WTA Biel: eliminata Giorgi. Vondrousova a 17 anni in semi

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WTA Biel: eliminata Giorgi. Vondrousova a 17 anni in semi

Sconfitta amara per Camila che esce di scena con un doppio 6-4 dopo il vantaggio iniziale in entrambi i set. Negli altri match Vondrousova vince il derby ceco con Pliskova e Kontaveit batte Mertens. Goerges costretta al ritiro

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Giornata di quarti di finale qui a Biel dove troviamo in campo la nostra connazionale Giorgi e si va a delineare il tabellone delle semifinali.

KONTAVEIT PRIMA SEMIFINALISTA – Il primo incontro in programma è fra la belga Elise Mertens, numero 68 WTA, opposta ad Anett Kontaveit, numero 99 WTA. Il primo parziale vede partire male Kontaveit, la quale per due volte perde il proprio servizio ma riesce a recuperare e a superare la propria avversaria nel dodicesimo game (vinto a zero) che le vale il set per 7-5. Non giocano al meglio entrambe, con la tennista estone che commette 13 errori non forzati e Mertens da l’idea di non essere affatto centrata. Il secondo parziale sembra dare un verdetto definitivo con Kontaveit che arriva fino al 5 a 2 per poi, inspiegabilmente, subire la rimonta che porta al tie break: Mertens, forte del recupero, chiude al primo set point per 7 a 2. Ora viene da pensare che la belga, vincitrice a gennaio del suo primo titolo a Hobart, possa andare a vincere ma Kontaveit stupisce tutti e si riprende il match andando a chiudere addirittura 6-1 senza ulteriori cali dopo quasi 2 ore di gioco, qualificandosi così per le semifinali. Non certo una partita eccezionale, anzi una partita ricca di errori da parte di entrambe le giocatrici classe ’95.

UNA DICIASSETTENNE IN SEMIFINALE – Si prosegue con il derby ceco tra Kristyna Pliskova, numero 58 in classifica, contro la qualificata Marketa Vondrousova, nata nel 1999 e attuale numero 233. La più giovane delle due atlete parte senza alcun timore reverenziale e riesce a chiudere il parziale all’ottavo set point con il punteggio di 6-2 grazie ad un doppio fallo di Pliskova. Nella seconda partita Kristyna, la quale ha eliminato a inizio torneo la nostra Roberta Vinci, prova a reagire riuscendo a ottenere subito un break; Vondrousova non si scompone e lo recupera subito, tenendo con personalità i propri turni di servizio fino a quando piazza la zampata decisiva nel dodicesimo game e al primo match point coglie dopo un’ora e venti minuti una vittoria che la porta con merito per la prima volta in carriera in semifinale in un torneo WTA. Con ancora ampi margini di miglioramento questa ragazza può entrare definitivamente nel tennis che conta.

IL SERVIZIO CONDANNA GIORGI – Arriva il momento che più riguarda i nostri colori con il match di Camila Giorgi, vincitrice ieri in rimonta contro Suarez Navarro, la quale affronta la qualificata Aliaksandra Sasnovich, attualmente numero 108 WTA. Tra le giocatrici due precedenti entrambi giocati indoor nel 2016 (Katowice e Mosca) vinti da Giorgi. La partita inizia in sostanziale equilibrio con le due tenniste che cercano di imporre il proprio ritmo. È Camila a rompere questo equilibrio riuscendo a ottenere il primo break che la porta in vantaggio per 3 a 1; vantaggio perso immediatamente con il contro-break e un nastro beffardo sul 15-30 a favorire la vittoria del game per Sasnovich. Il set prende una brutta piega perché la bielorussa, dapprima tiene a zero il servizio, poi riesce a strappare la battuta alla terza palla break disponibile con Giorgi che non chiude da 40-15; la ragazza nativa di Macerata si fa ancora più aggressiva, recupera nuovamente il break ma cede per la terza volta la propria battuta con il quinto doppio fallo e al momento di chiudere Sasnovich non trema, vincendo per 6-4 il primo parziale grazie soprattutto ai 10 vincenti contro i soli 5 della nostra giocatrice. Il secondo set inizia con due game al servizio finalmente agevoli per Camila e nel quarto gioco riesce a prendersi un break, andando a condurre ancora 3 a 1; Giorgi questa volta cerca l’allungo ma niente da fare: da 30-0 perde nuovamente il vantaggio, salvo poi sfruttare 3 doppi falli come regalo nel sesto game e con un bel dritto riuscire ad andare avanti 4 a 2. Pensate si riesca a finalmente concretizzare questo vantaggio? La risposta sta nei due doppi falli in cui incappa nuovamente la numero 98 al mondo, cedendolo per l’ennesima volta e venendo agganciata poi sul 4 pari. Sasnovich sente la possibilità di fare suo il match una volta per tutte e va 0-40; Giorgi salva le prime due opportunità ma alla terza arriva, neanche a dirlo, il doppio farlo a tagliare le gambe. La bielorussa chiude recuperando da 0-30 con un ace al primo match point dopo un’ora e venticinque minuti. Davvero un gran peccato per Camila non aver sfruttato le innumerevoli occasioni avute nel corso del match, ma purtroppo pesa aver perso il servizio 6 volte commettendo 8 doppi falli soprattutto nei momenti topici. Sarà dunque Sasnovich ad affrontare Kontaveit.

 

RESISTE LA N.1 – L’ultimo match dei quarti di finale è tra le due teste di serie “sopravvissute” in tabellone: da una parte Barbora Strycova, numero 1 del seeding e 18 WTA, contro la tedesca Julia Goerges, numero 7 del seeding e numero 46 del mondo. Tra le due contendenti ci sono 7 precedenti (il primo datato 2007) con Goerges in vantaggio 4 a 3. Nel primo set parte bene la tedesca che ottiene nel game d’apertura un break, dando la sensazione di riuscire ad entrare meglio nello scambio. Strycova con pazienza riesce a risalire fino al 3 pari, ma Goerges accelera nuovamente andando a conquistare il primo parziale per 6-4. Il dato che certamente fa la differenza sono i 18 vincenti di Georges contro i soli 2 di marchio ceco. La seconda partita è una sfida di nervi dove le giocatrici danno fondo a tutto quello che hanno, ne viene fuori un break decisivo da parte di Strycova nell’ottavo game, chiudendo successivamente 6-3 e rimandando ogni verdetto al decisivo parziale. A questo punto Goerges chiama un medical time out per farsi curare il polso, prova a riprendere la sfida ma getta la spugna dopo appena un game perso al servizio. Peccato per questo epilogo ma a passare il turno è quindi la giocatrice ceca che troverà in semifinale Vondrousova.

Risultati:

A. Kontaveit b. E. Mertens 7-5 6-7(2) 6-1
[Q] M. Vondrousova b. K. Pliskova 6-2 7-5
[Q] A. Sasnovich b. C. Giorgi 6-4 6-4
[1] B Strycova b. [7] J. Goerges 4-6 6-3 1-0 rit.

Michele Trabace

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Matteo Berrettini: un anno da dimenticare o da ricordare?

Due titoli vinti su erba ma Wimbledon saltato per Covid, fino allo sforzo finale per giocare in Coppa Davis. Il tennista romano classe ’96 chiude un 2022 pieno di dubbi e incertezze, ma anche di soddisfazioni e voglia di andare avanti nel 2023

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Matteo Berrettini – ATP Napoli 2022 (credit: Riccardo Lolli - Tennis Napoli Cup)

“Con questi stop and go frequenti che avrebbero messo al tappeto chiunque, per tanti versi è stata una stagione positiva”. Con queste parole di Vincenzo Santopadre, coach di Matteo Berrettini, rilasciate al Corriere dello Sport, si potrebbe riassumere un anno da dimenticare per il numero 16 del mondo, o forse, da ricordare?

Gli infortuni del tennista romano che l’anno scorso ci aveva fatto sognare alla finale di Wimbledon, sono stati decisamente troppi. Dalle ATP Finals 2021 a Torino è iniziata la rottura tra Matteo e il suo fisico. Agli Australian Open 2022 avevamo sperato che fosse tutto finito, dopo averlo visto battere Carlos Alcaraz e Gael Monfils in 8 ore di tennis estremo che lo hanno condotto in semifinale, dove però ha trovato un imbattibile Nadal. Eppure, un mese dopo, la rottura ha ripreso vita ad Acapulco: di nuovo un problema agli addominali. Ma nessuno si sarebbe mai aspettato a marzo di vederlo ritirarsi al Masters 1000 di Miami, al giorno dell’esordio contro Cerundolo, per un problema alla mano destra e vederlo saltare tutta la stagione sulla terra rossa.

Sono iniziati così forti dubbi sulla permanenza di Matteo Berrettini tra i piani alti del tennis; troppi problemi da affrontare e da superare, soprattutto mentalmente. Dopo l’operazione alla mano ho visto per la prima volta la sua vera preoccupazione” ha detto il romano ai microfoni di Sky, riferendosi a coach Santopadre. Ma cos’è riuscito a fare Matteo Berrettini dopo tanta preoccupazione e quasi tre mesi di stop? È tornato sull’erba e ha vinto prima il torneo di Stoccarda e poi il prestigioso torneo del Queen’s. Un giocatore perseguitato dagli infortuni ma da una forza mentale sovraumana: “Per destabilizzarlo ci vuole una bomba” ha detto Santopadre alla Gazzetta dello Sport riconoscendo che oltre ad essere un gran lavoratore, il suo Matteo è riuscito in un’impresa di forza mentale unica. Dopo la vittoria del Queen’s, Berrettini ha spiegato com’è riuscito a trovare quella forza: Quando mi viene tolto il tennis mi accorgo veramente di quanto mi piaccia quello che faccio. Quando sei nel tour da tanto tempo diventa quasi scontato allenarsi e partecipare ai tornei, quasi ti dimentichi della fortuna che hai. Ma dopo gli infortuni trovi uno spunto in più”. Insomma, una sfortuna che il giovane campione romano è riuscito a trasformare in energia per andare avanti e soprattutto, vincere.

 

Poi è arrivata la botta più forte di tutto l’anno, come uno schiaffo a mano aperta: il 28 giugno Matteo Berrettini annuncia il suo ritiro da Wimbledon a causa di un test risultato positivo al Covid. Non era solo il miglior momento del tennista in questo 2022 da incubo, ma anche il torneo in cui tutti lo aspettavano come uno dei favoriti. Nonostante la magra consolazione di non perdere punti ATP, visto che l’edizione speciale di quest’anno non li prevedeva, questo ha sicuramente pregiudicato un rendimento al quanto fiacco nei tornei successivi (tolta la finale di Gstaad persa al terzo set contro Ruud).

Il suo team, sempre positivo e di gran supporto, ha poi definito i quarti di finale degli US Open, un successo dopo un anno del genere. Però resta sempre quell’amaro in bocca da parte dei fan che sembravano aspettarsi di più, abituati ad aver visto succedere per l’appunto “cose sovraumane”. Agli esordi dei nuovi tornei ATP inseriti in Italia, lo aspettavano tutti: sia a Firenze che a Napoli. Proprio nel secondo torneo arriva finalmente un’altra finale, il derby contro l’amico Musetti. Accompagnata anche un nuovo infortunio: fascite plantare al piede sinistro, e il ritiro dai tornei di Vienna e Parigi-Bercy. “Sto facendo delle terapie per far andare via il liquido nel piede” ha detto Matteo prima di dimostrare ancora una volta a tutti che non si sarebbe fatto abbattere. Come? Salendo su quell’aereo per Malaga alle 6 del mattino per andare a supportare la squadra. Proprio nel momento in cui sarebbe potuto definitivamente crollare, Berrettini aveva energia anche per gli altri. Lorenzo Sonego ha fatto due partite clamorose in Coppa Davis battendo Tiafoe e Shapovalov, e nella recente intervista a La Repubblica Lorenzo ha ringraziato proprio Matteo: “Siamo come una famiglia, siamo molto legati. Mi diceva di lottare con il cuore. Ho cercato tanto il contatto, mi ha dato energia”.  E quando a Berrettini è stato chiesto di aiutare la squadra e di schierarsi nel doppio decisivo, insieme a Fognini, contro il Canada, l’ha fatto. Pronto a sorbirsi tutte le critiche che ovviamente non sono mancate.

L’operazione alla mano è andata bene, il piede dovrebbe essere a posto ma Berrettini dovrà continuare a lottare con l’incertezza degli addominali. Perché i muscoli cicatrizzati non hanno più lo stesso tessuto degli altri muscoli.  E anche se questo 2022 sembrerebbe da dimenticare, senza neanche un piccolo lieto fine a Malaga, abbiamo capito che Matteo Berrettini proverà a farci sognare ancora nel 2023, dimostrando che l’infortunio, a volte, può rivelarsi una fortuna!

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La classifica finale ATP degli azzurri: segnali positivi non solo da Musetti. Quanti giovani in ascesa!

Lorenzo Musetti è il solo a migliorare in top 100, ma dietro è invasione di under 21: Passaro (120), Nardi (129), Arnaldi (135), Bellucci (154), Zeppieri (163) e Cobolli (173) possono dare la caccia alla Top 100 nel 2023

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Lorenzo Musetti - Napoli 2022 (Riccardo Lolli – Tennis Napoli Cup)
Lorenzo Musetti - Napoli 2022 (Riccardo Lolli – Tennis Napoli Cup)

Terminati anche gli ultimi tornei Challenger del 2022, a Casa Italia è tempo di tirare le somme in attesa della nuova stagione. Un’annata condizionata dai numerosi problemi fisici dei nostri primi due alfieri, Jannik Sinner e Matteo Berrettini, e avara di risultati per Lorenzo Sonego, che ha però ritrovato fiducia nel finale, ma anche risplendente dei progressi di Lorenzo Musetti e di altri ragazzi nati in questo millennio. Andiamo allora a vedere chi sono e che posizione occupano i primi venti azzurri della classifica ATP e la variazione rispetto a un anno fa prima di addentrarci in qualche considerazione.

PosizioneRanking ATPGiocatoreEtàPunti+/- 2021
115Jannik Sinner212,410-5
216Matteo Berrettini262,375-9
323Lorenzo Musetti201,865+36
445Lorenzo Sonego27950-18
555Fabio Fognini35843-18
6104Marco Cecchinato30562-4
7120Francesco Passaro21473+477
8129Luca Nardi19437+289
9135Matteo Arnaldi21419+223
10140Franco Agamenone29403+59
11154Mattia Bellucci21370+487
12163Giulio Zeppieri20350+84
12173Flavio Cobolli20335+30
14184Andrea Pellegrino25316+30
15190Riccardo Bonadio29301+112
16196Raul Brancaccio25287+102
17199Francesco Maestrelli19281+568
18204Luciano Darderi20273+137
19214Gianluca Mager28262-152
20215Andrea Vavassori27262+48

Rispetto a dodici mesi fa, all’interno della top 100 solo Musetti ha un saldo positivo, con un balzo di 36 posizioni, curiosamente quante ne perdono complessivamente Sonego e Fognini. Per quanto riguarda Fabio, se la stagione non è stata esaltante in singolare (bilancio 19-23 nei main draw), in doppio si è regalato più di qualche soddisfazione al fianco di Simone Bolelli con quell’11° posto nella Race.

Come detto, grandi progressi dei giovani azzurri, con ben sette presenze under 21 tra il 101° e il 200° posto. Salti davvero enormi per Passaro, Bellucci e Maestrelli, ma anche per Nardi e Arnaldi, senza dimenticare l’ingresso in top 200 di Zeppieri e Cobolli. Se è vero che nel dicembre 2021 potevamo vantare la presenza in top 10 con addirittura due giocatori, Matteo e Jannik, possiamo anche affermare che la loro uscita è stata legata a problemi fisici (anche di pura sfortuna, come il Covid del Berretto nel suo momento migliore, subito prima di Wimbledon) piuttosto che tecnici – anzi, Sinner ha messo in mostra i progressi fatti con il team Vagnozzi-Cahill. Per questo non c’è motivo di dubitare di un loro ritorno nell’élite del tennis, fermo restando che la condizione atletica, intesa anche come integrità fisica, è componente essenziale per la permanenza ai massimi livelli.

 

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

La perdita di terreno nei pressi della vetta non deve tuttavia distogliere dalla citata presenza di sette “next gen” tra i secondi 100, un dato non solo incoraggiante di per sé, ma incredibile se paragonato a 12 mesi fa quando il conteggio diceva zero e il più giovane in quella fascia era l’allora ventitreenne Moroni seguito dal classe 1992 Caruso. Tornando verso l’alto, oltre a confidare in un Sonego che potrebbe prendere slancio dalle vittorie in Coppa Davis, non possiamo non augurarci un ulteriore salto di qualità da parte di Lorenzo Musetti. Perché, alla faccia di coloro per cui ogni opzione deve obbligatoriamente contenere una parte negativa, di fronte alla minaccia dell’indiscussa n. 1 WTA che dichiara di non essere interessata a giocare bene bensì a vincere (con buona pace di chi ha pagato il biglietto) e con tutto il rispetto per Brad Gilbert, la verità è che… it’s better to win pretty than to lose ugly.

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Diriyah Tennis Cup, presente anche Berrettini: “Qui per capire il mio attuale livello”

Matteo Berrettini completa il campo dei partecipanti all’esibizione saudita insieme a Hubert Hurkacz

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Matteo Berrettini - Napoli 2022 (foto Riccardo Lolli - Tennis Napoli Cup)

Sono stati annunciati i nomi degli ultimi due giocatori che prenderanno parte alla Diriyah Tennis Cup presented by Aramco, torneo di esibizione che si disputerà in Arabia Saudita dall’8 al 10 dicembre e che vanta ora la partecipazione di cinque top 10 e di altri nomi illustri del tennis. Sono dunque Matteo Berrettini e Hubert Hurkacz coloro che vanno ad aggiungersi a Stefanos Tsitsipas, Daniil Medvedev, Andrey Rublev, Taylor Fritz, Alexander Zverev, Cameron Norrie, Nick Kyrgios, Dominic Stricker, Dominic Thiem e Stan Wawrinka.

“Non sono mai stato in Arabia Saudita, ma sono certo che l’atmosfera sarà fantastica e spero che il tennis ispirerà gli appassionati del posto e in particolare la generazione più giovane” ha detto Matteo. “Dopo alcune difficoltà, sono entusiasta di competere contro un fortissimo campo di partecipazione per vedere a che punto è il mio livello prima dell’inizio della nuova stagione”.

Il numero 10 del mondo Hurkacz afferma che “giocare torneo come la Diriyah Tennis Cup è una grande opportunità perché puoi dare il meglio contro alcuni dei migliori giocatori del mondo. Ti aiuta a vedere aspetti del tuo gioco che dovresti migliorare nella off-season e fino a gennaio hai tempo per fare qualche modifica”.

 

Per quanto riguarda la formula, le prime quattro teste di serie hanno un bye al primo turno e sono direttamente ammesse ai quarti di finale che si disputeranno giovedì dopo il completamento degli ottavi. Venerdì le semifinali e sabato la finale che designerà il vincitore. In questa edizione ci sarà spazio anche per il doppio, gara aperta agli sconfitti della prima giornata.

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