AO, statistiche 2T: la caduta di Djokovic. Istomin con il dritto, Murray in difesa

Djokovic commette 72 errori non forzati e cede al dritto di Istomin, senza trovare il rovescio da fondo. Crescono Wawrinka, Raonic e Murray. Analisi di Berdych e Zverev, prossimi avversari di Federer e Nadal

AO, statistiche 2T: la caduta di Djokovic. Istomin con il dritto, Murray in difesa

L’eliminazione di Djokovic

Se il primo turno non aveva regalato grandi sorprese, il secondo turno scuote le fondamenta degli Australian Open. Nelle ultime sei edizioni, Djokovic aveva perso soltanto un incontro, il celeberrimo quarto di finale contro il futuro campione Stan Wawrinka nel 2014. Djokovic non perdeva così presto in uno Slam da Wimbledon 2008, quando si arrese a Safin in tre set. In Australia però è già stato eliminato così precocemente, nelle sue prime due partecipazioni, nel 2005 e nel 2006, quando si arrese al primo turno.

 

Si è molto detto e scritto sulle cause che potrebbero aver portato il campione serbo a questo crollo, ma soffermiamoci sui numeri di questa partita, in cui Nole non ha sbagliato quanto i 100 gratuiti commessi contro Simon dodici mesi fa, ma ha comunque commesso un numero spropositato di errori. Le chiavi di lettura di questo match, dal punto di vista statistico:

– il lunghissimo inizio di match: 44′ per arrivare 3-3 e 1h25′ per concludere un estenuante primo set;

– Djokovic ha perso il primo set soprattutto a causa di poche prime (59%), bassa resa con la seconda (50%) e ben 9 non forzati di rovescio da fondo contro soltanto 4 vincenti di rovescio da fondo. Eccellente Istomin che gioca 27 vincenti nel primo set, di cui ben 11 di dritto dalla baseline;

– pur continuando a servire poche prime (58%), nel secondo Nole sale al servizio e con il dritto (5 vincenti da fondo contro 2 del primo), Istomin cala con i vincenti, soprattutto di dritto (solo 4 dalla baseline);

– nel terzo Nole cresce con la seconda (69% di punti vinti), ma Istomin smette di spingere, solo 3 vincenti in un intero set.

 il quarto set è il primo in cui Nole mette un buon numero di prime (67%), ma ottiene poco in risposta (33%) e soprattutto perde il rovescio da fondo (12 non forzati);

– Istomin vince il quinto grazie all’86% di punti vinti con la prima, fa solo 7 punti in risposta, ma ne concentra 4 nel game chiave, il quinto, e gioca ben 5 importantissimi vincenti dal fondo di dritto.

Nole perde pur avendo fatto ben 7 punti in più, ma 72 errori non forzati sono un’enormità, anche se la sensazione è che sulle magre spalle di Nole abbiano pesati i 4 Km corsi e le quasi 5 ore di match (4h48′). Dei 72 errori non forzati, 9 sono arrivati da doppi falli, 30 di dritto e ben 33 di rovescio. Istomin ha giocato un ottimo match (63 vincenti, 61 non forzati) ed ha sbagliato meno con il dritto (21) che con il rovescio (38). La differenza l’ha fatta il dritto di Istomin: 29 vincenti da fondo, 33 totali), meno incisivo con il rovescio (12 vincenti in tutto, solo 1 tra terzo e quarto set).

Istomin ha avuto set point in 4 set su 5, Nole soltanto in 3. Un ultima curiosità: Istomin ha servito 17 ace ed 1 servizio vincente, al netto di 3 doppi falli, Djokovic 14 ace, 2 servizi vincenti, ben 9 doppi falli. Se i due hanno servito mediamente alla stessa velocità con la prima (183Km/h), la seconda di Nole ha viaggiato a 7 Km/h in più.

La crescita di Wawrinka, Murray e Raonic

Uscito di scena Djokovic, unica testa di serie assieme a Lopez ad esser uscita nei primi due turni della parte bassa, i favoriti restano in tre. Tutti hanno mostrato una crescita tra primo e secondo turno. Vediamo un dato chiave per ognuno.

Wawrinka ha servito meglio rispetto al primo turno, lasciando a Johnson 5 palle break, senza mai farsi breakare. Per Stan, l’87% di punti vinti con la prima rappresenta uno standard nelle giornate di grande forma. Stan ha attaccato più del primo turno, 33 discese a rete in 3 set (23/33) e molto bene anche con vincenti (46) al netto di 25 non forzati, il bilancio di +21 è eccellente. Meglio il dritto (20-9 negli scambi) del rovescio (12-12).

Murray ha disposto di Rublev come fosse lo sparring partner di una seduta di allenamento. Numeri buoni, ma non eccellenti, tra cui spicca lo 0 alle palle break concesse, Murray ha speso pochissime energie fino ad ora, anche in questo caso ha corso poco, soltanto 1.6 Km, anche se è emblematico il fatto che abbia comunque corso più del suo giovane avversario, mostrando una scarsa propensione all’attacco. Unico dato negativo, i soli 2 rovesci vincenti, un solo passante di rovescio, contro ben 9 errori non forzati di rovescio da fondo. Insomma, Murray deve salire con il rovescio se vuole vincere il suo primo Australian Open dopo ben cinque finali perse.

Raonic disinnesca abbastanza facilmente un Muller apparso fisicamente stanco dopo la vittoria di Sydney maturata soltanto 4 giorni fa. Rispetto ai suoi standard, Raonic ha deciso di scendere poco a rete, soltanto 18 volte, addirittura soltanto 4 volte nel primo e secondo set, meno di una volta a game. Raonic ha servito 21 ace, giocato 56 vincenti e sbagliato veramente poco: tolti i 3 doppi falli, solo 12 non forzati in tutto l’incontro. Allo scoccare delle 2 ore di gioco, il canadese ha chiuso un match dove ha conservato preziose energie ed ha mostrato un dritto ben registrato: 20 vincenti da fondo contro soli 7 errori, complessivamente 24-7 con il dritto e 10-5 con il rovescio.

Il Fedal di fronte ad un terzo turno ostico

Cambiamo prospettiva e studiamo gli avversari dei due contendenti di vecchia data. Federer trova Berdych, che sconfisse l’anno scorso nei QF, ma che qui a Melbourne raggiunge i almeno i QF da sei anni consecutivi. Nadal trova il giovane Zverev, forse la migliore tra le promesse per il futuro, un match che potrebbe esser molto difficile se Nadal giocherà corto e lascerà campo al dritto potente di Zverev.

Berdych viene da 2 turni molto semplici. Ha giocato e speso pochissimo: soltanto 2h37′ in totale e 2.7 Km corsi sue e giù per il campo. Berdych ha giocato 4 set (ne è batato uno contro Vanni, poi ritiratosi), perdendo il servizio soltanto una volta, nel terzo set contro Harrison. Una nota sul servizio di Berdych: contro Harrison ha vinto più punti quando ha servito al centro (28), rispetto a quanti ne abbia vinti servendo esterno (19). Spiccano gli 8 punti vinti servendo al corpo con la seconda rispetto ai 4 con la prima. Dunque Berdych preferisce servire al corpo con la seconda, infatti ha in tutto servito ben 14 volte al corpo con la seconda e 4 con la prima. In generale, proprio al centro ha servito molto più spesso (34 volte) rispetto all’esterno (20 volte) ed al corpo (22 volte).

Zverev ha già speso molto: è rimasto complessivamente in campo 8 set e ben 5h50′. Nel primo turno ha giocato molto male con il dritto da fondo campocommettendo addirittura 19 errori non fozati, dato che in rapporto al numero di set è addirittura peggiorato nel secondo turno (16 non forzati). Contro Nadal non potrà permettersi tanti errori. Se però nel match di primo turno si è fatto brekkare 4 volte concedendo addirittura 16 palle break, nel match di secondo turno non ha mai perso il servizio, risultando più incisivo. Deve però assolutamente limitare i doppi falli, ne commette mediamente due a set (10 nei 5 set del 1T, 6 nei 3 set del 2T), circa uno ogni due turni di battuta, numero che potrebbe essere molto pericoloso contro Nadal.

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