La cannonata di Roberta Vinci

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La cannonata di Roberta Vinci

Tranquilli, non è passata al power tennis: si tratta soltanto del “privilegio” riservato alla campionessa di San Pietroburgo

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Paese (e torneo) che vai, usanza che trovi. Se di solito ai tennisti capita di assaggiare la cucina locale, o tenere in braccio animali esotici, chissà come si è sentita Roberta Vinci nel tornare a San Pietroburgo per difendere il secondo trofeo più prestigioso della sua carriera – perché il vassoio degli US Open sarà pure di consolazione, ma non c’è paragone – e scoprire cosa prevedeva il suo titolo di campionessa in carica. Un giro per la città innevata in compagnia di Kristina Mladenovic ma soprattutto la possibilità di… azionare un cannone!

Qualche bocca da fuoco d’epoca è conservata anche al Castello Aragonese di Taranto, casa di Roberta, ma questo era tutt’altra storia: un’arma da guerra in piena regola. Così, per una volta, è stata lei a trovarsi a sparare cannonate. Qualcosa che in campo non capita proprio spessissimo ma che sembra averla divertita assai. Senza però distrarla: nonostante il gelo della Russia a febbraio, la sua difesa del WTA Premier vinto lo scorso anno è partita al meglio, con il 6-4 al terzo set contro Timea Babos.

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Australian Open 2022: Barty strapazza anche Giorgi, fuori l’ultima italiana

Troppo fallosa la N.33 del mondo, che resta per troppo poco tempo in partita. Entrambi i set compromessi dai doppi falli di Camila

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Ashleigh Barty all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

[1] A. Barty b. C. Giorgi 6-2 6-3

Una Ashleigh Barty impeccabile sconfigge nettamente una Camila Giorgi mai in partita, vittima anche di gravi imprecisioni alla battuta. Dal canto suo l’australiana si è fatta bastare le sue doti balistiche ma Camila non l’ha mai impensierita così tanto da metterla nella posizione di dover usare le altre armi del suo fornito arsenale. Barty non ha ancora perso il servizio in questo Australian Open, mentre l’italiana oggi non è mai riuscita a prendere il controllo degli scambi per più di qualche episodio sporadico. Dispiace dirlo ma si chiude con una prestazione anonima l’undicesima partecipazione al terso turno di uno Slam per Giorgi, che se non altro è riuscita a vincere il quasi il doppio dei game che avevano vinto le due tenniste precedentemente battute dalla N.1 del mondo, le qualificate Tsurenko (un game) e Bronzetti (due).

Prosegue pertanto la marcia trionfale di Barty, che ha vinto 49 delle sue 57 partite da quando è cominciata la pandemia, incluso il suo secondo titolo Major l’anno scorso a Wimbledon, e ora per il quarto anno consecutivo raggiunge almeno gli ottavi nello Slam di casa. Lo scorso anno fu quarti di finale, due anni fa semifinale; ovviamente ora l’intenzione è fare ancora meglio – al prossimo turno c’è Amanda Anisimova battuta in tre set nell’unico precedente al Roland Garros 2019.

 

IL MATCH – Giorgi un po’ troppo scoordinata commette due doppi falli consecutivi che le costano il turno di battuta iniziale nel secondo game; una partenza peggiore era difficile immaginarsela. Prende troppi rischi anche per prevenire gli imminenti colpi d’attacco dell’australiana. Forse l’impatto con la Rod Laver Arena può aver influito sull’inizio un po’ troppo falloso dell’italiana. Col passare dei game infatti Giorgi aumenta l’intensità dei colpi, a partire dalla risposta profonda e centrale, e la disinvoltura con la quale riesce ad attaccare mette in difficoltà la N.1 del mondo. Le palle del contro-break (tre consecutive) arrivano sul 4-2, ma Barty, che col tempo ha migliorato sempre di più questo colpo, si è salvata con tre prime di servizio vincenti per poi chiudere il game con l’ace e salire 5-2. Una numero 1 del mondo non potrebbe comportarsi meglio.

Dopo il cambio palle Giorgi va al servizio ma i colpi da fondo tornano a scapparle lunghi, e arriva il primo set point. La sua aggressività ovviamente non cala neanche in questi momenti, e la minaccia viene solamente posticipata di qualche punto. Sul 40-40 un altro doppio fallo (lancio di palla calibrato davvero male sulla seconda) le costano un’altra palla break che vale anche il set. Barty invita a rete l’italiana e il rovescio in back in avanzamento finisce di poco largo: in 33 minuti la padrona di casa chiude 6-2.

La maledizione doppio fallo non viene sfatata neanche nel secondo set e con un altro errore alla battuta della N.33 del mondo arrivano altre palla break per Barty; quest’ultima passa quindi in vantaggio nel sesto game, salendo di nuovo 4-2. Nella maniera più efficace possibile, l’australiana si focalizza principalmente sui suoi turni di battuta che mantiene senza perdere un ’15’, e chiude senza affanni dopo 63 minuti per 6-2 6-3. Abbastanza impressionante la percentuale di punti vinti con la prima: 93%, cioè 25 su 27.


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Australian Open

Australian Open, Lorenzo Sonego battuto in quattro set da Miomir Kecmanovic [VIDEO]

Il N.3 d’Italia gioca una partita altalenante e si spegne quando il quinto set sembrava possibile. Il serbo agli ottavi di un Major per la prima volta: affronterà Gael Monfils

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Miomir Kecmanovic all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

M. Kecmanovic b. [25] L. Sonego 6-4 6-7(8) 6-2 7-5

La volée di rovescio a campo aperto affossata in rete sul match point assurge ad amaro simbolo della partita di Lorenzo Sonego, sconfitto in quattro set da Miomir Kecmanovic al terzo round dell’Australian Open. Mai il giocatore torinese si era spinto così avanti a Melbourne, e l’approdo alla seconda settimana in un Major per la terza volta in carriera non sembrava ipotesi così peregrina. Il tabellone, sconvolto dall’affaire Djokovic, si era messo benino dalle sue parti, e l’avversario, quel Kecmanovic dispensato dal derby fratricida con il concittadino fenomeno al primo turno, evocava lieti ricordi. Nei due precedenti l’aveva sempre spuntata Lorenzo, e nel secondo di questi, finale di Antalya 2019, aveva persino sollevato il primo trofeo in vita sua nel Tour maggiore.

Ma i corsi storici, ci perdonerà Giambattista Vico, non sempre ricorrono: favorito dal pronostico e opposto ad un rivale che non vinceva due partite di fila in un tabellone principale da aprile, Sonego ha giocato una partita molto altalenante, ci perdonerete l’eufemismo temerario, e colma di brutti errori: la proverbiale grinta non è stata – e non poteva essere – sufficiente a emendarli. Il numero tre italiano è partito contrattissimo, persuaso a prendere decisioni sbagliate da una fretta inspiegabile e incline a giocare male i punti importanti. Subìto il break, poi rivelatosi decisivo per le sorti del primo set, nel terzo gioco dell’incontro a causa di tre imprecisioni evitabili, Sonego ha fallito le prime quattro chance di togliere il servizio all’avversario nel quinto, inaugurando un copione che si sarebbe riprodotto per l’intera durata della contesa (alla fine due su tredici sulle palle break).

 

Lorenzo non è riuscito a cambiare marcia nemmeno in avvio di seconda frazione, iniziata perdendo il servizio nel primo gioco vittima della fretta e di un lato sinistro ballerino, e ha proseguito lo scialacquio di occasioni in risposta con altre due palle break gettate al vento nel quarto game, pure procurate da una favolosa combinazione dritto in corsa-demi volée. Dopo una nuova chance non sfruttata su servizio Kecmanovic nell’ottavo gioco, Sonego si è imposto una scossa, esibendosi in un significativo soliloquio volto a mettere in palese e cruenta discussione la qualità delle proprie scelte. I frutti si sono visti di lì a poco: al termine di uno scambio da venti colpi l’allievo di Gipo Arbino si è procurato l’ottava palla break dell’incontro, centrando finalmente l’obiettivo grazie a una bella difesa coronata da un vincente di dritto.

Nessuno scossone si è palesato prima del tie-break e tie-break discretamente cinematico è in effetti stato. Per massima colpa di erroracci con il dritto, Sonego si è trovato a dover fronteggiare tre set point, ma qui è riemersa l’immagine del guerriero che molti, non a torto, gli disegnano addosso. Il primo l’ha annullato resistendo a uno scambio da colpi trentadue; sul secondo ha approfittato di un clamoroso errore di Kecmanovic, sciagurato nello sbagliare un elementare rovescio a campo spalancato in uscita dal servizio. Poi ha tenuto i suoi due turni in battuta procurandosi un primo set point, peraltro ben cancellato dal serbo. Sul 7-7 un fortunato nastro torinese ha servito a Lorenzo un nuovo set point, ma Lorenzo ha servito un doppio fallo. Alla terza occasione di pareggiare i conti, dopo una buona battuta, Sonego ha raccolto il secondo set insieme a un errore di dritto di Kecmanovic: considerata l’evoluzione della faccenda, ci sarebbero stati gli estremi per ipotizzare l’inversione di tendenza del match, ma le ipotesi mal si conciliano con lo sport della racchetta, soprattutto negli Slam.

Il terzo set è stato un pianto, dopo un avvio invero equilibrato. Ripiombato nel sinistro vortice odierno fatto di errori e scelte avventate, Sonego ha perso il servizio nel sesto gioco avendo concesso tre palle break consecutive, e dopo aver annullato le prime due ha offerto il fianco con un esiziale doppio fallo, prodromo a un parziale di otto punti a zero in favore di Kecmanovic che poco dopo ha chiuso con agio la terza frazione (tredici punti a tre negli ultimi tre giochi). Lorenzo è comunque ripartito molto determinato nel quarto, e dopo aver immancabilmente fallito altre tre palle break ha strappato il servizio al serbo nel gioco inaugurale, veleggiando poi abbastanza tranquillo fino al quattro a due. Ma quando il quinto set sembrava più di un’opzione il Nostro si è nuovamente disunito, ha sbagliato tutto quello che non si può sbagliare ed è finito sotto prima 5-4, poi 6-5. Al momento di servire per riparare al tie break Sonego ha concesso tre consecutivi match point, cancellato con grande coraggio i primi due ma è crollato al momento di annullare l’ultimo, quando la palla alta sul rovescio a campo spalancato era solo da spingere di là, eppure è finita in mezzo alla rete.

Queste partite mi insegnano sempre qualcosa“, ha dichiarato Lorenzo in conferenza stampa. “I giocatori che tirano così forte usano molto bene le gambe, hanno una grandissima stabilità, devo migliorare questi aspetti in futuro. Il rammarico per non aver approfittato del buco in tabellone c’è, sicuramente è meglio trovare Kecmanovic che Djokovic al terzo turno, ma oggi lui ha giocato bene, io non abbastanza. Ho commesso troppi errori e non ho sfruttato il momento all’inizio del terzo set, quando lui ha accusato il colpo dopo aver perso il secondo in quel modo. Adesso andrò in Sudamerica, non so ancora se direttamente a Buenos Aires o già per il torneo prima [Cordoba, ndr]”.

Un gran peccato per Lorenzo, l’occasione per fare tanta strada c’era davvero, anche se Gael Monfils, il prossimo avversario di Kecmanovic in ottavi (il francese ha battuto Garin in tre set), non avrebbe mancato di offrire i consueti rompicapi.


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Australian Open, Sinner: “Non sottovaluterò Daniel. Se ha battuto Murray vuol dire che sta giocando bene!” [VIDEO]

Commenti sul prossimo rivale: “Io contro Andy ho perso, e vincere qui dipende da tanti fattori”. Daniel ha già battuto quattro italiani nel 2022, ma Jannik non ha ancora perso un set in cinque partite

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Jannik Sinner - Sydney 2021 (foto via ATP Tour)

Difficile capire se sia stata più rapida la vittoria di Jannik Sinner ai danni di Steve Johnson o la conferenza stampa che ne è seguita: le sole domande per Jannik sono arrivate dal direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta. L’unico commento dell’altoatesino sul match odierno è quindi arrivato su invito del moderatore del Q&A: “Ovviamente non è facile giocare contro [Johnson], l’avevo già affrontato due volte. Ho provato a ribattere i suoi servizi in qualche modo, soprattutto le sue prime che sono precise e difficili da leggere. Quello era il mio primo obiettivo, poi ho cercato di variare un po’ il mio gioco per muoverlo il più possibile. Penso di essere stato solido; sono contento perché ho sfruttato bene le chance che ho avuto per breakkare“.

Il direttore si è invece concentrato sul prossimo avversario del numero due italiano, vale a dire il qualificato giapponese Taro Daniel (giustiziere di Sir Andy Murray e vincitore di 8 partite su 9 giocate in stagione) e più in generale su un tabellone che rispetto al passato sembra aprire prospettive decisamente ambiziose. Di seguito le sue domande.

Ubaldo Scanagatta, Ubitennis: Meglio di così forse non potevi fare, grande solidità e una sola palla break concessa, complimenti! Forse sarai contento di affrontare Taro Daniel, anche se ha battuto tre italiani nelle qualificazioni [Arnaboldi, Moroni e Caruso, più Musetti all’Adelaide International 1 nella prima settimana dell’anno, ndr]. Cosa sai di lui e cosa pensi del prossimo match?

 

Sinner: “Se è al terzo turno è perché sta giocando bene. Non sapevo che avesse battuto tre italiani, dovrò stare attento perché i nostri giocatori sono tutti incredibili, quindi non è semplice batterli. Le partite sono sempre difficili, ad ogni livello; io sono favorito sulla carta ma vincere qui è sempre tosto, dipende tanto dalle condizioni e dal vento. Murray lo devi battere, io per esempio ci ho perso! Domani ho una giornata libera e cercherò di migliorare il mio gioco, poi mercoledì mi adatterò alle condizioni“.

Ubaldo Scanagatta, Ubitennis: Terzo turno con Daniel e potenziale ottavo con il vincente di De Minaur-Andujar. Direi che dopo tanta sfortuna nei sorteggi potrai finalmente sorridere scorrendo il tuo tabellone – che ne dici?

Sinner: “Vediamo come va”.

Laconico anziché no il classe 2001, più focalizzato che mai sul primo Slam della stagione: nel 2022 non ha infatti ancora perso un set in cinque incontri disputati, un 12 su 12 che, al netto di avversari ancora non di primissima fascia, racconta bene la forma di Sinner.


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