti

Sul 3-2, però, Musetti sfrutta la seconda occasione dopo un lungo scambio pieno di tensione in cui entrambi hanno solo cercato di non sbagliare. A questo punto Seppi va un po’ in difficoltà, cerca di resistere ma oggi la sua mobilità non è la solita e sicuramente la lunga pausa non gli ha giovato. In un infinito settimo gioco Lorenzo tiene il servizio, lottando duramente ma senza concedere alcuna palla break. Sul 5-2 non concretizza ben tre set point ma l’epilogo è rimandato di poco: 6-3 il parziale della prima partita.

All’inizio del secondo set Seppi opera il massimo sforzo: 1-0 per lui e 0-30 su servizio Musetti, il quale con grande autorità piazza tre servizi vincenti uno dopo l’altro e qui praticamente la partita finisce. 

“Avevo fatto degli errori abbastanza stupidi e lui ne ha approfittato, ma da lì in poi ho davvero cambiato marcia. Ho cominciato a mettere le prime e lui non è più riuscito a fare un game. Se posso dirlo più per merito mio che demerito suo”

Lorenzo Musetti

Infatti Andreas abbandona progressivamente la partita come testimonia il simpatico siparietto quando, a partita abbondantemente segnata, si avvicina al pubblico pronunciando queste parole – piuttosto sconsolato: Davvero non so più cosa fare. Non ce la faccio più”.

A quel punto il pubblico, numeroso come sempre, comincia ad applaudire l’altoatesino, un applauso lunghissimo che vale da ringraziamento per tutto quanto di buono Andreas ha fatto. Per la sua carriera, per la sua professionalità e per la sua simpatia.

La partita è stata anche un simbolico passaggio di consegne tra il vecchio campione e il giovane emergente. Musetti ha impressionato non solo per la facilità di gioco e per l’incredibile manualità, cose che già si conoscevano, ma per la grande maturità con cui ha controllato tutte le fasi della partita.

“Anche se all’inizio non riuscivo a strappargli il servizio, devo comunque dire che ero io ad avere il pallino del gioco. E quando comandi lo scambio basta un attimo per andare avanti nel punteggio”, ha detto Musetti. Domani in semifinale sfiderà Lloyd Harris.

LA PRIMA DI PELLEGRINO – Subito dopo, Andrea Pellegrino ha conquistato a sua volta l’ingresso in semifinale battendo nettamente (6-4 6-2) il brasiliano Guilherme Clezar, 70 posizioni avanti a lui in classifica, con cui vantava un precedente favorevole lo scorso anno a Parma; in quel caso la vittoria arrivò al termine di una maratona di oltre tre ore. 

Andrea Pellegrino – Challenger di Forlì 2020 (foto Felice Calabrò)

“Ho giocato fin dal primo punto con grande intensità, come sto facendo da alcuni giorni sia in partita che in allenamento” ci ha detto Andrea. “Probabilmente è anche il frutto della collaborazione che ho avviato con Vincenzo Carloni con cui a Bari abbiamo lavorato molto bene dalla fine del lockdown”.

Domani per il tennista di Bisceglie il ventiseienne brasiliano Thiago Monteiro, n.88 ATP, per quella che sarà la prima semifinale challenger di Pellegrino dopo ben sette quarti di finale persi consecutivamente. “Ci ho giocato contro due volte e purtroppo ho sempre perso. Domani speriamo di fare meglio”.

A cura di Massimo Gaiba

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