Camila Giorgi: ancora problemi alla schiena, Miami a rischio

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Camila Giorgi: ancora problemi alla schiena, Miami a rischio

La maceratese tornerà in Italia per il riacutizzarsi di un problema alla schiena. In forte dubbio la sua presenza a Miami

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Dopo la sconfitta al primo turno di Indian Wells, per mano di Johanna Larsson, Camila Giorgi si apprestava a scendere in campo nel torneo di Miami. Quella che però era una certezza adesso è più di un dubbio perché la tennista italiana ha appena annunciato di soffrire di un problema alla schiena che probabilmente non le permetterà di scendere subito in campo. L’annuncio è apparso sul sito ufficiale della tennista:

“Cari fans,

purtroppo devo annunciarvi che dovrò rientrare in Italia tra pochi giorni. Avevo scritto che il problema alla schiena era superato, ma purtroppo non sono ancora al 100%. Per questo motivo tornerò a casa e sosterrò altre visite per approfondire meglio il problema e provare a risolverlo nei migliore dei modi.

 

Mi piace il tennis, vorrei giocare sempre ma se non riesco a dare il massimo non è bello per me, né per voi. Mi è dispiaciuto tantissimo ritirarmi durante il match a Doha, per rispetto dei tifosi e della mia avversaria ho sempre cercato di finire le partite nella mia carriera.

Mancano ancora un po’ di giorni al torneo di Miami, uno dei miei preferiti: se le mie condizioni mi permetteranno di giocare ci sarò, altrimenti mi fermerò il tempo necessario per guarire del tutto e tornare più forte.

Mi fa piacere condividere queste notizie con chi mi sostiene sempre con tanto affetto e tanta carica. Spero di ripagarvi presto con belle vittorie.

A presto,
Cami”.

Dopo il torneo di Miami nel calendario della Giorgi è previsto Biel, ultimo torneo sul cemento prima della stagione sulla tera rossa che inizierà per l’italiana a Stoccarda.

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Roland Garros – Molcan (e Vajda) fanno sudare Djokovic. Ma non troppo

Dopo Nishioka, Novak Djokovic batte in tre set anche il nuovo allievo del suo storico coach, Alex Molcan, ma ha bisogno del tie-break nell’ultimo parziale. Ora per lui lo sloveno Bedene

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Novak Djokovic - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dal nostro inviato a Parigi

[1] N. Djokovic b. A. Molcan 6-2 6-3 7-6(4)

Continua la marcia di avvicinamento di Novak Djokovic all’attesa sfida nei quarti contro Rafa Nadal. Il n. 1 del mondo ottiene la 83esima vittoria sulla terra parigina, superando in tre set Alex Molcan e faticando nell’ultimo parziale, nel quale ha avuto la meglio sull’avversario solo al tie-break. Del resto nelle previsioni il tennista slovacco – che ha al suo fianco il coach che ha guidato Nole nei suoi 20 trionfi Slam, il connazionale Marjan Vajda – avrebbe dovuto rappresentare per il fuoriclasse serbo un test un po’ più impegnativo del 26enne giapponese Nishioka, a cui aveva lasciato solo quattro game. Il 24 enne di Presov, all’esordio nel main draw parigino, è infatti fresco di ingresso in top 50  dopo la finale a Marrakech –  ed è al suo best ranking, n. 38 dopo la finale della scorsa settimana a Lione (sconfitto da Norrie in tre set). In realtà, come detto, lo è stato solo nel terzo e ultimo set, dopo che i primi due erano stati un monologo del serbo. E non è detto che per Djokovic non sia stato un bene combattere almeno un set, dopo cinque giocati sul velluto, in previsione dei prossimi match, a partire da quello del terzo turno che lo vedrà affrontare lo sloveno Aljaz Bedene.

 

Il sole scalda (finalmente) le tribune del Suzanne Lenglen quando inizia la partita tra Djokovic e Molcan. In realtà però il tennista slovacco in partita non ci entra subito, forse pagando un po’ l’emozione di affrontare il n. 1 del mondo su un campo importante come il Lenglen, peraltro pressoché esaurito e quindi ancora più “faticoso” da gestire emotivamente. Djokovic domina da subito gli scambi da fondo, ottiene il break al quarto gioco e si porta in un attimo sul 4-1. Sono passati solo venti minuti e Molcan deve già alzare il livello di rischio dei suoi colpi per cercare di portare a casa un punto. Non è un bel segnale. Infatti gli va bene un game, ma poi Djokovic lo fa andare fuori giri e dopo 29 minuti incamera il primo set per 6-2.

Il secondo parziale è all’inizio un po’ più equilibrato. Molcan sembra essersi scrollato di dosso l’emozione della prima mezz’ora, mentre dall’altra parte Djokovic, come gli capita più di qualche volta è in controllo del match, entra in modalità “gatto sornione” aspettando gli errori dell’avversario. Lo slovacco chiede anche il supporto del pubblico dopo aver ottenuto il punto recuperando su una contro palla corta di Djokovic e le prova un po’ tutte per cambiare l’inerzia del match: palle corte, rovesci al salto e continua a mirare alle righe tenendo alta l’asticella del rischio. Il n. 1 del mondo si rende conto che rischia di dare troppa confidenza al suo avversario e che ha bisogno di riattivarsi. Caccia un urlo dopo aver sbagliato un colpo all’inizio del sesto gioco ed era quello che gli ci voleva, dato che ottiene immediatamente il break. Per alzare il livello di energia, il serbo un paio di game dopo trova anche modo di discutere con l’arbitro, reo di aver fatto partire troppo presto il timer dei secondi tra un punto e l’altro. Ovviamente arriva subito dopo puntuale uno dei due ace del parziale. Quando va a servire per rimanere nel set sul 2-5, Molcan scambia qualche parola con il suo angolo e pare evidente la sua frustrazione. Frustrazione che immaginiamo Vajda conosca benissimo, dato che l’ha vista tantissime volte negli avversari quando sedeva nell’angolo di Djokovic. Pochi minuti dopo il suo vecchio allievo conquista anche il secondo set per 6-3.

Il break del campione in carica nel terzo gioco del terzo set sembra mette la parola fine alla contesa, invece il serbo ha un calo di tensione proprio mentre il suo avversario, non avendo più nulla da perdere, inizia a far andare il braccio. E così, dopo non aver concesso neanche una palla break fino a quel momento, Nole ne concede due nel gioco successivo e alla seconda cede per la prima volta il servizio. Il mancino di Prosev prende coraggio, mentre invece Djokovic non riesce a riaccendersi come prima e torna a fare qualche errore di troppo, soprattutto di dritto, come gli capitava fino a qualche settimana fa, all’inizio della stagione in rosso dopo la lunga inattività. La partita adesso è finalmente equilbrata, Molcan – che a Roma nelle qualificazioni fu sconfitto da Giulio Zeppieri, impresa di cui Ubitennis parlò con il suo coach Fischietti – che nei primi due set non riusciva praticamente mai a vincere gli scambi lunghi, ora invece fa match pari da fondo. Lo slovacco lotta con coraggio e annulla la palla che porterebbe Djokovic a servire per il match. Ora si gioca anche sui game di servizio del n. 1 del mondo, che ha bisogno di una riga per uscire da uno scomodo 15-30 nel decimo gioco e di un ace nel dodicesimo su un pericoloso 30 pari. Il tie-break è la giusta conclusione di un parziale equilibrato. Equilibrio che dura ancora per una manciata di punti, poi Nole allunga sul 4-2, mostra il pugno, e anche se il suo avversario lotta fino alla fine, chiude sul 7-4 sull’errore di dritto di Molcan e si qualifica per la 17esima volta su 18 partecipazioni (perse solo contro Coria, per ritiro al terzo set, al suo primo Roland Garros).  

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Le leggende Rino Tommasi e Gianni Clerici: due miti per due opposti che si attraggono

Il sito “Calciograffiti” rievoca con nostalgia le grandi telecronache dei due Maestri di giornalismo. Diverse filosofie applicate allo stesso mondo del tennis

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Gianni Clerici, Ubaldo Scanagatta e Rino Tommasi

Non esiste una regola più pertinente de “gli opposti si attraggono” per descrivere il rapporto che lega l’iconico duo Clerici-Tommasi, che ha tenuto incollati alla televisione milioni di tifosi italiani di tennis negli ultimi 40 anni. Gianni Clerici e Rino Tommasi, due monumenti del giornalismo italiano riconosciuti a livello internazionale, tanto che il primo è stato perfino insignito dell’introduzione nella gloriosa International Tennis Hall of Fame nel 2006, per il suo contributo nella diffusione dello sport. Il sito calciograffiti, a questo indirizzo, ha prodotto un interessante confronto su due tra le personalità italiane più amate nel mondo del tennis.

Due leggende che abbiamo potuto apprezzare anche sul canale Youtube di Ubitennis, dove spesso accompagnavano il direttore Ubaldo Scanagatta nelle sue considerazioni a margine degli eventi più importanti del mondo del tennis. Eccovi alcune delle migliori scene:

 

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Roland Garros: Zverev rimonta due set e annulla un match point a un generosissimo Baez

Irriconoscibile all’inizio, Alexander Zverev si riprende in tempo per rovesciare la partita contro Baez annullando un match point. Seconda rimonta da 0-2 in carriera per il tedesco

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Alexander Zverev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

[3] A. Zverev b. S. Baez 2-6 4-6 6-1 6-2 7-5

Una partita dai due volti, o forse addirittura tre, quella proposta dal programma del Philippe Chatrier nel pomeriggio di mercoledì. Un inizio da incubo per Sascha Zverev, preso a pallate da Sebastian Baez; poi la rimonta per arrivare al quinto, e infine un set decisivo equilibrato finito solo in volata.

Fino al 6-2 4-0 in favore di Baez è stato semplicemente un assolo del giocatore argentino: Zverev sembrava incapace di imporre un ritmo da fondocampo che potesse creare il minimo grattacapo al suo avversario. Con la sua ormai tradizionale canotta, quest’oggi completamente nera e completamente fuori tono con la giornata freddina e ventosa di questa fine primavera parigina, Zverev sembrava davvero un pesce fuor d’acqua sul Philippe Chatrier mentre continuava a scuotere la testa ad ogni suo errore gratuito, ben 21 nei primi due set, contro solamente 11 vincenti.

 

Quando ha capito cosa stava succedendo, ovvero che stava battendo Zverev al Roland Garros, Baez ha avuto un attimo di sbandamento che ha consentito a Zverev di recuperare uno dei due break di svantaggio, ma è riuscito a mantenere il controllo quanto bastava per portarsi avanti due set a zero.

Nel terzo set, quasi per incanto, il match ha iniziato a rovesciarsi: Zverev ha preso a tenere molto meglio il palleggio da fondocampo, risultando molto più disciplinato dei precedenti due set durante i quali forse per la disperazione aveva risolto di effettuare qualche serve and volley sulla seconda di servizio. Il suo rovescio è tornato ad essere pungente come sempre, soprattutto sul lungolinea, e Baez ha smarrito il tennis vario e potente, specialmente con il diritto, che lo aveva portato in vantaggio per 2 set a zero.

In una stranissima riedizione in “matinée” della vicenda andata in scena sullo stesso palcoscenico solamente poche ore prima tra Tsitsipas e Musetti, la trama del match cominciava a circondarsi di un’aura di inevitabilità: dopo 2h31’ di gioco si arrivava al quinto set dopo che da quel fatidico 6-2, 4-0 Zverev aveva infilato un parziale di 18 giochi a 5, ma soprattutto il pallino del palleggio era passato completamente dalla parte del tedesco. La partita si faceva molto più sfilacciata, con qualche bel punto intervallato da tanti errori, ma con un solo padrone a comandare gioco e punteggio.

Ma dopo una pausa fisiologica, Baez rientrava in campo molto più volitivo e deciso a prendere in mano le sorti del proprio destino attraverso il suo diritto in forcing sul rovescio di Zverev. Mostrando un piglio molto diverso da quello fatto vedere da Lorenzo Musetti la sera precedente, era proprio l’argentino il primo ad allungare, con un break per il 4-2 strappato a suon di recuperi, ma il controbreak arrivava pochi minuti dopo grazie a tre colpi regali del tedesco, tra cui una stop volley e due rovesci lungolinea con il marchio di fabbrica Zverev.

Con l’orologio che segnava ben oltre le tre ore di match, sul 4-4 i due protagonisti si risolvevano a giocare la parte restante della partita con scambi lunghi da fondocampo. Aggiungendo alcune sapienti palle corte e sfruttando le incertezze di Zverev a rete, Baez si issava a match point sul 5-4, annullato da una risposta in corridoio. Nel game seguente l’argentino si inguaiava con lo 0-30 e una sua accelerazione di rovescio sulla successiva palla break finiva in corridoio.

Una risposta di diritto sbagliata da Baez dopo 3 ore e 36 minuti chiudeva la partita, seguita da un lungo abbraccio a rete tra i due protagonisti e da una standing ovation all’uscita dal campo (cui si è unito anche Zverev) per il giovane argentino. Il pubblico infreddolito sulle gradinate del Philippe Chatrier, che ha cercato di occupare quanto più possibile i posti al sole per cercare di riscaldarsi un poco, ha certamente gradito la partita anche se per diversi tratti è stata abbastanza a senso unico, ma nel quinto set ha saputo riscattarsi con equilibrio, pathos e ottimi colpi.

Sascha Zverev completa così la sua seconda rimonta in carriera da uno svantaggio di due set a zero dopo il primo turno del Roland Garros 2021 contro il connazionale Otte, e si porta al terzo turno dove affronterà il vincitore tra Brandon Nakashima e Tallon Griekspoor.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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