WTA San Pietroburgo: Vinci passa solo al fotofinish

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WTA San Pietroburgo: Vinci passa solo al fotofinish

Roberta Vinci, campionessa in carica, supera al terzo set Timea Babos in un complicato match d’esordio. Al secondo turno trova Andrea Petkovic

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Esordio per la campionessa in carica del WTA di San Pietroburgo Roberta Vinci, numero 21 al mondo e tds 6 del torneo, opposta a Timea Babos, numero 30 al mondo. Le due ragazze si ritrovano sullo stesso campo, dove l’anno scorso furono protagoniste di uno dei match dei quarti di finale conclusosi al tie break del terzo set. Parte bene Roberta, portandosi sul 3 a 0 con due possibilità del doppio break, ma spreca diverse occasioni anche nei giochi successivi e l’avversaria riesce ad agganciarla sul 3 a 3. A questo punto la tarantina supera un possibile momento di difficoltà vincendo i successivi 3 giochi, aggiudicandosi il primo parziale 6-3. Secondo set che si apre con uno scambio di break, poi Babos mette in pratica i consigli ricevuti durante il coaching, diventando più aggressiva e andandosi a prendere il secondo set in modo perentorio con il punteggio di 6-3. La decisiva partita si apre all’insegna della tennista ungherese che parte forte (malgrado un recupero notevole a livello tecnico di Roberta nel primo gioco). Vinci con pazienza e variando molto il gioco riesce a rientrare nel set sul 3 a 3 e nel settimo game ha la possibilità di andare avanti di un break ma Babos annulla con una prima di servizio vincente. Nell’ottavo game la tarantina risale da 15-40 portandosi avanti 5 a 4 e mettendo pressione all’avversaria, la quale nel game successivo riesce ad annullare con un bel rovescio vincente un match point ma la nostra connazionale non demorde e si va a prendere la vittoria sul secondo match point con una splendida volée di rovescio. 6-4 al terzo per Roberta dopo 2 ore e 4 minuti.

Il secondo match sulla Sibur Arena vede affrontarsi Irina-Camelia Begu, numero 28 wta, opposta alla tedesca Andrea Petkovic, numero 52 wta. Primo set a senso unico in favore della Petkovic, proveniente dalle qualificazioni, che lo porta a casa per 6-1. Nel secondo parziale la tennista tedesca si ritrova sotto 4 a 2 ma Begu, semifinalista agli ultimi Internazionali d’Italia, continua con la sua giornata negativa ricca di errori; Petkovic ne approfitta, va a servire la prima volta per il match sul 5 a 4, perde il servizio ma si presenta nuovamente per chiudere sul 6 a 5 e questa volta porta a casa il set 7-5, passando il turno dove troverà proprio Roberta Vinci. Alize Cornet, numero 44 del mondo e recente finalista a Brisbane, supera agevolmente in due set Kirsten Flipkens, belga numero 76 del mondo, con il punteggio di 6-4 6-2 in 1 ora e 25 minuti. Prestazione solida e senza incertezze quella della giocatrice francese che in tutto il match non perde mai il proprio turno di servizio. Prossima sfida con la vincente tra Vesnina e Makarova. Sorpresa invece nel match tra Jelena Ostapenko, lituana numero 33 wta, e Donna Vekic, lucky loser numero 88 wta. Primo set senza storia con la tennista croata (compagna di Wawrinka) che vince 6-0, forse abituata già ai campi dopo i tre turni di qualificazione. Ostapenko, reduce dalla brillantissima prova a Melbourne contro Pliskova, riesce ad entrare in gara solo nel secondo set e passa a condurre 4 a 2 ma non riesce a concretizzare il vantaggio; Vekic ne approfitta vincendo quattro giochi consecutivi e al quinto match point chiude il parziale 6-4. Vittoria in un’ora e 26 minuti per la lucky loser che sfiderà la testa di serie numero due Cibulkova. Ultima partita di giornata vede affrontarsi due coetanee classe ’97, da una parta Daria Kasatkina, numero 27 wta e tds 8, dall’altra parte della rete troviamo l’eterna promessa Belinda Bencic, svizzera scesa al numero 80 della classifica mondiale. La giovane russa vince nettamente il primo parziale per 6-2 senza faticare troppo con Belinda che incappa in errori banali;  il secondo set invece si rivela essere molto combattuto con le due ragazze che arrivano appaiate sul 5 pari, ma è fatale il dodicesimo game dove Kasatkina opera il break e porta a casa set per 7-5 e di conseguenza il match. L’ottava testa di serie si qualifica in 1 ora e 26 minuti e l’attende al prossimo turno il derby russo contro Vikhlyantseva. Bencic ancora lontana parente della tennista che stupì tutti nella settimana a Toronto nell’agosto 2015.

Risultati:

K. Mladenovic b. [Q] E. Mertens 7-6 (5) 6-4
[6] R. Vinci b. T. Babos 6-3 3-6 6-4
Y Putinseva b. J. Larsson 6-0 1-0 rit.
[Q] A. Petkovic b. I. Begu 6-1 7-5
A. Konjuh b. M. Niculescu 1-6 6-3 6-2
A. Cornet b. [Q] K. Flipkens 6-4 6-2
[LL] D. Vekic b. J. Ostapenko 6-0 6-4
[8] S. Kasatkina b. B. Bencic 6-2 7-5

 

Michele Trabace

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Australian Open

Ubaldo Scanagatta su Sinner e Berrettini: “Li vedo entrambi favoriti nei quarti dell’Australian Open”

Per il direttore Jannik è più giovane di Tsitsipas, ma forse più maturo. Mentre le traiettorie esterne del servizio di Matteo possono mettere in difficoltà Monfils

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Jannik Sinner all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Nel consueto appuntamento sulla pagina Instagram di Ubitennis con “Il punto di Ubaldo”, il direttore Ubaldo Scanagatta si dice ottimista sulle possibilità di Jannik Sinner e di Matteo Berrettini di arrivare alle semifinali dell’Australian Open. Nel video, a questo link, Ubaldo adduce delle motivazioni tecniche al suo pronostico: infatti, a suo modo di vedere, le traiettorie esterne del servizio di Berrettini – che giocherà nella mattinata di martedì, alle ore 11 italiane – possono mettere in difficoltà Monfils, che solitamente si piazza in posizione molto arretrata in risposta. Sinner, invece, è mentalmente più solido di Tsitsipas, che negli ottavi contro Fritz non ha destato grandissime impressioni.

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ATP

Australian Open: Berrettini ritrova Monfils, il compasso per chiudere il primo grande cerchio

Per i bookmakers favorito l’azzurro: il suo successo quotato a 1.55 contro il 2.45 che premia la vittoria del francese E anche Sinner con Tsitsipas è dato per favorito

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Matteo Berrettini all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Matteo Berrettini è chiamato all’appuntamento con la storia. C’è da dire, a onor del vero, che in questi ultimi tempi il telefono del venticinquenne romano ha metaforicamente squillato diverse volte, al punto che la “storia” sembra quasi diventata routine.

Al raggiungimento del suo quinto quarto di finale in uno Slam, infatti, Berrettini è diventato il primo italiano nella storia a tagliare questo traguardo nei quattro major: nessuno prima di lui c’era riuscito. Nel suo primo quarto di finale slam, ironia della sorte, il romano aveva di fronte proprio Gaël Monfils. Erano gli US Open 2019: fu una partita con diverse storie da raccontare al suo interno, emozione contro esperienza, potenza contro talento. Vinse Matteo, che si impose al tiebreak del quinto set con lo score di 3/6, 6/3, 6/2, 3/6, 7/6 (5).

Da quella partita si aprì un cerchio, che allora nessuno sapeva quanto grande potesse rivelarsi e di cui oggi, certamente, abbiamo una forma più nitida. L’eventuale terza semifinale slam in carriera rappresenterebbe per Berrettini la chiusura dello stesso cerchio, che ha probabilmente iniziato a farsi più stretto e limitato. Andrà tracciata una nuova prima curva, quella di un nuovo cerchio delle ambizioni, che si fa sempre più grande.

 

Una vittoria domattina (l’inizio del match è previsto per le 11 circa) sarebbe ancora più soddisfacente per Berrettini, che diventerebbe il primo italiano di sempre a raggiungere una semifinale agli Australian Open. Per lui sarebbe la terza in totale, dopo quella gli US Open 2019 e Wimbledon 2021: andrebbe ad eguagliare Adriano Panatta (che le ha raggiunte tutte al Roland Garros), issandosi dietro solo a Nicola Pietrangeli (5 semifinali slam).

Oltre al già citato successo nei quarti dello US Open 2019, Berrettini ha vinto un’altra volta contro Monfils, nella fase a gironi dell’ATP Cup 2021 (6/4, 6/2 il punteggio). I quarti di finale nel primo slam dell’anno sono il miglior risultato ottenuto da entrambi, con il francese che va alla ricerca della sua prima semifinale in Australia. Inoltre, il transalpino non ha mai battuto un top10 agli Australian Open (e arriva da nove sconfitte consecutive nei major contro i primi dieci giocatori del mondo), motivo per cui sarà certamente un match imperdibile.

Per Monflis si tratta del decimo quarto di finale in carriera a livello slam (quattro al Roland Garros e quattro agli US Open completano il quadro). Tuttavia, il francese ha raggiunto le semifinali solo in due occasioni (Roland Garros 2008 e US Open 2016).

Berrettini stando ai bookmakers parte favorito: i betting analyst di Snai vedono un suo successo a 1,55, mentre il passaggio in semifinale del francese è visto a 2,45. Tuttavia, potrebbero avere un peso le dodici ore e venti trascorse sul campo nei primi quattro turni. Rispetto all’allievo di Vincenzo Santopadre, Monfils è stato impegnato più di cinque ore in meno (per la precisione sette ore e trentanove minuti). Ma il trentacinquenne francese ha dieci anni in più rispetto a Matteo (è il secondo giocatore più anziano tra gli otto rimasti in tabellone dopo Rafael Nadal). Tra l’altro, l’unico match vinto in tre set da Berrettini è poi proprio l’ultimo disputato (7/5, 7/6, 6/4 a Carreño Busta), in cui è rimasto in battaglia meno di due ore e mezza.

Il numero uno italiano dovrà necessariamente affidarsi al suo gran servizio: emblematici, da questo punto di vista, gli 80 ace messi a segno in quattro match, il numero più alto di ace messi a segno tra i tennisti rimasti (Berrettini è terzo in questa speciale classifica, dietro ai 95 di Cressy e gli 85 di Cilic, ma entrambi sono già stati eliminati). Monfils non spicca in questa speciale classifica, posizionandosi in undicesima posizione (53 ace realizzati).

Attualmente numero sette del mondo, Berrettini potrebbe arrivare al best ranking di numero sei a fine torneo, a meno che Sinner o Auger-Aliassime vincano il titolo. Il francese, invece, ha iniziato la rassegna australiana da ventesima forza della classifica mondiale (peggior classificato tra i tennisti ancora in corsa), ma anche lui può vantare un best ranking di numero sei. La scorsa stagione, inoltre, il romano ha messo in bacheca due titoli – Belgrado 1 e Queen’s – mentre Monfils si è spinto al massimo fino alla finale di Sofia, sconfitto da Jannik Sinner. Ma quest’anno ha iniziato molto bene il 2022 vincendo il titolo ATP ad Adelaide 1.

Proprio l’altoatesino, come Berrettini, può ambire a raggiungere la semifinale. E anche lui è ritenuto favorito contro Tsitsipas: un successo del giovane altoatesino paga 1,72 su Planetwin365, mentre la vittoria del classe 1998 greco è in quota a 2,09. Se entrambi dovessero riuscire nel loro intento rappresenterebbero la quinta “coppia italiana” nella storia a centrare un simile traguardo, dopo Gianni Cucelli e Rolando Del Bello (Roland Garros 1948), Beppe Merlo e Nicola Pietrangeli (Roland Garros 1956), Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola (Roland Garros 1960) e Paolo Bertolucci e Adriano Panatta (Roland Garros 1973). Berrettini e Sinner, eventualmente, sarebbero dunque i primi a raggiungere le semifinali “in coppia” al di fuori del major parigino.

Tra le altre cose, il duello tra Monfils e Berrettini mette di fronte due tennisti le cui compagne sono di nazionalità diversa. Il francese, infatti, è sposato dal 16 luglio 2021 con l’ucraina Elina Svitolina, mentre l’italiano è innamorato di Ajla Tomljanovic – nata a Zagabria ma cittadina australiana – dal 2019.

Sarà una partita tutt’altro che facile per Berrettini. Monfils è un avversario ostico per chiunque e ha, tra le sue caratteristiche, alcuni momenti di lucida follia in cui gli riesce qualunque cosa. Matteo dovrà essere bravo ad arginare queste situazioni e a prendere il sopravvento nelle poche occasioni che avrà a disposizione. Difficile, infatti, che si verifichi una pioggia di palle break: fondamentale sarà la concretezza. E, perché no, anche la voglia di chiudere finalmente un cerchio per tracciarne uno nuovo, iniziando a guardare verso nuovi orizzonti.

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Australian Open

Australian Open: pioggia di ace su Carreno, Berrettini vola ai quarti

Netta vittoria in tre set per l’italiano, corredata da 28 ace. Nella strada verso la semifinale lo attende Monflis

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Matteo Berrettini - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

[7] M. Berrettini b. [19] P. Carreno Busta 7-5 7-6(4) 6-4

“The Hammer” colpisce ancora. Berrettini seppellisce di ace Carreno e si qualifica per la prima volta ai quarti di finale degli Australian Open, diventando il quarto italiano della storia a raggiungere questo traguardo dopo de Stefani, Pietrangeli e Caratti. Sarò la quinta apparizione per il romano in un quarto di finale slam, diventando il quarantottesimo uomo nell’era Open a raggiungere questo risultato. Un successo che vuol ripaga l’italiano dell’amaro in bocca derivante dal forfait nell’ottavo contro Tsitsipas, non giocato l’anno precedente per l’infortunio agli addominali.

Vittoria netta, 7-5 7-6 (4) 6-4, corredata da una prestazione sontuosa al servizio. Ventotto (28) ace, 77% di prime in campo e 87% di punti con la prima sono i numeri che parlano della supremazia dell’italiano, che ha concesso una sola palla break in tutto l’incontro allo spagnolo. Tra Berrettini e la semifinale degli Australian Open ora ci sarà il francese Gael Monfils (precedenti 2-0 in favore di Matteo), uscito vincitore dalla sfida col serbo Kecmanovic.

 

PRIMO SET – Partenza sprint per Carreno con due turni di servizio tenuti a zero, otto prime in campo e la continua ricerca del rovescio di Matteo quando si entra nello scambio . D’altro canto, Matteo si affida alla combinazione servizio – dritto per respingere l’arrembante inizio di un solido Carreno. Il primo punto di Matteo sul servizio dello spagnolo, tuttavia, è un bellissimo rovescio in allungo che atterra nei pressi della riga laterale.

Lo schema dello spagnolo rimane chiaro mandare fuori giri Matteo sul rovescio, soprattutto nei momenti di difficoltà. Sotto 0-30 nel settimo game, lo spagnolo riesce a rimettere su il game spostando gli scambi sulla diagonale di rovescio ottenendo come risultato tre gratuiti di Matteo. Il match continua all’insegna dell’equilibrio, con Carreno poco spettacolare, ma solido al servizio e Berrettini che, servendo la prima ad una media di quasi 200 km/h, lascian pochi spiragli allo spagnolo.

Un rovescio fuori giri e due nastri avversi allo spagnolo regalano le prime palle break del match a favore di Berrettini. Carreno cerca il rovescio di Matteo per uscire dalla situazione, ma alla fine è un errore di dritto dallo spagnolo a regalare il break all’italiano. Lo spagnolo è duro da abbattere, non si fa intimorire dalla potenza del servizio e un evitabile errore di Berrettini offre una palla break allo spagnolo. Quale migliore occasione, se non un momento di difficoltà, per ricordare a tutti il motivo per cui è soprannominato “The Hammer”. Due ace e una combinazione servizio- dritto mettono sottochiave il primo parziale per Berrettini dopo 42 minuti.

Matteo Berrettini – Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

SECONDO SET- È un Carreno ancora stordito quello che rientra in campo. Il primo punto del match è un vincente di rovescio di Matteo, seguito da un passante delizioso di dritto sulla discesa a rete dello spagnolo. Lo spagnolo si trova subito a dover fronteggiare tre palle break. Nelle prime due è bravo lo spagnolo a comandare lo scambio; grida vendetta, invece, l’errore di rovescio di Matteo sulla terza occasione. Con coraggio lo spagnolo emerge dalla situazione di difficoltà portando a casa il game.

Qualche errore in più anche di dritto da parte di Matteo che, nel quinto game, fallisce l’opportunità di portarsi a palla break affondando a rete quello che sembrava essere un facile vincente di dritto. Berrettini, tuttavia, rimane ingiocabile sul servizio con due soli punti concessi allo spagnolo nei primi quattro turni di servizio. Emblematico, in tal senso, il sesto game durato poco più di un minuto.

La costante pressione di Matteo porta Carreno a commettere qualche errore in più e offrire un’altra palla break all’italiano, nel corso del nono game. Anche in questo caso lo spagnolo tira fuori il meglio di sé nel momento di difficoltà comandando lo scambio fino a far cedere l’italiano dalla parte del suo colpo migliore.

L’equilibrio porta i due contendenti dritti verso il tie-break. Matteo inizia mettendo a segno gli ace numero 19 e 20 dell’incontro. Il primo a sbagliare, concedendo il mini break, è Carreno con un dritto che finisce ampiamente lungo. Matteo si issa facilmente sul 6-3, spreca il primo set point a rete ma chiude con una solida prima che Carreno non riesce a mandare dall’altra parte della rete.

TERZO SET – L’inizio del terzo set segue lo stesso copione. Berrettini non lascia nessuno spiraglio sul suo servizio allo spagnolo mentre per Carreno diventa più faticoso chiudere col passare dei game, rischiando i colpi alla ricerca del vincente. Quarto game vinto dopo quattro parità, sesto game con l’ennesima palla break annullata da Carreno con un ottimo servizio. Consistente e preciso il romano, con la prima che una volta su due va alla ricerca della T, in particolare da sinistra al fine di sollecitare il dritto dello spagnolo, il colpo più debole dello spagnolo.

La luce di Carreno si spegne nel momento decisivo. Chiamato a servire per rimanere nel match, lo spagnolo si porta facilmente avanti 40-0 prima di commettere quattro gratuiti consecutivi che valgono il primo match point per l’italiano. La batteria di Carreno è esaurita e il suo dritto affondato a rete chiude la contesa dopo due ore e ventidue minuti di gioco.

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