WTA Taipei: Schiavone non sa più vincere. Ok le favorite

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WTA Taipei: Schiavone non sa più vincere. Ok le favorite

Dura appena un set il torneo di Francesca, sconfitta da una qualificata. Fuori anche Jelena Jankovic, avanti senza difficoltà le prime due teste di serie Svitolina e Stosur

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Esce all’esordio nel torneo WTA international di Taipei Francesca Schiavone, sconfitta in due set dalla non irresistibile Dalila Jakupovic, numero 156 del mondo, proveniente dalle qualificazioni. Da ricordare come la milanese abbia recentemente dichiarato in Australia che questa sarà la sua ultima stagione della carrieraIl primo parziale è molto combattuto; la slovena parte meglio, strappa il servizio sul 2-1 a Schiavone al terzo tentativo e sale comodamente 5-2; dall’ottavo game, i colpi “sporchi” e lavorati della leonessa cominciano a pagare, si alzano gli errori non forzati di Jakupovic e con tre game vinti di fila, Francesca impatta sul 5-5; nell’undicesimo gioco la regina di Parigi del 2010 non sfrutta una palla break che l’avrebbe portata a servire per il set; si arriva così al tie break, dove la slovena gioca nettamente meglio e chiude agevolmente per 7 punti a 2. A questo punto è tutto in discesa per Jakupovic; la slovena ritrova il tennis espresso ad inizio incontro, strappa la battuta alla milanese nel terzo game e sale agevolmente 5-3, non concedendo nemmeno una palla break; Schiavone, chiamata a servire per rimanere nel match, annulla ben 4 match point, si procura una palla del 4-5 ma non la sfrutta e alla fine è costretta ad arrendersi dopo 1 ora e 44 minuti di gioco. Per la trentaseienne italiana, terza sconfitta consecutiva al primo turno in questo 2017.

Esordio soft per Elina Svitolina e Sam Stosur, rispettivamente numero 1 e 2 del seeding; l’ucraina lascia solamente 3 giochi alla malcapitata Evgenya Rodina, numero 83 delle classifiche WTA in meno di 1 ora di gioco; prova perfetta al servizio di Svitolina che non concede nemmeno una palla break all’avversaria; al secondo turno se la vedrà contro l’esperta Lucie Hradecka, vincitrice in 3 set contro l’ucraina Kozlova. L’australiana invece, numero 23 del mondo, entrata in tabellone grazie ad un invito degli organizzatori, sconfigge per la terza volta in altrettanti incontri, la talentuosa Danka Kovinic; la montenegrina non riesce mai ad impensierire la trentaduenne di Brisbane; tutto facile fino al 6-2 5-2, quando una breve flessione di Stosur permette a Kovinic di rifarsi sotto fino al 4-5, tuttavia al cambio di campo la vincitrice dello Us Open 2011 tiene comodamente la battuta e chiude l’incontro in un’ora e venti minuti di gioco; secondo turno agevole sulla carta per Stosur contro Jakupovic.

Prova convincente anche della testa di serie numero 3, la francese Caroline Garcia che liquida in due set la sua bestia nera Martina Erakovic; nei 5 precedenti infatti, la neozelandese si era imposta per ben 4 volte; tuttavia quest’oggi la francese è apparsa nettamente superiore come testimonia il netto risultato di 6-3 6-2. Il prossimo ostacolo per Garcia sarà la lussemburghese Mandy Minella. La sorpresa più grande del primo turno è la sconfitta della ex numero 1 al mondo, Jelena Jankovic, superata, dopo una maratona di quasi tre ore, dalla giapponese Kurumi Nara. La serba si aggiudica il primo parziale al tie break; nel set successivo la giapponese strappa il servizio a Jankovic nell’undicesimo gioco e al cambio di campo mantiene a zero la battuta portando l’incontro al terzo. Jelena cala vistosamente, mentre Nara al contrario, appare ancora molto pimpante e annulla le tre palle break concesse nel sesto game; nel gioco successivo opera il break decisivo e chiude 6-4. Al secondo turno la giapponese se la vedrà contro la cinese Zhu che ha avuto la meglio in tre set di Magda Linette. Superano il primo turno anche Lucie Safarova, prossima avversaria della testa di serie n.4 Anastasija Sevastova e Peng Shuai, vincitrice del derby cinese contro Saisai Zheng.

 

Risultati:

[1] E. Svitolina b. E. Rodina 6-0 6-3
[Q] L. Hradecka b. K. Kozlova 7-6(3) 4-6 6-1
[3] C. Garcia b. M. Erakovic 6-3 6-2
L. Zhu b. M. Linette 6-3 5-7 6-4
K. Nara b. [8] J.Jankovic 6-7(4) 7-5 6-4
[W] L. Safarova b. [Q] A. Krunic 6-3 6-4
S. Peng b. S. Zheng 6-2 6-2
[Q] D. Jakupovic b. F. Schiavone 7-6(2) 6-3
[2] S. Stosur b. D. Kovinic 6-2 6-4

a cura di Matteo Polimanti

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ATP

Matteo Berrettini: un anno da dimenticare o da ricordare?

Due titoli vinti su erba ma Wimbledon saltato per Covid, fino allo sforzo finale per giocare in Coppa Davis. Il tennista romano classe ’96 chiude un 2022 pieno di dubbi e incertezze, ma anche di soddisfazioni e voglia di andare avanti nel 2023

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Matteo Berrettini – ATP Napoli 2022 (credit: Riccardo Lolli - Tennis Napoli Cup)

“Con questi stop and go frequenti che avrebbero messo al tappeto chiunque, per tanti versi è stata una stagione positiva”. Con queste parole di Vincenzo Santopadre, coach di Matteo Berrettini, rilasciate al Corriere dello Sport, si potrebbe riassumere un anno da dimenticare per il numero 16 del mondo, o forse, da ricordare?

Gli infortuni del tennista romano che l’anno scorso ci aveva fatto sognare alla finale di Wimbledon, sono stati decisamente troppi. Dalle ATP Finals 2021 a Torino è iniziata la rottura tra Matteo e il suo fisico. Agli Australian Open 2022 avevamo sperato che fosse tutto finito, dopo averlo visto battere Carlos Alcaraz e Gael Monfils in 8 ore di tennis estremo che lo hanno condotto in semifinale, dove però ha trovato un imbattibile Nadal. Eppure, un mese dopo, la rottura ha ripreso vita ad Acapulco: di nuovo un problema agli addominali. Ma nessuno si sarebbe mai aspettato a marzo di vederlo ritirarsi al Masters 1000 di Miami, al giorno dell’esordio contro Cerundolo, per un problema alla mano destra e vederlo saltare tutta la stagione sulla terra rossa.

Sono iniziati così forti dubbi sulla permanenza di Matteo Berrettini tra i piani alti del tennis; troppi problemi da affrontare e da superare, soprattutto mentalmente. Dopo l’operazione alla mano ho visto per la prima volta la sua vera preoccupazione” ha detto il romano ai microfoni di Sky, riferendosi a coach Santopadre. Ma cos’è riuscito a fare Matteo Berrettini dopo tanta preoccupazione e quasi tre mesi di stop? È tornato sull’erba e ha vinto prima il torneo di Stoccarda e poi il prestigioso torneo del Queen’s. Un giocatore perseguitato dagli infortuni ma da una forza mentale sovraumana: “Per destabilizzarlo ci vuole una bomba” ha detto Santopadre alla Gazzetta dello Sport riconoscendo che oltre ad essere un gran lavoratore, il suo Matteo è riuscito in un’impresa di forza mentale unica. Dopo la vittoria del Queen’s, Berrettini ha spiegato com’è riuscito a trovare quella forza: Quando mi viene tolto il tennis mi accorgo veramente di quanto mi piaccia quello che faccio. Quando sei nel tour da tanto tempo diventa quasi scontato allenarsi e partecipare ai tornei, quasi ti dimentichi della fortuna che hai. Ma dopo gli infortuni trovi uno spunto in più”. Insomma, una sfortuna che il giovane campione romano è riuscito a trasformare in energia per andare avanti e soprattutto, vincere.

 

Poi è arrivata la botta più forte di tutto l’anno, come uno schiaffo a mano aperta: il 28 giugno Matteo Berrettini annuncia il suo ritiro da Wimbledon a causa di un test risultato positivo al Covid. Non era solo il miglior momento del tennista in questo 2022 da incubo, ma anche il torneo in cui tutti lo aspettavano come uno dei favoriti. Nonostante la magra consolazione di non perdere punti ATP, visto che l’edizione speciale di quest’anno non li prevedeva, questo ha sicuramente pregiudicato un rendimento al quanto fiacco nei tornei successivi (tolta la finale di Gstaad persa al terzo set contro Ruud).

Il suo team, sempre positivo e di gran supporto, ha poi definito i quarti di finale degli US Open, un successo dopo un anno del genere. Però resta sempre quell’amaro in bocca da parte dei fan che sembravano aspettarsi di più, abituati ad aver visto succedere per l’appunto “cose sovraumane”. Agli esordi dei nuovi tornei ATP inseriti in Italia, lo aspettavano tutti: sia a Firenze che a Napoli. Proprio nel secondo torneo arriva finalmente un’altra finale, il derby contro l’amico Musetti. Accompagnata anche un nuovo infortunio: fascite plantare al piede sinistro, e il ritiro dai tornei di Vienna e Parigi-Bercy. “Sto facendo delle terapie per far andare via il liquido nel piede” ha detto Matteo prima di dimostrare ancora una volta a tutti che non si sarebbe fatto abbattere. Come? Salendo su quell’aereo per Malaga alle 6 del mattino per andare a supportare la squadra. Proprio nel momento in cui sarebbe potuto definitivamente crollare, Berrettini aveva energia anche per gli altri. Lorenzo Sonego ha fatto due partite clamorose in Coppa Davis battendo Tiafoe e Shapovalov, e nella recente intervista a La Repubblica Lorenzo ha ringraziato proprio Matteo: “Siamo come una famiglia, siamo molto legati. Mi diceva di lottare con il cuore. Ho cercato tanto il contatto, mi ha dato energia”.  E quando a Berrettini è stato chiesto di aiutare la squadra e di schierarsi nel doppio decisivo, insieme a Fognini, contro il Canada, l’ha fatto. Pronto a sorbirsi tutte le critiche che ovviamente non sono mancate.

L’operazione alla mano è andata bene, il piede dovrebbe essere a posto ma Berrettini dovrà continuare a lottare con l’incertezza degli addominali. Perché i muscoli cicatrizzati non hanno più lo stesso tessuto degli altri muscoli.  E anche se questo 2022 sembrerebbe da dimenticare, senza neanche un piccolo lieto fine a Malaga, abbiamo capito che Matteo Berrettini proverà a farci sognare ancora nel 2023, dimostrando che l’infortunio, a volte, può rivelarsi una fortuna!

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La classifica finale ATP degli azzurri: segnali positivi non solo da Musetti. Quanti giovani in ascesa!

Lorenzo Musetti è il solo a migliorare in top 100, ma dietro è invasione di under 21: Passaro (120), Nardi (129), Arnaldi (135), Bellucci (154), Zeppieri (163) e Cobolli (173) possono dare la caccia alla Top 100 nel 2023

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Lorenzo Musetti - Napoli 2022 (Riccardo Lolli – Tennis Napoli Cup)
Lorenzo Musetti - Napoli 2022 (Riccardo Lolli – Tennis Napoli Cup)

Terminati anche gli ultimi tornei Challenger del 2022, a Casa Italia è tempo di tirare le somme in attesa della nuova stagione. Un’annata condizionata dai numerosi problemi fisici dei nostri primi due alfieri, Jannik Sinner e Matteo Berrettini, e avara di risultati per Lorenzo Sonego, che ha però ritrovato fiducia nel finale, ma anche risplendente dei progressi di Lorenzo Musetti e di altri ragazzi nati in questo millennio. Andiamo allora a vedere chi sono e che posizione occupano i primi venti azzurri della classifica ATP e la variazione rispetto a un anno fa prima di addentrarci in qualche considerazione.

PosizioneRanking ATPGiocatoreEtàPunti+/- 2021
115Jannik Sinner212,410-5
216Matteo Berrettini262,375-9
323Lorenzo Musetti201,865+36
445Lorenzo Sonego27950-18
555Fabio Fognini35843-18
6104Marco Cecchinato30562-4
7120Francesco Passaro21473+477
8129Luca Nardi19437+289
9135Matteo Arnaldi21419+223
10140Franco Agamenone29403+59
11154Mattia Bellucci21370+487
12163Giulio Zeppieri20350+84
12173Flavio Cobolli20335+30
14184Andrea Pellegrino25316+30
15190Riccardo Bonadio29301+112
16196Raul Brancaccio25287+102
17199Francesco Maestrelli19281+568
18204Luciano Darderi20273+137
19214Gianluca Mager28262-152
20215Andrea Vavassori27262+48

Rispetto a dodici mesi fa, all’interno della top 100 solo Musetti ha un saldo positivo, con un balzo di 36 posizioni, curiosamente quante ne perdono complessivamente Sonego e Fognini. Per quanto riguarda Fabio, se la stagione non è stata esaltante in singolare (bilancio 19-23 nei main draw), in doppio si è regalato più di qualche soddisfazione al fianco di Simone Bolelli con quell’11° posto nella Race.

Come detto, grandi progressi dei giovani azzurri, con ben sette presenze under 21 tra il 101° e il 200° posto. Salti davvero enormi per Passaro, Bellucci e Maestrelli, ma anche per Nardi e Arnaldi, senza dimenticare l’ingresso in top 200 di Zeppieri e Cobolli. Se è vero che nel dicembre 2021 potevamo vantare la presenza in top 10 con addirittura due giocatori, Matteo e Jannik, possiamo anche affermare che la loro uscita è stata legata a problemi fisici (anche di pura sfortuna, come il Covid del Berretto nel suo momento migliore, subito prima di Wimbledon) piuttosto che tecnici – anzi, Sinner ha messo in mostra i progressi fatti con il team Vagnozzi-Cahill. Per questo non c’è motivo di dubitare di un loro ritorno nell’élite del tennis, fermo restando che la condizione atletica, intesa anche come integrità fisica, è componente essenziale per la permanenza ai massimi livelli.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

La perdita di terreno nei pressi della vetta non deve tuttavia distogliere dalla citata presenza di sette “next gen” tra i secondi 100, un dato non solo incoraggiante di per sé, ma incredibile se paragonato a 12 mesi fa quando il conteggio diceva zero e il più giovane in quella fascia era l’allora ventitreenne Moroni seguito dal classe 1992 Caruso. Tornando verso l’alto, oltre a confidare in un Sonego che potrebbe prendere slancio dalle vittorie in Coppa Davis, non possiamo non augurarci un ulteriore salto di qualità da parte di Lorenzo Musetti. Perché, alla faccia di coloro per cui ogni opzione deve obbligatoriamente contenere una parte negativa, di fronte alla minaccia dell’indiscussa n. 1 WTA che dichiara di non essere interessata a giocare bene bensì a vincere (con buona pace di chi ha pagato il biglietto) e con tutto il rispetto per Brad Gilbert, la verità è che… it’s better to win pretty than to lose ugly.

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Diriyah Tennis Cup, presente anche Berrettini: “Qui per capire il mio attuale livello”

Matteo Berrettini completa il campo dei partecipanti all’esibizione saudita insieme a Hubert Hurkacz

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Matteo Berrettini - Napoli 2022 (foto Riccardo Lolli - Tennis Napoli Cup)

Sono stati annunciati i nomi degli ultimi due giocatori che prenderanno parte alla Diriyah Tennis Cup presented by Aramco, torneo di esibizione che si disputerà in Arabia Saudita dall’8 al 10 dicembre e che vanta ora la partecipazione di cinque top 10 e di altri nomi illustri del tennis. Sono dunque Matteo Berrettini e Hubert Hurkacz coloro che vanno ad aggiungersi a Stefanos Tsitsipas, Daniil Medvedev, Andrey Rublev, Taylor Fritz, Alexander Zverev, Cameron Norrie, Nick Kyrgios, Dominic Stricker, Dominic Thiem e Stan Wawrinka.

“Non sono mai stato in Arabia Saudita, ma sono certo che l’atmosfera sarà fantastica e spero che il tennis ispirerà gli appassionati del posto e in particolare la generazione più giovane” ha detto Matteo. “Dopo alcune difficoltà, sono entusiasta di competere contro un fortissimo campo di partecipazione per vedere a che punto è il mio livello prima dell’inizio della nuova stagione”.

Il numero 10 del mondo Hurkacz afferma che “giocare torneo come la Diriyah Tennis Cup è una grande opportunità perché puoi dare il meglio contro alcuni dei migliori giocatori del mondo. Ti aiuta a vedere aspetti del tuo gioco che dovresti migliorare nella off-season e fino a gennaio hai tempo per fare qualche modifica”.

 

Per quanto riguarda la formula, le prime quattro teste di serie hanno un bye al primo turno e sono direttamente ammesse ai quarti di finale che si disputeranno giovedì dopo il completamento degli ottavi. Venerdì le semifinali e sabato la finale che designerà il vincitore. In questa edizione ci sarà spazio anche per il doppio, gara aperta agli sconfitti della prima giornata.

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