Rasheed: “La regola sui ritiri dovrebbe essere più rigida”

L'ex coach di Dimitrov ha detto la sua riguardo la discussa regola sui ritiri a torneo in corso, portando come esempio il caso di Tomic

Di Gabriele Ferrara
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Dimitrov con Rasheed

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Roger Rasheed non allena più da oltre un anno, nonostante si sia offerto di far parte dello staff di Nick Kyrgios. L’ex coach australiano di Grigor Dimitrov, Lleyton Hewitt, Jo-Wilfried Tsonga e Gael Monfils tuttavia non ha smesso di seguire da vicino il tennis, soprattutto quando in campo ci sono i suoi connazionali. In una recente intervista ha voluto parlare dell’atteggiamento di Bernard Tomic, che ad Acapulco si è ritirato dal torneo di singolare, non rinunciando però dal doppio, disputatosi solamente poche ore dopo: Non ha testa, ha subito un colpo di calore e non c’erano ragioni mediche che gli consentissero di giocare di nuovo. Non so se lo abbia fatto per soldi, ma non credo. La regola sui ritiri gli ha consentito di giocare il torneo di doppio senza preoccuparsi del singolare”.

Da parte sua, Rasheed propone una modifica al regolamento: “Per il bene di un giocatore la regola dovrebbe essere più rigida. Dopo che ti sei ritirato dal singolare, non dovrebbe esserti consentito di giocare in doppio lo stesso giorno. Oltre a peggiorare la situazione, questo fa capire che il ritiro in singolare non era realmente dovuto a problemi fisici, ma ad altri motivi”. Il tempo dirà se i vertici dell’ATP ascolteranno il suggerimento.

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