Tennis USA in crisi d’identità: sport elitario o di massa?

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Tennis USA in crisi d’identità: sport elitario o di massa?

Viaggio nella crisi del tennis americano e le cause che portano i Millennial a scegliere altri sport

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Se è vero che gli inglesi possono vantarsi di aver inventato il tennis ben due secoli fa, è anche vero che la nascita del tennis professionistico moderno è in gran parte merito degli americani. Negli anni settanta e ottanta, più del 60% dei tornei del circuito ATP e quasi il 90% degli eventi WTA si disputava negli Stati Uniti. Nel 1980 sette dei primi dieci giocatori del mondo erano americani, così come cinque delle prime dieci giocatrici erano americane. John McEnroe, Jimmy Connors e Chris Evert godevano di una popolarità quasi equiparabile alle rockstar o ai divi hollywoodiani dell’epoca. Quasi ogni weekend i canali televisivi nazionali CBS, ABC e NBC trasmettevano a turno le fasi finali dei tornei ATP e WTA grazie ai rating assicurati dalla presenza delle star del tennis a stelle e strisce. Per non parlare poi degli spot pubblicitari che incessantemente passavano su tutti i canali americani a qualsiasi ora del giorno e della notte: dal tè Lipton ai rasoi Bic passando per il dentifricio Colgate, innumerevoli erano i brand che utilizzavano tennisti come testimonial. Proprio in quel periodo in America nascevano una serie di tennis academy che avrebbero per sempre cambiato la natura del tennis inteso come sport professionistico. Le scuole tennis americane si trasformarono in centri specializzati a 360 gradi dove un ragazzino di talento poteva essere “programmato” per diventare un campione o quantomeno un ottimo professionista. Tali strutture hanno sicuramente aiutato gli americani a rimanere sulla cresta dell’onda anche negli anni novanta, grazie a campioni prodotti da accademie sia della California (Sampras, Chang, Davenport) che della Florida (Agassi, Courier, Capriati e, pur non essendo originariamente americana, Seles).

Nel frattempo, il resto del mondo stava cambiando. Innanzitutto, lo smantellamento della vecchia Unione Sovietica e poi la disgregazione della Jugoslavia hanno lentamente aperto la strada a tennisti dell’Est europeo e dei Balcani. Ecco che gli americani nel giro di pochi anni si sono ritrovati ad affrontare una competizione quasi raddoppiata: non solo tennisti provenienti prevalentemente dall’Europa occidentale e dall’Australia, ma anche una schiera di affamatissimi avversari provenienti da Russia, Bielorussia, Polonia, Serbia, Croazia ecc. Atleti per la maggior parte di modeste origini e sicuramente più propensi al sacrificio del ragazzino medio americano cresciuto in ambienti benestanti e viziati.

Tuttavia, contrariamente agli americani, l’Europa occidentale non sembra essere stata minimamente scalfita dalla maggiore competizione portata da nuove nazioni tennistiche. Anzi, soprattutto in campo maschile, è diventata il nuovo baricentro del tennis mondiale. Paesi dalle grandissime tradizioni come Spagna e Francia hanno ripreso in mano le redini del nostro sport. La Svizzera, non contenta di averci dato il giocatore più titolato di tutti i tempi, ha sfornato anche una numero uno del mondo e un tre volte vincitore di Slam. Il Belgio ha primeggiato con due campionesse di altissimo livello. Persino la Gran Bretagna è riuscita ad avere un grande giocatore dopo oltre 70 anni di astinenza.

 

Invece come mai gli americani non sono più riusciti a produrre uno straccio di giocatore? Le vere cause vanno profondamente ricercate nella cultura del paese stesso e in una serie di circostanze che hanno portato al declino. La causa determinante nasce dal fatto che il tennis in America è rimasto sospeso nel limbo tra sport elitario quale era in passato e sport di massa quale sarebbe dovuto diventare in quest’ultima decade. Già verso la fine degli anni novanta, il tennis inteso come sport elitario è stato gradualmente sostituito dal golf. Se un tempo il figlio di un avvocato o di un ragioniere frequentava il tennis club, oggi il figlio di un imprenditore o di un amministratore cresce al golf club. Quasi ogni weekend i canali televisivi nazionali oggi trasmettono a rotazione le fasi finali dei tornei di golf e non più quelli di tennis. La programmazione tennistica è spesso relegata al canale di nicchia The Tennis Channel, solamente disponibile con l’abbonamento al pacchetto televisivo più costoso ed esclusivo, roba che una famiglia della classe media difficilmente riesce a permettersi. Figuriamoci le famiglie più povere. Sicuramente un abbonamento che la maggior parte dei fans di Serena e Venus Williams possono solamente sognare. Al tempo stesso, la famiglia elitaria abbonata a Tennis Channel non è probabilmente interessata a seguire le gesta di due tenniste di colore provenienti dai ghetti di Compton. Per coloro che si chiedono come mai le imprese di due campionesse leggendarie non siano riuscite a portare una nuova generazione di grandi giocatrici americane, la risposta è semplice: le sorelle Williams non sono Chris Evert, ovvero la biondina della porta accanto che proviene da famiglia benestante e incarna alla perfezione l’ideale femminile a stelle e strisce. Le imprese delle Williams difficilmente vengono propinate alle masse o alle zone più povere, in quanto tutto il movimento tennistico americano ragiona ancora con la mentalità di 20 anni fa quando il tennis era lo sport della classe bianca e ricca per eccellenza.  

Si è in pratica verificata una reazione a catena: la temporanea mancanza di campioni dell’era post Sampras-Agassi ha portato alla mancanza di interesse da parte dei media e degli sponsor, gli appassionati sportivi hanno smesso di seguire il tennis e i ragazzini hanno smesso di praticarlo. A questo riguardo, l’egocentrismo della cultura americana è stato sicuramente determinante. Il pubblico statunitense non è minimamente interessato a seguire eventi dove l’impero americano non vince. Inoltre va aggiunto che gli americani odiano partecipare in qualunque competizione dove non possono dominare. Ci si chiede spesso come mai la più ricca economia del mondo che vive quotidianamente di sport non abbia mai provato a sfondare seriamente nel calcio: non è che magari gli investimenti sono ostacolati dal rischio di non riuscire a dominare vista la già elevatissima competizione a livello mondiale? Meglio allora continuare a vivere di American football, dove la competizione mondiale è praticamente nulla e ci si può pregiare di essere i migliori.

Di fronte ad una competizione sempre più globale, il tennis per tornare ad avere successo negli USA e soprattutto attirare i Millennial americani deve assolutamente trovare un modo per arrivare alle masse, non può più permettersi di atteggiarsi a sport elitario. Altrimenti i ragazzini con il maggior talento sportivo finiranno sempre per scegliere American football, basket, baseball o hockey. Gli anni settanta e ottanta sono finiti da un pezzo.

Lorenzo Dellagiovanna

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Gli italiani in campo martedì 20 agosto, tra US Open e Winston-Salem. E c’è Giorgi al Bronx

Nove azzurri cercano un posto nello Slam statunitense, per Sinner c’è il derby con Viola. A Winston-Salem Fabbiano potrebbe giocare un doppio turno. Camila sfida Petkovic

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Jannik Sinner - Lexington 2019 (via Twitter, @ATPchallenger)

Altra giornata ricca di appuntamenti per il tennis azzurro, che ha messo tenda negli Stati Uniti sulla strada verso lo US Open. Si completa il programma del primo turno proprio delle qualificazioni maschili e femminili dello Slam di Flushing Meadows, mentre è di scena il secondo turno nell’ATP 250 di Winston-Salem (dove Fabbiano deve recuperare il primo turno con Rublev, quindi è pronto all’eventuale doppio impegno) e nel Bronx Open WTA di New York, con Giorgi protagonista.

Per agevolarvi il compito, vi proponiamo in ordine d’orario la programmazione dei match dei tennisti italiani nei quattro tornei. Le qualificazioni dello US Open sono coperte televisivamente dalla piattaforma Eurosport Player. Da Winston-Salem sarà possibile assistere su Supertennis solo ai match del campo centrale (dove non giocano gli azzurri), mentre le dirette del Bronx Open partiranno solo venerdì.

  • Giorgi vs Petkovic – Bronx Open secondo turno (Viktor Kiam Stadium, ore 17)
  • Giustino vs Garcia Lopez– US Open Q maschili (campo 17, primo incontro ore 17)
  • Giannessi vs Wolf – US Open Q maschili (campo 4, primo incontro ore 17)
  • Mager vs Rubin – US Open Q maschili (campo 11, primo incontro ore 17)
  • Lorenzi vs Lopez Perez – US Open Q maschili (campo 10, secondo incontro ore 18.30/19)
  • Caruso vs Chung – US Open Q maschili (campo 9, secondo incontro ore 18.30/19)
  • Cecchinato vs Millman, ATP 250 Winston-Salem secondo turno (campo 2, ore 19)
  • Fabbiano vs Rublev, ATP 250 Winston-Salem primo turno (campo 3, ore 19)
  • Gatto Monticone vs S. Peng – US Open Q femminili (campo 10, terzo incontro: ore 20/21)
  • Di Giuseppe vs Mc Hale – US Open Q femminili (campo 11, terzo incontro: ore 20/21)
  • M. Viola vs Sinner – US Open Q maschili (campo 16, terzo incontro: ore 20/21)
  • Fabbiano/Rublev vs Ramos Vinolas, ATP 250 Winston-Salem secondo turno
  • Sonego vs Hoang/Dzumhur – ATP 250, Winston-Salem (ore 01 circa)

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Gli italiani in campo lunedì 19 agosto. Bronx Open, Winston-Salem e qualificazioni US Open

Undici italiani impegnati oggi tra qualificazioni US Open, Bronx Open e Winston-Salem. C’è anche l’esordio di Andy Murray, a notte inoltrata

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Sarà un lunedì a tinte fortemente azzurre negli Stati Uniti, che rimarrà la casa del tennis internazionale per altre tre settimane. In due città diverse, New York e Winston-Salem, undici italiani (otto uomini e tre donne) saranno impegnati in quattro tornei differenti: il Bronx Open, l’ATP 250 di Winston-Salem e i tabelloni di qualificazione maschile e femminile dello US Open 2019.

Di seguito il dettaglio della programmazione degli italiani, in ordine d’orario. Gli incontri di qualificazione dello US Open saranno visibili sulla piattaforma streaming Eurosport Player.

  • Napolitano vs Riffice – US Open Q maschili (campo 13, primo incontro ore 17)
  • Giorgi vs Gasparyan – International, Bronx Open (ore 18 circa)
  • Trevisan vs Gracheva – US Open Q femminili (campo 13, secondo incontro: ore 18:30/19)
  • Baldi vs Ramanathan – US Open Q maschili (campo 8, terzo incontro: ore 20/21)
  • Cecchinato vs Bublik – ATP 250, Winston Salem (ore 21)
  • Arnaboldi vs Gomez – US Open Q maschili (campo 10, quarto incontro: ore 22/23)
  • Marcora vs Giraldo – US Open Q maschili (campo 8, quarto incontro: ore 22/23)
  • Paolini vs Arconada – US Open Q femminili (campo 4, quarto incontro: ore 22/23)
  • Travaglia vs Benchetrit – US Open Q maschili (campo 4, quinto incontro: ore 00/01)
  • Gaio vs Zhang – US Open Q maschili (campo 5, quinto incontro: ore 00/01)
  • Fabbiano vs Rublev – ATP 250, Winston-Salem (ore 01 circa)

Gli incontri di Giorgi, Cecchinato e Fabbiano non saranno visibili su Supertennis. La diretta del Bronx Open partirà solo da venerdì, mentre la copertura dell’ATP 250 di Winton-Salem, quantomeno per la giornata odierna, è limitata agli incontri del campo centrale. Sarà possibile, però, assistere all’esordio di Andy Murray contro Tennys Sandgren attorno all’una italiana.

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US Open 2019: il tabellone delle qualificazioni femminili. 4 italiane, Paolini testa di serie

Sorteggiati gli accoppiamenti delle quattro ragazze italiane. Incrocio difficile per Di Giuseppe. Oggi in campo Trevisan e Paolini

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Jasmine Paolini - Roland Garros 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Oltre al tabellone maschile, a New York sono stati sorteggiati anche gli accoppiamenti del tabellone di qualificazione femminile dello US Open 2019. Sono quattro le italiane presenti, che aggiungendosi ai dodici maschietti compongono un totale di sedici tennisti azzurri che proveranno a superare le forche caudine del tabellone cadetto. L’obiettivo è aggiungere qualche unità alle sette già sicure del main draw, i sei uomini (Fognini, Berrettini, Cecchinato, Sonego, Seppi e Fabbiano) e l’unica donna (Giorgi).

Di seguito gli accoppiamenti delle quattro italiane:

[4] McHale vs Di Giuseppe
Gatto-Monticone
vs Peng
Gracheva vs Trevisan
[14] Paolini
vs Arconada

Di Giuseppe e Gatto-Monticone possono, eventualmente, sfidarsi al secondo turno. Di Giuseppe ha però ricevuto un pessimo trattamento dall’urna, che la ha riservato l’incrociato con la quarta testa di serie Christina McHale (n.103 WTA). Giulia dei miracoli invece, che quest’anno ha già superato le qualificazioni al Roland Garros e a Wimbledon, affronta la cinese Shuai Peng, ex n.14 del mondo ma attuale n.169. La cinese, dopo un ottimo finale di 2018 al rientro da una bizzarra squalifica, quest’anno è in profonda crisi e ha vinto una sola partita a Hua Hin.

Trevisan affronta la giovane russa Varvara Gracheva, classe 2000 e n.184, già affrontata e sconfitta nell’ITF di Contrexeville a luglio. Molto giovane anche l’avversaria di Paolini, testa di serie, che affronterà la ventenne di origini argentine naturalizzata statunitense Jordi Arconada. Jasmine è in un ottimo momento di forma ed è la nostra principale candidata a qualificarsi per il main draw: al secondo turno se la vedrebbe contro una tra Ruse e Cadantu, entrambe rumene.

PROGRAMMA DI GIOCO – Due delle nostre ragazze esordiranno già oggi, nella giornata di lunedì. Trevisan scenderà in campo attorno alle 19 italiane (secondo match sul campo 13, dopo Napolitano), mentre l’incontro di Jasmine Paolini è il quarto sul campo 4, dunque dovrebbe cominciare attorno alle 22:30/23 italiane.

Tutti gli incontri di qualificazione sono visibili sulla piattaforma streaming Eurosport Player.

 

Il tabellone completo
L’ordine di gioco completo di lunedì

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