ATP Montecarlo: Nole battaglia, Nadal porta a scuola Zverev [AUDIO]

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ATP Montecarlo: Nole battaglia, Nadal porta a scuola Zverev [AUDIO]

MONTECARLO – Carreno battuto soltanto al terzo. Nadal mette alle spalle la brutta prestazione con Edmund. Solo due giochi al giovane tedesco

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Ascolta Nadal in esclusiva per Ubitennis oltre agli altri protagonisti

[2] N. Djokovic b. [13] P. Carreno Busta 6-2 4-6 6-4 (da Montecarlo, Laura Guidobaldi)

Prova di forza da parte di Novak Djokovic che, in un match complicato e scandito da tanti alti e bassi, ha la meglio su uno dei tennisti più in forma del momento, il n. 19 del mondo Pablo Carreno Busta. Il serbo è stato spesso in difficoltà, pressato da un solidissimo Carreno e vittima di tanti errori e imprecisioni. Ma l’esperienza, il savoir faire e la freddezza dell’ex n. 1 del mondo nei momenti che contano davvero, hanno avuto la meglio sulla tensione e l’inesperienza del tennista spagnolo. Il campione di Belgrado chiude il match 6-2 4-6 6-4. Ai quarti di finale, dall’altra parte della rete ci sarà David Goffin.

 

È una sorta di prova del nove per Djokovic l’incontro contro Pablo Carreno Busta. Il serbo si è appena ripreso da un infortunio e sta cercando di dire la sua in un inizio di stagione alquanto opaco per lui. Lo spagnolo invece sta vivendo, finora, il miglior momento della carriera. Salito al n. 19 del mondo, nel 2017 ha già disputato una finale a Rio, e la semifinale a Buenos Aires, San Paolo e Indian Wells. In continua crescita tennistica, Pablo è un brutto cliente ormai anche per i top 10. E difatti, fin dall’inizio del set, tiene testa al n. 2 del mondo. Fino a un certo punto però. Ecco infatti che il serbo mette il piede sull’acceleratore, strappando il servizio a Carreno sul 3-2 per assicurarsi un ampio vantaggio sul 5-2. Chiudere il set 6-2 è poi questione di un attimo.

Carreno dà l’impressione di poter impensierire l’avversario. Ma, rapidamente, Novak prende il sopravvento, dominandolo anche all’inizio del secondo parziale. Come nella prima manche, il tennista di Belgrado si procura un break di vantaggio salendo in un lampo 2-0. Ma, attenzione, perché il tennista di Gijon ha ora la possibilità di rallentare la corsa dell’avversario con due palle break. La prima fallisce ma la seconda gli consegna l’1-2. Pablo avanza ancora sul 3-2 ma ora è Djokovic ad avere due palle per effettuare il controbreak. Il pareggio non s’ha da fare e Carreno Busta allunga le distanze sul 4-2. Infastidito dal sole in faccia e poco incisivo, Djokovic si lascia imbrigliare nella rete dell’avversario. Pablo non si ferma più e vola sul 5-2. Aggressivo e solido da fondo campo, approfitta delle distrazioni e imprecisioni del serbo che, a tratti, sembra arrugginito. A due punti dal set però lo spagnolo si distrae e Novak gli strappa il servizio per poi avvicinarsi sul 4-5. È quasi sera, ora al Country Club fa freddo e la tensione è altissima sul Court Rainier III. Djokovic è costretto a difendere ben tre setpoint spagnoli. Un rovescio lungolinea vincente annulla il primo e una smorzata velenosa neutralizza il secondo; il terzo però è quello buono e, con il 6-4 per Carreno si decide tutto al terzo.

Un perfetto equilibrio ne scandisce i primi giochi. Djokovic fallisce due palle break per poi sorprendere Carreno al servizio e salire così 4-2. Ma ci sono ancora tante occasioni mancate per Djoker mentre Carreno continua a muoversi benissimo e a farlo spostare da un angolo all’altro del campo. Ed ecco che non si fa attendere la reazione dello spagnolo che raggiunge il serbo sul 4-4. Grande occasione persa per Pablo però che, sul 4-4 15-40 e servizio Djokovic, commette una serie di ingenuità, pressato dal serbo che domina gli scambi. Nole si salva e sale così 5-4. Carreno lotta ancora, indefesso e spendendo ogni energia ma, alla fine, il match è del serbo che, dopo 2 ore e 26 minuti, si assicura i quarti di finale con lo score di 6-2 4-6 6-4.

Grande merito però a Pablo Carreno Busta che si dimostra, ancora una volta, giocatore estremamente ostico anche per i più forti. Ai quarti Novak attende David Goffin, “giustiziere” dell’austriaco Dominic Thiem.

[4] R. Nadal b. A. Zverev 6-1 6-1  (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Sarà stata forse la notizia della sconfitta di Murray e Wawrinka, ma Rafael Nadal sembra improvvisamente tirato a lucido. Contro il futuro campione Sascha Zverev, 20 anni oggi, il maiorchino dimostra la confidenza di un tempo con la amata terra rossa monegasca, lentissima e dai rimbalzi importanti, rimandando alla prossima sessione il tedeschino. Sembrano lontanissimi i problemi di lunghezza mostrati contro Edmund ieri. Pochi minuti oltre l’ora per mettere nel cassetto quella che sembrava la pratica più dura da sistemare; una vetrina di colpi profondi e sgambate possenti, senza mai soffrire i pur poderosi colpi da fondo di Zverev. Il rovescio di Sascha schiocca fortissimo dalle corde, ma i vincenti dei primi game restano tutto quello che c’è da annotare: dal terzo gioco è un fioccare di rincorse e smorzate spagnole, Nadal è sempre a proprio agio nello scambio prolungato e finalmente penetrante con il dritto. “È il colpo di cui sono meno soddisfatto”, aveva detto in conferenza dopo la vittoria sofferta contro Edmund; ci ha evidentemente lavorato in mattinata durante la sessione di allenamento, mettendo poi in campo una verve e una lucidità tattica di altissimo livello.

Zverev evita il bagel nel secondo set con un ace, ironicamente salutato dal pubblico con una ovazione, e dovrà fare i compiti a casa per quel che riguarda il comportamento: pessimo l’atteggiamento, scorato il body language come se non avesse voglia di stare a combattere. In precedenza il tripudio era stato di fischi, quando il pennellone biondo aveva spaccato a metà una racchetta facendo leva sul proprio ginocchio, dopo l’ennessimo dritto scentrato in corridoio. Nadal si trova adesso un quarto di finale quanto mai favorevole (il vincente tra Schwartzman e Struff. All’orizzonte la semifinale con Djokovic, che non è sembrato al meglio contro Simon e sarà impegnato dall’ostico Carreno Busta. Il decimo trionfo a Montecarlo, così, è possibile.

[10] D. Goffin b. [6] D. Thiem 7-6 (4) 4-6 6-3 (Corrado Boscolo)

Ottavo di finale numero tre sul campo dei Principi del Montecarlo Rolex Masters. Goffin contro Thiem, Golia contro Davide, due che ormai frequentano i piani alti della classifica mondiale. Thiem cerca il salto di qualità per agganciare l’olimpo, Goffin vive un ottimo momento di forma in questa primavera, vedasi Davis Cup contro l’Italia. 5-3 i precedenti per il belga, ma sul mattone tritato è avanti il ragazzone austriaco (2-1). Partono a spron battuto i due giocatori, ed è Goffin ad ottenere la prime occasioni di break, con la terza che risulta quella buona, grazie ad una grande risposta. Contro-break immediato di Thiem. L’austriaco comincia a far legna e a macinare gioco, ottenendo un altro break: tre giochi consecutivi per l’allievo di Bresnik che passa a condurre. Thiem che sembra più in palla del piccolo fiammingo, che però compie la rimonta portandosi ai vantaggi nel nono gioco e ottenendo il break: tutto da rifare per l’austriaco . Due giochi interlocutori al servizio portano il set al tie-break. Il belga parte forte scappando 6-2: Thiem annulla due set point, ma al terzo non può nulla. Primo set Goffin. Set che ricalca le caratteristiche di ritmo e corsa dei due tennisti, con Thiem che qualcosa recrimina. Secondo set che vede partire forte il numero 9 del mondo, che firma subito il break e si porta 2-0. L’austriaco annulla due palle break nel game successivo di servizio, confermando il vantaggio. Thiem si salva ancora da 0-30 nell’ottavo gioco e si garantisce di servire per il set, facendolo suo per 6-4. Partita che si deciderà al set decisivo. Goffin calato nel secondo parziale, Thiem più propositivo rispetto al primo set. Partita decisiva con il belga che parte meglio, ma nessuno dei due riesce a rompere l’equilibrio fino al 4-3: qui è Goffin che stacca il biglietto giusto, fa il break a 0 e si invola verso i quarti al primo match point utile. Partita vibrante e tirata, con due sicuri protagonisti della stagione sulla terra. Goffin affronterà il vincente tra Nole Djokovic e Carreno Busta.

D. Schwartzman b. [Q.] J. L. Struff 6-3 6-0 (Matteo Orlandi)

Sfida della grande occasione in chiusura di programma sul Campo dei Principi: Jan Lennard Struff e Diego Schwartzman si affrontano in un duello inedito che mette in palio per entrambi i primi quarti di finale in carriera in un Masters 1000. Dopo un avvio un po’ contratto con qualche inusuale errore di troppo da fondo, Schwartzman inizia a scavare il solco nel terzo game del primo set, dove sigla il primo break del match, mostrando da subito una mobilità sul rosso inarrivabile per l’avversario odierno. Dopo aver annullato tre delicate palle break sul 3-2, il nativo di Buenos Aires innalza il proprio livello di gioco punto dopo punto, portando a casa il primo set per 6-3 grazie al secondo break. Ben poco da dire sul secondo set. Nonostante i 25 centimetri di differenza tra i due, è il brevilineo argentino a fare il gigante: Schwartzman offre il suo miglior tennis, fatto di corsa, resistenza e qualità, infliggendo un pesante bagel al giustiziere di Dimitrov, totalmente incapace di creare problemi al tennis regolare e continuo dell’avversario e vittima nei game finali di errori chilometrici davvero banali, frutti della triste consapevolezza di aver gettato alle ortiche un’oppurtunità che non capita tutti i giorni. Dopo la bella vittoria su Bautista Agut, altra grande soddisfazione per El Peque che ritocca il suo best ranking (lunedì sarà numero 34) e domani proverà a fare l’impresa sul Ranieri III contro il super Nadal visto oggi contro Zverev.

Risultati:

[15] A. Ramos-Vinolas b. [1] A. Murray 2-6 6-2 7-5
[5] M. Cilic b. [9] T. Berdych 6-2 7-6(0)
[16] P. Cuevas b. [3] S. Wawrinka 6-4 6-4
[11] L. Pouille b. [Q] A. Mannarino 3-0 rit.
[4] R. Nadal b. A. Zverev 6-1 6-1
[10] D. Goffin b. [6] D. Thiem 7-6(4) 4-6 6-3
[2] N. Djokovic b. [13] P. Carreno Busta 6-2 4-6 6-4
D. Schwartzman b. [Q] J.L. Struff 6-3 6-0

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Roland Garros: buona la prima per Medvedev, Bagnis battuto con un triplice 6-2

Il russo approda al secondo turno dello slam francese superando in tre set l’argentino. Al secondo turno Djere o Berankis

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Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Daniil Medvedev - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

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Dopo la sconfitta all’esordio sulla terra rossa in quel di Ginevra contro Richard Gasquet, ritrova il sorriso Daniil Medvedev che in un’ora e 38minuti liquida la pratica Facundo Bagnis, numero 103 del ranking ATP, e approda al secondo turno dello slam parigino, contro il serbo Laslo Djere.

 

Per il russo il successo è arrivato con un periodico 6-2; ha mostrato buona condizione fisica visti i recenti problemi fisici e l’intervento all’ernia, non cedendo alla fatica anche quando lo scambio si è allungato. Positive anche le statistiche con 35 vincenti messi a referto dal russo a fronte di 19 gratuiti, con ben 12 ace. Punto dolente i 7 doppi falli che con un avversario più ostico di Bagnis avrebbero potuto incidere in ben altra maniera. Dal canto suo l’argentino, anch’egli non al 100% della forma (era reduce dal ritiro al primo turno di Ginevra) ha provato a resistere alla potenza di Medvedev, cercando di muovere il russo. Tuttavia, Bagnis si è dimostrato troppo falloso e poco incisivo col servizio.

IL MATCH – Primo set dominato dal russo, che pronti via si procura il palla break. Bagnis ad inizio match è molto combattivo e con un’ottima combinazione servizio e attacco a rete si salva una prima volta, ma due vincenti uno di dritto e uno di rovescio al termine di due scambi durati rispettivamente 16 e 14 colpi regalano il break al numero 2 al mondo.

La seconda di Medvedev è poco incisiva e il russo paga dazio nel secondo game con Bagnis che si guadagna subito due occasioni per l’immediato contro break con un dritto incrociato che trafigge Medvedev a rete. Due aces ad oltre 190 km/h rimettono il game in equilibrio. Un rovescio out del russo e il primo doppio fallo dell’incontro rimettono la sfida in parità.

Da quel momento è un monologo del russo, 92% di punti vinti con la prima (dodici su tredici), 6 aces e una aggressività in risposta che mette in difficoltà un buon giocatore da rosso come Bagnis. A fare la differenza è stata la quantità di errori di Bagnis ben 11 contro i 5 del russo, mentre Medvedev che alterna corsa e potenza non soffrendo neanche gli scambi lunghi. Infatti, quando lo scambio si allungava Medvedev ha vinto 12 punti su 17 scambi andati oltre i 9 colpi.

Il dominio di Medvedev è totale nel secondo set, con il russo che con un doppio break si issa facilmente sul 4-0. Unico passaggio a vuoto il sesto game, con Medvedev che recupera da 0-40, beneficiando prima di un gratuito di Bagnis e poi mettendo a segno tre vincenti di dritto.

Il russo dimostra anche una certa confidenza al gioco sul rosso, sia per l’ottima capacità di lettura dei dropshot tentati da Bagnis, che quasi mai si rivelano pericolosi, sia per la buona capacità nel variare gli scambi con dei dropshot ben eseguiti che spesso trovano impreparato l’argentino.

Anche nel terzo set, così come nei due precedenti, Medvedev piazza il break in apertura approfittando ancora degli errori di Bagnis col dritto. A rimettere in gioco l’argentino ci pensa Medvedev nel corso di un orribile quarto game, nel quale mette in campo solo due prime, commette tre doppi falli e innervosito dalla situazione sparacchia out un dritto che rimette il set in equilibrio.

Bagnis però cede subito alla pressione del russo in risposta, che in un attimo si ritrova 0-40. L’argentino si salva per ben due volte ma poi spreca tutto con un dritto mal eseguito che finisce fuori in lughezza. La fuga di Medvedev viene certificata con il break del 5-2 con l’argentino che prova a correre Medvedev per tutto il campo ma si incarta con una palla corta sulla palla break che finisce in corridoio. Per Medvedev è una formalità chiudere al servizio l’incontro per il 6-2 finale.

Buona prestazione dunque per il russo, ma forse non basta questo match per dire che Medvedev sia tornato al top della forma considerando che in questa prova Slam, prima dello scorso anno aveva uno score di zero vittorie e quattro sconfigge: “Amo il Roland Garros dallo scorso anno, prima non potevo dirlo, non sono mai rimasto molto ha dichiarato il russo a fine incontro spesso la domenica per me era già finito. Quest’anno per fortuna ho iniziato il martedì e sono contento di aver vinto. Ci rivediamo giovedì

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Nadal: “Wimbledon? Sia l’ATP che il torneo hanno una parte di ragione”

Le parole di Rafa dopo l’esordio vittorioso in tre set su Thompson: “E’ stato un buon esordio, ma devo migliorare in tutto”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Dopo i dubbi romani legati alle sue condizioni fisiche che hanno seguito la sconfitta contro Shapovalov, Nadal torna vincente e lo fa a Parigi con la vittoria n.299 in una prova slam, ai danni dell’australiano Jordan Thompson. Il piede che lo tormenta? Per ora è un ricordo lontano. La testa adesso è proiettata a fare bene, una partita alla volta, un passo alla volta. Ecco le parole dello spagnolo durante la conferenza stampa.

IL MODERATORE: Quanto eri felice della tua prima partita qui al Philippe Chatrier?

RAFAEL NADAL:Beh, è ​​un buon inizio, ovviamente, tre set filati. Questo è tutto. Voglio dire, ho giocato bene per un po’. Ci sono cose che potrei fare meglio e che devo fare meglio. Ma è un inizio positivo, e questo mi dà la possibilità di avere un altro giorno di allenamento domani e poi un’altra possibilità dopo domani”.

 

D. Passando al secondo round. Hai detto che c’erano alcune aree che vorresti migliorare. Quali sono queste aree? È questo il tipo di partita del primo turno che ti aspettavi di avere?

RAFAEL NADAL: “Non prevedo le cose (sorridendo). Non lo so. Ho bisogno di migliorare in tutti i modi. Penso di aver bisogno di migliorare il mio movimento, per qualche istante la velocità del mio diritto, la velocità di palla, che penso potrebbe essere migliore e dovrebbe essere migliore. È vero che ho fatto le cose bene, per un po’ è andata bene. È vero che oggi le condizioni erano più pesanti del solito qui, molto umido, il campo lento. Non so perché. Non so perché oggi il campo fosse molto umido, avendo il tetto sopra per molto tempo. Sì, voglio dire, sono contento della performance, comunque, no? È stato un inizio positivo. Poi ovviamente sono un tipo di giocatore che cerca sempre qualcos’altro, cose da migliorare. È quello che cercherò di trovare negli allenamenti di domani e poi nella prossima partita”.

D. Sembravi abbastanza in forma, almeno per il primo set e mezzo, ma come sta il tuo piede in questo momento? Come va l’infortunio? Con questo infortunio tu hai giocato solo cinque partite sulla terra rossa prima di Parigi, com’è il tuo livello di fiducia rispetto agli anni passati?

RAFAEL NADAL: “Ovviamente la fiducia è maggiore quando vinci Monte-Carlo, Barcellona, ​​Madrid o Roma. Senza dubbio le cose in questo mondo sono facili da capire, no? Quando vinci più partite e più tornei, hai più fiducia. Anche gli avversari lo sentono e alla fine sei più abituato al livello che devi giocare per vincere le partite. Quando questo non è il caso, le cose sono diverse. Ma non mi sarei mai aspettato di vincere 15 Monte-Carlo e Roma, quindi questa è la situazione oggi. Mi sono infortunato, e basta. Quello che è successo è passato, ed eccoci qui. Siamo al Roland Garros. Sono qui per fare del mio meglio. E come è il mio livello di fiducia, come sarebbero le cose o se non mi fossi fatto male, non lo so. Non lo sapremo mai. Non sono un grande fan del pensare alle cose che potrebbero accadere se — “se” è una parola pericolosa. E poi è il momento di accettare il momento, di accettare la situazione e di avere la fiducia per mettere tutti i miei sforzi in ogni singolo giorno, per migliorare sempre di più. Vediamo fino a che punto posso andare avanti”.

D. La mia domanda non riguarda la partita di oggi, ma Toni, tuo zio ed ex allenatore, che ora è consigliere di Felix Auger-Aliassime. Cosa ti ha dato all’inizio della tua carriera e che tipo di allenatore è? Cosa può dare a Felix nella sua carriera?

RAFAEL NADAL: “Beh, più di ogni altra cosa è mio zio, quindi quello che mi ha dato è: tutto. Gioco a tennis grazie a lui. Se sono un giocatore professionista, senza dubbio è merito suo, no? Per il resto è una domanda per Felix, non più per me. Puoi chiedergli quali sono le cose che sente che Toni gli porta, e sono sicuro che Toni può aiutarlo e lo sta aiutando in modo positivo. Ha molta esperienza ed è appassionato di questo sport. È intelligente, no? Sa molto di tennis, quindi sono sicuro che sarà in grado di aiutarlo“.

D. Qual è la tua opinione sulla decisione dell’ATP di rimuovere i punti in classifica da Wimbledon?

RAFAEL NADAL: “Non ho un’opinione chiara. Il problema da parte dei giocatori è sempre lo stesso. C’è sempre una persona e un board, una persona o un board che prendono le decisioni. E il resto delle persone che gestiscono l’evento seguono quella posizione. Nel nostro tour, ogni singolo giocatore ha un’opinione diversa, ed è per questo che non raggiungiamo mai le cose che potremmo ottenere se fossimo coesi. Alla fine, in questo mondo, è necessario che qualcuno prenda decisioni. Se io sono d’accordo o meno, oggi non importa. Il consiglio, il consiglio dell’ATP prende una decisione. Dobbiamo accettare questa decisione. Per il resto non sarò il giocatore che viene qui e che mette il mio board in una posizione difficile per la decisione che prende. Questo è il mio punto di vista. Penso che noi giocatori, non siamo preparati abbastanza bene per prendere decisioni importanti, perché alla fine è uno sport individuale. Ognuno ha la propria opinione personale in termini di quanto profitto ottiene da ogni singola decisione presa dall’ATP. Alla fine, capisco entrambe le parti. Rispetto e capisco la posizione di Wimbledon, senza dubbio, ma d’altra parte capisco e rispetto anche che l’ATP stia proteggendo i suoi membri. Questo è tutto. Non è che uno sta facendo una cosa negativa e l’altro sta facendo la cosa buona. A mio parere personale, hanno entrambi buone ragioni per prendere le decisioni che prendono oggi. Si spera che ATP e Wimbledon possano stare insieme e sedersi insieme e negoziare un futuro migliore per entrambe le parti”.

Q. Ho una domanda sul tuo avversario oggi. Ha servito in kick molto bene da sinistra. Quale pensi sia stata la cosa più difficile da superare per te in questa partita?

RAFAEL NADAL: “Beh, la partita è iniziata bene per me, no? Immediatamente ho avuto dei break, quindi i risultati dicono che è stata più o meno una partita solida da parte mia. È vero che quando sta servendo bene le cose diventano più difficili, no? È veloce. Ha buone gambe e può essere veloce e può essere pericoloso. Ma è vero che qui con un campo così grande come questo e giocando sulla terra battuta si hanno più possibilità contro un giocatore come lui che può fare grandi punti e grandi colpi, ma allo stesso tempo sbaglia anche lui. Quindi sulla terra è difficile”.

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Roland Garros: Nadal spazza via Thompson, smaltiti i dolori di Roma [VIDEO]

Il campione spagnolo supera nettamente l’ostacolo australiano presentandosi in buone condizioni fisiche

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

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[5] Nadal b. Thompson 6-2 6-2 6-2

 

Si può definire un allenamento competitivo la sfida tra Jordan Thompson e Rafa Nadal, con il pluricampione spagnolo, accolto nel riscaldamento dalla lettura della sua interminabile lista di Roland Garros vinti come da rituale, che si è liberato della pratica Thompson con sei game totali lasciati all’australiano in poco più di due ore. Una sfida dal pronostico chiuso sin dal principio, oltre che per le ovvie capacità di Nadal, anche per la poca abitudine alla terra battuta di Thompson, che ha passato la partita a disperarsi dei punti e recuperi incredibili di Nadal, con tanto di saluto sorridente tra i due a fine match.

IL MATCH – Poco da dire sullo svolgimento del match, che ha visto Nadal eseguire tutto alla perfezione e trovare due break in tutti i set disputati. La lente d’ingrandimento era più sulle condizioni fisiche e tecniche di Nadal, che aveva sofferto della solita infiammazione al piede a Roma contro Shapovalov ed era sembrato addirittura in dubbio per il Roland Garros. Il tennista spagnolo però contro l’australiano ha mostrato una perfetta condizione atletica, condita dai suoi soliti recuperi strepitosi che hanno fatto innervosire tantissimo un disperato Thompson, che ormai non sapeva più che fare per conquistare un punto.

I colpi da fondo di Nadal sono filati via tranquillamente, anche se la poca competizione opposta da Thompson non può essere reputata troppo un termometro del gioco di Nadal, che comunque è apparso tirato a lucido e soprattutto senza particolari dolori. L’unica piccola nota dolente è stata il break subito nel secondo set, e in generale percentuali molto alte al servizio che però non si sono tramutate in troppi servizi vincenti. Comunque non un segnale di preoccupazione in vista delle prossime partite dato lo scarso rodaggio dello spagnolo, che sulla terra battuta ha potuto giocare solo a Roma e Madrid a causa dell’infortunio rimediato ad Indian Wells. Per Nadal ora ci sarà la sfida con l’estroso tennista francese Corentin Moutet, che ha impedito una partita dal sapore vintage tra Stan Wawrinka e il campione maiorchino.

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