AO, qualificazioni: debacle azzurra, passano solo Vanni e Fabbiano

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AO, qualificazioni: debacle azzurra, passano solo Vanni e Fabbiano

MELBOURNE – Il bilancio del primo turno di qualificazioni degli Australian Open è disastroso: al secondo round solo Vanni e Fabbiano. Fuori Cecchinato e Napolitano

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dal nostro inviato a Melbourne

Si respira aria di estate a Melbourne; la città si è svegliata questa settimana dopo la pausa natalizia, e come si vanno riempiendo gli uffici del CBD (il Central Business District) così il resto della città si va riempiendo di giocatori, tecnici, giornalisti, pubblico per l’edizione 105 degli Australian Open che inizia oggi col torneo di qualificazione maschile.

Sono 9 gli italiani in campo nella prima giornata: due soli raggiungono il secondo turno, Luca Vanni e Thomas Fabbiano.

 

Vittoria in 3 set per Thomas Fabbiano contro il mancino statunitense Klahn 6-4 6-7(3) 6-3 in poco più di due ore. Dopo aver perso il secondo set al tie break, Thomas ritrova la concentrazione e strappa il servizio all’avversario in apertura di terzo set, e – servendo bene – mantiene il controllo della partita. Affronterà nel secondo turn il giapponese (ex australiano) Akira Santillan.

L’altra vittoria viene dal derby italiano, dove Luca Vanni ha ragione di Federico Gaio in 3 set: 5-7, 6-2, 6-3. Un primo set altalenante, con Gaio che sorprende Vanni in apertura e poi piazza il break decisivo per portarsi a casa il primo set. Reagisce bene Vanni che – nonostante un primo servizio che non entra (38% di prime nel secondo set, 51% in totale) perde il turno una sola volta, strappando invece il servizio all’avversario in 3 occasioni, vincendo facilmente il secondo set e controllando il terzo. Affronterà nel secondo turno l’americano Sarkissian, classe 1990, n. 203 ATP.

In mattinata, sullo Show Court n.3 Marco Cecchinato – reduce da un turbolento 2016 – si arrende in tre set combattuti (3-6, 7-5, 5-7) alla testa di serie n.2 del tabellone di qualificazione, lo statunitense Tiafoe, classe ’98 e attualmente n.108 al mondo, considerato uno delle grandi speranze USA.

Dura poco più di tre quarti d’ora l’avventura di Matteo Donati, che si ritira contro lo Sloveno Kavcic a cause di problemi alla schiena sul 3 pari del secondo set, dopo aver perso seccamente il primo per 6-2. Kavcic affronterà nel secondo turno Stepanek, che si è complicato la vita con lo statunitense Bangoura (16 partecipanti a stelle e strisce al torneo di qualificazione), vincendo in tre set 6-3 6-7(2) 6-2 e oltre 2 ore di gioco.

Il pomeriggio non va molto meglio con la sconfitta di Lorenzo Giustino contro il bielorusso Basic per 6-3, 3-6, 2-6 e di Riccardo Bellotti, liquidato dal francese Millot 6-3, 6-1 in un’oretta di gioco. Sfortunata anche la prova di Giannessi che che perde entrambi i set al tie break 7-6(6), 7-6(4) con il ceco Satral.

Infine Stefano Napolitano, dopo un bel 2016, scende in campo alle 5:45 pm tentando l’impresa contro il gigante statunitense Reilly Opelka (con i suoi 211 centimetri è il giocatore più alto del circuito ATP), vincitore nel torneo junior a Wimbledon nel 2015. Opelka è un baby Isner, che serve comodamente oltre i 200 km/h, inanella ace di prima e di seconda (saranno 25 a fine partita) e tira molto forte di dritto. Napolitano risponde bene – quando riesce a rispondere – e serve chirurgicamente, restando in partita fino al 5 pari, vincendo gli scambi di media durata. Anzi è lui ad avere l’occasione del primo set con 3 palle break (2 consecutive) sul 4 pari. “Non riesco a vedere la palla” si lamenta il gigante americano col suo box, ma si tira fuori dai pasticci con servizio e drittoni lungo linea e incrociato. Sul 6-5 per lo statunitense invece, Napolitano gioca un game sciagurato, e sebbene riesca a salvare un primo set point col servizio, si deve arrendere al un attacco fulminante di dritto da parte di Opelka, che si porta a casa il set 7-5. Il secondo set non ha storia, con Napolitano che guarda il suo angolo sconsolato, preso a cannonate dal giovane statunitense che si porta subito sul 3-0 e poi controlla il match. Finisce 7-5, 6-3 con un po’ di rammarico per una possibilità concessa e non concretizzata.

Tra le sorprese del primo turno ci sono la la testa di serie n.3, lo slovacco Kovalik, che perde in 2 set 6-3 6-3 contro l’argentino Trungelliti; il giovane statunitense Kozlov (n.7) – finalista del torneo junior del 2014, perso contro Alexander Zverev, complice un infortunio alla caviglia – liquidato dall’indiano Bhambri 6-1 6-4.

Domani inizia anche il torneo di qualificazione femminile che vede un’unica italiana in lizza: Jasmine Paolini che affronterà in mattinata la testa di serie n.7, la slovacca Sramkova.

Risultati:

[2] F. Tiafoe b. M. Cecchinato 6-3 5-7 7-5
B. Kavcic b. M. Donati 6-2 3-3 rit.
[30] V. Millot b. R. Bellotti 6-3 6-1
M. Basic b. L. Giustino 3-6 6-3 6-2
[31] T. Fabbiano b. B. Klahn 6-4 6-7(3) 6-3
L. Vanni b. F. Gaio 5-7 6-2 6-3
J. Satral b. [12] A. Giannessi 7-6(6) 7-6(4)
R. Opelka b. S. Napolitano 7-5 6-3

Qui tutti i risultati del primo turno

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US Open, Djokovic: “Ormai tutto si riduce agli Slam”

Intervista pre-torneo con Novak, rilassato e sorridente. Il numero uno è contento di avere Federer e Nadal nel consiglio ATP, e ammette di pensare soprattutto ai Major

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Novak Djokovic, pic by Art Seitz

da New York, il nostro inviato

Tradizionale chiacchierata prima del via, con i media, per il campione uscente di New York e numero uno ATP Novak Djokovic. Il fuoriclasse serbo è sembrato, come sempre d’altronde, molto misurato nelle sue dichiarazioni, anche riguardo alle vicende “politiche” che hanno interessato il Players Council, dalle dimissioni di Justin Gimelstob fino alla recente “discesa in campo” di Federer e Nadal.

Justin Gimelstob si è preso le sue responsabilità, ora starà a lui risolvere la faccenda. A me è dispiaciuto, perchè era una risorsa capace per il council.
New York mi porta bene? Mah, nel tennis non credo molto alla fortuna, personalmente qui ho sempre giocato bene specialmente di notte, mi piace l’atmosfera che si crea nell’Arthur Ashe. A Wimbledon è molto diverso, ma è bello così, avere diversi ambienti negli Slam.”


Un piccolo fastidio durante l’allenamento di oggi aveva dato da pensare: “Tutto bene con il mio piede, solo un accenno di vesciche, succede a tutti. Il movimento in campo, la capacità di essere sempre in equilibrio sono le cose più importanti per un tennista. Io ho le caviglie molto flessibili, può essere che sia per via del fatto che da piccolo ho sciato molto. Roger ha il miglior footwork, probabilmente anche il mio è efficace, riesco a scivolare su qualsiasi superficie, e questo mi permette di arrivare a prendere palle che altri giocatori non riuscirebbero a raggiungere”.

 

Si torna, inevitabilmente, a parlare dell’epica finale di Londra: “Roger a Wimbledon e Rafa in Australia 2012 sono sicuramente i due incontri al top per me, nella mia carriera, i più memorabili. Ma nel tennis di oggi non hai quasi mai tempo di fermarti a riflettere, a ripensarci. Passano tre, quattro settimane al massimo, e sei di nuovo in campo. Magari quando smetterò, o rallenterò la mia attività, avrò modo di pensarci con calma.
Raggiungere i titoli Slam di Roger, so che la gente ne parla, la strada è lunga però. Lo stesso fatto che se ne parli per me è gratificante, e mi mette anche un certo grado di responsabilità, perchè è chiaro che è un mio obiettivo riuscirci, e sono molto motivato al riguardo. Ho 32 anni, le cose cambiano, ma mi sento ancora giovane, anche se il tempo passa. Ormai tutto si riduce agli Slam, sono gli eventi che contano davvero, e io cerco di arrivare al mio meglio per giocarli
.

In conclusione, si parla di associazione giocatori: “Avere il numero 1, 2 e 3 ATP nel Player’s Council è una cosa importante, notevolissima, non era mai successo prima, e penso che questo impegno di leggende come Roger e Rafa possa portare a cose positive senz’altro.


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US Open: Paolo Lorenzi in main draw, Anderson si ritira

Paolo Lorenzi entra in tabellone grazie al ritiro di Kevin. Buon primo turno con il 1410 ATP Svajda

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Kevin Anderson, numero 17 ATP, salta lo US Open a causa di un infortunio al ginocchio destro. La stagione del sudafricano, già condizionata dall’infiammazione al gomito, subisce l’ennesimo stop. Al suo posto, come lucky loser, entra il nostro Paolo Lorenzi che si era fermato alle qualificazioni solo al turno finale contro un ostico Vesely al terzo set. L’italiano se la vedrà con una wild card americana, il sedicenne Zachary Svajda, numero 1410 ATP all’esordio da professionista.

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US Open ai blocchi di partenza: cosa dice la stampa americana.

Il New York Times alla vigilia del torneo oltre a soffermarsi sul torneo delle sorelle Williams, dedica alcune righe al nostro Jannik Sinner

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L’attenzione dei media americani in questi giorni si concentra sul big match tra Williams e Sharapova (e sulle quasi onnipresenti frizioni tra le due) e sui primi turni interessanti come Tsitsipas e Rublev e tra Auger- Aliassime e Shapovalov, altro match che potrebbe riproporsi spesso soprattutto nelle fasi finali degli slam.

Il New York Times dedica un interessante spazio a Venus Williams e del suo rapporto con il tennis e il padre, per poi tornare sul controverso episodio della finale femminile tra la sorella Serena e Naomi Osaka.
In coda anche un accenno al nostro italiano Jannik Sinner che si è qualificato per la prima volta per il main draw di un torneo dello slam. Il NY Times scherza sulla riservatezza dell’altoatesino che, anche dopo aver raggiunto un traguardo così importante ad appena 18 anni, (testualmente) “barely broke into a smile” sorride a malapena salutando i tifosi con la racchetta, prima di uscire “quasi annoiato” dal campo numero numero 11 senza rilasciare dichiarazioni.
Espansivo o meno, il suo tennis migliora a vista d’occhio e contro Wawrinka sarà un sontuoso piacere.

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